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Dimitri Batani Dipartimento di Fisica «G. Occhialini », Università di Milano-Bicocca, Milano PROGRAMMA CORSO DI FORMAZIONE OBBLIGATORIO ANNO 2004 Il rischio.

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1 Dimitri Batani Dipartimento di Fisica «G. Occhialini », Università di Milano-Bicocca, Milano PROGRAMMA CORSO DI FORMAZIONE OBBLIGATORIO ANNO 2004 Il rischio da laser: cosa è e come affrontarlo; analisi di un problema non così lontano da noi

2 Dimitri Batani Dipartimento di Fisica «G. Occhialini », Università di Milano-Bicocca, Milano Caterina Giuliani Servizio prevenzione e protezione - Settore risorse umane - ufficio formazione PROGRAMMA CORSO DI FORMAZIONE OBBLIGATORIO ANNO 2004 Il rischio da laser: cosa è e come affrontarlo; analisi di un problema non così lontano da noi

3 Applicazioni dei Laser: Lettori di CD e DVDFotocopiatrici Laser Lettori di codice a barre Show di luci / discoteche Pointer Microlavorazioni Taglio di materialiIndustria elettronica (litografia) Chirurgia (bisturi laser) Chirurgia dellOcchio Trattamenti estetici (epilazione, rimozione rughe e macchie della pelle, rimozione tatuaggi) Microscopia (es. confocale, a due fotoni, Raman,...) Ablazione e deposizione di materiali Spettroscopia Sorgenti di radiazione secondaria (X, UV) Metrologia LIDAR (misure dellatmosfera) Telecomunicazioni in fibra ottica RICERCA

4 i) cosa e' un laser ii) rischi da laser iii) classificazione dei laser iv) misure di sicurezza v) un esempio vi) normative Piano del corso:

5 Non e un corso di fisica, ma alcune cose e necessario saperle… Che cosa e un laser 1: Cioè: amplificazione della luce per emissione stimolata di radiazione

6 c = (velocità = frequenza X lunghezza donda) Luce e onde elettromagnetiche: E = h (energia fotone = costante Planck X frequenza)

7 Luce normale Che cosa e un laser 2: Due ingredienti BASSA DIREZIONALITA BASSA MONOCROMATICITA BASSA COERENZA BASSA POTENZA ALTA DIREZIONALITA ALTA MONOCROMATICITA ALTA COERENZA ALTA POTENZA - IL MECCANISMO DI EMISSIONE (Emissione Stimolata vs. Emissione Spontanea) - LA CAVITA OTTICA RISONANTE Luce laser

8 Interazione luce - materia: COME AVVENGONO LASSORBIMENTO E LEMISSIONE DELLA LUCE DA PARTE DI UN ATOMO (O UNA MOLECOLA)? LA LUCE VIENE EMESSA E ASSORBITA IN QUANTI DEL CAMPO E.M. (FOTONI) CON ENERGIA CORRISPONDENTE AL SALTO ENERGETICO DEL SISTEMA LATOMO DI IDROGENO: MODELLO DI BOHR PROTONE ELETTRONE FOTONE h = E = E

9 Due modi per emettere la luce: EMISSIONE INCOERENTE EMISSIONE SPONTANEA EMISSIONE STIMOLATA LATOMO IN UNO STATO ECCITATO E 2 PASSA SPONTANEAMENTE, (CIOE SENZA NESSUNA SOLLECITAZIONE ESTERNA) IN UNO STATO MENO ECCITATO E 1 LATOMO IMMERSO IN UN CAMPO E.M. DI FREQUENZA UGUALE A QUELLA PROPRIA DELLA TRANSIZIONE (E 2 – E 1 )/h, VIENE INDOTTO A COMPIERE LA TRANSIZIONE ENERGETICA (CIOE LA PRESENZA DI UN FOTONESTIMOLA LEMISSIONE DI UN FOTONE ALLA STESSA ) E1E1 E1E1 E2E2 E2E2 E2E2 E1E1 E2E2 E1E1 EMISSIONE COERENTE DUE FOTONI INDISTINGUIBILI: STESSA FREQUENZA, DIREZIONE, FASE E POLARIZZAZIONE

10 Principio di funzionamento laser: ASSORBIMENTO DELLA LUCE MENTRE PROPAGA IN UN MATERIALE EMISSIONE ED AMPLIFICAZIONE DELLA LUCE IN UN MEZZO DOVE E STATA PRODOTTA UNINVERSIONE DI POPOLAZIONE (OVVERO CI SONO PIU ATOMI NELLO STATO ECCITATO E 2 CHE NELLO STATO E 1 )

11 Il ruolo della cavità ottica: SCHEMA DI PRINCIPIO DI UN LASER EMISSIONE DI LUCE LASER SPECCHIO PARZIALMENTE RIFLETTENTE SPECCHIO COMPLETAMENTE RIFLETTENTE MEZZO ATTIVO SISTEMA DI POMPAGGIO (CHE SERVE A CREARE LINVERSIONE DI POPOLAZIONE NEL MEZZO OTTICO)

12 Piccola storia dei laser: 1917: EINSTEIN formula la teoria dellemissione stimolata per spiegare la legge di corpo nero di Planck 1939: V.Fabrikant (URSS) prevede luso dellemissione stimolata per amplificare onde corte 1950: messa a punto del pomappgio ottico (inversione di popolazione grazie allenergia luminosa) da parte di A.KASTLER e J.BROSSEL 1951: C.TOWNES (USA) N.BASOV, A.PROKHROV (URSS) teoria dellemissione stimolata per lamplificazione 1954: GORDON mette a punto il MASER (Microwave Amplification by Stimulated Emission of Radiation) 1958: TOWNES e A.SCHAWLOW, e BASOV, indicano che il principio del MASER può essere applicato alla luce 1960: BASOV, O.KROKHIN e Yu.POPOV sviluppano la teoria del laser 1960: primo laser a rubino realizzato da T.MAIMAN negli USA 1961: primo laser a gas sviluppato da A.JAVAN, W.BENNET e D.HERRIOT (He-Ne). E il laser più usato nel mondo 1963: messa a punto del laser ad anidride carbonica da parte di C.PATEL 1963: Premio Nobel in Fisica per linvenzione del laser a BASOV, TOWNES e PROKHROV 1969: funzionamento a temperatura ambiente dei laser a semiconduttori (diodi laser)

13 Lunghezza donda Frequenza di ripetizione Potenza Media Energia per impulso Durata impulso Potenza di Picco Intensità Parametri dei laser: Visibile, near IR, near UV CW, 100 MHz, kHz, Hz, single shot mW W kW pJ mJ J kJ µs ns ps fs MW GW TW mW/cm W/cm 2 f P E = P f t P o = E / t I = P / S

14 Tipi di Laser: Laser a gas: laser ad atomi neutri: elio neon He-Ne elio cadmio (He-Cd) cromo Cr laser ad ioni: argon Ar+ iodio laser molecolari: anidride carbonica CO2 azoto N2 eccimeri (KrF, XeCl,…) chimici (HF, DF,..) vapori metallici (Cu,..) Laser a stato solido: rubino vetro (drogato Nd, …) YAG e YLF drogati Nd,.. Laser a coloranti Laser a semi-conduttori (Laser ad elettroni liberi)

15 Laser a Iodio PALS di Praga: =1.3 µm = 450 psec E = 1500 J

16 Laser NIF e Megajoule: Fusione Termonucleare controllata Nd:vetro 2 MJ 10 ns 200 fasci

17 Taglio Laser: MACCHINA LASER CO2 DA 2000 WPARTICOLARI TAGLIATI CON LA MACCHINA LASER

18 Microscopio confocale a laser: Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze

19 Evoluzione prestazioni laser:

20 In termini semplici possiamo pensare ad una sorta di ordine dei fotoni In pratica una coerenza elevata implica una elevata focalizzabilità del laser (macchia focale molto piccola, intensità elevata) Che cosè la coerenza (spaziale): I = P /S = E / S

21 Locchio umano:

22 Confronto tra il sole e un laser: SOLE: Intensità massima luce solare a terra = 1 kW/m 2 or 1 mW/mm 2 Assumendo un diametro pupillare di 2 mm larea è circa 3 mm 2 Quindi la potenza raccolta dallocchio è = 3 mW Il sole forma unimmagine 100 µm di raggio sulla retina (area = 0.03 mm 2 ) Lintensità sulla retina (Potenza/Area) = 3 mW/0.03 mm 2 = 100 mW/mm 2. Tipico laser He Ne da 1 mW (o laser pointer): Potenza (P) = 1 mW, raggio del fascio = 1 mm Forma unimmagine con raggio di 10 µm (area dello spot = mm 2 ) L intensità dellHeNe sulla retina è 1 mW/( mm 2 ) = 3100 mW/mm 2 31 volte lintensità del sole!!

23 Meccanismi di danno 1:

24 Meccanismi di danno 2: Effetto Fototermico: parte della radiazione incidente è assorbita dei tessuti. La temperatura aumenta ad un livello tale da provocare un danno. Bruciature della retina da laser Effetto Fotochimico: impulsi lunghi che non provocano un aumento di temperatura. Dipende dallenergia totale piuttosto che dalla potenza (come leffetto fototermico) CALORE

25 Meccanismi di danno 3: Effetto Fotoacustico (o da onda durto): Impulsi laser brevi e di alta energia. Una dose significativa di energia è assorbita in tempi brevi rispetto alla diffusione termica. Ablazione e rapida espansione del materiale, esplosione e onda durto, danno esteso alla retina. Effetti proporzionali allenergia dellimpulso. SHOCK

26 Vista prima del danno: Visione telecamera Visione dellocchio

27 Effetti del danno: Visione telecamera Visione dellocchio

28 Trasparenza dellocchio: Laser visibili e IR: Danni alla retina Laser UV: Danni alla cornea

29 Curva di visibilità dellocchio umano: Attenzione ai laser ai limiti della curva che sembrano poco intensi!! max = 555 nm (verde)

30 Sicurezza nellirraggiamento laser: LIMITI ESPOSIZIONE MASSIMA PERMESSA (EMP o MPE): Il livello di radiazione al quale, in circostanze normali, una persona può essere esposta senza subire alcun effetto LIMITE DEMISSIONE ACCESSIBILE (LEA o AEL): Il livello di radiazione massimo permesso in particolari in circostanze DISTANZA E ZONA NOMINALE DI RISCHIO OCULARE (ZNR): zona all'interno della quale il livello della radiazione è superiore all'EMP applicabile; all'interno di questa zona si possono avere danni oculari.

31 Classificazione dei laser: CLASSE 1: intrinsecamente sicuri: lEMP non può essere MAI superata (potenza bassa o laser interamente CHIUSO in un contenitore con interlock). P< 0.4 µW nel visibile CLASSE 2: radiazione visibile con potenza < 1mW. Normalmente il riflesso di chiusura delle palpebre (0.25 s) è sufficiente per la protezione delloicchio CLASSE 3A: radiazione visibile CW con potenza < 5mW e intensità < 2.6 mW/cm 2 (non più di 1 mW passi attraverso unapertura di 7 mm di diametro). Pericolosi se visti tramite strumenti ottici. CLASSE 3B: radiazione visibile o invisibile, CW o impulsata. La visione diretta o tramite riflessione speculare e SEMPRE pericolosa ma in certe circostanze possono essere visti tramite riflessione diffusa CLASSE 4: laser di potenza. Danni da riflessioni diffuse. Danni alla pelle. Pericoli di incendio

32 Altri rischi dei laser: 1* solo se il laser viene guardato volontariamente per più di 0.25 s

33 Prevenzione: DUE LIVELLI: PREVENZIONE COLLETTIVA PREVENZIONE INDIVIDUALE

34 Prevenzione collettiva: La parte normativa: - i livelli coinvolti - gli avvisi - i controlli -i permessi di accesso - ecc La parte medica: Con laser di classe 3 e 4, gli operatori laser devono essere sottosposti a visita (in particolare FONDO RETINA) da parte del medico del lavoro o del Medico Competente (soggetto dotato delle competenze ed incaricato dall'Università della sorveglianza medica del personale esposto a rischi specifici): - Allassunzione - Almeno ogni 3 anni - In caso di incidente (o di sintomi oculari) La Formazione: Per TUTTO il personale che frequenta il laboratorio laser

35 Sicurezza laser, livelli coinvolti:. Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione: persona che è stata incaricata ai sensi dell'art. 4 del D.Lgs 626/94 Medico Competente: soggetto dotato delle competenze ed incaricato dall'Università della sorveglianza medica del personale esposto a rischi specifici. Direttore di Struttura: (Dipartimento, Istituto o Centro interuniversitario); verifica l'applicazione della normativa sulla sicurezza nell'ambito della propria Struttura. Il Direttore ed il Responsabile devono acquisire le indicazioni di sicurezza dal TSL, fornendogli tutte le informazioni necessarie, predispongono le misure di prevenzione e protezioni necessarie e curano l'osservanza delle norme. Al Direttore della Struttura spetta, di concerto con il Responsabile, il diritto/dovere di autorizzare l'accesso alle zone regolamentate e verificare il rispetto delle misure generali di prevenzione e protezione predisposte

36 Sicurezza laser, livelli coinvolti:. Operatore laser: persona che ha ricevuto adeguata formazione sui i rischi laser e le procedure da adottare e che conosce i parametri di controllo operativi e di rischio del laser che utilizza. E autorizzato dal Direttore, su proposta del Responsabile, ed è sottoposto a visita medica ove previsto. Gli Operatori sono responsabili dell'utilizzo del laser in osservanza alle misure di sicurezza impartite dal Direttore e dal Responsabile, sentito il TSL. Responsabile di laboratorio: chi coordina le attività di ricerca o di didattica di un laboratorio; risponde direttamente dell'applicazione delle norme operative sulla sicurezza laser ed è tenuto a richiederne l'osservanza. Il Responsabile verifica preventivamente i pericoli, riduce al minimo indispensabile l'uso dei laser e il numero delle persone esposte, istruisce adeguatamente il personale e verifica l'osservanza delle norme nell'ambito del proprio laboratorio. Tecnico Sicurezza Laser: persona che possiede le conoscenze necessarie per valutare e controllare i rischi causati dai laser e ha la responsabilità di supervisione sul controllo di questi rischi. Il TSL è nominato dal Rettore. Il TSL valuta il rischio laser, prescrive le misure di sicurezza e gli appropriati controlli ed effettua dei sopralluoghi di verifica sulle condizioni di sicurezza, di concerto con il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione. Nei laboratori con laser di classe 3 e 4, la consulenza specialistica del TSL per la verifica del rispetto della normativa e per l'indicazione delle misure di prevenzione è OBBLIGATORIA.

37 Prevenzione individuale: Occhiali di protezione laser

38 Densità ottica: Trasparenza di un filtro (ad una data ) T = I out / I in = 10 -D Cioè D = Log (I out / I in ) (numero puro) Per occhiali laser servirebbe: D = Log (EMP / I in ) dove I e EMP sono espresse in W/m2 per laser continui ed in J/m2 per laser impulsati

39 Prevenzione individuale: Esempio di etichettatura occhiali per laser

40 Prevenzione individuale: Etichettatura degli occhiali di protezione (cfr. norma EN207) Dper laser continui Iper laser impulsati (µs) Rper laser ad impulsi «giganti» in regime di «Q switch» (ns) Mper laser ad impulsi brevi in regime di «mode locking» (ps, fs) La lunghezza donda (o le lunghezze donda) o il dominio spettrale per cui gli occhiali assicurano protezione Il valore della densità ottica (da 1 a 10) a quella lunghezza donda Lidentificazione del produttore Il marchio di certificazione Riferimento norma EN 207 (o EN 208 per occhiali di allineamento)

41 Prevenzione individuale: (densità ottica alla indicata)

42 Prevenzione individuale: NORME PER LUSO DEGLI OCCHIALI Utilizzare esclusivamente occhiali: -conformi alle norme EN 207 (uso) o EN 208 (allineamento) -adatti al laser utilizzato -in buono stato Leggere le note duso fornite dal produttore Non guardare mai volontariamente il fascio o una delle sue riflessioni, nemmeno con protezione oculare Pulire regolarmente gli occhiali Dopo luso rimetter gli occhiali nei loro contenitori Sistemare gli occhiali fuori dalla zona laser Eliminare gli occhiali difettosi o rovinati Prevedere degli occhiali supplementari per i visitatori

43 Esempio: Uso di laser di potenza: Nd:YAG 100 mJ, 10 Hz, 40 psec (classe 4) Due lunghezze donda (IR e verde) Usato per ricerca e per didattica (lab. 3° anno, tesi di laurea) Presenza di ricercatori stranieri Laboratorio Laser di Potenza a Fisica (2° piano U2):

44 Misure prese 1: Lezione sulle norme di sicurezza uso occhiali appositi per laser IR/visibili ad alta potenza direzionato il fascio laser in modo che non sia diretto verso l'entrata minimizzato gli ostacoli che si possono incontrare al buio possibilità di accensione/spegnimento luci dall'interno del locale "interlock" per spegnimento automatico del laser all'apertura accidentale o "non autorizzata" porta del laboratorio sistemazione di una luce rossa indicante il funzionamento del laser all'esterno della porta del laboratorio (cioé nel corridoio) sistemazione di un campanello all'esterno della porta per poter richiedere l'ingresso in caso di funzionamento del laser cartellonistica in italiano ed in inglese il laser ha misure di sicurezza intrinseche: chiave, arresto demergenz, interlock interni

45 Misure prese 2: due uscite (IR, verde). Quella non in uso viene chiusa beam dump (anche dietro gli specchi!) fascio laser mantenuto in un piano orizzontale NON allaltezza degli occhi procedura di conto alla rovescia (per operazioni in singolo colpo) o comunque di avviso di tiro (per ripetizione) niente sedie nel laboratorio LA MISURA DI PREVENZIONE MIGLIORE SONO LA FORMAZIONE E IL LAVORARE IN CONDIZIONI SERENE. LAVORARE IN STATO DI FATICA O STRESS PORTA AD INCIDENTI… GLI INCIDENTI VANNO RIPORTATI SUBITO!!!

46 Esempio di avviso 1:

47 Esempio di avviso 2:

48 Esempio di avviso 3:

49 Esempio di avviso 4:

50 Lista controlli sulla sicurezza laser 1:

51 Lista controlli sulla sicurezza laser 2:

52 Servizio Prevenzione e Protezione ATTENZIONE: LABORATORIO LASER! Il contatto con raggi laser è potenzialmente pericoloso e può causare danni irreversibili alla salute. COMUNICARE PREVENTIVAMENTE la necessità di accedere ai laboratori al Responsabile degli stessi (dr…………………tel …...) o, in mancanza al Referente del laboratorio (dr…………………tel ……..) o in mancanza al Servizio Prevenzione e protezione dellAteneo (tel , )che provvederà, in sostituzione dei Responsabili, a comunicare le condizioni di accesso e lavvenuta autorizzazione allaccesso. Nella stessa comunicazione dichiarare la tipologia di intervento e le necessità impiantistiche ed elettriche (fermo corrente Esempio di avviso 1:

53 ATTENDERE LAUTORIZZAZIONE ALLACCESSO prima di qualsiasi intervento e compilare sempre la richiesta di permesso allaccesso. (modello 1 ) ed il Registro delle presenze (modello 2). DURANTE LATTIVITA ALLINTERNO attenersi scrupolosamente alle disposizioni del Responsabile del Laboratorio e/o del Referente del laboratorio e non prendere alcuna iniziativa inerente spostamenti di materiale e attrezzature senza preventiva autorizzazione. NEL CASO DI SOSPENSIONE E RIPRESA DELLATTIVITA comunicare al Responsabile del Laboratorio e/o Referente e compilare il Registro delle presenze con orari esatti di entrata e uscita. UTILIZZARE I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE segnalati dal Responsabile del Laboratorio e quelli normalmente necessari per la propria attività. COMUNICARE LA FINE LAVORI O LA FINE ACCESSO al Responsabile del Laboratorio. Esempio di avviso 1 (seguito):

54 Servizio Prevenzione e Protezione LABORATORI LASER : NORME DI ACCESSO Il contatto con raggi laser è potenzialmente pericoloso e può causare danni irreversibili. 1)Laccesso di persone estranee allattività didattica e di ricerca ai Laboratori dove si utilizzano laser deve essere preventivamente autorizzato per iscritto (modello allegato) dal Responsabile dellattività didattica e di ricerca del laboratorio. 2)Per tutto il tempo in cui saranno presenti le suddette persone in Laboratorio dovrà esservi la presenza di un Responsabile e/o Referente del laboratorio o di persona che conosca molto bene lattività e lattrezzatura laser e dovrà essere accertato il blocco delle attività di ricerca in corso. 3)I Ricercatori e gli Studenti dovranno essere autorizzati allaccesso o con modalità giornaliera, nel caso di attività saltuaria, o con modalità mensile (modello allegato) nel caso di attività continuativa; 4)I Ricercatori e gli Studenti dovranno compilare il Registro delle presenze in Laboratorio tutti i giorni (modello allegato); Esempio di avviso 2:

55 5)La chiave di avvio dei comandi del laser dovrà essere custodita dal Responsabile dellattività didattica e di ricerca o da suo delegato formale (modello allegato) o consegnata solo a persona competente-esperta tra quelle identificate come frequentanti il Laboratorio stesso, previa compilazione di modello di consegna e responsabilità chiavi (modello allegato). Lo stesso dovrà essere fatto per la chiave della porta del locale laser. 6)I Ricercatori, gli Studenti e tutti i frequentanti autorizzati del laboratorio dovranno essere preventivamente formati ed informati sia sui rischi generali dellutilizzo di fonti laser sia sullattività specifica in corso, con modalità scelte dal Responsabile dellattività didattica e di Laboratorio e comunicate al Servizio di prevenzione e protezione di Ateneo con apposita comunicazione indicante le modalità effettive. 7)Gli stessi Ricercatori e Studenti dovranno essere inoltre informati sullutilizzo di Dispositivi di protezione individuale eventuale. 8)Il Responsabile dellattività didattica e di laboratorio dovrà comunicare al Medico Competente periodicamente (ogni 6 mesi) i nominativi dei frequentanti il laboratorio per leffettuazione di eventuale sorveglianza sanitaria. 9)Lattività di formazione-informazione dovrà comprendere linformazione sulle modalità di evacuazione del laboratorio stesso e sulle eventuali procedure di pronto soccorso in atto in caso di incidente allinterno, attuate a cura del Responsabile. IL SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE Esempio di avviso 2 (seguito):

56 Servizio Prevenzione e Protezione Modello Autorizzazione ingresso laboratorio- (Modello 3las03-vers.01) DIPARTIMENTO DI……………………………… DATA………………………… Si autorizza la sig./il sig…………………………………(ditta……………………………………) allingresso presso il Laboratorio di……………………… stanza…………………………..per ……………………………………………..(motivo). La presente autorizzazione si intende per i giorni…………………………………………… /. per il mese………………………………………….. e deve essere rinnovata espressamente. IL RESPONSABILE DEL LABORATORIO CANCELLARE LE PARTI CHE NON INTERESSANO Autorizzazione ingresso:

57 Servizio Prevenzione e Protezione Modello delega Responsabilità e/o consegna chiavi Laboratorio (Modello 01las03-vers.01) DIPARTIMENTO DI……………………………… DATA………………………… Il sottoscritto ………………………………………………….Responsabile del laboratorio di.. …………………………………………stanza n…………………………………………………. DELEGA il Dr. /Sig. ……………………………………………………………………………… in merito alla responsabilità dello stesso Laboratorio e gli consegna le chiavi (la copia delle chiavi) dellingresso al Laboratorio e/o dellavvio apparecchiatura. IL RESPONSABILE DEL LABORATORIO CANCELLARE LE PARTI CHE NON INTERESSANO Delega di Responsabilità:

58 Registro Presenze:

59 Conclusioni: Lavorando sempre con uno strumento si prende confidenza e si tende a sottovalutare i rischi In università i rischi sono aumentati dalla presenza di studenti e personale che cambia in continuazione Non serve terrorizzarsi ma conoscere i rischi e prevenirli. Sicuramente la prevenzione maggiore si ha attraverso La FORMAZIONE

60 Normativa di riferimento: Normativa nazionale La normativa nazionale di riferimento è la seguente: D.P.R. del 27 aprile 1955 n. 547; DPR del 19 marzo 1956 n. 303; D.Lgs del 19 settembre 1994 n. 626, modificato dal D.Lgs del 19 marzo 96 n. 242, di seguito denominati D.Lgs 626/94. Le principali norme di riferimento sono: norme tecniche CEI-EN del 9/95 e alle Guide per l'utilizzatore 1284 G del 1989 e 1381 G del 1990 sempre del CEI. Normativa europea Il progetto iniziale di Direttiva Europea riguardante lesposizione agli agenti fisici n° 93/C77/02 é stato modificato ed é apparso sulla gazzetta ufficiale delle comunità europee il 19 agosto 1994 al n° 94/C230/03. Questo documento riguarda gli obblighi del datore di lavoro contro i rischi dovuti agli agenti fisici e di fatto include quelli dovuti ai laser.


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