La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

1 Ordine degli psicologi del Friuli Venezia Giulia Convegno regionale I disturbi del comportamento alimentare: attualità nel trattamento e ruolo dello.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "1 Ordine degli psicologi del Friuli Venezia Giulia Convegno regionale I disturbi del comportamento alimentare: attualità nel trattamento e ruolo dello."— Transcript della presentazione:

1 1 Ordine degli psicologi del Friuli Venezia Giulia Convegno regionale I disturbi del comportamento alimentare: attualità nel trattamento e ruolo dello psicologo Inquadramento dei DCA e percorsi di trattamento evidence based Dr. Pierandrea Salvo AULSS Veneto Orientale

2 2 Inquadramento dei disturbi del comportamento alimentare secondo il DSM IV 1.ANORESSIA NERVOSA 2.BULIMIA NERVOSA 3.DISTURBI DELLA ALIMENTAZIONE N.A.S.

3 3 ANORESSIA NERVOSA criteri DSM IV Rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al peso minimo normale per età ed altezza Rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al peso minimo normale per età ed altezza Intensa paura di acquistare peso o di diventare grassi, anche quando si è sottopeso Intensa paura di acquistare peso o di diventare grassi, anche quando si è sottopeso Alterazione del modo in cui il soggetto vive il peso o la forma del corpo, ovvero eccessiva influenza del peso e della forma del corpo sui livelli di autostima, ovvero rifiuto di ammettere la gravità della attuale condizione di sottopeso. Alterazione del modo in cui il soggetto vive il peso o la forma del corpo, ovvero eccessiva influenza del peso e della forma del corpo sui livelli di autostima, ovvero rifiuto di ammettere la gravità della attuale condizione di sottopeso. Nelle femmine, dopo il menarca, amenorrea cioè assenza di almeno 3 cicli mestruali consecutivi. Nelle femmine, dopo il menarca, amenorrea cioè assenza di almeno 3 cicli mestruali consecutivi.Sottotipi –con restrizioni –con abbuffate/condotte di eliminazione

4 4 BULIMIA NERVOSA criteri DSM IV (1/2) Ricorrenti abbuffate. Una abbuffata è caratterizzata da entrambi i seguenti: Mangiare in un definito periodo di tempo una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo ed in circostanza simili Sensazione di perdere il controllo durante lepisodio Ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire laumento di peso (vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi, dieta, digiuno, esercizio fisico eccessivo)

5 5 BULIMIA NERVOSA criteri DSM IV (2/2) Le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano entrambe in media almeno due volte alla settimana per tre mesi I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso corporei Lalterazione non si manifesta esclusivamente nel corso di episodi di Anoressia Nervosa Sottotipi: –Con condotte di eliminazione (vomito, lassativi, diuretici,enteroclismi) –Senza condotte di eliminazione (digiuno, esercizio fisico)

6 6 DISTURBI DELLALIMENTAZIONE N.A.S. (1/2) Tutti i criteri della A.N. in presenza di un ciclo mestruale regolare Tutti i criteri della A.N. in presenza di un ciclo mestruale regolare Tutti i criteri della A.N. e, malgrado la significativa perdita di peso, il peso attuale è nella norma Tutti i criteri della A.N. e, malgrado la significativa perdita di peso, il peso attuale è nella norma Tutti i criteri della B.N. tranne il fatto che le abbuffate e le condotte compensatorie hanno frequenza < a 2 episodi a settimana per 3 mesi Tutti i criteri della B.N. tranne il fatto che le abbuffate e le condotte compensatorie hanno frequenza < a 2 episodi a settimana per 3 mesisegue

7 7 DISTURBI DELLALIMENTAZIONE N.A.S. (2/2) Un soggetto di peso normale che si dedica regolarmente ad inappropriate condotte compensatorie dopo aver ingerito piccole quantità di cibo (es. induzione del vomito dopo aver mangiato due biscotti) Un soggetto di peso normale che si dedica regolarmente ad inappropriate condotte compensatorie dopo aver ingerito piccole quantità di cibo (es. induzione del vomito dopo aver mangiato due biscotti) Il soggetto mastica e sputa, senza deglutire, grandi quantità di cibo. Il soggetto mastica e sputa, senza deglutire, grandi quantità di cibo. Disturbo da alimentazione incontrollata Disturbo da alimentazione incontrollata

8 8 Disturbo da alimentazione incontrollata (1/3) Episodi ricorrenti di alimentazione incontrollata. Un episodio di alimentazione incontrollata si caratterizza per la presenza di entrambi: Episodi ricorrenti di alimentazione incontrollata. Un episodio di alimentazione incontrollata si caratterizza per la presenza di entrambi: –Mangiare in un periodo di tempo un quantitativo di cibo chiaramente più abbondante di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo ed in circostanza simili –Sensazione di perdere il controllo nel mangiare durante lepisodio E presente marcato disagio a riguardo del mangiare incontrollato E presente marcato disagio a riguardo del mangiare incontrollato

9 9 Disturbo da alimentazione incontrollata (2/3) Gli episodi di alimentazione incontrollata sono associati con tre o più dei segg. sintomi: Gli episodi di alimentazione incontrollata sono associati con tre o più dei segg. sintomi: –Mangiare molto più rapidamente del normale –Mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni –Mangiare grandi quantità di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati –Mangiare da soli a causa dellimbarazzo per quanto si sta mangiando –Sentirsi disgustato verso se stesso, depresso, o molto in colpa dopo le abbuffate

10 10 Disturbo da alimentazione incontrollata (3/3) Il comportamento alimentare incontrollato si manifesta mediamente almeno per due giorni alla settimana in un periodo di sei mesi Il comportamento alimentare incontrollato si manifesta mediamente almeno per due giorni alla settimana in un periodo di sei mesi Lalimentazione incontrollata non risulta associata con lutilizzazione sistematica di comportamenti compensatori inappropriati e non si verifica esclusivamente Lalimentazione incontrollata non risulta associata con lutilizzazione sistematica di comportamenti compensatori inappropriati e non si verifica esclusivamente

11 11 Disturbo da alimentazione incontrollata - commento Il disturbo da alimentazione incontrollata rappresenta un paradigmatico punto di contatto tra psichiatria, psicologia e trattamento della obesità Il disturbo da alimentazione incontrollata rappresenta un paradigmatico punto di contatto tra psichiatria, psicologia e trattamento della obesità I trattamenti di controllo del peso corporeo legati a metodiche volte alla restrizione alimentare drastica, protratta e ripetuta paiono spingere verso condotte di binge ed al BED I trattamenti di controllo del peso corporeo legati a metodiche volte alla restrizione alimentare drastica, protratta e ripetuta paiono spingere verso condotte di binge ed al BED Gli obesi BED costituiscono uno specifico sottogruppo degli obesi con condizioni psicopatologiche mediamente più compromesse degli altri obesi Gli obesi BED costituiscono uno specifico sottogruppo degli obesi con condizioni psicopatologiche mediamente più compromesse degli altri obesi

12 12 Night eating syndrome classificazione in progress Mancanza di appetito alla mattina Mancanza di appetito alla mattina Alimentazione in eccesso alla sera Alimentazione in eccesso alla sera Difficoltà ad addormentarsi - necessità di mangiare prima di addormentarsi Difficoltà ad addormentarsi - necessità di mangiare prima di addormentarsi Risvegli notturni accompagnati dalla necessità di mangiare per riuscire a riprendere sonno Risvegli notturni accompagnati dalla necessità di mangiare per riuscire a riprendere sonno Presenza di stress e depressione Presenza di stress e depressione Schenk, 1994

13 13 Criteri di scelta dei contesti di trattamento – le evidenze 1. Quale paziente (età, compliance, comorbidità) Quale obiettivo terapeutico In quale luogo e perchè

14 14 TRATTARE I DCA SIGNIFICA AVERE A CHE FARE CON TUTTE LE FASCE DI ETA (differenze cognitive, esperienziali ecc.) PATOLOGIE DIVERSE HANNO PICCHI DI ETA DIFFERENTI

15 15

16 16

17 17 I pazienti con un DCA sono poco complianti o motivati al trattamento Un mito????

18 18

19 19

20 20 comorbidità psichiatrica nei DCA DOC ANORESSIA BULIMIA USO DI SOSTANZE BORDERLINE ANTISOCIALE DIST. EVITANTE PENSIERO PREVALENTE DISTURBI DELLUMORE AGGRESSIVITA OPPOSITIVITA

21 21 Tassi di prevalenza rilevati in studi clinici relativi alla comorbidità tra disturbi asse I e DCA DIAGNOSIA.N.B.N.BEDDepressione 25% - 85% 25% -75% 23% - 41% D.A.Gener. 20% - 65% 13% - 70% 9% Fobia sociale 16% - 55% 15% - 55% agorafobia14,5% 27% - 34,5% DAP 4% - 8,1% 9% - 15% DOC 15% - 62% 0 – 43% Abuso sostanze 12% - 23% 55% Abuso alcool 5%46%

22 22 Comorbidità DCA – depressione – ansia (nasce prima luovo o la gallina??) DCA SPETTRO UNICO DOC – ANSIA – DEPRESSIONE - DCA DCA DEPRESSIONE - ANSIA DEPRESSIONE –ANSIA LATENTI SI MANIFESTANO DEPRESSIONE - ANSIA DEFICIT ORGANICO\ GENETICO SOTTOSTANTE DCA Siracusano et al, 2003

23 23 Disturbi dansia e DCA PREVALENZA LIFETIME % Eur Psy 2000;15:38-45 Almeno un disturbo dansia insorge prima del DCA nel 75% dei casi per lAN e nel 88% dei casi per la BN. Nella BN il 90% dei casi di fobia sociale insorge prima del DCA

24 24 OCD e DCA I disturbi dello spettro ossessivo sono decisamente prevalenti nella A.N. Rispetto alla B.N. I disturbi dello spettro ossessivo sono decisamente prevalenti nella A.N. Rispetto alla B.N. Nella AN il 33% del OCD insorge prima ma il 50% insorge dopo il DCA INT J EAT DIS vol 21, 1, (1997) COMORBIDITA DIST.OSS E DCA %

25 25 DCA e dismorfofobia (BDD) Ossessioni e prensieri ripetitivi relativi al proprio aspetto corporeo Ossessioni e prensieri ripetitivi relativi al proprio aspetto corporeo Richieste compulsive agli altri rispetto al proprio aspetto corporeo Richieste compulsive agli altri rispetto al proprio aspetto corporeo Specifici rituali atti a mascherare i difetti del proprio corpo Specifici rituali atti a mascherare i difetti del proprio corpo Sintomi di BDD potrebbero essere presenti nel 25% delle A.N. già 6 mesi prima della insorgenza del DCA Jolanta, 2000

26 26 Criteri di scelta dei contesti di trattamento Quale paziente 2. Quale obiettivo terapeutico (obiettivi di cura e complicanze) In quale luogo e perchè

27 27 Quale obiettivo terapeutico Ciascuna patologia del comp. al. richiede: La formulazione di obiettivi specifici Ladozione di strategie terapeutiche differenti Lattenzione a possibili specifiche complicanze Per ciascun utente affetto da DCA è necessario: Un corretto inquadramento diagnostico Una valutazione della comorbidità psichiatrica La dovuta attenzione allo stato fisico Un progetto terapeutico individualizzato

28 28 Goals trattamento anoressia Recupero del peso sano (ricomparsa ciclo, ovulazione, livello ormonale ripresa della crescita e maturazione sessuale) Trattamento complicanze fisiche Sviluppo incremento motivazione al trattamento ed ai suoi obiettivi Educazione agli adeguati patterns nutrizionali Correzione dei pensieri, attitudini e sensazioni disfunzionali legati al DCA Trattamento comorbidità psichiatrica Prevenzione delle ricadute

29 29 Goals trattamento bulimia Migliormento/interruzione ciclo binge-vomiting Monitoraggio stato nutrizione Correzione eventuali squilibri elettrolitici Trattamento complicanze mediche e comorbidità psichiatrica Minimizzare la restrizione nutrizionale Aumento della varietà di cibi assunti Incoraggiamento attività fisica salutare e non eccessiva Prevenzione delle ricadute

30 30 goals trattamento del disturbo da alimentazione incontrollata Riduzione/scomparsa delle abbuffate Gestione di una nutrizione adeguata e corretta Trattamento della obesità concomitante Gestione degli aspetti medico/metabolici Incoraggiamento attività fisica salutare e non eccessiva Trattamento comorbidità psichiatrica Prevenzione delle ricadute a breve e lungo termine Prevenzione delle ricadute a breve e lungo termine

31 31 I DCA portano con sé il rischio costante di danni organici e complicanze talvolta gravi (potenzialmente fatali)

32 32 DCA e danni organici malnutrizione sia quantitativa che qualitativa per eccesso e per difetto I danni organici da DCA sono la conseguenza di:

33 33 DCA e danni organici comportamenti compensatori posti in atto per cercare di controllare il peso corporeo I danni organici da DCA sono la conseguenza di:

34 34complicanzeMetaboliche Ipotermia, disidratazione, dist. elettrolitici, iperchol, ipoglicemia, ipercarotenemia, Incremento GOT, GPT Cardiovasc. Ipotensione, bradicardia, anomalie ECG (QT), aritmia, miocardiopatia da rialimentazione Neurolog. Pseudoatrofia cerebrale, neurite periferica, convulsioni, Ematolog. Anemia normocromica normocitica, leucopenia, ipocellularità midollo osseo, rid. Prot. Plasmatiche Renali Iperazotemia prerenale, diabete insipido, IRA, IRC Endocrine Amenorrea/ipogonadismo; estrogeni, testosterone, gonadotropine; cortisolo, GH

35 35complicanzeMuscoloScheletriche Crampi, tetania, debolezza muscolare, osteopenia, fratture da stress Gastro enterolog. Ipertrofia parotidea, carie, reflusso gastroesofageo, senso di sazietà precoce, dilatazione gastrica, gonfiore post prandiale, ritardato svuotamento gastrico, stipsi, colon irritabile, melanosi colica, epatiti e pancreatiti da rialimentazione immunologi che Infezioni batteriche, ridotta attività battericida dei granulociti, compromissione immunità cellulo mediata N.B. Nella malnutrizione lemoconcentrazione può far apparire nella norma molti parametri. Una semplice reidratazione provoca in poche ore, in questi casi, una diminuzione dei valori osservati come normali. Questa pseudo normalità può dare a paz. e familiari la illusione di stare bene.

36 36 Criteri di scelta dei contesti di trattamento Quale paziente Quale obiettivo terapeutico 3. In quale luogo e perché (quali strutture, quali parametri, quali cure)

37 37 Criteri di scelta dei contesti di trattamento Il contesto di trattamento spazia in un continuum ideale dallambulatorio al ricovero ospedaliero passando attraverso contesti di cura sempre più articolati e protetti al fine di meglio potersi adattare alle necessità cliniche del singolo utente.

38 38 Organizzazione dei servizi, compliance ed esito del trattamento Visibilità accessibilità Presa in carico Continuità assistenziale Maggiore soddisfazione Migliore adesione al trattamento Migliore prognosi Minori ricadute Prevenzione secondaria Miglior esito del trattamento

39 39 Contesti di trattamento DCAP AULSS 10 Assessment Proposta terapeutica Attività educazionale Attesa attiva Trattamento intensivo extra ospedaliero residenziale Ricovero ospedaliero Medicina SPDC Pediatria Trattamento ambulatoriale Gruppo App.to Amb. Pediatrico DCA e dismetabolismi (dal ) Amb. E gruppi BED

40 40 Parametri da considerare nella scelta del contesto di cura COMORBIDITÀ PSICHIATRICA CONDIZIONI MEDICHE SUICIDARIETÀ PERCENTUALE DI PESO CORPOREO RISPETTO ALLOTTIMALE MOTIVAZIONE, COOPERATIVITÀ CONTROLLO DELLE IDEE OSSESSIVE COMORBIDITÀ PER ABUSO SOSTANZE, DEPRESSIONE, ANSIA. NECESSITÀ DI STRUTTURA PER MANGIARE O GUADAGNARE PESO ATTIVITÀ FISICA COMPORTAM. PURGATIVO CONTESTO FAMILIARE DISTANZA DAL LUOGO DI CURA

41 41 Il trattamento ambulatoriale dei DCA

42 42 MONITORARE COSTANTEMENTE ALCUNI PARAMETRI PER DECIDERE SE LAMBULATORIO RIMANE IL CONTESTO DI CURA ADATTO Parametri fisici: peso, condizione cardiaca e metabolica, stressors fisici intercorrenti (es. infezioni) Parametri fisici: peso, condizione cardiaca e metabolica, stressors fisici intercorrenti (es. infezioni) Condizione psichica: comportamento, suicidiarietà, comorbidità Condizione psichica: comportamento, suicidiarietà, comorbidità Comportamento alimentare: calo ponderale rapido, non introito liquidi Comportamento alimentare: calo ponderale rapido, non introito liquidi Insorgenza di complicanze: ematemesi, cambiamento segni vitali, vomito incontrollato Insorgenza di complicanze: ematemesi, cambiamento segni vitali, vomito incontrollato

43 43 Trattamento ambulatoriale per i DCA dovrebbe consentire almeno Valutazione multiprofessionale (anche organica) Psicoterapia individuale e familiare (psicologo / psichiatra) Consulenza specialistiche Visite dietistiche Attività educazionale di gruppo Trattamenti farmacologici

44 44 Scarsa motivazione al trattamento. Bassa consapevolezza di malattia. Comorbidità psichiatrica. Complicanze mediche e/o chirurgiche. Malattia cronicizzata e/o di lunga durata. Effetti sociali e familiari della malattia e dei comportamenti. Vergogna Difficoltà da affrontare nella fase di assessment – inizio trattamento

45 45 La riabilitazione intensiva extra ospedaliera dei DCA

46 46 Per chi ? DCA di lunga data DCA di lunga data Fallimento di trattamento ambulatoriale ovvero difficoltà a reggere con solo questo trattamento Fallimento di trattamento ambulatoriale ovvero difficoltà a reggere con solo questo trattamento Necessità di distacco dallambiente familiare Necessità di distacco dallambiente familiare Pazienti con comorbidità psichiatrica in atto. Pazienti con comorbidità psichiatrica in atto. Utilizzo di sostanze con necessità di favorirne lastensione. Utilizzo di sostanze con necessità di favorirne lastensione. Trattamento intensivo extra ospedaliero

47 47 strutturaSemiresidenzialestrutturaResidenziale COMORBIDITÀ PSICHIATRICA Significativa ma senza gravi disturbi comportamentali CONDIZIONI MEDICHE stabili Poco stabili senza necessità di sondino nasogastrico, o esami di laboratorio pluriquotidiani o fleboterapia intensiva SUICIDARIETÀ Non pianificata Pianificata ma non tentata PERCENTUALE DI PESO CORPOREO RISPETTO ALLOTTIMALE >75% <85% in decremento rapido o instabile. Basso rischio per la salute MOTIVAZIONE, COOPERATIVITÀCONTROLLO DELLE IDEE OSSESSIVE Parziale. Pensieri egodistonici fino a 3 ore/die. Cooperatività Scarsa. Pensieri ossessivi da 4 a 6 ore/die. Cooperatyività solo in contesti strutturati. COMORBIDITÀ PER ABUSO SOSTANZE, DEPRESSIONE, ANSIA. Può influenzare la scelta

48 48 NECESSITÀ DI STRUTTURA PER MANGIARE O GUADAGNARE PESO Necessità di qualche strutturazione per guadagnare peso Necessità di supervisione ad ogni pasto o restringe/ elimina il cibo assunto ATTIVITÀ FISICA Tendenza alla iperattività Necessità di controllo della iperattività rispetto al cibo assunto. COMPORTAM. PURGATIVO Ridotto. Non anomalie ECG o di altro tipo Necessità di controllo di purging e vomiting. Anomalie non gravi degli eletttroliti CONTESTO FAMILIARE Presente e valido Famiglia assente o gravemente inadeguata DISTANZA DAL LUOGO DI CURA VicinoDistante

49 49 Restaurare il peso sano Trattare complicanze fisiche Trattare disturbi psichici associati Aumentare la motivazione al trattamento ed allincremento di peso Correggere pensieri, attitudine e emozioni maladattive RIABILITAZIONE PSICO NUTRIZIONALE FARMACO TERAPIA TERAPIE MEDICHE Ridurre ciclo binge- vomiting Goals del trattamento riabilitativo dei DCA

50 50 La riabilitazione nutrizionale della A.N. introito calorico in Kcal/kg/die Fase iniziale = 30 – 40 (35 kg. = 1230 Kcal. Circa) Fase aumento del peso = 70 – 100 (35 kg. = 2975 Kcal circa) Fase di mantenimento e fasi di crescita = 40 – 60 (50 kg. = 2200 Kcal circa)

51 51 La riabilitazione nutrizionale della A.N. A fronte della richiesta di un tale incremento di introito calorico attenzione a: Scarto del cibo Vomito Iperattività fisica Fidgeting Reale incremento metabolismo

52 52 orarioLunediMartedìmercoledìGiovedìVenerdì 8.00 – 9.00 Accoglienza Terapia Esami accoglienza T. E. accoglienza accoglienza accoglienza spuntinospuntinospuntinospuntinospuntino gruppo educazion Espressivo Verbale Arteterapia Attività di cucina Psicoter.gruppo Pasto assistito – Gruppo genitori PsicoterCognitiva Tempo libero ImmcorporeaGruppo Week end – MerendaMerendaMerendaMerendaMerenda Trattamento intensivo extra ospedaliero – le attività

53 53 Obiettivi: riabilitazione psico nutrizionale, organizzazione corretta della scansione dei pasti nella giornata, assistenza diretta, correzione comportamenti alimentari inadeguati (spezzettamento, nascondere, sputare ecc.) I pasti sono pre concordati con le dietiste sulla base del programma nutrizionale molto graduale e personalizzato. NON SI APPLICA LALIMENTAZIONE MECCANICA !! PASTO ASSISTITO

54 54 Anoressiche pre pasto (ricovero vs. dimissioni)

55 55 Bulimiche post pasto (ricovero vs. dimissioni)

56 56 Ricovero ospedaliero Condizioni psichiche (psicosi, dist. comportamentali, suicidiarietà, non collaboratività alle cure) Condizioni psichiche (psicosi, dist. comportamentali, suicidiarietà, non collaboratività alle cure) Condizioni organiche (malnutrzione grave, problemi cardiologici, insufficienza renale, distrubi della coscienza) Condizioni organiche (malnutrzione grave, problemi cardiologici, insufficienza renale, distrubi della coscienza)

57 57 Farmaci e dca VI SONO POCHE EVIDENZE SCIENTIFICHE E POCHI STUDI RELATIVI ALLA EFFICACIA DI TRATTAMENTI FARMACOLOGICI NEI DCA I TRATTAMENTI FARMCOLOGICI EMPIRICI SONO ESTREMAMENTE DIFFUSI E VARIEGATI, MA QUANTO SONO RAZIONALI ?

58 58 Farmaci e dca E NECESSARIO PROSEGUIRE GLI STUDI SULLUTILIZZO DEI FARAMCI NEL TRATTAMENTO DEI DCA BISOGNA PORRE MOLTA ATTENZIONE ALLE CONDIZIONI FISICHE GENERALI NELLA SCELTA DEI FARMCI CHE SI UTILIZZANO


Scaricare ppt "1 Ordine degli psicologi del Friuli Venezia Giulia Convegno regionale I disturbi del comportamento alimentare: attualità nel trattamento e ruolo dello."

Presentazioni simili


Annunci Google