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LE ECCELLENZE DEL GUSTO SIRACUSANO REALIZZATO DALLA CLASSE 2°B.

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Presentazione sul tema: "LE ECCELLENZE DEL GUSTO SIRACUSANO REALIZZATO DALLA CLASSE 2°B."— Transcript della presentazione:

1 LE ECCELLENZE DEL GUSTO SIRACUSANO REALIZZATO DALLA CLASSE 2°B

2 LIMONI DI SIRACUSA Il limone di Siracusa IGP è caratterizzato da un elevato contenuto in succo e dalla ricchezza di ghiandole oleifere nella buccia, oltre che per l'alta qualità degli oli essenziali. La varietà siracusana di limone è denominata femminiello per via della notevole fertilità della pianta, rifiorente tutto l'anno: il primofiore matura da ottobre a marzo, ha forma ellittica, buccia e polpa di colore variabile dal verde chiaro al giallo-citrino, e succo giallo citrino; il bianchetto matura da aprile a giugno, si presenta ellittico-ovoidale, con buccia giallo chiaro, polpa gialla e succo giallo- citrino; il verdello matura fra luglio e settembre, ha forma ellittico-sferoidale e colore della buccia verde chiaro, mentre succo e polpa sono giallo- citrino.

3 LA MANDORLA DI AVOLA LA MANDORLA DI AVOLA La Mandorla di Avola è fonte di salute, bellezza e benessere, antinfiammatorio naturale e antiossidante, prezioso integratore nelle diete e ricca di principi nutritivi. Il clima temperato dei Monti Iblei rende la Mandorla di Avola elegante nella forma e nel sapore. E’ immancabile nella pasticceria di qualità, nelle superbe granite siciliane, nel raffinato latte di mandorla, nel torrone, nel marzapane, nei biscotti e nella tradizione dei confetti più pregiati. Uno scrigno di vitalità. La Mandorla di Avola è fonte di salute, bellezza e benessere, antinfiammatorio naturale e antiossidante, prezioso integratore nelle diete e ricca di principi nutritivi. Il clima temperato dei Monti Iblei rende la Mandorla di Avola elegante nella forma e nel sapore. E’ immancabile nella pasticceria di qualità, nelle superbe granite siciliane, nel raffinato latte di mandorla, nel torrone, nel marzapane, nei biscotti e nella tradizione dei confetti più pregiati. Uno scrigno di vitalità.

4 PANE DI LENTINI PANE DI LENTINI Prodotto nei comuni di Lentini e Carlentini (Sr), un tempo era preparato dalle donne, che portavano l’impasto da cuocere nei forni in pietra alimentati con fuoco di legna; parte del pane era poi lasciata al proprietario del forno in pagamento del suo utilizzo. L’aggiunta alla semola di grano duro di una parte di farina di timilia, un grano tardivo coltivato ormai solo in esigue zone della Sicilia, conferiva al pane una più lunga conservabilità. L’impasto odierno è costituito da farina di semola di grano duro, sale e acqua (sette litri ogni dieci chili di farina). Il lievito usato comunemente è quello di birra, anche se non pochi fornai stanno tornando al lievito madre, il cosiddetto crescente. L’impasto riposa per una-due ore, secondo la stagione e la quantità di lievito impiegata. I pani, del peso di mezzo chilo, sono modellati a forma di esse e cosparsi di semi di sesamo in superficie. La cottura, della durata di circa 45 minuti, avviene in forni di pietra con fuoco diretto di legna (gusci di mandorle e, in misura minore, rametti di olivo e arancio). Il prodotto che si ottiene presenta mollica compatta con alveoli di piccola dimensione, crosta sottile e morbida. La laboriosità del processo produttivo limita la produzione a una decina di laboratori artigianali; da qualche anno si sta assistendo a un rinnovato interesse da parte dei consumatori, favorito da una ristrutturazione dei vecchi forni e da una maggiore attenzione agli aspetti igienici della lavorazione.

5 POMODORI CILIEGINO DI PACHINO POMODORI CILIEGINO DI PACHINO Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il cosiddetto "pomodoro di Pachino", in particolare le varianti note come "ciliegino" e quella "a grappolo", non è nato nella zona di Pachino: qui le coltivazioni di pomodori risalgono al 1925, ma si trattava di normali pomodori da insalata dalle dimensioni normali e variabili. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il cosiddetto "pomodoro di Pachino", in particolare le varianti note come "ciliegino" e quella "a grappolo", non è nato nella zona di Pachino: qui le coltivazioni di pomodori risalgono al 1925, ma si trattava di normali pomodori da insalata dalle dimensioni normali e variabili.1925 Pomodori simili a quello di Pachino, di forma rotonda e dimensioni abbastanza ridotte, a volte di caratteristico colore giallo-rossastro, erano invece coltivati in tutto il Meridione d'Italia, a livello familiare, senza alcun sbocco commerciale: erano pomodori «da serbo», destinati all'autoconsumo durante il periodo invernale proprio perché dotati di particolari doti di serbevolezza: a tal fine, si conservavano in grappoli tenuti al riparo dalle intemperie stagionali, all'interno o all'esterno delle abitazioni, in quest'ultimo caso protetti dalle precipitazioni grazie allo spiovente dei tetti. Pomodori simili a quello di Pachino, di forma rotonda e dimensioni abbastanza ridotte, a volte di caratteristico colore giallo-rossastro, erano invece coltivati in tutto il Meridione d'Italia, a livello familiare, senza alcun sbocco commerciale: erano pomodori «da serbo», destinati all'autoconsumo durante il periodo invernale proprio perché dotati di particolari doti di serbevolezza: a tal fine, si conservavano in grappoli tenuti al riparo dalle intemperie stagionali, all'interno o all'esterno delle abitazioni, in quest'ultimo caso protetti dalle precipitazioni grazie allo spiovente dei tetti.Meridione d'Italiadestinati all'autoconsumoMeridione d'Italiadestinati all'autoconsumo Fu solo nel 1989 che un'azienda israeliana produttrice di sementi, la HaZera Genetics, agendo tramite una sua società controllata, produsse in Sicilia due nuove varietà dette Noemi e Rita, quest'ultima "a grappolo". Fu solo nel 1989 che un'azienda israeliana produttrice di sementi, la HaZera Genetics, agendo tramite una sua società controllata, produsse in Sicilia due nuove varietà dette Noemi e Rita, quest'ultima "a grappolo".1989HaZera GeneticsSiciliavarietà1989HaZera GeneticsSiciliavarietà La prima accoglienza della nuova variante fu di diffidenza, ma poco a poco essa si affermò ed ebbe un grosso successo. Poiché il territorio agricolo di Pachino e dintorni è particolarmente adatto alla coltivazione di questa variante, essa ha assunto il nome commerciale di "pomodoro di Pachino".Da tenere presente che il primo seme denominato Noemi non è più in produzione da tempo, soppiantato da altre varianti che nel frattempo sono state da esso derivate. La prima accoglienza della nuova variante fu di diffidenza, ma poco a poco essa si affermò ed ebbe un grosso successo. Poiché il territorio agricolo di Pachino e dintorni è particolarmente adatto alla coltivazione di questa variante, essa ha assunto il nome commerciale di "pomodoro di Pachino".Da tenere presente che il primo seme denominato Noemi non è più in produzione da tempo, soppiantato da altre varianti che nel frattempo sono state da esso derivate.

6 Fragole di Cassibile Dotate di un buon contenuto calorico a causa dell'elevato tenore zuccherino, le fragole di Cassibile rappresentano una eccellente fonte di vitamina C e di flavonoidi Della famiglia dei flavonoidi fanno parte gli antociani, i quali sembrerebbero essere responsabili delle potenziali caratteristiche anti infiammatori delle fragole.vitamina Cflavonoidiantociani

7 NERO D’AVOLA La sua commercializzazione su scala industriale risale agli inizi degli anni sessanta del secolo scorso. È considerato un vino da taglio, data la sua elevata gradazione alcolica, che raggiunge facilmente i 15 gradi. Nonostante ciò alcune aziende siciliane decisero di farne un vino da tavola con nuove tecniche di vinificazione più rispondenti alle esigenze del mercato che prevedevano una diminuzione del grado zuccherino ed un aumento dell'acidità. Da allora è coltivato anche fuori dalla Sicilia e dall'Italia, per esempio in California e in Australia. La sua commercializzazione su scala industriale risale agli inizi degli anni sessanta del secolo scorso. È considerato un vino da taglio, data la sua elevata gradazione alcolica, che raggiunge facilmente i 15 gradi. Nonostante ciò alcune aziende siciliane decisero di farne un vino da tavola con nuove tecniche di vinificazione più rispondenti alle esigenze del mercato che prevedevano una diminuzione del grado zuccherino ed un aumento dell'acidità. Da allora è coltivato anche fuori dalla Sicilia e dall'Italia, per esempio in California e in Australia.anni sessantaanni sessanta La zona più vocata per il nero d'Avola è l'area a sud-est della Sicilia compresa nei territori di Noto e Pachino, con le contrade di Buonivini, Bufalefi, Maccari, Archi. In questa zona negli ultimi dieci anni si è avuto un vero boom di nuove imprese, provenienti anche da fuori Sicilia, che hanno investito nell'impianto di nuovi vigneti, preferibilmente allevati a controspalliera o con il tradizionale alberello, più costoso e meno produttivo, ma con rese qualitativamente superiori dal punto di vista organolettico e del potenziale d'invecchiamento. La zona più vocata per il nero d'Avola è l'area a sud-est della Sicilia compresa nei territori di Noto e Pachino, con le contrade di Buonivini, Bufalefi, Maccari, Archi. In questa zona negli ultimi dieci anni si è avuto un vero boom di nuove imprese, provenienti anche da fuori Sicilia, che hanno investito nell'impianto di nuovi vigneti, preferibilmente allevati a controspalliera o con il tradizionale alberello, più costoso e meno produttivo, ma con rese qualitativamente superiori dal punto di vista organolettico e del potenziale d'invecchiamento. NotoPachinocontrospallieraalberello NotoPachinocontrospallieraalberello

8 MOSCATO DI SIRACUSA Le caratteristiche organolettiche indicate, rappresentano quelle del disciplinare delle DOC Italia. In realtà il colore tipico del moscato di Siracusa è giallo paglierino carico. La colorazione oro vecchio tipica dei moscati di Sicilia, per via del territorio, del microclima presente nell'area della DOC Moscato di Siracusa non viene mai raggiunta. Le caratteristiche organolettiche indicate, rappresentano quelle del disciplinare delle DOC Italia. In realtà il colore tipico del moscato di Siracusa è giallo paglierino carico. La colorazione oro vecchio tipica dei moscati di Sicilia, per via del territorio, del microclima presente nell'area della DOC Moscato di Siracusa non viene mai raggiunta. Altri odori tipici sono: sentore di miele e di frutta secca. Altri odori tipici sono: sentore di miele e di frutta secca.

9 LE ARANCE DI FRANCOFONTE Le Arance Rosse di Francofonte hanno ricevuto nel 1997 il marchio IGP, Indicazione Geografica Protetta. IGP identifica quei prodotti che presentano delle speciali caratteristiche esclusive dell'area geografica di produzione o nel nostro caso di coltivazione. Oltre a circa il 40% in più di vitamina C rispetto alle arance di provenienza estera ed agli Altopiani (pigmenti rossi totalmente naturali e antiossidanti), l'Arancia Rossa è ricca anche di vitamina A, B, PP e di Flavonone, un elemento protettivo nei confronti del tumore allo stomaco.

10 REALIZZATO DALLA 2°B ANNO SCOLASTICO ISTITUTO COMRENSIVO “G.LOMBARDO RADICE”


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