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S. Cainelli Laboratorio di Osservazione Diagnosi e Formazione DISCoF- Università degli Studi Trento.

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Presentazione sul tema: "S. Cainelli Laboratorio di Osservazione Diagnosi e Formazione DISCoF- Università degli Studi Trento."— Transcript della presentazione:

1 S. Cainelli Laboratorio di Osservazione Diagnosi e Formazione DISCoF- Università degli Studi Trento

2 Cosa significa per voi “osservare” ?

3 Alcune false credenze relative all’osservazione Esiste una osservazione che fotografa la realtà Sovrapporre l’osservare al guardare Ritenere che osservare sia interpretare

4 L’osservazione  Non è una registrazione fedele e diretta della realtà  Non è guardare ma si basa su una ipotesi di lavoro o su una curiosità  Non è interpretare, ma piuttosto un momento intermedio tra la percezione del fenomeno e la sua interpretazione

5 Noi guardiamo molti fenomeni, parte dei quali ci coinvolgono direttamente, altri ci interessano. In queste situazioni sono implicati vari sistemi tra cui la pianificazione, la memoria di lavoro e l’attenzione. Quando parte dei fenomeni non ci sono chiari, la nostra mente cerca di completare ciò che abbiamo di fronte a noi attingendo a previsioni che sono state acquisite nel corso dell’evoluzione per mezzo di apprendimenti dipendenti dall’esperienza - la nostra storia personale rafforza questi sistemi - (connessioni laterali tra le aree corticali) ( Engel, Fries, Singer, 2001). Perché interpretiamo e giudichiamo?

6 Questi processi, definiti dall’alto verso il basso ( fonti intrinseche di modulazione contestuale dell’elaborazione neurale), hanno avuto un enorme valore di sopravvivenza nella storia dell’evoluzione della nostra specie. Ci permettono infatti di fare valutazioni rapide e elaborare informazioni per avviare comportamenti che permettono all’organismo di sopravvivere. Generazioni dopo generazioni, più i giudizi dall’alto verso il basso sono rapidi più è garantita la sopravvivenza della specie (Siegel, 2009) Se dovessimo ogni volta sommare le informazioni, creare generalizzazioni e avviare comportamenti basati su campioni limitati di dati in entrata (processi dal basso verso l’alto) non riusciremmo nemmeno a fare la spesa. Perché interpretiamo e giudichiamo?

7 Cos’è l’osservazione E’ una pratica comune utilizzata per conoscere la realtà che ci circonda, è il tentativo di acquisire conoscenze, in maniera più o meno precisa, più o meno sistematica. Ogni persona compie quotidianamente un numero molto ampio di osservazioni, che danno modo di conoscere, classificare, analizzare componenti diverse dell' ambiente umano e fisico che ci circonda.

8 Osservazione Osservatore Relazione fortissima e non eliminabile Controllare attraverso procedure specifiche l’obiettività dell’osservazione

9 Osservatore Soggetto Processo interno dell’osservatore mentre osserva Capacità di integrare e riflettere Consapevolezza del proprio mondo interno L’osservatore partecipa e interagisce L’osservator e registra ciò che avviene

10 Processo interno dell’osservatore mentre osserva Soggetto Osservatore Prospettiva educativaProspettiva psicologica Prospettiva didattica Prospettiva interculturale Contesto sociale Letteratura rilevante

11 L’osservazione è metodo di indagine se: serve per obiettivi precisi e definiti conoscenza dei prerequisiti Individuazione di capacità relazioni sociali è programmata sistematicamente ed è delimitato il suo campo di indagine Quando è soggetta a prove e controlli è registrata in maniera sistematica Descrizioni Check-list Filmati è messa in relazione a schemi teorici e/o interpretativi differenziare e specificare gli obiettivi osservativi e strutturare l'ambiente di conseguenza: -per conoscere le abilità cognitive si strutturerà l'osservazione in una situazione apposita che permetterà di cogliere i processi di pensiero e di ragionamento; -la valutazione di un comportamento aggressivo dipende dal contesto in cui tale comportamento è emesso

12 1.Per la conoscenza di capacità e comportamenti specifici E' quindi utilizzata per la raccolta di dati : di tipo comportamentale (aggressività, autonomia, cura delle proprie cose etc..) di tipo sociale (capacità di organizzare attività, rispetto delle regole, capacità interattiva, tolleranza, capacità di confronto etc..) di tipo cognitivo (coordinamento motorio e spazio temporale,capacità di problem solving, attenzione, memoria etc..) di tipo affettivo (dipendenza dall'adulto, grado di sicurezza, motivazione alle attività). Avere delle misurazioni di base della persona, che costituiscano il punto di partenza dell'attività educativa è la base per la verifica degli apprendimenti, della maturazione, della crescita dei processi mentali e del benessere psicofisico

13 2. Per lo studio di un caso Serve per delineare il profilo di una persona permette di cogliere punti di forza e aree di debolezza si articola nei vari ambiti di vita costituisce il punto di partenza per la costruzione della relazione educativa fornisce indicazioni per il progetto educativo

14 Perché osservare Per individuare modalità relazionali adeguate ed efficaci Per progettare linee di intervento educativo in cui la persona e i suoi stati emotivi siano centrali nel processo di apprendimento, sviluppo e adattamento. come educare cosa fare

15 Origini del metodo osservativo Approccio Ecologico Individua le interazioni dinamiche tra soggetto, contesto e osservatore. Focalizza unità comportamentali complesse Interesse per il fine Incoraggia l’inferenza dell’osservatore su atteggiamenti ed intenzioni Descrive le qualità delle azioni Approccio Etologico Studio del comportamento nell’ambiente Focalizza micro comportamenti Interesse per il valore dei comportamenti al fine della sopravvivenza Non incoraggia l’inferenza dell’osservatore Attenzione agli aspetti quantitativi

16 Origini del metodo osservativo I due approcci hanno determinato: Ampliamento delle conoscenze relative al comportamento umano nelle relazioni Garanzie di obiettività ed oggettività Misurazione, confronto-accordo, studio del margine di errore Miglioramento delle metodologie Rigore, Strumenti, Analisi quantitativa

17 Tipi di osservazione Tecniche Indiretta: Interviste Questionari Tests Colloqui (verifiche, colloquio con il soggetto o la famiglia) Diretta: Stesura di protocolli descrittivi Check-list Videoregistrazioni

18 Tipi di osservazione OSSERVAZIONE DIRETTA Partecipante Aspetti qualitativi e valutativi Distaccata Aspetti quantitativi Ricerca clinica e ambito terapeutico, riabilitativo, educativo. Ricerca sperimentale, evolutiva e riabilitativa

19 Tipi di osservazione Oss. Partecipante (Antropologia, Psicologia Clinica e Pedagogia) L’osservatore è parte del fenomeno osservato (ma non intrusivo) Raccoglie informazioni in più ambiti osservativi Osserva comportamenti, reazioni, e vissuti Attenzione al significato al comportamento Osservazione distaccata (Etologia, Psicologia dello sviluppo, cognitivista, comportamentista) L’osservatore occupa una posizione esterna al campo di osservazione Maggiore attenzione al dettaglio Descrizione rigorosa del comportamento e misurazione Attenzione alla rilevazione del comportamento

20 Tipi di osservazione Oss. Partecipante (Antropologia, Psicologia Clinica e Pedagogia) Confronta e correla dati, simboli, relazioni ed esperienze che hanno significato per il soggetto. (evita di attribuire significato arbitrario e chiarisce elementi non evidenti del comportamento) Sospensione di giudizio fino a che non ci siano dati che ne suggeriscono la rilevanza. Oss. Distaccata (Etologia, Psicologia dello sviluppo,comportamentista, cognitivista) Parte da osservazioni libere e poi sceglie i dati in base alla regolarità. (spregiudicatezza) Segue un criterio di completezza. E’ indifferente agli approcci del soggetto osservato, silenzioso e discreto.

21 Atteggiamenti e tipi di osservazione 1. osservazione partecipante (o partecipe), quando l’osservatore partecipa al fenomeno osservato divenendo egli stesso parte della situazione 2. osservazione distaccata quando, invece, l’osservatore occupa una posizione esterna al campo di osservazione

22 Osservazione partecipante Rischio di interpretazione e distorsione della realtà Rischio di identificazione con il soggetto Il focus dell'osservazione sono le relazionni

23 Osservazione distaccata E’ utilizzata per osservare comportamenti, abilità, funzioni, ossia :  Funzioni dell’ Io: memoria, percezione, linguaggio, sensazione,  Comportamenti interattivi e sociali (contatto, interazione, tattilità, aggressività  Abilità linguistiche, logiche, di risoluzione dei problemi Il focus dell'osservazione sono i comportamenti

24 Tipi di osservazione Cambia il ruolo dell’osservatore Partecipante Aspetti qualitativi e valutativi: Elementi affettivi nello sviluppo Componenti motivazionali e affettive Componenti relazionali Focus: le relazioni Distaccata Aspetti quantitativi: Comportamenti interattivi Funzioni (memoria, linguaggio) Abilità (logiche, problem solving) Focus: i comportamenti

25 Ruolo dell’osservatore La persona che osserva assume un ruolo di notevole importanza: l’osservatore è in qualche modo la persona che “seleziona” i dati dell’osservazione. Il processo di “incontro tra due persone” (osservatore e osservato) va considerato, analizzato e compreso come un ulteriore dato dell’osservazione. Va definito il rapporto tra l’osservatore e l’oggetto dell’osservazione; si specificano, quindi, il modo in cui l’osservatore si comporterà durante l’incontro e il modo in cui agirà nell’ambiente e nel contesto di osservazione.

26 Osservazione Diretta Nell’osservazione diretta i dati sono raccolti attraverso l'uso di abilità percettive e cognitive della persona che li sta rilevando. Tali dati costituiscono la base da cui si trarranno conclusioni e corrispondono a quelle caratteristiche della realtà che la persona che osserva ha ritenuto opportuno rilevare e misurare. Il problema da affrontare è quindi legato all’effetto dell’osservatore sui soggetti da osservare, alle distorsioni provocate dall’osservatore nel contesto e quindi alla validità e rappresentatività dei dati raccolti

27 Osservazione Diretta E’ importante distinguere ciò che è osservato da sentimenti ed emozioni che vengono suscitati nell’osservatore E’ necessario cogliere l’esterno sentendo e distinguendo ciò che succede dentro di noi Attenzione alla modalità di descrizione Discussione in gruppo (confronto dei dati: giudizi personali, tagli, devitalizzazione dei protocolli, eccessività di particolari)

28 Osservazione diretta e indiretta Nelle procedure di valutazione cognitive e comportamentali i metodi devono garantire: Affidabilità: i dati rilevati devono essere costanti e replicabili ( altri osservatori devono poter osservare gli stessi aspetti) Validità: lo strumento utilizzato misura effettivamente ciò che vuole misurare (es: comportamento aggressivo, quale questionario o scala di misura?)

29 Cosa osservare Il campo di osservazione va delimitato attraverso alcune tecniche:  tecniche aperte: sono quelle in cui l’obiettivo osservativo è ampio, l’attenzione è a vasto spettro e i tempi osservativi sono molto lunghi; i limiti del cosa osservare sono posti dall’affaticamento dell’osservatore e da scelte da lui compiute sull’importanza o meno di annotare quel particolare comportamento. Sono tecniche aperte le descrizioni diaristiche o le descrizioni di eventi  tecniche chiuse: sono quelle in cui l’attenzione dell’osservatore è diretta ad un unico bersaglio; il campo d’indagine risulta ristretto sia in base alla preselezione di ciò che si vuole osservare, sia in base al tempo di osservazione. Sono tecniche chiuse le osservazioni per campionamento di tempo o di eventi

30 2- Tecniche di campionamento A- Campionamento per eventi: Viene rilevato l’evento comportamentale nella sua interezza che va descritto in modo dettagliato, va specificato e definito in partenza ed è possibile attualmente anche videoregistrarlo. (es. la ricreazione, l’esecuzione di un compito) B- Campionamento temporale: Vengono considerati aspetti selezionati del comportamento che si verificano in intervalli di tempo separati, brevi ed uniformi, fornendo campioni temporali che si ritengono rappresentativi di un determinato fenomeno. Vantaggio chiaro di questo metodo è l’economicità, l’accuratezza e l’efficacia. il campionamento temporale non coglie la complessità del comportamento perché è possibile ottenere solo delle misure di frequenza. (es. la frequenza di intervento durante una lezione)

31 Tecniche di registrazione dei dati Le osservazioni possono essere registrate attraverso videoregistrazioni o metodi carta e matita.

32 Videoregistrazione Il vantaggio principale che tale tecnica offre è quello di poter registrare le osservazioni in maniera continuativa senza la necessità di compiere operazioni di selezione o campionamento temporale. Una buona videoregistrazione implica una strutturazione della situazione osservativa in modo da evitare salti e interruzioni nei filmati.

33 Metodi carta matita I metodi carta matita comprendono la: 1- Descrizione E’ il più semplice e banale metodo di registrazione dei dati, nel senso che l’osservatore, o durante, o immediatamente dopo descrive accuratamente tutto ciò che è avvenuto. Ovviamente i limiti di questo metodo sono moltissimi, il metodo ruota intorno all’osservatore, e alla sua capacità di ricordare e di non deformare la realtà, ma è anche vero che in tutti i tipi di osservazione partecipe (e quindi in molti ambiti clinici) il modo in cui l’osservatore vede e registra la realtà fa parte del metodo stesso. E’ pertanto opportuno utilizzare alcuni sistemi per ricordare meglio: è possibile ad esempio prendere brevi appunti, segnare le zone della stanza in cui si svolgono le azioni, annotare alcuni eventi fondamentali. Sarà bene ricordare che se la descrizione permette di cogliere bene l’azione nel suo contesto sfuggono molti comportamenti veloci.

34 1- La descrizione Trae origine dal metodo dei diari che dal punto di vista storico, è uno dei metodi più antichi utilizzati in psicologia. Esso consiste nel segnare per iscritto, giorno per giorno, la successione dei comportamenti o delle modificazioni dei comportamenti che si verificano. il compito dell'osservatore resta quello di descrivere tutto quello che accade, senza essere in alcun modo deliberatamente selettivo Appare chiaro che questo metodo ha il pregio di descrivere il comportamento nella sua continuità.

35 La descrizione Strutturazione: limite temporale, spaziale e situazionale Definizione dettagliata dei termini: Il significato deve poter essere condiviso e non in altro modo interpretato Le sequenze di comportamenti, il contesto, gli antecedenti e le conseguenze al comportamento vanno considerati per non incorrere in generalizzazioni che chiudono il processo di riflessione Separare impressioni e sensazioni dai dati osservati

36 La descrizione  L’attribuzione di significato avviene in un secondo momento (quando la quantità di dati e la loro condivisione permette di formulare delle ipotesi)  Il confronto avviene sui dati osservati non su una condivisione di pareri e sensazioni

37 Metodi carta matita 2- Check-list e schemi di codifica Le check-list sono degli elenchi di comportamenti già selezionati e preparati prima di iniziare l’osservazione, oppure preparati a partire da videoregistrazioni. L’osservatore guardando un soggetto segna su queste liste ogni qualvolta un uno dei comportamenti segnati si manifesta. La check-list ha l’indubbio vantaggio di essere molto poco intrusiva, di rendere il compito osservativo più semplice. Implica un lavoro di formulazione alquanto laborioso e complesso.

38 Costruzione di una check-list o schema di codifica La costruzione richiede una attenta fase preparatoria in cui si studiano i comportamenti che possono aver luogo in una data situazione ed in uno specifico contesto. I comportamenti da osservare devono poi essere raggruppati in categorie e devono essere definiti in maniera descrittiva e operativa; 1- grado di omogeneità delle categorie osservative: ogni schema di codifica deve essere costituito con delle categorie comportamentali che risultino omogenee tra di loro rispetto al tipo di comportamento che vogliono rilevare. Le categorie possono essere: Micro categorie sono quelle attraverso unità comportamentali che designano una sola azione di tipo morfologico o funzionale (es. manipola, sorride, solleva lo sguardo). Macro categorie sono categorie più ampie, che prevedono anche una sequenza di comportamenti concettualmente unificabili:.

39 Costruzione di una check-list o schema di codifica Le categorie possono essere descritte in modo morfologico - l'attenzione è posta sui singoli movimenti motori messi in atto (es. solleva la mano; flette una gamba, si piega lateralmente) descrivendo quali parti del corpo si muovono, le posture e i gesti fatti: funzionale – l’attenzione descrittiva è rivolta alla funzione assolta da un dato comportamento (es. prende un oggetto, picchia un compagno) e alle conseguenze comportamentali di tali cambiamenti. In questo tipo di descrizione vengono considerati gli effetti e le funzioni di un comportamento. L’insieme delle categorie può comporre: 1- Schema di tipo fisico rivolto ad avere una chiara identificazione dei comportamenti di determinati soggetti in termini di gesti, movimenti e posture corporee 2- Schema di tipo sociale che tiene conto del contesto e della funzione dei comportamenti. Il loro uso richiede che l’osservatore faccia alcune inferenze circa l’individuo osservato necessita quindi di osservatori più sensibili e più addestrati.

40 Costruzione di una check-list o schema di codifica 2- numero di categorie dello schema di codifica - L’ampiezza è estremamente importante perché condiziona l’affidabilità dello strumento. La tendenza a voler includere molte categorie in uno schema di codifica rende generalmente difficile l’uso dello strumento e porta l’osservatore ad affaticarsi molto di più. L'uso di categorie ampie o macro-categorie pone la necessità di operare un giudizio nel processo di acquisizione dei dati, riducendo la semplicità di raccolta dei dati. La tendenza dovrebbe comunque essere quella di avere delle categorie ben descritte e non troppo ampie ed in un numero limitato. Se non si riesce a coprire tutto il comportamento osservato è preferibile ripetere l’osservazione utilizzando check-list specializzate piuttosto che avere un unico strumento il cui uso è soggetto a errori

41 metodi carta matita 3 - Scale di valutazione Infine un altro metodo carta e matita può essere l’utilizzo di una scala di valutazione. Le scale di valutazione possono avere un ampio uso nell’ambito clinico e nell’ambito scolastico in cui l’esigenza è proprio quella di giungere ad una valutazione e classificazione dei soggetti rispetto ad alcuni parametri. Le scale di valutazione possono essere applicate o su materiale descritto o videoregistrato, guadagnandone in accuratezza e precisione, o direttamente dal “vivo” permettendo di cogliere il livello valutativo minimo o massimo a cui è giunto un soggetto.

42 Percezione Assenza del comp. Freq. rara e scarsa Alquanto freq. e intensoFreq. e intenso Molto freq. e intenso 1. Individua le parti del corpo toccate da un’altra persona Avere lo sguardo “perso nel vuoto” Avere lo sguardo “furtivo” (guardare di sfuggita) Attrazione visiva per trame, disegni e colori Ricerca di fonti di riproduzione del suono Attrazione per suoni particolari Attrazione per strutture ritmiche particolari 54321

43 In sintesi: 1- osservazione per la rilevazione dei comportamenti descrivere una situazione costruire (sapere i criteri di costruzione) schemi di codifica costruire scale di valutazione

44 In sintesi: 2- osservazione per lo studio di un caso Integrare osservazioni dirette ed indirette Usare scale di valutazione Usare descrizione di comportamenti e stati interni Costruire un profilo osservativo

45 L’atteggiamento osservativo presuppone Ritenere che il raggiungimento di ogni livello di sviluppo e adattamento dipenda da elementi cognitivi affettivi e motivazionali Individuare e valutare gli elementi affettivi nello sviluppo di un soggetto Riconoscere che carenze, problemi, difficoltà nello sviluppo affettivo e nella vita relazionale inficiano i livelli e le modalità di adattamento e benessere

46 Una persona instaura con le persone che incontra (educatori, pari) relazioni che lo coinvolgono dal punto di vista emotivo ed affettivo ed in cui ripropone i modelli relazionali sperimentati in precedenza

47 Bibliografia P. Venuti (2001) “ L’osservazione del comportamento,, Carocci ed. P. Venuti (2010) L’intervento in rete per i Bisogni educativi Speciali, ed. Erickson

48 Il profilo osservativo

49 L’osservazione deve fornire informazioni su: Circostanze ambientali Accertamento dello sviluppo Sviluppo dell’Io Stati affettivi Conflitti

50 Costruzione di un profilo osservativo 1. Descrizione del soggetto Si tratta di delineare alcuni tratti fisici, il modo di proporsi e presentarsi, la tonalità affettiva emergente sorridente, diffidente, parla molto, poco 2. Contesto e ambiente di vita Vanno indicati i fattori ambientali che possono influenzare il comportamento e lo stato del soggetto, nonché lo stile educativo familiare o del contesto educativo

51 3. Sviluppo fisico e psichico 3ARegolazione degli istinti e delle funzioni corporee Si considerano semplici fattori di tipo fisico importanti dal punto di vista dell'autonomia generale del soggetto Sonno Cibo Toilette Altri bisogni

52 3. Sviluppo fisico e psichico 3B Utilizzo del proprio corpo per indicare piacere e dispiacere Si osservano segni o comportamenti che forniscono indicazioni sul piacere o dispiacere vissuto dal soggetto. Ad esempio: il sorriso, il riso, espressioni di tristezza del volto, il pianto, la rabbia, l'ansia, l'assunzione di movimenti stereotipati, il tono muscolare etc.. Considerare le zone del corpo coinvolte. (es. piacere nel succhiare, piacere masturbatorio)

53 3. Sviluppo fisico e psichico 3C. Sviluppo delle relazioni con le persone Va osservato il tipo ed il livello di relazione affettiva con gli altri e con se stesso che il soggetto ha raggiunto: Persona riconosciuta per la sua funzione Persona riconosciuta per sé

54 3. Sviluppo fisico e psichico 3D Autostima Si osserva come il soggetto si valorizza o si denigra, come investe le sue risorse e le sue acquisizioni abilità che lo rendono più autonomo: gioco, disegno, servizi sociali 3E Aggressività Indicare se l'aggressività è presente o meno, considerare se si manifesta in maniera eccessiva o difforme dalle modalità ordinarie

55 4- Sviluppo dell'Io 4A capacità sensorie, motorie, mentali Le principali funzioni dell' Io possono essere: memoria, esame di realtà, capacità di sintesi, controllo di motricità, linguaggio, regolazione delle proprie azioni: a livello di un accettabile livello sociale oppure solo in base al soddisfacimento del proprio bisogno immediato

56 4- Sviluppo dell'Io 4B. Autonomia Autonomia generale: capacità di portare a termine alcuni compiti riferiti in particolare alla vita quotidiana Autonomia specifica: condurre a termine compiti nuovi o conquista di nuove abilità 4C. Modalità di difesa Le reazioni che il soggetto mette in atto di fronte a situazioni spiacevoli provocate da sue pulsioni interne o da situazioni ambientali o realmente minaccianti o che lui sente come minaccianti

57 4- Sviluppo dell'Io 4D. Stati affettivi ed emotivi Osservare affetti ed emozioni (es. allegria, tristezza, paura,), le situazioni in cui compaiono, l'intensità e lo stimolo che li provoca 4E. Rapporto tra tendenze progressive e regressive In ogni individuo immaturo sono presenti queste due componenti, che determinano l'andamento generale dello sviluppo

58 5- Conflitti Considerare i conflitti che generalmente derivano dalle pulsioni interne ed dalle richieste di adeguamento sociale: A- non si avverte il conflitto e si dà libero sfogo al proprio comportamento pulsionale B- si avverte il conflitto, la pulsione non viene controllata e di conseguenza si ha un forte senso di colpa


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