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Lo studio del 900 Un tema: Il nazionalsocialismo.

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Presentazione sul tema: "Lo studio del 900 Un tema: Il nazionalsocialismo."— Transcript della presentazione:

1 Lo studio del 900 Un tema: Il nazionalsocialismo

2 Il nazionalsocialismo - origini La Repubblica di Weimar (dal paese dove si riunì lassemblea costituente nel 1919) rappresenta la forma dello Stato tedesco sorto dopo la sconfitta nella prima guerra mondiale e la fuga dell'imperatore. Fu fin dall'inizio molto debole a causa della scarsa legittimazione popolare. Essa nacque in una caotica situazione, in cui moti rivoluzionari (a Berlino e Monaco, nel ) si accompagnarono a tentativi di colpi di stato d'estrema destra (W. Kapp). Solo il Partito socialdemocratico e i deboli partiti democratici sostennero l'ordinamento repubblicano; l'opinione pubblica nazionalista non accettò invece la politica rinunciataria dei primi governi verso le condizioni imposte dalla pace di Versailles.

3 Il nazionalsocialismo - origini Nel 1923 la repubblica dovette sostenere lo scontro con la Francia in merito al pagamento delle riparazioni (occupazione militare della Ruhr) La situazione economica del paese fu aggravata dall'iperinflazione, che provocò gravi danni soprattutto ai detentori di redditi fissi. 1924/1929: relativa stabilizzazione economica ed istituzionale con una diminuzione della forza degli opposti estremismi.

4 Il nazionalsocialismo - origini Una stabilizzazione economica basata su: –Piano finanziario Dawes (1924) –Piano finanziario Young (1929) –Cambio della moneta con il Renten mark (garantito dal patrimonio agricolo e industriale tedesco) Con questi piani finanziari proposti da due esponenti americani il pagamento delle riparazioni di guerra viene ridotto e rateizzato in 60 anni.

5 Il nazionalsocialismo - origini La Rentenmark è la valuta emessa nel novembre del 1923 per fermare l'inflazione postbellica. Sostituì la Papiermark, che era stata completamente svalutata. La Rentenmark fu solo una valuta temporanea, e non ebbe valore legale ma fu accettata dalla popolazione e riuscì effettivamente a fermare l'inflazione. Sostituita dalla Reichsmark (agosto 1924) rimase comunque in circolazione fino al termine del conflitto. A causa della crisi economica la Germania del dopoguerra non possedeva oro tale da garantire l'emissione di una moneta. Perciò la Rentenbank, che emetteva il Rentenmark, ipotecò le terre e le merci industriali per 3,2 miliardi per garantire l'emissione della moneta. La Rentenmark fu introdotta al cambio di 1$ = 4,2 RM. Il cambio rispetto alla Papiermark era 1 RM per 1012 Papiermark (mille miliardi di PM).

6 Il nazionalsocialismo - origini In campo internazionale, la politica di Stresemann avviò la Germania fuori dallisolamento internazionale postbellico. Accordo di Monaco (1923) tra Stresemann e Briand (Francia) Trattato di Locarno (ottobre 1925): negoziato tra la Germania e i suoi ex avversari, portò alla rinuncia all'uso della forza nelle reciproche relazioni, demandando le contestazioni territoriali a un organismo arbitrale.Si risolve apparentemente la questione del riconoscimento da parte della Germania dei confini a ovest e cioè con la Francia.

7 Il nazionalsocialismo - origini Lo "spirito di Locarno" sembrò preludere al definitivo superamento delle tensioni ereditate dal conflitto. Come conseguenza, nel 1926 la Germania aderì alla Società delle nazioni. Giudizi storiografici contrapposti sulla valenza del Patto in quanto minava lequilibrio di Versailles e riportava la Germania al pari delle altre potenze con Gran Bretagna e Italia garanti. Nel 1936, con loccupazione della Renania, Hitler denunciò di fatto gli accordi.

8 Il nazionalsocialismo - origini Le conseguenze della crisi economica del 1929 hanno una forte incidenza sulla presa del potere da parte del nazismo In generale si assiste a: 1)Protezionismo doganale 2)Ritiro investimenti e prestiti USA (soprattutto dalla Germania) 3)Deflazione e disoccupazione 4)- salari + tasse – spesa pubblica 5)Progressivo ma repentino crollo economia europea

9 Il nazionalsocialismo - origini La crisi economica internazionale del 1929 colpì duramente l'economia tedesca, che dipendeva dai crediti statunitensi. L'altissima disoccupazione esasperò milioni di tedeschi, che divennero preda della propaganda del Partito comunista e di quello nazionalsocialista. Nello stesso tempo, la classe dirigente conservatrice colse l'occasione per svuotare le istituzioni parlamentari. A partire dal marzo 1930 il parlamento fu esautorato da governi che rispondevano solo al presidente Hindenburg.

10 Il nazionalsocialismo - origini Dopo una serie di elezioni, in cui i nazionalsocialisti raccolsero crescenti consensi, i circoli conservatori imposero a Hindenburg la nomina di Hitler a cancelliere di un governo di coalizione. Speravano in tal modo di neutralizzarlo, servendosi al contempo del suo ampio seguito popolare. Un qualcosa di simile era accaduto durante la crisi del 1922 in Italia. Anche se la costituzione di Weimar non venne mai formalmente abrogata, la repubblica ebbe fine il 30 gennaio 1933, quando Hitler divenne cancelliere

11 Il nazionalsocialismo La conquista del potere Il nazionalsocialismo era un movimento politico, rappresentato dal Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori (Nsdap), fondato nel 1920 da Adolf Hitler. Le sue origini organizzative e politiche si identificano come prodotto della crisi postbellica tedesca, quelle culturali affondano nella lunga storia tedesca preunitaria La sua ideologia era fondata sulla superiorità della razza tedesca e su un radicale nazionalismo, ma propugnava anche una riduzione degli squilibri sociali. Si impose come un movimento politico di tipo nuovo, organizzato attorno alla figura di un capo carismatico (il Führer) e in grado di conquistare consensi di massa attraverso una propaganda capillare, che si serviva di parole d'ordine attraenti, secondo la quale il futuro Terzo Reich avrebbe risolto tutti i problemi del paese.

12 Il nazionalsocialismo La conquista del potere Dopo il fallimento del putsch di Monaco (1923), il partito si riorganizzò, abbandonando i progetti rivoluzionari, per scendere sul terreno della lotta parlamentare. La sua ascesa venne favorita dalla crisi del Negli anni seguenti ( ) il nazionalsocialismo conquistò un terzo dei voti alle elezioni politiche e divenne un fattore condizionante della vita politica. Non tralasciò però mai la lotta violenta, praticata nel completo disprezzo per i diritti umani. Dopo la nomina di Hitler a cancelliere, 1933, i fautori della "via legale" al potere, favorevoli a compromessi con i gruppi dirigenti tradizionali, dovettero fare i conti con coloro che propugnavano una prosecuzione della rivoluzione.

13 Il nazionalsocialismo La conquista del potere Risultati elettorali e crescita del consenso del NSDAP (Partito nazionalsocialista tedesco del lavoro) % % %

14 Il nazionalsocialismo La conquista del potere Alcune cause contingenti dellascesa del nazismo –Crollo produzione industriale del 50% –6 milioni di disoccupati –Scontri e violenze tra ali estreme (nazisti e comunisti) –Volontà di rivincita postbellica A questi elementi si sommano le vicende legate ad Hitler: –1923: tentativo di colpo di Stato (Monaco) –Stesura e diffusione del Mein kampf 1)Utopia nazionalista e razzista 2)Gli ebrei capro espiatorio crisi e sconfitta 3)Contro la pace di Versailles 4)Teoria dello spazio vitale

15 Il nazionalsocialismo La dittatura Incendio Reichstag ( )/opposizioni fuorilegge: è un evento cruciale per la vittoria del nazismo: –Alle 21:14 della sera del 27 febbraio 1933 una stazione dei pompieri di Berlino ricevette l'allarme che il Palazzo del Reichstag, sede del Parlamento tedesco, stava bruciando. L'incendio sembrò essersi originato in diversi punti, e per il momento in cui polizia e pompieri arrivarono, una grossa esplosione aveva mandato in fiamme l'aula dei deputati. Alla ricerca di indizi, la polizia trovò un comunista (M. Van der Lubbe), che si nascondeva dietro l'edificio; Adolf Hitler e Hermann Göring arrivarono poco dopo, e quando gli venne mostrato Van der Lubbe, Göring dichiarò immediatamente che il fuoco era stato appiccato dai comunisti e fece arrestare i capi del partito. Partito unico: elezioni autunno 33 NSDAP= 92%;

16 Il nazionalsocialismo La dittatura Scioglimento sindacati e nascita del Fronte del lavoro: –Organizzazione parastatale tedesca, istituita il 24 ottobre 1934 col fine di sostituire i sindacati tradizionali, già sciolti con la forza, come i partiti politici, dal regime nazionalsocialista (primavera-estate 1933). –Vi vennero riuniti obbligatoriamente i lavoratori di tutte le branche (i tedeschi che usano la mente o il braccio in attività creative, secondo il testo legislativo), compresi i datori di lavoro e i liberi professionisti. –L'organismo era controllato dal Partito nazionalsocialista. Agli aderenti era fatto divieto di avanzare rivendicazioni salariali o di classe. –In tal modo Hitler (che già con la legge 20 gennaio 1934, detta carta del lavoro, aveva tracciato le linee di una totale subordinazione della classe operaia) si propose di spezzare ogni germe di coscienza sindacale e politica. –Il Fronte, guidato da R. Ley, decise su ogni aspetto della vita lavorativa (retribuzioni, fisco, orari, assunzioni, trasferimenti) e predispose attività ricreative e sportive attraverso l'organizzazione Kraft durch Freude (La forza tramite la gioia).

17 Il nazionalsocialismo La dittatura Fuhrerprinzip: –traducibile in principio del capo o principio di supremazia del capo, si riferisce ad un sistema gerarchico di leader - simile al sistema militare - che abbiano un'assoluta responsabilità nell'area di loro competenza e che debbano rispondere solo ad un'autorità superiore pretendendo obbedienza assoluta dai loro inferiori. –Al vertice della gerarchia risiede il capo supremo che non deve rispondere delle sue azioni a nessuno ed è somma autorità dello Stato. –Il Führerprinzip venne utilizzato estensivamente nella società della Germania nazista e vide al vertice della piramide di responsabilità Hitler. –Tale principio vide un'applicazione, seppur meno categorica, anche nell'Italia fascista, nella Spagna di Franco ed in altri regimi dittatoriali del XX secolo.

18 Il nazionalsocialismo La dittatura Fine SA (Notte del lunghi coltelli – giugno 1934): –epurazione nazista dei vertici delle Sturmabtailung (SA) e degli oppositori politici di Hitler; –si ritiene che tra le 77 (dato ufficiale) e le 400 persone (alcuni storici portano il numero ad oltre 1.000) siano state assassinate. –L'epurazione fu il risultato di una battaglia politica tra i capi nazisti subordinati a Hitler: J.Goebbels, H.Göring, H.Himmler e R.Heydrich da una parte ed Ernst Röhm, il capo delle SA, dall'altra. –Hitler incoraggiò la lotta interna tra i suoi subordinati, ma il potere di Röhm e della sua organizzazione violenta spaventò i suoi rivali. Himmler fece falsificare delle prove per diffamare Röhm e le presentò a Hitler, alimentando il suo sospetto che Röhm intendesse usare le SA per lanciare un putsch contro di lui. 34: morte di Hindenburg e pieni poteri

19 Il nazionalsocialismo La dittatura Divenuto regime perseguì l'obiettivo, raggiunto parzialmente, di integrare i cittadini entro una fitta rete di organizzazioni e di farli aderire pienamente allideologia. Fallirono, anche a causa della guerra, i progetti di realizzare una società "nuova", fondata sui criteri razziali e di prestazione a favore della collettività e non su distinzioni sociali. La società tedesca venne mobilitata attraverso la manipolazione propagandistica e la repressione poliziesca, nonché con i successi diplomatici e militari che Hitler conseguì fino all'inizio del Il regime nazista può essere considerato una forma concreta di totalitarismo: tutti i poteri nelle mani di Hitler, non esistono altri soggetti legittimati (ad es. Chiesa o Re come in Italia), le organizzazioni di partito e collaterali sono parte integrante dello stato-nazione hitleriano

20 Totalitarismi Regimi autoritari del XIX secolo: potere nelle mani di poche persone, esclusa la partecipazione popolare Totalitarismi del XX secolo: 1)Coinvolgimento delle masse: partecipazione + consenso 2)Organizzazione totalitaria della società 3)Sfera privata

21 Il Terzo Reich Partito unico + fine libertà + Culto del capo unico interprete della volontà della nazione Militarizzazione della società e repressione poliziesca Riarmo e politica estera aggressiva (Lebensraum) Identificazione Stato-Partito Disciplinamento e irregimentazione delle masse Politica come azione estetica

22 Politica III Reich Propaganda e censura (Goebbels) Radio cinema parate scenografie sontuose architetture imponenti (Speer) Pianificazione economia: – : raddoppio produzione industriale, riarmo, occupazione, investimenti per 4 volte –rete autostradale di Km –Volkswagen

23 La politica estera 1936: Rimilitarizzazione Renania 1936: intervento Guerra civile spagnola a favore di Francisco Franco 1936: Patto con il Giappone contro lURSS 1936: Asse Roma-Berlino 1938: Anschluss 1938: Monaco e appeasement 1938: Occupazione dei Sudeti 15 marzo 1939: Occupazione della Boemia e della Moravia (Repubblica Ceca) e creazione di una Slovacchia stato satellite della Germania

24 La politica estera 22 maggio 1939: Patto d'Acciaio –Accordo firmato da Galeazzo Ciano e Joachim von Ribbentrop.. Il patto stringeva un'alleanza sia difensiva che offensiva fra i due Paesi. Nello specifico le parti erano obbligate a fornire reciproco aiuto politico e diplomatico in caso di situazioni internazionali che mettevano a rischio i propri "interessi vitali". –Questo aiuto sarebbe stato esteso al piano militare qualora si fosse scatenata una guerra; i due Paesi si impegnavano, inoltre, a consultarsi permanentemente sulle questioni internazionali e, in caso di guerra, a non firmare eventuali trattati di pace separatamente; la durata del trattato era inizialmente fissata in dieci anni.

25 La politica estera –Nel preambolo veniva garantita l'inviolabilità della frontiera del Brennero e si riconosceva l'esistenza di uno spazio vitale dell'Italia che la Germania si impegnava a non infrangere. –Il patto propriamente detto, era completato da un 'protocollo segreto' nel quale si rimarcava l'alleanza politica fra le due dittature e si dava accenno ai metodi attraverso cui la collaborazione economica, militare e culturale già prevista dal patto avrebbe dovuto implementarsi. –Il fatto che l'accordo avesse sia carattere difensivo che offensivo costituiva una sostanziale novità nella storia delle relazioni internazionali, in quanto la durata inusitata (dieci anni) e lo sbilanciamento della potenza bellica delle due Nazioni forniva alla Germania il potere di iniziativa, che comportò la definitiva soppressione dell'autonomia italiana circa la propria politica estera.

26 La politica estera –Alcuni membri del governo italiano, compreso il firmatario Galeazzo Ciano, ministro degli Esteri, si erano opposti al patto, ma invano. –Pur non essendo stabilita la data dell'inizio dei conflitti, cosa che appariva ormai inevitabile, Mussolini si assicurò di comunicare più volte a Hitler che l'Italia non sarebbe stata pronta alla guerra prima di due o tre anni, e ribadendolo nell'agosto dello stesso anno, attraverso una lettera conosciuta comunemente come "memoriale Cavallero", dal nome dell'ufficiale incaricato di consegnare il messaggio.

27 La politica estera –Il 23 maggio, tuttavia, il giorno dopo la firma del Patto d'Acciaio Hitler tenne un consiglio di guerra segreto: all'ordine del giorno c'era l'attacco alla Polonia. Per i tedeschi, il compito degli italiani doveva essere quello di contenere la reazione di Francia e Inghilterra nel Mediterraneo. –Mussolini ad ogni modo avrebbe potuto rifiutarsi di seguire in guerra la Germania, a causa della mancata consultazione dell'Italia prima dell'invasione della Polonia e della mancata comunicazione del patto Ribbentrop-Molotov, che poteva essere denunciata come una violazione dell'obbligo di consultazione permanente contenuto nel Patto d'Acciaio. Dopo nove mesi di forzata "non belligeranza", Mussolini entrò in conflitto al fianco della Germania nel giugno Settembre 1939: occupazione della Polonia e lo scoppio della II G. M


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