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L educazione nel mondo antico La Grecia arcaica SpartaAtene I Sofisti I Sofisti e Socrate Socrate Platone Aristotele Realizzato da..

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Presentazione sul tema: "L educazione nel mondo antico La Grecia arcaica SpartaAtene I Sofisti I Sofisti e Socrate Socrate Platone Aristotele Realizzato da.."— Transcript della presentazione:

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2 L educazione nel mondo antico La Grecia arcaica SpartaAtene I Sofisti I Sofisti e Socrate Socrate Platone Aristotele Realizzato da..

3 Lideale educativo che la Grecia propone nel suo affacciarsi alla storia della cultura occidentale è affidato alla figura del guerriero. Si dirà che non si tratta di una figura originale, perché presente in tutte le popolazioni, e non solo dei tempi più antichi. Nuova però è la forma con la quale la figura del guerriero viene introdotta tra lVIII e il VII secolo da Omero. Essa trae certamente origine dalla società del tempo, ma si eleva al di là della società, fino a identificarsi con la figura delle eroe, e divenire un modello da imitare, un esempio, un ideale educativo.Omero Home

4 Non disponiamo di fonti che ci consentano di fare chiarezza su quella che è stata definita come questione omerica. Difficile dire che sia mai esistito un poeta con questo nome. Quel che è certo è che i fatti narrati nei due poemi omerici riflettono una società di tipo arcaico. I Greci chiamavano Omero semplicemente poeta. Omero è un nome maschile e questo è lunico dato certo che conosciamo di lui. Alle domande su chi fu, dove visse, quando scrisse, i Greci non sapevano più rispondere. Oggi siamo arrivati alla conclusione che lIliade e lOdissea siano opere di due persone diverse. Omero non fu propriamente un poeta ma un narratore di miti ma i due poemi rappresentano la redazione finale di una tradizione a lungo tramandata oralmente, finché tra il 750 e il 650 non fu finalmente messa per iscritto. I poemi omerici: Platone ha indicato in Omero leducatore dei Greci. I poemi omerici contengono le basi delleducazione di tutto il mondo occidentale, poiché essi propongono per la prima volta quellideale di areté o virtù che si arricchirà via via nella Grecia classica.

5 Emergendo dal medioevo ellenico, la polis spartana conserva di quel mondo il motivo fondamentale, lideale dellareté eroica. Muta però il suo contenuto perché lareté, che pur continua a alimentarsi della forza e del coraggio, è ora, lareté delloplita, che non combatte, come leroe antico, per il proprio onore e per la propria fama, ma combatte per la patria. Eroe è colui che è solidale con il compagno in battaglia, che non sa indietreggiare di fronte al nemico, che è disposto a dare la propria vita per lo Stato. Nella Sparta delletà classica lo stato si impossessa del fanciullo alletà di sette anni, dopo la prima educazione in famiglia, e provvede direttamente alla sua formazione fino ai ventanni. Musica ed attività sportiva lasciano posto alla marcia ed alla ginnastica, e tutta leducazione viene finalizzata alla formazione militare. Lareté si appesantisce fino a perdere ogni contatto con lideale del guerriero omerico; vengono esaltati il furto, la scaltrezza, la dissimulazione a fini pratici, e lesercitazione militare può prevedere spedizioni omicide contro gli iloti. E la formazione tutta utilitaria e strumentale che si esprime nella obbedienza alla gerarchia militare, nella dedizione incondizionata allo Stato, nel sacrificio dellindividualità personale. Home.Home.

6 Con le riforme introdotte ad Atene da Solone, si assiste nel modo di intendere lareté ad una rottura di rilievo rispetto al passato. In Atene, Solone assegna allareté un contenuto giuridico, dotandola della capacità di rendere libero lindividuo attraverso la legge. Lareté come impegno civile è quella stessa messa in atto dallarconte Solone, che introduce una riforma che chiede forza, coraggio, dedizione alla patria; ma tutto questo in nome non di uno Stato che subordina a sé lindividuo, ma della sovranità della legge. Ora, in Atene, areté significa impegno del cittadino a vivere secondo la legge della polis. Vivere virtuosamente è vivere secondo la legge, che è legge di equilibrio, di giustizia. Qui leroe coincide con il cittadino comune. Il prevalere dellaspetto civile nella vita della polis ateniese fa sì che leducazione di base comprenda lalfabetizzazione generalizzata dei cittadini liberi e il successivo accostamento alla poesia, alla musica e alla ginnastica. Questultima introduce un fattore innovativo cioè unattività accessibile a tutti. Le nuove tecniche militari si affidano ad uno schieramento frontale molto serrato e compatto. Loplita è un fante armato di scudo, spada e lancia, e la tecnica di combattimento non richiede un particolare addestramento, ma destrezza, vigoria e solidarietà. Alleducazione delloplita ateniese possono bastare la frequenza del ginnasio e la pratica sportiva accompagnata da un breve periodo di addestramento militare, mentre alla sua formazione morale provvede la polis coi propri ordinamenti e i proprio costumi. Alla ginnastica, leducazione ateniese accosta la musica, volta ad ingentilire gli animi dei giovani. Agli stessi fini tende lalfabetizzazione generalizzata, che rende possibile per tutti i cittadini liberi la partecipazione ai lavori dellagorà e rende praticabile il sorteggio dei membri della boulé, nonché laccostamento alle fonti della tradizione, costituite dallepica e dalla letteratura civile. Alladdestramento, Atene sostituisce leducazione. Home

7 Il dibattito politico e culturale che si apre in Atene nella seconda metà del V secolo tra i Sofisti e Socrate è della massima importanza per comprendere i cambiamenti intervenuti nel corso dei due secoli. Loggetto della discussione è quello lasciato in eredità dai poeti, il contenuto dellareté sul quale gli interlocutori mostrano di avere idee molto diverse perché: mentre Socrate attribuisce alla virtù un contenuto morale i Sofisti attribuiscono alla virtù un contenuto politico La Sofistica non è propriamente una scuola con un programma culturale ben definito, designa piuttosto una corrente i pensiero in cui confluiscono personalità diverse che condividono lidea secondo la quale leducazione è un attività professionale che va esercitata da specialisti. Sono dunque i primi professori a pagamento della storia. I Sofisti si qualificano come maestri di virtù, e sotto questo aspetto essi ritengono di continuare lopera educativa degli antichi poeti affidata allimitazione di modelli ideali. Peri i sofisti la somma areté consiste nel sapere e nelle tecniche del suo impegno a fini politici, nel saper maneggiare gli strumenti del discorso che consentono alluomo politico di affermarsi nelle assemblee. Prevalgono, infatti, nelle assemblee coloro che dispongono di una vasto sapere e che sanno utilizzare questo loro sapere con gli strumenti della persuasione (retorica) e dellargomentazione (dialettica). Questo è il contenuto della nuova areté: abilità dialettica e retorica, raggiungere unelevata abilità nel sostenere le proprie tesi e saper utilizzare nelle dispute pubbliche il proprio sapere con perizia così da debellare le opinioni altrui e allargare il consenso intorno alle proprie. E lantica areté agonale trasposta dal campo di battaglia all agorà, nellassemblea cittadina, con la sostituzione della sapienza alla forza, e limpiego delle nuove armi dellargomentazione retorica. Con riferimento ai due maggiori esponenti della Sofistica, Protagora e Gorgia, sembra opportuno distinguere nellinsegnamento dei Sofisti un aspetto pratico e un aspetto teorico.Protagora e Gorgia Home

8 Laspetto pratico: I Sofisti compaiono un po ovunque e non si limitano ad illustrazioni generiche, ma offrono prove concrete delle loro competenze, che spaziano su tutti i rami del sapere. Protagora (485/ a.C) insiste in particolare sul metodo della dialettica e cioè sullapprendimento delle tecniche attraverso le quali di ogni cosa è sempre possibile dire il contrario (antilogia). Si tratta in sostanza dellimpiego spregiudicato di un metodo volto a sviluppare una tesi in una determinata direzione e quindi di rovesciarla in una seconda uguale e contraria. Gorgia (483/82-374/73 a.C.) insiste invece sulla potenza della retorica. Il fine dellapprendimento resta il medesimo: possedere larte di persuadere linterlocutore della bontà della propria tesi, di come farla prevalere rispetto ad altre e allargare larea del proprio consenso attraverso lemozione e gli affetti prodotti dal bel parlare. Luomo politico di Gorgia non è colui che si piega sulla realtà per esaminarla o correggerla, ma colui che con le sue narrazione crea egli stesso la realtà. Laspetto teorico: I Sofisti sostengono che su ogni oggetto o evento è possibile affermare una cosa e il suo contrario o che è possibile sostituire una data realtà con la narrazione di una realtà diversa. Il presupposto è che non esiste un criterio per giudicare le cose belle o brutte. La verità non esiste; o almeno gli uomini non sono in grado di afferrarla. Protagora peraltro lo dice espressamente: Di tutte le cose è misura luomo: di quelle che sono in quanto sono ; di quelle che non sono in quanto non sono ossia che ci sono tante verità quante sono le opinioni degli uomini.

9 Nato nel 469 a.C. ad Atene, Socrate sintetizza emblematicamente con la sua vita, votata alla ricerca incessante della verità e del bene. La sua vivacità intellettuale e la sua curiosità debbono averlo portato per tempo a contatto con il movimento della Sofistica, nella speranza di trovare un punto di riferimento certo nella sua ricerca. Deluso dalla Sofistica, Socrate sceglie la via di una propria ricerca fatta di dialogo quotidiano, continue domande, discussioni nella speranza di andare oltre le risposte inconcludenti dei Sofisti e di scoprire allinterno di se stesso qualche criterio stabile e rassicurante capace di guidarlo nella propria condotta, di consentirgli di non dipendere dalle opinioni altrui, di assicurargli il pieno dominio su se stesso. Se non è possibile trovare la verità allesterno non resta che interrogare la propria ragione. Ragionare con se stessi e impegnarsi in un continuo dialogo con gli altri. I cinquecento giudici che nel 399 a.C. lo condannano a morte per empietà è solo strumentale; il vero capo daccusa è quello che imputa a Socrate la grave responsabilità di corrompere i giovani: imputazione che nasconde la sua vera natura, che è politica. Home Socrate educatore e pedagogista.

10 Nel percorrere via via i momenti fondamentali di sviluppo dellideale educativo ci è stato sufficiente andare alla ricerca del contenuto racchiuso nel termine areté. Con Socrate le cose diventano più complicate, perché nel pensiero di Socrate è contenuto un vero e proprio sistema pedagogico, ossia un disegno organico del modo di intendere e di fare educazione. Ciò significa che Socrate non si limita a dire che cosa egli intende per areté ma si occupa di tutti i passaggi attraverso i quali passa, o deve passare, leducazione. Con Socrate, cioè per la prima volta nella storia della pedagogia, ci si trova di fronte a un sistema di pedagogia in sé compiuto, inclusivo sia delle finalità educative sia delle metodologie atte a raggiungere quelle finalità. Egli dunque non è solo un educatore, ma è un pedagogista, perché chiarisce i passaggi fondamentali di ogni teoria delleducazione. Prima di essere un guerriero, un militare,un cittadino, un lavoratore, un politico, luomo è un uomo, e ciò che lo caratterizza è proprio la ragione. Così egli interpreta il comando scritto sul tempio dellOracolo di Delfi Conosci te stesso: se vai in cerca della verità, non andare a cercarla fuori di te; guarda in te stesso e scoprirai che nel tuo essere più profondo tu sei ragione. E' con la tua ragione che devi cercare la verità. Socrate giunge immediatamente a definire che areté è vivere secondo ragione, seguire nella propria condotta i dettami della ragione. E questo è anche il fine delleducazione. Educare vuol dire condurre lallievo a scoprire che è ragione e aiutarlo a ispirare la propria condotta alle regole che gli derivano dalla ragione. Metodo educativo Metodo educativo

11 Il metodo socratico si sviluppa attraverso alcune fasi fondamentali. Il sapere di non sapere Il sapere di non sapere : La condizione perché leducazione prenda avvio è la presa di coscienza che non si sa: il sapere di non sapere. Si potrebbe obiettare che un sapere esiste, ed è un sapere non opinabile, qual è quello che viene prescritto dalle leggi. Ma per Socrate è obiezione che non regge: le leggi sono fatte dagli uomini in ragione dei loro interessi mutevoli. La conclusione di Socrate è esplicita: se ci si vuole incamminare sulla via che promette di condurre alla verità, occorre mettere tra parentesi tutto il cosiddetto sapere che è in circolazione: prendere consapevolezza di sapere di non sapere come condizione per acquisire conoscenze dotate di certezza. Lironia Lironia: E il momento dellironia; il momento nel quale linterlocutore si sorprende in uno stato di confusione, quasi intorpidito perché scopre di non sapere. Momento assai serio perché pone le premesse per incamminarsi sulle vie che conducono al vero sapere. La maieutica La maieutica: La maieutica è larte tipicamente socratica, larte della domanda. Il maieuta, attraverso una serie di brevi domande, conduce linterlocutore a prendere coscienza delle nozioni che sono già in lui; oppure egli arriva a liberarlo di pseudoconoscenze e della presunzione di sapere, la quale è di ostacolo alla filosofia, che invece nasce dalla meraviglia e dal non sapere. La maieutica prende nome dalla figura paradigmatica che Socrate usa per esporre la sua tecnica di condurre alla conoscenza, Socrate era figlio di una levatrice e aveva appreso questa tecnica dalla madre. Però, a differenza della madre, Socrate applica questa tecnica allanima degli uomini quando essi sono gravidi di qualche conoscenza. Di conseguenza, la maieutica è non solo liberatrice dalla presunzione di sapere, ma anche capace di portare alla luce le conoscenze che giacciono nellio. Se non si tiene conto di questaltro aspetto, la maieutica finisce con lessere esclusivamente una tecnica che serve a smascherare le false gravidanze e, in un certo senso, una tecnica abortiva. Leventuale nascituro dovrà poi subire la valutazione critica: bisognerà vedere se il nuovo concetto così nato, la nuova conoscenza sia tanto valida che valga poi la pena di allevarla. Leducazione come dialogo coinvolgente Leducazione non è formazione dallesterno, ma processo di autoeducazione. Il dialogo socratico coinvolge in ogni caso sia il maestro che il discepolo, ad un certo punto la discussione afferrerà linterlocutore dal proprio interno, si volgerà in analisi su se stesso. In alcuni casi la dialettica può generare un conflitto drammatico nella conoscenza dellinterlocutore-discapolo, perché Socrate, educatore autentico, pone sempre colui che ha di fronte al cospetto della sua conoscenza. La ricerca socratica, in ultima analisi, è sempre anche un processo di introspezione.

12 Platone nasce ad Atene nel 428 a.C. da una famiglia che vanta solide tradizioni nobiliari. Intorno al 408 a.C. incontra Socrate e ne resta affascinato per i temi incentrati sulla natura della virtù. La morte di Socrate assume per Platone un significato emblematico, per cui non gli resta che disegnare uno Stato ideale in cui regni la giustizia e possano ritrovare spazio i valori morali esaltati da Socrate. Seguendo linsegnamento di Socrate, Platone delinea la necessità di una nuova concezione delleducazione che tenga conto della dimensione politica della virtù. Così nasce la teorizzazione pedagogica, cioè la riflessione della filosofia sulla natura, gli scopi, i metodi e i contenuti della pratica formativa. Si tratta, ora, dindividuare quel tipo di polis ideale che costituisca il modello di una nuova polis nella quale possano rivivere uomini come Socrate. Così, nella Repubblica, raggiunge lobiettivo che si era proposto fin dallorigine: tracciare il profilo dello Stato ideale da far valere come modello per la ricostruzione della polis. Secondo Platone lo Stato è una costruzione degli uomini, e pertanto esso deve riflettere nella sua composizione gli stessi caratteri dellanima. Precisati i criteri di metodo, Platone passa a chiarire lorigine dello Stato, individua le classi sociali che lo compongono, ne precisa i rispettivi compiti e infine giunge a definire la giustizia nei termini delladempimento, per ciascuna classe, delle specifiche funzioni. Nello stato così costituito distingue tre classi sociali: I produttori: in cui dominano i desideri legati al corpo. I custodi guerrieri: in cui prevalgono lira e il coraggio. I custodi perfetti: in cui predomina laspetto razionale che li conduce al bene e alla filosofia. Nella Repubblica è trattata solo leducazione delle classi superiori. Lo stato platonico è uno stato educatore, che attua una forte vigilanza sulla famiglia. La selezione dei custodi avviene mediante una vera e propria analisi del carattere. Home Il curricolo educativo e il ruolo delle discipline

13 Platone ritiene di primaria importanza leducazione dellanima, e quindi si comincia con la musica e la poesia. I contenuti educativi devono essere tenuti sottocontrollo. Afferma anche che la ginnastica, attribuita alla musica, aiuta larmonizzazione psichica e corporea. Fino a questo punto il percorso è uguale per le donne e gli uomini, il loro percorso si divide quando compiono 18 anni e i maschi vengono sottoposti a due anni di addestramento militare. Platone prevede anche linsegnamento della geometria e del calcolo. A trenta anni il cittadino farà una selezione basata sulla facoltà dialettica e a cinquanta anni, supererà lultimo esame. Nel curricolo educativo platonico il gioco ha una grande importanza, che in età prescolare nasce spontaneo e ha una funzione ludica, mentre in età scolare serve per raggiungere specifici obiettivi formativi. Platone dava molta importanza alla relazione educativa tra allievo e maestro e ai significati dellapprendimento. Ad Atene era normale che gli allievi adolescenti avessero dei rapporti omosessuali con i più anziani. Il legame nato dallattrazione per la bellezza si trasforma in arricchimento spirituale, Platone quindi afferma la necessità di un coinvolgimento emotivo. Secondo Platone la conoscenza appare come una reminescenza, cioè lindividuo deve solo ricordare ciò che ha imparato prima di reincarnarsi nel mondo dei sensi (Mito della Biga Alata). Quindi leducazione non insegna nulla ma fa solo riemergere ciò che si possiede.Mito della Biga Alata Laccademia e la trasmissione del sapere Per trasmettere i suoi insegnamenti Platone fondò la prima scuola filosofica: Laccademia, frequentata da giovani adulti. Comunicava con i suoi interlocutori per mezzo del dialogo, e non teneva lezioni in senso cattedratico. Per il filosofo linsegnamento resta inevitabilmente dialogico.

14 I L MITO DELLA B IGA A LATA, DI P LATONE, SERVE A SPIEGARE LA TEORIA PLATONICA DELLA REMINISCENZA DELL ' ANIMA, UN FENOMENO CHE DURANTE LA REINCARNAZIONE PRODUCE RICORDI LEGATI ALLA VITA PRECEDENTE. R ACCONTA DI UN ' IPOTETICA BIGA GUIDATA DA UN AURIGA, RAPPRESENTANTE DELLA PARTE RAZIONALE O INTELLETTIVA DELL ' ANIMA E TRAINATA DA DUE CAVALLI : UNO BIANCO, RAFFIGURANTE LA PARTE DELL ' ANIMA CON SENTIMENTI E PASSIONI PIÙ ALTI, E UN CAVALLO NERO, CHE RAPPRESENTA LA PARTE DELL ' ANIMA CONCUPISCIBILE, QUELLA CON PENSIERI PIÙ BASSI QUALI GLI ISTINTI E I DESIDERI TURPI. I DUE CAVALLI SONO TENUTI PER LE BRIGLIE DALL ' AURIGA CHE, COME DETTO, RAPPRESENTA LA RAGIONE : QUESTA NON SI MUOVE IN MODO AUTONOMO MA HA SOLO IL COMPITO DI GUIDARE. L A BIGA DEVE ESSERE DIRETTA VERSO L 'I PERURANIO, UN LUOGO METAFISICO A FORMA DI ANFITEATRO DOVE RISIEDONO LE "I DEE ". L O SCOPO DELL ' ANIMA, INFATTI, È CONTEMPLARE IL PIÙ POSSIBILE L 'I PERURANIO E ASSORBIRNE LA SAPIENZA DELLE IDEE. L' AURIGA QUINDI DEVE RIUSCIRE A GUIDARE I CAVALLI NELLA STESSA DIREZIONE, VERSO L ' ALTO, TENENDO A BADA QUELLO NERO E SPRONANDO QUELLO BIANCO, IN MODO DA EVITARE O RITARDARE IL PIÙ POSSIBILE IL " PRECIPITARE " NELLA REINCARNAZIONE. C HI È PRECIPITATO SUBITO RINASCERÀ COME UNA PERSONA IGNORANTE O COMUNQUE LONTANA DALLA SAGGEZZA FILOSOFICA, MENTRE COLORO CHE SONO RIUSCITI A CONTEMPLARE L 'I PERURANIO PER UN TEMPO PIÙ LUNGO RINASCERANNO COME SAGGI E COME FILOSOFI.

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16 La distinzione di pedagogia e educazione è distinzione tra teoria e pratica educativa. La prima prende avvio dallidea che si ha delluomo e da essa ricava i fini e i metodi della sua formazione; la seconda si occupa delle forme concrete attraverso le quali si realizzano i processi formativi,i luoghi delleducazione e il corso degli studi dalla scuola primaria agli studi superiori. Aristotele ha una mentalità realistica. A differenza di Platone, non si abbandona ai sogni utopici di realtà ideali, ma è osservatore attento della realtà, delluniverso materiale, storico e umano che concretamente si dà nellesperienza; luomo di cui si occupa Aristotele è un uomo concreto. Per lui luomo è la sintesi di corpo e anima: è certamente un essere razionale, ma la sua ragione si innesta su una base biologica Aristotele identifica nellanima il principio della vita. In primo luogo occorre tener presente che Aristotele insiste con forza sullunitarietà dellanima, e pertanto la psyché umana va vista nella totalità delle sue dimensioni. Lindividuo umano è un organismo composto, è corpo-anima, realtà vivente. Anima e corpo interagiscono tra loro, e peraltro è proprio simile interazione che spiega i numerosi fenomeni psichici che alimentano lumana esperienza. Per Aristotele leducazione si configura come sviluppo che ha allinterno dello stesso individuo il principio che lo attiva. Il fine non è esterno allindividuo, ma è il fondamento soggettivo del processo formativo. Egli afferma che colui che è educato non è chiamato a realizzare un fine che gli è esterno, ma devessere aiutato a realizzare un fine che porta dentro di sé, a divenire ciò che è: un uomo. Il processo di apprendimento e fini delleducazione. Il processo di apprendimento e fini delleducazione.

17 Il processo di apprendimento Per Aristotele, i contenuti mentali dellindividuo sono lesito di un processo di accumulazione di immagini e concetti che egli ricava dai suoi rapporti con lambiente attraverso le sensazioni dei suoi organi di senso e il lavoro della sua intelligenza. Il primo grado del conoscere è costituito dalla sensazione. Nel processo di apprendimento un ruolo di rilievo è limmaginazione, che consente di ricondurre ad unità sensazioni omogenee e quindi favorisce la memoria, come accumulazione dei dati di esperienza. Alla conoscenza sensibile segue la conoscenza intellettiva, che consiste nellindurre dalle forme sensibili le forme intelligibili. Lapprendimento per Aristotele è dunque un processo di induzione e segue il percorso particolare-universale, concreto-astratto, sensibile-mentale. Il risultato dellapprendimento è ciò che Aristotele chiama esperienza, la quale, se staticamente considerata, può identificare con il patrimonio dei dati acquisiti, se considerata dinamicamente, si identifica con lo stesso processo dellapprendere. Lapprendimento veramente degno delluomo libero è per Aristotele lapprendimento disinteressato di scienza e sapienza. Fini delleducazione: le virtù della conoscenza e della vita pratica Aristotele non sacrifica le passioni e i desideri del corpo alla ragione, ma chiede alla ragione di farsi principio di equilibrio, di mediazione tra tenenze opposte, secondo il criterio del giusto mezzo nelle scelte della pratica. Il principio fondamentale della vita etica è listanza di una condotta ispirata alla ragione, di una scelta in cui la ragione illumina le deliberazioni individuali secondo il più volte richiamato criterio del giusto mezzo, che non è criterio di mediocrità, ma impegno alla conquista del meglio. Letica aristotelica si propone dunque come etica della possibilità concreta: non unetica per asceti e per santi, ma un etica per uomini concreti posti in circostanze date di tempo e di spazio. Il giusto mezzo esprime lesigenza etica di una mediazione, di un equilibrio da costruire e ricostruire ogni volta.

18 Il rapporto che Aristotele istituisce tra politica e educazione è quello proprio di tutta la cultura greca, che vede sempre la vita dell individuo strettamente legata alla vita politica. L uomo greco è impensabile al di fuori del suo legame con la polis. E possibile individuare nel pensiero di Aristotele due distinte prospettive politiche. La prima è contenuta nei Libri VII e VIII della Politica che è pensata ancora sotto l influenza del pensiero platonico, e dunque si occupa della costituzione perfetta, ossia della forma che dovrebbe avere lo Stato ideale. La seconda, contenuta nel libro IV, contiene gli esiti di una revisione profonda della precedente concezione di politica, con il passaggio dal disegno di una costituzione perfetta al disegno più realistico di una costituzione auspicabile. Quest ultima è una costituzione mista che persegue il giusto mezzo tra oligarchia e democrazia. L educazione come sviluppo aperto L educazione, sostiene Aristotele, è il risultato della natura, delle abitudini, del discorso. Si coglie qui il realismo di Aristotele, acuto osservatore della realtà, che non teorizza l educazione, ma la ritrae in atto, come esito delle disposizione naturali dell individuo, delle influenze ambientali, dell educazione formale in senso stretto. L educazione deve seguire le fasi naturali dello sviluppo e così apprezza le funzioni del gioco come distensione e movimento, ma anche come preparatorio alle future attività della vita adulta. Per l educazione intellettuale, egli elabora una vera e propria teoria dell istruzione destinata a durare nel tempo per il legame che istituisce tra concretezza dell esperienza, conoscenza e sviluppo del pensiero. Le nostre conoscenze, insegna Aristotele, hanno origine dai nostri sensi nei rapporti che essi istituiscono con la concretezza delle cose ; prendono corpo in un insieme di immagini da cui traiamo i concetti con i quali pensiamo al nostro mondo. La via della conoscenza va dal concreto all astratto, dal particolare all universale. Per l educazione morale Aristotele richiama il vasto mondo delle virtù pratiche, quelle richieste dalla vita quotidiana individuale e pubblica. E qui introduce la misura dell areté che è ad un tempo di somma idealità e profondamente umana. Il giusto mezzo è proposta di un etica per la quale eroe diviene l uomo comune, chiamato ad un impegno etico infinito nella vita di tutti i giorni.

19 Realizzato da: Realizzato da: Home


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