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Il lavoro di comunità Il servizio sociale di comunità.

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Presentazione sul tema: "Il lavoro di comunità Il servizio sociale di comunità."— Transcript della presentazione:

1 Il lavoro di comunità Il servizio sociale di comunità

2 Definizioni di Comunità Il termine «comunità», ha nel linguaggio molteplici accezioni, tanto che nel parlare di comunità ci si può riferire a realtà e significati tra loro piuttosto differenti.

3 IN SENSO SPAZIALE Si può intendere infatti, la comunità in senso territoriale riferendosi ad un aggregato di persone che vive in uno stesso territorio, in uno stesso quartiere, o nello stesso paese, nel caso di piccoli comuni.

4 IN SENSO ASPAZIALE La comunità può essere ancora intesa come luogo aspaziale, virtuale dove ciò che accomuna sono gli interessi, gli scopi, l’appartenenza ad una stessa categoria o professione

5 IN SENSO ASTRATTO La comunità, ancora, può essere considerata come meta ideale da raggiungere, si pensi a determinati credi religiosi che pongono il vivere ed essere una comunità come luogo e obiettivo ideale di vita.

6 Il senso di comunità La comunità inoltre, richiama a significati emotivi e relazionali, si pensi al bisogno di sentirsi comunità e a fare comunità, ossia a sperimentare un luogo di vita e di relazione in cui percepirsi ed essere effettivamente protetti, a proprio agio, dove instaurare legami caratterizzati da contenuti affettivi e altruistici.

7 La comunità Non tutte le relazioni che si instaurano con gli ambienti di vita in cui si vive sono positive. La comunità può essere luogo di restrizione e costrizione, in cui vivere una convivenza forzata, per motivi di necessità ovvero senza possibilità di scelta.

8 Il lavoro di comunità E’ una pratica di lavoro sociale applicata in diversi settori di intervento e da diverse figure professionali socio- sanitarie (educatore, psicologo, pediatra….)

9 Il lavoro di comunità Non è quindi prerogativa esclusiva dell’assistente sociale, anche se è una dimensione in cui storicamente il servizio sociale si è impegnato e che ha sviluppato come metodo specifico (communitywork)

10 SERVIZIO SOCIALE di comunità Insieme complesso di analisi, ricerca, progettazione, azione e strategia professionale che il servizio sociale adotta per concorrere allo sviluppo della comunità locale, utilizzando le conoscenze, le competenze e gli strumenti specifici e adattando le proprie funzioni alle esigenze del territorio (s)oggetto di intervento. (V. voce SS di Comunità di Allegri in Nuovo dizionario di SS- 2013)

11 SERVIZIO SOCIALE di comunità promuove iniziative dedicate ad una collettività, anziché ai singoli o alle famiglie, collega persone e gruppi tra loro per intraprendere azioni comuni utili a fronteggiare problemi e conflitti e a sviluppare senso di appartenenza alla comunità e benessere sociale

12 SERVIZIO SOCIALE di comunità Ne sono esempi concreti: la sensibilizzazione su problemi specifici del territorio per stimolare azioni dei cittadini e di organizzazioni tese a proporre soluzioni condivise, l’organizzazione e la facilitazione di tavoli di confronto per una programmazione partecipata di sviluppo della comunità, l’attivazione di gruppi di auto mutuo aiuto all’interno di progetti più ampi.

13 gli anni ‘50 Inizialmente inserito tra i metodi del servizio sociale italiano di ispirazione anglosassone (community work, casework, groupwork), il s.s.c. è finalizzato allo sviluppo dei processi democratici e alla responsabilizzazione della comunità nei confronti dei suoi problemi (Convegno di Tremezzo, 1946).

14 gli anni ‘50 L’assistente sociale studia la comunità ed interviene, insieme ad altri operatori per stimolare i cittadini alla consapevolezza, alla responsabilizzazione e alla partecipazione nelle decisioni che riguardano lo sviluppo del loro territorio.

15 gli anni ‘50 Numerosi sono i progetti: il Movimento di comunità nel Canavese fondato da Adriano Olivetti nel 1948, il Progetto Abruzzi, il Progetto Sardegna, il Centro studi e iniziative per la piena occupazione di Partinico, il Centro di educazione e cooperazione agricola del Trevigiano, il Centro consultivo per lo sviluppo di comunità a Palma di Montechiaro, i progetti coordinati dagli assistenti sociali dell’ISSCAL (Istituto servizio sociale case lavoratori).

16 territorialità. diventa col tempo ed è attualmente, uno dei criteri attraverso cui sono strutturati e articolati i servizi socio-sanitari ed è al tempo stesso un principio di riferimento nell’erogazione delle prestazioni dei servizi sanitari e sociali. (v. voce Territorio di Guerini e Servizio sociale di territorio di Tassinari- Nuovo dizionario di ss. 2013)

17 INTORNO AGLI 80` Si registrano delle esperienze di servizio sociale nelle aree periferiche di città urbane, aree disagiate e a rischio di emarginazione segnate da multi - problematicità e scarsa coesione sociale. Gli interventi sono orientati a costruire il tessuto sociale e comunitario, attraverso esperienze di aggregazione e di centri sociali che permettessero il ricostituirsi del senso di appartenenza alla comunità e favorissero il rafforzamento dei legami sociali.

18 GLI ANNI I PIANI DI ZONA Il Piano di zona (art. 7 della legge quadro di riforma del sistema dei servizi sociali 328/2000) -strumento strategico per governare le politiche sociali a livello territoriale. -La sua funzione è di coordinare ed organizzare soggetti diversi che, in un ambito territoriale, intervengono con diverse competenze sui bisogni e sulla domanda sociale, per la realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali. -Si propone di “favorire la creazione di una rete di servizi e interventi flessibili, stimolando le risorse della comunità locale”.

19 lavoro di comunità come implementazione e attivazione progettuale di una serie di processi e attività orientati:

20 -alla facilitazione dell’assunzione di responsabilità collettiva; - all’ agevolazione dei soggetti sociali alla partecipazione e collaborazione; -allo sviluppo di relazioni e di legami che favoriscano il senso di appartenenza; -all’acquisizione e al miglioramento di competenze da parte dei soggetti della comunità

21 LA PROSPETTIVA TEORICA Un lavoro di comunità orientato e finalizzato alla partecipazione dei soggetti della comunità implica l’assunzione di una prospettiva teorica che concepisca la comunità come soggetto sociale capace di rispondere alle proprie criticità, dotata di specifiche competenze e potenzialità che costituiscono una risorsa sui cui far riferimento e al tempo stesso da attivare.

22 I PRESUPPOSTI TEORICI In modo particolare possiamo utilizzare: -teoria dei sistemi -teoria dell’apprendimento sociale, di Bandura, sviluppatasi in campo psicologico nell’approccio cognitivista.

23 I presupposti teorici: L’approccio sistemico Il riferimento al concetto di sistema pone «l’attenzione ai meccanismi di influenza tra ambienti, gruppi, e individui e sulla necessità di predisporre interventi basati sulle risorse disponibili e sui processi di trasformazione in atto di una data comunità»

24 I PRESUPPOSTI TEORICI: L’approccio sistemico Lo squilibrio, la crisi, che si crea nel singolo, in un gruppo o in una comunità e in ultima analisi, in un sistema sociale, è considerata un opportunità per ricreare e ristabilire un nuovo equilibrio e produrre un cambiamento che modifica la realtà individuale, comunitaria e sociale.

25 I presupposti teorici: La teoria dell’apprendimento sociale -l’apprendimento è un processo sociale che mette in condizione di imparare gli uni dagli altri - le persone possiedono le competenze e le risorse disponibile per far fronte alle proprie criticità, creando situazioni di apprendimento -Le criticità, i problemi sono possibilità e opportunità di apprendimento e di coesione sociale.

26 FUOCHI DI ATTENZIONE Nel servizio sociale di comunità, si concentra l’attenzione: -sui processi di cambiamento che si verificano nel singolo e nella comunità, -sull’autodeterminazione dell’individuo e della comunità come attori sociali.

27 Il rafforzamento dell’empowerment Il singolo e la comunità sono considerati, nella loro dignità e nelle loro facoltà di determinarsi, come soggetti competenti, in grado di rispondere allo squilibrio che si potrebbe creare nelle loro situazioni di vita. Pertanto, il fulcro dell’intervento di comunità da parte del servizio sociale professionale è l’attivazione, il rafforzamento, lo sviluppo di queste competenze e risorse che sono già in qualche modo presenti nella comunità.

28 “lo sviluppo di comunità” Indica la direzione intenzionale che il lavoro di comunità assume, i processi di cambiamento e al tempo stesso i risultati di tale processo. Gli obiettivi dello sviluppo di comunità si possono ricondurre in prima istanza al favorire il senso comunità e di appartenenza alla stessa

29 Qualità dei legami: Senza un legame affettivo, delle relazioni significative con la comunità non si potrebbero infatti attivare strategie di sviluppo di comunità, in quanto il senso di appartenere è una forte spinta all’azione. Inoltre, è necessario attivare percorsi che sviluppino la sensazione e la percezione che ci sia la possibilità di un cambiamento

30 UTENTI/CITTADINI ATTIVI Non si parla quindi di soggetti passivi, oggetto di cure da parte dei servizi, ma di cittadini attivi, attori sociali protagonisti della propria vita e costruttori della propria realtà. La comunità come soggetto sociale, dunque possiede delle specifiche competenze e un patrimonio di conoscenze che formano il suo passato e al tempo stesso costituiscono il suo futuro.

31 PROPORRE E PROMUOVERE LE RISORSE COMUNITARIE: Il servizio sociale di comunità si propone di sostenere comunità formate da soggetti sociali attivi in cui al loro interno siano attivati, sviluppati e mantenuti percorsi e processi virtuosi di solidarietà e responsabilità sociale, dove il problema individuale diventa il problema della comunità.

32 I CITTADINI ATTIVI I cittadini attivi, sono tutti i soggetti facenti parte della collettività, spesso appartenenti ad associazioni di volontariato, che si interessano ai problemi della comunità, li sentono propri, e si impegnano a difesa dei rispettivi e altrui diritti, affinché siano effettivamente esercitati e goduti. Il cittadino attivo dedica parte del proprio tempo e del proprio impegno per sviluppare tutti quei processi che favoriscono la partecipazione.

33 La “comunità competente” Cittadini, quindi, che sono mossi dalla consapevolezza che la comunità è competente, ha un suo patrimonio di conoscenze da adoperare per risolvere le proprie criticità e pertanto si dedica alla cura delle relazioni, al rafforzamento dei legami comunitari, e in definitiva alla creazione di capitale sociale.

34 luoghi dove praticare servizio sociale di comunità Gli ambiti di impiego di questa pratica di sviluppo delle risorse comunitarie, sono riconducibili a tutti quei luoghi dove le persone vivono le loro giornate e svolgono le loro attività quotidiane: il quartiere, la scuola, il luogo in cui si lavora, le organizzazioni di volontariato, l’associazionismo, la città.


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