La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Università degli Studi di Ca tania Previdenza, fiscalità ed adempimenti del sostituto dimposta Area del Sostituto dImposta Catania,

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Università degli Studi di Ca tania Previdenza, fiscalità ed adempimenti del sostituto dimposta Area del Sostituto dImposta Catania,"— Transcript della presentazione:

1 Università degli Studi di Ca tania Previdenza, fiscalità ed adempimenti del sostituto dimposta Area del Sostituto dImposta Catania, 21 e 22 marzo 2011

2 I contenuti del corso Il quadro di riferimento – I sostituti dimposta I redditi da lavoro dipendente I redditi assimilati al lavoro dipendente La struttura della retribuzione del personale universitario Determinazione del reddito da lavoro dipendente Detrazioni e deduzioni La tassazione separata Le novità fiscali dal 2011 Discussione

3 Il quadro di riferimento – I sostituti dimposta Il riferimento normativo ai Sostituti dimposta va ricercato nel D.P.R. 600 del 1973 ex art. 64. Definizione: è quella persona fisica o giuridica che la legge tributaria sostituisce completamente al soggetto passivo nei rapporti con lAmministrazione finanziaria. Si definisce infatti, colui che in forza di disposizioni di legge è obbligato al pagamento di imposte in luogo di altri per tutte le situazioni a questi riferibili ed anche a titolo di acconto. Lobbligo del pagamento del tributo viene imposto al sostituto a prescindere dalla sua relazione con i presupposti del pagamento stesso. La peculiarità del sostituto e quella di essere debitore del sostituito cioè del lavoratore dipendente e/o assimilato.

4 Il quadro di riferimento – I sostituti dimposta Nel campo delle imposte dirette la sostituzione produce il duplice effetto di anticipare i tempi di riscossione dei tributi e di obbligare colui che ha conseguito compensi soggetti a ritenuta di presentare la dichiarazione dei redditi: proprio per ottenere tale scopo al sostituto fanno carico tutta una serie di incombenze di carattere contabile (certificazione delle somme erogate e delle trattenute operate, registrazione delle operazioni effettuate, ecc..) dette ADEMPIMENTI DEL SOSTITUTO DIMPOSTA.

5 Il quadro di riferimento – I sostituti dimposta Teniamo presente che lUniversità è ricompresa tra i sostituti dimposta di cui allart. 23 del DPR 600/73 e non fra quelli di cui allart. 29 del decreto medesimo, se essa ricevesse comunicazione da un sostituto dimposta di cui allart. 29 del DPR 600/73 (Le amministrazioni dello Stato, comprese quelle con ordinamento autonomo) per compensi dallo stesso erogati a titolo di trattamento accessorio di lavoro dipendente, sarebbe corretta la semplice comunicazione diretta allUniversità ove il percipiente fosse strutturato; qualora si addivenisse invece a qualificare il compenso come art. 50 lett. B) del TUIR dovrebbe essere rilasciato solo il CUD al lavoratore da parte del sostituto e non unaltra forma di comunicazione, che quindi dovrebbe essere respinta.

6 Il quadro di riferimento – I sostituti dimposta QUADRO NORMATIVO GENERALE D.P.R. n.600/1973 Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi - e successive modifiche ed integrazioni D.P.R. n.917/1986 T.U.I.R. (Testo Unico delle Imposte sul Reddito) e successive modifiche ed integrazioni D.P.R. n.322/ Regolamento recante modalità per la presentazione delle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi - e successive modifiche ed integrazioni C.C.N.L. comparto Università

7 I redditi da lavoro dipendente I redditi di lavoro dipendente sono definiti dalla normativa tributaria (art. 49 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi) come quelli che derivano da rapporti aventi per oggetto la prestazione di lavoro, con qualsiasi qualifica, alle dipendenze e sotto la direzione di altri. La retribuzione percepita mensilmente dai lavoratori universitari è classificata nellambito della categoria dei redditi di lavoro dipendente e come tale è assoggettata ad imposizione fiscale Sono assoggettabili a tassazione come redditi di lavoro dipendente tutte le indennità e le somme percepite in sostituzione di redditi di lavoro dipendente, o a questi equiparati (ad esempio, la cassa integrazione, lindennità di disoccupazione, la mobilità, lindennità di maternità, ecc.).

8 I redditi da lavoro dipendente Vi sono alcune tipologie di redditi che sono considerati assimilati a quelli di lavoro dipendente. Lart. 50 del TUIR riporta un elenco tassativo di questi redditi Lassimilazione ai redditi di lavoro dipendente, in linea di principio, comporta un trattamento tributario quasi identico a quello riservato a tali redditi, se si esclude, per alcuni redditi assimilati il diritto alle detrazioni e alcune altre specificità.

9 I redditi da lavoro dipendente art. 50 Redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. comma 1. Sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente: a) i compensi percepiti, entro i limiti dei salari correnti maggiorati del 20 per cento, dai lavoratori soci delle cooperative di produzione e lavoro, delle cooperative di servizi, delle cooperative agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e delle cooperative della piccola pesca; b) le indennità e i compensi percepiti a carico di terzi dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità, ad esclusione di quelli che per clausola contrattuale devono essere riversati al datore di lavoro e di quelli che per legge devono essere riversati allo Stato; c) le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale, se il beneficiario non e' legato da rapporti di lavoro dipendente nei confronti del soggetto erogante; c-bis) le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d'imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione agli uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, alla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, alla partecipazione a collegi e commissioni, nonché quelli percepiti in relazione ad altri rapporti di collaborazione aventi per oggetto la prestazione di attività svolte senza vincolo di subordinazione a favore di un determinato soggetto nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita, sempreché gli uffici o le collaborazioni non rientrino nei compiti istituzionali compresi nell'attività di lavoro dipendente di cui all'articolo 49, comma 1, concernente redditi di lavoro dipendente, o nell'oggetto dell'arte o professione di cui all'articolo 53, comma 1, concernente redditi di lavoro autonomo, esercitate dal contribuente; d) le remunerazioni dei sacerdoti, di cui agli articoli 24, 33 lett. a), e 34 della legge 20 maggio 1985, n. 222, nonché le congrue e i supplementi di congrua di cui all'articolo 33, primo comma, della legge 26 luglio 1974, n. 343; e) i compensi per l'attività libero professionale intramuraria del personale dipendente del Servizio sanitario nazionale, del personale di cui all'articolo 102 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 e del personale di cui all'articolo 6, comma 5, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, nei limiti e alle condizioni di cui all'articolo 1, comma 7, della legge 23 dicembre 1996, n. 662; f) le indennità, i gettoni di presenza e gli altri compensi corrisposti dallo Stato, dalle regioni, dalle province e dai comuni per l'esercizio di pubbliche funzioni, sempreché le prestazioni non siano rese da soggetti che esercitano un'arte o professione di cui all'articolo 53, comma 1, e non siano state effettuate nell'esercizio di impresa commerciale, nonché i compensi corrisposti ai membri delle commissioni tributarie, ai giudici di pace e agli esperti del tribunale di sorveglianza, ad esclusione di quelli che per legge devono essere riversati allo Stato; g) le indennità di cui all'art. 1 della legge 31 ottobre 1965, n. 1261, e all'art. 1 della legge 13 agosto 1979, n. 384, percepite dai membri del Parlamento nazionale e del Parlamento europeo e le indennità, comunque denominate, percepite per le cariche elettive e per le funzioni di cui agli articoli 114 e 135 della Costituzione e alla legge 27 dicembre 1985, n. 816 nonché i conseguenti assegni vitalizi percepiti in dipendenza dalla cessazione delle suddette cariche elettive e funzioni e l'assegno del Presidente della Repubblica; h) le rendite vitalizie e le rendite a tempo determinato, costituite a titolo oneroso, diverse da quelle aventi funzione previdenziale. Le rendite aventi funzione previdenziale sono quelle derivanti da contratti di assicurazione sulla vita stipulati con imprese autorizzate dall'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private (ISVAP) ad operare nel territorio dello Stato, o quivi operanti in regime di stabilimento o di prestazioni di servizi, che non consentano il riscatto della rendita successivamente all'inizio dell'erogazione; h-bis) le prestazioni pensionistiche di cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, comunque erogate; i) gli altri assegni periodici, comunque denominati, alla cui produzione non concorrono attualmente ne' capitale ne' lavoro, compresi quelli indicati alle lettere c) e d) del comma 1 dell'articolo 10 tra gli oneri deducibili ed esclusi quelli indicati alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 44; l) i compensi percepiti dai soggetti impegnati in lavori socialmente utili in conformita' a specifiche disposizioni normative. comma 2. I redditi di cui alla lettera a) del comma 1 sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente a condizione che la cooperativa sia iscritta nel registro prefettizio o nello schedario generale della cooperazione, che nel suo statuto siano inderogabilmente indicati i principi della mutualità stabiliti dalla legge e che tali principi siano effettivamente osservati. comma 3. Per i redditi indicati alle lettere e), f), g), h) e i) del comma 1 l'assimilazione ai redditi di lavoro dipendente non comporta le detrazioni previste dall'articolo 14.

10 I redditi da lavoro dipendente Occorre, in primo luogo, ricordare come linserimento della lettera C) bis nel TUIR, che ha operato così la trasformazione dei redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa da redditi da lavoro autonomo a redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente,riguardi il solo profilo fiscale senza incidere sulla disciplina del rapporto contrattuale; La nuova qualificazione fiscale comporta, da un lato, la cessazione della ritenuta fissa del 20% a titolo d'acconto dell'IRPEF e, dall'altro, il calcolo di una ritenuta operato sulla base delle aliquote progressive per scaglioni di reddito all'atto del pagamento del compenso.

11 I redditi assimilati al lavoro dipendente La normativa di riferimento Codice Civile – libro V del Lavoro – titolo III: del Lavoro Autonomo : art contratto dopera: Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo (1351) unopera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente (lavoro autonomo); Codice di Procedura Civile (regole processuali in materia di lavoro) – art. 409 comma 3°..omissis altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato; D. Lgs. 165/2001 art. 7 comma 6° - evidenzia la possibilità per le Pubbliche Amministrazioni di ricorrere a contratti di collaborazione solo per prestazioni di elevata professionalità e provata competenza, contraddistinte da elevata autonomia nel loro svolgimento, tale da caratterizzarle quali prestazioni di lavoro autonomo

12 I redditi assimilati al lavoro dipendente La normativa di riferimento art. 3, comma 76, della legge finanziaria 2008, che aveva in un primo tempo innovato l'art. 7, comma 6, del dlgs 165/2001, prevedendo che le Amministrazioni pubbliche, per esigenze cui non potessero far fronte con personale in servizio, potessero conferire incarichi individuali (con contratti di lavoro autonomo professionale, occasionale o co.co.co.) a esperti di «particolare e comprovata specializzazione universitaria». la Legge 6 agosto 2008 n. 133 art. 46 riscrive nuovamente il comma 6 dellart. 7 del D. lgs n. 165/2001 introducendo significativi correttivi alla disciplina dettata dalla legge Finanziaria Innanzitutto la norma prevede che per laffidamento degli incarichi esterni è necessario il possesso, da parte dellaffidatario, di una particolare e comprovata specializzazione anche universitaria. Quindi non necessariamente la specializzazione richiesta allaffidatario, comunque comprovata e particolare, scaturisce dalla formazione universitaria. D.Lgs del 24 ottobre 2004, attuativo della c.d. legge Biagi, che allart. 61 enuncia che i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa prevalentemente personale e senza vincolo di subordinazione devono essere riconducibili ad uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso…omissis introducendo dunque le CO.CO.PRO

13 I redditi assimilati al lavoro dipendente La normativa di riferimento Circolare 5 del 2006 – punto di incontro tra la Legge Biagi e il Dipartimento della Funzione Pubblica relativamente agli incarichi di studio, ricerca e consulenza, avente ad oggetto Collaborazioni coordinate e continuative. Presupposti e limiti alla stipula dei contratti. Regime fiscale e previdenziale. Autonomia contrattuale..omissis … anche le Pubbliche Amministrazioni sono profondamente orientate da logiche programmatorie, finalizzate al controllo delle attività ed alla valutazione dei risultati, pertanto le collaborazioni esterne dovrebbero già naturalmente inserirsi nellambito di attività oggetto dellindirizzo politico-amministrativo che trovano logica attuazione attraverso la definizione di obiettivi strategici ed obiettivi operativi. Pertanto, in generale, qualsiasi contratto di lavoro autonomo contiene un progetto un programma, perché il progetto o il programma altro non è che il contenuto della prestazione.

14 I redditi assimilati al lavoro dipendente I SOGGETTI FISCALMENTE RESIDENTI IN ITALIA ART. 2 DEL T.U.I.R. Le persone fisiche sono considerate residenti in Italia se: Soggetti iscritti nelle anagrafi delle popolazioni residente per la maggior parte del periodo dimposta; Soggetti non iscritti nelle anagrafi, che hanno nello Stato il domicilio per la maggior parte del periodo dimposta (il domicilio è nel luogo in cui essi hanno stabilito la sede principale dei suoi affari ed interessi. Art. 43 c.c.); Soggetti non iscritti nelle anagrafi, che hanno nello Stato la residenza per la maggior parte del periodo dimposta (la residenza è il luogo in cui la persona ha la dimora abituale – art. 43 c.c.). Queste citate condizioni si verificano per la maggior parte del periodo dimposta se sussistono per oltre 183 gg anche non continuativi o per oltre la metà del periodo intercorrente tra linizio dellanno e il decesso o la nascita e la fine dellanno. La circolare 304 del precisa che il riferimento temporale alliscrizione anagrafica,al domicilio o alla residenza del soggetto va verificato anche tenendo conto della sussistenza di un legame affettivo con il territorio italiano. Tale legame sussiste qualora la persona abbia mantenuto in Italia i propri legami familiari o il centro dei propri interessi patrimoniali e sociali. In ogni caso sono considerati sempre residenti dalla legislazione italiana, coloro che se pur cancellati dalle anagrafi delle popolazioni, perché emigrati, risiedono in territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati con il DM

15 I redditi assimilati al lavoro dipendente La trasformazione fiscale dei redditi derivanti da collaborazione coordinata e continuativa l'art. 34 della legge 21 novembre 2000, n. 342, ha modificato il testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) operando così la trasformazione dei redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa da redditi da lavoro autonomo a redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente. le modifiche riguardino il solo profilo fiscale senza incidere sulla disciplina del rapporto contrattuale; La nuova qualificazione fiscale comporta, da un lato, la cessazione della ritenuta fissa del 20% a titolo d'acconto dell'IRPEF e, dall'altro, il calcolo di una ritenuta operato sulla base delle aliquote progressive per scaglioni di reddito all'atto del pagamento del compenso.

16 I redditi assimilati al lavoro dipendente RAPPORTO DI COLLABORAZIONE COORDINATA E COONTINUATIVA PREVALENTEMENTE ERSONALE SENZA VINCOLO DI SUBORDINAZIONE, RICONDUCIBILE A UNO O PIÙ PROGETTI SPECIFICI DI LAVORO O FASI DI ESSO DETERMINATI DAL COMMITTENTE E GESTITI AUTONOMAMENTE DAL COLLABORATORE IN FUNZIONE DEL RISULTATO nel rispetto del coordinamento con lorganizzazione del committente indipendentemente dal tempo impiegato per lesecuzione dellattività lavorativa caratteristiche principali: Tipo di obbligazione: di risultato Soggetti contrattualizzabili: Tutti tranne professionisti ai quali si richiede liscrizione ad un albo per lesercizio dellattività richiesta. Oggetto: Se lincarico ha una durata pari a quella del progetto o programma di lavoro, lattività può essere generica purchè finalizzata al raggiungimento dello scopo di progetto. Se lincarico riguarda una fase di progetto o del programma di lavoro lattività deve essere svolta da un soggetto con peculiari attitudini professionali. TIPOLOGIE DI INCARICHI DI COLLABORAZIONE COORDINATA : CONTRATTO A PROGETTO

17 I redditi assimilati al lavoro dipendente QUANDO UNA PERSONA SI OBBLIGA A COMPIERE VERSO UN CORRISPETTIVO UNOPERA O UN SERVIZIO CON LAVORO PREVALENTEMENTE PROPRIO E SENZA VINCOLO DI SUBORDINAZIONE NEI CONFRONTI DEL COMMITTENTE caratteristiche principali: Tipo di obbligazione: Di risultato e di mezzi Soggetti contrattualizzabili: Liberi professionisti iscritti ad albi; Professionisti per i quali non esiste un albo ma, che esercitano abitualmente una determinata attività; Dipendenti pubblici purché preventivamente autorizzati; Lavoratori occasionali che non esercitano abitualmente una determinata attività. Oggetto: Attività di lavoro svolta in completa autonomia, per il compimento di unopera materiale e/o intellettuale o la prestazione di un servizio. TIPOLOGIE DI CONTRATTI DOPERA INCARICO PROFESSIONALE INCARICO OCCASIONALE CONTRATTO DOPERA

18 si considerano rapporti di lavoro aventi ad oggetto attività di lavoro autonomo abitualmente esercitate dal prestatore dopera. caratteristiche principali: Tipo di obbligazione: di mezzi e di risultato Soggetti contrattualizzabili: Soggetti iscritti in albi o elenchi professionali se lesercizio di una determinata attività ne è condizionato; soggetti che esercitano abitualmente una determinata professione, per la quale non esiste alcun albo. Oggetto: incarichi aventi ad oggetto la prestazione di opere intellettuali e/o materiali o la fornitura di servizi INCARICO PROFESSIONALE I redditi assimilati al lavoro dipendente

19 sono rapporti di lavoro autonomo, non esercitati abitualmente dal prestatore dopera. caratteristiche principali: Tipo di obbligazione: di mezzi e di risultato Soggetti contrattualizzabili: Non è richiesto alcun requisito particolare tranne per i dipendenti pubblici che devono essere preventivamente autorizzati dal loro ente Oggetto: Attività che non necessitano di alcun coordinamento o continuità, in quanto di durata minima. INCARICO OCCASIONALE

20 I REDDITI ASSIMILATI AL LAVORO DIPENDENTE SONO QUELLE COLLABORAZIONI COORDINATE E COONTINUATIVE CHE NON DEVONO SVOLGERSI NELLAMBITO DI UN PROGETTO caratteristiche principali: Tipo di obbligazione: di mezzi e di risultato Soggetti contrattualizzabili: Professionisti iscritti ad albi ma, senza P.Iva. (solo se il contratto ha per oggetto unattività rientrante tra quelle previste dallalbo di appartenenza e lordine professionale prevede tale possibilità ad esempio: lelenco dei pubblicisti nellambito dellordine dei giornalisti) Pensionati di vecchiaia Componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e i partecipanti. Oggetto: Ununica attività, ben definita VECCHIE COLLABORAZIONI COORDINATE E CONTINUATIVE

21 I REDDITI ASSIMILATI AL LAVORO DIPENDENTE Con riferimento allo specifico delle collaborazioni, al fine di individuare la qualificazione tributaria occorre avere riguardo ad una pluralità di elementi: Oggetto dellattività prestata e modalità contrattuali, ai fini del configurarsi delle fattispecie oggettivamente previste dallart. 50 lett. c bis) del TUIR (collaborazioni tipiche ed atipiche); Rilettura delle tipologia di attività alla luce delle fonti (normative, statutarie, regolamentari, atti amministrativi) istitutive del rapporto ai fini di un possibile contemporaneo configurarsi di altra fattispecie di reddito assimilato (frequentemente lett. b) e lett. c) dellart. 50 del TUIR); Qualora il percipiente sia legato da rapporti di lavoro dipendente con il committente, verifica delleventuale legame con i compiti istituzionali del prestatore medesimo (assorbimento nel lavoro dipendente della prestazione); Rilettura della qualificazione tributaria delle co.co.co. alla luce delle caratteristiche fiscali soggettive del percipiente (assorbimento nella professione) 1. La qualificazione tributaria delle collaborazioni

22 I REDDITI ASSIMILATI AL LAVORO DIPENDENTE Il problema della qualificazione tributaria è in qualche modo un problema alquanto complesso soprattutto con riferimento allaspetto dellassorbimento della collaborazione nella professione. Peraltro diverse pronunce ministeriali, soprattutto su interpelli, si sono susseguiti negli anni, tanto che si possono sintetizzare nei seguenti concetti: esistono attività, che in quanto previste da ordinamenti professionali, si presumono assorbite dal reddito professionale indipendentemente dalla loro abitualità (ad esempio lattività di revisore per i commercialisti); Vi sono invece altre attività le quali, non rientrando nelloggetto della professione specifica, necessitano di analisi circa labitualità con le quali sono esercitate; 2. La qualificazione tributaria delle collaborazioni

23 I REDDITI ASSIMILATI AL LAVORO DIPENDENTE molte singole fattispecie hanno ottenuto un pronunciamento che esonera il committente datore di lavoro dal dubbio della sua qualificazione tributaria, ma è anche vero, che in realtà molti pronunciamenti che sono diventati prassi sembrano in effetti violare il dispositivo previsto dal TUIR. Ci riferiamo per esempio alla tipologia di professioni per le quali non essendo previsto un albo professionale, come per i consulenti informatici, prassi vuole che essi siano assorbiti dalla professione se titolari di partita IVA, quando in effetti questa professione potrebbe essere esercitata in maniera abituale pur senza partita IVA ed avere tutte le caratteristiche per la qualificazione di co.co.co..Dunque, in generale, ogni qualvolta unattività lavorativa sia svolta da un professionista la prassi prevede lassorbimento della collaborazione nella professione indipendentemente dalloggetto dellincarico. 3. La qualificazione tributaria delle collaborazioni

24 I REDDITI ASSIMILATI AL LAVORO DIPENDENTE Linea di demarcazione sottile tra 1.lavoro autonomo professionale; 2.lavoro occasionale; 3.Lavoro da collaborazione coordinata o a progetto. il punto di riferimento è dato dalla definizione di reddito di lavoro autonomo che è un definizione c.d. per differenza rispetto ai redditi dimpresa in quanto il lavoro autonomo è quello derivante dallesercizio di arti e professioni esercitate in maniera abituale che siano diverse dalle tipologie del reddito dimpresa richiamate dallart. 55) del TUIR. In tali fattispecie, labitualità si presume nellipotesi di esercizio di attività per lo svolgimento delle quali è prescritta liscrizione ad albo professionale. La collaborazione occasionale o prestazione dopera occasionale si definisce per differenza rispetto alle collaborazioni coordinate e continuative: si tratta, quindi, di una prestazione di lavoro autonomo che, rispetto allattività del committente, oltre a non richiedere un coordinamento, si presenta saltuaria. La linea di demarcazione tra le diverse sfere di reddito assimilato

25 La struttura della retribuzione del personale universitario La struttura della retribuzione del personale universitario si compone di due parti fondamentali: Il trattamento fondamentale; Il trattamento accessorio. Questa struttura vale sia per i professori universitari e i ricercatore che per il personale tecnico amministrativo non dirigente, per il quale è stata confermata anche dallultima tornata della contrattazione collettiva (in particolare dallart. 83).

26 La struttura della retribuzione del personale universitario Il personale tecnico amministrativo è classificato in quattro categorie, di cui una riservata alle elevate professionalità denominate rispettivamente B, C, D, EP. Ognuna delle categorie ha 7 livelli economici. Il trattamento fondamentale, calcolato su 13 mensilità annue, del personale tecnico amministrativo e composto da: stipendio tabellare posizioni economiche eventuali assegni ad personam retribuzione individuale di anzianità ove acquisita equiparazione stipendiale prevista dallart.31 del DPR n.761/79

27 La struttura della retribuzione del personale universitario Il trattamento accessorio è composto da : indennità dAteneo indennità accessoria mensile indennità di responsabilità retribuzione di posizione e retribuzione di risultato del personale EP posizioni organizzative indennità e compensi retribuiti con il fondo dAteneo compensi per lavoro straordinario altre indennità previste da specifiche disposizioni di legge

28 La struttura della retribuzione del personale universitario LA TREDICESIMA la tredicesima, così denominata per il fatto che costituisce una mensilità aggiuntiva, ormai prevista da tutti i contratti nazionali di lavoro. Poiché la Tredicesima mensilità matura per dodicesimi, nellipotesi di inizio e di cessazione di rapporti di lavoro nel corso dellanno, limporto spettante a tale titolo sarà commisurato in proporzione ai dodicesimi lavorati. E soggetta a contributi previdenziali ed assistenziali; a tal fine il relativo importo viene sommato alla retribuzione del mese di corresponsione (in genere lo stipendio di dicembre); è soggetta al prelievo Irpef ad aliquota massima e per tale erogazione il datore di lavoro non opera alcuna detrazione dimposta. La retribuzione di riferimento è quella percepita dal dipendente al momento dellerogazione, vale a dire lo stipendio del mese di dicembre. In caso di risoluzione del rapporto di lavoro, invece, si fa riferimento alla retribuzione del mese di cessazione. E utile precisare che non tutte le voci stipendiali corrisposte ai dipendenti vengono considerate ai fini della determinazione della tredicesima: rientra nel calcolo di tale valore la retribuzione globale; non rientrano nel calcolo, gli importi stipendiali non aventi carattere retributivo, quali, ad esempio: le maggiorazioni per lavoro straordinario; le indennità per ferie; le indennità per la reperibilità (nellipotesi di sevizio facoltativo); i rimborsi spese; le indennità sostitutive.

29 La struttura della retribuzione del personale universitario Tutte le voci di trattamento economico sia fondamentale che accessorio sono sempre corrisposti al lordo delle ritenute sia fiscali che previdenziali di competenza, a carico sia del datore di lavoro che del dipendente, nelle misure stabilite dalle attuali disposizioni in materia. Ovviamente, quando viene modificato il trattamento tabellare od iniziale di ciascuna categoria di inquadramento di un dipendente in pari data e decorrenza si modificano anche tutti gli altri trattamenti economici, contrattualmente previsti, che a questo valore facciano riferimento, come gli importi orari delle prestazioni di lavoro straordinario, ecc..

30 Determinazione del reddito da lavoro dipendente Per la determinazione del reddito di lavoro dipendente si utilizza il cosiddetto principio di cassa. In sostanza, il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori che il lavoratore percepisce in un periodo dimposta, anche se sotto forma di erogazioni liberali. Il criterio di cassa ha una sola deroga in base alla quale si considerano percepite nel periodo dimposta anche le somme corrisposte dai datori di lavoro entro il giorno 12 del mese di gennaio dellanno successivo a quello cui si riferiscono (in tal caso, si parla di principio di cassa allargato).

31 Determinazione del reddito da lavoro dipendente La determinazione del reddito di lavoro dipendente vale anche come base imponibile ai fini previdenziali (cosiddetto principio della unificazione della base imponibile fiscale e previdenziale), salvo alcune eccezioni appositamente stabilite. Tuttavia, ai fini previdenziali, si applica il criterio di competenza, poiché si fa riferimento solo ai redditi maturati nel periodo di imposta.

32 Determinazione del reddito da lavoro dipendente Il lavoratore dipendente paga le imposte sui redditi da lavoro (Irpef e addizionali) attraverso il sistema della ritenuta alla fonte. In sostanza, la tassazione avviene tramite il datore di lavoro che, in qualità di sostituto dimposta, ha lobbligo di effettuare, allatto del pagamento delle somme, una trattenuta a titolo di acconto delle imposte dovute dal dipendente. Le ritenute sono soggette a conguaglio fiscale che si effettua normalmente nel mese di febbraio successivo allanno fiscale di riferimento, allorché sono acquisite anche le somme dei compensi accessori liquidati direttamente dagli uffici presso i quali presta servizio il lavoratore dipendente. Limposizione diretta sul lavoro dipendente si basa essenzialmente sul meccanismo della ritenuta alla fonte a fronte di entrambe le tipologie di tassazione previste dal TUIR, vale a dire la tassazione ordinaria e la tassazione separata (sui compensi percepiti in un unico periodo ma imputabili ad anni precedenti).

33 Determinazione del reddito da lavoro dipendente Sul trattamento fondamentale, i sostituti dimposta devono operare le ritenute erariali con la tecnica dello scaglionamento. Sui trattamenti accessori deve essere operata ritenuta con laliquota marginale (percentuale di imposta applicata alla porzione di reddito ricadente nellultimo scaglione del lavoratore) Le competenze differite (es. tredicesima) sono tassate invece sulla base dellaliquota massima, mentre gli eventuali arretrati relativi ad anni precedenti, sono sottoposti a tassazione separata applicando laliquota media del biennio precedente.

34 Determinazione del reddito da lavoro dipendente Per ritenute erariali si intende linsieme delle trattenute mensili aventi natura fiscale operate dal Sostituto dImposta sui redditi di lavoro dipendente erogati ai lavoratori amministrati. In sede di elaborazione della rata mensile il sostituto provvede, infatti, alla determinazione dellimponibile fiscale (dato dal compenso lordo diminuito del totale delle ritenute previdenziali) e al calcolo delle imposte dovute. IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche) Addizionale allIrpef regionale e comunale Ad esclusione dellIRPEF che è calcolata su base mensile a titolo dacconto dimposta, le ritenute per addizionale sono calcolate in sede di conguaglio fiscale effettuato normalmente nel mese di febbraio successivo allanno di riferimento. Sulle competenze mensili al lordo delle ritenute previdenziali ed erariali il sostituto provvede alla determinazione e al versamento dellIRAP (Imposta regionale sulle attività produttive) totalmente a carico del datore di lavoro.conguaglio fiscale

35 Determinazione del reddito da lavoro dipendente LIRPEF è l'imposta sul reddito delle persone fisiche. E' un'imposta progressiva che cresce in funzione di fasce di reditto prestabilite. Ossia non si applica uniformemente sul totale del reddito annuale bensì varia secondo scalini predeterminati e denominati per l'appunto Scaglioni IRPEF. Così il reddito imponibile viene scomposto in tranches, non necessariamente proporzionali fra loro, a ognuno dei quali si applica una specifica tassazione denominata Aliquota IRPEF.IRPEF

36 Determinazione del reddito da lavoro dipendente

37 Come calcolare l'Irpef lorda 2011 Irpef lorda = [ (Reddito totale) - (tutti gli oneri deducibili) - (deduzione abitazione principale)] * (% aliquote)) Come calcolare l'Irpef netta 2011 Irpef netta = (Irpef lorda) - (tutte le detrazioni a cui si ha diritto: familiari a carico, tipologia di reddito, oneri sostenuti,

38 Determinazione del reddito da lavoro dipendente per determinare il reddito imponibile ai fini Irpef dunque è sufficiente sottrarre dal reddito complessivo soltanto gli oneri deducibili (vale a dire tutte le somme indicate nellarticolo 10 del TUIR) e la rendita catastale dellabitazione principale. Una volta quantificato il reddito imponibile, per ottenere limposta (lorda) occorre applicare a detto importo le relative aliquote. Il prelievo Irpef effettivo (imposta netta) si calcola diminuendo limposta lorda, fino alla concorrenza del suo ammontare, di tutte le detrazioni riconosciute (per familiari a carico, per tipologia di reddito posseduto, per spese sostenute, ecc.).

39 Determinazione del reddito da lavoro dipendente Per effetto delle aliquote andiamo a definire lArea di Esenzione (vecchia no-tax area): Si tratta cioè di quella fascia di redditi percepiti dalle persone fisiche che per effetto delle detrazioni per tipologia reddituale non è soggetta allimposizione irpef. Essa risulta così determinata: euro, per i lavoratori dipendenti, se il periodo di lavoro coincide con lintero anno; euro, per i pensionati al di sotto dei 75 anni, se la pensione è riscossa per lintero anno, e per coloro che percepiscono assegni di mantenimento dagli ex-coniugi; euro, per i pensionati di età pari o superiore a 75 anni, sempre con periodo di pensione coincidente con lintero anno; euro, indipendentemente dal numero dei giorni lavorati nellanno, per i contribuenti con reddito da lavoro autonomo e con altri tipi di reddito espressamente indicati: redditi di terreni per un importo non superiore a 185,92 euro; rendita catastale dellunità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze; redditi dominicali dei terreni, redditi agrari e redditi dei fabbricati per un importo complessivo non superiore a 500 euro. Ovviamente, larea esente da Irpef aumenta ulteriormente se ci sono familiari a carico.

40 Determinazione del reddito da lavoro dipendente LE ADDIZIONALI IRPEF Oltre alla ritenuta Irpef, il datore di lavoro deve trattenere dalle somme corrisposte al lavoratore anche laddizionale regionale e quella comunale. Queste si calcolano applicando al reddito complessivo determinato ai fini dellIrpef, al netto degli oneri deducibili, le aliquote stabilite dalle Regioni e dagli enti locali.

41 Determinazione del reddito da lavoro dipendente Addizionale regionale Laddizionale regionale allIrpef è dovuta alla Regione nella quale il contribuente ha il domicilio fiscale al 31 dicembre dellanno cui si riferisce laddizionale stessa. Limporto dovuto è calcolato dal datore di lavoro allatto di effettuazione delle operazioni di conguaglio e trattenuto in un numero massimo di undici rate mensili, a partire dal periodo di paga successivo a quello in cui le operazioni di conguaglio sono effettuate e non oltre la retribuzione corrisposta nel mese di novembre.

42 Determinazione del reddito da lavoro dipendente Addizionale comunale Laddizionale comunale allIrpef è unimposta istituita direttamente da ogni singolo Comune (lelenco dei Comuni che lhanno deliberata è pubblicato sul sito internet e riportato annualmente nel modello Unico Persone Fisiche). Essa è dovuta al Comune nel quale il contribuente ha il domicilio fiscale al 1° gennaio dellanno cui si riferisce laddizionale stessa. Laliquota può variare dallo 0,2 allo 0,8 per cento, ma in alcuni casi sono previste maggiorazioni (0,3 per cento per quei Comuni che non rispettano il Patto di stabilità) o soglie di esenzione per i contribuenti in possesso di determinati redditi.

43 Detrazioni e deduzioni La deduzione fiscale è un'agevolazione che opera sul reddito imponibile anziché (come per le detrazioni) sull'imposta. Che cosa significa? Al momento di calcolare il reddito "imponibile" (quello su cui vengono applicate le aliquote percentuali delle imposte sui redditi) vengono "dedotte" le somme che costituiscono una deduzione. Queste somme possono essere previste dal fisco (art. 10 e 10 bis del TUIR) o possono essere applicate dal contribuente, qualora si tratti di spese sostenute per cui il fisco conceda questo tipo di agevolazione (spese "deducibili").

44 Detrazioni e deduzioni La detrazione fiscale è un'agevolazione che opera sull'imposta anziché (come per le deduzioni) sul reddito imponibile. Che cosa significa? Dopo che sul reddito imponibile (quello su cui vengono applicate le aliquote percentuali delle imposte sui redditi) è stata calcolata l'imposta, da questa somma vengono "detratte" le somme che costituiscono una detrazione. Queste somme possono essere previste dal fisco (detrazioni per carichi familiari, per categorie di lavoro) o possono essere applicate dal contribuente, qualora si tratti di spese sostenute per cui il fisco conceda questo tipo di agevolazione (spese "detraibili").

45 Detrazioni e deduzioni Meglio le detrazioni o le deduzioni? Dipende innanzitutto dagli importi delle deduzioni o detrazioni determinate dal fisco. Dipende anche dall'aliquota applicata sulle spese detraibili: se questa – come accade nel sistema fiscale italiano degli ultimi anni - è del 19%, allora converrebbe la deduzione, visto che consente di non pagare l'imposta su quell'importo tenendo conto di un'aliquota marginale che è quasi sempre più alta del 19%.

46 Detrazioni e deduzioni Il sistema delle deduzioni è basato su quanto espressamente indicato allart. 10 e 10 bis del TUIR, nel senso che gli oneri deducibili sono tassativamente enucleati. Tra di essi merita particolare attenzione la deduzione per abitazione principale in conseguenza del passaggio dal sistema delle deduzioni della Riforma Tremonti a quello delle detrazioni dimposta introdotto con la Riforma Visco del 2007

47 Detrazioni e deduzioni Va, anzitutto, chiarito che nessuna modifica è stata apportata allart. 10 comma 3 bis del TUIR che continua a prevedere che se alla formazione del reddito complessivo concorrono il reddito dellunità immobiliare adibita ad abitazione principale e quello delle relative pertinenze, si deduce un importo fino allammontare della rendita catastale dellunità immobiliare stessa e delle relative pertinenze…. La novità nasce dal fatto che la rendita dellabitazione principale e delle relative pertinenze continua sì ad essere dedotta dal reddito complessivo per la determinazione del reddito imponibile, ma - ed è questa la novità – riconfluisce nel reddito complessivo per il calcolo delle detrazioni dimposta, il cui ammontare è, dunque, direttamente influenzato dalla presenza del reddito dellabitazione principale.

48 Detrazioni e deduzioni dallimponibile fiscale già al netto di eventuali oneri deducibili applicati direttamente dal datore di lavoro, devono essere applicate le detrazioni dimposta. Esse sono: Detrazioni per lavoro dipendente (art. 13 TUIR) Detrazioni per carichi di famiglia (art. 12 TUIR) Detrazioni per canoni di locazione (finanziaria 2008)

49 Detrazioni e deduzioni Detrazioni per lavoro dipendente Lart.13 del TUIR elenca tutte le detrazioni spettanti a seconda del tipo di reddito che confluisce nel reddito complessivo e indica le modalità di calcolo delle stesse. Esse spettano in misura decrescente man mano che il reddito aumenta, fino ad annullarsi a euro di reddito. Per il calcolo degli importi effettivi si assume come parametro di riferimento non la specifica categoria reddituale (ad es. il totale del reddito di lavoro dipendente, di pensione o di lavoro autonomo) ma lintero reddito complessivo. Le detrazioni per i lavoratori dipendenti e i pensionati devono essere rapportate al periodo di lavoro o di pensione (espresso in giorni). Le altre si applicano a prescindere dal periodo di attività svolta nellanno.

50 Detrazioni e deduzioni Le detrazioni base di cui i lavoratori dipendenti possono fruire dal periodo dimposta 2007 devono essere rapportate al periodo di lavoro nellanno, ma limporto effettivamente spettante non può mai essere superiore a euro ed inferiore a 690 euro per i lavoratori a tempo indeterminato;

51 Detrazioni e deduzioni mentre se il rapporto di lavoro è a tempo determinato, la detrazione effettiva non può essere inferiore a euro.

52 Detrazioni e deduzioni La detrazione per lavoro dipendente spetta anche per alcuni redditi a questo assimilati, tra i quali: redditi percepiti dai lavoratori soci di cooperative; indennità e compensi corrisposti ai lavoratori dipendenti con contratto di lavoro interinale (detto anche temporaneo o in affitto); somme percepite a titolo di borsa di studio; compensi percepiti in relazione a rapporti di collaborazione coordinata e continuativa; remunerazioni dei sacerdoti; prestazioni pensionistiche erogate dalla previdenza complementare; compensi percepiti dai lavoratori impiegati in attività socialmente utili.

53 Detrazioni e deduzioni LE DETRAZIONI PER FAMILIARI A CARICO I contribuenti che con il proprio reddito provvedono al mantenimento del coniuge, dei figli o di altri familiari usufruiscono dal 2007 di detrazioni diverse a seconda della persona fiscalmente a carico e dellammontare del reddito complessivo. Essi, infatti, diminuiscono progressivamente con laumentare del reddito complessivo posseduto nellanno, fino ad annullarsi quando detto reddito arriva a euro per le detrazioni dei figli e a euro per quelle del coniuge e degli altri familiari. Si tratta di una rilevante modifica al meccanismo di determinazione dellIrpef, rappresentata dalla sostituzione delle precedenti deduzioni per carichi familiari con detrazioni dallimposta.

54 Detrazioni e deduzioni Sono considerati familiari a carico dal punto di vista fiscale, purché in possesso di redditi non superiori a 2.840,51 euro: il coniuge non legalmente ed effettivamente separato; i figli, compresi quelli naturali riconosciuti, gli adottivi, gli affidati e affiliati; altri familiari (genitori, generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle), a condizione che siano conviventi o che ricevano dallo stesso un assegno alimentare non risultante da provvedimenti dellautorità giudiziaria.

55 Detrazioni e deduzioni Vediamo i criteri per poter ritenere una persona fiscalmente a carico e le altre disposizioni che regolano il riconoscimento della detrazione: Il limite massimo di reddito che il familiare deve possedere per essere considerato a carico rimane pari a 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili. Ai fini del calcolo del citato reddito massimo occorre considerare anche la rendita dellabitazione principale Se le retribuzioni sono esenti dallIrpef e non sono quindi comprese nel reddito complessivo di coloro che le percepiscono, sono rilevanti ai fini della determinazione del limite per lattribuzione delle detrazioni per carichi di famiglia. Limporto delle detrazioni va sempre rapportato ai mesi dellanno per i quali i familiari sono stati a carico. Il diritto alla detrazione decorre dal mese in cui si verificano le condizioni previste, indipendentemente dal numero dei giorni del mese. La detrazione per i figli è assegnata per intero al genitore che ha a carico anche il coniuge. Le detrazioni per il coniuge e per i figli a carico spettano anche se questi non convivono con il contribuente o non risiedono in Italia. Rimane la possibilità di applicare per il primo figlio, se più conveniente, la detrazione prevista per il coniuge a carico, nel caso in cui laltro genitore manca o non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, oppure quando ci sono figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato.

56 Detrazioni e deduzioni La detrazione per il coniuge La detrazione base per il coniuge a carico è stata stabilita in 800 euro. Lammontare effettivamente spettante varia, però, in funzione del reddito. Per i redditi complessivi fino a euro la detrazione si determina dal risultato del rapporto: [110 x (reddito complessivo /15.000)], che se è uguale a 1 la detrazione spettante è pari a 690 euro. Se uguale a zero la detrazione non spetta. La detrazione dimposta è pari ad un importo fisso (690 euro) solo quando il reddito complessivo del beneficiario è compreso tra e euro. Inoltre, per i contribuenti che si collocano allinterno di questa fascia, e precisamente per coloro il cui reddito è compreso tra e euro, è previsto un leggero incremento della detrazione fissa, variabile tra 10 e 30 euro. Negli altri casi, per calcolare limporto effettivamente spettante occorre utilizzare una delle formule indicate nello schema seguente. Per i redditi compresi tra e euro la detrazione si determina dal risultato del rapporto 690 x [ (reddito complessivo /40.000)], Se il risultato del rapporto è uguale a zero la detrazione non spetta. Si annulla, infatti, quando il reddito complessivo arriva a euro.

57 Detrazioni e deduzioni La detrazione per i figli figlio minore di tre anni: 900 euro, limporto decresce fino ad azzerarsi per i redditi superiori a euro. Nel caso ci siano più di tre figli limporto di partenza aumenta di 200 euro per ogni figlio (compresi i primi tre). figlio maggiore di tre anni: 800 euro, che diminuiscono in modo progressivo fino ad azzerarsi per i redditi superiori a euro. Anche in questo caso con più di tre figli limporto di partenza aumenta di 200 euro per ogni figlio (compresi i primi tre).

58 Detrazioni e deduzioni Come fa divisa la detrazione Le detrazioni per i figli non si possono ripartire liberamente tra i genitori come prevedeva il precedente ordinamento. E prevista, infatti, la divisione al 50 per cento della somma spettante tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati. In alternativa, e se cè accordo tra le parti, si può scegliere di attribuire tutta la detrazione al genitore che possiede il reddito più elevato. Questa facoltà consente a questultimo il godimento per intero delle detrazioni, in caso, per esempio, di incapienza del genitore con reddito più basso. N.B. E il caso di ricordare che lincapienza si verifica quando tutte le detrazioni di cui un contribuente può beneficiare sono superiori allimposta lorda. In queste situazioni, limporto eccedente non può essere chiesto a rimborso o a compensazione di altri tributi, né è possibile riportarlo nella successiva dichiarazione dei redditi. In sostanza, parte delle detrazioni spettanti andrebbero perdute.

59 La tassazione separata Diversa modalità di tassazione dei redditi da lavoro dipendente Quando il lavoratore dipendente percepisce redditi che derivano da fatti economici risalenti a periodi dimposta precedenti a quello di percezione, essi sono percepiti una tantum e sono soggetti ad una tassazione c.d. separata. Questi redditi non rappresentano una categoria reddituale a sé, ma discendono da tante fattispecie diverse, specificamente elencate allart. 17 del TUIR: I redditi percepiti alla cessazione del rapporto (per es. la percezione del TFR); gli arretrati da lavoro dipendente e da pensione riferibili ad anni precedenti per effetto di leggi, contratti collettivi, sentenze, atti amministrativi o altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti. Non trova applicazione la disciplina degli arretrati se la corresponsione in periodo successivo è fisiologica (ad esempio incentivi legati alla produttività); redditi percepiti da eredi.

60 La tassazione separata Le modalità per la tassazione di questi redditi, sono diverse a seconda della tipologia da trattare, comune è invece il fatto che questi redditi non si cumulano con quelli dellanno in corso. E inoltre fermo lobbligo del datore di lavoro di effettuare le ritenute secondo la specifica tipologia di tassazione separata, altrettanto fermi sono gli obblighi e le tempistiche di versamento certificazione e dichiarazione. Norma di riferimento delle varie tipologie di tassazione separata è lart. 17) del TUIR, anche se esiste una regola generale applicabile alla maggior parte dei casi, e alcune regole specifiche applicabili a casi particolari.

61 La tassazione separata La regola generale consiste nella individuazione dellaliquota media calcolata con riferimento al reddito medio del biennio precedente allanno di maturazione del diritto alla percezione del reddito. Per meglio comprendere la regola generale di determinazione dellimposta dovuta può essere utile un esempio: Anno di percezione del reddito2010 Reddito percepitoarretrati per Biennio di riferimento per il calcolo dellaliquota media Reddito complessivo Reddito complessivo Reddito medio

62 La tassazione separata Soluzione dellesempio: Al reddito medio di si applicano le aliquote in vigore nel 2010 e si determina limposta, che supponiamo essere per es. di che corrisponde al 25% del reddito medio. Laliquota media così ottenuta (25%) si applicherà agli arretrati percepiti ( 3.000). Limposta, pertanto, sarà pari a 750,00. Nel caso in cui il reddito manchi in tutti e 2 gli anni di riferimento si applicherà laliquota minima IRPEF.

63 Le novita fiscali dal 2011 Detrazioni per figli a carico LAgenzia conferma che, in caso di affidamento congiunto ai genitori divorziati, è consentita la fruibilità totale della detrazione ad uno solo dei due genitori laddove laltro genitore non abbia redditi; rimane lobbligo del fruitore di restituire allaltro genitore il 50% della detrazione (Agenzia delle Entrate – Risoluzione n. 143/E del 30 dicembre 2010).

64 Le novita fiscali dal 2011 Bonus fiscale per il rientro dei cervelli Per rimediare alla cosiddetta fuga di cervelli, è entrata in vigore lo scorso 28 gennaio la legge 238/2010 che ha introdotto nuove agevolazioni fiscali, sotto forma di riduzione del reddito imponibile, a favore dei laureati al di sotto dei 40 anni che, dopo aver avuto esperienze di studio o di lavoro allestero, tornano in Italia a lavorare.agevolazioni fiscali Per poter usufruire di questa agevolazione è necessario essere cittadini dellUnione europea, essere nati dopo il 1° gennaio 1969, aver risieduto continuativamente per almeno due anni in Italia, avere una laurea e aver esercitato negli ultimi due anni in maniera continuativa unattività lavorativa fuori dalla madrepatria e dallItalia (oppure aver studiato ininterrottamente per almeno due anni fuori dalla madrepatria e dallItalia per conseguire una laurea o un titolo post-lauream) e essere stati assunti o aver intrapreso unattività lavorativa autonoma in Italia (con un successivo decreto del Ministero dellEconomia e delle Finanze verranno individuate le categorie professionali ammesse al beneficio). Il beneficio fiscale, usufruibile fino al periodo dimposta in corso al , consiste nella riduzione della base imponibile ai fini Irpef del reddito da lavoro dipendente, dimpresa e autonomo in misura pari all80% per le donne e al 70% per gli uomini. I beneficiari perderanno il diritto allo sconto fiscale se, qualora venga riconosciuta la riduzione di base imponibile, trasferiscono nuovamente allestero la residenza o il domicilio prima che siano passati cinque anni dalla data di prima fruizione del bonus. In tal caso, dovranno restituire la quota di tasse non pagate, con applicazione di sanzione e interessi. Lagevolazione introdotta non è cumulabile con quella già in vigore per docenti e ricercatori, introdotta dal D.L. 269/03 e poi prorogata dal D.L. 185/08 e dal D.l. 78/10 (Legge n. 238 del 30 dicembre 2010 – G.U. n. 9 del 13/01/2011).Legge n. 238 del 30 dicembre 2010

65 Le novità fiscali dal 2011 Il blocco degli stipendi TRIENNIO 2011/2013 Un Comune, ponendo una questione interpretativa dellart. 9, comma 1 del D.L. n. 78/2010 (a mente del quale per gli anni 2011, 2012 e 2013, il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio, non può superare, in ogni caso, il trattamento in godimento nellanno 2010), ha chiesto se per trattamento in godimento nellanno 2010 si intenda quello complessivamente percepito nel 2010 ovvero il trattamento stabilito nel provvedimento di attribuzione (che, nella specie, ha mutato il salario accessorio in corso danno in conseguenza della responsabilità di un servizio); la Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte della Corte dei Conti ha affermato che per il limite al trattamento complessivo dei dipendenti pubblici per il triennio dovrà farsi riferimento a quanto giuridicamente spettante, nei limiti di cui sopra, al dipendente pubblico come trattamento economico ordinario per lanno La Corte, quindi, non ha fatto altro che confermare lorientamento che era già emerso in sede di conversione del D.L. 78/2010 poiché la nozione di trattamento in godimento" è stata sostituita con unaltra più specifica ossia il trattamento ordinariamente spettante per lanno 2010, al netto degli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva, ivi incluse le variazioni dipendenti da eventuali arretrati, conseguimento di funzioni diverse in corso danno (Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte).

66 Le novità fiscali dal 2011 Assenze per malattia: ulteriori chiarimenti Il Dipartimento della Funzione Pubblica richiama l'attenzione su alcuni aspetti delicati della disciplina relativa alle assenze per malattia dei pubblici dipendenti, prevista dall'art. 71 del D.L. n. 112/2008, convertito con la Legge n. 133/2008. Ricordando, preliminarmente, di attuare la decurtazione retributiva in caso di assenza per malattia secondo le indicazioni fornite nella circolari n. 7 e n. 8 del 2008, viene chiarito che restano escluse dalla decurtazione stipendiale le assenze per particolari tipologie di assenze (quali, ad esempio, le assenze per malattia dovute ad infortunio sul lavoro o a causa di servizio, le assenze per ricovero ospedaliero o day hospital, le assenze relative a patologie gravi) per le quali i contratti collettivi o la normativa di settore prevedono un trattamento più favorevole. Altresì non è soggetta a decurtazione la retribuzione di risultato dei dirigenti, in quanto volta a remunerare l'effettivo raggiungimento degli obiettivi e quindi non assimilabile ad una indennità giornaliera legata alla presenza in servizio; principio identico deve valere per le analoghe voci previste per le altre categorie di personale (Dipartimento della Funzione Pubblica – Circolare n. 8 del 19 luglio 2010).Circolare n. 8 del 19 luglio 2010

67 Le novità fiscali dal 2011 Tassazione dei ticket restaurant e oneri di utilità sociale In occasione del Forum lavoro del 17 marzo 2010, lAgenzia delle Entrate si è pronunciata in merito allimponibilità dei ticket restaurant : non concorrono a formare reddito di lavoro dipendente fino allimporto giornaliero di 5,29 euro ma nessuno sconto Irpef spetta per la quota eccedente; viene cioè negata la possibilità di applicare lagevolazione prevista dallarticolo 51, comma 3, del Tuir in quanto essa è limitata ai beni e servizi forniti al dipendente e non può essere estesa alle erogazioni in denaro : lAgenzia sostiene ora che i ticket sono equiparati ad erogazioni in denaro. In merito alla non concorrenza alla formazione del reddito di lavoro dipendente di cui alla lettera f) dellart. 51 co. 2 del Dpr 917/86, lAgenzia sostiene che non si può dar luogo alla fattispecie agevolativa nei casi in cui il datore di lavoro provveda ad erogare somme al dipendente che aveva previamente sostenuto la spesa (Agenzia delle Entrate – Risoluzione n. 26/E del 29 marzo 2010).Risoluzione n. 26/E del 29 marzo 2010


Scaricare ppt "Università degli Studi di Ca tania Previdenza, fiscalità ed adempimenti del sostituto dimposta Area del Sostituto dImposta Catania,"

Presentazioni simili


Annunci Google