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Tavola rotonda Il risk management Coordinatori: Gabriele Pellissero Egidio Sesti Partecipano: Ferdinando Compostella Claudio Cricelli Stefano Inglese Gennaro.

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Presentazione sul tema: "Tavola rotonda Il risk management Coordinatori: Gabriele Pellissero Egidio Sesti Partecipano: Ferdinando Compostella Claudio Cricelli Stefano Inglese Gennaro."— Transcript della presentazione:

1 Tavola rotonda Il risk management Coordinatori: Gabriele Pellissero Egidio Sesti Partecipano: Ferdinando Compostella Claudio Cricelli Stefano Inglese Gennaro Rocco Giuseppe Saieva Riccardo Tartaglia LAPPROPRIATEZZA nel SSN Convegno nazionale 23 e 24 Marzo 2006 – Roma -

2 La nostra civiltà è costruita sul rischio. Dobbiamo prendere consapevolezza di come si gestisce il rischio sociale". I rischi sociali possono essere molteplici: dal terrorismo alla nanotecnologia, al cibo transgenico (Ogm). Ma il problema, "non è come ridurre il rischio. Il problema è come gestirlo".

3 «La realtà è che [....] la mente umana è fatta, evolutivamente, per costruire in maniera differente, e usando facoltà differenti, il calcolo probabilistico di un rischio (quando questo sia calcolabile), la percezione di tale rischio e, infine, la sua accettabilità. Il calcolo di un rischio è fatto di numeri. La percezione del rischio è una costruzione sociale (e mediatica) fatta di numeri, cultura, immaginario, emozioni».

4 Tanti errori medici: -si cerca un accordo Un armo di sportello all'Ordine di Roma: mille contatti, risarcito 1 caso su 10 UNO sportello di conciliazione tra medici e pazienti che esamina, gratuitamente, le richieste di "risarcimento" per malpratica professionale. Quattro professionisti (due medici e due avvocati) che analizzano i requisiti e, se il caso rientra tra quelli ipotizzati, una conciliazione lontana dai tribunali. Questa, la soluzione "bonaria" ai conflitti (sempre più tesi, a guardare i dati internazionali) tra le parti così come è ideata dall'Ordine provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri con la collaborazione dell'Ordine degli Avvocatl e la partecipazione delle compagnie assicurative Generali, Assitalia, Fondiaria-Sai, Unipol, Mediolanum e la Zurigo Assicurazioni. Si chiama Accordia ed è un progetto che ha visto la luce Il primo gennaio 2005 presso la sede dell'Ordine dei camici bianchi a Roma (via G.B. De Rossi 9): un modo «per arrivare alla conciliazione il più rapidamente possibile: dallavvio della "pratica" all'eventuale risarcimento, Infatti, non passano più di tre mesi», ha spiegato Mario Falconi, presidente dell'Ordine di Roma, durante la presentazione dei dati riassunti dei primi dodici mesi di vita di Accordia. A spingere l'Ordine provinciale di Roma una crescente, e sino ad oggi inarrestabile, richiesta di risarcimento danni per errori medici (in Italia dal 1994 al 2002 l'incremento è stato del 148 per cento). Mille in tutto i contatti pervenuti allo sportello: di questi 1110 per cento presentava i requisiti per avviare una trattativa tra le parti, il 20 non presentava i requisiti mentre per il 40 si è arrivati alla soluzione del problema con un incontro tra le parti e il 30 per cento si è "accontentato" di "informare" l'Ordine su quanto avvenuto. Novantatré, invece, i dossier avviati di cui Il 48,39 per cento per prestazioni mediche e il 51,61 per quelle odontoiatriche. Mentre il totale liquidato in fase conciliativa è stato di 59mila euro. "Positivo il bilancio del primo anno di attività» per Falconi, « tanto che lo sportello prosegue Il suo compito». Un progetto che ora punta ad uscire dai confini privati - e ristretti della provincia di Roma. Tanto che per i prossimi mesi è prevista la partecipazione all'iniziativa di alcune strutture pubbliche come (con molta probabilità) il Policlinico A. Gemelli e alcune Asl. Mentre, se tutte le parti riusciranno a sedersi attorno a un tavolo e troveranno un accordo, ha sottolineato Augusto Battaglia, l'assessore della Regione Lazio alla Sanità « lo sportello potrebbe divenire anche regionale». Sempre nel Lazio, ha aggiunto Battaglia, la Regione con l'ISS, l'Istituto Superiore della Sanità, avvierà un progetto per monitorare, i casi di errori, ma questa volta in corsia e nelle Aziende sanitarie. (La Repubblica del )

5 Gestione del rischio clinico. Cresce lattenzione nei confronti della gestione del rischio clinico. Il 65,6% delle Aziende dichiara di disporre di una struttura per la gestione del rischio, il 56,3% di un sistema di registrazione degli errori, il 59,4% ha organizzato corsi di formazione sul tema, il 25% ha redatto una mappa dei rischi e un piano operativo per la loro gestione. Il 59,4% delle Aziende monitorate ha istituito un servizio di ingegneria medica, il 96,9% la Commissione per le infezioni ospedaliere, il 74,1% svolge indagini sulle infezioni ospedaliere, il 93,8% la Commissione per il buon uso del sangue, il 94,4% ha formalizzato procedure per la sterilizzazione e lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri. Ma solo il 61,1% delle strutture monitorate ha individuato i responsabili del controllo delle apparecchiature allinterno dei pronto soccorso e in più di una struttura su cinque non si è formato il personale per effettuare o attivare la manutenzione straordinaria delle stesse apparecchiature. I cartelli indicanti le vie di fuga mancano ancora in un ospedale su cinque e nel 40% delle sedi di distretto, nel 43% dei poliambulatori, nel 78% dei allinterno dei pronto soccorso e in più di una struttura su cinque non si è formato il personale per effettuare o attivare la manutenzione straordinaria delle stesse apparecchiature. I cartelli indicanti le vie di fuga mancano ancora in un ospedale su cinque e nel 40% delle sedi di distretto, nel 43% dei poliambulatori, nel 78% dei servizi specialistici territoriali. In 2/3 dei poliambulatori e in più della metà dei servizi specialistici territoriali (66,7%) sono assenti i cartelli per lindividuazione degli estintori. Il 68,5% degli ospedali dichiara di utilizzare linee guida per la prevenzione delle piaghe da decubito, ma solo 3 strutture sono state in grado di precisare il numero di ricoverati che, nel corso dellultimo anno, era andato incontro a questo genere di complicanza, dimostrando di disporre di un sistema di sorveglianza.

6 «l'umanità ha bisogno urgentemente di una nuova saggezza che fornisca la conoscenza di come utilizzare la conoscenza»


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