La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Scuola Superiore di Economia e delle Finanze La tassazione ambientale Alberto Majocchi Milano, 18 aprile 2013.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Scuola Superiore di Economia e delle Finanze La tassazione ambientale Alberto Majocchi Milano, 18 aprile 2013."— Transcript della presentazione:

1 Scuola Superiore di Economia e delle Finanze La tassazione ambientale Alberto Majocchi Milano, 18 aprile 2013

2 Sommario Le esternalità ambientali e il fallimento del mercato Gli strumenti della politica ambientale La politica contro i cambiamenti climatici La politica europea per ridurre le emissioni di CO 2 Le imposte ambientali in Italia

3 Le esternalità ambientali e il fallimento del mercato

4 Economia e ambiente Dal punto di vista ambientale lottimo livello di inquinamento è pari a zero Ma in termini economici si devono valutare i costi e i benefici delluso delle risorse ambientali La curva di domanda rappresenta il beneficio marginale che è misurato dalla willingness to pay del consumatore per ununità addizionale di consumo La curva di domanda aggregata rappresenta quindi la sommatoria dei benefici privati dellinsieme dei consumatori

5 Lequilibrio di mercato La curva di offerta riflette i costi di produzione del bene o servizio, inclusivi del costo del lavoro, del capitale, dellenergia e dei beni intermedi utilizzati nella produzione Questi costi possono essere considerati privati in quanto sono interamente sostenuti dal produttore Dato che la curva di domanda rappresenta i benefici privati e la curva di offerta i costi privati, in un mercato concorrenziale vengono massimizzati i benefici netti privati Il problema è se esiste un mercato perfettamente concorrenziale ovvero se un fallimento del mercato può avere un impatto sullambiente e provocare perdite di benessere sociale

6 Il fallimento del mercato: i beni pubblici Il mercato fallisce nella fornitura del livello ottimo di beni pubblici che sono contraddistinti da due caratteristiche: non rivalità e non escludibilità. In conseguenza, i consumatori di beni pubblici non avranno convenienza a esprimere le loro vere preferenze Il comportamento ottimale sarà il free-riding: nessuno esprimerà le sue vere preferenze dato che, se i prezzi pagati dagli altri consumatori coprono i costi di produzione del bene pubblico, il free rider avrà lopportunità di consumare il bene pubblico senza pagare il prezzo Vi sarà un fallimento del mercato in quanto il livello della domanda effettiva sarà inferiore a quello reale e la quantità prodotta dal mercato sarà quindi inferiore rispetto a quella ottima (The Tragedy of the Commons – G. Hardin, in Science 1968)

7 Il fallimento del mercato: le esternalità Unesternalità è un costo o un beneficio, associato a una transazione di mercato, esterno allunità che lha generato Unesternalità positiva si ha quando i benefici sociali superano i benefici privati. In questo caso, il livello di attività definito sul mercato è sub-ottimale Nel caso di unesternalità negativa il fallimento del mercato genera una disparità fra i costi marginale sociali e i costi marginali privati. Sul mercato il livello di attività Q p supera il livello ottimale Q s

8 I costi ambientali come esternalità F E QsQs QpQp Cmg p Cmg s

9 Lottimo sociale Luso delle risorse ambientali produce benefici (i profitti delle imprese) e costi (i danni dellinquinamento) Lottimo sociale viene raggiunto quando i benefici marginali sociali uguagliano i costi sociali Una volta raggiunto lottimo sociale in E, dato che i profitti sono decrescenti e i danni crescenti, non è possibile utilizzare ulteriori risorse ambientali senza ridurre il benessere sociale Se ci si muove da E verso destra (da Q s verso Q p ), si produce una perdita pari al triangolo EFG dato che i danni marginali sono maggiori dei benefici marginali

10 Lottimo sociale Danni Profitti E QsQs QpQp F G Q1Q1 O

11 Il teorema di Coase (1) Secondo Coase, indipendentemente dallattribuzione dei diritti di proprietà, sul mercato si sviluppa un processo di negoziazione che consente di raggiungere lottimo sociale Se i diritti di proprietà sono definiti a favore dellinquinatore, la produzione è massimizzata al livello Q 1 Coloro che subiscono linquinamento offriranno una compensazione se il prezzo che sono disposti a pagare (=danni evitati) è superiore al prezzo che linquinatore vuole ricevere (=profitti) Il processo si sviluppa fino al punto E in cui i danni sono pari ai profitti

12 Il teorema di Coase (2) Se i diritti di proprietà sono definiti a favori degli inquinati, la produzione è inizialmente pari a zero Gli inquinatori offriranno una compensazione se il prezzo che sono disposti a pagare (=profitti) è più elevato del prezzo richiesto dagli inquinati (=danni) Anche in questo caso si arriva al punto di equilibrio E dove il prezzo che gli inquinatori sono disposti a pagare è pari alla compensazione che gli inquinati richiedono per far fronte ai danni causati dallinquinamento dellambiente

13 Lambiente come bene pubblico B a +B b B a =B b C E F QQsQs O

14 I limiti del teorema di Coase Se su un lago vi è unazienda che inquina e due villaggi che usano lacqua per attrarre i turisti e beneficiano se lacqua è pulita, la qualità dellacqua è un bene pubblico dal momento che il consumo dei villaggi è non-rivale e non-escludibile Se B a e B b rappresentano il beneficio del controllo dellinquinamento per il villaggio A e per B, lottimo livello di disinquinamento si ha nel punto in cui B a + B b = C (il costo di depurazione), ossia nel punto E Ma ogni villaggio ha convenienza a comportarsi da free rider (contando che laltro villaggio proceda alla depurazione) in quanto potrebbe godere dei benefici senza pagare i costi Anche nel caso in cui un villaggio negozi con lazienda, lequilibrio viene raggiunto in F e lo stesso vale nel caso negozi laltro villaggio: fallimento del mercato

15 Gli strumenti della politica ambientale

16 Tipi di intervento pubblico Vi sono cinque tipi di intervento pubblico per correggere i fallimenti del mercato legati alle esternalità ambientali Moral suasion Produzione diretta di qualità ambientale Prevenzione dellinquinamento Regolamentazione Strumenti economici

17 Moral suasion Si ha moral suasion quando il governo promuove voluntary agreements al fine di influenzare in direzione favorevole allambiente i comportamenti delle imprese senza stipulare regole stringenti che le vincolino Per essere efficace il governo deve convincere il pubblico che i benefici di un comportamento più favorevole allambiente sono sostanzialmente maggiori dei costi Le imprese possono convincersi che il cambiamento del comportamento è conforme ai loro interessi in quanto ritengono che, se non si adattano volontariamente, restrizioni più severe sui loro comportamenti verranno imposte dal governo

18 Produzione diretta di qualità ambientale Programmi governativi possono ridurre il degrado dellambiente: piantando piante, aumentando lo stock di pesce, creando zone umide, trattando i liquami e bonificando i siti tossici La produzione da parte del governo di qualità ambientale può migliorare la situazione, ma sarebbe più efficace una prevenzione del degrado ambientale Sia la moral suasion che la produzione diretta di qualità ambientale hanno unapplicabilità limitata

19 Prevenzione dellinquinamento Questi programmi prevedono una partnership fra imprese e agenzie governative per aumentare la profittabilità di una riduzione dellinquinamento sviluppando tecnologie che sono al contempo più profittevoli e più pulite Lipotesi sottostante è che le conoscenze necessarie per sviluppare queste tecnologie vanno oltre le capacità di ogni singola impresa Questi programmi pongono laccento sullopportunità di essere pro-attivi nella riduzione dellinquinamento piuttosto che aspettare di reagire a nuove regolamentazioni Nel lungo periodo una politica pro-attiva può portare a una riduzione dei costi di depurazione

20 Regolamentazione I controlli diretti impongono vincoli sui comportamenti di famiglie e imprese. Se un comportamento viola i limiti imposti diventa illegale e le imprese o le famiglie devono sopportare le sanzioni previste dalla regolamentazione che ha imposto i controlli diretti Questi vincoli generalmente impongono limiti sulluso di inputs (per esempio, vietando luso di benzine che contengano piombo) o sulloutput (per esempio, attraverso limitazioni sulle emissioni delle vetture, proibizione del deposito a discarica di sostanze tossiche ovvero sullabbandono di rifiuti) nei processi di consumo o di produzione

21 Strumenti economici

22 Incentivi economici Lobiettivo degli incentivi economici è di far coincidere linteresse individuale con linteresse sociale Gli incentivi economici includono: - le tasse sullinquinamento -i sussidi -i permessi negoziabili di inquinamento -i sistemi di deposito a cauzione

23 Gli strumenti di mercato di politica ambientale Lo strumento tradizionale di politica ambientale è rappresentato dalle misure amministrative (command and control) Lidea sottostante è che in questo modo è possibile garantire il risultato ambientale Lalternativa è rappresentata dagli strumenti economici (strumenti di prezzo) In questa ipotesi il risultato ambientale dipende dal comportamento di produttori e consumatori e si può prevedere soltanto facendo qualche ipotesi sullelasticità dellofferta e della domanda (come reagiscono ai segnali di prezzo)

24 La tassa Pigouviana Pigou (1938) ha introdotto in letteratura lidea di esternalità e della conseguente divergenza fra costi e benefici privati e sociali Pigou ha sostenuto che lesternalità non può essere compensata attraverso una negoziazione contrattuale e ha suggerito luso di tasse che vadano a colpire lattività che genera lesternalità negativa Queste tasse sulle esternalità sono chiamate appunto tasse pigouviane

25 La tassa Pigouviana a b Q*Q MPC MPC* MSC D O

26 La tassa Pigouviana Il principio fondamentale è che la tassa elimina la divergenza fra costi marginali privati (MPC) e costi marginali sociali (MSC) Q rappresenta lequilibrio di mercato laddove la domanda copre i costi privati, mentre Q* è lottimo livello di produzione, laddove la domanda eguaglia i costi sociali La tassa deve essere commisurata alla divergenza fra costi privati e sociali al livello di produzione Q* (il segmento ab nel grafico), facendo spostare verso lalto di un ammontare corrispondente, fino al livello MPC*, la curva dei costi privati, eguagliando così i costi privati ai costi sociali Questo processo viene definito internalizzazione delle esternalità

27 Gli effetti distorsivi della tassazione D F E QQ1Q1 P P1P1 G H S S1S1 O

28 In un mercato competitivo, la domanda D rappresenta quanto i consumatori sono disposti a pagare per un certo ammontare di prodotto e la curva di offerta S rappresenta i costi crescenti per le imprese di diverse quantità di prodotto Il mercato è in equilibrio in E, dove la domanda eguaglia lofferta, con una quantità Q e un prezzo P Se si introduce unaccisa con un tasso pari a GF, la curva di offerta si sposta verso S 1 Un nuovo equilibrio è raggiunto in F, dove D è uguale alla nuova curva di offerta S 1 (inclusiva dellimposta), con una contrazione conseguente del prodotto da Q a Q 1 e un aumento del prezzo da P a P 1

29 Gli effetti distorsivi della tassazione Prima dellimposta il surplus sociale era pari allarea OED, dove OEP rappresenta il surplus del produttore (la differenza fra il prezzo di mercato e la curva dei costi S) e PED è il surplus del consumatore (la differenza fra la domanda e il prezzo di mercato) In presenza di unaccisa il surplus sociale si riduce allarea OGFD, dove OGH è il surplus del produttore e DFP 1 il surplus del consumatore Larea HGFP 1 rappresenta il gettito dellimposta, che viene riciclata alleconomia attraverso la spesa pubblica La differenza fra il surplus sociale prima e dopo limposta è pari all area GFE che rappresenta una perdita di benessere

30 La tassa Pigouviana non è distorsiva S S1S1 E Q Q1Q1 F G H M N D O P

31 Lequilibrio di mercato si trova in E con un prodotto OQ e un prezzo OP Se si considerano anche i danni derivanti dallinquinamento e la curva dei costi sociali diventa S 1, inclusiva di una tassa Pigouviana pari ai danni dellinquinamento, lequilibrio è in F con una produzione ridotta Q 1 e un prezzo accresciuto OM Il surplus sociale iniziale era pari a OED. Dopo limposta il surplus del produttore è OGN, il surplus del consumatore DFM, mentre NGFM è il gettito dellimposta Pigouviana Vi è una perdita di benessere pari allarea FHE, ma questarea è minore dei danni evitati (area HEGF) Il benessere sociale è accresciuto dellammontare FHE

32 Minimizazzione dei costi totali di disinquinamento MAC E O HM N T Depurazione

33 Minimizazzione dei costi totali di disinquinamento Se il livello di inquinamento è pari a OM e la tassa fissata dal regolatore è OT, linquinatore dovrà pagare un ammontare totale di tassa pigouviana pari a OTNM Ma il costo totale può essere ridotto riducendo il livello di inquinamento dato che i costi di depurazione (la curva MAC) sono inferiori allimposta per le ultime unità di produzione Questo comportamento è ottimale fino al punto in cui la tassa per unità di inquinamento è superiore al costo marginale di depurazione, ossia fino al punto E

34 Minimizazzione dei costi totali di disinquinamento Se limposta è inferiore al costo marginale di depurazione linquinatore può ridurre il costo totale aumentando il livello di inquinamento e pagando unimposta più bassa dei costi di depurazione Lequilibrio viene di nuovo raggiunto nel punto E dove limposta è pari al MAC e nessun cambiamento ulteriore può ridurre i costi totali. Linquinatore manterrà un livello di inquinamento OH e pagherà un imposta pari a OTEH. La depurazione è pari a HM con un costo totale EHM. Il costo minimo totale è pari a OTEM Se tutti devono pagare la stessa imposta, si eguaglieranno i costi marginali di depurazione per tutti gli inquinatori, minimizzando così i costi totali per ottenere un determinato livello di inquinamento

35 Una combinazione di misure cost-effective In molti casi per ragioni ecologiche o sanitarie vi è una soglia nella funzione dei danni: fino a un certo punto non vi è alcun danno o i danni sono molto limitati, dopo questa soglia i danni crescono a un ritmo molto elevato In questi casi è opportuno fissare uno standard quantitativo di inquinamento dato che il limite della soglia non deve essere superato Se vi sono molte fonti di inquinamento il problema diventa quello di distribuire lammontare consentito di inquinamento fra le diverse fonti in modo cost-effective

36 Una combinazione di misure cost-effective La soluzione più cost-effective è una combinazione di uno standard con unimposta pigouviana Lo standard fissa un limite quantitativo di emissioni inquinanti in una data area, mentre limposta ha la funzione di distribuire lammontare totale di emissioni consentite fra le differenti fonti di inquinamento Dato lo standard, che è determinato dallevidenza scientifica che mostra lesistenza di una soglia nella funzione dei danni, la cost-effectiveness è garantita se i costi marginali di depurazione sono eguagliati fra le diverse fonti di inquinamento

37 Una combinazione di misure cost-effective A1A1 A2A2 B O A* A/2 C(A) 1 C(A) 2 D A1A1 E t1t1 t0t0

38 Una combinazione di misure cost-effective La depurazione della fonte 1 è mostrata da sinistra a destra, mentre la depurazione della fonte 2 da destra a sinistra Nel punto B viene raggiunto il minimo del costo totale di depurazione laddove il costo marginale di depurazione della fonte 1 eguaglia il costo marginale di depurazione della fonte 2 Se laliquota dimposta fissata dal regolatore è t 0, la fonte 1, con un MAC minore, depurerà la quantità OA 1, che è maggiore della quantità OA 2 depurata dalla fonte 2, che ha un MAC più elevato Larea OBA* rappresenta il minimo costo totale di depurazione, dove OBA 1 rappresenta i costi della fonte 1 e A*BA 1 i costi della fonte 2

39 Una combinazione di misure cost-effective Se il regolatore ha scelto di distribuire la quantità di depurazione necessaria in misura uguale fra le due fonti, fissando uno standard pari a A/2 o unimposta pari a t 1, i costi di depurazione per la fonte 1 sarebbero pari a OE(A/2) e per la fonte 2 a A*D(A/2) I costi totali sarebbero risultati più elevati rispetto alla soluzione ottimale cost-effective di un ammontare pari allarea EBD

40 La funzione dei danni marginali D mg P D E Quantità O

41 La funzione dei danni marginali Le emissioni inquinanti sono indicate sullasse orizzontale, in misura supposta proporzionale alla quantità prodotta, e la misura dei danni provocati dallinquinamento sono indicati sullasse verticale La possibilità di misurare in termini monetari i danni dellinquinamento (ad esempio, i danni alla salute e gli effetti sugli ecosistemi) è dubbia e lesatto valore dei danni è incerto Normalmente la funzione dei danni ha una pendenza che cresce a un tasso crescente, ma è altrettanto possibile immaginare una funzione diversa - un effetto soglia (i danni iniziano a manifestarsi a un certo livello di inquinamento) - i danni hanno un valore positivo fin dalle prime unità di inquinamento (inquinanti tossici)

42 La funzione dei costi marginali di depurazione C MAC E O Q inquinamento depurazionet P

43 Informazioni imperfette sulle funzioni Il regolatore non ha sempre una conoscenza perfetta dei costi marginali di depurazione e dei danni marginali In una situazione di informazioni imperfette è possibile che venga definito un livello obiettivo di inquinamento (e di depurazione) corrispondente a un obiettivo politico da conseguire al costo minimo (soluzione di second best) In ogni caso, occorre considerare attentamente le implicazioni di informazioni imperfette nella scelta dello strumento ottimale di politica ambientale

44 La scelta dello strumento ottimale Nellambito della politica ambientale si possono utilizzare strumenti di prezzo (ad esempio, una carbon tax nel caso della politica di controllo delle emissioni di CO 2 ) o strumenti di quantità (ad esempio, emission permits). Si pone un problema di scelta con informazione imperfetta Lapproccio di Weitzman (Prices vs Quantities,1974): la scelta dello strumento ottimale dipende dalla pendenza relativa delle funzioni di danno e di costo If the slope of the marginal costs is steeper, price controls are more effective, and if the relative slope of marginal damages is steeper, than quantity controls are more effective

45 La scelta in condizioni di incertezza Se i benefici marginali della riduzione di emissioni sono assunti più elevati di quelli reali, la scelta dello strumento ottimale non viene influenzata in quanto il deadweight loss è analogo con la tassa o con uno strumento quantitativo Se i costi marginali di depurazione sono più elevati di quelli previsti, e i benefici marginali non sono molto ripidi, il risultato non è ottimale, ma la tassa provoca un minore eccesso di pressione I permessi negoziabili – o comunque standard quantitativi - sono preferibili se, con costi di mitigazione relativamente costanti (costs optimism), è elevata la probabilità di esiti catastrofici con laumento delle emissioni (threshold effect)

46 Incertezza sui benefici marginali della depurazione

47 Sullasse orizzontale è misurata la quantità di emissioni e, spostandoci da destra verso sinistra, la quantità di depurazione MB A è la curva con pendenza negativa che mostra i benefici marginali della riduzione delle emissioni (o, vista dallorigine O, la curva con pendenza positiva che mostra i danni marginali delle emissioni) MC A è la curva con pendenza positiva che mostra il costo marginale di depurazione (muovendosi da destra verso lorigine dellasse orizzontale)

48 Incertezza sui benefici marginali della depurazione Se linformazione è perfetta, lottima quantità di emissioni – e la corrispondente ottima quantità di depurazione – viene raggiunta imponendo una tassa sulle emissioni EQ o limitando le emissioni direttamente al livello Q Se la tassa o il limite quantitativo sono fissati ipotizzando una curva dei benefici marginali MB A, mentre la curva reale è MB A, le emissioni saranno al livello Q sia con una tassa T* che con un limite quantitativo – mentre il livello ottimale sarebbe Q La perdita di benessere derivante dalleccesso di depurazione dovuta alla sovrastima dei benefici sarà simile (il triangolo EEF). Lincertezza sulla curva dei benefici marginali non influenzerà la scelta fra tassa e strumenti quantitativi

49 Incertezza sui costi marginali della depurazione

50 Se i costi marginali MC A sono più elevati di quelli ipotizzati dal regolatore (MC A ), e i benefici marginali non sono molto ripidi, il risultato è in entrambi i casi sub-ottimale, ma la tassa provoca una perdita di benessere minore T* e Q P sono posti assumendo costi e benefici marginali MC A e MB A. Ma la curva effettiva dei costi marginali di depurazione è MC A, quindi lequilibrio dovrebbe essere in Econ una quantità di emissioni pari a Q La tassa provoca una perdita pari al triangolo EGH dato che le imprese conoscono i costi reali e, con una tassa T*, limiteranno la depurazione a Q T, inferiore al livello ottimale, mentre il limite quantitativo posto a Q P arrecherà una maggiore perdita pari al triangolo EEF a causa della sottostima dei costi di depurazione e il conseguente eccessivo livello di depurazione delle emissioni

51 Incertezza sui costi marginali della depurazione

52 Se con danni marginali fortemente crescenti il regolatore fissa una tassa T* e un limite quantitativo Q, la perdita di benessere è molto ampia con la tassa– il triangolo EGH – dato che le imprese conoscendo i costi reali limiteranno la depurazione a Q T, mentre la perdita sarà minore – il triangolo EFF – con un limite quantitativo dato che la depurazione effettiva sarà superiore alla quantità ottimale soltanto nella misura QQ P Se i costi marginali effettivi MC A sono più elevati di quelli ipotizzati dal regolatore (MC A ), il limite quantitativo può essere considerato ottimale se i costi di mitigazione sono relativamente costanti (costs optimism) e la curva è relativamente piatta, mentre è elevata la probabilità di esiti catastrofici a seguito di un aumento delle emissioni (threshold effect) e la curva dei benefici marginali dopo un certo livello di emissioni diventa molto ripida

53 Un confronto fra tasse e standards AC 1 AC 2 AC 3 Q1Q1 Q 2 Q Q3Q3 O AB C E T Q2Q2 D

54 Un confronto fra tasse e standards Nellipotesi che i costi di depurazione delle imprese siano diversi, se il regolatore stabilisce uno standard di depurazione uguale per ogni impresa pari a OQ 2, i costi totali di depurazione sono pari a ODQ 2 per limpresa 1, OBQ 2 per limpresa 2 e OEQ 2 per limpresa 3, mentre la depurazione totale sarà pari a tre volte OQ 2 (quantità di depurazione effettuata da ognuna delle tre imprese) Se viene introdotta unimposta T, pari ai costi marginali esterni (danni), ogni impresa depurerà fino al punto in cui i costi marginali di depurazione sono uguali allimposta. Dopo questo punto non conviene più abbattere linquinamento e le imprese preferiscono pagare limposta

55 Un confronto fra tasse e standards Limpresa 1 con i costi di abbattimento più elevati depurerà in misura minore fino ad A con una depurazione pari a OQ 1 e un costo pari a OAQ 1 ; limpresa 2 fino al punto B, con un abbattimento OQ 2 e un costo OBQ 2 ; e limpresa 3 fino al punto C con il livello di abbattimento più elevato OCQ 3 e un costo OCQ 3 La depurazione totale è identica per la tassa e per lo standard e pari a tre volte OQ 2 se la riduzione nellattività di depurazione dellimpresa 1 (Q 1 Q 2 ) è uguale allaumento dellabbattimento dellimpresa 3 (Q 2 Q 3 ), mentre per limpresa 2 la depurazione è uguale con lo standard e con limposta

56 Un confronto fra tasse e standards Il risparmio dimposta è pari all area Z = Q 1 ADQ 2 per limpresa 1, mentre per limpresa 2 i costi sono identici con limposta e con lo standard. Per limpresa 3 vi è una riduzione dei costi pari allarea W = Q 2 ECQ 3 Larea Z è maggiore dellarea W dato che le basi sono identiche (Q 1 Q 2 = Q 2 Q 3 ) per lipotesi fatta che la depurazione totale deve essere uguale con entrambi gli strumenti, mentre laltezza Q 2 D è maggiore di Q 3 C I costi totali di abbattimento sono minori con unimposta rispetto allo standard in quanto, se tutti devono pagare la stessa imposta, si eguaglieranno i costi marginali di depurazione per tutti gli inquinatori, minimizzando così i costi totali per ottenere un determinato livello di inquinamento

57 I permessi negoziabili di inquinamento C(A 1 ) C(A 2 ) D B E O A2A2 O A1A1 A1A1 A0A0 A* P

58 I permessi negoziabili di inquinamento Un sistema di permessi negoziabili di inquinamento prevede la determinazione di un livello obiettivo di inquinamento e, conseguentemente, di abbattimento richiesto dellinquinamento OA*, che deve essere distribuito fra i diversi inquinatori Si distribuiscono i permessi di inquinamento fra gli inquinatori, ma, una volta effettuata lallocazione iniziale dei permessi, gli inquinatori sono liberi di comprare e vendere i diritti di inquinamento I permessi negoziabili di inquinamento uguagliano i costi marginali di abbattimento (MAC) fra gli inquinatori dato che per chi ha costi marginali di abbattimento più elevati del prezzo dei permessi è possibile ridurre i costi totali comprando altri permessi e inquinando di più; il contrario vale per gli inquinatori con costi inferiori al costo di un permesso

59 I permessi negoziabili di inquinamento Gli inquinatori hanno un incentivo a comprare e vendere permessi fino a quando il prezzo dei permessi è diverso rispetto ai MAC di ciascun inquinatore Dato che in un mercato competitivo vi sarà sempre un solo prezzo dei permessi, i costi marginali di abbattimento saranno uguagliati per tutti gli inquinatori quando il mercato dei permessi è in equilibrio, quindi i costi totali di abbattimento saranno minimizzati Se inizialmente cè una distribuzione uguale dei permessi per limpresa 1 e 2, lobbligo di abbattimento è identico per entrambe le imprese. Se lammontare di abbattimento è misurato da O verso destra per limpresa 1 e da destra a sinistra per limpresa 2, limpresa 1 abbatterà lammontare OA 0 e limpresa 2 A*A 0

60 I permessi negoziabili di inquinamento Il mercato dei permessi non è in equilibrio dato che i costi marginali di abbattimento per limpresa 2 (DA 0 ) sono più elevati dei MAC per limpresa 1 (EA 0 ) che ha interesse a vendere i permessi, mentre limpresa 2 ha interesse a comprarli fino al punto di equilibrio B Il prezzo di equilibrio dei permessi è P, lammontare di abbattimento dellinquinamento è OA 1 per limpresa 1 (più elevato di quello iniziale) e A 1 A* per limpresa 2 (minore di quello iniziale). Rispetto alla situazione iniziale lincremento del beneficio è pari a EDB Viene raggiunto lobiettivo di abbattimento totale pari a OA* - e al contempo di livello totale residuo di inquinamento -, mentre viene minimizzato il costo per raggiungere questo obiettivo dato che il mercato dei permessi ha redistribuito lonere dellabbattimento in una misura più elevata verso limpresa con i MAC minori

61 Il prezzo di equilibrio dei permessi D Q0Q0 Q1Q1 O F E AO P1P1 H

62 Nel grafico linquinamento è mostrato da sinistra a destra e labbattimento da destra verso sinistra. La curva di domanda per i permessi mostra sia i benefici derivanti dallinquinamento, sia i costi di abbattimento Se il prezzo dei permessi sul mercato è P 1 limpresa ha una convenienza a aumentare linquinamento da OQ 0 a OQ 1 dato che i benefici dellinquinamento sono più elevati (ovvero i costi marginali di abbattimento sono minori) del prezzo dei permessi Il beneficio totale di questo incremento dellinquinamento (o di riduzione dellabbattimento) è rappresentato dallarea EHF Quando il prezzo uguaglia il beneficio marginale (o il costo marginale di abbattimento) il mercato è in equilibrio

63 I depositi rifondibili Costi marginali sociali di uno smaltimento non corretto Costi privati marginali di uno smaltimento corretto T E Q R O Q0Q0 B

64 I depositi rifondibili Con smaltimento corretto si intende che i rifiuti sono raccolti per il riuso o il riciclo. Se vi è uno smaltimento non corretto – per esempio, scaricando i rifiuti in una discarica – si generano costi sociali (esternalità negative), mentre i benefici privati sono i costi evitati Uno strumento per raggiungere il livello ottimale di smaltimento corretto è di fissare unimposta al livello T. Dato che limposta è più elevata del costo di uno smaltimento corretto per il segmento Q 0 Q, soltanto lammontare di rifiuti OQ è smaltito in modo improprio Una imposta sarà tuttavia difficile da riscuotere dato che vi sono illimitate possibilità di smaltimento improprio, il che rende i costi di monitoraggio e controllo molto elevati

65 I depositi rifondibili Un sistema di depositi rifondibili è simile allimposta, ma invece di far pagare per lo smaltimento improprio, il deposito viene fatto pagare al consumatore quando acquista e verrà rimborsato quando il rifiuto viene riportato per essere smaltito in modo corretto Se il tasso del deposito è OT, il consumatore pagherà un deposito totale pari allarea OTBQ O, ma troverà conveniente riciclare un ammontare pari a Q 0 Q dato che i costi di uno smaltimento corretto sono inferiori al deposito e riceverà un ammontare a QQ 0 BE come rimborso Lequilibrio si ha nel punto E con un costo sociale totale pari a OQE (danni dello smaltimento improprio) più QQ 0 E (costi privati di riciclaggio)

66 Sussidi per linquinamento MAC E Q O S QpQp F

67 Sussidi per linquinamento Questo tipo di incentivo economico paga allinquinatore un ammontare fisso per ogni unità di riduzione dellinquinamento. Se cè un sistema di sussidi linquinatore valuterà se il costo di abbattere ununità di inquinamento è minore del pagamento che riceverà se effettua la depurazione Linquinatore godrà di un profitto netto nella misura in cui il sussidio unitario supera il costo di abbattimento. Linquinatore ridurrà linquinamento fino a OQ dato che in E il sussidio è uguale al costo marginale di depurazione Riducendo linquinamento da Q p a Q limpresa riceve un sussidio uguale a QQ p FE mentre i costi di abbattimento sono Q p EQ Se lammontare di un sussidio unitario è uguale a unimposta unitaria, i due sistemi provocano la stessa reazione da parte dellinquinatore

68 Sussidi per linquinamento La differenza più importante fra tasse e sussidi è che i sussidi trasferiscono risorse a favore degli inquinatori che ricevono un pagamento, mentre con le tasse devono pagare La differenza non riguarda soltanto gli effetti distributivi dato che i sussidi rendono più profittevoli le imprese inquinanti, e quindi con i sussidi ci sarà nel settore una produzione maggiore che con le imposte Se un numero sufficiente di nuove imprese entrerà sul mercato grazie alla maggiore profittabilità garantita dai sussidi, ne può risultare, almeno inizialmente, un aumento dellammontare di inquinamento

69 La politica contro i cambiamenti climatici

70 La tassazione dellenergia Per ridurre le emissioni di CO 2 che rappresentano il fattore antropico più rilevante nella determinazione dei cambiamenti climatici uno strumento utilizzabile è la tassazione dellenergia I combustibili fossili rappresentano la fonte di emissioni più rilevante Altre fonti di emissioni di GHG sono lagricoltura (N 2 O), la fermentazione intestinale del bestiame e lo smaltimento di rifiuti in discarica (metano)

71 Le emissioni di CO 2 Negli Stati Uniti il 79,9% delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) dipendono dalla combustione di combustibili fossili I quattro maggiori utilizzi dei combustibili fossili sono nellindustria, nei trasporti, nel residenziale e nel commercio Per lelettricità le emissioni dipendono dalluso di combustibili fossili nella generazione di energia elettrica, che a sua volta viene consumata nei diversi settori Lelettricità può essere generata da fonti che non emettono anidride carbonica

72 Le emissioni di CO 2 NellEuropa a 27 il totale delle emissioni ammonta ( 2010) a 4721 miliardi tCO 2 Contribuisce per circa il 12% al totale delle emissioni di origine antropica a livello mondiale Nel periodo le emissioni totali sono diminuite del 15,5% nellEU27 e del 10,6 nellEU15 Le emissioni provengono per circa il 20% dal settore manifatturiero, per il 30% dalla produzione di energia, per l8% dal residenziale, per il 3,1% dal settore commerciale, per il 10% dallagricoltura, per il 24,3% dai trasporti

73 La carbon tax Per limitare le emissioni di CO 2 si può utilizzare o una tassa sul consumo di energia o una tassa sul contenuto di carbonio di ciascuna fonte Lobiettivo del primo strumento è favorire il risparmio energetico facendo aumentare il costo dei combustibili La carbon tax permette di promuovere lutilizzo di fonti di energia a minor contenuto di carbonio in quanto incide più direttamente sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica

74 La base imponibile della carbon tax In linea di principio una tassa ottimale dovrebbe colpire tutte le attività che generano emissioni di GHG Le fonti di emissioni sono molteplici e alcune danno un contributo limitato ai cambiamenti climatici, ma la tassazione di queste fonti ha elevati costi amministrativi Per definire lottima base imponibile occorre confrontare i risparmi amministrativi di una base ristretta e i benefici in termini di efficienza di una base ampia Se i costi di abbattimento di una particolare fonte di emissioni sono molto ridotti, il costo totale di riduzione delle emissioni si riduce allargando la base imponibile

75 Lallargamento della base imponibile A B OAnAb

76 Lallargamento della base imponibile La curva dei costi marginali di abbattimento MAC più ripida rappresenta una base imponibile ristretta Se allargando la base imponibile si possono includere emissioni con ridotti costi di abbattimento la curva ruota verso destra Il livello ottimale di abbattimento aumenta da A n a A b Il beneficio derivante da questo allargamento della base imponibile è pari al triangolo OAB

77 Lunità imponibile Ununità di combustibile fossile emette una certa quantità di CO 2 quando viene bruciata e vi è quindi perfetta proporzionalità fra input di combustibile e output (emissioni) Si deve scegliere se tassare le emissioni dove sono prodotte (principio di origine) o dove i prodotti vengono consumati (principio di destinazione) La scelta del soggetto dimposta è legata alla minimizzazione dei costi di esazione e di monitoraggio Se il prelievo avviene upstream i costi sono più bassi: minor numero di contribuenti e più facilità di controllo

78 Le aliquote dimposta Le stime dellottima aliquota variano ampiamente. In uno studio del 2005 lIPCC ha passato in rassegna 100 paesi diversi e ha calcolato unaliquota media di $12 per tCO 2, ma le stime variano da $3 a $95, sottolineando che probabilmente si tratta di sottostime Il gettito atteso dipende dalla base imponibile e dallelasticità delle emissioni rispetto allimposta, ma negli Stati Uniti una stima di Metcalf (2008) calcola con unaliquota modesta un gettito che potrebbe variare fra 75 e 100 miliardi di dollari, ma con unaliquota di $25 per tCO 2 potrebbe raggiungere nel 2015 una somma variabile fra 69 e 126 miliardi di dollari

79 Gli effetti distributivi Hassett (2009) ha studiato limpatto di unimposta pari a $15/tCO 2 nei bilanci familiari e ha rilevato che limpatto di una carbon tax è probabilmente fortemente regressiva - con un carico che varia da $3.74 per il primo decile a $0.81 per il decile più elevato-, anche se la regressività tende a diminuire nel tempo in quanto limposta viene traslata in parte sui possessori della risorsa e sui proprietari del capitale La regressività può essere compensata utilizzando il gettito per ridurre il carico fiscale sui redditi da lavoro (imposte dirette o contributi sociali)

80 Luso del gettito Il gettito può essere utilizzato per favorire la transizione verso una low-carbon economy, finanziando attività di ricerca e sviluppo volte a promuovere fonti di energia pulite e una maggiore efficienza energetica In presenza di una carbon tax possono essere rimossi i sussidi che vengono concessi alle fonti rinnovabili in quanto già favorite dallaggravio di imposta sulle fonti che generano emissioni di anidride carbonica Il gettito può essere utilizzato per promuovere le tecnologie di carbon capture and storage o per migliorare la rete di trasmissione di energie rinnovabili (energia eolica o solare)

81 Carbon tax e commercio internazionale Se la carbon tax viene imposta unilateralmente si pone il problema della competitività rispetto ai paesi che non lhanno introdotta Si possono manifestare fenomeni di carbon leakage, ossia di delocalizzazione della produzione, con effetti negativi sia dal punto di vista economico che ambientale Nel paese di destinazione lefficienza economica ed energetica può essere inferiore Limposta ambientale ha un effetto distorsivo sugli scambi internazionali

82 I border tax adjustments (BTA) Laggiustamento fiscale alla frontiera implica limposizione di una tassa sulle importazioni per compensare limposizione che grava sulla produzione domestica e il ristorno della tassazione domestica sulle esportazioni Se due paesi gravano con aliquote simili le emissioni di anidride carbonica (hanno lo stesso carbon price) i BTA non sono necessari Se i carbon prices sono diversi, i BTA garantiscono un level playing field e evitano distorsioni alla concorrenza di origine fiscale

83 Gli effetti dei BTA Il gettito dei diritti compensativi allimportazione e dei ristorni allesportazione può essere diverso in quanto si possono scambiare, oltre a prodotti carbon intensive, servizi o prodotti non carbon intensive Lallocazione del gettito dipende dalladozione di un origin o un destination system. I paesi che importano beni carbon intensive ottengono un gettito se adottano il principio di destinazione, mentre i paesi esportatori di beni carbon intensive hanno un gettito con il principio di origine

84 Gli effetti dei BTA Per il petrolio, nel caso che lestrazione avvenga nel paese A e la raffinazione e il consumo nel paese B, se la carbon tax viene prelevata al pozzo e non vi sono BTA il paese A trattiene il gettito. Se in entrambi i paesi vi sono BTA, il paese B importa il petrolio netto da imposta e lo grava al consumo, ottenendo così un gettito addizionale. Il BTA trasferisce il gettito dal paese esportatore al paese importatore Se limposta viene prelevata al momento della raffinazione o del consumo il BTA non produce effetti sulla destinazione del gettito

85 Problemi legali con i BTA Le regole del Gatt consentono di imporre una tassa sulle importazioni se vi è una tassa domestica sui like products. I concetti rilevanti sono quindi due: likeness e product Il concetto di likeness non considera i metodi di produzione. Due prodotti sono simili se hanno la stessa destinazione (utilizzazione), anche se i rispettivi metodi di produzione sono diversi Se quindi un prodotto estero utilizza il carbone come fonte di energia e il prodotto domestico energia idro-elettrica non si può tassare allimportazione con aliquota più elevata di quella interna per tener conto delle maggiori emissioni del bene importato

86 Problemi legali con i BTA La tassa domestica deve essere sul prodotto, mentre loggetto della carbon tax sono le emissioni di carbonio La tassa domestica può variare a seconda della fonte di energia utilizzata, quindi dipende dal metodo di produzione, che non viene considerato dalle regole del Gatt come una caratteristica che differenzia il prodotto In definitiva, le regole del Gatt che prevedono la possibilità di imporre una tassa alle importazioni pari a quella che grava sui like products domestici non sembrano facilmente applicabili nel caso della carbon tax

87 Problemi legali con i BTA La giustificazione dei BTA si può trovare nella eccezione ambientale alle regole del Gatt (articolo XX), che consente di imporre misure di restrizione allimport relating to the conservation of exhaustible natural resources if such measures are made effective in conjunction with restrictions on domestic production or consumption Tali misure sono consentite subject to the requirement that such measures are not applied in a manner which would constitute a means of arbitrary or unjustifiable discrimination between countries where the same conditions prevail, or a disguised restriction on international trade

88 La determinazione del carbon content Limposizione di BTA presuppone la determinazione del carbon content dei beni importati Si può determinare facendo riferimento alle emissioni domestiche con il metodo di produzione più diffuso. Ma spesso le importazioni sono state prodotte con metodi di produzione diversi Se si vuole imporre un BTA corretto occorre fare riferimento al metodo di produzione più diffuso nel paese produttore Il problema consiste nellottenere adeguate informazioni da parte del paese esportatore In definitiva, i BTA dovrebbero essere utilizzati nei confronti dei paesi che non hanno un carbon price e imposti soltanto sui beni maggiormente carbon intensive

89 La politica europea per ridurre le emissioni di CO 2

90 La proposta europea di una carbon-energy tax Nel 1992 (in vista della Conferenza di Rio) lUE ha proposto una carbon-energy tax, con lobiettivo di promuovere il risparmio energetico e il fuel- switching verso fonti di energia con minor contenuto di carbonio Caratteri positivi della proposta: a) gradualismo. Laliquota iniziale è di $ 3 al barile e aumenta di un dollaro ogni anno. A regime è di $ 10 al barile (con un prezzo del barile allepoca intorno ai $ 20); b) revenue-neutrality. Il gettito viene riciclato sotto forma di riduzione dei contributi sociali. Lidea sottostante è il doppio dividendo (ambientale e occupazionale )

91 I limiti della proposta Lintroduzione dellimposta in Europa è condizionata a scelte analoghe negli altri paesi industrializzati. In questo modo non si riuscirà mai introdurre una nuova imposta ambientale Esenzioni per i settori maggiormente energy-intensive. Si annullano gli effetti positivi sullambiente. Scelta dettata dal timore di ripercussioni negative sulla competitività dellindustria europea e di carbon leakages La proposta della Commissione non è stata approvata dal Consiglio (opposizione inglese e dei paesi catching-up)

92 Gli impegni di Kyoto Sulla base del Protocollo di Kyoto i 15 paesi membri dellUE ai tempi della firma si sono impegnati a ridurre le emissioni di sei GHG nel periodo dell8% al di sotto del livello 1990 (per lItalia limpegno è per una riduzione al 92,5% dellanno base) Nel 2010 le emissioni nellUE-15 si trovano al disotto dell11% rispetto al La EEA stima che le emissioni nel 2011 siano scese ulteriormente fino al 14% al di sotto del livello dellanno base LUE si è impegnata unilateralmente a ridurre le emissioni del 20% rispetto al 1990 entro il 2020

93 I permessi negoziabili Per combattere i cambiamenti climatici lUnione europea ha adottato una Direttiva (2003/87) che definisce A scheme for greenhouse gas emissions allowance trading within the Community (ETS) Rientrano nel sistema più di utilities che producono energia elettrica, unampia gamma di impianti industriali energy-intensive e le linee aeree commerciali Circa il 50% delle emissioni nellUE sono coperte dallETS Nel 2020 le emissioni dei settori coperti dal ETS dovranno essere inferiori del 21% rispetto al 2005

94 I permessi negoziabili LETS prevede che entro i limiti fissati per ciascun paese le imprese dei settori coinvolti ricevano - o comprino - dei permessi che sono negoziabili con altri operatori Si possono anche acquistare in misura limitata crediti attraverso progetti di riduzione delle emissioni in altre parti del mondo Alla fine di ogni anno le imprese devono consegnare un numero di permessi sufficienti per coprire le proprie emissioni. In caso contrario sono previste pesanti sanzioni Se unimpresa ha un eccesso di permessi può utilizzarli in seguito o venderli sul mercato

95 Lallocazione dei permessi I permessi vengono inizialmente allocati gratuitamente (lETS opera dal 2005) La revisione del 2009 ha definito le regole per la terza fase che va dal 2013 al 2020 La distribuzione gratuita sarà gradualmente sostituita da un sistema allocativo fondato sulla vendita allasta dei permessi. Nel 2013 più del 40% dei permessi saranno venduti allasta e questa percentuale verrà progressivamente aumentata Per i permessi emessi gratuitamente vengono fissati rigidi benchmarks di efficienza nelle emissioni

96 Limiti del sistema delle quote I prezzi dei permessi sono volatili. A seguito della crisi i prezzi, che a metà 2008 avevano raggiunto i 30 euro per tCO 2, scendono a 8 euro. Ma attualmente (media del mese di febbraio 2013) il prezzo è crollato a 4,61 Vi è un surplus di permessi a seguito della crisi, con un impatto negativo sul mercato dei permessi e, a lungo termine, sulla possibilità di raggiungere i targets fissati

97 Limiti del sistema delle quote Nella prima fase le imprese godono di windfall profits in quanto ricevono assets gratuiti con lassegnazione dei permessi Il valore di mercato dei permessi è visto dalle imprese come una compensazione per far fronte ai costi di abbattimento (ma allora non si applica il polluter pays principle) LETS non include settori come ledilizia, gran parte del trasporto, i piccoli impianti industriali, lagricoltura e le famiglie, che rappresentano il 50% del totale delle emissioni di CO 2, con lassenza di tassazione di una quota importante di emissioni

98 Un confronto fra tasse e permessi I permessi incidono sui prezzi al consumo e hanno quindi un tax interaction effect simile alle tasse (effetti negativi sullofferta di lavoro), ma se assegnati gratuitamente non generano entrate e il revenue recycling effect è assente. Il welfare total cost è più elevato rispetto alle tasse ambientali (letteratura sul doppio dividendo, Bovenberg e Goulder) Il riciclaggio del gettito può mitigare leffetto regressivo delle imposte sullenergia. Misure compensative analoghe non possono essere finanziate con il sistema dei permessi allocati gratuitamente

99 Il valore attuale dei permessi sul mercato Il governo francese ha proposto una carbon tax, contestata dal Consiglio Costituzionale per le troppe esenzioni concesse, che prevedeva un tasso di 17 euro per tCO 2 Attualmente il prezzo dei permessi sul mercato dei diritti è pari a circa 4,60 euro per tCO 2 Dato che 1 tCO 2 viene emessa da tep, ossia da 2.23 barili di petrolio, questo prezzo equivale a un prelievo di circa 2,00 (= $ 2,62) al barile Con un prezzo del petrolio di circa $ il prelievo per ogni barile è pari a circa il 2,8% Per memoria, la Proposta di Direttiva del 1992 prevedeva, a regime, un prelievo pari a $ 10 al barile, con un prezzo del barile intorno a $ 20

100 La carbon tax come integrazione dellETS Per superare il limite più rilevante dei permessi occorre fissare un floor price che riduca la voltalità dei prezzi e garantisca così la redditività degli investimenti necessari per promuovere una low carbon economy. Una carbon tax generalizzata può svolgere questa funzione Con la carbon tax si ottiene un gettito che può essere utilizzato o per finanziare gli investimenti ovvero per ridurre altre imposte distorsive, mentre lETS genera rendite delle imprese Ma la carbon tax deve essere coordinata con il sistema dei permessi

101 Consumo vs produzione di CO 2 Lapproccio di Kyoto fissa targets per la produzione di anidride carbonica. Ogni paese deve limitare la quantità di emissioni nel suo territorio Molti paesi si sono de-industrializzati e importano i beni di consumo da paesi con bassi costi del lavoro (si produce e si emette in Cina, ma si consuma in Europa e negli Usa) Se si grava sulla produzione, e non sul consumo di CO 2, viene incentivato il carbon leakage verso paesi che non hanno introdotto un prezzo per le emissioni di CO 2 Fra il 1990 e il 2005 la produzione di CO 2 in UK è diminuita del 15% per la de-industrializzazione e il passaggio dal carbone al gas nella produzione di elettricità. Ma se si misura il consumo di CO 2, aggiungendo le importazioni di carbonio e il settore aereo e marittimo, le emissioni in UK sono aumentate del 19% (Helm, 2007)

102 La base imponibile della carbon tax La carbon tax è prelevata su carbone, gas e oli minerali sulla base del rispettivo contenuto di carbonio Per lelettricità la carbon tax è un prelievo sugli inputs energetici, e non sulloutput. Unimposta sulloutput può favorire il risparmio energetico, ma non incentiva il fuel- switching Nel settore elettrico i sussidi per le energie rinnovabili possono essere eliminati in quanto la carbon tax renderebbe più convenienti le tecnologie a basso contenuto di carbonio

103 Il problema della competitività Per non incidere sulla competitività e per evitare i carbon leakages delle imprese energy-intensive, lintroduzione dellimposta dovrebbe essere accompagnato da una tassazione alla frontiera pari a quella che grava sulla produzione domestica (cercando di evitare contrasti con le regole del WTO) Per ragioni pratiche la si potrebbe applicare inizialmente soltanto nei settori energy-intensive Per lelettricità si potrebbe tener conto del mix energetico del paese dorigine

104 La revisione della ETD La tassazione dellenergia è fondamentale per contrastare in Europa i cambiamenti climatici in quanto il consumo di energia è responsabile del 79% delle emissioni totali di gas ad effetto serra Per raggiungere gli obiettivi fissati per lUnione nel quadro della Strategia Europa 2020 la Commissione europea ha presentato una proposta di revisione della Direttiva 2003/96 (ETD – Energy Taxation Directive) con questi due obiettivi prioritari bilanciare il carico fiscale fra i combustibili, incluse le energie rinnovabili, in modo obiettivo, fondato sul contenuto energetico e sulle emissioni di CO 2 fissare un prezzo per le emissioni di CO 2 non coperte dallEmission Trading System (ETS).

105 Gli obiettivi della proposta La proposta non prevede un aumento del gettito fiscale. Le risorse addizionali devono essere utilizzate per ridurre il carico fiscale sui redditi da lavoro, per incentivare i processi di R&D in una direzione favorevole allambiente e per mitigare limpatto sulle famiglie a basso reddito delle politiche di riduzione delle emissioni Luso del gettito non coincide con quanto previsto dalla legge delega per la riforma fiscale in Italia Gli stati membri devono mantenere nella legislazione fiscale interna i rapporti fra i tassi che gravano sulle diverse fonti di energia previsti dalla Direttiva In Europa, fra il 1995 e il 2008 il gettito delle imposte ambientali e sullenergia si è ridotto dell1%, lasciando spazio per un incremento del prelievo in questo settore

106 I limiti dellETD attuale LETD fissa tassi minimi per la tassazione dei prodotti energetici utilizzati come carburanti per motori o come combustibili per riscaldamento e dellelettricità. Questi tassi minimi non riflettono né il contenuto energetico, né le emissioni di CO 2 LETD non fornisce incentivi congrui con gli obiettivi della politica energetica europea, favorendo lutilizzo del carbone come combustibile per il riscaldamento e discriminando nei confronti delle energie rinnovabili Con un sistema di tassazione che prenda come unità di riferimento i volumi, letanolo risulta il prodotto energetico più fortemente tassato

107 La tassazione commisurata alla CO 2 La nuova proposta della Commissione spezza in due parti il tasso minimo di tassazione dei prodotti energetici La tassazione commisurata alla CO 2, fondata sulle emissioni di anidride carbonica dei prodotti energetici, è fissata al livello di 20 per tonnellata di CO 2 (fuel switching) Il tasso è invece zero per i bio-carburanti che soddisfino i criteri stabiliti dallarticolo 17 della Direttiva 2009/28 La tassazione si applica a tutte le emissioni non incluse nellETS La tassa CO 2 seguirà levoluzione del prezzo di mercato dei permessi di emissione nellambito dellETS

108 La tassazione commisurata allenergia La tassazione generale sul consumo di energia è fondata sul contenuto energetico misurato in Gigajoule (energy saving) Per i carburanti per motori il livello minimo di tassazione è fissato a 9,6 euro per Gigajoule, che corrisponde al tasso minimo attuale applicabile per la benzina meno la parte del minimo corrispondente allaliquota CO 2 Per i combustibili da riscaldamento si applica il tasso minimo corrente per lelettricità di 0,15 euro per Gigajoule, prendendo in considerazione il contenuto energetico di ogni prodotto I tassi minimi della tassazione generale sul consumo di energia verrà automaticamente allineato allevoluzione del livello dei prezzi per mantenere invariata la tassazione in termini reali

109 Calcolo dellaliquota minima sulla benzina Aliquota attuale: 359 per 1000 litri Tassa CO 2 (2,27 tonnellate di CO 2 per 1000 litri di benzina) x 20 = 45,4 Tassa sul contenuto di energia (359 – 45,4) = 313,6 tasso minimo attuale sulla benzina meno tassa CO 2 313,6 / 32,8 GJ (contenuto energetico in 1000 litri di benzina) = 9,6/GJ tassa per unità di energia

110 Credito fiscale e carbon leakage Per i settori esposti al rischio di carbon leakage, ossia di trasferimento della produzione in paesi che non applichino livelli analoghi di tassazione dei prodotti energetici, la proposta introduce un sistema analogo allallocazione gratuita di permessi di emissione nellambito dellETS In questi settori agli impianti industriali soggetti alla tassa CO 2 viene concesso un credito fiscale lump-sum calcolato sulla base di un combustibile usato come benchmark (il gas naturale), in modo tale da evitare il carbon leakage, ma di mantenere gli effetti incentivanti della tassazione

111 Limpatto della proposta Vengono ipotizzati due scenari - nel primo si ipotizza che gli Stati aggiungano laliquota di 20 dellimposta CO 2 alle aliquote nazionali preesistenti, che diventano in questo caso le aliquote dellimposta commisurata al contenuto energetico - nel secondo scenario si assume che gli Stati rivedano le loro aliquote per raggiungere il minimo fissato a livello europeo per la tassazione generale sullenergia, aggiungendo poi la quota di 20 per la tassazione CO 2

112 I due scenari Variazione annuale del gettito fiscale Riduzione delle emissioni di CO 2 nei settori non ETS nel 2020 Variazione % nel reddito reale delle famiglie nel 2020 Scenario ,6 miliardi di euro - 4% + 0,29% Scenario miliardi di euro - 0,84% + 0,08%

113 Effetti economici e ambientali Limpatto sulle emissioni di CO 2 è rilevante e pari al 2% delle emissioni totali di anidride carbonica o al 4% delle emissioni al di fuori del ETS La revisione della ETD porterà ad un aumento delloccupazione che raggiungerà 1 milione di nuove unità nel 2030 Laumento del Pil indotto dalla manovra fiscale – crescita della tassazione sui prodotti energetici e riduzione delle imposte sui redditi da lavoro – sarà pari allo 0,27%.

114 La carbon tax come floor price per lETS Per raggiungere lobiettivo della riduzione necessaria delle emissioni di CO 2, un floor price per i permessi deve essere fissato a un livello adeguato per garantire leconomicità di investimenti low carbon Se viene introdotta una carbon tax con un tasso proporzionale al contenuto di carbonio di ogni fonte energetica, nei settori soggetti al regime di cap and trade non si applica la quota CO 2 nella tassazione delle fonti energetiche, ma per eliminare i rischi legati alla volatilità dei prezzi dei permessi sul mercato occorre garantire che il prezzo dei permessi non scenda al di sotto dellaliquota della tassa sul carbonio

115 Le imposte ambientali in Italia

116 Le entrate della PA (anni ) Negli ultimi ventanni il gettito delle imposte indirette è cresciuto grazie soprattutto allIva sui beni importati dai paesi extra-EU27, mentre la crisi ha fatto leggermente diminuire il gettito dellIva interna Il gettito della PA dipende largamente dalle imposte sui redditi da lavoro, mentre più limitato è il ruolo delle imposte sui consumi, che è inferiore rispetto alla media dei paesi europei. Sembra esservi spazio per un aumento della tassazione ambientale In questo periodo è fortemente aumentato il grado di autonomia fiscale degli enti locali che è passato dal 15,7% del 1990 al 42,8% nel 2011

117 Le entrate della PA (anni ) Imposte dirette Contributi sociali Imposte indirette

118 Il gettito delle imposte ambientali (anni ) In ventanni il gettito delle imposte ambientali è passato dal 22,3 miliardi nel 1990 a 37,8 nel 2000 e 40,5 nel 2010 ma, come percentuale sul Pil, la quota è rimasta praticamente stabile dal 1990 al 2000 (3,7% e 3,6%), mentre si è ridotta fino a 2,60% nel 2010 La riduzione è imputabile quasi esclusivamente alle imposte sullenergia, con una quota sul Pil che è scesa dal 2,74% al 2,01% Le imposte sullenergia rappresentano la quota più elevata (circa l80%) di questi tributi, mentre le imposte sui trasporti contribuiscono per il 19%

119 Il gettito delle imposte ambientali ( )

120 Le imposte ambientali in % del Pil ( ) 0,00 0,50 1,00 1,50 2,00 2,50 3,00 3,50 4,

121 Il gettito delle imposte ambientali ( ) Sul totale del gettito delle imposte ambientali (40,5 miliardi) le imposte sullenergia contribuiscono con 31,2 miliardi e quelle sui trasporti con 8,7 miliardi Le imposte puramente ambientali danno un gettito molto limitato (0,5 miliardi), di cui: 186 milioni dalla tassa sulle discariche, 15 milioni dalla tassa sullinquinamento da SO 2 e NO x e 289 milioni dalla tassa provinciale sulla protezione ambientale

122 Il gettito delle imposte ambientali ( ) Fra le imposte sullenergia il gettito maggiore lo dà laccisa sugli oli minerali (22,7 miliardi nel 2010) seguita dallimposta di consumo sul metano (4,8 miliardi) e sullelettricità (2,9 miliardi), che dal 2012 include anche la sovrimposta provinciale sullelettricità Fra le imposte che gravano sui trasporti il gettito più elevato lo fornisce la tassa automobilistica pagata dalle famiglie (4,3 miliardi)

123 Il gettito delle imposte ambientali ( ) Alcune tasse ambientali sono legate al contesto territoriale e rappresentano uno strumento per far sì che i cittadini e gli utilizzatori dei servizi locali contribuiscano a coprirne il costo Alcuni di questi prelievi non sono inclusi nei database dellIstat: a livello regionale, i diritti sul prelievo dellacqua, le tasse di licenza regionali e le tasse regionali di concessione, mentre a livello municipale/provinciale non sono inclusi i diritti di concessione, i diritti sulla pubblicità, i diritti di parcheggio, il road pricing, le multe e i diritti di costruzione A livello locale il gettito di questi diritti rappresenta i1 17,7% delle risorse proprie municipali, al netto dei trasferimenti intergovernativi

124 Le imposte sugli oli minerali, lelettricità e il metano La tassazione sullenergia ha scopi prevalentemente fiscali, ma incide anche sui comportamenti in senso favorevole allambiente. Può essere utilizzata anche per finalità redistributive e per fini di politica industriale Recentemente viene finalizzata anche per favorire luso di energie rinnovabili Lenergia viene tassata con unaccisa sugli oli minerali (con unaliquota monetaria fissa per unità di prodotto) e con unimposta di consumo sul carbone, il metano e lelettricità. E inoltre soggetta allIva Facilità di accertamento (limitato numero di unità imponibili per laccisa)

125 Le aliquote sui prodotti energetici (1° gennaio 2013) Uso carburazioneUso riscaldamentoUso industriale Benzina /1000 litri Kerosene /1000 litri Gasolio /1000 litri /1000 litri GPL /1000 kg /1000 kg Carbone, Lignite, Coke Imprese 4.60/1000 kg Altri 9.20/1000 kg Gas naturale /m 3 Quattro classi (*) / m 3 1) 0.044/m 3 2) 0.175/m 3 3) 0.170/m 3 4) 0.186/m 3 Le 4 classi sono le seguenti: consumo fino a 120 m 3 per anno; consumo maggiore di 120 m 3 e fino a 480 m 3 per anno; consumo maggiore di 480 m 3 e fino a 1560 m 3 per anno; consumo maggiore di 1560 m 3 per anno

126 Le imposte sugli oli minerali, lelettricità e il metano Dal 1 giugno 2007 nellelenco dei prodotti soggetti ad accisa sono stati aggiunti il carbone, la lignite e il coke Gli oli combustibili per usi industriali sono tassati ad unaliquota inferiore rispetto alluso di combustione per riscaldamento Le regioni hanno il diritto di introdurre una sovrimposta sullaccisa (DLgs 398/1990) con unaliquota massima di 2,58 cents Il DL 59/2012 ha concesso alle regioni la possibilità di aumentare laliquota di ulteriori 5 cents per far fronte a eventi straordinari Con il Decreto Salva-Italia le aliquote sono state aumentate per coprire le spese per il terremoto in Abruzzo

127 Le imposte sugli oli minerali, lelettricità e il metano Per combattere leffetto serra il Ministero dellAmbiente ha creato un Comitato nazionale per lapplicazione della Direttiva 2003/87, al fine di assegnare a partire dal 1 gennaio 2005 le quote che autorizzano le emissioni di CO 2 Nel 1999 è stata introdotta una carbon tax per incentivare lutilizzo di fonti di energia a basso contenuto di carbonio A prezzi 2010 laliquota corrispondeva a 9,31/tCO 2 e il gettito totale a 1,5 miliardi di euro Dopo due anni limposta è stata soppressa a causa dellimpatto negativo sulla competitività

128 Le imposte sugli oli minerali, lelettricità e il metano I gas a effetto serra sono emessi anche nelle attività agricole Cambiando la composizione del foraggio è possibile ridurre le emissioni legate allattività di allevamento, in particolare sostituendo fertilizzanti minerali con fertilizzanti organici di origine animale (concimi) si possono ridurre sensibilmente le emissioni di N 2 O Con un tasso di 4-6 cents per kg/N, unimposta sullazoto potrebbe produrre un gettito pari a milioni, riducendo al contempo i fenomeni di eutrofizzazione delle acque di superficie e la contaminazione dellacqua potabile nei pozzi e nelle falde freatiche

129 Le imposte sugli oli minerali, lelettricità e il metano Fino a giugno 2013 viene concessa una deduzione fiscale pari fino al 55% delle spese destinate a ridurre i consumi energetici (dal 1° luglio la deducibilità scende al 36%) Sono deducibili le spese per ridurre i bisogni energetici per riscaldamento, per migliorare la protezione termica degli edifici, per linstallazione di pannelli solari e per la sostituzione di impianti di condizionamento, con livelli decrescenti che vanno da un massimo di a euro

130 Le imposte sugli oli minerali, lelettricità e il metano Per limposta sul consumo di elettricità il prelievo è attualmente destinato allerario statale, essendo stata abolita la sovrimposta locale Per i consumi familiari laliquota è pari a 0,0227 per Kwh, mentre per gli altri usi laliquota è crescente al crescere dellammontare di consumo, partendo da 0,0125 per un consumo mensile inferiore a Kwh Per un consumo mensile superiore a Kwh il tasso è di 0,0125 per i primi ulteriori Kwh; per gli ulteriori consumi al di là di questa soglia si paga unimposta lump sum di 4.820,00

131 Le imposte sugli oli minerali, lelettricità e il metano La tassa sulle emissioni inquinanti di anidride solforosa (SO 2 ) e di ossidi di azoto (NO x ) è prelevata con unaliquota pari a 209,00 per t/anno di NO x e di 106,00 per t/anno di SO 2 Un aumento dei tassi può essere considerato sia ai fini di ottenere un gettito addizionale, sia per favorire lutilizzo di energie rinnovabili sul mercato dellelettricità, riducendo così la necessità di ricorrere a incentivi o a tariffe sussidiate

132 Le imposte sugli oli minerali, lelettricità e il metano Grazie allelevato livello di imposizione sullenergia lefficienza energetica è piuttosto alta in Italia, sia nelledilizia che nel settore industriale Incentivi addizionali per promuovere il risparmio energetico possono contribuire ad accrescerla ulteriormente Nel confronto internazionale rispetto agli altri paesi dellEU 27 nel 1999 e nel 2009 rispettivamente lItalia si colloca nel gruppo di paesi più efficienti

133 Lefficienza energetica nellEU27

134 Gli effetti distributivi delle imposte sullenergia Normalmente si ritiene che le imposte sullenergia siano regressive Una recente analisi dellincidenza dellaccisa sugli oli minerali effettuata su famiglie italiane conferma questo risultato (Carraro-Zatti) Le famiglie più ricche riescono normalmente ad acquistare veicoli più efficienti o alimentati da energie alternative La tassazione sui motori diesel è più progressiva dato che i veicoli diesel sono tendenzialmente più costosi e sono quindi preferiti dalle famiglie con redditi più elevati

135 La tassazione automobilistica La tassazione sulla proprietà dei veicoli è stata inizialmente giustificata sulla base del principio del beneficio, ma è poi diventata unimposta regionale sulla proprietà (L.99/2009) Laliquota è definita dallo Stato, ma le regioni hanno la possibilità di aumentarla fino al 10% Varia progressivamente in funzione della potenza espressa in Kw e della classe ambientale del veicolo, agendo come incentivo per favorire i veicoli più efficienti e meno inquinanti La tassazione annuale media per veicolo è pari a 300,00. Se fosse pari alla media europea (oggi è la metà). il gettito addizionale sarebbe pari a 1.800,00 milioni

136 La tassazione automobilistica Tipo di veicoloFino a 100Kw di potenza /kw Per ogni Kw >100 /kw Euro Euro Euro Euro Euro 4 e

137 La tassazione automobilistica. Il Decreto Salva-Italia ha stabilito che dal 2012 una sovrimposta statale venga prelevata sulla proprietà dei veicoli di elevata potenza e sia pari a 20 per ogni Kwh di al di sopra di 225 Kwh Lo stesso Decreto ha introdotto un prelievo sulle barche che sostano nei porti nazionali. Laliquota è progressiva e parte da 5 al giorno per barche da 10 a 12 metri e raggiunge 703 per barche lunghe più di 64 metri Sugli aerei privati il Decreto introduce una nuova tassa sulla proprietà con aliquota progressiva che va da 1,5/kg per aerei con peso inferiore a 1000kg e raggiunge 7,55 per aerei con peso superiore a kg Le nuove imposte ne attenuano gli effetti regressivi, ancora maggiori rispetto alla tassazione degli oli minerali

138 La tariffazione del servizio idrico La tariffa del servizio idrico integrato comprende - il servizio di acquedotto - il servizio di fognatura - il servizio di depurazione Viene determinata dall Autorit à dell Ambito Territoriale Ottimale (ATO) alla quale appartiene il Comune nel quale si trova il punto di fornitura Il corrispettivo per il servizio di acquedotto si calcola applicando le tariffe previste per ogni tipologia di uso al volume di acqua fornita in metri cubi Per i servizi di fognatura e di depurazione (art. 155 comma 4 del D. Lgs. 152/ Codice dell Ambiente) si determina applicando la tariffa prevista per il volume di acqua scaricata espresso in metri cubi e definito in misura pari al cento per cento del volume di acqua fornita o prelevata.

139 Le tariffe per lacqua Le finalità delle tariffe sono diverse: ecologiche (protezione della risorsa), economiche (la risorsa ha un valore), finanziarie (i servizi idrici hanno un costo), etiche (acqua bene comune) Se venisse introdotta una tassa generale sui prelievi idrici con laliquota danese, applicabile al 90% delle quantità prelevate (per tener conto delle perdite), le perdite si ridurrebbero al 10% e il reddito potrebbe salire da 460 milioni nel 2012 a milioni nel 2015 Per le acque reflue lapplicazione delle tariffe utilizzate in Olanda potrebbe fornire un gettito addizionale pari a 980 milioni nel 2015

140 Le imposte sui rifiuti Sui rifiuti si applica unimposta locale (Tarsu L.507/1993) per coprire i costi dei comuni per la raccolta e per il trattamento dei rifiuti solidi urbani e per la pulizia delle strade Il prelievo è indipendente dalla quantità di rifiuti prodotti ed è determinato dalla superficie dellabitazione e dalla sua destinazione (uso privato o commerciale) Il Dlgs 22/1997 prevedeva la graduale sostituzione della Tarsu con la Tia (tariffa di igiene urbano), determinata tenendo conto della quantità prodotta di rifiuti. Nel 2011 soltanto comuni utilizzano la Tia

141 Dalla Tia alla Tares La Tia è divisa in due parti: una quota fissa, commisurata alla superficie e al numero degli occupanti e finalizzata a coprire i costi operativi e di investimento; e una parte variabile a seconda della quantità di rifiuti prodotti, che viene ridotta se si è in grado di dimostrare che una parte dei rifiuti viene riutilizzata o riciclata Il Decreto Salva-Italia ha introdotto dal 1 gennaio in sostituzione della Tarsu e della Tia - la Tares (tassa sui rifiuti e sui servizi) per coprire i costi di trattamento dei rifiuti solidi urbani e dei servizi generali comunali (polizia urbana, manutenzione delle strade e delle aree verdi, illuminazione pubblica)

142 La Tares Laliquota della Tares è legata alla quantità e qualità di rifiuti prodotti da ogni unità di superficie, presunta pari al 80% della superficie catastale, tenendo conto dellattività prevalentemente svolta La tariffa comprende una quota determinata sulla base dei costi di trattamento dei rifiuti e una seconda parte legata alla quantità di rifiuti prodotti e deve coprire tutti i costi operativi e di investimento Le province raccolgono una tassa ambientale introdotta dalla L. 504/1992 e pagata dai contribuenti della Tarsu, con unaliquota non inferiore all1% e non superiore al 5% della tariffa applicata da ciascun comune

143 La Tares Una sovrimposta pari a 0,30/m 2 si aggiunge alla tariffa della Tares per coprire il costo dei servizi indivisibili prodotti dai comuni, che hanno facoltà di aumentare laliquota di un ulteriore 0,10/m 2 Anche se il versamento della Tares va fatto ai comuni, di fatto il gettito va allo Stato in quanto i trasferimenti a favore degli enti locali sono ridotti di un ammontare corrispondente

144 Limposta sulle discariche Limposta sulle discariche è stata introdotta dalla Legge Finanziaria 1996 (L. 550/1995) a far tempo dal 1 gennaio 1996 E unimposta regionale di natura pigouviana che mira a modificare i comportamenti in senso più rispettoso dellambiente (riuso, riciclaggio, recupero energetico) Il gettito nel 2010 è pari a 200 milioni Aumentando laliquota al livello irlandese ( 50/t) e estendendo la base imponibile ai rifiuti destinati allincenerimento si potrebbe ottenere nel 2015 un gettito addizionale pari a 650 milioni

145 La Direttiva Imballaggi La Direttiva prevede il recupero di almeno il 55% del volume di imballaggi utilizzato e un sistema di diritti per finanziare lo schema In Italia il recupero viene effettuato dal Conai, efficiente dal punto di vista delle quantità raccolte, ma senza incentivare la minimizzazione della quantità di imballaggi Una tassa sugli imballaggi, differenziata a seconda dellimpatto ambientale dei diversi materiali, potrebbe realizzare una forma efficace di incentivazione e, applicando le tariffe usate in Olanda e Danimarca, fornire un gettito di nel 2015

146 Le tasse sulla gestione del suolo Le licenze e i diritti di concessione hanno la finalità di catturare i benefici derivanti dalluso di beni pubblici, stimolando al contempo un uso efficiente delle risorse Ogni attività che implica lurbanizzazione di unarea nellambito urbano è soggetta al rilascio di una licenza edilizia che implica il pagamento di un contributo finanziario, il contributo di costruzione, legato a due parametri: a) il costo di costruzione; b) gli oneri di urbanizzazione

147 Le tasse sulla gestione del suolo Il contributo di costruzione rappresenta una specie di tassa sulla proprietà, che viene determinata sulla base dei costi di costruzione che sono in qualche modo legati al valore di mercato dellabitazione. Variano a seconda delluso delledificio (residenziale, ristrutturazione di edifici esistenti per uso abitativo o commerciale) Gli oneri di urbanizzazione coprono i costi per lamministrazione municipale delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria (strade, reti energetiche e idriche) e sono stabiliti sulla base di diversi parametri: caratteristiche geografiche, tasso di crescita della popolazione, zoning nel piano urbanistico

148 I prelievi sulla mobilità La mobilità urbana genera importanti esternalità legate alla congestione, allinquinamento (atmosferico e acustico) e ai costi degli incidenti Per internalizzare queste esternalità si può ricorrere ad un aumento delle imposte sui combustibili ovvero alle tasse di parcheggio e al road pricing Lefficienza delle tasse di parcheggio è normalmente modesta per la difficoltà di controllo. Funzionano le zone a traffico limitato qualora vi siano strumenti elettronici per limitare gli accessi

149 Il road pricing Il metodo più efficiente, il continous road pricing, non trova ancora applicazione in Italia Dal 16 gennaio 2012 è in funzione lArea C di Milano, che prevede il pagamento di un ticket di 5 e un controllo degli ingressi attraverso 43 strumenti elettronici. E previsto un ticket ridotto per i residenti In sei mesi la riduzione del numero degli ingressi è stata del 34%, con una contrazione del 22% del Pm 10, del 20% di NO x e del 22% di CO 2

150 Limposta di soggiorno E stata reintrodotta nellordinamento dal DLgs 23/2011 e può essere prelevata dai comuni con elevata attività turistica Viene giustificata come imposta pigouviana che internalizza i danni (maggiori costi) provocati dal turismo Viene fatta pagare ai turisti che alloggiano in hotel o in case private, con unaliquota progressiva al crescere del prezzo e con un limite superiore di 5 Il gettito è destinato alla promozione turistica e al finanziamento della conservazione di beni artistici e ambientali

151 La riforma fiscale verde Nella delega presentata dal governo per la riforma fiscale lart. 14 prevede luso della tassazione ambientale (incentivi e tasse verdi) e la revisione delle accise sui prodotti energetici, escludendo dalla carbon tax i settori già soggetti allETS Il gettito della carbon tax deve essere utilizzato prioritariamente per la promozione delle energie rinnovabili, permettendo così una riduzione degli incentivi finanziati attraverso la tassazione dellelettricità, e per misure di protezione ambientale Luso del gettito potrebbe essere destinato a riduzioni del cuneo fiscale sui redditi di lavoro, a fini redistributivi e di competitività

152 La riforma fiscale verde Le potenzialità di gettito di una riforma fiscale verde sono notevoli Secondo stime dellEEA il gettito di nuove tasse ambientali potrebbe essere pari a 5,855 miliardi nel 2012 per raggiungere 28 miliardi nel 2015 Includendo nel calcolo la rimozione dei sussidi nocivi allambiente ( 2,63 miliardi nel 2012 e 6,334 miliardi nel 2015) si potrebbero utilizzare 8,485 miliardi da subito e 34,335 miliardi dal 2015 per ridurre il cuneo fiscale sui redditi da lavoro Dato che il gettito delle tasse ambientali nel 2010 è stato di 40,5 miliardi, si tratta di una cifra considerevole


Scaricare ppt "Scuola Superiore di Economia e delle Finanze La tassazione ambientale Alberto Majocchi Milano, 18 aprile 2013."

Presentazioni simili


Annunci Google