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Comunità Montana del Friuli Occidentale - Servizi Giovani Seminario Verso la maggiore età….Si aprono nuovi scenari? LA NECESSITA’ DELLE PG Omini (briccole)

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Presentazione sul tema: "Comunità Montana del Friuli Occidentale - Servizi Giovani Seminario Verso la maggiore età….Si aprono nuovi scenari? LA NECESSITA’ DELLE PG Omini (briccole)"— Transcript della presentazione:

1 Comunità Montana del Friuli Occidentale - Servizi Giovani Seminario Verso la maggiore età….Si aprono nuovi scenari? LA NECESSITA’ DELLE PG Omini (briccole) utili per proseguire il cammino a cura di F. Santamaria Pinzano al T., 22 febbraio 2014

2 UNA VECCHIA STORIA?!  Dall’antica Grecia ai nostri giorni  Dal 1997 a oggi nella Comunità Montana del Friuli Occidentale  Una storia da innovare continuamente

3 TRACCE DI UNA CORNICE  La questione demografica  Il fenomeno migratorio  I mutamenti sociali, economici, culturali  Il disorientamento di molte persone (non soli i giovani) sul piano esistenziale  Il pentitismo (dalla psicologia di comunità, dalla filosofia, dalla sociologia, dalla psichiatria…alla pedagogia sociale)

4 DA CHE PARTE STARE? Dei giovani, di tutti i giovani Degli adulti che se ne occupano (e non solo si preoccupano) con competenza e con passione Di chi ha uno sguardo positivo: ne riconosce le capacità, le potenzialità Di chi guarda alla globalità della persona e non separa agio da disagio, devianza da normalità Di chi ha uno sguardo etico (in tempi di coma etico)

5 LA MEMORIA (sul piano nazionale) E’ una storia ricca di silenzi, di latitanze, di tradimenti E’ una storia con molte ombre e con poche luci I giovani che abbandonano (o che sono abbandonati) Il recente grave monito del Comitato ONU Il “riscatto” delle politiche giovanili locali Il ruolo delle Regioni

6 LA MEMORIA (di questo territorio) Ricca di storia, di iniziative, di entusiasmo Ricca di punti di debolezza e di forza Ricca di competenze e risultati positivi Ricca della capacità di rimettersi in discussione, di ridisegnare la rotta Ricca di apprendimenti, utili non solo al suo interno Ricca di indicazioni per il futuro (gli ometti/briccole)

7 LE IDENTITA’ (molte tracce) Di questi territori Dei giovani (quali sono le loro “domande”? quali i mutamenti intervenuti e in atto nei processi di apprendimento, nelle relazioni, nel rapporto con la politica e le istituzioni, nelle loro rappresentazioni?) Delle istituzioni Necessitano più punti di vista e più chiavi di lettura: geografica, morfologica, storica, antropologica, sociale…… per comprendere cosa significa lavorare con i giovani (in paesi di montagna)

8 PERCHE’ INVESTIRE NELLE GIOVANI GENERAZIONI? (elogio della lentezza)  Perché ne hanno diritto (sono portatori di diritti) in quanto cittadini  Perché sono portatori di capacità e non solo di problemi  Perché sono la priorità delle priorità  Perché sono produttori di conoscenze e di cultura ( se supportati, sono in grado di dare molto)  Perché i processi di maturazione personale e di inserimento sociale sono diventati più difficili (più complessi e c’è bisogno di forme nuove di accompagnamento)  Perché i risultati di tale impegno sono evidenti (seppure a distanza di tempo)  Perché i giovani sono il presente e il futuro di questo territorio

9 LE POLITICHE GIOVANILI  Sono un tema generatore, un laboratorio di ricerca  Sono politiche della globalità della persona  Sono politiche intergenerazionali  Non sono politiche del disagio, dell’emergenza, della patologia……  Sono un’impresa sociale, di grande rilevanza sul piano politico  Sono un processo, un cammino, del quale fare continuamente la rotta  Non sono un problema di risorse economiche, ma di scelte politiche!

10 PER QUALI GIOVANI? Per tutti (non uno di meno!): preadolescenti, adolescenti, giovani-adulti Per coloro che hanno capacità e per coloro che fanno fatica nella vita

11 LA BUSSOLA Non c’è vento favorevole se non sai dove andare (Seneca) Costruire le “condizioni” utili affinché adolescenti e giovani possano diventare soggetti attivi (consapevoli) nella comunità La bussola è “una”, ma gli itinerari possibili sono molti

12 LE AREE DI IMPEGNO Con/per i giovani Con/per gli adulti Con/per le comunità locali  Si tratta di aree complementari e costitutive delle politiche giovanili  Configurano il passaggio dalle politiche giovanili alle politiche giovanili di comunità

13 LE STRATEGIE Le porte aperte: moltiplicare i luoghi produttori di significato: Cag, Scuole, CCR, strada, oratori, pratica sportiva, nuovi media ecc.; attrezzare questi luoghi come opportunità di ricomposizione della vita Moltiplicare i LUOGHI EDUCATIVI Il lavoro di macramé (il ruolo della Scuola) sul territorio, attivando e costruendo collaborazioni con nuovi mondi e nuove figure La formazione (e l’autoformazione) degli adulti Le azioni di sistema

14 L’EDUCAZIONE E’ un elemento centrale delle politiche giovanili (di comunità) Presuppone un’assunzione in termini di co- responsabilità da parte di tutti i soggetti ( appartenenti ai diversi “mondi”) E’ necessario investire molto in questo ambito, poiché per lungo tempo si ò abdicato a tale responsabilità

15 LA GOVERNANCE  La funzione di coordinamento di un Ente sovralocale  La valorizzazione delle identità locali  Il Tavolo politico  Il Tavolo tecnico

16 LE CONDIZIONI  Le PG debbono tradursi in un disegno organico, di alto profilo sul piano culturale e (almeno un po’) entusiasmante  Debbono essere fortemente tutelate dalle istituzioni pubbliche (e rappresentare una priorità delle agende politiche locali)  Debbono essere stabilizzate all’interno degli Enti locali

17  Debbono diventare patrimonio di tutta la comunità (dalle politiche dei servizi alle politiche della pedagogia sociale)  Le PG appresentano la straordinaria opportunità di ricostruire senso di comunità intorno a una comune responsabilità verso le giovani generazioni  Occorre costruire integrazione fra le PG e le altre politiche  La politica dei PATTI LOCALI

18 ASPETTI DI METODO La relazione (educativa) Il gruppo Il linguaggio delle cose concrete La partecipazione (incidere nelle scelte che riguardano il vivere comune, il presente e il futuro dei territori)

19 GLI EDUCATORI Sono una risorsa fondamentale Oggi necessitano operatori con i “controfiocchi” Su di loro occorre investire molto e per lungo tempo (nessuno nasce “imparato”) La figura con funzioni di coordinamento, di regia del film delle PG

20 GLI AMMINISTRATORI Hanno un ruolo chiave nelle PG (in primis “esserci”) Hanno la funzione essenziale di garanti delle PG, le supportano e le tutelano (ricavandone un grande beneficio sul piano delle visibilità e delle credibilità, personale e della propria Amministrazione) L’importanza che le PG diventino una scommessa comune fra gli amministratori di tutti gli Enti locali

21 LA VALUTAZIONE Occorre diventare più bravi a restituire (a sè stessi, ai giovani, ai genitori, agli amministratori, alle comunità locali…) il valore di queste cose e a modificare le rappresentazioni collettive nei confronti delle PG

22 PORSI CON ATTEGGIAMENTO DI SPERANZA NEL FUTURO (Se non ora quando?) Non sembrano molti, in apparenza, i motivi per guardare al futuro con speranza, ma dipende dal significato che diamo al termine Se speranza è attesa fatalistica di cambiamento, è appiglio a qualcosa di magico capace di scacciare le paure e risolvere i problemi…. Assumiamo invece la speranza nel significato di mettersi in cammino (spes ha la stessa radice di pes!)

23 Questa idea di speranza è stretta parente di un approccio realistico e non ingannatore alle cose: non toglie la fatica, non copre insuccessi o fallimenti E’ sinonimo di impegno e quindi, da questo punto di vista, non si riferisce solo all’interiorità dell’individuo, ma assume una forte connotazione politica: richiama l’impegno a costruire solidarietà, giustizia, beni comuni… Speranza diventa allora silenzio (per ascoltare se stessi e gli altri) e assume anche il volto di chi fa fatica nella vita; è coscienza etica Questa idea di speranza ha bisogno di giovani, di educazione, di cultura e di politica


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