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Italo Calvino e la letteratura combinatoria. Santiago de Las Vegas 1923 – Siena 1985 Lungo itinerario intellettuale Dal neorealismo alla sperimentazione.

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1 Italo Calvino e la letteratura combinatoria

2 Santiago de Las Vegas 1923 – Siena 1985 Lungo itinerario intellettuale Dal neorealismo alla sperimentazione

3 TORINO 1945-’64 Il sentiero dei nidi di ragno I nostri antenati Marcovaldo Ultimo viene il corvo ROMA 80-’85 Palomar

4 Parigi 1964-’85 Il castello dei destini incrociati Le città invisibili Se una notte d’inverno un viaggiatore Le Cosmicomiche traduce i Fiori Blu di Queneau Ti con zero L’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto raccontato da Italo Calvino

5 PARIGI Strutturalismo Queneau: I fiori blu, Esercizi di stile Gruppo dell’Ou.li.po: Laboratorio di letteratura potenziale

6 Fase neorealistica

7 Due aspetti: fantastico e realistico Lontano da tentazioni ideologiche e propagandistiche Pin concepisce la vita come avventura picaresca Eventi minori Fase neorealistica

8 Il ciclo fantastico-allegorico I nostri antenati

9 Storie ambientate in epoche remote Creature bizzarre e irreali, allegorie della condizione umana Il ciclo fantastico-allegorico Il visconte dimezzatoIl barone rampanteIl cavaliere inesistente fine ’600:guerre austro-russetra ’700-’800età di Carlo Magno Medardo di TerralbaCosimo Piovasco di RondòAgilulfo Dimidiamento dell’uomo contemporaneo, mutilato, incompleto, nemico a se stesso. Sempre sapendo che per essere con gli altri veramente, la sola via era d’esser separato dagli altri. Uomo artificiale privo di individualità fisica e capace solo di funzionare astrattamente.

10 La letteratura come “gioco combinatorio” Strutturalismo: riduce la complessità del mondo a figure ed emblemi  scrittura sganciata da realtà Tempo e Spazio: rarefatti e astratti Letteratura come attività condotta in laboratorio e volta a costruire romanzi artificiali Logica combinatoria di percorsi e varianti che seguono: - combinazione carte (Il castello…), - significati simbolici e suggestioni favolistiche (Le città…)

11 Castello dei destini incrociati (1969) Le città invisibili (1972) Se una notte d’inverno un viaggiatore (1979) Siccome la matematica è un linguaggio, può servire non solo ad informare, ma anche a sedurre. Mandelbrot

12 Genesi del libro spiegata in una Nota che accompagna il testo Concatenazione e combinazione dei possibili determinata dalle immagini dei tarocchi Le storie si sovrappongono, si mescolano Ambiente e personaggi non realistici 2 testi: Il castello / La taverna

13 Il castello dei destini incrociati Lettura domestica Nota del ’73 scritta da Calvino stesso; Il castello Storia dell’Orlando pazzo per amore

14 Oscilla tra : -racconto filosofico -racconto fantastico-allegorico Stile aforistico che procede per immagini frammentarie Non esiste storia né sviluppo o psicologia dei personaggi: -Gran Khan dei Tartari -Marco Polo che espone al sovrano le risultanze delle sue ambascerie Senso nascosto, allegorico Sono un sogno che nasce dal cuore di città invivibili

15 Struttura dell’opera 9 capitoli: (11 serie x 5 descrizioni) = 55 città cifre romane cifre arabe Alternanza scalare  nessun capitolo ripete esattamente la serie di un altro e ciascuna serie torna 5 volte

16 I II12345 III23456 IV34567 V45678 VI56789 VII VIII IX Le città e la memoria, 2.Le città e il desiderio, 3.Le città e i segni, 4.Le città sottili, 5.Le città e gli scambi, 6.Le città e gli occhi, 7.Le città e il nome, 8.Le città e i morti, 9.Le città e il cielo, 10.Le città continue, 11.Le città nascoste.

17 Le città invisibili Lettura della prima cornice, dell’ottava e della conclusione Lettura e analisi di Le città e i segni 1 (Tamara)

18 «Il mio libro in cui credo di aver detto più cose resta Le città invisibili, perché ho potuto concentrare sui un unico simbolo tutte le mie riflessioni, le mie esperienze, le mie congetture» (Lezioni americane) OULIPO: fondato nel 1960 da Queneau e Le Lionnais, è emanazione del Collège de Pataphisique creato da Jarry, scrittore surrealista che conia questo termine a indicare una sorta di scienza dell’astruseria e del bizzarro. Nel 1972 Calvino diventa membro straniero dell’Oulipo. Oggetto delle sperimentazioni del gruppo è la letteratura considerata a partire dai suoi vincoli formali: le restrizioni rappresentate da regole grammaticali, sintattiche e retoriche, la prosodia e le forme fisse diventano stimoli inventivi. Le strutture letterarie vengono studiate servendosi delle scienze matematiche, allo scopo di creare nuovi vincoli espressivi che eccitano la libertà poetica. Analisi delle classiche restrizioni formali da un lato e teorie sintetiche dall’altro, con l’invenzione di regole del tutto nuove basate su modelli matematici e geometrici. Le città continue sono l’immagine inquietante della realtà postmoderna: tutto il mondo è un’unica enorme città continua, priva di identità, ovunque uguale a se stessa, senza nessuna differenza fra centro e periferia, assediata dai rifiuti che lei stessa produce in un’orgia dissennata di consumi. L’inferno che Marco Polo si propone di riconoscere per approntare strategie di resistenza è la società postmoderna e postindustriale, trionfo del consumismo e dell’alienazione (Trude, Berenice, Leonia). L’inferno è anche il vuoto lasciato dalle ideologie egemoni negli anni precedenti, il rovescio della crisi ella progettualità politica: la città ideale della fede religiosa e politica si è rivelata in una trappola (Bersabea, Perinzia). Rimanere aggrappati alla memoria e ai desideri del passato significa condannarsi all’autodistruzione «Il mondo è composto da linee spezzate e oblique con segmenti che tendono a sporgere fuori dagli angoli di ogni gradino, come fanno le agavi che crescono spesso sul ciglio, e con linee verticali ascendenti come le palme che fanno ombra ai giardini» (dall’opaco) INFO

19 LEONIA La città di Leonia rifà se stessa tutti i giorni: ogni mattina la popolazione si risveglia tra lenzuola fresche, si lava con saponette appena sgusciate dall'involucro, indossa vestaglie nuove fiammanti, estrae dal piú perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora intonsi, ascoltando le ultime filastrocche dall'ultimo modello d'apparecchio. Sui marciapiedi, avviluppati in tersi sacchi di plastica, i resti della Leonia d'ieri aspettano il carro dello spazzaturaio. Non solo tubi di dentifricio schiacciati, lampadine fulminate, giornali, contenitori, materiali d'imballaggio, ma anche scaldabagni, enciclopedie, pianoforti, servizi di porcellana: piú che dalle cose che ogni giorno vengono fabbricate vendute comprate, l'opulenza di Leonia si misura dalle cose che ogni giorno vengono buttate via per far posto alle nuove. Tanto che ci si chiede se la vera passione di Leonia sia davvero come dicono il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto l'espellere, l'allontanare da sé, il mondarsi d'una ricorrente impurità. Certo è che gli spazzaturai sono accolti come angeli, e il loro compito di rimuovere i resti dell'esistenza di ieri è circondato d'un rispetto silenzioso, come un rito che ispira devozione, o forse solo perché una volta buttata via la roba nessuno vuole piú averci da pensare. Dove portino ogni giorno il loro carico gli spazzaturai nessuno se lo chiede: fuori della città, certo; ma ogni anno la città s'espande, e gli immondezzai devono arretrare piú lontano; l'imponenza del gettito aumenta e le cataste s'innalzano, si stratificano, si dispiegano su un perimetro piú vasto. Aggiungi che piú l'arte di Leonia eccelle nel fabbricare nuovi materiali, piú la spazzatura migliora la sua sostanza, resiste al tempo, alle intemperie, a fermentazioni e combustioni. E'una fortezza di rimasugli indistruttibili che circonda Leonia, la sovrasta da ogni lato come un acrocoro di montagne. Il risultato è questo: che piú Leonia espelle roba piú ne accumula; le squame del suo passato si saldano in una corazza che non si può togliere; RINNOVANDOSI OGNI GIORNO LA CITTÀ CONSERVA TUTTA SE STESSA NELLA SOLA FORMA DEFINITIVA: quella delle spazzature d'ieri che s'ammucchiano sulle spazzature dell'altroieri e di tutti i suoi giorni e anni e lustri. Il pattume di Leonia a poco a poco invaderebbe il mondo, se sullo sterminato immondezzaio non stessero premendo, al di là dell'estremo crinale, immondezzai d'altre città, che anch'esse respingono lontano da sé montagne di rifiuti. Forse il mondo intero, oltre i confini di Leonia, è ricoperto da crateri di spazzatura, ognuno con al centro una metropoli in eruzione ininterrotta. I confini tra le città estranee e nemiche sono bastioni infetti in cui i detriti dell'una e dell'altra si puntellano a vicenda, si sovrastano, si mescolano. Piú ne cresce l'altezza, piú incombe il pericolo delle frane: basta che un barattolo, un vecchio pneumatico, un fiasco spagliato rotoli dalla parte di Leonia e una valanga di scarpe spaiate, calendari d'anni trascorsi, fiori secchi sommergerà la città nel proprio passato che invano tentava di respingere, mescolato con quello delle città limitrofe, finalmente monde: un cataclisma spianerà la sordida catena montuosa, CANCELLERÀ OGNI TRACCIA DELLA METROPOLI SEMPRE VESTITA A NUOVO. Già dalle città vicine sono pronti coi rulli compressori per spianare il suolo, estendersi nel nuovo territorio, ingrandire se stesse, allontanare i nuovi immondezzai.

20 LEONIA Leonia: Città produttrice di rifiuti e rifiuto essa stessa.

21 LEONIA es/2008/06/02/leonia.jpgc Vesuvio.jpg

22 Il metodo di esaustione è un procedimento utile a calcolare aree di varie figure geometriche piane. Consiste nella costruzione di una successione di poligoni che convergono alla figura data. L'area della figura risulta essere quindi il limite delle aree dei poligoni. Cenni storici Il sofista Antifonte (430 a.C.) tentò di determinare l'area del cerchio inscrivendovi dei triangoli sempre più piccoli, fino a quando la sua area non "esaurisce". Un più famoso esempio di applicazione del metodo di esaustione è quello della quadratura del cerchio effettuata da Archimede. Egli però utilizzò due metodi, quello di esaustione, inscrivendo poligoni regolari su di un cerchio di raggio unitario, e il metodo di compressione, circoscrivendo cioè i poligoni al cerchio. In questo modo all'aumentare del numero dei lati dei poligoni le figure tenderanno ad avvicinarsi alla forma del cerchio, tanto che egli ottenne una misura abbastanza precisa del π. Il metodo di esaustione venne descritto all'interno del Metodo, un libro di Archimede. Esso è alla base del concetto di limite di una funzione sviluppato nel Seicento da Newton. INTERDISCIPLINARIAMENTE

23 2009 Calvino scrive nel 1972, oltre 35 anni fa, ma già parla di una città circondata da un immane immondezzaio!

24 “Metaromanzo” che mette in discussione i meccanismi della narrazione Rapporti scrittore-lettore 12 capitoli e comprende10 inizi di romanzi i cui titoli letti di seguito formano altro incipit Struttura aperta e vicenda chiusa e tradizionale

25 Se una notte d’inverno un viaggiatore Lettura estiva del romanzo Consegna scheda comprensione del testo per verificarne la lettura Capitolo I della cornice Frammento iniziale: In una stazione ferroviaria

26 Letteratura postmoderna Commistione dei generi Linguaggio inteso come discorso separato dalle cose, Letteratura come gioco ironico e parodico, Leggerezza, stratificazioni allegoriche del senso Intertestualità Precursor e Jorge Luis Borges In Italia: Tabucchi, Il gioco del rovescio Eco, Il nome della rosa  Morte delle grandi ideologie  La storia non procede con linearità, ma per biforcazioni e salti  Precarietà di ogni significato  Atteggiamento ironico/cinico  Superficilità vs. profondità (Un paio di scarponi di Van Gogh [1887] vs. Scarpette di Warhol [1980] )  Morte della diacronia in favore della simultaneità  Spazio del tutto artificiale: la natura è schiacciata dall’artificio  Perdita della distinzione alto – basso: appiattimento di tutto  Schizofrenia: il frammento è destinato a restare tale, vale a dire isolato  Lo scrittore postmoderno riconosce e rappresenta la frammentarietà del reale divertendosene


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