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STRATEGIE ED ESEMPI METODOLOGICI. La tecnica dei casi, comunemente ed impropriamente chiamata metodo dei casi, è in assoluto la tecnica più antica, che.

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Presentazione sul tema: "STRATEGIE ED ESEMPI METODOLOGICI. La tecnica dei casi, comunemente ed impropriamente chiamata metodo dei casi, è in assoluto la tecnica più antica, che."— Transcript della presentazione:

1 STRATEGIE ED ESEMPI METODOLOGICI

2 La tecnica dei casi, comunemente ed impropriamente chiamata metodo dei casi, è in assoluto la tecnica più antica, che possiamo far risalire persino alla Sorbona del Medioevo. Riscoperta negli Stati Uniti nel 1908 allUniversità di Harvard, fu Edwin E. Gray, primo rettore della scuola, ad introdurre il metodo alla Harvard Business School. Il suo principale collaboratore fu il Prof. Melvin Copeland che, durante i tre decenni seguenti, si dedicò per svilupparla. È utilizzata nella formazione universitaria in ambiti disciplinari differenziati. La tecnica arrivò in Italia negli anni cinquanta per iniziativa di grosse industrie piemontesi. La Scuola di Harvard condusse un anno dinsegnamento sperimentale, dal 1952 al 1953, che dette risultati incoraggianti. Lanno successivo fu creata a Torino una vera e propria facoltà ex-Harvard (Ipsoa). 13/01/2014PROTEO FARE SAPERE LOMBARDIA 2

3 Consiste nel far analizzare dei casi didattici, al fine di sviluppare capacità di diagnosi e capacità decisionali. Non viene usato allinizio di un corso, ma dopo che sono state svolte una serie di lezioni ed esercitazioni. Ai partecipanti viene chiesto di analizzare in maniera dettagliata un problema aziendale e di proporre delle soluzioni. Generalmente lanalisi del caso viene fatta in sottogruppi e le conclusioni di ognuno di questi viene poi confrontata in seduta plenaria. Una variante è rappresentata dallautocaso, che viene proposto da uno dei partecipanti, il quale espone un problema da lui vissuto in prima persona nella sua realtà aziendale. 13/01/2014PROTEO FARE SAPERE LOMBARDIA 3

4 Il metodo, quindi, è fondamentalmente incompatibile con lidea stessa di una soluzione tipo: esso presuppone che un problema, riportato nel suo contesto sociale, non ammetta un'unica soluzione, ma che possano esserci soluzioni diverse, in funzione di colui che risolve il problema. 13/01/2014PROTEO FARE SAPERE LOMBARDIA 4

5 sono sostanzialmente due: Il primo, focalizzato sui contenuti specifici del caso, è finalizzato allapprendimento di competenze su come diagnosticare e intervenire in situazioni analoghe. Il contenuto del caso rappresenta il testo di riferimento per le future e analoghe situazioni lavorative in cui i partecipanti si troveranno a decidere; in tal caso conviene che anche il modo sia affine al reale ambito dei partecipanti. Il secondo, focalizzato sulle modalità dapproccio al caso, è quello di favorire lo sviluppo di capacità di analisi e di decisione mediante lo studio di situazioni e di problemi complessi. Il caso è, per così dire, un pretesto utile a sviluppare la capacità di comprendere e valutare situazioni complesse, di individuare le possibili opzioni, di effettuare le scelte più adeguate alla soluzione dei problemi. In tale situazione il caso non deve, generalmente, essere affine al reale contesto lavorativo dei partecipanti. 13/01/2014PROTEO FARE SAPERE LOMBARDIA 5

6 Consiste nellaffidare ad gruppo di persone il racconto fedele di un insieme di avvenimenti o di una situazione problematica e nel promuovere una discussione/una trattazione scritta per: analizzare il problema, comprendere meglio le ragioni profonde degli eventi e dei comportamenti agiti dai diversi ruoli in gioco. 13/01/2014PROTEO FARE SAPERE LOMBARDIA 6

7 E la narrazione/descrizione di una situazione reale o verosimile sulla quale chi apprende è invitato ad intervenire. Normalmente viene discusso in gruppo così da favorire sia lo scambio di opinioni e di esperienze sia il confronto di diversi punti di vista. Prevede un approccio tendenzialmente aperto, nel senso che esistono sempre numerose soluzioni possibili, tutte più o meno adeguate. La sua ricchezza deriva proprio da questo aspetto e si distingue dal classico "esercizio" perché comporta il prendere decisioni con un certo grado di discrezionalità. Il focus del metodo dei casi è sul processo poiché si propone di sviluppare la capacità di operare sulla realtà utilizzando le conoscenze e le esperienze possedute. 13/01/2014PROTEO FARE SAPERE LOMBARDIA 7

8 Si possono distinguere sei tipologie di casi in relazione allobiettivo formativo: Di decisione Di studio dei problemi Di studio dei casi Di identificazione dei problemi Incident method Serie di case method 13/01/2014PROTEO FARE SAPERE LOMBARDIA 8

9 descrivono, da una parte, una situazione di partenza resa esplicita e precisa nei suoi particolari e, dallaltra, uno scopo, ossia una situazione a cui si vuole arrivare. Il compito è di individuare i mezzi o le soluzioni più adeguate per arrivare allo scopo. Si potrebbero chiamare anche casi di soluzione di problemi, in quanto, a fronte di una situazione di partenza già diagnosticata, si deve trovare la soluzione ritenuta migliore. In realtà non è il solutore che raccoglie linformazione, perché essa è già fornita, senza ambiguità, nel testo. Si tratta soltanto di dedurre una soluzione dai dati. Questi casi costituiscono generalmente un addestramento alla decisione e allazione rapida. Lo svantaggio è che questi tipi di casi tralasciano i fattori umani e relazionali, risultando, in tal modo, troppo in contraddizione con la realtà lavorativa dei partecipanti, dove le soluzioni ai problemi derivano dalla relazione tra più variabili, tra cui quelle relazionali. 13/01/2014PROTEO FARE SAPERE LOMBARDIA 9

10 simili ai precedenti questi differiscono nella situazione di partenza che sarà meno definita, per esempio, si forniranno delle informazioni necessarie, rilevanti e, nello stesso tempo, delle informazioni irrilevanti (sarà il gruppo a dover scegliere), ci si varrà in maggior misura del fattore umano che a volte sarà predominante (i personaggi si faranno conoscere per il loro carattere, spesso indicato dal loro comportamento o condotta precedente); certe informazioni potranno mancare o essere incomplete (per creare incertezza e indeterminazione). Il gruppo, prima di decidere, dovrà precisare gli scopi, ricercare le informazioni e ponderarle. Il gruppo, si troverà generalmente in disaccordo, questo gli servirà per confrontare i loro punti di vista e per rendersi conto della soggettività dei loro giudizi e della necessità del compromesso. Gli allievi sviluppano così la tolleranza per il giudizio frettoloso e ladattabilità alle situazioni concrete. 13/01/2014PROTEO FARE SAPERE LOMBARDIA 10

11 il caso in oggetto è reale e viene presentato integralmente con riferimento anche ai personaggi che vi sono coinvolti, con le loro caratteristiche e i loro comportamenti. Limportanza del caso reale è che la complessità che si presenta non potrà mai essere reinventata con tutte le sue caratteristiche. Il fatto che il caso sia stato effettivamente vissuto significa anche che, essendovi posto un problema, è stata presa almeno una decisione che, una volta attuata, ha fallito il suo scopo. Questultimo dato è fondamentale: uno studio dei casi non deve mai far vedere una soluzione che ha funzionato, ciò per evitare di trasmettere lidea che esista una one best way, una soluzione tipo. Il gruppo valuterà la diagnosi e le decisioni già effettuate da altri come oggetto danalisi e come opportunità per cogliere alternative possibili. 13/01/2014PROTEO FARE SAPERE LOMBARDIA 11

12 nei primi tre casi lidentificazione delle difficoltà del problema sollevato dal caso è evidente (generalmente cè un tema centrale e uno o due temi annessi), ma una difficoltà che gli altri casi non risolvono è quella di scoprire, didentificare i problemi, non quelli apparenti ma quelli reali, in una data situazione. 13/01/2014PROTEO FARE SAPERE LOMBARDIA 12

13 Lincident method (o incident progress)nel quale i componenti di un gruppo devono prendere in esame un breve resoconto di una situazione stressante e devono portare alla luce i dati rilevanti prima ancora di analizzare il problema. Serie di case method: si tratta di una serie di incidents o sviluppi che vengono presi in esame, uno alla volta in ordine cronologico. 13/01/2014PROTEO FARE SAPERE LOMBARDIA 13

14 SAPER : selezionare, analizzare, interpretare le informazioni ricevute; utilizzare diverse tecniche per aggregare, misurare, rappresentare i fenomeni presi in esame; formulare diagnosi; produrre diverse ipotesi di soluzione; prendere una decisione dopo aver confrontato le diverse ipotesi formulate; ascoltare, argomentare, discutere, mediare e decidere in gruppo; presentare e sostenere la soluzione adottata di fronte a un gruppo allargato. 13/01/2014PROTEO FARE SAPERE LOMBARDIA 14

15 Analizzare le informazioni e porre in evidenza le connessioni Tentare una diagnosi anche senza essere in possesso di tutte le informazioni; Distinguere cause ed effetti; Collegare le proprie conoscenze, capacità ed atteggiamenti nel tentativo di prospettare soluzioni al problema proposto; Prevedere gli effetti delle soluzioni alternative considerate sulla base di valori e criteri impliciti; Sensibilizzare allinterazione e alla discussione creando condizioni che facilitano la comprensione reciproca;. 13/01/2014PROTEO FARE SAPERE LOMBARDIA 15

16 Il metodo dei casi tende a stimolare le capacità investigative ed analitiche dei partecipanti e ad esporli anche ad idee e principi diversi rispetto a quelli precedentemente seguiti. 13/01/2014PROTEO FARE SAPERE LOMBARDIA 16

17 Lattinenza piuttosto stretta con realtà organizzative aziendali rende lutilizzazione di questa metodologia vantaggiosa laddove si intenda sensibilizzare i partecipanti ad argomenti e principi relativi a queste realtà specifiche. La metodologia si rivela, perciò, particolarmente adatta a corsi su: qualità e comunicazione interna, elaborazione delle strategie comunicative e della mission aziendale, lorganizzazione e la comunicazione della conoscenza rapporto capo-collaboratore. 13/01/2014PROTEO FARE SAPERE LOMBARDIA 17

18 Lanalisi di caso nel sistema scolastico E comparsa nelluniverso scolastico italiano come una delle tipologie della terza prova scritta del N.E.S. Si tratta di una tipologia poco praticata per la difficoltà di costruzione insita nella natura pluridisciplinare e per la metodologia di studio che dovrebbe anchessa essere condotta prevalentemente secondo il metodo dei casi. Se questa tipologia risulta ancora prematura per i ragazzi sottoposti a prova desame, è invece utilmente scelta nella selezione per reclutare i D.S. in quanto un caso implica sempre, per la sua soluzione, lapporto di più competenze disciplinari e professionali.

19 Quale aspetto avrà la prova desame? In un testo di presentazione viene descritta una situazione problematica che potrebbe capitare nella realtà lavorativa. La situazione è accompagnata e sostenuta dalle possibili variabili in gioco, dalle coordinate spazio temporali, da vincoli e opportunità. Il testo dà lindicazione dellobiettivo che si vuole realizzare. La situazione problematica potrà riguardare una delle tematiche riferite alla … soluzione di un caso relativo gestione dellistituzione scolastica con particolare riferimento alle strategie di direzione in rapporto alle esigenze formative del territorio.

20 1. Dare una rapida lettura allintero caso, in tal modo sindividuano più facilmente i problemi sollevati; 2. Rileggere il caso prendendo appunti sulle parti più rilevanti e su quelle più complesse; 3. Leggere il materiale di supporto al caso e le letture consigliate; 4. Analizzare il caso, utilizzando strumenti conoscitivi acquisiti. 13/01/2014PROTEO FARE SAPERE LOMBARDIA 20

21 Un possibile decalogo per redigere una soluzione di caso 1. Identificazione del problema e ambiti di riferimento(occorre circoscrivere con precisione i termini del problema e identificarne le ricadute sul sistema scuola proposto). 2. Analisi del problema in tutti i suoi aspetti(occorre tratteggiare il problema senza nessun altro elemento che possa già indicare soluzioni o strategie). 3. Ipotesi per soluzioni diverse in ordine ai vincoli e alle opportunità esistenti, ai costi necessari e alle risorse disponibili (è il punto in cui si dimostra la propria conoscenza del funzionamento generale del sistema). 4. Elaborazione di uno o più piani di intervento e progetto di fattibilità in ordine agli obiettivi da perseguire. 5. Previsione delle conseguenze dellazione (il dirigente deve dimostrare di poter ragionevolmente condurre in porto una situazione problematica e di conoscerne le ricadute, i costi non solo finanziari). 6. Avvio, conduzione e realizzazione dellintervento (in questa fase occorre essere sintetici, i lettori devono arrivare subito al sodo). 7. Criteri e strumenti adottati per il monitoraggio e le eventuali correzioni in itinere. 8. Valutazione complessiva dei risultati raggiunti e dellefficacia dellintervento. 9. Trasferibilità e/o generalizzazione dellintervento in altre analoghe situazioni problematiche. (eventuale punto da aggiungere solo se avanza tempo e si ha qualcosa da dire)

22 di domande per lanalisi del caso, che potrebbe risultare utile come traccia per la soluzione: 1. Quali sono i fatti nel caso? 2. Quali fatti o problemi il caso prende in considerazione? 3. E possibile definire il problema? a. sintomi e situazioni critiche b. ho bisogno di maggiori informazioni o aiuto? c. sono in grado di affrontare il problema? 4. Che tipo di informazioni ho? (fatti, opinioni, supposizioni) 5. Quali vincoli vi sono nella soluzione? (ad esempio tempo, politiche e procedure) 13/01/2014PROTEO FARE SAPERE LOMBARDIA 22

23 Consta di 4 sezioni INTRODUZIONE CORNICE DI RIFERIMENTO OBIETTIVI ATTESI DESCRIZIONE DEL CASO PROBLEMA DOCUMENTAZIONE PROPOSTA DI LAVORO 13/01/2014PROTEO FARE SAPERE LOMBARDIA 23

24 Descrizione del caso La scuola è situata nella periferia della città, in una zona prevalentemente commerciale ed è frequentata da circa 1000 alunni le cui famiglie sono di livello socio-economico medio. Una discreta percentuale (il 40%) degli alunni proviene dallhinterland ed è soggetta a pendolarismo, fatto che ne condiziona in modo rilevante la frequenza ed il profitto scolastico. I docenti sono 120, la cooperazione tra di loro è buona e vengono effettuati frequenti incontri di programmazione e di confronto. Il Dirigente Scolastico partecipa alle attività degli OO.CC. in prima persona, è punto di riferimento sia per le attività di coordinamento e gestione interna sia per la comunicazione esterna 13/01/2014PROTEO FARE SAPERE LOMBARDIA 24 * lesempio è stato tratto dalla piattaforma Indire – concorso ordinario Dirigenti scolastici ….

25 Il POF distituto, elaborato da una commissione designata dal Collegio, della quale fanno parte anche alcuni genitori e rappresentanti del personale ATA, è stato regolarmente approvato dal Collegio dei Docenti e adottato dal Consiglio dIstituto con apposita delibera. Il POF è sviluppato in modo articolato anche sotto laspetto delle attività complementari extracurricolari e prevede collegamenti con Enti Locali, aziende, imprese per attività di stage e tirocini. Laggiornamento del POF viene fatto annualmente anche a seguito di unindagine conoscitiva sui bisogni dellutenza. Il Consiglio dIstituto raccomanda di provvedere ad unampia diffusione e allattivazione di percorsi di orientamento e di accoglienza degli alunni delle scuole medie, in particolare delle classi terze. 13/01/2014PROTEO FARE SAPERE LOMBARDIA 25


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