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8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Camogli: “Stella Maris”…

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Presentazione sul tema: "8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Camogli: “Stella Maris”…"— Transcript della presentazione:

1 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Camogli: “Stella Maris”… la posa dei lumini in mare... _ _ _... Monteriggioni-Siena Settembre 2009 “la tutela del minore e della genitorialità attraverso progettti integrati”

2 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante … --- … è cominciato il loro … viaggio …

3 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Documento condiviso. U.O. Ser.T. Centro-Levante ATS Divisione territoriale I Centro Est Equipe Zona 4 piazza Dante Ambito territoriale Sociale 42 Divisione territoriale VIII Medio Levante Ambito territoriale Sociale 43 Equipe Zona 6 Quarto Divisione territoriale IX Levante Ambito territoriale Sociale 51

4 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante S.O.S... _ _ _ …Operatori / Territorio..._ _ _ …in difficoltà …_ _ _… !!! Per cominciare una storia: “Sonno Profondo” !!! Si racconta che un giorno era scoppiato un incendio in una casa in cui c’era un uomo che dormiva profondamente. Cercarono di farlo uscire dalla finestra. Niente da fare. Cercarono di farlo passare dalla porta. Niente da fare. Era troppo pesante e corpulento. Erano sulle soglia della disperazione quando qualcuno suggerì: “Svegliatelo cosi esce da solo”

5 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Centrale è nel nostro lavoro la relazione, quella vera fatta di persone intere che si incontrano e condividono opinioni, differenze, contrasti, possibilità, delusioni, risorse, fatiche, dolori, …tratti della loro vita….. Questo è vero non solo nella relazione con i cosiddetti utenti/clienti ma anche tra tutti quegli operatori (dei diversi Servizi) che hanno a “cuore” il loro lavoro e che considerano un imperativo “etico” il non disperdere risorse ed opportunità con la finalità di essere realmente al servizio dei cittadini. Non esistono sostituti a questa capacità relazionale (non lo sono le relazioni scritte, non lo sono i farmaci, non lo sono telefonate frettolose,ecc..).

6 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante In una società sempre più…”finta”, di plastica e che ricorre sistematicamente a sostitutivi relazionali, con gli effetti che abbiamo tutti sotto gli occhi in tutti i campi, è compito nostro e dei nostri Servizi tracciare delle direzioni di lavoro e di riflessione diverse, che possano permettere di segnalare e recuperare, ci auguriamo, queste “distorsioni culturali”.

7 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Da questo punto di vista gli operatori..oggi, sono, non solo fornitori di risposte, ma soprattutto …cercatori di tracce (dove ci siamo persi? quali false piste abbiamo percorso?…)…e soprattutto, pensiamo, tracciatori di nuovi percorsi (tracciatori di rotte) per disincagliare sia le singole situazioni sia il “sistema” nel suo complesso. E’ in questa direzione che ci piace “vederci” impegnati. Riteniamo che alcune “direzioni di lavoro” e alcuni concetti chiave ci stiano accompagnando in questa ricerca e vogliamo provare a condividerli tra noi e con altri, per creare quell’indispensabile linguaggio comune che ci faccia da “carta nautica”, fornendoci importanti punti di riferimento per tracciare una rotta comune.

8 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Linee di “lavoro” condivise in questi anni (…verso un’approccio “ecologico-sociale”) A partire dal confronto e dalla collaborazione di questi anni, sui temi della genitorialità e sui casi complessi, abbiamo evidenziato alcuni “concetti chiave” attorno ai quali si sono sviluppati i nostri progetti stessi “comuni “ E’ per noi importante “condividere” con tutta la rete territoriale questi “concetti chiave” che promuovono, secondo noi, “buone prassi cliniche” e una più moderna ed attuale identità professionale.

9 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante 1 EQUIPE FUNZIONALI di: LAVORO - CURA - TRASFORMAZIONE Un concetto fondamentale e centrale di questa nuova identità professionale è la capacità ( la consapevolezza) di saper attivare, ogni qual volta sia necessario:

10 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Funzionali perché si formano e si sciolgono in base alle necessità e non sono e non possono essere istituzionalizzate(!!!) ma possono essere valorizzate rappresentando un modo di lavorare, di pensare, di …sentire. Sono uno strumento “a disposizione” di tutti coloro ne sappiano cogliere l’opportunità e il “valore” e possono trasformare lo “stile” di lavoro in un “territorio”, permettendo a tutti di sentirsi meno soli e più efficaci ( condivisione delle risorse, “formazione” reciproca che nasce dallo scambio delle esperienze e competenze calibrate e centrate sul lavoro “pratico”). Alcune iniziative “mirate” di riflessione comune, agganciate più alla pratica che alla teoria, possono favorire lo sviluppo corretto della capacità di usare tale “strumento” (pensiamo a formatori di qualità e/o scambi con altre realtà Nazionali o Europee).

11 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Questa capacità va insegnata, stimolata e coltivata con attenzione, determinazione e pazienza ed è strettamente interconnessa alla consapevolezza dell’ importanza dell’ INCONTRARSI e conoscersi (non sono sufficienti relazioni o contatti telefonici) come “valore” etico-professionale. Da questo incontro tra i diversi soggetti coinvolti nasce sempre qualcosa di più “centrato”, obiettivo e realistico. 2) Occorre, infatti, riconoscere la propria parzialità (!!!) e la necessità di connettere tale parzialità (!!!) a quella degli altri per un risultato che non è solo la somma delle parti : …LAVORO IN SQUADRA. Sentire e … lavorare in questo modo rappresenta, secondo noi, un vero e proprio valore etico-spirituale

12 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Questo “valore”, per le sue caratteristiche di rispetto dell’”ambiente”, per la capacità di utilizzare o riutilizzare tutte le componenti in campo senza sprecarle o disperderle, per la consapevolezza dell’interdipendenza reciproca rimanda ad una visione ECOLOGICA dei rapporti umani, dei rapporti tra servizi e dei rapporti tra questi e la comunità locale (approccio ecologico-sociale). 3) Importanza del saper LAVORARE CON 1) (e non su) il paziente e la sua famiglia, e con tutti gli elementi della rete sia essa formale o informale. Il paziente stesso, la sua famiglia e la sua rete sociale non solo fanno parte di questa equipe ma ne costituiscono il “cuore”, ”l’anima pulsante”, il “senso”.

13 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante 4) Necessità di sviluppare in tutti i Servizi: L’APPROCCIO FAMILIARE O SISTEMICO 1) tutto il “sistema” è e deve essere coinvolto da diversi punti di vista. La famiglia, per quanto possibile, deve essere informata, sostenuta, resa partecipe, protagonista, consapevole e co-responsabile dei percorsi di “cura” e trattamento. Attenzione ed indicazioni vanno date a tutti i membri della famiglia stessa. Tutta la famiglia infatti è coinvolta nei problemi ma rappresenta anche la prima risorsa. (Nel concetto di “famiglia” è ricompressa anche la rete amicale, lavorativa e della comunità di appartenenza) Ciò dà ai nostri interventi maggiore libertà d’azione e possibilità di poter utilizzare “diverse porte di ingresso” lavorando in ogni caso su chi è in quel momento disponibile a coinvolgersi senza dover necessariamente aspettare proprio chi ha maggiori difficoltà. Ciò migliora altresì le “competenze” del sistema territoriale influenzando positivamente la cultura della comunità locale di riferimento.

14 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante 5) Importanza strategica viene riconosciuta allo SVILUPPO Autonome Associazioni di Autotutela e Promozione della Salute(no-cost) In molti campi dobbiamo, oggi, ringraziare i “movimenti” di auto-tutela e promozione della salute (ad es: Club degli Alcolisti in Trattamento e Alcolisti Anonimi e sistema dei 12 passi, e in piccolo Genitori Insieme) che hanno saputo, con la loro presenza attiva, imprimere una svolta decisiva agli interventi nei rispettivi settori e determinare un’opera di sensibilizzazione sociale che sta portando, in molti casi, a significativi cambiamenti culturali e che “obbliga” (e sempre più obbligherà) anche noi professionisti ad adottare diverse e più moderne strategie di intervento coerenti e cooperanti con l’approccio di queste Associazioni (approccio ecologico sociale per lo sviluppo di una rete low-cost).

15 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Vogliamo sottolineare come questa “presenza attiva” non è teoria ma pratica (clinico/partecipativa) concreta, viva e pulsante nei nostri territori ancora troppo poco conosciuta e valorizzata (spesso i professionisti conoscono poco queste realtà ma soprattutto non danno loro il valore e riconoscimento “professionale” che meritano). Le Regioni (Friuli, Veneto, Emilia,… ) che hanno saputo valorizzare in questi anni queste realtà e i cui Servizi hanno imparato a fare “squadra” con queste Associazioni hanno saputo costruire reti solidali efficaci, accessibili e sostenibili e raggiunto risultati importanti

16 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante L’importanza di queste realtà non è sfuggita all’OMS che ne raccomanda sempre il sostegno e lo sviluppo nelle politiche della salute perché rappresentano la risposta più efficace, più territorializzata e più accettabile sia come costi che come qualità, in particolare nei trattamenti a medio- lungo termine. I trattamenti di natura intensiva (Servizi pubblici e Privato sociale) hanno il dovere di cooperare e far conoscere queste Associazioni o di svilupparne di nuove nei settori mancanti, calibrando i loro interventi in sintonia con lo spirito, l’etica, gli scopi e l’operatività di queste Associazioni ogni qual volta ciò sia possibile.

17 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Questo deve far emergere una nuova etica ed identità professionale, che dobbiamo pretendere come cittadini ed amministratori dai nostri professionisti. Non si può più lavorare, anche nel sociale, come 30 anni fa senza risponderne da un punto di vista etico. E’ necessario promuovere il confronto di tutto il sistema con le realtà nazionali ed internazionali più avanzate I punti sopraesposti portano inevitabilmente a modalità di lavoro che sappiano andare oltre le etichette diagnostiche e “ritrovare” le “persone”, le famiglie e la rete non come concetti astratti ma come realtà da toccare con mano ( magari con una visita domiciliare ?? o con un incontro o impegnandosi come facilitatore in un gruppo territoriale !!). Dobbiamo accettare che siamo sempre tutti parziali ed in continua trasformazione. Solo il “pathos” di questi “incontri” (incontrarsi, “esserci” davvero è infatti impegnativo) permette di recuperare una dimensione vitale e creativa in situazioni altrimenti bloccate, angoscianti o dolorosamente ripetitive.

18 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Sottolineamo come possono far parte di queste equipe funzionali operatori dei servizi sanitari territoriali, operatori dei servizi sociali, centri di ascolto, avvocati, amministratori di sostegno, giudici, medici di medicina generale, amministratori, vicini, parenti, membri delle associazioni, forze dell’ordine, privato sociale, insegnanti, associazioni sportive e di aggregazione sociale,……… Tutti, ma proprio tutti, possono far parte potenzialmente di queste equipe e portare il loro contributo ed essere arricchiti da questi “incontri”. E’ necessario “perdere” un po’ di tempo nella preparazione, accettare che non tutto sarà perfetto e che costerà qualcosa in termini di sicurezza autoreferenziale (autismo professionale e organizzativo!!!) essendo consapevoli che acquisteremo in umanità, coerenza e “autenticità” professionale. Questo modo di “sentire” e di lavorare deve essere un obiettivo irrinunciabile della moderna identità professionale di un operatore della salute territoriale sia esso professionale che cittadino attivo. (Segnaliamo a tutti che una buona forma di “imparare/facendo” è essere disponibili a essere facilitatori in un gruppo territoriale esperienziale che anche per un professionista rappresenta una occasione di arricchimento e conoscenza “umana” unica oltre che un ottima forma di aggiornamento …”concreto”).

19 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Cercare di “essere coerenti” con tale impostazione è una ricerca, un modo di essere, agire e correggersi continui, una “tensione” vitale e professionale, uno “stile” di lavoro a cui oggi non è permesso rinunciare se abbiamo veramente a “cuore” il benessere, la crescita e la maturazione del nostro contesto sociale e ambientale. Segnaliamo alcuni elementi di “integrazione maturativa” che possiamo trasferire “vivendoli” nei nostri servizi alla nostra utenza e al nostro sistema territoriale.

20 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Questi elementi permettono di uscire dalle sabbie mobili della logica: PRESTAZIONE / FALLIMENTO per cercare di entrare in quella di ….… PERCORSO‘VIA’ PROGETTO la riflessione su questi elementi può aiutarci a: meglio “valutare” la “rotta”:

21 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Giudizio/Indifferenza Conoscenza reciproca Impotenza/MegalomaniaConsapevolezza-Obiettivi realistici Delega/Autoreferenzialità Condivisione–Lavoro in squadra - Co-terapia Debolezza/Espulsività Determinazione/Autorevolezza condivisa Isolamento Consapevolezza dell’Interdipendenza Mancanza di risorse Cooperazione-Valorizzazione delle Associazioni Spezzettamento/Frammentazione Linee “progettuali” comuni condivise Iperspecializzazione Equipe “funzionali” di lavoro, cura, trasformazione Colpa/Rabbia/Fallimento Accettazione – Responsabilità Solitudine Valorizzazione della rete territoriale formale e informale Confusione Esplicitare e conoscere le differenze – Rispetto ruoli Indeterminatezza Stabilire momenti e tempi comuni di verifica Potere/distanza Etica del …“servizio” Fretta/paralisi ”ardente… pazienza”

22 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante CONSEGUENZE di tale impostazione etico-professionale: 1 un lavoro più centrato sui reali bisogni e sulle reali domande del territorio di riferimento piuttosto che sulle diverse ideologie 2 più chiarezza al servizio dell’integrazione possibile 3più coordinamento tra le risposte, le risorse e i percorsi 4ottimizzazioni delle risorse 5meno delega e più assunzione di “responsabilità” da parte di TUTTI (compresa l’utenza) 6sostegno allo sviluppo di una “nuova rete territoriale attiva, efficace e sostenibile” ( cooperazione con le autonome Associazioni di Autotutela e Promozione della Salute….no-cost) 7un nuovo e diverso ruolo del “professionista” inteso come attivatore di risorse e percorsi (...cercatore di tracce e …tracciatore di rotte) più che fornitore di risposte

23 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Conclusioni Vogliamo mettere in evidenza come questi concetti devono rappresentare i punti di riferimento (i lampi di luce del faro) fondamentali per chiunque voglia lavorare oggi in ambito socio-sanitario in modo professionalmente corretto, moderno, rispettoso delle indicazioni dell’OMS e delle necessità da una parte di ottimizzare le risorse e dall’altra di garantire ancora risposte di qualità per tutti e su tutto il territorio Potranno sembrare concetti banali e scontati ma, in realtà, siamo ancora lontani da averli “compresi” a pieno e soprattutto siamo lontani da applicare tali concetti con la dovuta coerenza, costanza e determinazione nei diversi settori del “fare salute” e soprattutto nelle nostre organizzazioni. Questi concetti “devono” diventare patrimonio comune di tutti i cittadini, dei lavoratori e di chi ha ruoli di responsabilità organizzativa, educativa e di salvaguardia della salute. Questi principi di fatto ci richiamano ad una “visione” o “approccio” “ecologico-sociale” ai problemi dell’Uomo. Tale moderno approccio sottolinea, sempre, i profondi legami e le continue interazioni che esistono tra INDIVIDUO-FAMIGLIA-SOCIETA’ ed è in questa direzione che va sviluppata, secondo noi, la moderna identità di “operatori della salute” (sia come professionisti che come cittadini attivi) ed è sempre rispetto a questa che dobbiamo misurare la coerenza delle nostre pratiche operative e delle nostre organizzazioni.

24 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Come direbbe la tradizione zen questi sono gli “spiriti guida” per operatori “sognatori-combattenti” : Lo spirito del rispetto (rei no kokoro) (rispetto per chi ci ha preceduto e insegnato, per chi condivide la strada insieme a noi, per chi verrà dopo di noi!) Il non profitto (mushotoku) (essere “veramente” in quello che si fa, qui ed ora, senza “preoccuparsi” del risultato! …è la “via” l’importante…non il punto d’arrivo) Insieme per progredire (jita kyo ei) (chi è che dà ? chi è che riceve?) Pensare al di là del pensiero (hishiryo) (l’intuizione e l’azione devono sgorgare nel medesimo istante! Al di là della tecnica …“il cuore” !) Mantenere la “mente” (spirito) del principiante (shoshin) (nella mente del principiante ci sono molte possibilità, in quella dell’esperto …poche!)

25 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Il centro di salvataggio In un paese …lontano…lungo una costa rocciosa, in un punto in cui i naufragi erano piuttosto frequenti, sorgeva un tempo un piccolo e sgangherato centro di salvataggio, costituito da un capanno e una sola barca. A gestirlo c’erano poche persone, ma molto “attente”, le quali sorvegliavano costantemente il mare e, senza troppo riguardo per la propria incolumità, erano pronte a sfidare coraggiosamente la tempesta al primo segnale di pericolo. Molte vite erano state salvate in questo modo e il centro divenne famoso. A mano a mano che la fama aumentava, la gente della zona insistette per offrire la propria collaborazione a un’opera tanto preziosa. Essi donarono tempo e denaro, tanto che il numero degli iscritti aumentò, furono acquistate nuove barche i istruiti altri equipaggi. La capanna stessa fu sostituita da un edificio confortevole, in grado di provvedere alle necessità di coloro che venivano salvati e, com’è prevedibile, dato che non tutti i giorni avviene un naufragio, esso divenne un ritrovo popolare, una specie di circolo sociale.

26 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Col passere del tempo, i soci furono sempre più impegnati con le attività ricreative, e sempre meno interessati alle operazioni di salvataggio, anche se sugli stemmi che portavano spiccava il motto originale. In realtà quando qualcuno veniva effettivamente salvato, era una gran seccatura, perché si trattava di gente sporca e malridotta, che insudiciava i mobili e i tappeti. Ben presto le attività sociali del club divennero cosi numerose E quelle di salvataggio cosi scarse che durante una riunione ci fu una levata di scudi da parte di alcuni, i quali insistevano affinché si ritornasse allo scopo originale del centro. La proposta fu messa ai voti e gli agitatori, che si rilevarono una piccola minoranza, furono invitati ad andarsene dal club e crearne uno nuovo.

27 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Ed è proprio quello che essi fecero,, un po’ più avanti, lungo la costa, con tanto altruismo e ardimento che, dopo poco, il loro eroismo li rese famosi. Arrivarono cosi nuovi collaboratori, la loro baracca fu ristrutturata… … e il loro idealismo smorzato. Se vi capita di passare da quelle parti, troverete tutta una serie di circoli esclusivi disseminati lungo la costa. Ciascuno di essi è giustamente fiero Delle sue origini e delle sue tradizioni. Da quelle parti avvengono ancora i naufragi, ma nessuno ci bada.

28 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Una Storia “mezza carota e …non di più!” C’era un paese diventato triste. Avevano tutti molto ma … il gusto della vita dov’ era? I rimedi tentati dai più grandi specialisti avevano fallito. Non sapevano più cosa fare se non rimpiangere i tempi passati. Non rimaneva che provare con il vecchio saggio in cima alla collina. Forse lui conosceva un rimedio. Era stato un vecchio maestro un pò originale ma erano anni che nessuno aveva sue notizie. Non potendo fare altro il sindaco e il dottore decisero di cercarlo. Non fu facile ma infine lo trovarono e gli sottoposero il problema. Il saggio pensò un pò e poi disse deciso: “per preparare un rimedio mi serve l’acqua “magica” della vecchia fontana della piazza, il pentolone della caserma abbandonata e alcuni bambini che mi aiutino”.

29 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante I due si guardarono, scossero la testa ma non avendo niente da perdere tornarono in paese: riaprirono la fontana chiusa da anni, recuperarono la vecchia pentola della caserma, la ripulirono e radunarono i pochi bimbi rimasti. Il vecchio arrivò all’ora stabilita, raccolse i bimbi intorno a se e cominciò a raccontare vecchie storie dimenticate. I bimbi ascoltavano. Tra una storia e l’altra raccolsero la legna, accesero il fuoco e riempirono con l’acqua magica il pentolone. Chiacchieravano allegri e i grandi sbirciavano controllando dalle finestre perplessi. I commenti erano i soliti (indovinate un po’?).

30 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante A un certo punto un bimbo chiese se poteva aggiungere all’acqua “magica” che bolliva qualcosa. “Che bella idea”, disse il saggio, “il rimedio verrà sicuramente migliore, però, attento solo mezza carota e non di più”. Il bimbo corse a casa felice e chiese alla mamma solo mezza carota e non di più e subito tornò. Anche gli altri, allora, vollero contribuire chi con mezza patata, mezza cipolla, mezzo cavolo e cosi via… e tutti correvano a casa e tornavano felici con mezzo – qualcosa e non di più. Dalla pentola,intanto, arrivava un buon profumo e gli adulti incuriositi sentivano i loro bimbi ridere, scherzare o attenti ascoltare un’altra e …. un’altra storia. I grandi erano perplessi…poi uno si decise ad andare a curiosare e per darsi un tono portò con se un po’ di riso che gli avanzava…. forse serviva. Allora anche altri si fecero coraggio portando ognuno un po’ di quello che avevano. Anche gli uomini arrivarono dopo un po’. Ascoltavano tutti le storie che avevano dimenticato e uno per uno cominciarono a ricordare e a raccontare le loro. I bambini erano felici. Mangiarono tutti il più buon minestrone del mondo. Erano anni che non passavano tutti insieme una giornata cosi. La tristezza dov’era andata? Che strano … tutto era cominciato con …. mezza carota e non di più!!

31 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Una storia Il lago e lo yogurt In un paese dell’oriente un pescatore ogni mattina andava al lago a pescare. Un giorno vide un monaco scendere dalla collina, meditare sulla riva e poi con un cucchiaino versare un po’ per volta qualcosa nell’acqua del lago. Dopo una ulteriore meditazione si rialzò e tornò al convento. La cosa si ripeteva identica tutti i giorni. Incuriosito il pescatore, ormai abituato alla compagnia del monaco, si avvicinò e domandò cosa facesse. Il monaco gentilmente rispose che versava uno yogurt nel lago. Perplesso l’uomo non volle al momento chiedere di più. Poi, dopo alcuni giorni, si decise, si avvicinò nuovamente e chiese il perché versasse uno yogurt nel lago. Il monaco serio rispose “se lo farò con costanza un giorno tutto il lago si trasformerà in yogurt” L’uomo si spaventò. Questo è matto disse fra se e se. E si allontanò. Eppure ….. sembrava una cosi brava persona? Passarono molti giorni prima che trovasse il coraggio di riavvicinarsi e dirgli con rispetto “ma lo sa…padre…che non è vero?” Il monaco con calma si girò, lo guardò profondamente e … disse: “ lo so … ma …è bello …pensarlo”.

32 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Una Storia: Quando chiamare il Dottore Una donna era curva sulla vittima di un incidente stradale, mentre la folla stava a guardare. All’improvviso un tizio la spinse via rudemente, dicendo “Stia indietro, per favore, ho il diploma di pronto soccorso”. La donna lo osservò per qualche minuto mentre lui si dava da fare con la vittima. Poi con molta calma lo avvertì: “quando arriverà alla fase in cui dovrà chiamare il dottore, io … sono già qui”

33 8 luglio 2008 Biblioteca berio Dott. Giorgio Schiappacasse Dipartimento delle Dipendenze ASL 3 GenoveseU.O. Ser.T. Centro Levante Ode alla vita di Pablo Neruda Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un'insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna e della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.


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