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Tanti modi per Dire Prima parte: QUELLO CHE I BAMBINI DICONO Lunedì 2 marzo: Il disegno, i suoi significati, i messaggi relazionali Lunedì 16 marzo: Il.

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Presentazione sul tema: "Tanti modi per Dire Prima parte: QUELLO CHE I BAMBINI DICONO Lunedì 2 marzo: Il disegno, i suoi significati, i messaggi relazionali Lunedì 16 marzo: Il."— Transcript della presentazione:

1 Tanti modi per Dire Prima parte: QUELLO CHE I BAMBINI DICONO Lunedì 2 marzo: Il disegno, i suoi significati, i messaggi relazionali Lunedì 16 marzo: Il comportamento e il gioco, come il bambino utilizza il corpo per dire ciò che non sa Lunedì 23 marzo Il linguaggio, le tappe del suo sviluppo nell'età prescolare Lunedì 30 marzo Quali problemi possono insorgere nello sviluppo del linguaggio e i possibili interventi

2 Seconda parte: QUELLO CHE NOI SENTIAMO Lunedì 13 aprile: essere genitori al giorno d'oggi: sapere ascoltare, tra mille insicurezze, cambiamenti e precarietà Dott. Luigi Scandella Psicologo e Psicoterapeuta Centro Psicopedagogico Tangram Via Suardi 71, Bergamo

3 Il disegno Dott. Luigi Scandella Psicologo e Psicoterapeuta Centro Psicopedagogico Tangram Via Suardi 71, Bergamo (N.B. Ho tolto le immagini dei disegni per questione di privacy. Di conseguenza, alcune slide appariranno un po' fuori luogo o incomprensibili...Se avete bisogno di delucidazioni o avete richieste, la mia mail è appena qui sotto. Luigi Scandella)

4 “Tentai di capire quali fossero, e dove, le chiavi della saggezza. M. Yourcenar sorrise e un poco mi canzonò: “Non ci sono chiavi. Le porte sono tutte aperte e l'unico problema è che sono tante: le chiavi sono fatte per chi ha fretta. Guardi i bambini: i bambini non esigono le chiavi di casa. Parlò assai di bambini in quell'occasione: delle molte cose che possiamo apprendere da essi, e delle pochissime che l'adulto può loro insegnare” Intervista a M. Yourcenar, 1987

5 Altamira a.c. Il disegnare è un'attività tipica degli esseri umani. I primi segni intenzionali giunti fino a noi risalgono a anni fa. Disegnare è un gesto presente in ogni cultura umana, con tratti e processi comuni per ogni essere umano

6 Cosa serve per disegnare? I requisiti e le componenti coinvolte sono: - abilità motoria ( prenzione) - abilità percettiva ( gestione dello spazio) - abilità psico-motoria ( coordinamento oculo- manuale, spazio-temporale e direzionalità) - abilità cognitiva e di concentrazione

7 Tappe evolutive del disegno 1 anno: il bambino prende in mano per la prima volta una matita, tenta di colpire il foglio, ancora non riesce a lasciare traccia.

8 2 anni: compaiono i primi segni circolari e ad angolo. Non solleva la matita dal foglio e con molta facilità ne supera i bordi.

9 3 anni: non scarabocchia solo per il piacere del movimento o per sentire l’attrito della matita sul foglio, bensì per rappresentare sensazioni interne vissute intensamente. Compaiono croci, spazi chiusi, quadrati; solo verso la fine dei tre anni inizia ad abbozzare una casa o un sole.

10 Omino Testone

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12 4 anni: gli scarabocchi acquistano significato anche per l’adulto, arrivano le prime schematiche figure umane.

13 5 anni: cominciano le prime forme di prescrittura, le figure umane sono più dettagliate. Appaiono i segni convenzionali (cielo, luna, sole...)

14 Perchè i bambini sono così affezionati all'uso del disegno? (E anche i genitori, i nonni, gli psicologi.....)

15 1) La rappresentazione della realtà Il disegno per un bambino è uno strumento prezioso per “fissare” la realtà, creando attraverso le forme e i colori le idee e le rappresentazioni che non hanno ancora un nome. La realtà vista dal bambino è diversa da quella dell'adulto; essa è fatta da magia, cose grandiose, personaggi onnipotenti e fatti mirabolanti.

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17 2) La rappresentazione delle emozioni Il gesto del disegno, l'impatto visivo dei colori, la forza del segno, danno al bambino una risposta intuitiva al bisogno di tradurre, espellere e condividere quelle sensazioni che noi grandi chiamiamo emozioni, ma che per loro sono ancora demoni, elementi misteriosi nel corpo, fuori dal proprio controllo.

18 3) Il disegno come narrazione Nei primi anni di vita, si struttura la personalità di ognuno, e si cominciano a costruire pezzi di sé, seguendo direttive di un copione che chi si prende cura di noi inconsciamente ci dà. I disegni dei bambini spesso narrano di storie in cui si intravede l'architettura del proprio racconto di vita.

19 4) Il disegno come dono I primi tratti grafici di un bambino sono la prima opera, la prima testimonianza della sua esistenza. Con i disegni il bambino può sperimentare la propria potenza creativa, creare qualcosa di nuovo, lasciare qualcosa di sé ai genitori, sicuro che questo pezzetto di sé sarà custodito da loro.

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21 Elementi ricorrenti nei disegni

22 Aspetti da tenere in considerazione nel vedere “clinicamente” un disegno Astrattismi o iperprecisione: quanto il disegno è comprensibile (rispettando il diritto del bambino di essere fantasioso, impreciso e distratto!); ci tiene di più a fare un disegno o a mettere in pratica delle tecniche? Ripetizione e stereotipia di alcuni oggetti: disegna sempre e solo un oggetto? Che oggetto è? Qual è il suo umore quando lo rappresenta? Dimensioni dei personaggi: che dimensioni hanno? Sono proporzionati? Qualche figura sovrasta gli altri? Qualcuno è lontano o troppo vicino?

23 Presenza di artigli, denti, armi, sangue...: elementi che suggeriscono aggressività, rabbia. Chi li ha? Verso chi sono? Mostri invece di persone: paure e timori. Chi teme il protagonista del disegno? MAI ASSOLUTIZZARE I SINGOLI ELEMENTI!!!


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