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Istruzioni e Legenda Esercitazione 12.5.2015. La rappresentazione della violenza contro le donne nell’informazione: vittime e aggressori.

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Presentazione sul tema: "Istruzioni e Legenda Esercitazione 12.5.2015. La rappresentazione della violenza contro le donne nell’informazione: vittime e aggressori."— Transcript della presentazione:

1 Istruzioni e Legenda Esercitazione

2 La rappresentazione della violenza contro le donne nell’informazione: vittime e aggressori

3 Per l’analisi della stampa Stigmatizzazione/colpevolizzazione della vittima e legittimazione/giustificazione vs. stigmatizzazione dell’autore

4 1. Forme di idealizzazione (la ragazzina, la madre, la donna angelica) 2. Informazioni che la mettono in una luce positiva:  Lavorava sodo, si era comperata la macchina, era riuscita a far tornare in Italia dalla Romania suo figlio  Era una ragazza gentile, tranquilla Rappresentazioni positive della vittima

5 1) Direct-victim blaming Si suggerisce in modo esplicito che i comportamenti della vittima ne abbiano provocato l’aggressione o la morte a) Riferimenti alla (reale o solo presunta!) infedeltà della vittima (Taylor, 2009) = influenzato da conformità a ruoli di genere e sessuali tradizionali  Spara a quello che pensava fosse l'amante della moglie  Convinto che la moglie si stesse prendendo gioco di lui  «Ti ha lasciato mentre stava con me, è una sgualdrina» Forme di responsabilizzazione della vittima

6 1) Direct-victim blaming b) Evidenziare mancanze ed errori della vittima (non ha saputo proteggersi): colpevole di non aver denunciato e/o intrapreso azioni legali contro violenze pregresse agite dal femminicida  eppure non era riuscita a bloccare i soprusi dell'ex geloso e possessivo  stanca dei continui maltrattamenti, e che aveva denunciato per ben tre volte, sempre ritirando la querela per paura di ritorsioni …o di aver sottovalutato la situazione/non averlo lasciato:  ha sottovalutato la pericolosità del suo aggressore, non lo ha lasciato, e da ultimo ha accettato di incontrarlo a cena: una scelta che ha segnato la sua fine’ Forme di responsabilizzazione della vittima

7 1) Movente: il frame dell’amore romantico (Gius, lalli, 2014) Composto da vari elementi:  La ‘gelosia’…perché deresponsabilizza? Non sopportava che lei frequentasse altri uomini dopo la fine della loro relazione; Il fermato avrebbe ucciso Alessandra Iacullo perchè era geloso di lei; Accecato dalla gelosia uccide; tentando di uccidere quello che riteneva l'amante della donna  Non accettava la separazione/divorzio Non accettava quella fine; La coppia, residente ad Avola, nel siracusano, stava per separarsi, ma l'uomo non aveva mai accettato il fatto; Sapevamo che Vittorio aveva sofferto per la fine di quel rapporto  Era innamorato della donna Poteva essere il comportamento di chi invece si sta dando da fare per cercare di rimettere in piedi un menage, insomma di riconquistarla; ciò che mi ha colpito erano le premure che lui usava verso lei: la consigliava sulla scelta dei piatti. Sembrava che la corteggiasse Deresponsabilizzazione dell’autore

8 2) La conflittualità Si presentano come relazioni burrascose e conflittuali…perché deresp? si sposta l’accento dal comportamento dell’aggressore all’intera dinamica di coppia (e quindi coinvolgendo anche la vittima) il femminicidio come ‘l’ultimo atto di una storia disseminata di tensioni, spesso di angherie perpetrate dall’uomo nei confronti della (ex)partner’ (Giomi, 2013) Spesso ricorre assieme al frame dell’amore romantico: sedicenne bruciata viva dal fidanzato (conflttualità in 10/12 articoli) registra anche una delle più elevate concentrazioni delle occorrenze ‘gelosia’ (10/12 articoli, %),  ‘all'origine dell'omicidio, secondo l'accusa, un rapporto contrastato fatto di alti e bassi’; ‘lite per gelosia, nata per il rapporto travagliato che esisteva tra loro’ ( ); ‘una lite uguale a tante altre che hanno costellato il loro rapporto, fatto di gelosie immature e incomprensioni’ Il Sole 24 ore ). Il femminicidio viene normalizzato in quanto prodotto di una dinamica interna alla coppia Deresponsabilizzazione dell’autore

9 Il femminicidio viene minimizzato come episodio coerente con i precedenti (‘uguale a tante’), solo di intensità maggiore: Caso 1: ‘le liti si erano fatte nell’ultimo periodo sempre più accese’ Caso 2: ‘l’assassinio è stato preceduto da mesi di litigi, tanto che tutti nel quartiere sapevano e avevano assistito a urla, scenate’ (Repubblicai, ) Caso 3: ‘all'origine’ del femminicidio potrebbe esserci stata l'ennesima lite’ (La Stampa, ) La lite, fattispecie della conflittualità (anche se è indipendente, si applica anche a coppie di cui non si dice che avessero rapporti contrastati)…perché mitiga le colpe? Si litiga sempre in due…e inoltre…  l’omicidio è avvenuto ‘al culmine di un violento litigio fra la vittima e il suo aggressore’ (Corriere, )  ‘durante un litigio violento’ (La Stampa, )  ‘dopo una violenta lite’ (Il Messaggero, ) Deresponsabilizzazione dell’autore

10 3) Perdita di controllo (correzione: non ‘dolo d’impeto’ Si suggerisce che fu preda di una forza irrazionale e irresistibile, e quindi non del tutto responsabile…  ‘raptus’  ‘furia omicida’  ‘scoppio di violenza’, ‘in preda all’esasperazone/alla rabbia’ Si connette alla cornice dell’inaspettato:  ‘non se l'aspettava nessuno’ (Repubblica, ), ‘la situazione non sembrava potesse degenerare’, (Tirreno, ), gli amici: ‘increduli’, (Repubblica, 12.8), ‘sotto choc’ (Sole 24 Ore), ‘sgomenti’ (Tirreno, 13.8) Inaspettato: normalizza (femminicidio crimine difficile da prevedere…) Dolo d’impeto e l’inaspettato compaiono in articoli che, contraddittoriamente, riportano della natura premeditata del crimine (caso Belluci):  ‘agli inquirenti spetta ora di spiegare quale possa essere stata la scintilla che ha trasformato un serio professionista in uno spietato assassino’ (Secolo XIX, ) Deresponsabilizzazione dell’autore

11 4) La follia Si suggerisce che non fosse in pieno possesso delle sue facoltà mentali, e quindi non del tutto responsabile… La si usa anche per uomini che poi invece vengono riconosciuti in grado di intendere e volere…e che avevano premeditato il crimine nei dettagli!  ‘ore di follia’ (Rodrigues Silva Martins, Il Tirreno, 4.9)  ‘lucida follia’ (Stanghellini, 21.1) I derivati della follia: stati di ‘assenza mentale’  ma anche ‘evidente stato di alterazione’ (Biagi, Repubblica, 28.7)  anche quelli non estemporanei, cioè ‘sistematici’: ‘disagio mentale (Di Fraia, Secolo) Deresponsabilizzazione dell’autore: caratteristiche dell’autore

12 font viola Rappresentazioni positive vittima: font viola Direct-victim blaming A. Riferimenti alla (reale o solo presunta!) infedeltà: font arancione B. Non ha saputo proteggersi (non ha denunciato oppure ha sottovalutato/non lo ha lasciato): font rosa acceso Amore romantico A. Gelosia: font rosso B. Non accetta separazione: font verde C. E’ innamorato: font rosa chiaro La conflittualità: font blu Lite: blu e sottolineare Perdita controllo: marrone Inaspettato: marrone e sottolineare Follia: celeste Stati di alterazione mentale: celeste e sottolineare


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