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Fernanda Faini 1 La recente normativa italiana in materia di open data. Fernanda Faini.

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Presentazione sul tema: "Fernanda Faini 1 La recente normativa italiana in materia di open data. Fernanda Faini."— Transcript della presentazione:

1 Fernanda Faini 1 La recente normativa italiana in materia di open data. Fernanda Faini

2 2 Premessa: la società dell’informazione. Grande cambiamento ed evoluzione della realtà in cui viviamo grazie a ICT → nuovo assetto della società, dotato di proprie caratteristiche, in cui gli attori acquisiscono ulteriori connotazioni. L’informatizzazione ha portato a: società dell’informazione e della conoscenza l’assetto delle società industriali avanzate, basato sulla centralità dell’informazione e della conoscenza quali risorse essenziali per lo sviluppo economico, sociale e culturale (così art. 3, comma 1, lett. b) l.r. toscana 1/2004) centralità del “bene” costituito dall’informazione e dello strumento delle tecnologie ICT ↓ pubblica amministrazione digitale ↔ cittadino o persona digitale ↓ governo elettronico/open government↔ cittadinanza digitale/diritti digitali

3 Fernanda Faini 3 Quale governo per questa società? Necessità di costruire una società aperta in cui si realizzino circolazione e condivisione dei dati fra i soggetti della società (istituzioni, imprese, cittadini). Per far questo è necessario un reale open government Governi e amministrazioni devono essere trasparenti a tutti i livelli e le loro attività aperte e disponibili consentendo per favorire così azioni efficaci e garantire il controllo pubblico del proprio operato mediante le nuove tecnologie. Caratteristiche → partecipazione e collaborazione dei cittadini (che devono acquisire centralità), trasparenza e utilizzo del web. Elemento imprescindibile → open data → dati accessibili e fruibili in formato aperto senza restrizioni di copyright, brevetti o altre forme di controllo che ne limitino la riproduzione a chiunque voglia farne utilizzo.

4 Fernanda Faini 4 Open data Definizione di open data (dati aperti) di Open Knowledge Foundation → un contenuto o un dato si definisce aperto se chiunque è in grado di utilizzarlo, ri- utilizzarlo e ridistribuirlo, con la limitazione, al massimo, della richiesta di attribuzione e condivisione allo stesso modo. Dati aperti significa quindi rendere accessibili e fruibili i dati in formato aperto senza restrizioni di copyright, brevetti o altre forme di controllo che ne limitino la riproduzione a chiunque voglia farne utilizzo. Formato aperto come “.txt”, “.kml”, “.xml”, “.csv”. Caratteristiche dei dati a tal fine:  completi (devono comprendere metadati per esportazione, utilizzo, integrazione e aggregazione con altre risorse e diffusione in rete)  primari (in maniera suff. granulare per aggregazione con altre risorse)  tempestivi (accedibili in modo rapido e immediato, massimizzando così il valore)  accessibili (senza barriere all’utilizzo, attraverso HTTP senza ricorso a registrazioni, contratti, pagamenti o richieste)  leggibili da computer (machine-readable, processabili in modo automatico da pc)  non discriminatori

5 Fernanda Faini 5 Open data  non proprietari (formati aperti e pubblici)  liberi da licenze che ne limitino l’uso  riutilizzabili (utenti devono poter riutizzarli e integrarli fino a creare nuove risorse, applicazioni e servizi)  ricercabili (facilmente identificabili in rete)  permanenti (le caratteristiche devono esserci in tutto il ciclo di vita del dato) Esempi di dati liberabili:  Dati su inquinamento ambientale (emissioni)  Dati sanitari (prestazioni erogate da ASL/deficit regioni/epidemiologie sanitarie)  Dati sui trasporti pubblici urbani e interurbani  Dati elettorali  Dati di bilancio delle PA  Dati su sovvenzioni e contributi (ora art. 18 DL 83/12 – l. 134/12)  Dati territoriali su attività economiche ed imprese  Dati su criminalità  Dati su mercato immobiliare

6 Fernanda Faini 6 Open data Finalità di “liberazione” dei dati pubblici (così E.Belisario, G.Cogo, R. Scano)  trasparenza della PA attraverso la diffusione delle informazioni dando così sostanza a quanto previsto anche dalla normativa, in particolare concetto accessibilità totale, total disclosure di cui all’art. 4 della legge delega 15/2009 e art. 11 d.lgs. 150/2009.  miglioramento qualità della vita dei cittadini che possono utilizzare i dati per le attività quotidiane, condividerli, aggiornarli, incrociarli (c.d. “mash-up”).  importante sostegno al settore privato e alla crescita economica, all’“economia dell’immateriale”, dato il grande valore delle informazioni detenute dalle istituzioni. Prima realizzazione con tali caratteristiche → in America portale unico di accesso ai dati pubblici data.gov, esempio seguito da altri Paesi (es. Inghilterra e Giappone) In Italia Direttiva 105/2010 Linee guida per la predisposizione del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità di CiVIT sottolinea che il concetto di accessibilità totale (di cui all’art. 11 del d.lgs. 150/2009) presuppone l’accesso da parte dell’intera collettività a tutte le “informazioni pubbliche”, secondo il paradigma della “libertà di informazione” dell’open government di origine statunitense.

7 Fernanda Faini 7 Open data Prima norma nazionale su open data Art. 52, comma 1-bis d.lgs. 82/2005 aggiunto da d.lgs. 235/2010 (come si vedrà ora superato da d.l. 179/2012) → le PPAA, al fine di valorizzare e rendere fruibili i dati pubblici di cui sono titolari, promuovono progetti di elaborazione e di diffusione degli stessi anche attraverso l’uso di strumenti di finanza di progetto (project financing), assicurando:  il rispetto di quanto previsto dall’art. 54, comma 3, ossia la gratuità dell’accesso senza necessità di identificazione informatica;  la pubblicazione dei dati e dei documenti in formati aperti (ex art. 68, commi 3 e 4), in modo che possano essere rielaborabili da terzi. ↓ prima norma, ma molto timida (così in dottrina Belisario). Si delinea responsabilità delle PPAA nell’aggiornare, divulgare e permettere la valorizzazione dei dati pubblici secondo principi di open government. In Italia portale nazionale dedicato agli open data (http://www.dati.gov.it/) → raccoglie i portali, i cataloghi di open data nazionali e territoriali. Portali territoriali → prima iniziativa della Regione Piemonte con il portale di Open data (http://dati.piemonte.it), poi diversi altri portali quali INPS, Open Coesione, Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Toscana. Inoltre hanno creato cataloghi enti locali come Comune Firenze, Torino, Roma, Bologna.

8 Fernanda Faini 8 Strategia europea Dicembre 2011 → Commissione europea ha presentato la strategia europea relativa al “pacchetto open data”. Nella comunicazione ufficiale (“Dati aperti. Un motore per l’innovazione, la crescita e una governance trasparente”) finalizzata a valorizzare gli Open Data tra i paesi europei Commissione ha lanciato una strategia che consta delle seguenti misure:  adeguare il quadro giuridico per il riutilizzo dei dati e quindi proposta di modifica e revisione della direttiva 98 del 2003 (direttiva 2003/98/CE) relativa al riutilizzo dell’informazione del settore pubblico.  mobilitare gli strumenti finanziari a sostegno degli open data e intraprendere azioni quali la creazione di portali di dati europei: investimento di 100 milioni di euro nel periodo per finanziare ricerca, un portale europeo (dati prodotti da Commissione e organismi comunitari), un portale pan europeo per il 2013 (porta di accesso ai diversi dataset messi a disposizione dai diversi Paesi membri).  facilitare il coordinamento e la condivisione di esperienze tra gli Stati membri. Si valorizza necessità di agire a tutti i livelli → locale, regionale, nazionale e unionale.

9 Fernanda Faini 9 Normativa italiana su open data Evoluzione normativa su open data in Italia  d.l. Semplificazioni 5/2012 conv. con mod. in l. 35/2012 → prevede esplicitamente fra obiettivi cui deve attenersi cabina di regia nell’attuazione di agenda digitale italiana “la promozione del paradigma dei dati aperti (open data) quale modello di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico, al fine di creare strumenti e servizi innovativi” (art. 47 comma 2 bis lett. b).  art. 18 d.l. 83/2012 → amministrazione aperta: impatta su trasparenza e apertura che PPAA sono tenute a garantire a dati molto significativi.  ambito oggettivo→ la concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese e l’attribuzione dei corrispettivi e dei compensi a persone, professionisti, imprese ed enti privati e comunque di vantaggi economici di qualunque genere di cui all’art. 12 legge 241/1990 ad enti pubblici e privati, sono soggetti alla pubblicità sulla rete internet, ai sensi della norma e secondo il principio di accessibilità totale di cui all’art. 11 del d.lgs. 150/2009. Dati oggetto di pubblicazione → nome impresa o altro soggetto beneficiario e suoi dati fiscali, importo, norma o titolo alla base dell’attribuzione, responsabile del procedimento, modalità per individuazione del beneficiario, link al progetto, al curriculum, nonché al contratto e capitolato.

10 Fernanda Faini 10 Normativa italiana su open data  ambito soggettivo di applicazione → entro il 31 dicembre 2012 devono conformarsi tutte le PPAA centrali, regionali e locali, le aziende speciali e le società in house delle PPAA. Le Regioni ad autonomia speciale si conformano entro il medesimo termine secondo le previsioni dei rispettivi Statuti.  modalità di pubblicazione (open data) → devono essere pubblicati nel sito web nella sezione “Trasparenza, valutazione e merito” con link ben visibile nella home page e i dati devono essere resi di facile consultazione, accessibili ai motori di ricerca ed in formato tabellare aperto che ne consenta l’esportazione, il trattamento e il riuso (la relazione illustrativa specifica il formato Comma Separated Values – CSV ).  particolare vis normativa → costituiscono diretta attuazione dei principi di legalità, buon andamento e imparzialità sanciti dall’articolo 97 della Cost. e i soggetti obbligati si conformano ai sensi dell’art. 117, comma 2, lett. g), h), l), m), r) della Costituzione.  clausola di invarianza della spesa → norma a costo zero: all’attuazione si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Si tiene conto del fatto che vigente disciplina prevede già obbligo per PPAA di attrezzarsi con procedure e strumenti informatici ai fini dello svolgimento e della pubblicità di attività amministrative via internet.

11 Fernanda Faini 11 Normativa italiana su open data  responsabilità e sanzioni → dal 1°gennaio 2013 la pubblicazione ai sensi della norma costituirà condizione legale di efficacia del titolo legittimante delle concessioni e attribuzioni di importo complessivo superiore a 1000 euro nel corso dell’anno solare. Eventuale omissione o incompletezza della pubblicazione è rilevata d’ufficio dagli organi dirigenziali e di controllo sotto la propria diretta responsabilità amministrativa, patrimoniale e contabile per l’indebita concessione o attribuzione del beneficio economico; è anche rilevabile dal destinatario della concessione o attribuzione e da chiunque altro abbia interesse, anche ai fini del risarcimento del danno da ritardo.  ratio → trasparenza delle attività e conoscibilità di dati e informazioni relative alle decisioni che comportano spesa sono uno dei fattori su cui basare ogni impegno per la crescita produttiva ed imprenditoriale e per lo sviluppo del sistema Italia: siti web luogo dove rendicontare ai privati il proprio operato e possibilità di usare dati e informazioni raccolti per valutare e definire politiche pubbliche, economiche ed industriali mirate su una base di conoscenza oggettiva. Altre motivazioni → prevenzione della corruzione nella PA, buona performance nell’erogazione di servizi al cittadino, decisivo impulso alla qualità del governo.  attuazione → entro 31 dicembre 2012 Governo è autorizzato ad adottare un regolamento volto a coordinare la disposizione con la normativa vigente richiamata dalla normativa che resta salva (d.lgs. 82/2005, d.lgs. 163/2006, etc.) e potrà prevedere modalità di attuazione (pubblicazione portale nazionale della trasparenza, pagamenti periodici, pagamenti diretti a pluralità di soggetti).

12 Fernanda Faini 12 Normativa italiana su open data  art. 9 d.l. 179/2012 conv. con mod. da legge 221/2012 → dati di tipo aperto ha sostituito l’art. 52 del d.lgs. 82/2005 “Accesso telematico e riutilizzo dei dati delle pubbliche amministrazioni” e aggiunto nell’art. 68 comma 3 la definizione esplicita di dati di tipo aperto secondo le dimensioni tecnologica, economica e giuridica (così relazione illustrativa).  definizione dati di tipo aperto (art. 68) → dati con le seguenti caratteristiche: 1) disponibili secondo i termini di una licenza che ne permetta l’utilizzo da parte di chiunque, anche per finalità commerciali in formato disaggregato; 2) accessibili attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ivi comprese le reti telematiche pubbliche e private, in formati aperti, adatti all’utilizzo automatico da parte di programmi per elaboratori e provvisti dei relativi metadati; 3) resi disponibili gratuitamente attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ivi comprese le reti telematiche pubbliche e private, oppure resi disponibili ai costi marginali sostenuti per la loro riproduzione e divulgazione. Agenzia per l’Italia digitale deve stabilire, con propria deliberazione, i casi eccezionali, individuati secondo criteri oggettivi, trasparenti e verificabili, in cui essi sono resi disponibili a tariffe superiori ai costi marginali, in ogni caso attenendosi a direttiva 2003/98/CE recepita da dlgs 36/2006.  riutilizzo → uso del dato di cui all’art. 2, comma 1, lett. e), del d.lgs. 36/2006.

13 Fernanda Faini 13 Normativa italiana su open data Articolo 52 → razionalizzazione del processo di valorizzazione patrimonio informativo pubblico nazionale (impiego dei dati)  accesso telematico a dati, documenti e procedimenti e il riutilizzo dei dati e documenti è disciplinato dai soggetti cui si applica il CAD, secondo disposizioni del codice e nel rispetto della normativa vigente → entro 120 giorni dall’entrata in vigore del d.l. (in prima applicazione entro 120 gg da entrata in vigore di conversione e 90 per dati già pubblicati), PPAA pubblicano nel proprio sito web, nella sezione «Trasparenza, valutazione e merito» il catalogo dei dati, dei metadati e delle relative banche dati in loro possesso ed i regolamenti che ne disciplinano l’esercizio della facoltà di accesso telematio e il riutilizzo, fatti salvi i dati presenti in Anagrafe tributaria.  dati di tipo aperto → dati e documenti che le amministrazioni titolari pubblicano, con qualsiasi modalità, senza l’espressa adozione di una licenza di cui all’art. 2, comma 1, lettera h), del d.lgs. 36/2006 si intendono rilasciati come dati di tipo aperto. L’eventuale adozione di una licenza di cui al citato art. 2, comma 1, lettera h), è motivata ai sensi delle linee guida nazionali.  clausole contrattuali → nella definizione dei capitolati o degli schemi dei contratti di appalto relativi a prodotti e servizi che comportino raccolta e gestione di dati pubblici, PPAA cui si applica CAD prevedono clausole idonee a consentire l’accesso telematico e il riutilizzo, da parte di persone fisiche e giuridiche, di tali dati, dei metadati, degli schemi delle strutture di dati e delle relative banche dati.

14 Fernanda Faini 14 Normativa italiana su open data attività volte a garantire accesso telematico e riutilizzo dei dati delle PPAA rientrano tra i parametri di valutazione della performance dirigenziale ex art. 11, comma 9, d.lgs. 150/2009.  ruolo Agenzia per l’Italia digitale in materia di patrimonio informativo pubblico → si individua organismo responsabile che vigili sulla corretta attuazione delle disposizioni. Agenzia promuove le politiche di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico nazionale e attua le disposizioni del capo V del CAD. Entro il mese febbraio di ogni anno trasmette al Presidente del Consiglio o al Ministro delegato per l’innovazione tecnologica, che li approva entro il mese successivo: Agenda nazionale in cui definisce contenuti e gli obiettivi delle politiche di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico, rapporto annuale sullo stato del processo di valorizzazione in Italia; tale rapporto è pubblicato in formato aperto sul sito istituzionale della Presidenza del Consiglio. Definisce e aggiorna annualmente le linee guida nazionali che individuano gli standard tecnici, compresa la determinazione delle ontologie dei servizi e dei dati, le procedure e le modalità di attuazione delle disposizioni con l’obiettivo di rendere il processo omogeneo a livello nazionale, efficiente ed efficace. Le PPAA cui si applica CAD si uniformano alle suddette linee guida. Il Presidente del Consiglio o il Ministro delegato per l’innovazione tecnologica riferisce annualmente al Parlamento sullo stato di attuazione delle disposizioni. L’Agenzia svolge le attività indicate dalla disposizione con le risorse umane, strumentali, e finanziarie previste a legislazione vigente.

15 Fernanda Faini 15 “La storia ha dimostrato l’esistenza di una correlazione tra la quantità di informazioni accessibili al cittadino medio e la crescita economica. Ovunque vivono persone brillanti, e quanto più queste sono in grado di condividere e mettere in comune idee tra loro, tanto più facile diventerà individuare le premesse e le fondamenta di una nuova vita economica.” Eric Schmidt

16 Fernanda Faini 16 dott.ssa Fernanda Faini Responsabile Posizione Organizzativa “Assistenza giuridica e normativa in materia di amministrazione digitale” presso Regione Toscana. Docente a contratto presso Università degli Studi di Firenze. Autrice Pionero. Contatti: mail: facebook: https://www.facebook.com/fernanda.faini


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