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UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI FERRARA Facoltà di Lettere e Filosofia

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Presentazione sul tema: "UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI FERRARA Facoltà di Lettere e Filosofia"— Transcript della presentazione:

1 UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI FERRARA Facoltà di Lettere e Filosofia
Corso di Studio in Scienze dell’Educazione CICLO DI SEMINARI METODOLOGICI OBBLIGATORI PROPEDEUTICO AL TIROCINIO Per gli Studenti in Tirocinio a.a INCONTRO DEL 02/12/2010 Giovedì 2 dicembre 2010 – ore titolo: "L'elaborazione del PEI: La bussola nell'attività di sostegno" relatori: professore Domenico Allocca, Maria Vittoria Gaffeo tema: Progettazione del Piano Educativo individualizzato attraverso la testimonianza del lavoro svolto dalla tirocinante.

2 … ESPERIENZE, TESIMONIANZE E RIFLESSIONI …
IL TIROCINIO “PER L’INTEGRAZIONE” Maria Vittoria Gaffeo I contenuti delle slides sono estratti dalla RELAZIONE FINALE DI TIROCINIO alla quale si rimanda per ulteriori approfondimenti

3 Il percorso di Valentina
Discipline che sono state previste per il mio affiancamento: latino, greco, scienze naturali (biologia, chimica, fisica). FASE OSSERVATIVA (RELAZIONE FINALE DI TIROCINIO giugno 2010) Da una prima e generale osservazione della ragazza, ho constatato fin da subito un atteggiamento alquanto responsabile rispetto la presa in carico dei propri impegni scolastici, supportato da una forte motivazione che l’ha costantemente incentivata a dare il massimo di sé in ogni situazione. Azzardo tale affermazione già in questa fase, perché è proprio l’aspetto motivazionale che “ha fatto da sfondo” a tutto il nostro percorso, nonostante le difficoltà che di certo non sono mancate rispetto la tipologia dell’apprendimento in alcuni ambiti disciplinari. Durante la lezione della professoressa curricolare, l’alunna, che segue una programmazione differenziata, si dimostra tuttavia attenta e interessata; prende autonomamente appunti, segue i testi letti in classe, sottolinea le parti significative, lavora per concetti, annota termini ed espressioni in lingua greca/latina che, nonostante Valentina non affronti la parte grammaticale delle discipline, potrà utilizzare in esposizioni letterarie scritte o orali. L’alunna è molto curiosa, è capitato che durante una lezione di grammatica latina mi abbia chiesto di poterla seguire nella traduzione di alcune frasi, esprimendo la volontà di cimentarsi anche nella parte grammaticale.

4 FASE OSSERVATIVA - segue-
I quaderni di Valentina sono molto ordinati, nonostante le sue difficoltà fisiche; la ragazza si sforza molto affinché la sua scrittura risulti comprensibile. Tanto determinanti risultano essere gli aspetti di responsabilità, motivazione e curiosità, quanto il “timore” di “non fare mai abbastanza” è forte nella ragazza che si sente spesso come i suoi sforzi non producano i risultati sperati. In realtà, e su questo concordano tutti i docenti, compreso il prof. di sostegno, Domenico Allocca, uno degli aspetti positivi, risiede proprio nella caparbietà dalla ragazza. A mio avviso, però, tale “forza” ha limitato la riflessione della ragazza sugli aspetti legati alle proprie capacità; come ho già detto,Valentina ha sempre dimostrato di dare il massimo di sé in ogni situazione, ma questo spesso la portava a stati di affaticamento sia fisico che mentale. Il mio supporto è stato, infatti, non solo rivolto all’aspetto prettamente disciplinare, ma ha cercato di condurre l’alunna verso l’accettazione più consapevole dei propri limiti e ad una reale valutazione dei risultati ottenuti che, non risultavano molto spesso soddisfare le aspettative della ragazza. A livello relazionale, Valentina si è dimostrata fin da subito collaborativa sia nei confronti dei docenti che nei miei e, all’interno del contesto classe,buono il livello di integrazione e di cooperatività con i compagni. La lettura del PEI di Valentina relativo all’A.S. precedente si è rivelata utile per avere un’idea più chiara della situazione e una guida orientativa per impostare alcuni interventi.

5 Che cos’è il tirocinio curricolare?
Il tirocinio è un’attività teorico-pratica professionalizzante. Il tirocinio è “apprendimento dall’esperienza” o “apprendimento situato” (in situazione protetta in quanto al tirocinante è richiesto di apprendere anche per tentativi ed errori).

6 LE FASI DEL PROGETTO DI TIROCINIO
1) Informativa - conoscitiva: conoscere l’ente che ci ospita, recuperare documenti, regolamenti, organizzazione, struttura dell’ente. 2) Progettuale: cosa potremmo fare? Immaginare cosa svolgere nella fase osservativa e/o operativa. 3) Osservativa - operativa: l’importanza di tenere un “diario di bordo” su cui annotare giorno per giorno, ciò che possiamo ricavare dalla “scena manifesta”, ciò che per noi si “nasconde” dietro tale scena: l’implicito; le nostre impressioni, interpretazioni, costruire interazioni e relazioni significative. 4) Valutativa - riflessiva; la relazione finale: - caratteristiche dell’ente ospitante - modi e tempi di realizzazione del progetto. - gli utenti - contesto relazionale: confronto aspettative/obiettivi raggiunti e no, motivazioni - autovalutazione complessiva delle competenze acquisite e da acquisire - facilità/ difficoltà riscontrate durante il percorso - valutazione di ciò che si considera interessante e stimolante - valutazione delle proprie attitudini verso i compiti proposti 3-4) Ri - progettuale: continue verifiche, nuove ipotesi, soluzioni alternative durante la fase operativa - osservativa e valutativa - riflessiva: - Ri-progettazione “in itinere”: durante il progetto di tirocinio - Ri-progettazione finale: verifica del progetto, risultati

7 Le fasi del progetto di tirocinio: estratti dalla RELAZIONE FINALE di Maria Vittoria Gaffeo -giugno 2010- La fase 1) (informativa-conoscitiva) si riferisce a ciò che nella RELAZIONE DI FINALE DI TIROCINIO si trova descritto sotto le voci denominazione giuridica dell’ente;compiti istituzionali (finalità e compiti dell’ente rispetto al suo settore d’intervento); struttura. La fase 2) (progettuale) si riferisce a ciò che nella RELAZIONE FINALE DI TIROCINIO si trova descritto sotto la voce la fase del progetto. La fasi 3); 4); 3-4) (osservativa-operativa; valutativa-riflessiva; ri-progettuale) si riferiscono a ciò che nella RELAZIONE FINALE DI TIROCINIO si trova descritto sotto la voce fase osservativa; fase operativa, limitatamente all’esperienza con una delle due alunne.

8 Staff dell'Ufficio di Dirigenza Organismi progettuali e gestionali
Denominazione e natura giuridica dell’ente RELAZIONE FINALE DI TIROCINIO Istituto scolastico statale: Liceo “L. Ariosto” via Arianuova, 19; succursale: “Ginevra Canonici” via Dosso Dossi, 29 Compiti istituzionali (finalità e compiti dell’ente rispetto al suo settore d’intervento) Le finalità dell’istituto scolastico si possono trovare dettagliatamente nel Piano dell’offerta formativa (P.O.F.) relativo all’anno scolastico 2009/2010, documento che si definisce come la carta distintiva dell’identità della scuola oltre che come un impegno preso nei confronti della comunità scolastica e del suo territorio. Sfogliando le pagine del P.O.F., facilmente reperibile in formato PDF sul sito della scuola (www.liceoariosto.it), è possibile rendersi conto di come l’istituto si connoti per la sua volontà di strutturarsi sulla base di modalità, strategie di intervento, impegni e progetti che rendono questa scuola un istituto dinamico che si pone continuamente in un’ottica di ricerca. Non mancando di considerare, la drammatica situazione su cui versa la Scuola Pubblica italiana, non è questa la sede in cui aprire la discussione, credo tuttavia che alla scuola, nonché all’ambiente in cui ho realizzato la mia esperienza di tirocinio, debba essere riconosciuto il merito e la capacità progettuale di “guardare oltre”. Struttura Area organizzativa Dirigente Scolastico Mara Salvi Vicario Paola Bertolini Staff dell'Ufficio di Dirigenza Fabrizio Fiocchi Tullia Ravaioli Daniela Veloccia Organismi progettuali e gestionali Area decisionale Collegio docenti Consiglio di Istituto [Visualizza composizione] Presidente (V. sito liceo)  Consigli di Classe [Visualizza coordinatori] (V. sito liceo) 

9 …non si può prescindere dall’osservazione delle dinamiche all’interno di un contesto per essere “operativamente sincronizzati” all’interno del contesto stesso. Al contempo il nostro agire nel contesto non può che prevedere l’osservazione della dinamica creatasi a seguito del nostro ingresso. Lo SCHEMA DI BASE è uno schema fisso… ma l’azione in un contesto implica inevitabilmente il cambiamento della dinamica che si ripresenta trasformata con nuovi schemi d’interazione di cui considerare gli aspetti che cambiano (evoluzione-involuzione) o che non subiscono cambiamenti. SCHEMA BASE VARIABILI IMPLICATE OSSERVAZIONE DINAMICA NEL CONTESTO OPERATIVITA’ NEL CONTESTO … … nuovo CREAZIONE DI UNA NUOVA DINAMICA NEL CONTESTO … creazione di nuove dinamiche che si aggiungono nel contesto OSSERVAZIONE DELLA NUOVA DINAMICA NEL CONTESTO … osservazione del nuovo contesto

10 … Una pagina dal diario di bordo …
27 NOVEMBRE °GIORNO (5°settimana) Attività: Geometria: spiegazione con l’aiuto di schemi esemplificativi della definizione di triangolo,mediana e bisettrice. C.fatica a seguirmi, non focalizza l’attenzione, guarda altrove, fa dell’altro, si distrae molto facilmente, necessita di essere richiamata molto spesso e questo provoca in lei un atteggiamento talvolta insofferente e di fastidio. Manca totalmente di motivazione, per questo ritengo sia opportuno svolgere l’attività di geometria in maniera più coinvolgente, ad esempio con l’utilizzo del computer per ridurre la distanza tra l’alunna, e i suoi interessi, e gli obiettivi della disciplina. Le difficoltà riscontrate in C.sono: Mancanza di motivazione, bassa autostima Dal pto. Di vista dei contenuti: mancano le basi teoriche minime della disciplina (difficoltà nella distinzione tra “vertice” e “lato”!!) Ciò comporta un circolo vizioso

11 … UNA PAGINA DAL DIARIO DI BORDO …(2)
Le mie difficoltà sono: Come catturare l’interesse di C.? Secondo me occorre: Utilizzare il PC Dedicare momenti ad attività individuali. (Ad es.: la prima mezz’ora di lezione=individuale=rapp. Più diretto con C.). E’difficile lavorare produttivamente con C. in quanto per lei i compagni sono una fonte di distrazione, le loro chiacchere attirano molto l’attenzione dell’alunna che giustamente esprime la volontà di integrarsi con i compagni. Come fare? Si potrebbe pensare di progettare con C. una “lezione per la classe in cui lei alla lavagna illustri quanto appreso.

12 … Una pagina dal diario di bordo …(3)
NON COINVOLGIMENTO MANCANZA MANCATO DI RAGGIUNGIMENTO MOTIVAZIONE DEGLI E OBIETTIVI INTERESSE

13 Scienze naturali (fisica/chimica/biologia)
FASE OPERATIVA relativa ad un ambito disciplinare relazione finale di tirocinio Scienze naturali (fisica/chimica/biologia) L’insegnante curricolare, come l’anno precedente, ha predisposto (costruito materialmente) un quaderno suddiviso per argomenti attraverso il quale Valentina ha seguito ed esaurito il programma previsto per lei. Il quaderno è composto da venticinque pagine, contenenti esercizi ed alcune esemplificazioni, da completare nell'arco dell’anno scolastico con l’ausilio di tre libri da cui ricavare i contenuti disciplinari. Gli argomenti del programma di Scienze naturali: LA LUCE LA FOTOSINTESI LE CATENE ALIMENTARI LA BIODIVERSITA’

14 FASE OPERATIVA -segue-
Ogni argomento trattato comprendeva più discipline, ad esempio, “la luce” è stata considerata dal punto di vista fisico-chimico e dal punto di vista biologico, in questo caso, attraverso lo studio dell’occhio. Sono state previste inoltre delle lezioni nel laboratorio di fisica della scuola che attraverso esperimenti sono servite a rendere il percorso del nostro lavoro più significativo e meno astratto. L’aspetto interessante è consistito nel fatto che l’insegnante non ha mai dimostrato, almeno nelle intenzioni e da ciò che ho potuto constatare, di voler riservare a Valentina un percorso privilegiato. Il quaderno è stato sì strutturato tenendo conto delle modalità di apprendimento dell’alunna, ma mai banalizzando le richieste; non poche volte io e Valentina abbiamo riscontrato delle difficoltà nella risoluzione di alcuni esercizi dovute ad alcuni limiti nella capacità di astrazione, e ai miei di riuscire a far fronte efficacemente alla situazione. Con i compagni, inoltre, le occasioni di scambio dei contenuti appresi non sono mancate. Le interrogazioni di Valentina, infatti, avvenivano all’interno della classe da parte dell’insegnante curricolare che dedicava il tempo necessario all’alunna, cercando di coinvolgere nello stesso tempo l’intero gruppo classe e creando, quando possibile, collegamenti concettuali tra il programma “tradizionale” e quello differenziato.

15 ALCUNE PAGINE DEL QUADERNO DI SCIENZE NATURALI
Che cos’è la luce? Fisica/Chimica 1) La luce è fondamentale per la visione degli oggetti. Senza la luce gli occhi non vedono. Quale percorso percorre la luce nei nostri occhi? 2) Quando si ha il buio? - 3) Cerca informazioni sul significato della parola eclisse 4) Fuoco e luce sono forme di energia. Ricerca nel paragrafo il significato del termine energia. 5)Un esperimento semplice che permette di comprendere che la luce è energia viene riportato a pag.13. Come si può bruciare un pezzo di carta con la luce? 6) In estate è preferibile vestire di colori chiari o di colori scuri? Motiva la tua scelta. 7) In estate appoggeresti all’aperto in una giornata di Sole, un paio di occhiali su un pezzo di carta al (sole)?

16 Dopo aver osservato l’immagine a pag. completa le richieste
A cosa servono? Biologia La retina La pupilla L’iride Il cristallino Il nervo ottico La cornea

17 Come si fa a produrre la luce? Fisica
dalla lampadina molla interruttore quando passa la corrente il filo della molla diventa incandescente (e si riscalda) proprio come le braci del fuoco ed emette luce.

18 Ora continua tu. Trova almeno altri possibili modi (ad esempio prendi in considerazione il Sole e le lucciole) e prova a spiegare come fanno a produrre luce. Il Sole emette luce perché………………………………………………………….. Le lucciole emettono luce perché il loro corpo…………………………………….

19 Chi sono? Riflettiamo. Biologia
I produttori sono le piante e le alghe (e qualche altro organismo microscopico). I produttori riescono a compiere una funzione importantissima chiamata FOTOSINTESI CLOROFILLIANA che è alla base della vita di tutti gli altri. I consumatori sono coloro che mangiano gli altri. I consumatori chiamati erbivori mangiano i vegetali, I consumatori denominati carnivori mangiano gli erbivori. Alla morte di produttori, erbivori e carnivori ci pensano i decompositori a demolirne l’organismo negli atomi e nelle molecole di cui sono costituiti. Chi sono? Riflettiamo. Biologia DECOMPOSITORI QUESTI PASSAGGI COSTITUISCONO UNA CATENA ALIMENTARE

20 Fotosintesi clorofilliana Biologia
Nella scheda precedente abbiamo detto che i produttori sono in grado di compiere una funzione importantissima chiamata fotosintesi clorofilliana. Le piante e soprattutto le foglie delle piante (e molte alghe) sono di colore verde perché possiedono un pigmento (cioè una sostanza chimica chiamata clorofilla). La clorofilla è di colore verde ed è quindi responsabile del colore solitamente verde delle foglie. Quindi la clorofilla, presente in varia quantità nelle foglie, è necessaria per compiere quella che si può considerare la funzione più importante delle foglie: la fotosintesi clorofilliana. La fotosintesi è un processo chimico molto complesso grazie al quale le foglie trasformano l’acqua prelevata dal terreno attraverso le radici e l’anidride carbonica prelevata dall’aria in uno zucchero chiamato glucosio e in ossigeno. Questo fondamentale processo richiede la luce senza la quale non può avvenire. Che fine faranno il glucosio e l’ossigeno? L’ossigeno torna nell’aria ed è indispensabile per respirare. Il glucosio è il combustibile che gli organismi utilizzano per produrre l’energia necessaria per vivere. Il glucosio inoltre serve a rifornire gli organismi viventi di un elemento chimico indispensabile chiamato carbonio.

21 Considerazioni personali sull’esperienza di tirocinio
Il tirocinio formativo è un’esperienza che mette alla prova la capacità dello studente di trasformare le proprie conoscenze in competenze professionali. Tale trasformazione richiede uno sforzo maggiore da parte del tirocinante se la prova è caratterizzata da una variabile che non è possibile trascurare: la relazione. In ogni contesto lavorativo, tuttavia, emergono gli aspetti legati alle dinamiche relazionali che assumono, però, dei caratteri specifici a seconda del rapporto che s’instaura. Nel caso specifico della mia esperienza, con le due alunne, il modello di rapporto che in prevalenza caratterizza la nostra relazione è di 1 : 1. Questo non significa pensare ad una approccio relazionale simmetrico, ma al contrario, chiare devono presentarsi le funzioni di ciascuno: le alunne in quanto tali, la tirocinante in quanto figura di supporto e di affiancamento. Quindi, il rispetto come base per la costruzione di una relazione, non fra pari, che mira all’acquisizione di apprendimenti significativi. Ciò che fino ad ora ho espresso può costituire una riflessione che si può fare nell’ambito di modalità educative rivolte ai cosiddetti “normodotati”. In effetti è così, perché dal mio punto di vista, ritengo che parlare di educazione significhi pensare per prima cosa ad un’entità estensibile a tutti i soggetti che presentano ognuno specifici limiti e potenzialità. Con questo non intendo, comunque, trascurare la necessità di quelle modalità e di quegli interventi che, rispetto alla mia esperienza, si sono rivelati funzionali prima alla costruzione della relazione, poi/nello stesso tempo all’apprendimento. Il rispetto dei tempi e degli spazi, nonché la gradualità nella presentazione degli argomenti e nella disponibilità ad instaurare la relazione; il riconoscimento delle individualità di ciascuno, e del ragazzo anzitutto come persona; il riconoscimento e la consapevolezza dei limiti e delle potenzialità da parte di entrambi, sono state tutte modalità che, in maniera più o meno consapevole (considerata la mia ancora poca esperienza sul campo) ho cercato di mettere in campo in un’esperienza di otto mesi: vera e propria “sfida relazionale”.

22 LA 2^ _Liceo delle Scienze Sociali_
LA CLASSE DI C. … LA 2^ _Liceo delle Scienze Sociali_

23 LA CLASSE DI VALENTINA… LA 2^B
_ Liceo Classico_


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