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2^ DOMENICA DI AVVENTO - ANNO B Isaia 40, 1-5. 9-11 2^ S. Pietro 3, 8-14 Marco 1, 1-8 “PREPARATE LA VIA DEL SIGNORE CHE VIENE …” VOCE DI UNO CHE GRIDA.

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2 2^ DOMENICA DI AVVENTO - ANNO B Isaia 40, ^ S. Pietro 3, 8-14 Marco 1, 1-8 “PREPARATE LA VIA DEL SIGNORE CHE VIENE …” VOCE DI UNO CHE GRIDA NEL DESERTO: Si avanza sempre cliccando

3 GLI ESILIATI A loro si rivolge il profeta Isaia, per annunciare con tanto calore, la loro liberazione e il ritorno.

4 Siamo a Babilonia, sei secoli prima di Cristo Siamo a Babilonia, sei secoli prima di Cristo. Il profeta parla al popolo di Dio, deportato da Nabucodonosor in schiavitù dopo la grave tragedia della distruzione di Gerusalemme nel 587 a.C.

5 A distanza di 40 anni da quell’avvenimento i deportati, allentati i maltrattamenti, accettata la nuova situazione, si erano sistemati bene a Babilonia, in una convivenza ormai pacifica e arricchita in una convivenza ormai pacifica e arricchita di tante possibilità da far dimenticare la patria.

6 che non conoscono Gerusalemme, e sono ben integrati con la popolazione locale. Dopo 40 anni la generazione adulta è costituita dai figli nati in esilio,

7 E’ proprio il fenomeno dell’integrazione che fa paura al profeta, soprattutto perché dimenticando le proprie origini, si dimentica Dio e la missione originale di essere un popolo messianico.

8 per risvegliare la coscienza e ricreare una mentalità del ritorno a Gerusalemme, La prima lettura di oggi è la voce del profeta che si eleva forte in mezzo al popolo la città santa, la casa di Dio, luogo della sua gloria, meta ideale per ogni fedele.

9 Il ritorno diventa l’imperativo, e nella mente del profeta tutto si trasforma in attrazione di gloria: il deserto da attraversare diventa il viale del trionfo;

10 è Dio stesso che si fa vicino al suo popolo e lo accompagna con tutta la tenerezza del buon pastore. la guida che li conduce è il Re dei Re,

11 Forse anche noi ci siamo integrati alla mentalità comoda o debole della nostra terra di esilio, e non della solidarietà, triste perché dominano in essa voci di schiavitù, la legge del profitto

12 assalti a mano armata, annunci di guerre purtroppo ancora giustificate, propaganda e cultura di morte... terra di esilio e di paura.

13 Gerusalemme diventa anche per noi nome e simbolo della città teologica, spirituale, quella della liberazione del peccato, della schiavitù, il segno della nostra mèta,

14 richiamo, voce, passione e desiderio di una vita più alta, fatta di tenerezza di Dio e di eternità. il ritorno alle nostre origini divine, della ricerca della santità di vita,

15 BISOGNO DI PROFETI allora significa che siamo adagiati nei nostri mali e consegnati a un destino di morte... Quando non ci sono più profeti che gridano, che prevengono,

16 non appena una stella appare sulla scena del mondo quotidiano, chiunque sia, purché sia un segno di fiducia, una porta di speranza... e la gente si muove in massa, Il mondo ha fame e sete di giustizia e di salvezza,

17 Il Vangelo opportunamente ci offre le indicazione sicure più profonde del nostro essere, per trovare risposte alle esigenze

18 e quanti sfruttano il mondo dei bisogni insoddisfatti, anche quello religioso. perché nei momenti di crisi se ne approfittano i ciarlatani e per non ingannarci,

19 che si presenta spoglio di tutto, anche di interessi personali, non chiama l’attenzione su di sé; il vero profeta è come Giovanni Battista, Il vero profeta, sull’esempio di Giovanni Battista, e con il suo dito puntato ci mostra dov’è la vera salvezza, nella persona del Cristo e in un battesimo di Spirito Santo.

20 Cristo è il messia, che si fa uomo per condividere e solidarizzare con noi, è superiore a tutti, è il figlio di Dio, è il figlio di Dio, egli non sacrifica gli altri, sacrifica se stesso per il bene degli altri per il bene degli altri.

21 Il Battesimo dello Spirito, ci ricorda che niente possiamo fare da soli nella lotta contro il male, nella lotta contro il male, dobbiamo vivere di una grande interiorità e di un grande e di un grande dialogo interiore con Colui è venuto ad abitare nei nostri cuori.

22 Quali intenzioni reali ispirano il mio agire? E’ d’obbligo la domanda: chi abita nel mio cuore? Chi lo ispira, chi ne ha preso possesso? Chi illumina i miei pensieri, quali ideali vi coltivo per la mia vita? Lo Spirito di Cristo e lo spirito di questo mondo? Ne passa della differenza! Chi vi abita?

23 e che accompagna la vita di ogni cristiano la vita di ogni cristiano La penitenza suggerita da Giovanni Battista significa preparare il cuore, purificarlo, togliere gli ostacoli al suo cammino;

24 penitenza significa: non permettere l’integrazione del cuore con le mode dello sfruttamento, con le mode dello sfruttamento, della giustificazione e legalizzazione della disonestà e legalizzazione della disonestà (avvisaglie di ogni dittatura);

25 penitenza significa fare silenzio dedicando tempo alla preghiera, per accogliere la voce dello Spirito, all’ascolto della Parola di Dio, al dialogo interiore.

26 la penitenza è il laboratorio del cuore dell’uomo. La Penitenza è scuola di sapienza;

27 L’esperienza ci insegna che non ce la facciamo da soli, ci vuole una grande intesa con lo Spirito di Dio, intesa con lo Spirito di Dio, che è l’unico capace di penetrare nel cuore dell’uomo...

28 Sunto dell’omelia di Padre Natalino ex missionario in Uruguay F I N E F I N E


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