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Procedure Operative Standard Dott.ssa Rossella Serra Servizio di Prevenzione e Protezione Alma Mater Studiorum Università di Bologna.

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Presentazione sul tema: "Procedure Operative Standard Dott.ssa Rossella Serra Servizio di Prevenzione e Protezione Alma Mater Studiorum Università di Bologna."— Transcript della presentazione:

1 Procedure Operative Standard Dott.ssa Rossella Serra Servizio di Prevenzione e Protezione Alma Mater Studiorum Università di Bologna

2 Procedure Operative standard stesura di procedure di lavoro in sicurezza Rischio operativo OSHASOP Legislazione italiana progettazione e organizzazione dei sistemi di lavorazione sul luogo di lavoro metodi di lavoro appropriati

3 D.Lgs.vo 626/94 Art Compiti del servizio di prevenzione e protezione. 1. Il servizio di prevenzione e protezione dai rischi professionali provvede: c) ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali; Art Informazione dei lavoratori. 1. Il datore di lavoro provvede affinché ciascun lavoratore riceva un'adeguata informazione su: e) le procedure che riguardano il pronto soccorso, la lotta antincendio, l'evacuazione dei lavoratori; Art Disposizioni concernenti le attrezzature di lavoro. 2. Le modalita' e le procedure tecniche delle verifiche seguono il regime giuridico corrispondente a quello in base al quale l'attrezzatura e' stata costruita e messa in servizio.

4 D.Lgs.vo 626/94 Art Obblighi dei lavoratori. 4. Al termine dell'utilizzo i lavoratori seguono le procedure aziendali in materia di riconsegna dei DPI. Art Misure tecniche, organizzative, procedurali. 1. Il datore di lavoro: a) assicura, applicando metodi e procedure di lavoro adeguati, che nelle varie operazioni lavorative sono impiegati quantitativi di agenti cancerogeni o mutageni non superiori alle necessità delle lavorazioni e che gli agenti cancerogeni o mutageni in attesa di impiego, in forma fisica tale da causare rischio di introduzione, non sono accumulati sul luogo di lavoro in quantitativi superiori alle necessità predette; c) progetta, programma e sorveglia le lavorazioni in modo che non vi è emissione di agenti cancerogeni o mutageni nell'aria.

5 D.Lgs.vo 626/94 f) elabora procedure per i casi di emergenza che possono comportare esposizioni elevate; Art. 72 quinquies - Misure e principi generali per la prevenzione dei rischi. 1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 3, devono essere eliminati i rischi derivanti da agenti chimici pericolosi o ridotti al minimo mediante le seguenti misure: a) progettazione e organizzazione dei sistemi di lavorazione sul luogo di lavoro b) fornitura di attrezzature idonee per il lavoro specifico e relative procedure di manutenzione adeguate

6 D.Lgs.vo 626/94 Art. 72 septies - Disposizioni in caso di incidenti o di emergenze. 1. Ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 12 e 13 e al decreto ministeriale 10 marzo 1998, il datore di lavoro, per proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori dalle conseguenze di incidenti o di emergenze derivanti dalla presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro, predispone procedure di intervento adeguate da attuarsi al verificarsi di tali eventi. Tale misure comprendono esercitazioni di sicurezza da effettuarsi a intervalli regolari e la messa a disposizione di appropriati mezzi di pronto soccorso.

7 D.Lgs.vo 626/94 Art. 72 septies - Disposizioni in caso di incidenti o di emergenze. 5. Le misure di emergenza devono essere contenute nel piano di cui al decreto 10 marzo 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 81 del 7 aprile In particolare nel piano vanno inserite: a) informazioni preliminari sulle attivita' pericolose, sugli agenti chimici pericolosi, sulle misure per l'identificazione dei rischi, sulle precauzioni e sulle procedure, in modo tale che servizi competenti per le situazioni di emergenza possano mettere a punto le proprie procedure e misure precauzionali b) qualunque altra informazione disponibile sui rischi specifici derivanti o che possano derivare dal verificarsi di incidenti o situazioni di emergenza, comprese le informazioni sulle procedure elaborate in base al presente articolo.

8 D.Lgs.vo 626/94 Art Valutazione del rischio. 5. Il documento di cui all'art. 4, commi 2 e 3, è integrato dai dati seguenti: d) i metodi e le procedure lavorative adottate, nonché le misure preventive e protettive applicate; Art Misure tecniche, organizzative, procedurali. 1. In tutte le attività per le quali la valutazione di cui all'art. 78 evidenzia rischi per la salute dei lavoratori il datore di lavoro attua misure tecniche, organizzative e procedurali, per evitare ogni esposizione degli stessi ad agenti biologici. 2. In particolare, il datore di lavoro: c) progetta adeguatamente i processi lavorativi; g) elabora idonee procedure per prelevare, manipolare e trattare campioni di origine umana ed animale;

9 D.Lgs.vo 626/94 Art Misure tecniche, organizzative, procedurali. h) definisce procedure di emergenza per affrontare incidenti; m) concorda procedure per la manipolazione ed il trasporto in condizioni di sicurezza di agenti biologici all'interno del luogo di lavoro. Art Misure specifiche per le strutture sanitarie e veterinarie. 2. In relazione ai risultati della valutazione, il datore di lavoro definisce e provvede a che siano applicate procedure che consentono di manipolare, decontaminare ed eliminare senza rischi per l'operatore e per la comunità, i materiali ed i rifiuti contaminati.

10 D.Lgs.vo 626/94 Art Informazioni e formazione. 1. Nelle attività per le quali la valutazione di cui all'art. 78 evidenzia rischi per la salute dei lavoratori, il datore di lavoro fornisce ai lavoratori, sulla base delle conoscenze disponibili, informazioni ed istruzioni, in particolare per quanto riguarda: e) le procedure da seguire per la manipolazione di agenti biologici del gruppo 4; 4. Nel luogo di lavoro sono apposti in posizione ben visibile cartelli su cui sono riportate le procedure da seguire in caso di infortunio od incidente. ALLEGATO XII - Specifiche sulle misure di contenimento e sui livelli di contenimento. 5. Specifiche procedure di disinfezione

11 Procedure Operative standard Procedure operative standard generiche Procedure operative standard specifiche

12 Procedure Operative standard Una SOP non dovrebbe essere scritta da una sola persona Coordinamento delle unità di ricerca con attività simile Dimostrazione da parte del ricercatore di come esegue un particolare compito L’SPP individua i punti critici della procedura e i dispositivi di protezione collettivi e individuali

13 Procedure Operative standard generiche Procedure per l'ordinazione di composti chimici Tramite una previsione della procedura sperimentale da attuare si valuti con attenzione il quantitativo di ciascun composto chimico da richiedere. Si scelgano solo quei composti chimici per cui è disponibile l'adeguata ventilazione. Si ottenga l'approvazione del responsabile di laboratorio prima di effettuare qualsiasi ordine. Se il personale di laboratorio non ha dimestichezza con il composto chimico è necessario che ottenga tutte le informazioni di pericolo prima di avviare l'ordine. I composti chimici devono essere ordinati, se possibile, in piccoli contenitori per evitare i pericoli associati con il riconfezionamento.

14 Procedure Operative standard generiche Procedure per l'ordinazione di composti chimici (continua) Richiedere al venditore la scheda di sicurezza al momento dell'ordine del composto chimico e porla in un luogo deputato all'arrivo del composto. Se il prodotto ordinato deve essere conservato in un deposito informare il personale di magazzino che il materiale è stato ordinato. Tutti coloro che verranno a contatto con il composto chimico devono essere informati di come maneggiarlo. Il laboratorio deve essere pronto all'arrivo del composto (luogo in cui deve essere posto, verifica dei dispositivi di protezione necessari, etc….).

15 Procedure Operative standard generiche Procedure per la ricezione e la distribuzione dei composti chimici Non accettare nessun prodotto chimico il cui contenitore non sia propriamente etichettato. Osservare le informazioni sulla manipolazione e lo stoccaggio in sicurezza del prodotto chimico. Tutti i contenitori che possono essere consegnati a mano devono essere posti in opportuni contenitori di sicurezza per il trasporto. Quando invece devono essere consegnati usando un carrello occorre assicurarsi della stabilità del carrello stesso sotto il peso dei recipienti, della larghezza delle ruote larghe abbastanza da superare superfici discontinue. Se possibile, trasportare i composti chimici su un montacarichi e non con un normale ascensore per evitare una potenziale esposizione dei passeggeri.

16 Procedure Operative standard generiche Procedure per lo stoccaggio dei prodotti chimici in sicurezza Occorre assicurarsi che tutti i contenitori siano in buone condizioni e appropriatamente etichettati (compresa la data di acquisto). I composti chimici incompatibili devono essere conservati separatamente (non stoccarli in ordine alfabetico). I composti chimici devono essere separati per classi di pericolo (liquidi infiammabili, acidi organici, ossidanti, etc.) Tutti i ripiani e gli armadi del deposito devono essere assicurati per prevenire il rovesciamento. I luoghi di deposito devono essere asciutti e adeguatamente ventilati. Prodotti chimici liquidi non devono essere stoccati al di sopra della linea degli occhi.

17 Procedure Operative standard generiche Procedure per lo stoccaggio dei prodotti chimici in sicurezza (continua) I liquidi infiammabili dovrebbero essere stoccati in bidoni di sicurezza quando la quantità supera i 4 litri. La quantità in un laboratorio di liquidi infiammabili deve essere ridotta allo stretto indispensabile per l’attività di ricerca. Usare solo frigoriferi a prova di esplosione e freezers adatti allo stoccaggio di infiammabili. Sui contenitori di prodotti chimici che possono generare perossidi indicare sia la data di acquisto che quella di apertura. Occorre smaltire tutti i prodotti chimici che possono generare perossidi entro un anno dalla data di acquisto o sei mesi da quella di apertura. I liquidi corrosivi o altamente reattivi devono essere conservati all'interno di bacinelle di contenimento.

18 Procedure Operative standard generiche Procedure per l'uso dei prodotti chimici in sicurezza Conoscere i pericoli associati con i materiali che si stanno manipolando. Ripassare le procedure di emergenza e assicurasi che siano disponibili i necessari sussidi e dispositivi per affrontare una fuoriuscita accidentale. Conoscere le posizioni degli equipaggiamenti di sicurezza come le docce di emergenza, i lavaocchi, gli estintori, l'allarme antincendio e i numeri di telefono da chiamare in caso di emergenza. Evitare di lavorare da solo in laboratorio. Evitare di mangiare, bere, fumare, masticare gomme, o applicare cosmetici nelle aree in cui vengono utilizzati o stoccati prodotti chimici. Non depositare alimenti o cosmetici nelle aree in cui vengono utilizzati o stoccati prodotti chimici.

19 Procedure Operative standard generiche Procedure per l'uso dei prodotti chimici in sicurezza (continua) Legare i capelli lunghi ed evitare i vestiti troppo ampi quando si lavora con prodotti chimici. Indossare sempre scarpe evitando sandali o scarpe perforate. Non usare lenti a contatto. Indossare sempre i dispositivi di protezione individuali appropriati compresi gli occhiali di protezione, i camici e i guanti. Non odorare o assaggiare i prodotti chimici. Maneggiare e stoccare con cura tutta la vetreria per evitare danneggiamenti e provvedere a smaltire appropriatamente tutta la vetreria danneggiata. Non aspirare con la bocca da una pipetta.

20 Procedure Operative standard generiche Procedure per l'uso dei prodotti chimici in sicurezza (continua) Mantenere le aree di lavoro sempre pulite, non ingombre, con i prodotti chimici, le apparecchiature e gli equipaggiamenti appropriatamente etichettati e conservati Lavarsi sempre le mani e le parti della pelle esposte dopo l'uso di prodotti chimici. Condurre tutte le operazioni che possono portare in un rilascio di vapori tossici, nebbie o polveri all'interno di una cappa o altro adeguato dispositivo di contenimento.

21 Procedure Operative standard generiche Procedure per l'uso di infiammabili e combustibili in sicurezza Eliminare le sorgenti di innesco quali fiamme libere, materiale fumante, superfici calde, scintille da saldatura o da taglio, operazioni con apparecchiature elettriche, elettricità statica dalle zone in cui infiammabili o combustibili sono usati o immagazzinati. Minimizzare le quantità di questi materiali nelle aree di lavoro. Effettuare lo stoccaggio in contenitori approvati per gli infiammabili, in armadi appositi o in particolari aree designate, comunque sempre lontano da sostanza ossidanti. I liquidi infiammabili conservati in contenitori di vetro non dovrebbero superare 1 litro, a meno che non occorra proteggerli da contaminazioni, in questo caso quantità di 4 litri sono permesse.

22 Procedure Operative standard generiche Procedure per l'uso di infiammabili e combustibili in sicurezza (continua) I frigoriferi e i congelatori usati per lo stoccaggio di infiammabili o combustibili devono essere a prova di esplosione. Assicurasi che le aree in cui vengono usati o conservati liquidi infiammabili o combustibili siano dotate di estintori o dispositivi di spegnimento automatico.

23 Procedure Operative standard generiche Procedure per l'uso di prodotti chimici corrosivi Indossare guanti di gomma e occhiali di protezione. Uno schermo facciale, scarpe di gomma e grembiule di gomma possono essere appropriati in relazione al tipo di lavoro da eseguire. Addizionare sempre l'acido all'acqua (mai il contrario) per evitare una reazione violenta e la formazione di fumi o schizzi. Assicurasi che un lavaocchi e una doccia di sicurezza siano prontamente accessibili nell'area dove i prodotti corrosivi sono usati o stoccati. Nel caso di un contatto della sostanza corrosiva con occhi o pelle lavare immediatamente l'area di contatto con acqua fredda per 15 minuti. Rimuovere tutti i vestiti contaminati e cercare un aiuto medico immediato.

24 Procedure Operative di emergenza La natura dell'operazione (es. disegno sperimentale, apparecchiature usate e tipi di incidenti che possono verificarsi). Dove potenzialmente può avvenire la fuoriuscita o il versamento Le quantità di materiale che possono essere rilasciate e il tipo di contaminante (es. gas compressi, bottiglioni, beute, etc.). Le proprietà chimiche e fisiche del prodotto chimico (es. il suo stato fisico, la tensione di vapore, la reattività con l'aria e con l'acqua). Le proprietà pericolose del prodotto (la sua tossicità, corrosività ed infiammabilità). La disponibilità ed il posizionamento dei dispositivi d'emergenza. Un piano posto nel laboratorio che identifichi le vie di fuga, i numeri di telefono per le emergenze, l'uso degli estintori, etc.

25 Procedure Operative di emergenza Incidenti con lesioni alle persone Chiamare il 118 per le emergenze mediche. Assistere le persone coinvolte e portare un primo soccorso che dovrebbe comprendere: lavaggio sotto una doccia di sicurezza (in caso di incendio di vestiti o contaminazione chimica); rimozione dei vestiti contaminati; lavaggio degli occhi ad un lavaocchi; praticare la respirazione artificiale. Informare il personale nelle aree adiacenti di ogni potenziale pericolo (es. attivare gli allarmi dell'area o dell'edificio). Spostare il personale ferito solo se necessario per prevenire l'esposizione ad altri pericoli.

26 Procedure Operative di emergenza Incendi ed emergenze collegate Chiamare il 115 dei vigili del fuoco. Attivare gli allarmi d'area o dell'edificio. Evacuare l'edificio, chiudere le porte e fornire assistenza ad altri nella via di fuga. Fornire ai vigili del fuoco i dettagli del problema immediatamente al loro arrivo. Nel caso che l’edificio sia dotato di Piano d’Emergenza seguire le indicazioni e istruzioni operative ivi riportate.

27 Procedure Operative di emergenza Versamenti di piccola entità Assistere chiunque possa essere stato contaminato. Informare il personale nelle immediate vicinanze del versamento. Evacuare il personale non essenziale dall'area dell'incidente. Se il materiale fuoriuscito è infiammabile, spegnere tutte le sorgenti di innesco e di calore. Evitare di respirare i vapori del materiale versato e, se necessario, usare un respiratore. Mantenere attiva la ventilazione esausta se è sicuro farlo. Fornire i materiali per la pulizia delle superfici contaminate dai versamenti. Esistono dei kits che contengono molti di questi materiali utili per la decontaminazione. Durante la pulizia occorre sempre indossare i dispositivi di protezione individuali per prevenire contaminazioni.

28 Procedure Operative di emergenza Versamenti di grande entità Telefonare al 115 e riportare l'incidente. Attivare l'allarme antincendio Evacuare l'area

29 Procedure Operative standard specifiche Informazioni utili all’identificazione del processo e della unità di ricerca Titolo sintetico Numero identificativo Edificio-laboratorio Responsabile Unità di Ricerca Autore Data di scrittura Data ultima revisione Firma del responsabile Personale formato e firma Personale autorizzato e firma

30 Procedure Operative standard specifiche Corpo centrale della SOP Descrizione dell’operazione Agenti chimici utilizzati Analisi degli stadi successivi includendo per ogni stadio i rischi e le precauzioni Dispositivi di protezione collettiva Dispositivi di protezione individuale Modalità di trasporto Modalità di stoccaggio Smaltimento rifiuti Procedure d’emergenza Decontaminazione

31 Procedure Operative standard specifiche Criteri per valutare l’utilità di una SOP Tutte le informazioni necessarie per eseguire la procedura sono facilmente accessibili? I passaggi descritti sono in sequenza logica e comprensibile? Le considerazioni sulla sicurezza sono dettagliate al punto che il lavoratore sia protetto durante ciascun stadio del processo? Per tutti i passaggi sono identificati con chiarezza i rischi connessi? Il risultato della SOP è un prodotto fruibile?

32 SOP- ___ (numero identificativo) ______________________________________________________ (titolo) Dipartimento _______________________________________ Edificio_______________________________________ Laboratorio_______________________________________ Responsabile Unità di Ricerca______________________________________ Preparata da________________ data___________ Approvata da________________data___________ Rivista da________________data___________ La procedura interessa:  Processo  Prodotto chimico pericoloso  Classe di prodotti chimici Breve descrizione del processo, del prodotto o della classe dei prodotti chimici pericolosi Pericolosità dei composti chimici utilizzati Pericolosità delle attrezzature utilizzate Descrizione del processo (protocollo) (ove applicabile) Dispositivi di protezione collettiva Dispositivi di protezione individuale

33 Metodi di trasporto e stoccaggio Procedure in caso di versamento o incidente Smaltimento rifiuti Decontaminazione Area designata(ove applicabile) Collocazione della scheda di sicurezza (ove applicabile) Speciali autorizzazioni e /o procedure richieste (ove applicabile) Normativa specifica di riferimento (ove applicabile) Formazione degli addetti Addetti:________________________data____________ Addetti autorizzati e autorizzazione Addetti_____________________________________________________ Autorizzazione_______________________________________________ Firma______________________data____________________

34 SOP- ___ (numero identificativo) ______________________________________________________ (titolo) Dipartimento _______________________________________ Edificio_______________________________________ Laboratorio_______________________________________ Responsabile Unità di Ricerca______________________________________ Preparata da________________ data___________ Approvata da________________data___________ Rivista da________________data___________ La procedura interessa:  Processo  Prodotto chimico pericoloso  Classe di prodotti chimici Breve descrizione del processo, del prodotto o della classe dei prodotti chimici pericolosi Distillazione frazionata di una miscela di acetone-acqua Pericolosità dei composti chimici utilizzati Acetone R11: Facilmente infiammabile S16: Conservare lontano da fiamme e scintille. Non fumare. S23: Non respirare i gas/fumi/vapori/aerosol. S33: Evitare l'accumulo di cariche elettrostatiche. S9: Conservare il recipiente in luogo ben ventilato. Pericolosità delle attrezzature utilizzate Vetreria: pericolo di taglio Mantello riscaldante: pericolo di ustioni Descrizione del processo (protocollo) Si veda protocollo di seguito riportato

35 DESCRIZIONE DELLE FASI OPERATIVE INDIVIDUAZIONE DEI PERICOLI ISTRUZIONI DI SICUREZZA 1. Preparare l’apparato di distillazione costituito da: pallone ad un collo, colonna di rettifica tipo Vigreux, refrigerante, termometro, pallone di raccolta ad un collo, raccordi. 1.Utilizzo di apparecchiature in vetro e quindi fragili e taglienti. 1.Controllare l'integrità delle parti in vetro e maneggiarle con cautela. 2. Montare l'apparato di distillazione fissandolo con opportuni morsetti senza inserire tensioni nella struttura. 2.Vedi punto 1.2. Verificare la tenuta e la stabilità dei morsetti. 3. Versare la soluzione da distillare nel pallone avendo cura di non riempirlo oltre la metà del pallone stesso. 3. Spargimento di infiammabili sul banco di lavoro. 3. Controllare che non vi siano stati versamenti accidentali, che il pallone sia perfettamente asciutto e che il livello non sia troppo alto. 4.Mettere nel pallone degli ebollitori quali granuli di pietra pomice, piccolissimi cocci di porcellana, o altri per rendere più regolare l'ebollizione. 4. Ebollizione violenta con risucchio di solvente. 4. Utilizzare gli ebollitori.

36 DESCRIZIONE DELLE FASI OPERATIVE INDIVIDUAZIONE DEI PERICOLI ISTRUZIONI DI SICUREZZA 5. Aprire il sistema di refrigerazione in modo che il flusso dell'acqua sia in controcorrente rispetto ai vapori da condensare, verificarne il flusso (né troppo lento, né troppo veloce) e la perfetta tenuta. 5. La mancata apertura del sistema di refrigerazione comporta l'aumento di pressione nell'apparecchiature, con eventuale rottura della stessa, la fuoriuscita di liquido e/o di vapori infiammabile nelle vicinanze di un mantello a temperatura elevata, con un elevato pericolo di incendio. 5. Verificare costantemente il sistema di refrigerazione eventualmente inserendo nel tubo di scarico un indicatore di flusso. 6.Porre il mantello riscaldante sotto il pallone e sopra un elevatore che porterà il mantello alla giusta distanza dal pallone in modo da permettere un rapido allontanamento del mantello riscaldante. 6. Vedi punto 1.6,Non introdurre tensioni nell'apparecchiatu ra e verificarne la stabilità. 7. Accendere il mantello riscaldante al minimo e alzare lentamente la temperatura. 7. Apparecchiatura elettrica a temperatura elevata. 7. Controllare il buon funzionamento del mantello riscaldante.

37 DESCRIZIONE DELLE FASI OPERATIVE INDIVIDUAZIONE DEI PERICOLI ISTRUZIONI DI SICUREZZA 8. Quando comincia il riflusso, regolare la temperatura in modo da avere un riflusso lento e costante. 8. Un'ebollizione troppo violenta può causare sovrapressioni e fuoriuscita di infiammabili. 8. Controllare costantemente l'ebollizione e regolare opportunamente il mantello riscaldante; non allontanarsi dal laboratorio. 9. Non riempire troppo il pallone di raccolta per evitare fuoriuscite. 9. Fuoriuscite di infiammabile in prossimità di fonti di calore. 9. Controllare costantemente la raccolta di distillato. 10. Spegnere il mantello riscaldante. 10. Ustioni.10. Non toccare le parti calde del mantello. 11. Chiudere la refrigerazione solo a raffreddamento avvenuto di tutto il sistema. 11. Sviluppo di vapori infiammabili non condensati. 11.Attendere il raffreddamento di tutto il sistema e controllare l'effettiva chiusura dell'acqua. 12. Avviare allo smaltimento il residuo della distillazione. 12. Sviluppo di vapori incondensati e spargimento di residui infiammabili. 12. Effettuare lo smaltimento in zona opportunamente ventilata.

38 DESCRIZIONE DELLE FASI OPERATIVE INDIVIDUAZIONE DEI PERICOLI ISTRUZIONI DI SICUREZZA 1.Raccogliere in opportuno contenitore etichettato il distillato. 1.Perdere il distillato o confonderlo con altri. 1.L'etichettatura deve essere chiara e durevole nel tempo. 1.Lavare e riporre con cura tutta la vetreria utilizzata. 1.Vedi punto 1. Dispositivi di protezione collettiva eseguire l'operazione sotto cappa Dispositivi di protezione individuale occhiali di sicurezza, camice, guanti Metodi di trasporto e stoccaggio Lo stoccaggio deve avvenire negli armadi o nei depositi dedicati ai prodotti infiammabili. IL trasporto deve avvenire con cautela in modo che la sicurezza del recipiente sia sempre assicurata. Procedure in caso di versamento o incidente Nel caso di fuoriuscita di acetone in presenza di apparecchiature sotto tensione o a temperature elevate, abbassare il vetro della cappa, staccare la corrente, allontanarsi ad una distanza di sicurezza avendo cura di avvertire del pericolo tutti gli operatori presenti nella zona, dirigersi verso l'estintore. Se la fuoriuscita avviene lontana da altre apparecchiature ed è di piccola entità raccogliere con materiale assorbente monouso la perdita e disporre lo smaltimento in sicurezza del materiale stesso. Se la fuoriuscita non avviene sotto cappa ma per esempio sul pavimento del laboratorio cercare di contenere il versamento con sabbia, delimitare la zona contaminata, avvisare gli altri addetti e procedere con la pulizia.

39 DecontaminazioneNon è necessario mettere a punto particolari procedure di decontaminazione, è sufficiente lavare la vetreria e le mani con acqua e sapone Area designataNon occorre designare un'area particolare per questa operazione, occorre solo lavorare sotto cappa. Collocazione della scheda di sicurezza (ove applicabile) Speciali autorizzazioni e /o procedure richieste (ove applicabile) Normativa specifica di riferimento (ove applicabile) Formazione degli addetti Addetti:________________________data____________ Addetti autorizzati e autorizzazione Addetti_____________________________________________________ Autorizzazione_______________________________________________ Firma______________________data____________________ Smaltimento rifiutiIl residuo di distillazione deve essere smaltito con gli altri rifiuti chimici


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