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Lezioni di Pedagogia sociale Dott.ssa M.Francesca Ghiaccio II semestre aa. 2009/2010.

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1 Lezioni di Pedagogia sociale Dott.ssa M.Francesca Ghiaccio II semestre aa. 2009/2010

2 Pedagogia sociale: definizione del suo profilo Rapporto tra Educazione e società Rapporto tra Educazione e società Volto attuale della pedagogia sociale Volto attuale della pedagogia sociale Una pedagogia sociale per la riflessività Una pedagogia sociale per la riflessività La pedagogia sociale sapere inquieto e aperto La pedagogia sociale sapere inquieto e aperto

3 Rapporto tra pedagogia e società Ogni qual volta proponiamo di discutere un nuovo movimento nelleducazione, è praticamente necessario mettersi dal punto di vista più ampio, quello sociale (J.Dewey, 1899) Ogni qual volta proponiamo di discutere un nuovo movimento nelleducazione, è praticamente necessario mettersi dal punto di vista più ampio, quello sociale (J.Dewey, 1899) Le modificazione che soproavvengono nel metodo e nei programmi delleducazione sono prodoti della situazione sociale mutata, sono uno sforzo di andare incontro alle esigenze della nuova società che è in trasformazione (J.Dewey, 1972) Le modificazione che soproavvengono nel metodo e nei programmi delleducazione sono prodoti della situazione sociale mutata, sono uno sforzo di andare incontro alle esigenze della nuova società che è in trasformazione (J.Dewey, 1972)

4 In queste riflessioni dedicate allevoluzione del sapere pedagogico, Dewey da grande enfasi al concetto di nuova educazione, un idea questa che va ridefinendo, grazie anche alladozione di una nuova prospettiva prassica e teorica, il rapporto tra educazione e società conferendo una particolare attenzione alla condizione culturale e sociale delluomo. La prospettiva, la lente focale dal quale viene colto tale legame è la nuova identità del soggetto post- moderno.

5 Unidentità scissa, frammentaria, problematica, contraddittoria, immersa in una molteplicità emotiva che non riesce a gestire e comprendere, coinvolta in una molteplicità di ruoli sociali mutevoli e instabili. Unidentità scissa, frammentaria, problematica, contraddittoria, immersa in una molteplicità emotiva che non riesce a gestire e comprendere, coinvolta in una molteplicità di ruoli sociali mutevoli e instabili. Un soggetto occidentale, post-moderno, spaesato e disorientato immerso in una crisi determinata da un processo di decostruzione radicale che ha animato il pensiero filosofico e pedagogico del novecento. Un soggetto occidentale, post-moderno, spaesato e disorientato immerso in una crisi determinata da un processo di decostruzione radicale che ha animato il pensiero filosofico e pedagogico del novecento. Un uomo demens ma anche ludens, sapiens, poeticus … un soggetto contraddistinto dal paradigma della complessità e della pluralità emotiva, culturale, cognitiva, ecologica … un cittadino che oggi necessitaapprendere a vivere il proprio tempo individuale e collettivo (Morin, 2000)

6 E leducazione, come sostiene Morin, deve contribuire allautoformazione della persona e insegnare a diventare cittadini. (Morin, 2000). Tutto ciò conduce a interrogarsi e a ridefinire le opportunità emancipative nonché a riscoprire i luoghi di incontro e di intesa nei quali poter dar vita a un lavoro educativo che pone al centro luomo e la sua storia.

7 Promuovere occasioni in cui dar vita a riflessioni che partono dalluomo e che nel compiersi nella società, fanno delleducazione una forza conoscitiva. Promuovere una costante ricerca di riqualificazione del quotidiano. Compito della pedagogia e ripensare e indagare questa dimensione post-moderna delluomo sociale oggi e, in quanto sapere educativo, deve porsi in un ottica di comprensione critica e autorevole. Nei confronti di un uomo inteso come persona persona che sappia prendere le distanze dalla tetraggine dei copioni prestabiliti che sappia ridere e danzare e che non si neghi lesperienza del dolore […] un soggetto lieve è desiderante, ha buona possibilità di uscire dal gregge e di sfufggire ai ricatti e alle minacce perché ha una strada aperta davanti a sé.

8 Se ogni individuo costruisce un modello di sé che nasce in interazione con la società dobbiamo riconoscere che è mutata la società, che è mutato luomo e che deve mutare anche leducazione. Uneducazione che diviene formazione di un soggetto libero, plurale e aperto. Uneducazione che va articolandosi su un paradigma ermeneutico che sottolinei la complessità del farsi-sociale del soggetto. Uneducazione come interpretazione o ricostruzione continua dellesperienza del formarsi sociale del soggetto.

9 La crescita e la maturazione fanno riferimento ai concetti di educazione e di formazione. Educazione: significa fare riferimento a un attività direttiva mediante la quale realizzare modelli sociali e comportamenti funzionali alla sopravvivenza del soggetto e del gruppo di appartenenza. Essa diviene sinonimo di con- formazione: cioè accettazione di strutture sociali, culturali, linguistiche, antropologiche, psicologiche. Un modello di inculturazione. Il modo in cui veniamo preparati a comprendere la realtà, a interpretare gli stimoli e a controllarli attraverso le nostre stesse risposte (Trisciuzzi).

10 Leducazione assumendo un carattere più sociale e istituzionale, pone in rilievo più la con- formazione e la guida, il costituire processi funzionali a modelli sociali; si educa secondo valori o modelli e questo ruolo è svolto da un soggetto differente rispetto a chi viene educato. Cioè lazione educativa diviene un attività con- formatrice, direttiva, più autoritaria. Unaccezione di educazione riduttiva per luomo post-moderno che in questi termini non si configura come una risorsa, come generatrice di valori e come sfida al post-moderno.

11 Una sfida che si sostanzia di teorie ed esperienze formative, che siano a sostegno delluomo e del suo percorso di cittadinanza mondiale e che guardino con sempre maggiore sensibilità a tutti quei bisogni e a quelle necessità che caratterizzano la quotidianità. Allora la pedagogia ha il compito di pensare a un modello di formazione diverso e alternativo rispetto alla pervasività del mercato globalizzato, al potere economico e delle nuove tecnologie che rischiano di sedare la dimensione ludica e creativa delluomo.

12 Formazione: diviene regolatore pedagogico in una società del disincanto. Uno strumento di presa di coscienza e di consapevolezza collettiva e individuale. Una formazione in grado di porre ogni individuo in condizione di poter gestire in maniera significativa e consapevole il proprio tempo, la propria storia, nonché i propri spazi. Formazione è intesa come raffigurazione e costruzione della coscienza collettiva per la difesa della dignità della persona. Formazione: come regolatore di coscienze e come strumento del comprendere in quanto ogni individuo potrebbe attraverso la personalizzazione del consumo e la costruzione di una soggettività cognitiva (testa ben fatta; Morin, 2000) sganciarsi dallomologazione e massimificazione del pensiero.

13 Formarsi per poter abitare in maniera significativa la società post- moderna e multiculturale, esercitando il proprio diritto di cittadinanza che non è semplice riconoscersi allinterno di un contesto bensì essere in grado di reinterpretare la propria funzione sociale di cittadino del mondo.

14 Dunque, ciò comporta: Ri-descrivere il concetto di educazione, cioè dando vita a un concetto che sinnesta allinterno di un percorso sociale e culturale molto difficile e complesso. Ri-descrivere il concetto di educazione, cioè dando vita a un concetto che sinnesta allinterno di un percorso sociale e culturale molto difficile e complesso. Luomo è alla ricerca di una nuova identità e leducazione- pedagogia sociale oggi ha il dovere di studiare le strategie più nuove per sostenerlo in questo faticoso viaggio. Luomo è alla ricerca di una nuova identità e leducazione- pedagogia sociale oggi ha il dovere di studiare le strategie più nuove per sostenerlo in questo faticoso viaggio. Ogni individuo è artefice e fruitore di un progetto formativo sempre più dinamico e dentro questa realtà si muove con moderazione e incertezza. Ogni individuo è artefice e fruitore di un progetto formativo sempre più dinamico e dentro questa realtà si muove con moderazione e incertezza. Lidea di uneducazione che non viene sostituita dal di formazione, ma assume un aspetto nuovo maggiormente calato nelle dinamiche relazionali non istituzionali, più legato al soggetto e allambiente. Lidea di uneducazione che non viene sostituita dal di formazione, ma assume un aspetto nuovo maggiormente calato nelle dinamiche relazionali non istituzionali, più legato al soggetto e allambiente. Viviamo in un epoca del disincanto e delle sfide pedagogiche nel quale diventa sempre più centrale quel processo di auto- formazione perché offre alluomo post-moderno la possibilità di gestire in modo autonomo le problematiche sociali e le potenzialità di essere soggetto in crescita e costruzione. Viviamo in un epoca del disincanto e delle sfide pedagogiche nel quale diventa sempre più centrale quel processo di auto- formazione perché offre alluomo post-moderno la possibilità di gestire in modo autonomo le problematiche sociali e le potenzialità di essere soggetto in crescita e costruzione.

15 Il volto attuale della pedagogia sociale Nel 1899 Paul Nartop sosteneva la comunità è lunica e vera grande educatrice di ogni uomo ed è per questa ragione che si rende necessario approntare uno strumento specifico di analisi del fenomeno stesso. Questo strumento, in grado di affrontare le sfide epocali sia per ciò che concerne le problematiche umane, sia per ri-leggere in chiave moderna il dualismo uomo-cultura, è la pedagogia sociale.

16 Alla pedagogia spetta il compito di ri-leggere e ri-flettere criticamente sulla realtà e sulle possibilità che ha leducazione di incidere sui sistemi e nessi sociali. E in tale veste va, rispetto ad altri saperi, ricoprendo un ruolo centrale in quanto essa per vocazione orienta e coordina in maniera funzionale rispetto alloggetto delle ricerca: uomo-società-cultura. La pedagogia sociale: è quella voce critica che nel corso degli anni e attraverso levoluzione epistemologica delle scienze delleducazione si è incardinata al centro delle dinamiche sociali, politiche, etiche, economiche e culturali … e si è andata definendo non solo come semplice approccio teorico a questioni sottoposte a indagine ma bensì come una tecnologia avanzata del sapere educativo.

17 Infatti, la pedagogia coordina tutti quei saperi, quelle scienze che sono in grado di fornire dati e informazioni significative per meglio rappresentare e comprendere liter formativo del soggetto. Questo perché le scienze delleducazione non possiedono un focus dedicato alla formazione del soggetto in senso assoluto o paritario ma si occupano di alcuni aspetti particolari di quel viaggio lungo e complesso che conduce alla maturità. La pedagogia non solo si interroga su questi aspetti e processi teorizzandoli ma li affronta in situazione attivando una serie di pedagogie (familiare, scolastica, degli adulti) o di problemi emergenti (pluralità culturale) che vanno ad animare percorsi coordinati dalleducare e dal formare.

18 Ciò implica la necessità di: Rivedere e ripensare la pedagogia come quel sapere che non solamente pensa lagire educativo ma lo progetta e lo rende possibile nella misura in cui riesce a contestualizzarlo. Rivedere e ripensare la pedagogia come quel sapere che non solamente pensa lagire educativo ma lo progetta e lo rende possibile nella misura in cui riesce a contestualizzarlo. Porre al centro della teoria educativa la categoria dell intenzionalità intesa come intento conoscitivo, volontà trasformativa e migliorativa, come consapevolezza epistemica e capacità di costruire e interpretare il futuro. Porre al centro della teoria educativa la categoria dell intenzionalità intesa come intento conoscitivo, volontà trasformativa e migliorativa, come consapevolezza epistemica e capacità di costruire e interpretare il futuro.

19 Pedagogia sociale : oggi possiede quelle caratteristiche speciali e necessarie per compiere indagini conoscitive in grado di porre in relazione fenomeni genericamente sociali (politici- economici- culurali) con esperienze prettamente educative e rielaborare una teoria del soggetto che ponga nuovamente al centro del dibattito formativo luomo e le diverse dimensioni dellumano. Pedagogia sociale : un sapere interdisciplinare e critico guidato da una riflessione sul sociale e il suo senso è legato al fissare intenzioni che devono decidere se porsi al servizio del sistema sociale o fondarlo facendo valere come soggetto cardine proprio la formazione di un soggetto integrato e critico.

20 Una pedagogia sociale per la riflessività Rapporto tra pedagogia sociale e pedagogia generale è un rapporto complesso e dialettico, così come accade per le altre scienze, dando così quellapertura tematica e progettuale essenziale per teorizzare criticamente lagire educativo. Il focus del discorso pedagogico è sempre legato alla partecipazione attiva dellindividuo e allo sviluppo del pensiero critico che nasce grazie al dialogo e al confronto con i tanti saperi che abitano il nostro tempo.

21 La pedagogia sociale non solo si occupa di indagare i nessi che intercorrono tra il mondo del soggetto e le tante agenzie e istituzioni che interferiscono nel progetto di vita ma si occupa in primis di ipotizzare scenari futuri senza avanzare la pretesa di farcela da sola, ma utilizzando conoscenze e linguaggi molteplici provenienti dalle altre discipline nella convinzione di essere chiamata a svolgere un ruolo importante: preparare luomo a gestire in maniera critica la realtà e la cultura del proprio tempo.

22 Leducazione e la riflessione pedagogica deve occuparsi della condizione umana e soprattutto deve condurre ogni individuo a riflettere con sensibilità sulla propria condizione di cittadino globale e di costruttore sociale, così da promuovere una qualche forma di emancipazione sia per stesso che per gli altri. La pedagogia sociale, attraversa criticamente questi saperi, li orienta, li intepreta per costruire teoria pedagogica del soggetto post-moderno fondamentale per tracciare gli itinerari di crescita e di sviluppo di ogni individuo.

23 Il volto arboreo della pedagogia sociale consiste proprio in questo suo movimento di apertura e di dialogo nei confronti di quel bosco scientifico. Un apertura che nel ridefinire i suoi compiti, nonché promuovere ladozione delle tecniche di riflessività, ripone al centro di ogni discorso pedagogico il soggetto: luomo post-moderno, quelluomo inquieto, sensibile alle suggestioni mass-mediatiche e disorientato dal mercato dei consumi che niente offre alla qualità del pensiero ma imbandisce il nostro presente di oggetti preziosi e false speranze.

24 Essendo una disciplina che si pone molteplici obiettivi di ricerca, nonché una scienza che possiede numerosi ambiti tematici, la pedagogia sociale, necessita di tecniche operative sempre nuove e aggiornate e soprattutto in grado di usufruire del contributo proveniente da altri ambiti disciplinari. In maniera particolare è attraverso la narrazione del privato che meglio si possono scoprire e interpretare le necessità delluomo di oggi. Tecniche e metodologie che si pongono nelle dimensioni dellascolto e del dialogo.

25 La pedagogia sociale cioè ha il compito di osservare attentamente i soggetti, cogliere le loro particolarità e le loro differenze e, di dover essere, intenzionalmente disposta a costruire nuove realtà comunitarie basate sulla relazione e condivisione.

26 Sapere aperto e inquieto Funzione e ruolo Funzione e ruolo Statuto epistemico Statuto epistemico Pedagogia sociale e pedagogia critica Pedagogia sociale e pedagogia critica

27 Funzione Interrogarsi sulla funzione della pedagogia sociale conduce a fare riferimento al dibattito che, in ambito sociologico, ha visto coinvolti due studiosi, Habermas e Luhman, allinterno di un volume scritto a quattro mani (Teoria della società o tecnologia sociale; 1971) nel quale le posizioni dei due vanno assumendo posizioni opposte. O meglio, una posizione funzionalistache attinge a una fenomenologia del vissuto, dellesperienza vissuta irretita nel sociale e da esso dipendente, pur declinandosi nella dimensione del senso (Luhman); e una posizione critica connessa la discorso, allargomentare, alla cooperazione comunicativa in grado di far emergere le tensioni del sociale (Habermas).

28 Un dibattito che non solo promuove una riflessione sul ruolo e sullidentità della pedagogia sociale ma che consente anche di cogliere la tipologia di azione educativa da essa promossa. Un dibattito che non solo promuove una riflessione sul ruolo e sullidentità della pedagogia sociale ma che consente anche di cogliere la tipologia di azione educativa da essa promossa. Come sostenne Vuoso (Prassi pedagogica o tecnica sociale, 1983) tale dibattito ha una valenza pedagogica, in quanto pone in risalto, per un verso, una pedagogia che acquista le forme di una tecnica di razionalizzazione del sistema sociale declinandosi in senso funzionalistico e, dallaltro una pedagogia critica della società che nel porre al centro luomo e la sua emancipazione si costruisce su unagire comunicativo e argomentativo. Come sostenne Vuoso (Prassi pedagogica o tecnica sociale, 1983) tale dibattito ha una valenza pedagogica, in quanto pone in risalto, per un verso, una pedagogia che acquista le forme di una tecnica di razionalizzazione del sistema sociale declinandosi in senso funzionalistico e, dallaltro una pedagogia critica della società che nel porre al centro luomo e la sua emancipazione si costruisce su unagire comunicativo e argomentativo. Due modelli pedagogici che se da un lato, possono essere colti in una relazione contraddistinta dallaut–aut, dallaltra possono conferire forma a un legame caratterizzato dallet-et. Due modelli pedagogici che se da un lato, possono essere colti in una relazione contraddistinta dallaut–aut, dallaltra possono conferire forma a un legame caratterizzato dallet-et.

29 Et-et: ovvero integrazione dialettica nella differenza. Educare al presente/educare al futuro; Educare al presente/educare al futuro; Educare a modelli sociali e comportamenti funzionali al sistema sociale/educare alla trasformazione sociale; Educare a modelli sociali e comportamenti funzionali al sistema sociale/educare alla trasformazione sociale; Educare per la trasmissione sociale/educare per la trasformazione sociale Educare per la trasmissione sociale/educare per la trasformazione sociale Esse si configurano come due dimensioni di un sapere che si integrano, che si includono, che si richiamano reciprocamente. Diviene necessario non solo accompagnare un soggetto nellacquisizione di competenze tecniche e sistemiche, rendendolo adeguato e abile a e allinterno del proprio contesto sociale, ma significa anche dare spessore a una razionalità critica, allappagamento di bisogni ulteriori, di utopia.

30 Il dibattito Luhman/Habermas ha posto in evidenza la-priori chiave della pedagogia sociale il suo tendersi tra funzionalità e criticità, il suo mediare dialetticamente queste due frontiere, il suo gestire tale tensionalità. Una tensionalità oggi più che mai caratterizzante la nostra epoca Globale (tesa allunità, alluniformità, alla funzionalità, allomologazione) e Complessa (polimorfismo, dissenso, contrasto)

31 Statuto epistemico La pedagogia sociale si configura intrecciata in modo radicale con alcuni dibattiti aperti sia in ambito pedagogico, sia in ambito sociologico. Nella pedagogia come sapere delleducazione/formazione, nella sociologia come sapere funzionalistico e critico. Ciò che emerge è una pedagogia sociale in grado di gestire sia la sua tensione funzionale, sia la sua tensione critica.

32 La pedagogia sociale si modella su discorsi duplici. Essa è discorso critico, critico dellideologia, critico della scienza/tecnica, teso verso unutopia critica. La teoria critica ci consegna il modello più maturo di pedagogia sociale capace di accogliere i mutamenti tecnologici e sistemi della società, ma allo stesso tempo consente di criticarne la strutture, gli ordini, gli scopi e di innovare modelli e traguardi. Lagire educativo/formativo ha sempre due fuochi: è ellitico. Si tratta di coltivare un pensiero progettuale e operativo insieme, connesso alle istituzioni, alle loro regole, ai loro modelli, nonché allacquisizione e trasmissione di tale ordine sociale, ma anche capace di dar voce al dissenso, di conferire forma al contrasto, di accogliere le emergenze e le marginalità, ovvero promuovere trasformazione sociale.

33 La pedagogia sociale conforma, guida, socializza, integra ma analizza, segue e conferisce forma ai mutamenti. Abita il dissenso e il contrasto presente in un sistema sociale. La pedagogia sociale rappresenta appieno il doppio legame della pedagogia con la teoria e la prassi. La pedagogia sociale, infatti, si configura come quella riflessione, dotata di un dinamismo costante, che nasce in seno allanalisi intenzionale dellazione educativa-sociale espletata. Un azione e una riflessione educativa-sociale che riflette larticolazione interna della pedagogia sociale.

34 Articolazione riguardante: Le istituzioni presenti nella società (famiglia, scuola, tempo libero, lavoro) nonché il loro dinamismo, il loro continuo trasformarsi e modificarsi. Le istituzioni presenti nella società (famiglia, scuola, tempo libero, lavoro) nonché il loro dinamismo, il loro continuo trasformarsi e modificarsi. I gruppi sociali (di genere, culturali, etnici) nonché i bisogni educativi e le emergenze che essi continuamente avanzano. I gruppi sociali (di genere, culturali, etnici) nonché i bisogni educativi e le emergenze che essi continuamente avanzano.

35 Un agire educativo-sociale contrassegnato: Come un agire di cura Come un agire di cura Come un agire intenzionale Come un agire intenzionale Come un agire dialettico Come un agire dialettico La cura è una categoria chiave delloperatività educativa. Una relazione di cura si fonda sullincontro, sullascolto, sul dialogo, sulla comprensione profonda … e in quanto tale fa leva sullinterpretazione che a sua volta richiama una molteplicità di conoscenze. Una cura che nel farsi professionalità esige a sua volta, in chi la pratica, un prendersi cura di sé costante.

36 Un agire intenzionato che si affranca dallestemporaneità confluendo nella progettualità. Lintenzione promuove la conoscenza, la comprensione, simbatte nella particolarità e promuove la delineazione di un disegno che si completa e si arricchisce in itinere. Lintenzionalità confluisce nel progetto, nei fini, negli obiettivi, nella chiarificazione axiologica, nel monitoraggio costante. Un agire dialettico e contrastativo che nasce nel conflitto e nel dissenso. Esso si configura come un processo carico di tensioni che a sua volta genera tensioni.

37 Un agire di cura, intenzionato e dialettico che si pone come regolatore della pedagogia sociale in quanto riflessione nutrita di teoria, teoria critica ma pensata voluta e realizzata per lazione o dallazione. Da ciò si evince il volto plurale e problematico, lo statuto debole e tensionale dellagire educativo. Un agire che promuove cambiamento, trasformazione e innovazione.

38 Nesso con la pedagogia critica Come i diversi ambiti del sapere pedagogico anche la pedagogia sociale mantiene un rapporto sempre più stretto con la pedagogia critica. La pedagogia critica è quel dispositivo che sinterroga sulla generalità del sapere pedagogico, affinché esso si decanti sia come un sapere, sia come una prassi, mettendo in luce i principi eidetici e regolativi dai quali deve ricevere una costante sollecitazione critica. Ovvero di analisi, di reintegrazione, dinterpretazione permanente e integrale, … animata da una volontà di tener fermo il modello più alto e completo del fare pedagogico.

39 La pedagogia critica, soprattutto, negli ultimi tempi, è andata diffondendosi e sviluppandosi in diversi Paesi assumendo differenti forme e modelli ma tutti questi presentano un focus comune: Tenere ferma unanalisi della complessità della pedagogia e di delinearne un quadro plurale, tensionale, dialettico con funzione intenzional- regolativa e di applicazione critica ai modelli e alle soluzioni in corso.

40 Un innesto, un legame quello tra pedagogia sociale e pedagogia critica che possiamo definire fisiologico in quanto necessario per tener ferma lidentità e la vocazione della pedagogia sociale. Un ruolo e unidentità non lineari ma bensì plurale, articolata, tensionale. Un innesto che assume le forme di uno stile cognitivo analitico e problematico, legato a delle scienze che interroga continuamente. Una stile filosofico-critico, riflessivo e aperto, metacognitivo, regolato da una teoria critica della società.

41 La pedagogia sociale attraverso il legame con la pedagogia critica và definendosi come un sapere produttivo e trasformativo. Un sapere che si nutre di queste scienze ma non dipende da esse in quanto i dati e le informazioni di queste vengono letti, ri-letti, interpretati, usati ed elaborati secondo il suo specifico che è leducazione e la formazione e la tensionalità stessa presente tra queste due.

42 Pedagogia sociale settori di intervento Consulenza e formazione continua :. La consulenza come oggetto di studio della pedagogia:un processo volto ad aiutare il soggetto ad elaborare un progetto educativo su di sé e sugli altri. Lobiettivo, dunque, ora sarà quello di far emergere la dimensione pedagogica del processo di consulenza mettendo in luce gli elementi che concorrono ad una più precisa definizione di consulenza educativa e a una sua migliore qualificazione pedagogica.

43 Relazione di aiuto e società complessa Lurbanizzazione, la nuclearizzazione della famiglia, lautomazione del lavoro, lemancipazione della donna, lavvento dei nuovi mezzi di comunicazione hanno radicalmente modificato le relazioni sociali e familiari, conducendo lindividuo a confrontarsi con il disorientamento e la frammentarizzazione, privo del supporto degli schemi interpretativi globali del passato. Laccentuazione individualistica degli interessi personali, il primato della ragione e del pensiero critico, associato alla poca considerazione del sentimento e alla ricerca immediata del piacere hanno gettato le premesse per una crisi dei valori che è anche crisi. La parcellizzazione e la complessità minano le potenzialità della famiglia, alla quale però è richiesto di essere sempre più forte ridare senso, ordine e futuro alla società. La crisi dei riferimenti axiologici provoca disorientamento, con il conseguente disagio legato alla scarsa progettualità esistenziale

44 In questa situazione risulta arduo e complicato per gli adulti assumere una chiara funzione educativa. La carenza di adulti significativi in grado ad aiutare le persone ad affrontare i compiti educativi che di volta in volta la vita pone loro di fronte, li induce a cercare nelle diverse figure professionali (i cosiddetti esperti) le soluzioni ai bisogni emergenti. Così in questa situazione aumentano le richieste di aiuto e di presa in carico ai Servizi Pubblici. Si assiste, in un certo senso, ad una sorta di paradosso: nella nostra società individualista aumenta il bisogno di aiuto e di relazione tra le persone. I bisogni educativi e la conseguente ricerca di aiuto sembrano caratterizzare i momenti cruciali delle varie fasi della crescita, dando origine a fasi di transizione che esigono e necessitano di specifici sostegni educativi per far fronte ai nuovi compiti di sviluppo, trasformando le potenziali crisi in occasioni di cambiamento.

45 In riferimento a ciò si sono sviluppate le cosiddette professioni di aiuto: operatori di diversi ambiti professionali (educativo, sanitario, riabilitativo, sociale, psicologico) che mettono la propria professionalità al servizio di persone che hanno bisogno di sostegno.Una relazione di aiuto, due soggetti profondamente coinvolti in una relazione di scambio, dove entrambi impareranno qualcosa. Un rapporto assimetrico in cui loperatore e il cliente portano risorse, competenze, emozioni differenti, ma in cui il vettore relazionale non è unidirezionale, non va soltanto dalloperatore verso il cliente bensì coinvolge in un processo dinamico entrambi gli attori della relazione. Dal punto di vista pedagogico stabilire unautentica relazione daiuto significa stabilire una relazione integrativa e integrante, con la quale comporre complementarità e simmetria, uguaglianza e differenza alla luce della parità valoriale delle persone coinvolte nella relazione educativa. Una relazione che nasce dalla negoziazione dei significati attribuiti allazione altruistica dal soggetto che offre sostegno e da colui che lo riceve. Un rapporto di reciprocità, una relazione che promuove una forma di contatto, finalizzato allo sviluppo e alla crescita di questultimo. Così la relazione daiuto è considerata spesso come unopportunità per stimolare e incrementare lempowerment della persone in stato di bisogno

46 Lempowermwnt indica il processo di ampliamento delle potenzialità del soggetto, in modo da aumentare le abilità personali e la possibilità di controllare attivamente la propria vita. La relazione daiuto crea le premesse, in quanto volta alla promozione delle capacità del soggetto, per la realizzazione di uno dei compiti fondamentali delluomo: educarsi al cambiamento in modo attivo per essere protagonista del proprio divenire. Il cambiamento è connaturato allesperienza umana, il compito educativo è governare tale cambiamento alla luce del progetto esistenziale e dei valori che lo ispirano. Leducazione della persona mira a promuovere la consapevolezza di sé, lo sviluppo delle potenzialità, la crescita e il cambiamento dellindividuo attraverso un processo intenzionalmente strutturato sostenuto da una prospettiva axiologica.

47 Esiste, infatti, una stretta connessione tra relazione educativa e processo di consulenza, sebbene la prima non si esaurisca nella seconda. La Consulenza educativa si mostra come un sostegno offerto alla persona per la sua piena realizzazione, come percorso formativo volto ad aumentare lautonomia del soggetto attraverso lo sviluppo delle sue potenzialità e capacità. Essa pertanto, si configura come una delle iniziative di formazione permanente, cioè tra quelle esperienze che si prefiggono di rendere la persona sempre più consapevole delle proprie risorse, sostenendola nellacquisizione delle abilità necessarie per prevenire o gestire in modo adeguato eventuali difficoltà incontrate. Caratterizzandosi pedagogicamente, la consulenza, si configura come uno strumento in grado di sostenere luomo e la sua esigenza a fronteggiare situazioni problematiche e di crisi, promuovendo lo sviluppo di una personalità autonoma, libera e consapevole.

48 Essa, pertanto, non si delinea esclusivamente come un rapporto educativo improntato alla reciprocità nel quale educatore ed educando scoprono che ciascuno è portatore di un dono e di una differenza insostituibile con i quali scoprire in modo incessante il perché dellagire. In questo senso, prestare attenzione al significato pedagogico- educativo della consulenza non può eludere il tema delle solidarietà. La solidarietà poggia su un vincolo dindipendenza allinterno della comunità ed esprime un atteggiamento dello spirito più che una scelta pragmatica; più che una scelta operativa e professionale, la solidarietà esprime un modo dessere delluomo, rimanendo alla sua interrelazione con laltro. Pertanto, affrontare la tematica della consulenza educativa significa approfondire la questione della relazione interpersonale e della natura dialogica dellessere umano, cioè addentrarsi in uno di quei domini fondamentali della riflessione pedagogica.

49 Levento educativo si realizza soprattutto come relazione In Italia ancora oggi mancano studi organici attorno al tema del couselling: difficoltà alla quale si associa, la difficoltà di definizione e di delimitazione concettuale a causa dellintroducibilità del termine e della sua contiguità con la psicoterapia e altre forme di aiuto psico-sociale. Il termine consulenza pur non essendo perfettamente coincidente con quello di couselling sembra comunque esprimere in modo preciso il concetto che si vuole descrivere

50 Cosa non è lattività di couselling: dare consigli dare informazioni azioni dirette insegnamenti Se ciò fosse, laiuto si configurerebbe come un intervento delloperatore che offre la propria competenza per la soluzione dei problemi. Il protagonista è e rimane il consulente dinnanzi a chi chiede aiuto: il destinatario. Laiuto dipende dalla capacità che lesperto ha di riuscire a colmare, il vuoto o lassenza che contraddistingue lo stato di bisogno

51 Esso si configura, infatti, come una strategia daiuto in cui loperatore non ha il compito di fare qualcosa e dare qualcosa a chi chiede aiuto. Ma egli ha la delicata funzione di aiutare la persona a definire il problema e imparare a gestirlo assumendosi pienamente le responsabilità della scelta compiuta. Il couselling è una strategia dintervento volta ad aiutare la persona in stato di bisogno a definire il problema evolutivo e a imparare a gestirlo. Essa si basa sulla relazione interpersonale e sulla comunicazione che si stabiliscono tra consulente e utente. Pertanto, le abilità richieste al consulente sono: Losservazione Losservazione Lascolto Lascolto La comprensione La comprensione Linterazione Linterazione La conduzione del colloquio La conduzione del colloquio

52 Gli obiettivi da raggiungere sono: Aumentare la conoscenza di sé e lautoconsapevolezza da parte dellutente; Sviluppare le risorse personali dellutente; Promuovere la crescita personale e saper rilevare adeguatamente i compiti evolutivi che il soggetto, la coppia o la famiglia si trovano ad affrontare in quel preciso stadio del proprio ciclo di vita; Aiutare lutente ad affrontare i momenti di crisi e di difficoltà, quindi sostenerlo nel superamento di antichi equilibri e nella riorganizzazione funzionale di nuovi assetti relazionali; Favorire lautonomia e lautodeterminazione delle persone che chiedono aiuto, sviluppando il senso di autoefficacia che nasce dallesperienza del potere mettere in gioco risorse proprie per risolvere determinate difficoltà; Incrementare le competenze progettuali e decisionali, che consentono agli individui di essere artefici e protagonisti del proprio futuro. Concludendo questo primo momento di riflessione, possiamo affermare che il couselling si fonda sulla convinzione che la persona bisognosa di aiuto non riesce a trovare da sola ke soluzioni adeguate ma comunque conserva e detiene risorse interiori, emotive, affettive e cognitive: il consulente deve attivarle e promuoverle.

53 Aspetti pedagogico-educativi del processo di consulenza Da quanto detto, emerge prepotentemente come vi siano delle analogie tra il processo di consulenza descritto e i concetti pedagogici utilizzati per approfondire i temi della relazione e della comunicazione educativa. Entrambi, infatti, sono: centrati sullutente e non sulloperatore; lutente è il protagonista del proprio cambiamento; la relazione tra utente e operatore è un elemento fondamentale; vi è un aspetto maieutico del tirar fuori; sono fondamentali, in essi, la consapevolezza e lavvaloramento delle risorse personali per favorire un vero processo di cambiamento. Nonostante tutte queste analogie, comunque, in tutti gli studi concernenti la consulenza, anche quando questultima và configurandosi come un intervento rivolto alla persona nella sua integralità, si presta maggiore attenzione agli aspetti sociali e psicologici piuttosto che a quelli pedagogici. E questo perché la consulenza viene concepita come qualcosa di estraneo allattività tipica del discorso pedagogico. E questo perché essa è considerata estranea alla direttività tipica del discorso pedagogico

54 Lattività educativa per sua natura implica lassunzione di un ruolo attivo e normativo: esige la definizione di mete e imllica un messaggio proprio da comunicare. Ogni processo educativo è per sua natura teleologico. Una meta che non si raggiunge attraverso un processo lineare e statico ma bensì circolare e dinamico. Un percorso che vede gli obiettivi ri-definirsi in continuazione nel rapporto con il soggetto. Ciò che postula laspetto pedagogico è lattivazione di processi di elaborazione e di organizzazione del sapere. Apprendere ad apprendere, cioè acquisire strumenti metacognitivi che assecondino processi di permanente apprendimento.

55 Lintervento educativo nelle situazioni di consulenza mira a favorire il cambiamento e ad aumentare la consapevolezza di sé nellutente. Pertanto, lobiettivo educativo consiste nel fornire strumenti mediante i quali la persona possa affrotare la complessità del reale in modo autonomo, al fine di poter compiere scelte che la rendano protagonista della propria vita. Per consulenza educativa intendiamo: un processo di aiuto rivolto al singolo, alla coppia, alla famiglia o alle istituzioni, atto a promuovere le potenzialità educative insite in ogni essere umano (Simenone, 1997).

56 La consulenza educativa non sinnesta, a differenza di quella psicologica, su un bisogno predeterminato bensì su un esigenza di perfezionamento. E, in tal senso, si evince la sua funzione principale: aiutare i soggetti interessati a chiarire la situazione o le difficoltà avvertite al fine di migliorarle in riferimento alle oggettive condizioni personali, coniugali, parentali e familiari nel complesso. Citando Pati (Pati, 1990), tale consulenza riguarda quello spazio individuabile in un preciso segmento: lo scarto tra ciò che il soggetto è in un certo momento della sua storia e ciò che può essere e può diventare in quel determinato momento evolutivo. Essa permette un nuovo modo di vedere le cose, una nuova comprensione del sé, una maggiore coscienza dei propri condizionamenti interni ed esterni affinchè il soggetto possa diventare protagonista della propria esistenza. Essa chiama in causa il dover essere: è un aiuto alla persona perché possa definire gli obiettivi della propria vita in modo congruente con i propri riferimenti axiologici.

57 Consulenza educativa e consulenza clinica (Varriale, 2000) Consulenza educativa Logica educativa del prendersi cura Logica educativa del prendersi cura Situazioni di crisi psico-sociale Situazioni di crisi psico-sociale Contesto non sanitario Contesto non sanitario Spessore educativo del processo Spessore educativo del processo Rivolta a persone momentaneamente disorientate da un problema contingente che crea incapacità dazione Rivolta a persone momentaneamente disorientate da un problema contingente che crea incapacità dazione Obiettivi educativi legati a processi decisionali Obiettivi educativi legati a processi decisionali Non punta a ristrutturazioni della personalità Non punta a ristrutturazioni della personalità Setting poco strutturato Setting poco strutturato Numero di incontri limitato Numero di incontri limitato Enfasi è posta sulla prevenzione e promozione di benessere. Enfasi è posta sulla prevenzione e promozione di benessere. Consulenza clinica Logica sanitaria del trattamento Situazioni patologiche Contesto sanitario Spessore terapeutico del processo Rivolta a persone che manifestano una significativa sofferenza emotiva Con obiettivi curativi Punta alla ristrutturazione della personalità Setting molto strutturato Numero di incontri più ampio Lenfasi è posta sulla diagnosi e sulla cura

58 Responsabilità educativa ed empowerment Leducatore ha il compito di aiutare la persona bisognosa di aiuto a muoversi nella direzione del cambiamento positivo e a individuare gli spazi di azione che permettono di realizzare un vero e proprio processo di trasformazione; in altri termini operare per lempowermente della persona. Lempowerment è il processo di ampliamento delle possibilità che il soggetto può praticare e rendere operative e tra le quali può, quindi, scegliere (Buscaglioni, 1994) Lempowerment si prefigge di aumentare la libertà e la responsabilità del soggetto, ampliando le possibilità di scelta e favorendo il raggiungimento di specifici obiettivi. Secondo Piccardo (1995) il ogni area disciplinare e di intevento il concetto di empowerment è stato sviluppato per il tramite di approfondimenti specifici che, sempre secondo lautore, possono essere riassunti identificando alcune parole chiavi.

59 Il concetto di empowerment nelle diverse aree disciplinari Politica Politica Psicologia di comunità Medica e psicoterapeutica Pedagogica Emancipazione Controllo percepito Importanza appresa Apprendimento continuo Iniziativa individuale Partecipazione democratica AutoefficaciaAutonomia Responsabilità e opportunità Influenza personale Tolleranza della diversità Impegno appassionato Padronanza della propria vita Ricerca cooperativa Capacità negativa Fiducia in sé appresa Rilevanza dellapprendimento Delicatezza e gentilizza Le persone al primo posto Impegno Coinvolgimento attivo Feedback costruttivo

60 Lapproccio educativo basato sullempowerment implica il passaggio di interventi centrati sul problema ad interventi centrati sulle capacità e sulle competenze personali Interventi centrati sul problema Sottovalutazione delle potenzialità. Attenzione centrata sui problemi Svilimento delle abilità e delle potenzialità della persona. Attegimento di passività Rafforzamento dellidea di sé come debole e inadeguato Aumento della dipendenza dai servizi e dagli operatori. Interventi centrati sulle capacità e competenza Avvaloramento delle risorse. Analisi delle difficoltà. Ricerca di aiuto. Collaborazione. Intervento incentrato sulla persona. Capacità di affrontare le difficoltà. Definizione di sé in termini di capacità. Interiorizzazione di unimmagine di sé in terminidi capacità e di competenze.

61 Dalla crisi alla progettualità educativa Il termine crisi designa la rottura di un equilibrio precedentemente costituito e implica la trasformazione dei consueti schemi interpretativi e di azione che si rivelano inadeguati alle nuove esigenze. Morin (1980) mettendo in crisi il concetto di crisi sottolinea come questultima offra lopportunità di svelare ciò che era nascosto, latente, virtuale allinterno della società (o dellindividuo); gli antagonismi fondamentali, le rotture sismiche sotterranee, i percorsi occulti delle nuove realtà, … mette in moto, non fosse che in embrione o per un attimo, tutto quello che può portare cambiamento, trasformazione, evoluzione. La crisi pone il soggetto davanti alla necessità di compiere delle scelte, prendere decisioni, ridefinendo il proprio progetto esistenziale alla luce dei nuovi eventi e in funzione dei propri riferimenti axciologici.

62 La crisi, diviene almeno potenzialmente, unoccasione di ri- orientamento a patto che la persona coinvolta abbia le risorse necessarie per comprendere e guidare il cambiamento. La crisi percepita come opportunità, rappresenta il punto di avvio di una relazione di aiuto che voglia sostenere la persona e orientarla verso nuovi traguardi evolutivi. Nel momento in cui il cambiamento è guidato dallintenzionalità progettuale esso può dar vita a un processo di ridefinizione degli obiettivi dei soggetto. Un processo di progettazione esistenziale (Bertin e Contini, 1983) … lorientamento del soggetto rivolto ad elaborare, vagliare e unificare aspirazioni, criteri di valore ed obiettivi, non in funzione dellattuale (esistente) ma in funzione del possibile (esistenziale), ipotizzabile dallimmaginazione, verificabile dallintelligenza, concretabile in un processo incessante (di costruzione e decostruzione) dellesperienza in cui il soggetto è storicamente inserito e ovviamente proiettato nel futuro.


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