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1 Individuazione delle istituzioni scolastiche per la Conferenza dei Servizi A partire dalla programmazione regionale 2008-2010 (delibera GR n. 630 del.

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1 1 Individuazione delle istituzioni scolastiche per la Conferenza dei Servizi A partire dalla programmazione regionale (delibera GR n. 630 del ) – che stabilisce gli ambiti settoriali in corrispondenza delle aree tecnologiche nazionali ed i territori di riferimento – sono stati individuati gli istituti tecnici e professionali situati nelle province di riferimento e con indirizzi di studio del nuovo ordinamento coerenti con limpianto di programmazione.

2 2 AREE TECNOLOGICHE NAZIONALI AMBITI SETTORIALI REGIONALI PROVINCIA Nuove tecnologie per il made in Italy Meccanica: Automazione meccanica Meccanica e Materiali Meccatronica BOLOGNA MODENA REGGIO-EMILIA Agroalimentare PARMA Turismo e benessere RIMINI Mobilità sostenibileLogistica e trasportiPIACENZA Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali Abitare, Edilizia, Recupero, Nuovi materiali FERRARA Efficienza energeticaEnergia e AmbienteRAVENNA Tecnologie della informazione e della comunicazione ICT, Innovazione organizzativa FORLI-CESENA

3 3 IL RUOLO E GLI ORDINAMENTI DEGLI ISTITUTI TECNICI SUPERIORI (ITS)

4 4 Gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) sono scuole speciali di tecnologia formano tecnici superiori per: lefficienza energetica; la mobilità sostenibile; le nuove tecnologie della vita; le nuove tecnologie per il Made in Italy; le tecnologie innovative per i beni e le attività culturali; le tecnologie dellinformazione e della comunicazione.

5 5 Gli ITS sono stati introdotti nellordinamento nazionale dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 gennaio 2008 (di seguito denominato dPCM) in attuazione della legge finanziaria 2007 Lo standard organizzativo (art. 6): gli ITS sono fondazioni di partecipazione con personalità giuridica nazionale; possono essere costituiti solo se previsti dai piani territoriali delle Regioni. Lo standard dei percorsi (art. 7): i percorsi ITS durano quattro semestri ( 1800/ 2000 ore); possono durare sei semestri solo nellambito di specifiche convenzioni con le Università. Titolo finale (art. 7): diploma di tecnico superiore con lindicazione dellarea tecnologica, della figura nazionale di riferimento (V livello EQF per i percorsi di quattro semestri).

6 6 Gli ordinamenti I percorsi degli ITS hanno le caratteristiche organizzative previste allart. 4 del dPCM (tirocini obbligatori, anche allestero, per almeno il 30% del monte orario complessivo; 50% dei docenti provenienti dal mondo del lavoro con esperienza specifica di almeno 5 anni; struttura modulare, etc); Le figure nazionali di riferimento, gli standard delle relative competenze, le modalità di costituzione delle commissioni di esame, le indicazioni generali per la verifica delle competenze acquisite, la certificazione sono definiti con regolamento da emanare con decreto del Ministro dellIstruzione, delluniversità e della ricerca di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali previo parere della Conferenza unificata ( art. 4, comma 3 e art. 8, comma 2, del dPCM).

7 7 Gli ordinamenti… Ai percorsi degli ITS si accede con il diploma di istruzione secondaria superiore. In relazione a ciascuna figura ITS, con il decreto di cui allarticolo 4, comma 3 del dPCM, sarà stabilita la specifica correlazione con il tipo di diploma posseduto. I diplomi di tecnico superiore costituiscono titolo per laccesso ai pubblici concorsi. Ai fini del riconoscimento dei crediti acquisiti in esito ai percorsi ITS, per laccesso alle Professioni di Agrotecnico, Geometra, Perito agrario e Perito industriale, si fa riferimento a quanto previsto dal d.P.R. n. 328/ 2000, art. 55, comma 3. Ai fini del riconoscimento dei crediti acquisiti in esito ai percorsi ITS per il conseguimento della laurea di 1° livello, si fa riferimento al decreto del Ministro dellUniversità e della Ricerca 16 marzo 2007, art. 4.

8 8 Il ruolo degli ITS: ambiti di attività ( DPCM 25 gennaio 2008, allegato A) Gli istituti tecnici superiori operano, sulla base di piani triennali, negli ambiti e secondo le priorità indicati dalla programmazione regionale, con i seguenti obiettivi: 1. assicurare, con continuità, lofferta di tecnici superiori a livello post-secondario in relazione a figure che rispondano alla domanda proveniente dal mondo del lavoro pubblico e privato in relazione alle aree strategiche per lo sviluppo economico del Paese; 2. sostenere lintegrazione tra i sistemi di istruzione, formazione e lavoro, con particolare riferimento ai poli tecnico- professionali di cui allarticolo 13, comma 2, della legge n. 40/07, per diffondere la cultura tecnica e scientifica;

9 9 3.sostenere le misure per linnovazione e il trasferimento tecnologico alle piccole e medie imprese; 4.diffondere la cultura tecnica e scientifica; 5.promuovere lorientamento dei giovani e delle loro famiglie verso le professioni tecniche; 6.stabilire organici rapporti con i fondi interprofessionali per la formazione continua dei lavoratori, nel rispetto delle competenze delle parti sociali in materia.

10 10 Il profilo dei percorsi ITS Solida cultura tecnica e tecnologica I nuovi ordinamenti degli istituti tecnici del settore tecnologico costituiscono il principale riferimento per la definizione degli ordinamenti dei percorsi ITS. Specializzazione tecnica approfondita e mirata nelle aree tecnologiche di Industria 2015 Ai fini dellaccesso ai percorsi, gli studenti devono possedere, oltre a un diploma coerente con la figura ITS di riferimento, anche le competenze essenziali per apprendere in contesti applicativi. I percorsi ITS si sviluppano nei laboratori e nel corso dei tirocini, realizzati anche allestero Visione globale dell innovazione I percorsi ITS devono formare tecnici superiori con una visione di sistema del contesto tecnico e tecnologico in cui operano, in grado di offrire un contributo innovativo per valorizzare le vocazioni del territorio e competere in differenti contesti internazionali, anche nellambito di processi lavorativi delocalizzati.

11 11 I REQUISITI PER LA COSTITUZIONE DELLE FONDAZIONI ITS I soggetti fondatori degli ITS, secondo lo standard organizzativo minimo, sono: Un istituto di istruzione secondaria superiore, statale o paritario, appartenente allordine tecnico o professionale, ubicato nella provincia sede della Fondazione, che abbia nel proprio Piano dellofferta formativa un indirizzo di studio riferibile allambito settoriale per cui si candida; Un ente di formazione professionale, accreditato dalla Regione per lambito della formazione superiore, ubicato nella provincia sede della Fondazione; Una impresa del settore produttivo cui si riferisce listituto tecnico superiore; Dipartimento universitario o altro organismo appartenente al sistema della ricerca scientifica e tecnologica; Un Ente locale (comune, provincia, città metropolitana, comunità montana).

12 12 ALTRI SOGGETTI PARTECIPANTI Possibile un partenariato più ampio, sia in termini quantitativi (ad es. più istituzioni scolastiche, più enti di formazione, più imprese, …) sia per quanto attiene alla partecipazione di soggetti diversi da quelli indicati nello standard minimo. Si ritiene infatti che attraverso lampliamento dei soggetti coinvolti possa risultare potenziata la qualità delle attività e dei servizi offerti dalla fondazione ITS. Allo stesso fine lIstituto tecnico o professionale che promuove la costituzione della fondazione di partecipazione in qualità di fondatore e ne costituisce lente di riferimento, può documentare lesistenza di reti costituite con altre istituzioni scolastiche interessate a mettersi in relazione con la fondazione; i soggetti componenti di tali reti devono in ogni caso fare riferimento alla stessa area tecnologica nazionale e allo stesso ambito settoriale, nonché alle figure che saranno successivamente determinate a livello nazionale

13 13 COSA DEVE FARE LISTITUTO TECNICO O PROFESSINALE PER LA COSTITUZIONE DELLA FONDAZIONE ITS Assumere la decisione con delibera del Consiglio di Istituto; Individuare gli altri quattro soggetti richiesti dal DPCM 25/01/2008 per la costituzione della Fondazione (almeno uno per tipologia); Seguire attentamente quanto stabilito negli allegati al citato DPCM, con particolare riferimento a quanto attiene allo Statuto della Fondazione; Costituire, con gli altri soci fondatori, la Fondazione con atto notarile; Far registrare la Fondazione presso la Prefettura competente per territorio.


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