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MARIA VITTORIA RISTORI

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Presentazione sul tema: "MARIA VITTORIA RISTORI"— Transcript della presentazione:

1 MARIA VITTORIA RISTORI
PAGINE AL CIOCCOLATO Presentazione di : MARIA VITTORIA RISTORI Corso di laurea S.A.N.U. II ° anno / 2010

2 INDICE CIOCCOLATO TRA LE RIGHE : INTRODUZIONE
IL CIOCCOLATO : LE ORIGINI LA PAROLA “CIOCCOLATO” LA LEGGENDA LA REALTA’ secondo i BOTANICI “LA BOTTEGA DEL CAFFÈ di Carlo Goldoni “IL GIORNO” di Giuseppe Parini “CACAO” di Jorge Amado “HO SOGNATO LA CIOCCOLATA PER ANNI” di Trudi Birger “PAGINE E CIOCCOLATO” di Philippe Delerm “DOLCE COME IL CIOCCOLATO” di Laura Esquivel “GLI UOMINI SONO COME IL CIOCCOLATO” di Tina Grube “CHOCOLAT” di Joanne Harris “CIOCCOLATA DA HANSELMAN di Rosetta Loy “LA SCOPERTA DEL CIOCCOLATO” di James Runcie

3 INTRODUZIONE Il cioccolato visto attraverso gli occhi della letteratura
“Non riuscivo a separare la bocca dai bordi deliziosi della sua tazza. Una cioccolata da morire, morbida, vellutata, profumata, inebriante" Guy de Maupassant In questa presentazione ho voluto mettere in risalto il cioccolato ovvero “la bevanda degli Dei” presentandone non solo brevemente la sua storia e la sua leggenda, ma anche guardandolo attraverso gli occhi della letteratura, prendendo in considerazione, per questo, sia scrittori di fine ‘700 che dei nostri giorni .

4 IL CIOCCOLATO : LE ORIGINI
Il cioccolato è un dolce derivato dai semi della pianta del cacao (Teobroma cacao) diffuso e ampiamente consumato nel mondo intero. È preparato a partire dal burro di cacao (la parte grassa dei semi di cacao) con aggiunta di polvere di semi di cacao, zucchero e altri ingredienti facoltativi, quali il latte, le mandorle, le nocciole o altri aromi.

5 LA PAROLA “CIOCCOLATO”
La parola cioccolata è di origine incerta. Secondo la tesi più accreditata deriverebbe da "cacahualt", composta da "cacahu" (cacao) e "atl” (liquido), ma anche il rumore o il suono che fa l'acqua nel recipiente in cui si mette il cioccolato. L'acqua produce una specie di cioco-cioco, quando la si mescola con il frullino nel vaso che si chiama cioccolatiera finché sale formando bolle e schiuma (Dal libro del domenicano britannico Thomas Cage).

6 LA LEGGENDA Un guerriero, costretto a partire in guerra, lascia la giovane sposa a guardia dei propri beni. La donna è assalita da dei furfanti, ma preferisce essere uccisa piuttosto che rivelare il nascondiglio segreto. Dal suo sangue nasce la pianta del cacao, i cui frutti (tesoro della pianta) sono amari come i dolori per amore, forti come la virtù e leggermente arrossati come il sangue.

7 LA REALTA’ secondo i BOTANICI
Secondo i botanici, già anni prima di Cristo l'albero del cacao era presente come vegetazione spontanea nei bacini dell'Orinico e del Rio delle Amazzoni . Probabilmente i primi a rendersi conto del valore di tale pianta furono i Maya che lo introdussero nello Yucatan. I Toltechi in seguito diffusero la coltura nella zona attualmente occupata dal Messico; quando furono sottomessi dagli Aztechi la conoscenza venne a questi tramandata. Il cacao era utilizzato dalla popolazione per rinvigorire i lavoratori e per fornire energie per produrre. Il suo valore era elevatissimo, tanto da esser utilizzato come moneta.

8 CIOCCOLATO TRA LE RIGHE
"Cibo degli Dei", peccato di gola, voluttuosa delizia dei sensi, da sempre il cioccolato conquista i palati e le penne più celebri.

9 LA BOTTEGA DEL CAFFÈ (1750), di Carlo Goldoni
Carlo Goldoni in “La bottega del caffè” (1750), crocevia di pettegolezzi, di incontri e di equivoci d'amore, riporta un dialogo tra il sedicente conte Leandro e il giovane Eugenio, in cui il cioccolato diventa la posta in gioco: “….Se non avete denari, non importa […] giochiamoci almeno una cioccolata!” Il gabbato Eugenio alla fine perderà dieci zecchini. Tratto da “LA BOTTEGA DEL CAFFE’” di CARLO GOLDONI - Rizzoli, Superbur classici, 2003

10 “IL GIORNO” di Giuseppe Parini(1763-65)
Giuseppe Parini nel “Il giorno” (1763 il Mattino, 1765 il Mezzogiorno, postumi Vespro e Notte) fa di un giovin signore un ritratto perfetto. Lo scrittore riesce a mettere in risalto la figura del giovin signore ,nel suo interesse per cose futili, soprattutto quando viene assalito da un amletico dubbio, se sorbire cioè la cioccolata o il caffè. Così scrive: “….S'oggi ti giova Porger dolci allo stomaco fomenti, si che con legge il natural colore v'arda temprato, e al digerir ti vaglia, scegli il brun cioccolate, onde tributo ti dà il guatimalese e il caribbeo, c'ha di barbare penne avvolto il crine.” (tratto da “Il mattino” ne “Il giorno”, 1961)

11 “CACAO” di JORGE AMADO (1933)
“Cacao” è il secondo libro scritto da Jorge Amado, pubblicato nel Inizia con questo romanzo il Ciclo del Cacao e racconta la storia di un sergipano (abitante del Sergipe), lavoratore in una fazenda di cacao nel sud dello stato di Bahia, negli anni ’30. “…..La strada costeggiava un braccio del fiume. Sull'altra sponda apparivano le rocas. Alcune barche discendevano il fiume cariche di sacchi di cacao. Indicai gli alberi piegati sotto il peso dei frutti gialli: "Quello è cacao, no?" "Non l'avevi mai visto?" (p. 36) Ritratto di Jorge Amado Tratto dal romanzo “CACAO” di Jorge Amado - Milano, Mondadori, 1984

12 “HO SOGNATO LA CIOCCOLATA PER ANNI” (1992) di Trudi Birger
Trudi Birger è solo una ragazzina quando i nazisti trucidano suo padre e lei si ritrova sola con la mamma Rosel nel ghetto di Kovno. In un attimo, senza capire perché, passa da una famiglia unita e dai tè danzanti di Francoforte, al lager di Stutthof, immersa negli orrori dell'eliminazione del popolo ebraico. E in quel mondo di atrocità porta un dolce ricordo, il profumo della cioccolata, simbolo della sua forza, della sua voglia di vivere. La ''selezione'' risparmia Trudi dal forno crematorio e lei trasforma quel ''miracolo'' in una forza invincibile: strappa la madre dal suicidio e dalla fila delle condannate: conserva il sorriso anche nei momenti terribili.

13 “PAGINE E CIOCCOLATO” di Philippe Delerm
Philippe Delerm ci regala un libro pieno di deliziose riscoperte: il gusto di pane, burro e cioccolata, merenda d'altri tempi; l'allegria dell'incappare in un insperato caffè dopo una passeggiata fra i boschi; l'affondare le labbra in un vaporoso bastoncino di zucchero filato in un miscuglio di aromi caramellosi e nenie di giostre; il dolce sonno in cui si scivola mentre la voce della mamma ci legge pagine dal nostro libro preferito... Sensazioni ed emozioni che come per magia affiorano alla coscienza, riportando intatto il sapore di un momento che si credeva perduto e che invece è gelosamente custodito nella memoria. “ ….Che importa se la barretta di cioccolato al latte non piace alle papille adulte amare, la sua soavità d'infanzia ne esce moltiplicata. E poi, a guardare meglio, il viola della confezione non è così dolciastro. Il paesaggio elvetico vi dispiega una monocromia quasi temporalesca, e un fulmine d'acciaio lo attraversa quando lo schiudete e arrivate allo strato di alluminio.” (p. 33) Tratto da “Pagine e cioccolato” di Philippe Delerme - Milano, Frassinelli, 2006

14 “DOLCE COME IL CIOCCOLATO: (1991) Romanzo piccante in 12 puntate con ricette, amori e rimedi casalinghi” di LAURA ESQUIVEL Fin dal loro primo incontro, poco più che adolescenti, Pedro e Tita vengono travolti da un sentimento più grande di loro. Purtroppo a causa di un'assurda tradizione familiare, per Tita il matrimonio è impossibile: ma per umana volontà e con la complicità del destino, lei e Pedro si ritroveranno a vivere sotto lo stesso tetto come cognati, costretti alla castità e tuttavia legati da una sensualità incandescente. Frutto di una godibile sapienza narrativa e di una raffinata arte culinaria, Dolce come il cioccolato racconta con grazia e allegria femminili un'indimenticabile storia d'amore, in cui il cibo diventa metafora e strumento espressivo, rito e invenzione, promessa e godimento, veicolo di un'inedita comunione sensuale: “…..In casa facevano la cioccolata come da nessun'altra parte, perché mettevano molta cura in tutte le fasi della preparazione, dalle materie prime fino alla battitura, che è un altro capitolo importantissimo. L'imperizia nello sbatterla può far sì che una cioccolata di ottima qualità diventi disgustosa, o per scarsa cottura, o per troppa cottura, o perché troppo spessa, o addirittura perché bruciata.” (p. 134) Tratto da : “Dolce come il cioccolato” di Laura Esquivel - Milano, Garzanti, 1991 Traduzione dallo spagnolo di Silvia Benso.

15 “GLI UOMINI SONO COME IL CIOCCOLATO” (2000) di Tina Grube
“Gli uomini sono come il cioccolato. All'inizio sono tutti dolcissimi ma poi salta sempre fuori un retrogusto amaro. Per fortuna ci sono anche quelli affidabili come i gianduiotti: non deludono neanche dopo una scorpacciata.” Tina Grube (scrittrice tedesca) Il libro ha come protagonista Linda :una bella, spigliata, intelligente e intraprendente giovane creativa, impiegata in un'agenzia di pubblicità, alla ricerca del grande amore. La sua vita è fatta di ufficio, stress, rapporti complicati con il mondo del lavoro maschile e maschilista, ma anche di week-end spensierati con le fedelissime amiche. L'uomo ideale sembra un miraggio, ma Linda non si dà per vinta e vive con ironia le sue disavventure amorose. “….Ah, proprio così! Al gianduia. Il migliore. Questo se non altro manteneva quello che prometteva. Aprii avidamente la confezione. La crema al gianduia in particolare ha uno straordinario effetto consolatorio veramente unico. Il dolce ripieno che scioglie in bocca è un vero e proprio balsamo dalle evidenti qualità taumaturgiche. Soprattutto se mangiato accompagnato da pasta al pomodoro.” (p. 110) Tratto dal romanzo di Tina Grube,” Gli uomini sono come il cioccolato” - Milano - TEA, 2000

16 “CHOCOLAT” (1998) di Joanne Harris
Il romanzo è ambientato a Lansquenet-sous-Tannes, un villaggio al centro della Francia, dove la vita scorre placida. È martedì grasso quando nel villaggio di Lansquenet arrivano Vianne Rocher e la sua giovane figlia Anouk. La donna è assai simpatica e originale, sexy e misteriosa, forse è l'emissaria di potenze superiori (o magari inferiori). La Céleste Praline, la sua pasticceria, ben presto diviene un elemento di disordine, soprattutto per il giovane curato Francis Reynaud. Il tranquillo villaggio diventa più disordinato, ribelle e soprattutto felice. "Chocolat" è un romanzo pieno di vita, frizzante e divertente, ricco di personaggi indimenticabili e ricette paradisiache, un romanzo dal sapore di cioccolato. “….E' come uno dei miei sogni. Mi rotolo nel cioccolato. Immagino me stesso in un campo di cioccolatini, su una spiaggia di cioccolatini, mentre mi crogiolo-grufolo-ingozzo. Non ho tempo per leggere le etichette, mi infilo dei cioccolatini in bocca a caso. Il porco perde la sua astuzia di fronte a tanto piacere, ritorna a essere di nuovo un porco, e anche se qualcosa in fondo ai miei pensieri urli di smetterla, non riesco a farlo. Una volta cominciato, non può finire.” (p. 319) Tratto dal romanzo : “Chocolat”, di Joanne Harris - Milano- Garzanti, 1998

17 CIOCCOLATA DA HANSELMANN (1995) di Rosetta Loy
Anni Trenta, secondo conflitto mondiale. Due donne: Isabella e Margot, due sorellastre cresciute secondo il credo cattolico, innamorate dello stesso uomo, un giovane scienziato ebreo ospite nella loro casa. Arturo che rifiuta il suo ruolo di ospite e affronta la vita con una dignità assoluta perché non vuole sentirsi un uomo in fuga. Respinge la pietà e chiama altri segni, altre prove d’amore. La serenità di un tranquillo rifugio in Svizzera non cancella gli orrori della guerra e delle persecuzioni razziali che fanno da sfondo alle vicende familiari. Tratto dal libro” CIOCCOLATA DA HANSELMANN di Rosetta Loy Milano - Rizzoli, 1995 “….. In seguito la bibliotecaria aveva preso l'abitudine di mettergli accanto al libro una tavoletta di cioccolato, una di quelle con la veduta della Svizzera, perché aveva capito che era in difficoltà alimentari e quei biscotti che gli offriva con il tè li vedeva sparire in un attimo. Si fermava compiaciuta a guardargliela mangiare, pezzetto dopo pezzetto, senza smettere di leggere.” (p. 141)

18 LA SCOPERTA DEL CIOCCOLATO (2002) di James Runcie
La scoperta del cioccolato racconta la straordinaria avventura di Diego de Godoy, un giovane notaio di Siviglia che giunge in Messico al seguito di Hernán Cortés e dei conquistadores spagnoli: vuole diventare ricco e conquistare la giovane Isabella con un dono assolutamente unico. Alla corte del grande Montezuma Diego trova molto più di quello che cerca. Conosce una bellissima indigena, Ignacia, che gli offre una bevanda squisita, ancora ignota in Europa: la cioccolata. Diego s’innamora perdutamente di Ignazia, ma la loro storia d’amore viene bruscamente interrotta dal sanguinoso conflitto tra i conquistadores e i sudditi di Montezuma. Diego deve tornare in patria, ma prima dell’imbarco Ignacia gli dona una prova del suo amore – un liquido magico – e gli fa promettere che non smetterà mai di cercarla. Diego scoprirà che quella pozione misteriosa è l’elisir dell’immortalità. Comincia così il suo viaggio attraverso secoli e paesi, accompagnato dal fido levriero Pedro, all’inseguimento dell’amata perduta. E nel corso della sua lunga vita continua anche a occuparsi del cioccolato, cercando di sfruttarne tutte le potenzialità, abbinandolo ad altri cibi e ingredienti, collaborando con chi lo produce su scala industriale. “…… La prima volta in cui la assaggiammo capimmo di avere inventato qualcosa di assolutamente straordinario. Le donne offrirono la bevanda ai loro clienti, che portarono addirittura la ricetta alle mogli. Fece davvero sensazione in città, e si sparse la voce che avevo creato un autentico nettare. Ogni volta che la preparavo mi era impossibile non pensare a Ignacia. La cioccolata divenne il mio modo di ricordarla, il tepore dell'aroma non mancava mai di riportarmi alla felicità che avevamo assaporato nella piantagione.” (p. 85) Tratto da “ La scoperta del cioccolato” di James Runcie, Milano - Garzanti, 2002

19 BIBLIOGRAFIA Menabuoni, Marco. Cioccolato : mito e storia di un celebre e raffinato alimento Fiesole, Cardini, 1995. SITOGRAFIA : it.wikipedia.org/wiki/Cioccolato


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