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1 TFA II CICLO #CLASSE A043/A050# - CORSISTA: GIACOMO CONTI- ESERCITAZIONE DISCIPLINARE: -LABORATORIO DI TEC. DIDATTICHE -GEOSTORIA DOCENTI: M. DELFINO.

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1 1 TFA II CICLO #CLASSE A043/A050# - CORSISTA: GIACOMO CONTI- ESERCITAZIONE DISCIPLINARE: -LABORATORIO DI TEC. DIDATTICHE -GEOSTORIA DOCENTI: M. DELFINO E R. ALLEGRI

2 2 DALLA GIUNGLA D’ASFALTO ALLA CITTA’ SOSTENIBILE “Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all’infinito in un mondo finito è un folle, oppure un’economista.” (Kenneth E. Boulding)

3 3 I FASE: CONOSCERE UN DESTINO METROPOLITANO 2000: 387 aree metropolitane con più di un milione di abitanti; 2005: 20 aree metropolitane superano i 10 milioni di abitanti; : alti tassi di crescita urbana in Asia, Africa e America Latina (fino al 1650%); 2000-…:rinnovato ampliamento delle metropoli anche in Europa e USA (fonte dei primi quattro punti: Bartaletti, 2009); 2010: gli abitanti delle città hanno superato quelli delle zone rurali (fonte: EXPO 2015); 2050: secondo le stime ONU il 75% della popolazione mondiale abiterà in città.

4 4 -Ma cosa sono queste aree metropolitane??? “AREA METROPOLITANA” |=>>> “Il termine area metropolitana nasce nel Nordamerica ai primi del Novecento e […] esprime i riflessi territoriali dell’intenso sviluppo demografico e urbanistico che porta la città a dilagare nella campagna. Conseguenza di questa evoluzione è la formazione di un continuum urbano, un’area edificata ininterrotta che riempie gli spazi liberi tra città, borghi e villaggi rurali […] costituendo un aggregato urbano talora caotico ma fondamentalmente omogeneo.” (Bartaletti, 2009)

5 5 AREE METROPOLITANE MONDIALI: POPOLAZIONE NEL 2005 Tokyo >> 35 milioni di abitanti Città del Messico >> 19,5 milioni di ab. N.Y. - Newark >> 18,7 milioni di ab. San Paolo >> 18,3 milioni di ab. Mumbai >> 18, 2 milioni di ab. -NOTA BENE: la crescita delle aree metropolitane si concentra nei “paesi emergenti” (slums; favelas; città dormitorio; quartieri periferici a rischio degrado). (fonte: Bartaletti, 2009)

6 6 Il “metabolismo urbano” delle aree metropolitane con i suoi rischi: Consumo di suolo (espansione delle periferie e dei non-luoghi); Traffico privato versus mobilità pubblica (disequilibrio); Elevata densità di popolazione; Impiego di molta energia prodotta con combustibili fossili; Raccolta e smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani; Spreco collettivo di alimenti e acqua (cittadini // enti pubblici); Problemi sociali in aumento: emarginazione, stress, senso di insicurezza e nuove povertà.

7 7 Siamo condannati alla crescita? “La società presente non è la sola possibile e il suo modo di funzionamento non ha niente della necessità oggettiva… ”. (A. Gorz,1977) “Non è affatto vero che io non credo nel progresso […] non credo nello sviluppo.”. (P.P. Pasolini, intervista televisiva) “La decolonizzazione dell’immaginario produce un cambiamento di valori, credenze, mentalità, stili di vita, per costruire altri sistemi di rappresentazione attraverso cui pensare il mondo e viverlo […] per affrontare la vita pratica attraverso altri concetti.”. (Latouche, 2009)

8 8 Usare la testa si può: LE SMART CITIES SMART CITY |=>> alla lettera significa “città intelligente”; il termine nasce in ambito urbanistico e architettonico intorno al In seguito allarga il suo significato: “Una smart city funziona se tutte le innovazioni sono in grado di coesistere e di interagire in modo sistemico e dinamico ma soprattutto se il termine smart pesa maggiormente sull’intelligenza umana…” (Dall’O, 2014)

9 9 DOMANDA: Smart in che senso? RISPOSTA: in sei sensi diversi! 1) Economia intelligente: -Spirito di innovazione -Imprenditorialità -Capacità di trasformare 2) Persone intelligenti: -Apprendimento continuo -Creatività -Apertura mentale 3) Politica intelligente: -Partecipazione -Trasparenza -Servizi pubblici e sociali 4) Trasporti intelligenti -Mobilità innovativa, sicura, economica e accessibile 5) Ambiente intelligente -Riduzione dell’inquinamento -Protezione dell’ambiente -Gestione sostenibile 6) Vita intelligente -Spazi sociali e culturali -Salute e sicurezza -Educazione e coesione

10 10 …ma si può fare? Ecco qualche esempio… 1.BARCELLONA: sperimentazione delle ITC per lo sviluppo dei servizi alla cittadinanza (mobilità, cultura, “sensorizzazione” e WI-FI diffuso). 2. MALMÖ: nel 2001 viene inaugurato il quartiere portuale green Bo01 esteso su metri quadrati e alimentato al 100% con energie rinnovabili (solare, eolico e biomasse). 3. REYKJAVĺK : la capitale islandese sfrutta appieno la disponibilità di energia geotermica e ha attivato nel 1994 una rete di teleriscaldamento (4 milioni di tonnellate di anidride carbonica in meno all’anno; risparmio stimato di oltre 4 miliardi di dollari nel periodo ). ( fonti: Dall’O’, 2014; voce Aree metropolitane di WIKIPEDIA)

11 11 E io come fo ad essere smart? Pensa alla filosofia ERRE! RILOCALIZZARE RIDURRE RIUTILIZZARE RICICLARE RIVALUTARE RISTRUTTURARE RIDISTRIBUIRE (fonte: Latouche, 2009)

12 12 Ma quanto siamo smart in ITALY? DUE AREE A CONFRONTO (fonte: Bartaletti,2009) GENOVA -POP: abitanti -SUP: 860 km quadrati -SPECIALIZZAZIONE: terziario e trasporti (primo porto italiano); addetti industriali. TORINO -POP: quasi 2 milioni -SUP: 2356 km quadrati -SPECIALIZZAZIONE: metropoli di servizi (passaggio da addetti industriali nel 1981 a nel 2001).

13 13 Alcune debolezze zenesi in pillole: Alta percentuale di popolazione in età avanzata e natalità molto bassa; Carenza di spazi (aree verdi, servizi, parcheggi); Viabilità interna asfittica con metropolitana assai ridotta; Aereoporto con traffico scarso (1,1 milioni di pass. annui); Riqualificazione e valorizzazione del Centro Storico; permane ancora la difficoltà ad attrarre il turismo di massa (1,2 milioni di presenze alberghiere annue); “Non sarà mai una città di camerieri!” (Fulvio Cerofolini).

14 14 Nel frattempo Torino si prepara… Promozione intensiva dello sviluppo turistico attraverso il miglioramento della ricettività alberghiera e la promozione (2,5 milioni di presenze annue nell’area metropolitana); Valorizzazione dei Musei (Egizio; Museo del cinema nella Mole) e delle Ville Reali; Trasformazioni urbanistiche e miglioramento dei trasporti interni (metropolitana); Cura del verde pubblico: 500 ettari di parchi e giardini.

15 15 CONCLUSIONE DEL CONFRONTO: Torino probabilmente ha costruito meglio il percorso di rinnovamento urbano diventando “una delle città più impegnate nella trasformazione smart” (Dall’O’, 2014): -Classifica ICity Rate 2013: 9° posto -Classifica Smart City Index 2013: 5° posto. Nelle due misurazioni italiane della smartness 2013 Genova non compare all’interno delle prime dieci posizioni.

16 16 Facciamo qualcosa di smart per la nostra cara vegia Zena?

17 17 FASE II: FARE ESPERIENZA Partiamo dal nostro territorio e individuiamo assieme alla classe un ambito di intervento collegato alla smartness: GLI ORTI URBANI. A Genova esistono circa 310 orti urbani (dati Comune di Genova, 2015) che consentono ai cittadini di sperimentare direttamente forme di agricoltura sostenibile a km zero.

18 18 Dove piantiamo il nostro seme? Proprio al centro della città! Il 26 maggio 2015 Giardini Luzzati – Nuova Associazione con il patrocinio del Comune ha creato uno spazio “aperto e libero” dedicato agli orti urbani nel cuore del Centro Storico vicino a Piazza delle Erbe.

19 19 PATTI CHIARI E AMICIZIA LUNGA: 1.La classe organizza una colletta per acquistare semi, fiori e piantine aromatiche; 2.Si impegna formalmente a stringere un PATTO DI CORRESPONSABILITA’ con l’associazione per gestire in autonomia una striscia di terreno; 3.Deve portare avanti i turni di volontariato almeno fino alla fine dell’anno scolastico.

20 20 L’USCITA DIDATTICA  La classe esplora “Genova Smart ”: 1.Incontro e dibattito con due volontari di Legambiente e dei Gruppi di Acquisto Solidali; 2.Presa in carico di un fazzoletto di terra dentro ”Orto Luzzati”; 3.Firma del patto di corresponsabilità.

21 21 E ADESSO? 1.Abbiamo appreso, ragionato insieme e compreso i fondamenti della questione; 2.Abbiamo fatto esperienza diretta dei problemi sul nostro territorio e ci siamo sporcati le mani; 3. Ora siamo pronti a immaginare il futuro…

22 22 FASE III: SIMULARE E INVENTARE  ESERCIZIO DI PROBLEM-SOLVING: Divisione della classe in gruppi con ruoli precisi: ogni gruppo agisce come una giunta comunale immaginaria che deve migliorare la vivibilità del proprio territorio, a seguito di un finanziamento U.E. nell’ambito dell’ipotetico piano Little Smart Cities.

23 23 Indicazioni di lavoro (esempio): -BUDGET: EUR -SUP.: 40 km quadrati -POP.: abitanti -DENSITA’: 640 abitanti/km quadrato -CRITICITA’: torrente con alveo e foce da ripulire e mettere in sicurezza; aree verdi trascurate; rete WI-FI comunale assente o non funzionante; trasporto pubblico limitato…

24 24 Se avete idee smart è il momento di tirarle fuori!  Alcune proposte : -Organizzare una campagna di ripulitura alla foce del torrente insieme alle associazioni ecologiste e alla cittadinanza; -Riqualificare le aree verdi indicendo un “concorso di idee” con residenti e fruitori; -Investire nella creazione di una rete WI-FI gratuita con possibili applicazioni per servizi alla persona e start-up imprenditoriali; -Creare spazi di bilancio partecipativo e democrazia diretta.

25 25 Lasciamo traccia delle nostre proposte con un cartellone:

26 26 Siamo giunti alla fine ma il nostro impegno continua … “Il popolo mio è testimone della farfalla, della foglia che cade del violino e della pietra e del sole che si fa sangue dell'arcobaleno e del vento che trema della luce che esce da ogni ferita… Il popolo mio è qui dove egli canta dove il lavoro suo è per il pane.” (GANG, Il lavoro per il pane)


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