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1 CORSO ISTRUTTORI F.I.V. I° LIVELLO ALTURA Novembre 2014 Docente Daniela Magnani Contrattistica e Responsabilità dell’istruttore FEDERAZIONE ITALIANA.

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1 1 CORSO ISTRUTTORI F.I.V. I° LIVELLO ALTURA Novembre 2014 Docente Daniela Magnani Contrattistica e Responsabilità dell’istruttore FEDERAZIONE ITALIANA VELA

2 2 Profili di responsabilità civile e penale dell’Istruttore di Vela Responsabilità = CONDOTTA - EVENTO - NESSO DI CASUALITA’ Art. 43 c.p. (c.d. elemento psicologico del reato) "..il delitto é colposo quando... l'evento, anche se previsto, non é voluto dall'agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline." Art. 45 c.p. “non è punibile chi ha commesso il fatto per caso fortuito o per forza maggiore”. Art. 50 c.p. “Non è punibile chi lede o pone in pericolo un diritto con il consenso della persona che può validamente disporne”.

3 3 I. COLPA GENERICA regole non predeterminate dalla Legge ma ricavate dall'esperienza della vita sociale. 1. Negligenza la regola di condotta violata prescrive un'attività positiva. (es.: controllare che l'allievo indossi correttamente il salvagente) 2. Imprudenza trasgressione di una regola di condotta da cui discende l'obbligo di non realizzare una determinata azione oppure di compierla con modalità diverse da quelle tenute. (es.: non effettuare l'uscita in condizioni meteo particolarmente difficili) 3. Imperizia consiste in una forma di imprudenza o negligenza "qualificata" e si riferisce ad attività che esigono particolari conoscenze tecniche. II. COLPA SPECIFICA inosservanza di leggi, regolamenti, ordini e discipline. Nei casi sub I) la colpa potrà di volta in volta essere messa in discussione in quanto i concetti di prudenza e di perizia sono concetti soggettivi. Nel caso di violazione di norme specifiche, invece, il responsabile ben difficilmente potrà evitare l'attribuzione della colpa se sarà dimostrato il rapporto di causalità tra la violazione della norma e l'evento lesivo.

4 4 Art. 27 comma 1 Costituzione "La responsabilità penale é personale". Generalmente, non può esservi attribuzione di responsabilità se non si é concretamente commesso il fatto. Ma questa regola subisce importanti specificazioni proprio nel campo delle Associazioni. Infatti, se nell'esercizio delle attività tipiche dei Club si verifica un evento dannoso, la responsabilità penale potrà essere addirittura attribuita al Presidente o addirittura all'intero Consiglio Direttivo se sarà accertato che l'evento lesivo é accaduto per carenze organizzative deliberate dal Consiglio collegialmente. Onde evitare questa responsabilità collettiva la delega del Consiglio Direttivo ad un singolo Consigliere di occuparsi di un certo settore dovrà essere ben specifica e con attribuzione di ampi ma chiari poteri di gestire un settore. Momenti tipici che devono essere tenuti in considerazione dall'organizzatore sono: a. la previsione e la prevenzione di un incidente; b. la presenza di una persona esperta, che comunque controlli l'operato di soggetti che agiscono in questo ambito. c. la possibilità di intervento soprattutto immediato. d. la conoscenza di tutte le normative da osservare (es. in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro ) Oltre a questi tre momenti bisogna tenere anche conto che le conoscenze tecniche sono in continua evoluzione e l'organizzatore deve essere costantemente aggiornato.

5 5 TIPOLOGIE DI RESPONSABILITA' CIVILE CONNESSE ALL'ATTIVITA' DI INSEGNAMENTO Art c.c.: responsabilità del debitore Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta é tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. Art c.c.: responsabilità per fatto degli ausiliari Salva diversa volontà delle parti, il debitore che nell'adempimento dell'obbligazione si vale dell'opera di terzi, risponde anche dei fatti dolosi o colposi di costoro.

6 6 Art c.c.: risarcimento per fatto illecito extracontrattuale Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno. Art c.c.: responsabilità dei genitori, dei tutori, dei precettori I precettori... sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza. Le persone indicate nei commi precedenti sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto.

7 7 Nel caso di danni subiti dall'Allievo (a causa dello scarso controllo o dell'imperizia, imprudenza etc. dell'Istruttore ), l'Istruttore stesso ed il Club ne risponderanno. E ciò a titolo di responsabilità extracontrattuale (ex art. 2043c.c.) o addirittura a titolo di responsabilità contrattuale, in base all'art c.c. ed all'art c.c.. Al momento dell'iscrizione di una persona ad un corso sportivo, infatti, il Circolo e l'Istruttore si impegnano non solo ad insegnare la pratica dello sport, ma anche ad assicurare l'integrità fisica degli Allievi. Per la Responsabilità extracontrattuale : il danneggiato dovrà dimostrare l'esistenza di un comportamento doloso o colposo dell'Istruttore ed il nesso causale fra tale comportamento ed il danno. Per la Responsabilità contrattuale : al danneggiato sarà sufficiente dimostrare l'esistenza di un contratto (atto di iscrizione al corso) per trasferire sl Circolo e sull'Istruttore l'onere della prova di non aver potuto impedire il fatto.

8 8 Si ritiene che anche agli Istruttori sportivi possa essere applicato il principio dettato dall'art c.2 c.c. secondo cui gli insegnanti sono civilmente responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro Allievi nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza. In tal caso gli Istruttori saranno liberati da responsabilità soltanto se provino di non aver potuto impedire il fatto. La responsabilità degli allenatori e degli istruttori sportivi può profilarsi quando l'evento dannoso occorso all'atleta, all'allievo o ai terzi, sia ascrivibile ad un loro comportamento imprudente o negligente. L'allenatore, in particolare, ha poteri di direzione e controllo tecnico e disciplinare sugli atleti sicché la sua responsabilità può manifestarsi tutte le volte che sia ravvisabile un difetto o un'omissione nel loro esercizio, oppure quando si sia astenuto dall'adottare o dal far adottare le cautele suggerite dal caso concreto; o, infine, abbia impartito disposizioni che il caso concreto sconsigliava. Il potere direttivo ed il controllo degli istruttori e dei maestri di sport é ancor più intenso in quanto, spesso, é loro affidato il compito di insegnamento e di avviamento ad una determinata disciplina sportiva di principianti che devono imparare ad affinare le tecniche di esecuzione specifiche che, se applicate correttamente, concorrono a ridurre o diminuire i rischi che vi sono connessi. Il comportamento dell'istruttore e del maestro deve essere tanto più cauto e prudente quanto maggiore é la pericolosità dello sport insegnato e minori le capacità fisiche e di apprendimento dell'allievo.

9 9 LIMITAZIONI DI RESPONSABILITA ' Art c.c.: condizioni generali di contratto. Le condizioni generali di contratto predisposte da uno dei contraenti sono efficaci nei confronti dell'altro, se al momento della conclusione del contratto questi le ha conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando l'ordinaria diligenza. In ogni caso non hanno effetto, se non sono specificatamente approvate per iscritto, le condizioni che stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte, limitazioni di responsabilità Art c.c.: clausole di esonero da responsabilità. E' nullo qualsiasi patto che esclude o limita preventivamente la responsabilità del debitore per dolo o colpa grave. Colpa grave consiste nel non usare la diligenza che é propria della universalità degli uomini e tale da non poter essere in alcun modo scusata. È’ addirittura equiparata al dolo. Colpa consiste nel non usare la diligenza di un uomo di media capacità. Colpa lieve consiste nel non usare la diligenza che é propria delle persone eccezionalmente dotate di prudenza e di oculatezza.

10 10 Assicurazione FIV Nell’ambito del processo di riordino delle coperture assicurative federali, la Fiv è diventata dal cliente direzionale del Gruppo Allianz, sponsor della nostra Federazione fino a tutto il Il rapporto diretto instaurato con il Gruppo Allianz ha consentito di ottimizzare coperture e costi assicurativi, con l’obbiettivo di migliorare le prestazioni a favore dei tesserati e dell’intera organizzazione federale. Nell’ottica di una sempre più fattiva collaborazione con Allianz sono allo studio nuove proposte assicurative appositamente personalizzate e riservate esclusivamente ai tesserati e agli affiliati Fiv.

11 11 COPERTURA ASSICURATIVA: ESTRATTO DALLA POLIZZA N – FEDERAZIONE ITALIANA VELA Con la presente polizza la Società ********* assicura la responsabilità civile che può incombere ai singoli istruttori/insegnanti di vela – d’ogni ordine e grado riconosciuti dalla Normativa vigente – tesserati alla FIV per l’anno in corso e regolarmente iscritti al registro degli Istruttori. La polizza copre le seguenti attività di: - teoria (lezioni a terra); - pratica (lezioni a terra ed in mare) per: A – PROMOZIONE: A1 – Centri Avviamento allo sport; A2 – Scuole di vela (Società affiliate FIV e Scuole Vela autorizzate –SVA); A3 – Scuole ed Istituti di istruzione pubblici e/o privati di ogni ordine e grado italiani e stranieri (attraverso convenzioni con la FIV ed i suoi organi periferici (zone) o con le Società affiliate FIV); A4 - Università degli Studi italiane e straniere (attraverso convenzioni con la FIV ed i suoi organi periferici (zone) o con le Società affiliate FIV); A5 – Enti pubblici territoriali (attraverso convenzioni con la FIV ed i suoi organi periferici (zone) o con le Società affiliate FIV); A6 – Rappresentanze Consolari italiane all’estero e straniere in Italia (attraverso convenzioni con la FIV ed i suoi organi periferici (zone) o con le Società affiliate FIV); L’attività dell’Istruttore può essere prestata a favore di allievi non tesserati FIV nei casi di cui ai punti A3, A4, A5, A6.

12 12 B - SPECIALIZZAZIONE: - squadre (allenamento sia del singolo atleta sia di una squadra); - attività addestrativa intercircoli; - raduni zonali, interzonali, nazionali, internazionali; C – AGONISTICA: - tutti i tipi di regate (Società, intercircoli, zonali, nazionali, internazionali); D – FORMAZIONE: - partecipazione a stage e raduni di formazione e specializzazione indetti da: FIV ed i suoi organi periferici (Zone), Comitato Olimpico. Federazione sportive nazionali ed estere, Federazione internazionale della Vela ISAF. CLAUSOLE AGGIUNTIVE 1 – la garanzia è valida anche durante la partecipazione ad eventuali regate e/o manifestazione veliche; 2 – a deroga dell’art.2.2 (estensione territoriale) delle norme a stampa, si conviene di estendere l’operatività assicurativa alle manifestazioni veliche internazionali ed agli allenamenti che si svolgono nel mondo intero, ivi compresi viaggi e trasferte effettuati con qualunque mezzo terrestre e nautico; 3- la Società Assicuratrice rinuncia all’esercizio del diritto di surrogazione spettante ai sensi dell’art.1916 c.c. nei confronti della FIV nonché delle Società sportive affiliate e scuole di vela autorizzate; 4 – la garanzia comprende anche l’affidamento di allievi minori di età e sarà operante dal momento in cui gli stessi sono affidati agli Istruttori sino al momento della riconsegna ai genitori o chi per loro; Massimali assicurati: € ,80 responsabilità civile verso terzi per ogni sinistro, € ,80 per ciascuna persona deceduta o ferita e di € ,80 per i danni a cose, anche se appartenenti a più persone

13 13 Deliberato dal Consiglio Federale n. 405 del 26 ottobre 2007 Approvato dalla Giunta Nazionale CONI con delibera n /11/2007 FEDERAZIONE ITALIANA VELA REGOLAMENTO DI GIUSTIZIA TITOLO I – GENERALITÀ Art. 1 - Principi informatori della Giustizia Federale 1 - La Giustizia Federale è amministrata in base al Regolamento di Giustizia deliberato dal Consiglio Federale e approvato dal CONI. Il Regolamento di Giustizia si conforma ai Principi di Giustizia emanati dal Consiglio Nazionale CONI e ai principi contenuti nel presente Statuto, nonché, per quanto non espressamente previsto, ai principi del diritto processuale penale dello Stato. La giustizia sportiva deve essere rapida e, a tal fine, tutti i termini processuali devono essere limitati al massimo e non possono, comunque, superare i limiti stabiliti dal presente Regolamento, pur nel rispetto del diritto alla difesa. 2 - I principi dell'ordinamento giuridico-sportivo, che ispirano il Regolamento di Giustizia, prevedono: a) l’obbligo della lealtà dei tesserati; b) la sanzione degli illeciti sportivi; c) la proibizione dell'uso di sostanze dopanti.

14 I principi fondamentali sui quali si fonda la Giustizia Federale sono: a) diritto alla difesa e al contraddittorio; b) doppio grado di giurisdizione di merito; c) diritto all'impugnativa di tutti i provvedimenti, anche cautelari; d) possibilità di ricusazione dell'organo giudicante; e) provvedimenti di clemenza; f) obbligatorietà dell'arbitrato per le controversie che non rientrano nelle competenze degli Organi Federali e nella competenza esclusiva del giudice amministrativo; g) provvisoria esecutorietà delle decisioni di primo grado, salva la facoltà per il Giudice di Appello di sospendere, su istanza di parte in presenza di gravissimi motivi, in tutto o in parte, l’efficacia esecutiva o l'esecuzione della decisione impugnata; h) sospensione cautelare; i) riabilitazione; j) possibilità di revisione del giudizio; l) pubblicità delle udienze.

15 15 Art Illecito disciplinare 1. Rispondono di illecito disciplinare gli Affiliati e i Tesserati che tengono, o consentono che altri nel loro interesse tengano, condotta non conforme ai principi della lealtà, della probità e della rettitudine sportiva in ogni rapporto di natura agonistica, economica, sociale e morale. 2. Il Tesserato che pubblicamente, con parole, scritti od azioni, lede gravemente la dignità, il decoro, il prestigio della Federazione o degli Organi Federali commette illecito disciplinare. Art Illecito sportivo 1. Commette illecito sportivo chiunque compie, o consente che altri compiano, con qualsiasi mezzo atti idonei ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara ovvero ad assicurare a sé o ad altri un vantaggio in classifica. 2. L’Affiliato è ritenuto responsabile degli atti di illecito sportivo commessi a suo vantaggio dai propri Tesserati. 3. L’Affiliato è ritenuto responsabile degli atti di illecito sportivo commessi a suo vantaggio da persone ad esso esterne, salvo che provi la sua estraneità al fatto. Art Frode sportiva 1. Costituisce frode sportiva la fattispecie di cui all’art. 1 della Legge 13 dicembre 1989 n° Commette altresì frode sportiva chi tende ad eludere, mediante falsa attestazione o documentazione, norme per la partecipazione all’attività agonistica federale, nonché norme relative alla stazza delle imbarcazioni o all'affiliazione degli Affiliati, ovvero ai requisiti per la partecipazione alle Assemblee Federali o per l'assunzione di incarichi federali.

16 16 Art. 2 - Responsabilità dei Tesserati e degli Affiliati 1. La responsabilità disciplinare è personale e si fonda sulla condotta colposa o dolosa dell'agente tesserato. 2. Gli Affiliati rispondono oggettivamente dell'operato sia di chi li rappresenta, sia dei propri Tecnici e Accompagnatori, quando questi soggetti agiscano nella detta qualifica. 3. Gli Affiliati sono altresì oggettivamente responsabili degli illeciti commessi da persone esterne a vantaggio dello stesso Affiliato, salvo che questa non provi la sua estraneità al fatto. 4. L’ignoranza o l’errata interpretazione dello Statuto, dei Regolamenti, delle Normative e di tutte le altre disposizioni emanate dagli Organi Federali non possono essere invocate e non escludono la responsabilità disciplinare.

17 17 Art Provvedimenti a carico degli Affiliati 1. A carico degli Affiliati possono essere adottati i seguenti provvedimenti: a) deplorazione con nota scritta; b) sanzione pecuniaria da mille a diecimila euro; c) sospensione da un mese a dodici mesi; d) revoca dell’affiliazione. Art Provvedimenti a carico dei Tesserati 1. A carico dei Tesserati possono essere adottati i seguenti provvedimenti: a) ammonizione verbale b) deplorazione con nota scritta; c) sanzione pecuniaria da duecentocinquanta a cinquemila euro; d) sospensione da un mese a ventiquattro mesi; e) radiazione.

18 18 Art Provvedimenti a carico dei Dirigenti Federali 1. Oltre a quanto previsto all’art. 38, a carico dei Dirigenti Federali nazionali e periferici, per fatti connessi all'esercizio delle loro funzioni, possono essere adottati i seguenti provvedimenti accessori: a) sospensione temporanea dalla carica di Dirigente Federale sino da un mese a dodici mesi; b) interdizione perpetua a ricoprire cariche federali. Art Provvedimenti a carico degli Ufficiali di Regata 1. Oltre a quanto previsto all’art. 38, a carico degli Ufficiali di Regata, per fatti connessi all'esercizio delle loro funzioni, possono essere adottati i seguenti provvedimenti accessori: a) sospensione temporanea dall’attività di Ufficiale di Regata da un mese a ventiquattro mesi; b) radiazione dall’Albo di appartenenza. Art Provvedimenti a carico dei Tecnici 1. Oltre a quanto previsto all’art. 38, a carico dei Tecnici, per fatti connessi all'esercizio delle loro funzioni, possono essere adottati i seguenti provvedimenti accessori: a) sospensione temporanea dall’attività di Tecnico da un mese a ventiquattro mesi; b) radiazione dall’Albo di appartenenza.

19 19 SICUREZZA E PREVENZIONE Nell’ambito di una Scuola Vela Cenni

20 20 COS’È LA PREVENZIONE: Il complesso delle disposizioni o misure adottate o previste in tutte le fasi dell’attività per evitare o diminuire i rischi di danno nel rispetto della salute e dell’integrità dell’ambiente esterno

21 21 A. VALUTAZIONE DEI RISCHI; B. MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE; C. LORO APPLICAZIONI; LA legge“626”

22 22 ITER DI VALUTAZIONE DEI RISCHI a) INDIVIDUAZIONE DEI RISCHI; b) VALUTAZIONE DEI RISCHI; c) ELIMINAZIONE O RIDUZIONE DEI RISCHI.

23 23 DEFINIZIONI: 1.PERICOLO, situazione che possa procurare un danno; 2.DANNO, alterazione dello stato di salute (permanente o temporaneo); 3.RISCHIO, possibilità che un pericolo si manifesti nel tempo; 4.RISCHIO RESIDUO, rischio che può rimanere dopo l’adozione delle misure minime di sicurezza;

24 24 Valutazione rischi nell’ambito di una Scuola Vela 1.Aspetti generali; 2.Aspetti specifici; 3.Analisi di alcune tipologie di rischio; 4.Rischi residui.

25 25 Prevenzione e sicurezza durante lo svolgimento di un corso di Vela a) Nell’organizzazione del corso; b) Nello svolgimento del corso: - a terra; - in acqua

26 26 NORME GENERALI L'istruttore all'inizio di ogni corso dovrà assicurarsi che ogni allievo iscritto: a)sia capace di nuotare; b)sia dichiarato idoneo allo sport non agonistico, con certificato medico; c)sia tesserato FIV; d)sia inserito in un gruppo di lavoro omogeneo per età e tipo di barca; e)abbia il calendario delle uscite del corso con orari e giorni stabiliti; f)che abbia l'abbigliamento necessario: scarpe da barca, costume, pantaloncini, maglietta, berretto, cerata o simile e salvagente.

27 27 MEZZI DI ASSISTENZA Gommone od altro mezzo munito di motore fuoribordo potenza consigliata 25 Hp, che garantisca il soccorso delle barche senza danneggiarle. Il rapporto tra barche e mezzi di appoggio è di 5/6 doppi per un gommone o di 6/7 optimist o tavole a vela per gommone. Le condizioni dei mezzi appoggio devono essere verificate giornalmente con la manutenzione ordinaria. Un mezzo appoggio ausiliario deve essere sempre pronto ad intervenire in caso di necessità.

28 28 ATTREZZATURA  Simulatore per mostrare a terra gli esercizi;  Parco barche scuola efficiente;  Boe con bandiere per le esercitazioni in acqua, bandiere con asta per segnalazioni, megafono e fischietto.  Dotazioni di sicurezza e materiale di pronto intervento.  Pronto soccorso a terra con medicinali e attrezzatura per la respirazione artificiale.  Radio portatili per il collegamento continuo durante le esercitazioni.  Luogo per il ricovero dell'attrezzatura da scuole vela e bacheca per le comunicazioni agli allievi.

29 29 PER POTER PARLARE DI PREVENZIONE E SICUREZZA DOBBIAMO ANALIZZARE LE CARATTERISTICHE DELL’AMBIENTE NEL QUALE SVOLGIAMO LA NOSTRA ATTIVITA’

30 30 IL “CIRCOLO NAUTICO”, SPESSO RISULTA UNA STRUTTURA APERTA. CIÒ CHE DIFFERENZIA L’IMPIANTO PER LA VELA DAGLI ALTRI IMPIANTI PUÒ ESSERE INDIVIDUATO NELLA GRANDE FLESSIBILITÀ E NELL’AMPIO GRADO DI PERMEABILITÀ FRA I VARI SPAZI UTILIZZATI DAI DIVERSI GRUPPI DI ATTIVITÀ.

31 31 I GRUPPI DI ATTIVITÀ si possono dividere, con buon grado di precisione, entro tre localizzazioni principali: 1. ATTIVITÀ A TERRA; 2. ATTIVITÀ DI BATTIGIA; 3. ATTIVITÀ DI BANCHINA.

32 32 Edificio sociale 1) Ricevimento e guardaroba; 2) Sale di segreteria e amministrative; 3) Aule didattiche; 4) Area giudici, comitati e comunicazioni tecniche; 5) Servizi igienici; 6) Area stampa; 7) Salone per riunioni; 8) Sala TV e video; 9) Spazio per commercio articoli nautici; 10) Sala fitness o palestra; 11) Cucina e dispense, Bar; 12) Pronto soccorso; 13) Spogliatoi e Sevizi igienici di gruppo e tecnologici; FRA LE ATTIVITÀ PRINCIPALI A TERRA AL COPERTO, SI INDIVIDUANO: Altri edifici 1) Area asciugatura cerate ed attrezzatura; 2) Depositi vele, attrezzatura e materiali per ogni classe; 3) Depositi per mezzi appoggio, boe e derive della scuola vela; 4) Officina; 5) Spazio stazze (misurazione imbarcazioni);

33 33 1) Guardiola ingresso e parcheggi; 2) Parcheggio pulmini e carrelli da traino ed alaggio; 3) Piazzale per stazionamento scafi e riparazioni all’aperto; 4) Area Deposito e riparazione alberi; 5) Sala Breefing ed assemblee; 6) Area Distribuzione e consumazione pasti al sacco; 7) Area segnali ed informazioni; 8) Area Lavaggio scafi ed attrezzature; 9) Area docce all’aperto; 10) Area Stenditura, deposito temporaneo e piegatura vele; 11) Area per Esercizi fisici; FRA LE ATTIVITÀ PRINCIPALI E GLI SPAZI A TERRA ALL’APERTO SI INDIVIDUANO:

34 34 1) Operazioni di lavaggio e varo su scivolo; 2) Deposito carrelli e invasi; 3) Stesse operazioni di 1) con gru mobile per gommoni di assistenza o derive a chiglia; 4) Deposito provvisorio boe; 5) Deposito provvisorio scafi per intervallo attività e riparazioni; 6) Operazioni su pontile galleggiante; PER ATTIVITÀ DI BATTIGIA: si intendono le operazioni, temporalmente limitate, che hanno luogo prima e dopo la messa in acqua e lavaggio della barca e dei mezzi di appoggio a ridosso della riva, prima e soprattutto al rientro da allenamenti di scuola vela e regate:

35 35 1) Carico e scarico materiali; 2) Ormeggio e partenza; 3) Dotazione di energia elettrica per ricarica batterie e servizi di bordo e dotazione acqua; 4) Alaggio e varo tramite gru; PER ATTIVITÀ DI BANCHINA SI INDIVIDUANO:


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