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Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/2015 L’analisi della struttura finanziaria Corso di Finanza d’Impresa.

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Presentazione sul tema: "Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/2015 L’analisi della struttura finanziaria Corso di Finanza d’Impresa."— Transcript della presentazione:

1 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/2015 L’analisi della struttura finanziaria Corso di Finanza d’Impresa

2 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Programma 1)Ripresa dei principali contenuti di Finanza d’Azienda; 2)Alcune applicazioni all’analisi dei flussi di cassa; 3)La valutazione degli investimenti: una applicazione; 4)L’analisi della struttura finanziaria;  l’analisi degli indicatori;  la pianificazione della struttura finanziaria a medio – lungo termine: un caso;  l’influenza della struttura finanziaria sulle politiche di sviluppo dell’impresa; 5)Le operazioni di finanza straordinaria; 6)L’apertura del capitale: Private Equity e Venture Capital; 7)L’apertura del capitale: Initial Public Offering (IPO); 8)La finanza di progetto.

3 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Le misure di performance economiche Indicatori di liquidità;  Indice di liquidità;  Indice di disponibilità; Indicatori di solidità;  Rapporto di indebitamento;  Margine di struttura; Indicatori di redditività ;  ROE;  ROA;  ROI.

4 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Indicatori di Liquidità Indice di liquidità (acid test) = L.I. = Liquidità immediate [cassa, banca] L.D. = Liquidità differite [crediti entro 12 mesi, ratei e risconti attivi] P.C. = Passivo corrente [debiti verso fornitori, debiti tributari, ratei e risconti passivi] Indice di disponibilità = A.C. = Attivo corrente [liquidità immediate, liquidità differite, magazzino] P.C. = Passivo corrente [debiti verso fornitori, debiti tributari, ratei e risconti passivi]

5 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Indicatori di Solidità (1) Rapporto di indebitamento = D = Debiti finanziari, ovvero tutti quei debiti che generano spese per interessi [obbligazioni, debiti verso banche, debiti verso terzi]. Sono esclusi, ad esempio, i debiti verso fornitori. Patrimonio Netto = [Capitale, riserve di vario tipo, utili]. Questo indice esprime il rapporto fra il totale dei debiti finanziari e il capitale sociale. Il risultato è espresso in forma percentuale e fornisce il grado di solvibilità dell’impresa. Alternativamente il rapporto di indebitamento può essere espresso come: Rapporto di indebitamento secco = Dove la PFN è uguale ai debiti finanziari, meno le disponibilità liquide.

6 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Indicatori di Solidità (2) Indice di copertura = AFN = Attivo Fisso Netto = [immobilizzazioni immateriali, materiali e finanziarie se sottoforma di partecipazioni, più crediti verso imprese collegate, controllanti e controllate esigibili oltre i 12 mesi]. Patrimonio Netto = [Capitale, riserve di vario tipo, utili]. Alternativamente si può calcolare il margine di struttura, che presenta gli stessi valori ma il risultato è in valore assoluto: Margine di struttura =

7 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Indicatori di Redditività (1) Le principali misure di performance economiche sono: Return On Equity (ROE) = Patrimonio Netto = [Capitale, riserve di vario tipo, utili]. Utile netto = [ultima voce del CE]

8 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Indicatori di Redditività (2) Return On Investments (ROI ) = Dove con Attività Nette, si intendono tutte le attività in bilanci, meno le voci rettificative (ammortamenti). È un indicatore di profittabilità che viene determinato dividendo l’utile prima delle tasse e degli oneri finanziari (EBIT), relativo agli ultimi 12 mesi, con la media delle attività negli ultimi 12 mesi. Il risultato può essere così scomposto: V = Ricavi dalle Vendite Return on Sales (ROS) (Redditività delle vendite) Rotazione del capitale investito

9 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ L’albero del ROE Dove: TIGEC = Tasso di incidenza della gestione extracaratteristica

10 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Il teorema di Modigliani – Miller dopo oltre 40 anni L’articolo di partenza che getta le basi della moderna teoria della finanza è iscrivibile a Modigliani – Miller, che trattò il problema della scelta di quale struttura finanziaria sia “migliore” in relazione alle variazioni di valore dell’impresa 1. La teoria originaria di MM, affermava che era possibile una separazione totale fra scelte di capital budgeting (investimenti), e scelte di capital structure, (struttura monetaria) quindi, la scelta fra capitale di debito e capitale di rischio era totalmente indifferente ai fini della finanziabilità degli investimenti e del valore dell’azienda L’evidenza empirica mostra come, in realtà, la scelta relativa alla struttura finanziaria è di fondamentale importanza nell’attuale sistema economico – finanziario, ed influisce ampiamente sulle performance economiche delle imprese. 1 Modigliani F. Miller M. “The Cost of Capital, Corporation Finance, and the Theory of Investment”, American Economic Review, 1958.

11 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Il teorema di Modigliani – Miller: le ipotesi Perché la teoria di MM non è applicabile? Le principali ipotesi sottostanti il costrutto teorico di MM, sono particolarmente stringenti: –mercati finanziari perfetti; –simmetria informativa perfetta; –assenza di costi di transazione; –credito illimitato per chiunque; –tasso di interesse unico; –nessun costo connesso al fallimento; –indipendenza della redditività dalla struttura finanziaria.

12 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ La struttura finanziaria: le fonti di finanziamento Capitale Sociale Riserve di rivalutazione Riserva statuaria Riserva sovrapprezzo azioni Riserva legale Altre riserve Utili/Perdite non distribuiti Utili/perdite portati a nuovo Patrimonio Netto Diritto residuale sui cash flow Non deducibilità ai fini fiscali Limitata priorità in caso di dissesto finanziario Diritto illimitato nel tempo Controllo sul managment Obbligazioni Debito bancario Cambiali finanziarie Debito 4 Diritto al pagamento di un ammontare fisso prestabilito Deducibilità ai fini fiscali Elevata priorità in caso di dissesto finanziario Scadenza fissa Nessun controllo sul managment Titoli Ibridi (debito convertibile, combinazioni fra obbligazioni ed azioni, swaps) 4 Si veda Lezione 8, “Il finanziamento con capitale di debito”.

13 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Il finanziamento con capitale proprio Il ricorso al capitale proprio avviene attraverso una: 1)Vecchi azionisti 2)Investitore finanziario o industriale (apertura del capitale a terzi) 3)Collocamento (privato o public offering) L’offerta di azioni può interessare: 1)gli azionisti già esistenti (rights offer); 2)tutti gli investitori interessati (general cash offer). Infine, due tipologie di azioni possono essere vendute: 1)azioni di nuova emissione 6 (primary shares); 2)azioni già esistenti (secondary shares); 6 Asquith, Mullins “Equity issues and offering diluition”.

14 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Il finanziamento con capitale di debito Il ricorso al capitale di debito può essere effettuato tramite: Ricorso al mercato (emissione di obbligazioni) Contratti bancari Myers, “Determinants of corporate borrowing”, Journal of Financial Economics.

15 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ La leva finanziaria La struttura finanziaria viene spesso indicata, in modo sintetico, attraverso la leva finanziaria, ovvero tramite il rapporto fra i debiti finanziari ed il capitale proprio. Se D/E > 1  Situazione potenzialmente rischiosa Se D/E = 1  Equilibrio finanziario Se D/E < 1  Possibilità di utilizzo del debito come fonte di finanziamento

16 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Legame fra redditività globale e struttura finanziaria Diversamente da quanto affermato da MM: Se ROI > i  ROE > ROI Se ROI < i  ROE < ROI Tale formulazione evidenzia la leva finanziaria. L’effetto leva finanziaria consiste nell’impatto moltiplicativo sulla reattività della redditività globale (ROE), rispetto alla redditività operativa (ROI), esercitata dal grado di indebitamento (D/E). In particolare dallo spread (ROI-i), dipendono gli effetti che il ricorso all’indebitamento esercita sulla rendimento del capitale di rischio.

17 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Legame fra redditività globale e struttura finanziaria (2) Se si considera anche l’aliquota fiscale: Dove: t = taxes / EBT Ed infine, aggiungendo la gestione straordinaria, si perviene alla formula completa della leva finanziaria Dove: s = risultato gestione straordinaria / risultato gestione ante straordinaria

18 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Leva finanziaria: un esempio La Carpediem Spa è un’azienda senza debito nella sua struttura finanziaria. Il direttore finanziario sta pensando di proporre in CDA la seguente operazione:  contrarre del debito al 50%;  non contrarre nessun debito, ma aumentare l’equity. Nella tabella seguente si presenta la situazione della Carpediem Spa. Soluzione 1Soluzione 2 Assets € ,00 Debt 0 € ,00 Equity € ,00 € ,00 D/E01 Prezzo azione € 16,00 Totale azioni Tasso di interesse15,0%

19 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Leva finanziaria: un esempio (2) A supporto del suo piano, il direttore finanziario presenta le tabelle seguenti, relative alle prospettive di performance economiche senza il ricorso al debito… Struttura del capitale attuale: senza debito RecessioneAttesaEspansione EBIT € ,00 € ,00 € ,00 Interessi000 Net income € ,00 € ,00 € ,00 ROE8,0%20,0%32,0% EPS € 1,28 € 3,20 € 5,12

20 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Leva finanziaria: un esempio (3) … e con il ricorso al debito. Struttura del capitale proposta: con debito RecessioneAttesaEspansione EBIT € ,00 € ,00 € ,00 Interessi € ,00 Net income € ,00 € ,00 € ,00 ROE1,0%25,0%49,0% EPS € 0,16 € 4,00 € 7,84

21 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Leva finanziaria: un esempio (4) Riassumendo, l’impatto della leva finanziaria è evidente osservando i dati presenti nella tabella seguente: In particolare la variabilità dell’EPS e del ROE è maggiore nel caso in cui, nella struttura finanziaria, fosse presente del debito. Questo esempio chiarisce come la leva finanziaria espande i guadagni/perdite aziendali. RecessioneAttesaEspansione ROE8,0%20,0%32,0% ROE (con debito)1,0%25,0%49,0% EPS € 1,28 € 3,20 € 5,12 EPS (con debito) € 0,16 € 4,00 € 7,84

22 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Leva finanziaria: il punto di break – even dell’EBIT Dove: = Numero di azioni nel caso di struttura senza debito = Numero di azioni nel caso di struttura con debito = Spesa per interessi  Se l’EBIT risultasse di € , la struttura finanziaria sarebbe irrilevante; per il ROE è applicabile lo stesso ragionamento.

23 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Leva finanziaria: il punto di break – even dell’EPS Vantaggio del debito Svantaggio del debito 7 Earning per Share (Utile per azione)

24 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ La struttura finanziaria ottimale Se la politica finanziaria comporta un trade – off fra i benefici del debito (fiscali), ed i suoi costi (di fallimento, di agenzia, di perdita di flessibilità), si può sostenere che i benefici marginali saranno compensati dai costi marginali solo in casi particolari (e non sempre come sostenevano MM). Nella maggior parte dei casi, invece, i benefici marginali saranno maggiori (nel qual caso l’indebitamento costituisce una scelta opportuna perché aumenterà il valore dell’impresa), o minori dei costi marginali (in tal caso vale la pena ricorrere al capitale di rischio), di conseguenza: esiste una combinazione ottimale fra le fonti di finanziamento, e corrisponde a quella combinazione che massimizza il valore dell’impresa. Barclay, Clifford, Smith, “The capital structure puzzle: another look at the evidence”, University of Rochester.

25 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ La struttura finanziaria ottimale: modello del trade – off Nonostante il seguente modello presupponga l’esistenza di mercati perfetti, tiene in considerazione le imposte sul reddito ed i costi connessi al fallimento. La struttura finanziaria ottimale è quel mix di finanziamento che massimizza il valore dell’impresa, considerando sia i vantaggi fiscali del debito (tax shield), che gli svantaggi connessi (costi fallimento, costi di agenzia) Howakimian, Opler, Titman “The capital structure choise: New evidence for dynamic trade – off model”. Valore impresa Valore impresa non indebitata Valore impresa indebitata Costi di fallimento D/E

26 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Il modello del trade – off: risultati Considerando contemporaneamente i benefici ed i costi del debito, si può presentare il modello del trade – off nel modo seguente: Vantaggi del debitoSvantaggi del debito Beneficio fiscale  maggiori aliquote d’imposta, maggiori benefici fiscali Costi fallimento  maggiore rischio operativo Maggiore disciplina  focus maggiore sull’azienda Costi di Agenzia  conflitti di interesse fra azionisti e obbligazionisti/banche Perdita flessibilità finanziaria futura  maggiore incertezza

27 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ La struttura finanziaria ottimale: pecking order theory Secondo la teoria dell’ordine di scelta (pecking order theory), le imprese scelgono le fonti di finanziamento da utilizzare con una precisa gerarchia: 1)Utili non distribuiti (retained earnings); 2)Debito; 3)Emissione di nuove azioni (share issues). Tale teoria si basa sul seguente ragionamento: – per il management i fattori più importanti sono la flessibilità ed il controllo; – ricorrere a mezzi di terzi per finanziarsi riduce la flessibilità (debito) ed il controllo (obbligazionisti/banche/nuovi soci);  Il Management preferirà avvalersi, nei limiti consentiti, all’autofinanziamento.

28 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Pecking order theory: l’evidenza empirica ClassificaRisorsa 1Utili non distribuiti 2Debito ordinario 3Debito convertibile 4Capitale azionario ordinario 5Azioni privilegiate semplici 6Azioni privilegiate convertibili

29 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Conclusioni I fattori che influiscono la struttura finanziaria sono: 1)TASSEdeducibilità fiscale degli oneri 2)RISCHIOcosti fallimento, riduzione flessibilità, distorsione nelle politiche di investimento 3)TIPOLOGIA per il debito è meglio che l’azienda abbia assets DI ASSETStangibili piuttosto che intangibili 4)INFORMAZIONI asimmetrie informative fra azionisti/management e banche/obbligazionisti

30 Università Carlo Cattaneo Castellanza 17/07/ Le decisioni di corporate finance Come si è visto nelle lezioni precedenti, le decisioni di finanza d’azienda si dividono in decisioni di: –Capital Budgeting, ovvero la scelta degli investimenti; –Capital Structure, ovvero la scelta fra debito ed equity; –Dividend Policy, ovvero la scelta di quando e come remunerare gli azionisti. La struttura generale di un’impresa, in ottica finanziaria, si compone dall’unione delle tre “corporate decision”. Vincoli di Cash Flow I + SD + T + D = EBIT + V D N + V E N Dove: I = nuovi investimenti SD = servizio del debito T = tasse D = dividendi EBIT = utile operativo V D N = nuovo debito V E N = nuovo equity Decision of capital budgeting Decision of capital structure Dividend policy


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