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Significato e intenzione. Triangolo semiotico espressionereferente contenuto.

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Presentazione sul tema: "Significato e intenzione. Triangolo semiotico espressionereferente contenuto."— Transcript della presentazione:

1 Significato e intenzione

2 Triangolo semiotico espressionereferente contenuto

3 Il significato come referenza oggettiva Il significato di un messaggio è dato dal rapporto tra linguaggio e realtà (semantica vero-condizionale) Ogni enunciato ha un valore di verità, poiché il significato consiste nellaffermare qualcosa che può essere vero o falso

4 In questa prospettiva, il significato acquista valore di oggettività (concezione referenzialista) Inoltre, il significato è indipendente dalla mente dei singoli individui (concezione antipsicologica) Il significato come referenza oggettiva

5 Il significato come valore linguistico Autonomia della semantica: in ogni lingua naturale, il valore di una parola è di essere ciò che le altre parole non sono

6 Il significato non fa riferimento a una realtà (concezione antireferenzialista), né è dipendente dalla mente degli individui, ma fa riferimento a un sistema di parole, a una lingua naturale Il significato come valore linguistico

7 Significato come comprensione dellesperienza Il significato è il modo in cui gli individui comprendono ciò che comunicano, in riferimento alla propria esperienza (semantica della comprensione)

8 È una concezione psicologica, perché il significato rimanda alle mappe mentali che gli individui hanno della realtà in base alla loro esperienza Inoltre, è una concezione referenzialista, perché lesperienza fa riferimento al mondo reale o a mondi possibili Significato come comprensione dellesperienza

9 La dimensione referenziale del significato Il significato ha a che fare con un mondo reale o possibile Allora il riferimento è lancoraggio a un mondo esterno attraverso lesperienza personale, che è una lente che modifica, seleziona i dati della realtà in funzione della propria cultura

10 La dimensione inferenziale Lorganizzazione cognitiva dei significati implica che questi hanno dei corrispondenti nei concetti (costrutti mentali che ci consentono di categorizzare gli oggetti della realtà) Inoltre, i significati richiedono unimportante attività mentale di inferenza per essere compresi

11 Le espressioni di inbizione, attenuazione, intensificazione, luso dei marcatori o modificatori, la disposizione lineare delle parole nellenunciato contribuiscono a definire il significato in una direzione piuttosto che unaltra La dimensione differenziale

12 Gli aspetti universali della comunicazione Gli universali linguistici sono aspetti invarianti dei processi comunicativi condivisi da tutte le lingue naturali

13 Grammatica generativa di Chomsky LAD (Language Acquisition Device) è un organo geneticamente predisposto allapprendimento e allo sviluppo del linguaggio Concezione innatista del linguaggio Gli aspetti universali

14 Teoria della relatività linguistica Studia il variare delle lingue in funzione delle culture Le culture, attraverso il linguaggio, influenzano in modo determinante il modo in cui categorizziamo la realtà

15 La versione forte del relativismo è una forma di determinismo, in quanto sostiene che la lingua determina le forme di pensiero nei confronti della realtà È una posizione insostenibile, perché il pensiero è molto più complesso di quanto il linguaggio possa esprimere Teoria della relatività linguistica

16 La versione debole (il pensiero è facilitato dal linguaggio) va incontro allesistenza di differenze e di molteplicità di culture nel mondo Le differenze semantiche rimandano a differenze culturali su come vivere la propria realtà Teoria della relatività linguistica

17 Concezione del significato come realtà componenziale Secondo due prospettive: 1.Semantica a tratti (o modello CNS) 2. Teoria del prototipo

18 La semantica a tratti Prevede due condizioni: 1. Il significato è scomponibile in tratti semantici considerati come condizioni necessarie e sufficienti (CNS) 2. Il numero dei tratti semantici costituisce un inventario limitato

19 La semantica a tratti Prevede alcuni principi precisi: a.Nessun tratto può essere cancellato b.Nessun tratto può essere aggiunto c.Tutti i tratti hanno la medesima rilevanza e sono al medesimo piano d.Il significato di qualsiasi termine presenta confini netti e precisi secondo la logica binaria (presenza o assenza)

20 La semantica a tratti: conclusioni Il significato di una parola è a.univoco b.assoluto c.determinato in modo preciso nelle sue componenti costitutive d.separato da tutti gli altri significati E una realtà discreta

21 La semantica a tratti: i limiti Il significato di una parola è 1.non ammette eccezioni 2.il significato è definito da un numero limitato e chiuso di proprietà costitutive 3.La distinzione tra conoscenze dizionariali e conoscenze enciclopediche appare inconsistente 4.La definizione di confini netti tra un significato e laltro non è sostenibile

22 La semantica del prototipo Rimanda al concetto di categoria mentale (Rosch) Ogni categoria presenta due dimensioni -verticale -orizzontale

23 La semantica del prototipo: la dimensione verticale collega tra loro diverse categorie attraverso il processo di inclusione Tre livelli di inclusione -sovraordinato (arredamento) -di base (sedia) -subordianto (sedia da cucina)

24 La semantica del prototipo: la dimensione orizzontale riguarda -il modo con cui ogni categoria è organizzata al suo interno -quali relazioni sono istituite tra i diversi membri in termini di appartenenza e rappresentatività

25 Il prototipo è il rappresentante migliore di una categoria, il caso più emblematico di appartenenza

26 Due concezioni del prototipo 1. teoria standard del prototipo 2. teoria estesa del prototipo

27 - il prototipo è il migliore esemplare di una categoria - si fonda sul principio di somiglianza e analogia Limiti - non spiega il fenomeno della polisemia semantica Teoria standard

28 Teoria estesa del prototipo - il prototipo è un costrutto mentale, un insieme di proprietà salienti che distinguono una categoria da unaltra - il prototipo è la configurazione degli aspetti prototipici In questa prospettiva, occorre distinguere tra: -tra prototipicità della categoria e tipicità del significato -proprietà essenziali e proprietà tipiche

29 La polisemia semantica Concetto che presenta diverse proprietà, pone delle difficoltà a trovare un prototipo allinterno di una categoria (es. concetto fresco) Si può spiegare ricorrendo alla somiglianza di famiglie, ossia un concatenamento allinterno della stessa categorie di termini a due a due, di condivisione di somiglianze parziali

30 Categorie radiali Categorie in cui non cè un caso centrale si generano per somiglianze locali e parziali tra i loro membri secondo lo schema

31 Il significato non esiste se non vi è unintenzione comunicativa

32 Latteggiamento intenzionale è la predisposizione naturale a interpretare lazione di qualsiasi entità come se fosse pianificata in modo consapevole (Dennet).

33 Due significati di intenzionalità 1. Come coscienza, consapevolezza di qualcosa (Brentano) 2. Proprietà di unazione in quanto compiuta in modo volontario per raggiungere un certo obiettivo e scopo In entrambi i casi lintenzionalità è una proprietà di alcuni stati mentali.

34 Lintenzionalità nello scambio comunicativo è un gioco di attribuzione e di ri- attribuzione dellintenzione comunicativa.

35 Lintenzione è una caratteristica che presenta una certa gradualità (lo scambio comunicativo è caratterizzato da un certo grado di intenzionalità).

36 Lintenzione comunicativa è un fuzzy set: come la coscienza, può aumentare, restringersi…. ….in modo da consentire di calibrare i diversi atti comunicativi entro una determinata situazione.

37 La forza dellintenzione è legata allimportanza dei contenuti da mettere in evidenza è un processo di messa a fuoco e di calibrazione del messaggio prodotto.

38 Le intenzioni, in quanto graduabili, possono essere incapsulate luna nellaltra (gerarchia intenzionale).

39 Il principio della pars pro toto implica che da parte del parlante vi è sempre opacità intenzionale (lostensione della propria intenzione comunicativa è sempre parziale e limitata).

40 Intenzione comunicativa e risorse attentive La messa a fuoco di unintenzione comunicativa è sostenuta dallattenzione. Due tipi di processamento attentivo: automatico controllato.

41 Vi sono livelli diversi di intenzione in funzione dellattenzione: Livello 0 (informazione) Livello 1 (intenzioni semplici) Livello 2 (meta-intenzioni).

42 Il fuoco attentivo porta al fuoco comunicativo e il fuoco comunicativo porta allelaborazione del significato modale ossia il significato (prevalente, non obbligatorio) che una determinata frase assume in un determinato contesto.

43 Il messaggio è prodotto in funzione delle opportunità e dei vincoli del contesto La gestione locale del messaggio

44 Ogni intenzione comporta la presenza, più o meno consapevole, di una strategia comunicativa. Una strategia comunicativa è tanto più efficace quanto più è pertinente a una certa situazione.

45 La strategia comunicativa ha sempre carattere di contingenza e di novità implica una calibrazione delle proprie risorse cognitive, affettive e attentive richiede regia comunicativa.

46 Poiché il significato implica sempre calibrazione comunicativa le strategie comunicative sono il mezzo attraverso il quale elaboriamo i nostri pensieri e i modi con cui significare e partecipare tali pensieri attraverso messaggi che siano efficaci.

47 Il processo intenzionale da parte del destinatario Il punto di vista del senso comune: lintenzione è solo del parlante; il destinatario ha unicamente il compito di riconoscere lintenzione di partenza del parlante.

48 Presupposto di questa impostazione è la trasparenza intenzionale che implica la presenza di una reciproca consapevolezza fra parlante e interlocutore

49 La trasparenza intenzionale non è sostenibile in quanto linterlocutore ha sempre una posizione attiva, ossia fa sempre un lavoro di attribuzione dellintenzione comunicativa del parlante.

50 Lintenzione comunicativa va intesa come gioco di intenzionalizzazione e di re-intenzionalizzazione in unottica birezionale di scambio e di feedback.

51 Il destinatario non è mai un ricevente passivo, ma è sempre un interlocutore attivo.

52 Principio del totum ex parte Il destinatario è indotto ad attribuire una intenzione completa e definita al messaggio del parlante basandosi su un numero ristretto e limitato di indizi comunicativi.

53 Il processo di attribuzione dellintenzione è un processo autonomo e soggettivo.

54 Prospettiva machiavellica della comunicazione Il destinatario attribuisce al parlante lintenzione per lui più sfavorevole.

55 La re-intenzionalizzazione da parte dellinterlocutore non percorre necessariamente lo stesso itinerario intenzionale messo in evidenza dal parlante.

56 Negli scambi comunicativi ci comprendiamo senza fare di ogni frase un processo perché viviamo entro format regolari. Linterlocutore è portato a evitare continue negoziazioni e conflitti accogliendo come immediato il primo senso dellatto comunicativo non contraddetto da un altro significato. (principio dellassumere per garantito).

57 Ma vi sono anche situazioni in cui il significato non è dato per garantito, ma è oggetto di negoziazione, dando luogo a giochi relazionali e psicologici.

58 Il significato di uno scambio comunicativo non è né nella testa del parlante, né in quella dellinterlocutore ma è latto comunicativo intermedio fra parlante e destinatario in un processo condiviso di comprensione reciproca.

59 Tale comprensione reciproca non si basa sullempatia, ma è un processo logico su base inferenziale.

60 Linferenza è una forma di ragionamento in cui unipotesi è ammessa come accettabile sulla base di altre ipotesi la cui accettabilità è ammessa in partenza.

61 Il processo di inferenza si basa su dei modelli mentali, che sono quindi modelli culturali.

62 Nella comunicazione facciamo inferenze pratiche, non dimostrative (le ipotesi possono essere confermate, ma non deduttivamente dimostrate).

63 Il destinatario è portato a fare delle implicazioni, cioè a inferire più di quanto è detto o comunicato. In ogni scambio comunicativo i partecipanti fanno riferimento a rappresentazioni mentali incomplete in quanto schematiche o approssimative.

64 Tre tipi di inferenze: deduttive induttive abduttive. Nella deduzione si passa da una regola a un caso particolare, come nel sillogismo. E uninferenza monotonica in cui non vi è guadagno sul piano semantico.

65 Nellinduzione si passa da molti casi a una legge statistica, probabilistica. E uninferenza non monotonica, caratterizzante, per esempio, la costruzione delle conoscenze scientifiche. Nellabduzione si passa a ritroso dagli effetti alle cause nel tentativo di spiegare qualcosa che è già accaduto. E uninferenza non monotonica.

66 Negli scambi comunicativi gli individui fanno ricorso al ragionamento abduttivo non avendo a disposizione una rappresentazione completa dello scenario dello scambio comunicativo stesso.

67 Il procedimento abduttivo, per quanto efficace, è influenzato da: -processi di fissazione comunicativa -impiego di scorciatoie di pensiero ossia euristiche (della rappresentatitività, della conferma, della disponibilità, ecc.) -pensiero controfattuale che possono creare fraintendimenti e aumentare lesigenza di negoziazione del significato del messaggio.

68 Nessuno di noi è e potrà mai diventare un perfetto comunicatore in quanto la nostra razionalità non è olimpica, ma limitata e parziale. Nella comunicazione è possibile raggiungere solo un ottimo locale.

69 Intenzionalizzazione e re- intenzionalizzazione portano alla sincronia comunicativa ossia alla capacità di parlante e interlocutore di partecipare a uno scambio.

70 Entro la sincronia si colloca il fenomeno dellaccomodazione comunicativa intesa come impiego di strategie comunicative mirate a favorire la convergenza verso un oggetto in uno scambio comunicativo importante, oppure, in caso di conflitto, separazione e ostilità, a generare divergenza negli stili comunicativi verbali e non verbali adottati.

71 La sintonia semantica e pragmatica diventa in questa ottica la capacità di condividere il medesimo percorso comunicativo che un flusso comunicativo è in grado di generare.


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