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Fasi storiche ed evolutive del welfare state europeo: 1. Instaurazione 2. Consolidamento 3. Espansione 4. Crisi 5. Riforma.

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1 Fasi storiche ed evolutive del welfare state europeo: 1. Instaurazione 2. Consolidamento 3. Espansione 4. Crisi 5. Riforma

2 INSTAURAZIONE XVII sec. Poor relief/Poor laws (inghilterra ed europa) - XIX sec. Crisi del paternalismo assistenziale e nascita delle prime forme assicurative e associative private - Fine XIX sec. Introduzione dell’assicurazione obbligatoria in molti paesi europei. Prestazioni standardizzate a base nazionale - Germania di Bismarck: 1883/malattia – 1884/infortuni /vecchiaia ed infortuni - A seguito Austria, Norvegia, Finlandia, Italia seguirono iter simili alla Germania

3 Variabile cruciale: mobilitazione dei lavoratori / costituzione di partiti operai - Introduzione prime misure contro la disoccupazione - Superamento del concetto di disoccupazione legato a capacità meramente individuali - Gran Bretagna (1911), Italia (1919), Austria (1920)

4 CONSOLIDAMENTO - Periodo fra le due guerre mondiali - Estensione schemi assicurativi - Inclusione di nuovi segmenti di popolazione oltre ai lavoratori dipendenti - Assegni familiari intestati al capo famiglia ma erogabili in base ai familiari inattivi - Assicurazioni sanitarie estese ai familiari - Pensioni estese ai superstiti Passaggio dalla nozione di “assicurazione dei lavoratori” a quella di “assicurazione sociale”

5 ESPANSIONE 1945/metà anni ’70 Sviluppo generalizzato delle politiche sociali - Copertura alla totalità dei cittadini - Sviluppo nei paesi anglo-scandinavi del modello universalistico beverridgeano che prevede schemi onnicomprensivi, principi egualitari per le prestazioni e finanziamento attraverso gettito fiscale - Sviluppo nell’Europa continentale del modello occupazionale bismarckiano basato su più schemi professionali, con prestazioni differenziate finanziate da contributi sociali - Passaggio da sistema ad accantonamento a sistema a ripartizione

6 CRISI - anni ’70/inizio anni ’90 - Passaggio da un economia in crescita a sviluppo lento o nullo - Passaggio dalla società industriale fordista a quella dei servizi, del decentramento produttivo, dei consumi diversificatie della flessibilità lavorativa - Mutamento istituzione familiare con l’entrata della donna nella sfera lavorativa, il declino della fertilità, l’invecchiamento della popolazione - Nascita di fenomeni esogeni quali l’immigrazione - Perdita di centralità dello Stato come riferimento e punta di diamante

7 RIASSUNTO CRITICO - Nei primi cinquant’anni le politiche sociali sono essenzialmente di tipo redistributivo - Dal secondo dopoguerra la logica redistributiva – in virtù dello sviluppo economico – si sposta verso la distribuzione - La classe media si espande vertiginosamente e diventa principale beneficiaria e contribuente del sistema di welfare - Si sviluppa uno “scivolamento distributivo” delle politiche sociali ove poca visibilità viene data ai costi - Cresce la logica del DEFICIT SPENDING, ovvero di spesa pubblica non coperta da entrate tributarie – es. sistemi pensionistici a ripartizione

8 DUE MODELLI E TRE REGIMI Ai due modelli bismarckiano e beveridgiano si aggiunge l’analisi comparativa del periodo espansionistico di Esping Andersen sui paesi Ocse In base al vettore “demercificazione” (dipendenza o meno dal mercato) e al vettore “destratificazione” (attenuazione o meno delle differenze di status occupazionale o di classe) l’autore individua tre regimi di welfare: - REGIME LIBERALE - REGIME CONSERVATORE – CORPORATIVO - REGIME SOCIALDEMOCRATICO

9 REGIME LIBERALE REGIME LIBERALE - Schemi assicurativi circoscritti - Destinatari ben circoscrivibili: poveri e lavoratori a basso reddito - Si incoraggia il ricorso al mercato - Demercificazione bassa e alta dipendenza degli individui dal mercato - Destratificazione bassa: dualismo fra ricchi e poveri STATI UNITI, CANADA, AUSTRALIA E REGNO UNITO

10 REGIME CONSERVATORE CORPORATIVO - Schemi assicurativi in rapporto alla posizione occupazionale - Destinatari principali: lavoratori maschi - Lo stato interviene se non vi sono risposte a livello individuale, famigliare o di associazioni intermedie - Demercificazione media: dipendenza dal mercato contenuta ma esistente - Destratificazione medio-bassa: si tende a preservare le differenze GERMANIA, FRANCIA, AUSTRIA,OLANDA

11 REGIME SOCIALDEMOCRATICO - Predominanza di schemi universalistici di sicurezza sociale - Destinatari: tutti i cittadini - Mercato ai margini rispetto al welfare state - Demercificazione alta: dipendenza dal mercato attenuata - Destratificazione alta: eguaglianza di trattamento per tutti i cittadini SVEZIA, DANIMARCA, NORVEGIA

12 LA QUARTA EUROPA SOCIALE Spagna, Portogallo, Grecia, Italia (prima nel regime conservatore) - Espansione secondo la via bismarckiana - Prestazioni generose a dipendenti pubblici e delle grandi imprese - Prestazioni più modeste per le categorie più deboli - Sistema di protezione polarizzato - Famiglia quale principale “ammortizzatore sociale” - Destratificazione bassa: insiders/outsiders - Istituzione dei SSN a vocazione universale fra gli anni ’70 e ’80 - Basso grado di statualità: stato manipolabile da interessi organizzati - Corporativismo - Polarizzazione ideologica - Presenza ingombrante della Chiesa cattolica POSSIBILE QUINTA EUROPA: PAESI EX-COMUNISTI…

13 CENNI SUL WELFARE STATE ITALIANO - Peculiarità della composizione interna della spesa: altissima per il sistema pensionistico e decisamente sottodimensionato verso famiglia, disoccupazione ed esclusione / distorsione funzionale - Netto divario di protezione fra differenti categorie occupazionali / - Gruppi garantiti: lavoratori dipendenti pubblici e delle grandi imprese - Gruppi semi-garantiti: lavoratori dipendenti e autonomi / pensione minima - Gruppi non garantiti: lavoratori dell’economia sommersa / assegno sociale - Forte logica politicizzata: partitocrazia distributiva - Modalità particolaristico clientelari - Forte familismo: famiglia unico ammortizzatore offerta ai giovani che rischia di trasformarsi in trappola


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