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Tecniche di rilevazione e preparazione del questionario Dott.ssa Barbara Dramis Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008.

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1 Tecniche di rilevazione e preparazione del questionario Dott.ssa Barbara Dramis Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008

2 ATTIVITÀ STATISTICA: applicazione di tecniche aventi per fine la conoscenza quantitativa dei fenomeni collettivi (Leti), ovvero descrizioni riassuntive di carattere quantitativo. INDAGINE STATISTICA (tecniche di indagine) PROCESSO DI PRODUZIONE DI DATI Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008

3 Progettazione Rilevazione sul campo Registrazione dei dati Elaborazione e diffusione Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 SCHEMA DI SINTESI: LE FASI DELLINDAGINE (1)

4 SCHEMA DI SINTESI: LE FASI DELLINDAGINE (2) Progettazione Definizione: obiettivi, universo di riferimento/piano di campionamento, unità di analisi e di rilevazione Scelta: periodo di riferimento, variabili da rilevare/classificazioni, tecnica di rilevazione Formulazione del questionario Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008

5 SCHEMA DI SINTESI: LE FASI DELLINDAGINE (3) Rilevazione sul campo Formazione ai rilevatori Rilevazione Registrazione dei dati Data-entry, creazione del database Controllo, correzione, codifica Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008

6 SCHEMA DI SINTESI: LE FASI DELLINDAGINE (4) Elaborazione e diffusione Validazione, elaborazione, eventuale stima Valutazione dellerrore Preparazione report, diffusione informazioni Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008

7 FASE DI PROGETTAZIONE (1) OBIETTIVI, ANALISI DEL FENOMENO DI INTERESSE CAMPO DI OSSERVAZIONE DISEGNO DI INDAGINE VARIABILI DA RILEVARE, CLASSIFICAZIONI TECNICA DI RILEVAZIONE QUESTIONARIO Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008

8 FASE DI PROGETTAZIONE (1) Definizione: obiettivi, universo di riferimento/piano di campionamento, unità di analisi e di rilevazione OBIETTIVI, ANALISI DEL FENOMENO DI INTERESSE: cosa interessa da cosa non interessa; analizzare la componente statica o la componente dinamica; valutare se confrontare i risultati con informazioni relative ad altre realtà territoriali; individuare gruppi di cause che possono essere influenti sul fenomeno e decidere se indagarle o meno; effettuare unopera di documentazione. Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008

9 FASE DI PROGETTAZIONE (1a) CAMPO DI OSSERVAZIONE: individuare la popolazione di riferimento nella quale si manifesta il fenomeno e rispetto alla quale si andranno a definire le variabili da rilevare; decidere quali sono gli aspetti per includere/escludere le unità statistiche nella popolazione; individuare le unità di analisi e le unità di rilevazione;

10 Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 FASE DI PROGETTAZIONE (1b) DISEGNO DI INDAGINE: si individua quale tipo di indagine è più adatta a produrre le statistiche (informazioni) che si desiderano es. stime di andamenti tendenziali su più periodi temporali; stime di variazione netta o lorda in due o più punti nel tempo; stime di attività, comportamenti in un punto nel tempo. Quindi si può far riferimento a diversi tipi di indagine: INDAGINI TRASVERSALI E LONGITUDINALI, INDAGINI OCCASIONALI, INDAGINI RIPETUTE (periodiche o ricorrenti); si decide tra INDAGINE TOTALE E CAMPIONARIA. La scelta tra i due tipi di indagine è orientata dalle considerazioni sul rapporto costo/beneficio e dal tipo di informazioni che si desiderano produrre.

11 Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 FASE DI PROGETTAZIONE (2) Scelta: periodo di riferimento, variabili da rilevare/classificazioni, tecnica di rilevazione VARIABILI DA RILEVARE, CLASSIFICAZIONI: esplicitare le variabili descrittive e specifiche del fenomeno, che riflettono il modo o lintensità con cui esso si manifesta sono meno soggette ai vincoli derivanti dalle classificazioni, il tipo di classificazione può essere impostata ex-novo; esplicitare altre variabili che, in qualche misura, sono ad esso connesse, in quanto lo influenzano o sono da esso influenzate; individuare le variabili generiche (standard o strutturali) sono quelle variabili non necessariamente legate al fenomeno di studio, per esse è opportuno tener conto dei vincoli di omogeneità e di standardizzazione relativamente alle corrispondenti classificazioni nazionali ed internazionali ;

12 FASE DI PROGETTAZIONE (2a) Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 TECNICA DI RILEVAZIONE Con il termine tecnica dindagine si intende linsieme di modalità di contatto delle unità statistiche e di reperimento delle informazioni oggetto di interesse. Non sono da sottovalutare le implicazioni della tecnica di indagine prescelta sulla qualità dei dati in termini di mancate risposte e di errori di misura. INTERVISTA DIRETTA (FACCIA A FACCIA) INTERVISTA TELEFONICA QUESTIONARIO POSTALE AUTOCOMPILATO DIARIO DATI AMMINISTRATIVI OSSERVAZIONE DIRETTA TECNICHE MISTE

13 FASE DI PROGETTAZIONE (2a) TECNICA DI RILEVAZIONE - INTERVISTA DIRETTA (FACCIA A FACCIA) Viene condotta da un rilevatore che legge le domande e le risposte nello stesso ordine e con lo stesso linguaggio adottati nel questionario riportandovi le risposte così come fornite dal rispondente. Vantaggi Si presta meglio ad alcuni disegni di indagine (es. censimenti). Maggiore possibilità di contattare e convincere il rispondente a collaborare. Si identifica esattamente il rispondente. Possibilità di istruire il rispondente sullesatto significato delle domande e sul modo corretto di rispondere. Flessibilità negli strumenti utilizzabili (audiovisivi, tecniche di probing) – CAPI (Computer Assisted Personal Interviewing). Utilizzare tecniche di probing: domande suppletive non previste volte a comprendere meglio gli obiettivi delle domande, o comunque tecniche volte a far aumentare la motivazione a rispondere degli intervistati. Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008

14 FASE DI PROGETTAZIONE (2a) TECNICA DI RILEVAZIONE - INTERVISTA DIRETTA (FACCIA A FACCIA) Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 Svantaggi Costosa da implementare. Necessita di un organizzazione capillare sul territorio. Richiede tempi lunghi per la raccolta dei dati. Nel processo di interazione tra intervistatore e intervistato esistono maggiori rischi di condizionamento, influenzare le risposte e/o cambiare la formulazione delle domande, sopprimerne alcune sono azioni che introducono distorsioni non essendoci omogeneità per tutti gli intervistati.

15 FASE DI PROGETTAZIONE (2a) TECNICA DI RILEVAZIONE - INTERVISTA DIRETTA (FACCIA A FACCIA) Figura centrale: intervistatore/rilevatore Formazione dei rilevatori: come condurre tutte le fasi dellintervista (presentazione, conduzione, conclusione), come affrontare le possibili problematiche. Controllare loperato degli intervistatori. Due libretti di istruzione: guida al comportamento dellintervistatore nel suo lavoro, libretto di istruzione per unindagine specifica. Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008

16 FASE DI PROGETTAZIONE (2a) TECNICA DI RILEVAZIONE - INTERVISTA TELEFONICA Viene condotta al telefono da un rilevatore che legge le domande e le risposte nello stesso ordine e con lo stesso linguaggio adottati nel questionario riportandovi le risposte così come fornite dal rispondente. Vantaggi Costi minori rispetto allintervista faccia a faccia. Tempestività della raccolta dati. Non è richiesta un organizzazione sul territorio. Registrazione e controlli automatici se viene utilizzata la tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing). Superare la diffidenza dei rispondenti per chi non aprono la porta ad estranei. Maggiore possibilità di controllo delloperato dei rilevatori. Contatto anche con persone che non si trovano in casa in orari canonici. Bassi rischi di condizionamento e maggiore possibilità di porre quesiti delicati. Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008

17 FASE DI PROGETTAZIONE (2a) TECNICA DI RILEVAZIONE - INTERVISTA TELEFONICA Svantaggi Impossibilità di raggiungere le unità statistiche senza telefono, non garantire una totale copertura. Il rispondente non è identificato con certezza. Limitazioni nella lunghezza del questionario e nellaiuto fornito ai rispondenti. Più basso tasso di risposta (es. anziani). Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 Figura centrale: intervistatore/rilevatore Formazione dei rilevatori. Controllare loperato degli intervistatori. Due libretti di istruzione: leggermente diversi da quelli dellintervista faccia a faccia, sicuramente più snello perché dovrà essere fruibile anche in corso dopera con un minimo dispendio di tempo, dovrà risultare più simile ad una raccolta di schede.

18 FASE DI PROGETTAZIONE (2a) TECNICA DI RILEVAZIONE - QUESTIONARIO POSTALE AUTOCOMPILATO Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 Il rispondente riceve il questionario a mezzo posta o corriere e provvede a compilarlo e a rispedirlo indietro o eventualmente a riconsegnarlo ad un addetto che lo ritira a domicilio. Vantaggi Bassi costi di realizzazione. E richiesta un organizzazione sul campo minore. Bassi rischi di condizionamento. Adatta per porre quesiti delicati. Disponibilità di tempo per reperire eventuale documentazione necessaria alla compilazione. Possibile sottoporre più categorie di risposta. Maggiore disponibilità dei rispondenti – scegliere il momento più adatto per la compilazione del questionario, condizione di riservatezza.

19 FASE DI PROGETTAZIONE (2a) TECNICA DI RILEVAZIONE - QUESTIONARIO POSTALE AUTOCOMPILATO Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 Svantaggi Tempi lunghi di raccolta. Impossibilità di identificare con certezza il rispondente. Autoselezione dei rispondenti, alta percentuale di mancati ritorni e di mancate risposte. Minore capacità di ottenere la partecipazione allindagine (il tema deve essere coinvolgente). Più difficile aiutare i rispondenti nella comprensione delle domande e nella compilazione del questionario (importanza della grafica), questionari parzialmente compilati.

20 FASE DI PROGETTAZIONE (2a) TECNICA DI RILEVAZIONE - DIARIO Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 Vantaggi Non affetto da problemi di memoria per la rilevazione di eventi poco rilevanti e ad elevata frequenza (es. spese giornaliere, uso del tempo, visione programmi tv). Svantaggi Struttura del questionario complessa. Sottonotifica degli eventi col passare del tempo di osservazione. Rischi di condizionamento dei comportamenti da registrare. Necessità di un rilevatore per la consegna, il ritiro e il supporto alla compilazione. E un particolare tipo di questionario strutturato appositamente per registrare eventi frequenti e di scarsa importanza (es. spese di bassa entità o attività quotidiane) tale da permettere la registrazione degli eventi nel momento della giornata in cui essi avvengono in modo tale da non dover ricorrere ad uno sforzo di memoria.

21 FASE DI PROGETTAZIONE (2a) TECNICA DI RILEVAZIONE - DATI AMMINISTRATIVI Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 Vantaggi Relativamente economici da utilizzare ai fini statistici. Nessun disturbo ai rispondenti. Spesso riguardano la totalità della popolazione e sono utili per costruire archivi Svantaggi Possibili distorsioni dovuti alla non coincidenza tra le definizioni utilizzate per i dati amministrativi e quelli interessati ai fini statistici. Le leggi che regolano la raccolta possono cambiare pregiudicando la confrontabilità dei dati nel tempo. Lo statistico non è in grado di controllare la qualità della raccolta dei dati. Le informazioni utili ai fini statistici sono spesso raccolte in modo inaccurato perché non di primaria importanza ai fini amministrativi. Dati, riferiti a soggetti individuali, raccolti allo scopo di intraprendere decisioni o azioni che riguardano gli individui medesimi (es. licenze, assicurazione tributi, regolamenti, pagamenti, ecc.).

22 FASE DI PROGETTAZIONE (2a) TECNICA DI RILEVAZIONE - OSSERVAZIONE DIRETTA Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 Vantaggi Preferibile qualora linformazione fornita da un rispondente non sia considerata sufficientemente precisa (ambito sperimentale). Svantaggi Linterazione fra osservatore ed oggetto osservato riproduce gli stessi problemi di condizionamento che si possono riscontrare con luso dei rilevatori. Linformazione viene raccolta dal rilevatore per mezzo dei propri sensi o mediante strumenti di misurazione fisici (applicazioni in antropologia, psicologia, geologia, telerilevamento, ecc.).

23 FASE DI PROGETTAZIONE (2a) TECNICA DI RILEVAZIONE - TECNICHE MISTE Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 Utilizzate quando una sola tecnica di rilevazione non si comporta bene in tutte le situazioni pratiche. Es.: indagine postale+indagine diretta sui non rispondenti allindagine postale; indagine telefonica+indagine diretta su coloro che non possiedo il telefono; ecc. CATI - Computer Assisted Telephone Interviewing CAPI - Computer Assisted Personal Interviewing Il questionario è contenuto nel computer cosicché le domande vengono poste così come compaiono sullo schermo e le risposte sono registrate direttamente su supporto magnetico.

24 FASE DI PROGETTAZIONE (2a) TECNICA DI RILEVAZIONE - TECNICHE MISTE Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 Peculiarità CATI: allintervistatore vengono anche segnalati eventuali errori o incompatibilità presenti può incorporare lestrazione casuale dei numeri da chiamare vengono visualizzate anche le istruzioni per lintervistatore memoria delle risposte date alle domande precedenti effettuare una operazione automatica di scelta delle domande da porre in funzione delle risposte date alle domande precedenti quando esistono percorsi differenziali di domande a seconda del valore assunto da certe caratteristiche richiamo schemi precedenti

25 FASE DI PROGETTAZIONE (2a) TECNICA DI RILEVAZIONE - TECNICHE MISTE Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 Vantaggi: Alcuni controlli di qualità sono eseguiti dal computer al momento dellimmissione con un conseguente risparmio nelle successive fasi di controllo di qualità. Si gestiscono facilmente questionari molto articolati. Possono essere predisposte formulazione alternative delle domande. Si accorciano i tempi di completamento dellindagine (soprattutto nel CATI). Monitorare in simultanea loperato degli intervistatori Per lalto grado si standardizzazione e per le forme di controllo consente di ridurre la distorsione dovuta al comportamento dellintervistatore.

26 FASE DI PROGETTAZIONE (2a) TECNICA DI RILEVAZIONE - TECNICHE MISTE Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 Svantaggi: Occorre dotare di un computer portatile (CAPI). E necessario un maggiore addestramento dei rilevatori. Problemi di hardware (CAPI – pesante, lento, batterie, ecc.).

27 FASE DI PROGETTAZIONE (2a) TECNICA DI RILEVAZIONE - STRUMENTI PER LUTILIZZO DI CIASCUNA TECNICA Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio )la lettera rivolta ai rispondenti obiettivo: predisporre i rispondenti ad essere intervistati o a compilare il questionario. I contenuti, il tono, limpostazione grafica della lettera dovranno essere specificatamente modellati per raggiungere tali obiettivi; 2)il questionario il questionario deve essere ben calibrato in relazione alla tecnica di rilevazione adottata; 3)istruzioni per la compilazione del questionario allinterno per ogni domanda dovranno essere predisposte delucidazioni e chiarimenti.

28 Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 FASE DI PROGETTAZIONE (3) Formulazione del questionario QUESTIONARIO: strumento di misura designato a raccogliere le informazioni sulle variabili qualitative e quantitative oggetto di indagine; strumento di comunicazione per facilitare linterazione fra ricercatore, intervistatore e rispondente. COSTRUZIONE DEL QUESTIONARIO: 1) costruzione dello schema concettuale 2) redazione 3) verifica

29 Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 FASE DI PROGETTAZIONE (3) QUESTIONARIO - costruzione dello schema concettuale - Il modello di progettazione concettuale proposto è il modello Entità/Relazione, è uno strumento per procedere alla definizione e concettualizzazione delle variabili e degli obiettivi di indagine. - Esso permette di avere un primo scheletro delle domande. - Si avvale anche di rappresentazioni grafiche (schema concettuale finale-diagramma a blocchi; albero delle aree di un questionario).

30 Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 FASE DI PROGETTAZIONE (3) QUESTIONARIO - redazione E la fase in cui si dovranno formulare le domande: il questionario conterrà codici identificativi, domande sulle caratteristiche strutturali degli individui, domande specifiche dellindagine, domande per i controlli di qualità. 1) Stabilire la successione logica dei temi trattati (le sezioni del questionario): favorire la raccolta delle informazioni; adottare una successione logica dei temi (evitare salti); evitare il condizionamento della risposta nella disposizione dei temi (evitare che si percepisca il rapporto nascosto tra due o più domande); considerare adeguatamente la difficoltà dellargomento

31 Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 FASE DI PROGETTAZIONE (3) QUESTIONARIO - redazione 2) Predisporre le domande filtro: occorre indirizzare alcuni rispondenti verso domande specificatamente rivolte a loro (es. diverse domande per chi si dichiara occupato e per chi si dichiara non occupato); per evitare di scendere in domande più dettagliate quando non è necessario (es. non sottoporre domande riguardanti una vacanza svolta nellanno a coloro che dichiarano di non averne fatte); per evitare condizionamenti nelle risposte (es. non chiedere opinioni su un libro letto nellultimo anno a chi dichiara di non averne letti per evitare la risposta forzata per non fare brutta figura). Permettono di saltare uno o più quesiti successivi se sono verificate alcune condizioni. Necessarie quando:

32 Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 FASE DI PROGETTAZIONE (3) QUESTIONARIO - redazione 3) Definire la sequenza delle domande su uno stesso tema: successione ad imbuto – si passa da domande generali a domande più particolari per dare tempo al rispondente di focalizzare lattenzione sul tema proposto. Serve ad aiutare la memoria, ad evitare che le domande poste per prime possano influenzare la risposta alle successive; successione ad imbuto rovesciato – si antepongono le domande specifiche a quelle più generali, utili quando si desidera raccogliere opinioni ponderate su un determinato argomento e per valutare situazioni oggettive;

33 Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 FASE DI PROGETTAZIONE (3) QUESTIONARIO - redazione 4) Formulare i quesiti: Decidere il tipo o la combinazione di quesiti da inserire (domande specifiche dellindagine, per i controlli di qualità, retrospettive, scale di valutazione); il linguaggio è un aspetto critico per la riuscita di un questionario; tenere a mente la popolazione di riferimento è punto cruciale se si vuole adottare un linguaggio adeguato; le domande non devono risultare ambigue; non usare un linguaggio dispregiativo o elogiativo oppure troppo complesso; evitare espressioni in negativo perché di difficile comprensione; evitare che i quesiti proposti contengano più domande in una volta sola; evitare termini tecnici; evitare la presenza di troppe precisazioni allinterno della domanda.

34 Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 FASE DI PROGETTAZIONE (3) QUESTIONARIO - redazione 5) Decidere lorganizzazione delle risposte : Risposte a domande aperte: la risposta viene fornita dallintervistato con parole proprie, interpretazione personale della domanda e quindi del contenuto della risposta. Vantaggi: condizionamento minimo della risposta; utili per esplorare situazioni sconosciute; utilizzate in ogni tipo di indagine. Svantaggi: implicano molto lavoro di registrazione e codifica (errore non campionario); riportano luoghi comuni in mancanza di opinioni ben definite; maggiore sforzo di elaborazione per il rispondente, qualità risposte è funzione del livello culturale. Per fornire risposte incomplete.

35 Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 FASE DI PROGETTAZIONE (3) QUESTIONARIO - redazione 5) Decidere lorganizzazione delle risposte : Risposte a domande strutturate: prevista una serie di risposte predefinite tra le quali si dovrà scegliere, tra queste è prevista una modalità aperta altro ed eventualmente lasciare lo spazio per specificare o non so. Vantaggi: riduce i tempi di codifica e registrazione; aiuto al rispondente; standardizza la domanda. Svantaggi: troppe opzioni concentrano lattenzione sulle ultime; poche opzioni possono trascurare fatti importanti; rispondente può rispondere a caso. Casi particolari: domande chiuse le quali presentano soltanto due o tre modalità di risposta (si/no); a risposta multipla (multiresponse) ammettono più di una risposta fra quelle predisposte

36 Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 FASE DI PROGETTAZIONE (3) QUESTIONARIO - redazione 6) Grafica del questionario: Per grafica non si deve intendere solo un aspetto estetico, ma uno strumento per razionalizzare e al tempo stesso evidenziare bene i due o tre livelli di comunicazione contenuti nel questionario (ricercatore-intervistatore-rispondente). struttura uniforme e disposizione delle domande ordinata ed omogenea (es. domande a sinistra risposte a destra); ciascuna domanda con le sue modalità di risposta deve essere collocata per interno nella stessa pagina; se il questionario è suddiviso in sezioni è utile evidenziare tale suddivisione attraverso titoli, caratteri, sottolineature; importanza della numerazione delle domande sia per individuarle univocamente sia per non demotivare; uso di colori diversi per gruppi di domande o quando si vogliono evidenziare particolari parti del questionario ; favorire la fluidità del questionario sia nel caso di intervista che di auto compilazione;

37 Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 FASE DI PROGETTAZIONE (3) QUESTIONARIO - redazione 7) Lunghezza: E difficile identificare una lunghezza ottimale del questionario, quello che si può affermare è che il problema non riguarda soltanto il numero di domande, deve essere anche valutato largomento trattato, il grado di difficoltà dei quesiti, il numero di domande aperte previste e la tecnica di somministrazione prescelta

38 Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 FASE DI PROGETTAZIONE (3) QUESTIONARIO - verifica Prima di lasciare la versione definitiva del questionario occorre valutare sul campo se: risponde alle esigenze conoscitive dellindagine; sono state omesse domande; i riferimenti spaziali e temporali dei quesiti sono sufficienti; linguaggio e struttura delle domande sono adeguati; è facilmente comprensibile per gli intervistati e semplice da gestire per i rilevatori.

39 Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 FASE DI PROGETTAZIONE (3) QUESTIONARIO - verifica 1) Revisione estesa da parte di esperti del fenomeno: è la revisione dufficio in cui la bozza del questionario viene riesaminata dallequipe coinvolta e da esperti del fenomeno. 2) Pre-test: rilevatori esperti intervistano un campione ragionato di individui per raccogliere elementi utili a valutare completezza, chiarezza e gestibilità del questionario. Tenuta del questionario.

40 Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 FASE DI PROGETTAZIONE (3) QUESTIONARIO - verifica 3) Test di soluzioni alternative: si sperimentano versioni alternative del questionario (o diverse tecniche di indagine o diverse sequenze di quesiti) su piccoli campioni indipendenti di unità statistiche. I risultati possono essere sottoposti ad analisi statistiche in grado di giudicare scientificamente la scelta tra le possibili alternative. Si valuta un singolo aspetto. 4) Indagine pilota: versione completa dellindagine su scala ridotta per verificare il grado di integrazione fra le fasi dellindagine ed effettuare eventuali ultimi ritocchi sul questionario. Verifica che linsieme delle soluzioni prescelte (anche dopo il test di alternative).

41 Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 CONCLUSIONI OBIETTIVO standardizzazione esterna uniformare il comportamento degli intervistatori e la rispondenza degli intervistati con lo scopo di ridurre lerrore sistematico prodotto dalleffetto intervista e dal diverso livello di comprensione tra i rispondenti. standardizzazione interna uniformità delle metodologie utilizzate, delle classificazioni, della composizione del questionario; (costruzione del questionario) ATTIVARE UN PROCESSO DI STANDARDIZZAZIONE

42 Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 CONCLUSIONI QUESTIONARIO NELLE DIVERSE TECNICHE DINDAGINE Autocompilazione: immediata comprensione, evitare le domande aperte, importante la grafica per mantenere alto linteresse, la lunghezza dipende dal grado di interesse suscitato. Intervista diretta: è la base fondamentale di comunicazione fra due o tre individui (ricercatore-intervistatore-rispondente), evitare quesiti delicati. Intervista telefonica: evitare domande aperte, formulazioni troppo lunghe, utilizzare poche alternative di risposta. CATI oltre i principi base, devono considerarsi alcuni aspetti peculiari legati alla tecnica informatica (velocità di alternanza degli schermi,completezza e chiarezza degli schermi, movimenti allinterno del questionario).

43 Università degli Studi della Tuscia (VT) – 9 gennaio 2008 BIBLIOGRAFIA


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