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Gestione della classe e delle problematiche relazionali, con particolare riferimento all' educazione all ’affettività, alla dispersione scolastica, all'inclusione.

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Presentazione sul tema: "Gestione della classe e delle problematiche relazionali, con particolare riferimento all' educazione all ’affettività, alla dispersione scolastica, all'inclusione."— Transcript della presentazione:

1 Gestione della classe e delle problematiche relazionali, con particolare riferimento all' educazione all ’affettività, alla dispersione scolastica, all'inclusione sociale ed agli aspetti interculturali GESTIONE CLASSE DISPERSIONE SCOLASTICA INCLUSIONE SOCIALE

2 Occorre rovesciare il tradizionale modello didattico: dalla trasmissione alla generazione del sapere. Il pensiero critico si sviluppa quando lo studente diventa un costruttore, non solo un fruitore passivo, di conoscenza. Quando non si limita ad accogliere il sapere, ma lo elabora e rielabora continuamente.

3 E’ la stessa differenza che passa tra la modalità di insegnamento del tipo: “devi fare A e B per ottenere C” (modello vaso da riempire) ad una modalità che sviluppi il ragionamento critico degli studenti: Perché C è una condizione appetibile? Quali sono le conseguenze di A e non-A? Sono sufficienti? Quali strade alternative possono esserci?

4 EVITARE GUERRE DI RELIGIONE O CONFLITTI GENERAZIONALI GESTIRE E’ UN TERMINE DI TIPO AZIENDALE MA CHE E’ ACCETTATO NELLA SCUOLA MA SU CUI E’ NECESSARIA UNA PROFONDA RIFLESSIONE GESTIRE VUOL DIRE ANCHE TENER CONTO DELLE VARIE SPECIFICITA’? GESTIRE E’ AMMINISTRARE CON UN PROFITTO?? CHE VUOL DIRE PROFITTO NELLA SCUOLA? GESTIRE UN GRUPPO E’ ESSERE PARTE DI QUEL GRUPPO? LA MODALITA’ DI GESTIONE DELLA CLASSE SEGNA LA LINEA DI CONFINE TRA DUE TIPI DI DOCENTI

5 La gestione della classe dovrebbe basarsi su solide conoscenze derivate dalle teorie e dalle ricerche sulla gestione e sui bisogni personali e psicologici degli allievi

6 La gestione della classe Essa include tutte le cose che un insegnante deve fare per promuovere il coinvolgimento e la cooperazione dell’allievo nelle attività di classe e stabilire un produttivo ambiente di lavoro

7 INSEGNARE non significa soltanto curricolo e istruzione. E’ anche gestire la classe, motivare gli studenti ad apprendere e cercare di soddisfare i loro bisogni individuali inclusi i bisogni degli studenti che manifestano problemi cronici di personalità e comportamento

8 I ragazzi di solito sono bravi ragazzi. Anche quelli vivaci o vivacissimi. Presi singolarmente. Ma sono un gruppo classe e si sa che l’essere umano, in gruppo, cambia. E chi non ha, da solo, il coraggio di trasgredire, riesce a farlo quando si sente coperto dal gruppo. Crede perfino di risultare invisibile. E lo diventa, se l’insegnante non acquisisce la capacità di osservare e di notare (cosa che non si può fare nella confusione).

9 Le ricerche indicano che, in media, gli insegnanti che sono in grado di ottenere un’ alta qualità nelle relazioni interpersonali con i loro studenti hanno in un anno scolastico il 31% in meno di problemi disciplinari, di regole violate e di questioni ad esse collegate rispetto agli insegnanti incapaci di instaurare con i propri allievi un’alta qualità di relazioni interpersonali

10 La gestione della classe è determinata dalle relazioni positive tra insegnante-allievo e dalle relazioni significative tra pari che creano la classe come comunità di supporto

11 La gestione della classe comporta l’utilizzo di metodi di istruzione che facilitano l’ottimizzazione dell’apprendimento soddisfacendo i bisogni di studio dei singoli e dell’intero gruppo classe.

12 La gestione della classe implica l’utilizzo di metodi di conduzione di gruppo che coinvolgono gli allievi: essi sono i protagonisti del loro sviluppo e concorrono a stabilire standard di comportamento che aiutano a creare una comunità carica di calore e di attenzioni

13 La gestione della classe è il fattore che più influenza l’apprendimento e la motivazione allo studio degli allievi

14 Il docente deve quindi abbandonare l’idea di chi sa e deve trasmetterlo a chi non e trasformarsi in un ricercatore di conoscenza che elabora il sapere insieme agli studenti e stimola socraticamente a riflettere e a pensare criticamente. Ne risulterebbe uno sviluppo delle capacità di pensiero degli studenti ma anche un forte arricchimento del ruolo e delle competenze del docente

15 Conoscere sempre cosa succede in classe. Carpire l’attenzione con impeto iniziale e consolidarla con la scorrevolezza e la continuità. Sapere utilizzare appropriatamente “l’effetto onda”. Condurre più attività contemporaneamente Strutturare il programma in modo da impegnare sempre gli allievi. Kounin

16 Organizzazione e pianificazione accurata della vita di classe. Lo spazio deve essere attentamente spartito in settori utili alle varie attività educative. Gli strumenti didattici da usare devono essere di facile utilizzo da parte degli allievi in modo tale che possano essere sposati all’occorrenza in breve tempo. Gli spostamenti nella classe devono essere sollecitati per permettere la comunicazione più efficace e lo scambio di informazioni. Le lezioni devono essere chiare e facilmente comprensibili dagli allievi. L’autocontrollo personale deve essere assunto come uno dei maggiori pilastri di un lavoro di classe.


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