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SILSIS – Pavia - Area 3 Laboratorio di Glottodidattica “L’approccio lessicale nel sillabo di lingua straniera” unità 1 Stefano Rastelli,

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1 SILSIS – Pavia - Area 3 Laboratorio di Glottodidattica “L’approccio lessicale nel sillabo di lingua straniera” unità 1 Stefano Rastelli,

2 Laboratorio di Glottodidattica 1. Programma LA: è una prospettiva teorica e insieme un'applicazione didattica che guarda alla lingua come a qualcosa che è costituito da molto più che grammatica e vocabolario a. ogni lingua consiste anche di molti segmenti pre-fabbricati di parole b. il contesto immediato di una parola talvolta co-determina il significato di quella parola in un senso non casuale c. attività finalizzate a portare nel sillabo alcune intuizioni del Lexical Approach e alcune tecniche per gestirle correttamente in classe d. avvio di un workshop in cui si imposta un progetto curricolare incentrato sul LA

3 Laboratorio di Glottodidattica 2. Programma 1.Teoria: il confine della parola e il confine del significato; rapporti tra parole; il portato delle parole; lessico mentale e fluenza concettuale; il motore metaforico (Cruse, Pustejovsky, Lakoff-Johnson) 2.il LA: parole, collocazioni, idiom, espressioni fisse e semi-fisse; vari modi di intendere la competenza lessicale (vocabolario vs. lessico mentale); competenza lessicale e fluenza concettuale; sillabo, programma, curricolo; cosa cambia nel sillabo se si introduce il LA 3.il LA in classe: de-lessicalizzazione e de- contestualizzazione; liste di "parole nuove" vs. item in contesto (words vs.expressions); l'esplorazione guidata di nuovi sensi/significati

4 Laboratorio di Glottodidattica 3. Programma 4. CR (consciousness raising); sapere usare un "dizionario dell'uso"; riconoscere i chunk; usare e arricchire le liste di unità polirematiche; gestire il confronto tra L1 e L2. 5. strumenti computazionali: learner corpora; text-mining tools; analisi delle collocazioni 6. testing: addestrare al riconoscimento; esercizi sul lessico; esercizi di segmentazione prosodica 7. progetti curricolari per inserire nel sillabo il Lexical Approach

5 Laboratorio di Glottodidattica 4. Bibliografia - Lewis, M., 1997, Implementing the Lexical Approach: putting theory into practice, London, Language Teaching Publications, capitoli I-VI - Jezek, E., 2005, Lessico: Classi di parole, strutture, combinazioni, Bologna, Il Mulino, cap. 3: "Il significato delle parole" - Serra Borneto C., 2006(8°rist.), C'era una volta il metodo, Roma, Carocci, cap. 10: "L'approccio lessicale" - Danesi, M., 1998, Il cervello in aula: neurolinguistica e didattica delle lingue, Perugia, Edizioni Guerra, cap. 3: "Fluenza concettuale". - le diapositive PowerPoint del corso, che saranno a disposizione sul sito internet della SILSIS dall'inizio di gennaio

6 Laboratorio di Glottodidattica 5. Esame L'esame consiste in una prova scritta che verterà sulla teoria e di un "sillabo lessicale" originale, cioè progettato dal singolo candidato, che verrà consegnato il giorno dell'esame.

7 Laboratorio di Glottodidattica 6. Teoria a. il confine di una parola non coincide sempre con il confine del significato b. il significato non è circoscritto alla parola; oppure, non tutte le parti di una parola contribuiscono al suo significato generale allo stesso modo c. ci sono delle entità portatrici di significato (costituenti semantici)che possono essere più piccole delle parole che li contengono o più grandi di una singola parola [testo di riferimento: D.A. Cruse, Lexical Semantics, CUP, 1986 ( ), cap. II e cap. III

8 Laboratorio di Glottodidattica 7. Teoria Siamo alla ricerca di qualcosa di più di semplici parole: adesso parliamo di "unità lessicali" Un'unità lessicale è la parte più piccola ch soddisfa due criteri: essere un costituente semantico ed essere una sola parola*. Un costituente semantico è una parte che porta significato alla frase (e costituente semantico minimale se non è ulteriormente suddivisibile). Esso deve portare lo stesso contributo in qualsiasi frase occorra. * vedremo che questa restrizione può essere allentata, ed infatti lo sarà.

9 Laboratorio di Glottodidattica 8. Teoria il test del "recurrent semantic contrast": se due elementi fanno cambiare totalmente il significato di due frasi diverse in cui si sostituiscono l'un l'altro, allora essi sono due costituenti semantici. Il test ha bisogno di quattro frasi in cui solo due elementi grammaticali (costituenti semantici) devono opporsi sistematicamente formando due coppie di frasi sintatticamente diverse in cui la seconda cambia significato nello stesso modo della prima solo grazie a loro Il test però è molto grezzo: va molto raffinato perché ci sono casi intermedi.

10 Laboratorio di Glottodidattica 9. Teoria faccio bene - faccio male canto bene - canto male Fin qui tutto bene, funziona. Ma attenzione, ecco i primi problemi: vado a casa a piedi - vado a casa in auto viaggio spesso a piedi -viaggio spesso in auto Qui sopra il CS è formato da più di una parola. E invece qui sotto: Rosalia mi lascia a piedi ≠ Rosalia mi lascia in auto vediamo le prime avvisaglie dell'esistenza di un principio di "co-composizione", cioè del fatto che il contesto (le proprietà semantiche dei complementi o di altri pezzi di frase) può promuovere un senso del verbo piuttosto che un altro

11 Laboratorio di Glottodidattica 10. Teoria Un altro problema è che, per essere un CS, non è necessario che l'item sia una sola parola import - exporta inhaled - exhaled Ma non è nemmeno sufficiente che non lo sia, dato che talvolta un item, opponendosi al suo grado zero, non passa il test: impertinente - pertinente impossibile - possibile Inoltre, anche per le parole intere, come abbiamo visto prima, ci sono dei problemi lei ha i capelli rossi - lei ha i capelli neri questo tappeto è rosso - questo tappeto è nero La collocazione di rosso nel sintagma "capelli rossi" è unica, designa cioè qualcosa che non si oppone a nero nello stesso modo in cui si oppone a un oggetto nero un oggetto rosso.

12 Laboratorio di Glottodidattica 11. Teoria "vino rosso" rosso è un CS? "lavabo" lava- è un CS?

13 Laboratorio di Glottodidattica 12. Teoria rosso in "vino rosso" non è un CS ma un categorizzatore perché esprime una categoria (un tipo di vino): se fosse un CS, vorrebbe dire che esiste un vino giallo,verde ecc. lava- in "lavabo" è un'etichetta (tally), cioè qualcosa che ci ricorda (più o meno da lontano)un significato (ma non esiste una parola come "mangiabo" cui opporla) Categorizzatori ed etichette (tally) sono indicatori semantici, cioè elementi che falliscono il test di costituenza, ma che hanno una funzione semantica che in qualche modo è da collegare a quella che la stessa forma ha quando è un costituente semantico (quando "rosso" è in"tappeto rosso", o quando "lava" è in "lei si lava")

14 Laboratorio di Glottodidattica 13. Teoria Il secondo criterio per definire un' unità lessicale ci deve dire che il lexical item deve essere almeno una parola. ma cos'è una parola? 1. La parola sembra essere il più piccolo elemento di una frase che ha la possibilità di essere spostato in giro senza distruggere la grammaticalità della frase (i morfemi che costituiscono una parola al suo interno hanno invece ordine molto fisso). 2. La parola è l'unità più grande nella frase che resiste all'inserzione di nuovo materiale.

15 Laboratorio di Glottodidattica 14. Teoria Ma il vero problema è che esistono CS che sono fatti da più di una parola idiom un'espressione il cui significato non è la somma delle parti che lo compongono(quando queste parti occorrono in altre espressioni) è un complesso lessicale semanticamente semplice (entra in test di opposizione semantica) e si comporta come una parola (resiste alle inserzioni*, resiste al riordino sintattico, resiste alla modifica grammaticale anche di uno solo dei suoi costituenti Non è facile verificare tutte queste condizioni. Facciamo delle prove * alle inserzioni libere

16 Laboratorio di Glottodidattica 15. Teoria idiom? masticare amaro parlare a vanvera va bene fare fuoco e fiamme inoltre possono avere diversi gradi di opacità

17 Laboratorio di Glottodidattica 16. Teoria gradi di opacità un'espressione che non è idiomatica è semanticamente trasparente negli idiom c'è piuttosto un continuum tra trasparenza e opacità un'espressione idiomatica semi-opaca contiene almeno un indicatore semantico: fish and chips sembra meno opaco di blackbird in italiano acqua e sapone può andare verso la trasparenza o verso l'opacità: sciaquare con... è una ragazza... sono unità lessicali minime e percui dovrebbero avere un'entrata autonoma nel dizionario, ma un lessicografo direbbe che non creano problemi ai nativi e quindi non sono degne di essere assunte come lemmi.

18 Laboratorio di Glottodidattica 17. Teoria collocazioni le collocazioni sono sequenze di parole che di solito co- occorrono, ma che sono comunque completamente trasparenti (ognuno dei costituenti lessicali che lo compongono è anche un CS) pioggia torrenziale ≠ locuzioni idiomatiche parlare del più e del meno collocazioni (forse) meno strette nella macchina gli è stato trovato un....arsenale venti milioni di italiani in partenza per il.....pasquale vedremo meglio più avanti

19 Laboratorio di Glottodidattica 18. Teoria frozen metaphors sopportano la parafrasi non metaforica (è il bastone/sostegno della mia vecchiaia) mentre gli idiom no. Quando si traduce un idiom, la traduzione non ha senso e non veicola assoulutamente il significato (rendere pan per focaccia). Invece le metafore gelate nel confronto interlinguistico mostrano una zona di trasparenza reciproca. Con gli idioms le metafore bruciate hanno in comune che i loro costituenti non entrano in test di contrasto ricorrente, cioè non sono semanticamente trasparenti. per Brad Pitt è stato un vero..... di folla

20 Laboratorio di Glottodidattica 19. Teoria la differenza tra Unità Lessicali e Lessemi (lemmi, o "parole del dizionario") Una UL ha uno o più sensi. i sensi non sono in numero finito, mentre i lemmi del vocabolario sì Le UL sono unità finite che si trovano nella mente e si prestano alla creatività della situazione contingente (alla creazione di nuovi sensi) in combinazione con altre UL o altri lessemi.

21 Laboratorio di Glottodidattica 20. Teoria la differenza tra Unità Lessicali e Lessemi (lemmi) in un interessante test d'ambiguità che dimostra che la sensibilità al contesto in antonimi può essere diversa. Il test rivela l'esistenza di UL (non tanto e non solo di parole) nel lessico mentale di chi parla una data lingua (nel nostro caso l'italiano) lemma > "magro" una donna magra latte magro lemma antonimo del precedente > "grasso" una donna grassa latte......* [qui grasso non è del tutto escluso, solo che non si dice, ma si dice che il latte ha il grasso al 5%] * latte intero è una Unità Lessicale

22 Laboratorio di Glottodidattica 21. Teoria La mente lavora sulle Unità Lessicali e non su singole parole quando cerca di fissare un senso (in tedesco sinn) al riferimento (in tedesco bedeutung) delle parole che compongono una frase* "un bel libro" non mi piace lo stile, però è proprio un bel libro ?? non mi piacciono i personaggi, la trama e lo stile, però è proprio un bel libro * così nelle teorie mentaliste del significato, cfr. Jezek, 2005:65-69

23 Laboratorio di Glottodidattica 22. Teoria Per riassumere e andare avanti: La base dell'analisi semantica è l'unità lessicale, non la parola Questa è una possibile spiegazione di due fenomeni legati alla polisemia: a. una parola in contesti diversi può avere significati diversi b. usiamo le parole per comporre le frasi, ma alla fine l'unione di due o più parole può avere un senso diverso dale singole parole che la compongono

24 Laboratorio di Glottodidattica 23. Teoria Per riassumere e andare avanti: vero o falso? dato un enunciato E, formato dalle parole X,Y,Z, il significato S E è la composizione di S X + S Y + S Z

25 Laboratorio di Glottodidattica 24. Teoria Esistono tentativi di prevedere il modo in cui i sensi vengono fissati al riferimento (significato) delle parole a partire, ad esempio, dalla interazione tra sintassi e semantica. Esistono, secondo alcuni, delle direttrici seguendo le quali intuiamo il senso della unione tra due o più parole. Non tutto è casuale.

26 Laboratorio di Glottodidattica 25. Teoria La proposta di James Pustejovsky: principi che spiegano come si costruisce il senso quando delle parole si uniscono. 1. principio di co-composizione 2. principio di forzatura (o conversione) del tipo semantico 3. principio del legamento selettivo Jezek, E., 2005, Lessico: Classi di parole, strutture, combinazioni, Bologna, Il Mulino, cap. 3: "Il significato delle parole"

27 Laboratorio di Glottodidattica 26. Teoria La proposta di James Pustejovsky 1. principio di co-composizione il significato di un verbo è definito da quello dei suoi argomenti. Ogni verbo ha una parte di significato fisso. Il significato globale è incrementale. tagliare a.Luca ha tagliato il pane b.Luca ha tagliato l'erba c.Luca si è tagliato un dito d.Luca ha tagliato i capelli Jezek, E., 2005, Lessico: Classi di parole, strutture, combinazioni, Bologna, Il Mulino, cap. 3: "Il significato delle parole"

28 Laboratorio di Glottodidattica 27. Teoria La proposta di James Pustejovsky 2. principio di forzatura o conversione di tipo i verbi determinano un certa interpretazione del loro predicato (attività, entità o oggetto ecc.) libro a. ieri ho cominciato un libro ("qualia" telico o agentivo) b. ieri ho comprato un libro Jezek, E., 2005, Lessico: Classi di parole, strutture, combinazioni, Bologna, Il Mulino, cap. 3: "Il significato delle parole"

29 Laboratorio di Glottodidattica 28. Teoria La proposta di James Pustejovsky 3. principio di legamento selettivo quando un aggettivo si riferisce (e modifica) solo una parte (una carateristica)del nome cui si riferisce bello a. una bella sorpresa b. una bella scultura c. una bella giocatrice (???) Jezek, E., 2005, Lessico: Classi di parole, strutture, combinazioni, Bologna, Il Mulino, cap. 3: "Il significato delle parole"

30 Laboratorio di Glottodidattica 29. Teoria Finora abbiamo visto in che modo alcune unioni di parole o sezioni di parola possono costruire il senso di una frase Abbiamo visto che il significato dell'unione di due parole può non essere uguale alla somma dei singoli significati In questo corso non ci chiediamo perché alcune unione di parole sono possibili in una determinata lingua mentre altre non lo sono (si veda Jezek, cap.6) Sappiamo però che l'insieme delle Unità Lessicali (non solo e non tanto l'insieme delle semplici "parole") forma il patrimonio lessicale e la competenza lessicale di un parlante nativo Un parlante nativo ha accesso per via naturali a tale patrimonio E un parlante non nativo?

31 Laboratorio di Glottodidattica 30. Teoria Un parlante non nativo può avere accesso a "grammatica e vocabolario" gli basta? No. Quando è esposto a input autentico si rende conto che l sua conoscenza delle parole non è sufficiente Spesso a un apprendente che ha una sufficiente fluenza verbale (competenza di "grammatica e vocabolario") manca una sufficiente fluenza concettuale (modo - spesso language-specific - in cui le parole formano i vari significati che si oppongono ad altri significati e il modo in cui da alcuni significati se ne creano altri contigui ecc.)

32 Laboratorio di Glottodidattica 31. Teoria fluenza concettuale "l'abilità di utilizzare in modo naturale (cioè in modo adatto dal punto di vista culturale) il sistema concettuale che sottosta al sistema verbale nella programmazione di un qualsiasi atto di comunicazione linguistica. Nei parlanti nativi questi due sistemi si muovono in fase nell'atto di comunicazione. D'altro lato, negli studenti di una L2, questi due sistemi si rivelano spesso sfasati" Danesi, M., 1998, Il cervello in aula. Neurolinguistica e didattica delle lingue, Perugia, Guerra, cap.3: 91 e segg.

33 Laboratorio di Glottodidattica 32. Teoria fluenza concettuale i concetti di cui si parla sono quelli che scaturiscono dal pensiero metaforico-associativo non è un procedimento comparativo ma figurativo: un procedimento mediante il quale a una unità lessicale o a una parola viene associata un'altra unità lessicale (o parola) Lakoff, G. - Johnson, M., 1980, Metaphors we live by, Chicago, Chicago University Press.

34 Laboratorio di Glottodidattica 33. Teoria fluenza concettuale un modo di categorizzare una esperienza del mondo (ad esempio, una discussione) in base all'associazione con un campo concettuale (ad es.la guerra) Le vostre tesi sono indifendibili Attaccò ogni punto debole nella mia discussione Non ho mai vinto in una discussione con lui Non sei d'acordo? Ok, spara! Ha sparato a zero su tutti i miei argomenti ogni associazione forma un dominio concettuale Danesi M., 1998, Il cervello in aula, Perugia, Guerra: 97.

35 Laboratorio di Glottodidattica 34. Teoria fluenza concettuale si può parlare di idee associandole a diversi domini: moda, persone, cibo: La semiotica è diventata una cosa chic E' il padre della fisica moderna Le sue parole lasciano un sapore amaro in bocca Le persone usano circa quattro espressioni del genere al minuto (21 milioni in una vita) La concezione del linguaggio sottostante: interazione tra codice verbale, sistema concettuale e uso sociale (quale di questi aspetti ha biosgo di più temo per essere appreso da uno studente di L2?) Danesi M., 1998, Il cervello in aula, Perugia, Guerra: 98.

36 Laboratorio di Glottodidattica 35. Teoria fluenza concettuale l'uso della metafora è naturale nella L1 il motore metaforico viene usato anche per disambiguare le espressioni complese che l'apprendente trova nella L2 Immaginiamo che un apprendente senta una frase del tipo Quel tipo è ricco di idee... si mette in moto il motore metaforico Danesi M., 1998, Il cervello in aula, Perugia, Guerra: 98.

37 Laboratorio di Glottodidattica 36. Teoria fluenza concettuale essere una miniera/patrimonio/fonte inesauribile di idee l'apprendente - quando non "trova la parola giusta" - probabilmente cerca di immaginare una direzione di sviluppo del processo di formazione di idiom, collocazioni, frozen metaphors Danesi M., 1998, Il cervello in aula, Perugia, Guerra: 98.

38 Laboratorio di Glottodidattica 37. Teoria fluenza concettuale I've been living here for three months I've been living here since september 2001 due concettualizzazioni di tempo (punti su una linea o quantità) che si riflettono in una dicotomia grammaticale Danesi M., 1998, Il cervello in aula, Perugia, Guerra: 121

39 Laboratorio di Glottodidattica 38. Teoria fluenza concettuale I'm hot Today it's hot le concettualizzazioni su sensazioni (are feelings owned?) Danesi M., 1998, Il cervello in aula, Perugia, Guerra: 122

40 Laboratorio di Glottodidattica 39. Teoria fluenza concettuale l'apprendente probabilmente ha accesso ai domini concettuali universali e a quelli della sua L1. Il problema è l'acquisizione dei domini concettuali della L2 (le mot juste) Danesi M., 1998, Il cervello in aula, Perugia, Guerra: 122

41 Laboratorio di Glottodidattica 40. Teoria fluenza concettuale Jack is a really cool cat.He never blows his stack and hardly ever flies off the handle. What's more, he knows how to get away with things. Well, of course, he's getting on, too. His hair is salt and pepper, but he knows how to make up for lost time bytaking it easy. He gets up early, works out, and turns in early Danesi M., 1998, Il cervello in aula, Perugia, Guerra: 126

42 Laboratorio di Glottodidattica 41. Teoria fluenza concettuale come è possibile fare sì che gli studenti capiscano e producano testi, se non simili, almeno credibili? 1. superare il concetto di parola: il significato è co- determinato, è co-variante 2. cambiare approccio didattico 3. insegnare a vedere i chunks 3. rielaborare un certo uso dell'analisi contrastiva (sui concetti, non sulle categorie grammaticali: la freddezza è uno stato che si possiede o uno stato in cui si è?) Danesi M., 1998, Il cervello in aula, Perugia, Guerra: 126


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