La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Sono ore che sono qui distesa sotto la zanzariera senza riuscire a trovare la voglia di alzarmi. Consuelo è già passata 3 volte davanti alla porta: - Signora,

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Sono ore che sono qui distesa sotto la zanzariera senza riuscire a trovare la voglia di alzarmi. Consuelo è già passata 3 volte davanti alla porta: - Signora,"— Transcript della presentazione:

1 Sono ore che sono qui distesa sotto la zanzariera senza riuscire a trovare la voglia di alzarmi. Consuelo è già passata 3 volte davanti alla porta: - Signora, è tardi, fra poco arrivano i signori, signora, signora! Il vestito di lino mi aderisce addosso, matido di sudore. Nella baia le barche stanno uscendo per la pesca, il tramonto addolcisce la vista delle case appoggiate sulla riva. E’ il 24 dicembre. Domani sarà Natale. A noi è sempre piaciuto il mare in inverno: il vento che sembra portarti via mi dava la sensazione di pulirmi dallo smog e dal grigiore della pianura e a te dava la carica che ti serviva per sopportare i lunghi turni in clinica. Non facevamo mai niente di speciale in quei fine settimana in Riviera, semplicemente passeggiavamo, spesso senza parlare per ore, mano nella mano, abbracciati, il caldo dei nostri corpi in contrasto col vento gelido delle mareggiate. E fu proprio in una di queste passeggiate che tu te ne uscisti con una di quelle tue frasi dirette, tipiche di chi conosce il valore del tempo, di chi è abituato a misurare i secondi che separano la vita e la morte di un essere umano: - Ti piacerebbe vivere in Brasile? – In Brasile? - Feci eco io, con il finto stupore di chi vive accanto ad una persona straordinaria e imprevedibile. -Te lo ricordi Aldo, dice che ci sarebbe proprio bisogno di un cardiochirurgo li da lui.- Tu non fai domande. A volte, si, le tue frasi terminano con un’interrogazione ma c’è già dietro qualcosa di definitivo, di scelta già fatta. Sicuramente tu avevi già scelto. Non ne parlammo più per tanto tempo, passò l’estate, torrida estate padana, e l’autunno era alle porte. Era novembre quando me ne riparlasti, c’era la nebbia e l’umidità ti entrava nelle ossa ed era inutile stringere il bavero del cappotto. Le castagne arrostite tra le mani, là, nella piazza sul fiume. Chissà se troveremo un abete da addobbare in Brasile. – dicesti. Avevi già deciso. Per tutti. Sicuramente troveremo un altro bell’ albero! – Io ti seguii, come sempre. Arrivare in Brasile per Santa Lucia … Santa Lucia: quanti ricordi di bambina! La vecchina che arriva con l’asinello e porta i regali ai bambini, più bella della Befana, con quell’aria da mamma di montagna, i capelli raccolti, le gote rosse dal freddo, il vestito umile ma ordinato seduta di traverso sul suo piccolo asinello, come una novella Maria in viaggio per l’Egitto. Una tazza di latte, un po’ di crostini e una carota da preparare vicino alla porta, per rifocillare quella gentile signora e la sua mansueta cavalcatura. E alla mattina lo stupore nel vedere la tazza vuota, il pane sbocconcellato e la carota rosicchiata e qualche pacchetto colorato. Magia vera della bassa padana questa Santa Lucia, lontana anni luce dal Babbo Natale della pubblicità della televisione e più discreta e rassicurante della Befana. Caldo, tanto caldo. Un caldo invadente, indiscreto, che mi toglieva il respiro, che non mi dava tregua. Tutto in verità mi parve così in quei primi momenti: esagerato, sfacciato. I colori, gli odori, i rumori, i sorrisi, le risate, i corpi. Corpi così liberi, dalla pelle lucida, dalle forme piene. Gli amici mi portavano in giro, pensando che vedere le bellezze del luogo mi avrebbe affascinata, che tutte quelle novità avrebbero attirato la mia attenzione. Io li seguivo, intontita, in quel Carnevale naturale che sembrava prendere forma ad ogni angolo. Mi sforzavo di cercare un segno intorno a me che mi dicesse, vai, apri il tuo cuore alla magia del Natale. Gesù nasceva in un piccolo villaggio della Palestina. Lui anima immortale giunta alla fine di ogni conoscenza ritornava sul nostro pianeta per proporci il piano della nostra evoluzione. Io rinascevo li, in quel piccolo angolo di paradiso a cavallo tra l’oceano e la foresta dovevo avevo deciso di darmi un’altra possibilità in quell’età stana in cui l’istinto ti ripete con un mantra senza parole che hai girato la boa della vita. Niente. La natura mi entrava dentro esagerata, riempiva i miei occhi, inebriava i miei sensi. La sera della vigilia eravamo soli. Era il nostro primo Natale e avevamo bisogno di ritrovarci in quel luogo così lontano. Cenammo sul patio, a lume di candela. Un filo di piccole lucine colorate ornava il ramo di ficus che si spingeva fin quasi dentro le nostre finestre. Sei triste? Mi chiedesti. Non mi sembra Natale…. Risposi. Non riesco a sentire la magia…. Poi solo un canto lontano, oltre gli urli delle scimmie, oltre il canto degli uccelli, oltre… Un coro, voci di bambini, di donne, di uomini nella notte della foresta. Voci limpide e forti, senza vergogna, gioiose. Calde e umide, verdi come la foresta. Giovanni 1,1 “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio” Piansi, ecco, era Natale.


Scaricare ppt "Sono ore che sono qui distesa sotto la zanzariera senza riuscire a trovare la voglia di alzarmi. Consuelo è già passata 3 volte davanti alla porta: - Signora,"

Presentazioni simili


Annunci Google