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SCUOLA INTERUNIVERSITARIA SICILIANA DI SPECIALIZZAZIONE PER LINSEGNAMENTO SECONDARIO Classe di Concorso: 42A Francesco Lombardo MODULO DIDATTICO - I DATABASE.

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1 SCUOLA INTERUNIVERSITARIA SICILIANA DI SPECIALIZZAZIONE PER LINSEGNAMENTO SECONDARIO Classe di Concorso: 42A Francesco Lombardo MODULO DIDATTICO - I DATABASE - Docente: Prof. Cantone

2 Modulo: I Database Il modulo, proposto per una quinta classe Indirizzo Informatico, mira a presentare agli alunni il modello dei dati e il progetto software, le basi di dati, le diverse forme di normalizzazione e la gestione dei database.

3 Composizione del modulo Unità didattica 1 Modello dei dati e Progetto Software Unità didattica 2 Basi di dati Unità didattica 3 Normalizzazione e Gestione dei database

4 Unità didattica 1 Modello dei dati e Progetto Software

5 Prerequisiti Nozioni di base su file, record, campo, chiave Conoscenze di base sui diversi tipi di organizzazione logica degli archivi Conoscenza delle metodologie top-down per lanalisi di un problema Gli studenti dovranno dimostrare di avere:

6 Competenze 1.Rilevare le problematiche dello sviluppo di un progetto software 2.Individuare le fasi delle metodologie di sviluppo software 3.Comprendere limportanza della modellazione dei dati 4.Utilizzare le tecniche per la definizione del modello di dati 5.Documentare lanalisi di un problema in modo efficace I/II

7 7.Determinare le entità, gli attributi e le associazioni 8.Disegnare un modello Entity/Relationship 9.Leggere un modello E/R per verificarne la correttezza 10.Applicare le regole per derivare il modello logico dal modello E/R 6.Indicare le fasi della metodologia applicata a un progetto informatico Competenze II/II

8 1.Qualità riferita alla produzione di software 2.Ciclo di vita del software 3.Metodologia e fasi del progetto informatico 4.Modellazione dei dati 5.Entità, attributi, associazioni, chiave 6.Schema Entity/Relationship 7.Regole di derivazione del modello logico Contenuti

9 LEZIONE FRONTALE LEZIONE DIALOGATA Metodologie

10 AULA LABORATORIO AZIENDA Spazi

11 LIBRO DI TESTO ED APPUNTI COMPUTER LAVAGNA LUMINOSA PROIETTORE Strumenti

12 Colloqui individuali Interventi di vario genere Questionari e Test (strutturati e semistrutturati) Prove di laboratorio Le verifiche sono periodiche e costanti, tese alla valutazione sia del percorso nella sua globalità che di una parte del medesimo. Esse prevedono varie tipologie: Verifiche

13 Sia di tipo formativo e quindi in relazione allapplicazione, allimpegno, allattenzione, al metodo di lavoro che ogni studente avrà mostrato durante lattività didattica La valutazione sarà: Sia di tipo sommativo, ricavata dalla misurazione delle varie prove in cui gli studenti dovranno dimostrare di: avere acquisito conoscenze e informazioni circa i contenuti avere maturato abilità e competenze specifiche alla disciplina Valutazione

14 Unità Didattica Ore di Lezione Ore di Laboratorio Ore di Verifica Ore di Recupero e/o Potenziamento U.D Tempi

15 Lo sviluppo di un progetto è un sistema complesso di attività tese ad ottenere un risultato chiamato prodotto. Attività di progettazione Attività di ideazione Attività di studio Attività di realizzazione Attività di produzione Prodotto Sviluppo di sistemi informatici I/VII

16 Studia larea di competenza del progetto per conoscerne approfonditamente la materia. Attività di studio Sviluppo di sistemi informatici II/VII Prodotto

17 Crea lastrazione del prodotto e ne definisce le caratteristiche. Sviluppo di sistemi informatici III/VII Attività di ideazione Prodotto

18 Consolida lastrazione del prototipo formalizzando tramite disegni, modelli e prototipi. Sviluppo di sistemi informatici IV/VII Attività di progettazione Prodotto

19 Crea realmente i primi esemplari del prodotto. Sviluppo di sistemi informatici V/VII Attività di realizzazione Prodotto

20 Termina il progetto e inizia la produzione. Sviluppo di sistemi informatici VI/VII Attività di produzione Prodotto

21 Il prodotto di un progetto informatico è linsieme dei moduli software (programmi) e degli archivi elettronici (dati) idoneo a soddisfare gli obiettivi definiti. Lo sviluppo di progetti informatici, di media o di grande complessità, richiede unorganizzazione del lavoro tale da dare la certezza che i programmi e i dati ottenuti siano razionali, completi ed integrati tra loro. Cioè si vogliono ottenere dei risultati di qualità. La qualità di un prodotto è il grado di aderenza dei risultati rispetto ai bisogni. In altre parole, dobbiamo produrre quello che ci è stato richiesto. Sviluppo di sistemi informatici VII/VII

22 Come conseguenza della necessità di raggiungere obiettivi di qualità, nascono e si consolidano un insieme di teorie ed esperienze identificabili con il nome di garanzie di qualità. Il controllo di qualità si basa sul concetto di definire e misurare le caratteristiche del prodotto. Per fare questo è necessario determinare quali sono le caratteristiche importanti che devono essere valutate (chiamate qualità o capacità); a loro volta esse devono essere scomposte in caratteristiche di dettaglio (caratteristica o proprietà), le quali diventano oggetto di misurazione. Il controllo di qualità

23 Il procedimento per il controllo della qualità comprende i seguenti aspetti: a.lobiettivo è quello di verificare la corrispondenza di un prodotto alle caratteristiche che si vorrebbe esso avesse; b.si determinano le qualità e le relative caratteristiche di dettaglio; questultime sono le proprietà che si possono misurare e si vogliono verificare; c.Per ogni caratteristica di dettaglio si identifica lunità di misura che consente di eseguire la misurazione della caratteristica stessa; d.si definiscono i valori della qualità, cioè lintervallo di valori entro il quale è garantita la qualità e.si misurano le caratteristiche del prodotto e si confrontano con i valori della qualità; le misurazioni che saranno contenute nellintervallo previsto danno la certificazione della qualità. Controllo di qualità di un prodotto

24 In aggiunta al controllo di qualità di prodotto, si introduce anche il controllo di qualità di processo, cioè non si misura solo il prodotto finale, ma si controllano le fasi di produzione. Controllo di qualità processo

25 Qualità totale La qualità totale si definisce per tutti i prodotti che soddisfano in modo ottimale la clientela (in inglese customer satisfaction).

26 Robustezza: i programmi gestiscono anche le situazioni particolari per cui non si bloccano per motivi banali; Efficienza: le elaborazioni sono veloci ed occupano poche risorse; Facilità: lutilizzo è semplice; Razionalità: non ci sono attività ripetitive o inutili; Manutenibilità: la documentazione è adeguata e consente di intervenire celermente per le modifiche ai programmi. Principali caratteristiche di un progetto informatico

27 Esistono norme ufficiali che determinano la qualità. Sono emanate da organismi internazionali, i due principali sono: ISO (International Standards Organization) IEEE (Institute of Electrical and Electronic Engineers). Per ottenere la certificazione ufficiale ISO, unazienda deve seguire un iter procedurale molto impegnativo e difficoltoso; solo al termine di questo iter e con esito positivo, che si conclude con la visita ispettiva di un apposito Ente valutatore, sarà rilasciata la certificazione ufficiale di adeguatezza agli standard ISO. ISO e IEEE

28 Adottare una metodologia significa organizzare il lavoro. La metodologia indica al progettista il metodo da seguire per sviluppare il progetto. La costruzione di un progetto informatico si ottiene tramite lesecuzione di diverse attività; ognuna raggiunge obiettivi ben precisi. La metodologia identifica queste attività e le organizza per ottimizzare il lavoro. La metodologia I/III

29 La metodologia può, dunque, essere suddivisa in sezioni, chiamate fasi o passi: Conoscenza degli obiettivi analisi progettazionetransizione realizzazione documentazioneformazione prove produzione La metodologia II/III

30 La metodologia fornisce la struttura e la sequenza delle attività da svolgere; ma tutto questo non è sufficiente! Occorre indicare il tempo previsto per lo svolgimento di ogni attività. La scelta dei tempi serve per la pianificazione delle risorse umane (in inglese project management), serve cioè a definire quante persone ed in quali tempi concluderanno le attività. E ovvio che ciò rende possibile la stima dei costi del progetto. Inoltre è importante che la metodologia identifichi quali figure professionali devono operare in ogni attività. La metodologia III/III

31 Le figure professionali che normalmente interagiscono in un progetto informatico sono: il capo progetto il progettista lesperto dei dati lesperto dei sistemi informatici lutente il committente o la direzione aziendale lispettore Figure professionali

32 Il rapporto (o ruolo) che ogni figura professionale ha con le attività può essere di quattro tipi: 1.la responsabilità: garantire che il lavoro sia svolto secondo la pianificazione ed i risultati siano coerenti con le esigenze di progetto; normalmente il capo progetto ha la responsabilità della maggior parte delle attività. 2.la collaborazione: contribuire alle attività di sviluppo del progetto; di norma la collaborazione è prestata dai progettisti a favore del capo progetto. 3.il controllo: verificare il rispetto della metodologia; di solito il controllo spetta al ruolo aziendale di ispettore. 4.lapprovazione: accettare o rivedere le scelte e i risultati ottenuti; questo ruolo spetta al committente, allutente o alla direzione aziendale. Ruoli delle figure professionali

33 Questa fase è anche chiamata analisi preliminare. Per ottenere la conoscenza necessaria è indispensabile poter disporre di esperti della materia ai quali fare lintervista conoscitiva. Un elemento importante da evidenziare e da tenere costantemente sotto controllo, in questa fase e le successive, è lesistenza di vincoli (es. dati e programmi esistenti con i quali il nuovo prodotto deve colloquiare, architettura hardware e di sistema su cui dovrà operare il progetto). Fasi della metodologia Conoscenza degli obiettivi

34 La fase di analisi ha lobiettivo di determinare e di descrivere dettagliatamente tutte le componenti del progetto. E la fase di maggiore importanza: il risultato di questo lavoro diventa la base e la guida di tutto il progetto. In un progetto informatico una componente fondamentale è costituita dai dati. Lattività di determinazione dei dati consiste nel decidere quali siano le informazioni che necessitano al progetto affinché esso funzioni. La documentazione dei dati prevede che ogni tipologia di dato abbia un nome e una descrizione. Inoltre si definiscono le altre caratteristiche quali il formato, la dimensione, lobbligatorietà. Le definizioni e le descrizioni dei dati sono a loro volta dei dati che, per essere distinti dai dati di base, vengono chiamati metadati. Fasi della metodologia Analisi I/II

35 Laltra componente fondamentale di un progetto informatico è costituita dalle funzioni. Lattività di determinazione delle funzioni consiste nel decidere quali siano le cose che il sistema dovrà fare. I dati del progetto saranno memorizzati in archivi elettronici, le funzioni del progetto diventeranno i programmi. La terza componente della fase di analisi è costituita dal flusso dei dati tra le funzioni. Documentare il flusso dei dati tra le funzioni significa abbinare ad ogni funzione quali dati utilizza in input e quali dati produce in output. Fasi della metodologia Analisi II/II

36 Lobiettivo della fase di progettazione è definire e descrivere dettagliatamente le caratteristiche del sistema informatico del progetto (specifiche per la creazione degli archivi elettronici e per lo sviluppo dei moduli software del progetto). Lobiettivo della fase di transizione è quello di definire le modalità di passaggio dal sistema esistente al sistema del nuovo progetto. In altre parole dobbiamo pensare al momento delleffettiva partenza (in inglese start-up) del nuovo progetto. Fasi della metodologia Progettazione e Transizione

37 La fase della realizzazione genera il prodotto del progetto. Fasi della metodologia Realizzazione

38 Lobiettivo della fase di documentazione è fornire a tutti gli utenti del nuovo sistema 3 tipi di documenti da consultare nel corso della loro attività lavorativa: manuale per lutente per descrivere tutte le funzionalità del progetto manuale elettronico (o help on-line), cioè la descrizione interattiva inglobata nelle interfacce e attivata su richiesta dellutente manuale operativo che si rivolge agli addetti informatici (gestori del sistema) e serve a spiegare come funziona il sistema del progetto. La finalità specifica della fase di prove è quella di verificare il grado di aderenza del progetto alle necessità indicate dallutente- committente e di rimuovere eventuali errori presenti nel codice. Fasi della metodologia Documentazione, prove e formazione I/II

39 In altre parole la prova (system test) dimostra allutente come sarà soddisfatta la sua richiesta di supporto informatico nello svolgimento dellattività lavorativa. Per raggiungere questo obiettivo occorre creare un ambiente, detto sistema di prova, che simuli, il più precisamente possibile, la situazione effettivamente in essere al momento dellattivazione del progetto. Il risultato finale delle prove consiste nella certificazione del progetto. Obiettivo della fase di formazione è quello di mettere in condizione tutti gli utenti del nuovo sistema di operare conoscendo le caratteristiche del progetto, attraverso lerogazione di corsi di formazione rivolti agli utenti del sistema. Fasi della metodologia Documentazione, prove e formazione II/II

40 Lultima fase prevista dalla metodologia è la produzione, che si può anche chiamare rilascio del progetto. Lobiettivo di questa fase è attivare il progetto presso gli utenti, controllare che i processi elaborativi producano i risultati attesi e verificare globalmente il sistema. Fasi della metodologia Produzione

41 Modellare i dati significa costruire una rappresentazione semplificata della realtà osservata, individuandone gli elementi caratterizzanti e i legami intercorrenti tra essi. La progettazione di un modello di dati avviene a livelli diversi: il livello concettuale (o esterno) rappresenta la realtà dei dati e le relazioni tra essi attraverso uno schema. il livello logico rappresenta il modo attraverso il quale i dati sono organizzati negli archivi elettronici: descrive quindi la composizione ed il formato dei dati nel loro aspetto di struttura logica dei dati. Modellazione dei dati I/III

42 Il livello logico viene derivato dal livello concettuale applicando alcune regole molto semplici. Con il passaggio al modello logico, linsieme dei dati viene dotato di una struttura che deve facilitare: 1. la manipolazione o il trattamento dei dati, cioè la possibilità di inserire, modificare e cancellare i dati; 2. linterrogazione, cioè la possibilità di ritrovare i dati. il livello fisico rappresenta leffettiva installazione degli archivi elettronici: esso indica lubicazione dei dati nelle memorie di massa. Modellazione dei dati II/III

43 CONCETTUALE LOGICO FISICO REALTA SCHEMA CONCETTUALE STRUTTURE LOGICHE DEI DATI ARCHIVI LIVELLO Modellazione dei dati III/III

44 Il modello entità/associazioni (Entity/Relationship) è uno strumento utilizzato per costruire un modello concettuale dei dati indipendente dalle applicazioni. Il risultato di questo lavoro è la definizione di una rappresentazione grafica, detta schema E/R, che mette in evidenza gli aspetti fondamentali del modello concettuale con i dati caratterizzanti e le associazioni tra essi. Gli elementi di un modello entità/associazioni sono: entità, associazioni, attributi. Il modello E/R

45 Lentità è un oggetto (concreto o astratto) che ha un significato anche quando viene considerato in modo isolato ed è di interesse per la realtà che si vuole modellare. Esempi di entità: una persona, un modello di automobile, un movimento contabile, una prova sostenuta da uno studente. Lentità I/II

46 Le entità possono essere classificate secondo un certo criterio di omogeneità definendo il tipo di entità attraverso un nome. Es.: gli studenti di una scuola sono classificabili nel tipo entità Studente, i diversi modelli di automobile sono classificabili nel tipo entità Automobile. Ciascuno studente rappresenta unistanza dellentità Studente. Nella rappresentazione grafica le entità sono identificate con un rettangolo contenente allinterno il nome dellentità. STUDENTEAUTOMOBILEPERSONA Lentità II/II

47 Lassociazione (relationship) è un legame che stabilisce uninterazione tra le entità. Ogni associazione ha due versi con specifici significati; ogni verso ha unentità di partenza e una di arrivo; ogni verso inoltre ha una descrizione che consente di comprenderne il significato. Es.: tra lentità Persona e lentità Automobile esiste unassociazione che può essere descritta nel linguaggio naturale secondo due versi: una persona possiede una o più automobili e unautomobile è posseduta da una persona: AUTOMOBILEPERSONA Possiede Posseduta da Lassociazione I/II

48 Un altro simbolismo usato per descrivere unassociazione è dato da una linea che unisce le due entità con laggiunta, a metà della linea, di un rombo che contiene la descrizione dellassociazione: PERSONAAUTOMOBILE Possiede Lassociazione II/II

49 Le proprietà delle entità e delle associazioni vengono descritte attraverso gli attributi. Esempi di attributi per lentità Automobile sono: Modello, Produttore, Cilindrata, PrezzoListino. Le caratteristiche di ogni attributo sono il formato, la dimensione e lopzionalità: il formato di un attributo indica il tipo di valori che assume; i tre formati base sono: carattere, numerico, data/ora. la dimensione indica la quantità massima di caratteri o cifre inseribili. lopzionalità indica la possibilità di non essere sempre valorizzato: lattributo è obbligatorio se deve avere valore non nullo, facoltativo se sono accettabili valori nulli. Il valore nullo (in inglese Null) rappresenta uninformazione mancante, inapplicabile o sconosciuta. Gli attributi I/IV

50 I diversi valori assunti dagli attributi determinano le diverse istanze dellentità. Linsieme dei possibili valori assunti da un attributo si chiama dominio dellattributo. I valori appartenenti al dominio sono omogenei tra loro, cioè sono dello stesso tipo. Il simbolo grafico è convenzionalmente usato per rappresentare lattributo è la linea che parte dallentità o dellassociazione e termina con il nome ed un piccolo cerchio: AUTOMOBILE Modello Produttore Cilindrata PrezzoListino Gli attributi II/IV

51 Nel caso del formalismo con il rombo si possono rappresentare gli attributi dellassociazione: PERSONAAUTOMOBILE Possiede DataAcquistoPrezzoAcquisto Gli attributi DataAcquisto e PrezzoAcquisto non sono attributi né dellentità Persona, né dellentità Automobile, ma sono attributi dellassociazione tra le due entità. Gli attributi III/IV

52 Si indica con il termine chiave o chiave primaria (primary key) linsieme di uno o più attributi che consentono di distinguere unistanza dallaltra per la stessa entità. Esempi chiavi sono il codice di un prodotto, la matricola di un dipendente, la chiave composta dal codice studente insieme alla data e al codice della materia per le prove scolastiche. Nella descrizione grafica, gli attributi chiave vengono evidenziati sottolineandone il nome oppure colorando il cerchietto dellattributo: PRODOTTO Codice Descrizione Prezzo Gli attributi IV/IV

53 PERSONACONTOCORRENTE Titolare di Intestato a Unassociazione tra le entità può essere obbligatoria oppure opzionale: obbligatoria quando il legame tra le entità deve essere sempre presente, opzionale quando può essere presente. Queste caratteristiche possono naturalmente riguardare anche i versi dellassociazione tra le entità. Il simbolismo che diversifica il verso obbligatorio è la linea continua, mentre la linea tratteggiata indica lopzionalità. Le associazioni tra entità I/VIII

54 Il grado di un verso dellassociazione è la caratteristica che indica quante istanze dellentità di arrivo si associano allistanza di partenza. Il grado può essere a uno oppure a molti e pertanto le associazioni tra due entità si classificano nei seguenti tipi: a.Associazione 1:1 (uno a uno) o biunivoca ad ogni elemento del primo insieme E 1 corrisponde uno e un solo elemento del secondo insieme E 2, e viceversa. E1E1 E2E2 Ogni istanza della prima entità si deve associare ad una sola istanza della seconda entità e viceversa. Le associazioni tra entità II/VIII

55 Ad esempio lassociazione tra lentità Studente e lentità Diploma, in una scuola superiore, è biunivoca perché ad ogni studente corrisponde uno e un solo diploma. Il simbolismo che indica il grado a uno dellassociazione tra le entità è la linea stessa. STUDENTE 11 DIPLOMA Le associazioni tra entità III/VIII

56 b.Associazione 1:N (uno a molti) o semplice ad un elemento di E 1 possono corrispondere più elementi di E 2, mentre ad ogni elemento di E 2 deve corrispondere uno e un solo elemento di E 1. E1E1 E2E2 Ogni istanza della prima entità si può associare a uno o più istanze della seconda entità, mentre ogni istanza della seconda entità si deve associare ad una sola istanza della prima. Le associazioni tra entità IV/VIII

57 Per esempio nella gestione dei movimenti su un conto corrente, ogni conto può effettuare una o più operazioni, ma ogni movimento deve riferirsi a un solo conto corrente. Quindi nellassociazione tra lentità ContoCorrente e lentità Movimento, il verso Movimentato da (opzionale) è di grado a molti, il verso Riferito a (obbligatorio) è di grado a uno. Il grado a molti si rappresenta con laggiunta di altre due linee in prossimità dellentità di arrivo. 1 N CONTOCORRENTE MOVIMENTO Riferito a Movimentato da Le associazioni tra entità V/VIII

58 b.Associazione N:N (molti a molti) o complessa ad un elemento dellinsieme E 1 possono corrispondere più elementi dellinsieme E 2 e viceversa. E1E1 E2E2 Ogni istanza della prima entità si può associare a uno o più istanze della seconda entità e viceversa. Le associazioni tra entità VI/VIII

59 Per esempio nellassociazione tra lentità Studente e lentità Materia, uno studente può essere verificato su una o più materie, e una materia può essere oggetto di verifica di uno o più studenti. N STUDENTE Oggetto di verifica per Verificato in MATERIA N Le associazioni 1:N sono molto più frequenti delle associazioni di tipo uno a uno e molti a molti. Lassociazione molti a molti può essere facilmente scomposta in due associazioni uno a molti, anche per consentire di rappresentare gli attributi dellassociazione. Le associazioni tra entità VII/VIII

60 Per esempio nellassociazione tra lentità Studente e lentità Materia la data della prova e il voto ottenuto non sono attributi di nessuna delle due entità. Il modello diventa più chiaro introducendo una terza entità Prova, avente come attributi la data e il voto della verifica. N STUDENTE Sostenuta da Verificato con PROVA 1 MATERIA Riferita a Control.con Lassociazione tra Studente e Prova è di tipo 1:N, in quanto uno studente può essere verificato con una o più prove e ogni prova deve essere sostenuta da un solo studente; lassociazione tra Materia e Prova è di tipo 1:N, perché ogni materia può essere controllata con una o più prove e ogni prova deve essere riferita ad una sola materia. Data Voto 1 N Le associazioni tra entità VIII/VIII

61 Dal modello concettuale dei dati è possibile ottenere il modello logico dei dati; in altre parole si può definire la struttura degli archivi adatti per organizzare i dati. Le strutture dati scelte per il modello logico devono rendere facili le operazioni di manipolazione e veloci le attività di ritrovamento dei dati richiesti. Le regole di derivazione del modello logico I/XI Il modello logico si ricava applicando alcune semplici regole di derivazione: 1.ogni entità diventa un archivio; 2.ogni attributo di unentità diventa un campo nellarchivio, cioè il nome di un campo nella struttura del record 3.ogni campo del record eredita le caratteristiche dellattributo dellentità da cui deriva;

62 4.lidentificatore univoco di unentità diventa la chiave primaria nel record dellarchivio derivato; 5.lassociazione uno a uno diventa un archivio unico, il cui tracciato record contiene i campi corrispondenti agli attributi della prima e della seconda entità; 6.lidentificatore univoco dellentità di partenza nellassociazione uno a molti diventa chiave esterna (foreign key) dellentità di arrivo associata, cioè lattributo che è lidentificatore univoco diventa un campo nel record del secondo archivio; 7.lassociazione con grado molti a molti diventa un nuovo archivio (in aggiunta agli archivi derivati dalle due entità), il cui record contiene gli identificatori univoci delle due entità e gli eventuali attributi dellassociazione. Le regole di derivazione del modello logico II/XI

63 Si consideri lassociazione tra lentità CodiceFiscale e lentità Cittadino: è unassociazione uno a uno in quanto ad ogni cittadino è assegnato uno ed un solo codice fiscale. Lo schema entity/relationship è il seguente: CODICE FISCALE 11 CITTADINO a cui corrisponde larchivio avente gli attributi delluna e dellaltra entità: AnagrafiTributarie (CodiceFiscale, Cognome, Nome, DataNascita). Il campo CodiceFiscale diventa chiave primaria. Le regole di derivazione del modello logico III/XI

64 In generale dallassociazione uno ad uno del modello concettuale viene derivato un unico archivio che contiene gli attributi della prima e della seconda entità. ArchivioCampoChiaveFormatoDimensione AnagrafiTributarieCodiceFiscale Cognome Nome DataNascita primariacarattere data/ora Le regole di derivazione del modello logico IV/XI

65 Nel seguente schema E/R, lassociazione tra lentità Contratto e lentità Dipendente è una relazione uno a molti, in quanto ogni contratto può essere sottoscritto da uno o più dipendenti, e ogni dipendente deve essere regolato da un solo contratto di lavoro. Viene aggiunta una chiave esterna nellarchivio Dipendenti, costituita dallinsieme degli attributi che formano la chiave primaria dellarchivio Contratti. Contratti (Codice, Descrizione, StipendioBase, DataScadenza) Dipendenti (Matricola, Cognome, Nome, Indirizzo, Qualifica, CodiceContratto) 1 N CONTRATTO DIPENDENTE Le regole di derivazione del modello logico V/XI

66 ArchivioCampoChiaveFormatoDimensione AnagrafiTributarie Dipendenti Codice Descrizione StipendioBase DataScadenza Matricola Cognome Nome Indirizzo Qualifica CodiceContratto primaria esterna numerico carattere numerico data/ora carattere numerico Le regole di derivazione del modello logico VI/XI

67 In generale dal modello concettuale vengono derivate le tabelle che rappresentano le entità e lassociazione uno a molti viene tradotta aggiungendo agli attributi dellentità a molti la chiave dellentità a uno. Agli attributi dellentità Dipendente (a molti) è stata aggiunta come chiave esterna CodiceContratto, cioè la chiave primaria dellentità Contratto (a uno). Le regole di derivazione del modello logico VII/XI

68 Si considerino lentità Docente e lentità Classe per una scuola: tra le due entità si può stabilire unassociazione molti a molti, in quanto ogni docente può insegnare in una o più classi, e ogni classe deve avere uno o più docenti. Accanto agli archivi Docenti e Classi, viene creato un nuovo archivio, chiamato Insegna, il cui record contiene gli attributi chiave dei due archivi considerati. N DOCENTE CLASSE N Le regole di derivazione del modello logico VIII/XI

69 Se vengono considerati anche gli attributi dellassociazione, questo nuovo archivio di legame contiene, oltre alle chiavi delle due entità anche gli attributi assegnati allassociazione: il numero delle ore di insegnamento del docente in una classe non è attributo né di Docente, né di Classe, ma dellassociazione; esso diventa un campo nel nuovo archivio Insegna. Docenti (Codice, Nome, Qualifica, Materia) Classi (Sigla, NumeroAlunni, Aula) Insegna (CodiceDocente, SiglaClasse, NumeroOre) Le regole di derivazione del modello logico IX/XI

70 ArchivioCampoChiaveFormatoDimensione Docenti Classi Insegna Codice Nome Qualifica Materia Sigla NumeroAlunni Aula CodiceDocente SiglaClasse NumeroOre primaria carattere numerico carattere numerico Le regole di derivazione del modello logico X/XI

71 In generale quindi vengono derivati gli archivi corrispondenti alle entità e lassociazione molti a molti viene tradotta con un terzo archivio contenente le chiavi delle due entità e gli eventuali attributi dellassociazione. Le regole di derivazione del modello logico XI/XI

72 FINE


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