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Petrarca umanista. Petrarca è considerato il primo umanista della letteratura italiana. Questo status gli deriva dalla sua personalità di studioso, di.

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Presentazione sul tema: "Petrarca umanista. Petrarca è considerato il primo umanista della letteratura italiana. Questo status gli deriva dalla sua personalità di studioso, di."— Transcript della presentazione:

1 Petrarca umanista

2 Petrarca è considerato il primo umanista della letteratura italiana. Questo status gli deriva dalla sua personalità di studioso, di intellettuale di unepoca nuova, un intellettuale che amò la classicità e la lingua latina al punto da fondare gran parte della sua produzione sulleco dellantico e del classico, con una singolare combinazione tra il sentimento letterario e lanelito religioso.

3 Petrarca e gli autori latini Ricerca e scoperta di codici, analisi filologiche, imitazioni dei classici fecero del Petrarca il primo umanista, quasi rinascimentale: e a lui si devono scoperte clamorose, come il De gloria di Cicerone, lorazione Pro Archia dello stesso, le lettere Ad Atticum sempre dello stesso, alcune commedie di Terenzio e parte delle Institutiones di Quintiliano. Praticamente il Petrarca fu linventore della filologia come noi oggi la intendiamo.

4 Petrarca dimostra così di avere un rapporto nuovo con il passato: egli è ormai cosciente che tra la sua epoca contemporanea e il mondo antico ci sia una frattura. Mentre Dante non è ancora consapevole di questo distacco (in quanto egli mescola ingenuamente i due mondi nella Divina Commedia)… Rapporto col passato

5 … Petrarca invece ha contestualizzato e storicizzato il passato, essendo consapevole del fatto che egli non può fondere passato e presente, tuttavia deve studiare il passato nel modo più preciso possibile.

6 La figura dellintellettuale Il Petrarca intese lo studio e la letteratura non solo come ornamento intellettuale, ma come misura della propria vita e di quella degli altri: per conformare ad essa la sua vita e valutare laltrui. In tale visione rientra la scelta della solitudine, che, al di là dinfluenze ascetiche, risultava la condizione esistenziale più idonea allattività letteraria.

7 Una biblioteca pubblica Ricordiamo poi lidea di fondare coi suoi libri, fra cui centinaia di codici poi in realtà andati dispersi, una biblioteca pubblica (da lui così definita) presso la basilica di S. Marco di Venezia (lattuale biblioteca Marciana) e laffettuosa amicizia per il Boccaccio, si può dire da padre-maestro a figlio-allievo.

8 Epistulae Tra le opere umanistiche dobbiamo citare lEpistolario: Petrarca, sul modello di Cicerone, scrive un corpus di 500 epistole, poi organizzate in cinque raccolte: Familiares Sine nomine Metricae (in esametri) Seniles Variae Le epistole sono importanti in quanto Petrarca ricostruisce un ritratto ideale di se stesso (e anche del letterato ideale, che deve essere aperto, studioso, che sa alternare otium ed negotium); non si tratta però di sfoghi (essendo il Petrarca consapevole che sta producendo unopera letteraria che sarà pubblicata).

9 Epistulae Nel riordinare in un corpus organico il suo vasto epistolario, lautore seguì il criterio tematico- cronologico. Alcune lettere sono indirizzate a destinatari fittizi, come gli autori latini Seneca e Cicerone. Ne consegue che lepistolario è unopera letteraria e che il suo fine è lasciare ai posteri unimmagine ideale dellautore.

10 Lautobiografia letteraria: Lettera ai posteri Petrarca nellEpistula ad posteros affida ai lettori delle epoche future un autoritratto umano e letterario, fisico e spirituale, reale e ideale insieme, delluomo che avrebbe voluto essere. Nella prima parte, il poeta delinea un profilo di sé conforme allideale dellaurea mediocritas propugnato dal poeta Orazio. Nel complesso, lintero percorso esistenziale intende apparire come esemplare, con il passaggio dalle illusioni adolescenziali (ladolescenza mi illuse) e dagli ardori giovanili (la gioventù mi traviò), alla saggezza della vecchiaia e al dominio delle passioni (lesperienza mi ha messo bene in testa che… i godimenti delladolescenza sono vanità).

11 Petrarca nella lettera ai posteri: presenta rivendicaribadisce non nasconde un autoritratto il rispetto della morale cristiana i valori della classicità il rapporto con i potenti costruito seguendo lideale dellaurea mediocritas di non essersi macchiato dei sette peccati capitali (ma non parla dellaccidia, sostituita con il lusso) che non ha compromesso lautonomia e la libertà di pensiero

12 Un ritratto ideale Lepistola si conclude con una dichiarazione di poetica. La qualità dellarte consiste nelleleganza dello stile. Ma larte non è fine a se stessa, la parola letteraria deve comunicare con chiarezza e onestà la verità dellanimo dello scrittore: per mio conto, purchè abbia vissuto rettamente, poco mi curo di come abbia parlato: gloria vana è cercare la fama unicamente nel luccicare delle parole.

13 De viris illustribus Unaltra opera latina è il De viris illustribus, ripresa dalle vite di Svetonio: si tratta di una biografia di personaggi illustri romani (è pertanto unopera storica). Il progetto originario contemplava una serie di biografie di antichi eroi romani, a partire da Romolo, fino a includere i primi imperatori romani. Petrarca compose le prime 23 biografie, fino a Catone il Censore, poi interruppe. Le biografie sono di lunghezza diseguale, alcune piuttosto brevi, altre più lunghe; quella di Scipione l'Africano, personaggio caro a Petrarca, era considerevolmente ampia. Petrarca ricominciò a scrivere nell'estate del 1351, a Valchiusa, ma ampliò il piano dell'opera includendo figure anteriori a Romolo: perciò ripartì scrivendo dodici nuove biografie, da Adamo ad Ercole.

14 De vita solitaria Alla confusione della vita cittadina, con le sue distrazioni mondane, il poeta contrappone la solitudine e la bellezza consolatoria del paesaggio naturale, il colloquio interiore con gli uomini illustri del passato, lo studio dei classici latini e greci e dei Padri della Chiesa, la scrittura, tramite gli antichi e le generazioni future, perché non siano dimenticati. Un ideale preumanista Petrarca riprende il suo ideale di otium dagli scrittori latini, ma la concilia con una prospettiva cristiana. Per lui lozio coincide con la vita solitaria, che favorisce la libertà, lequilibrio interiore, la meditazione sul senso dellesistenza. Lo studio e lattività letteraria, lontani dai beni illusori del mondo, inducono lanimo a riflettere sui valori eterni.

15 Le altre opere in latino Sono tante le opere in latino: lagostiniano Secretum, un poema epico in esametri, Africa, incentrato sulla seconda guerra punica i Rerum memorandarum libri, il De ocio religioso, i Psalmi penitentiales, il De remediis utriusque fortunae, lItinerarium Syriacum, un carmen bucolico, il De sui ipsius et multorum ignorantia.

16 Le opere in latino Dai titoli delle opere del Petrarca si capisce, infatti, che cè in lui una commistione fra elementi classici, diciamo pure paganeggianti, ed elementi religiosi, tipicamente cristiani. In effetti il Petrarca è luomo dei contrasti: da un lato esalta la classicità, dallaltro attinge al cristianesimo. In lui cè laspirazione al cielo, ma è forte anche lattrazione della terra.

17 I trionfi Un poema allegorico in volgare

18 I trionfi I Trionfi sono un poema in terzine di endecasillabi a rima incatenata, a contenuto in parte allegorico e in parte autobiografico, iniziato da Francesco Petrarca in Provenza, a Valchiusa, nella primavera del 1351 e terminato ad Arquà nel Lopera è divisa in sei parti latinamente denominate: TRIUMPHUS CUPIDINIS TRIUMPHUS PUDICITIAE TRIUMPHUS MORTIS TRIUMPHUS FAMAE TRIUMPHUS ETERNITATIS TRIUMPHUS TEMPORIS

19 Lopera, infarcita di riferimenti e di personaggi storici, allegorici, biblici, mitologici e letterari, narra una visione avuta da Petrarca un 6 aprile, giorno anniversario del suo primo incontro con Laura. Nellantica Roma, il trionfo era il massimo onore tributato a un generale vittorioso; nel Medioevo e nel rinascimento il termine trionfo fu usato in unaccezione simbolica, per indicare un componimento solenne di contenuto filosofico.

20 In una specie di galleria composta da sei quadri allegorici, il poeta descrive, in successione: il trionfo di Amore-Cupido (ai cui prigionieri a un certo punto viene ad aggiungersi lo stesso Petrarca, "catturato" dallamore per Laura), figure di amanti, schiavi della passione

21 il trionfo della Pudicizia (impersonata dalla stessa Laura, refrattaria alle lusinghe di Amore), Laura libera i prigionieri della passione

22 il trionfo della Morte su Laura (che nel secondo dei due capitoli compare in sogno al poeta ed intreccia con lui un lungo dialogo ) la morte uccide Laura

23 la vittoria della Fama sulla Morte (che si svolge attraverso una ricca rassegna di illustri uomini dazione) Sfilano i grandi capitani, guerrieri e poeti di unepoca remota

24 la vittoria del Tempo sulla Fama (che contiene una serie di considerazioni sulla caducità della gloria) Il tempo cancella la fama

25 e il trionfo dellEternità sul Tempo (che in una dimensione profetica post- apocalittica descrive la fine dei tempi e della Storia). Laura si trova in Paradiso

26 STRUTTURA ASCENSIONALE INFLUENZA DELLA DIVINA COMMEDIA G. Vasari, Sei poeti toscani: Dante, Petrarca, Boccaccio, Cavalcanti, Cino da Pistoia e Guittone dArezzo

27 Tema centrale del componimento è la dolorosa consapevolezza della caducità delle cose terrene: tutto ciò che è materiale è destinato ineluttabilmente a finire è per questo anche l'uomo non può sottrarsi al destino della morte che pende come una condanna sulla sua esistenza. Questa concezione, già tipicamente umanistica, è evidenziata ad esempio nel verso "tutti tornate alla gran madre antica", intesa come la terra alla quale il corpo materiale è destinato ad essere ricondotto dopo la morte, e soprattutto dal ripetuto ricorso all'aggettivo "vano" riferito ai pensieri e ai progetti dell'uomo perché su di essi pende continuamente la minaccia della morte.

28 Petrarca dice "O ciechi, e 'l tanto affaticar che giova?", "O umane speranze cieche e false", "Pur delle mille è un'inutile fatica, Che non sian tutte vanità palesi?": egli sottolinea quindi come l'esistenza umana sia caratterizzata da un grande senso di inutilità dovuto proprio al fatto che tutto sia destinato inesorabilmente a finire insieme alla vita stessa. … ciò che piace al mondo è breve sogno …

29 Benedetto sia 'l giorno e'l mese e l'anno Benedetto sia 'l giorno e'l mese e l'anno e la stagione e'l tempo e l'ora e'l punto e'l bel paese e'l loco ov 'io fui giunto da'duo begli occhi che legato m ànno; E benedetto il primo dolce affanno ch'ì ebbi ad esser con Amor congiunto, e l'arco e le saette ond ì fui punto, e le piaghe che'nfin al cor mi vanno. Benedette le voci tante ch'io chiamando il nome de mia donna ò sparte, e i sospiri e le lagrime e'l desio; e benedette sian tutte le carte ov 'io fama l'acquisto, e'l pensier mio, ch'è sol di lei; si ch'altra non v'à parte.


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