La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

E. SESTI – U.L. APARO Comitato Controllo Infezioni Ospedaliere Malattie infettive nosocomiali: epidemiologia, eziopatogenesi ed evoluzione del trend epidemiologico:

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "E. SESTI – U.L. APARO Comitato Controllo Infezioni Ospedaliere Malattie infettive nosocomiali: epidemiologia, eziopatogenesi ed evoluzione del trend epidemiologico:"— Transcript della presentazione:

1 E. SESTI – U.L. APARO Comitato Controllo Infezioni Ospedaliere Malattie infettive nosocomiali: epidemiologia, eziopatogenesi ed evoluzione del trend epidemiologico: infezioni nuove ed emergenti E. SESTI – U.L. APARO Comitato Controllo Infezioni Ospedaliere Malattie infettive nosocomiali: epidemiologia, eziopatogenesi ed evoluzione del trend epidemiologico: infezioni nuove ed emergenti ARTEMISIA In collaborazione con Associazione ARTEMISIA ONLUS

2 Evoluzione del concetto di infezione ospedaliera IO: infezioni contratte nel corso del ricovero in ospedale, che non erano manifeste clinicamente, al momento dellammissione, ma che si manifestano, in genere dopo almeno 48 ore dal ricovero, durante la degenza stessa o dopo le dimissioni. I. Comunitarie: infezioni già clinicamente manifeste o in incubazione al momento del ricovero in ospedale. Oggi: infezioni correlate a processi assistenziali (ICPA) ed all'attività lavorativa in ambiente sanitario anche non strettamente ospedalieri

3 I luoghi delle cure Anni 70 ospedale/ass.specialistica territorio Ospedaleter.intensiva centro accoglienza Poliambulatorio degenza centro diurno Med.condotto lungodegenza domicilio Farmacia Day Hospital comunità protetta Manicomio weck surgery comunità alloggio Med. Provinciale Day surgery gruppo auto-aiuto Uff. sanitario pronto soccorso RSA riabilitazione ospice ospedalizzazione a domicilio

4 DIMENSIONE DEL PROBLEMA Problema attuale: n. ricoveri in 1 anno Infezioni ospedaliere/anno 450/700 mila (5-9% ricoverati) n. decessi/anno 5/7 mila Costo per aziende sanitarie 400/500 milioni di Euro Infezioni ospedaliere prevedibili30% ( mila/anno) Decessi prevenibili30% ( /anno) Problema urgente: per la sanità elevate spese per strutture assitenziali elevato costo sociale per la collettività utenti: alta morbosità e mortalità Operatori: alto rischio occupazionale Amministratori: elevate spese gestionali

5 Reg.Emilia Romagna ASR, dossier 76/ GIIO vol 10 n RSA Emilia-Romagna (Moro et al.) 329 anziani studiati prevalenza puntuale 12,8% infezioni più frequenti (Criteri APIC- Mc Geer,1991): – Bronchite/tracheobronchite – Infezioni cutanee – Congiuntiviti – Infezioni vie urinarie – Infezioni cavo orale – Sdr. da raffreddamento – Gastroenteriti Studio di prevalenza Regione FVG (ASS4) Brusaferro et al. 117 anziani studiati prevalenza puntuale 12,8% infezioni più frequenti (Criteri APICMc Geer,1991): – Infezioni cutanee – Infezioni vie urinarie – Infezioni basse vie respiratorie – Micosi cutanee

6 Paesi Bassi anni residenti in 36 case di riposo la proporzione di tutti i pazienti con infezioni da S. aureus meticillino- resistente MRSA è variata da 0,3 % a 0,9% con punta massima del 4,2% nel 1998

7 La prevenzione e il controllo delle IO è solo un problema di pertinenza ospedaliera? No, decisamente ! Coinvolge oltre al personale medico ed infermieristico, anche altre figure quali parenti, conviventi e volontari.

8 PSN nuovi percorsi presa in carico e continuità assistenziale elevato livello dintegrazione tra i diversi servizi sanitari e sociali, …… teso a fornire l'unitarietà tra prestazioni sanitarie e sociali, la continuità tra azioni di cura e riabilitazione, la realizzazione di percorsi assistenziali integrati (=continuità assistenziale) l'intersettorialità degli interventi, in rapporto all'attività svolta tra l'ospedale e il territorio a favore di questultimo.

9 La clinical governance intesa come capacità dei servizi sanitari e degli operatori di indirizzare la propria attività nel senso della efficacia e della appropriatezza, si basa essenzialmente (anche se non solo) sulla capacità di condurre ad iniziative daudit su aspetti rilevanti della pratica clinica. La ricaduta attesa è quella di un miglioramento della pratica clinica e della scelta della massima efficacia come criterio derogazione delle prestazioni.

10 1999 rapporto dellInstitute of Medicine to err is human, ogni anno 1 milione di americani riporta danni dalle cure 100 mila muoiono a causa di errori 37.6 miliardi di dollari spesi per errori e danni.

11 Cause più frequenti di errore e di malpractice aumento eccessivo dei carichi di lavoro/stress; situazioni di emergenza ed urgenza inadeguata dotazione organica del personale introduzione non pianificata e priva di adeguato periodo di prova di nuove procedure, di nuove regole organizzative, di nuove strategie…; mancanza, o non consultazione adeguata, di protocolli e linee guida presenti aumento ingiustificato della catena di trasmissione di dati e parametri, orale o scritta; utilizzo di personale non esperto;

12 Conseguenze del rischio clinico per le ASL premi assicurativi sempre più elevati, ed elevati costi per le prestazioni aggiuntive. per gli assicuratori gestione di un settore potenzialmente in perdita, per alcune categorie di professionisti, (ginecologi, ortopedici, anestesisti, chirurghi, medici dellemergenza, etc.), affrontare premi assicurativi in continua crescita….difficoltà a trovare coperture assicurative.

13 Corriere della Sera domenica 5 novembre 2006 Ricerca, ISS, specialisti di un ospedale di Roma 173 medici di un ospedale romano con più di 500 posti letto sono stati intervistati. Il 33% dei medici intervistati ammette di aver commesso errori, o di averli visti, almeno 1-6 volte lanno.

14 ERRORI Le % indicano quanti medici li hanno ritenuti abbastanza o molto importanti, per frequenza durata ricoveri durata ricoveri per cure mediche per chirurgia Di diagnosi 49% 68% Di prescrizioni 60,3% 36,3% Di somministrazione 52,8% 4,5% Richiesta esami inutili 49,1% 36,4% Interventi inadeguati 28,3%40,9%

15 CAUSE Le % si riferiscono alle cause segnalate dai medici come abbastanza e molto importanti. medici con 5-15 medici con anni anzianità anni anzianità Troppo lavoro nelléquipe 80,4% 67,5% Poca comunicazione 78,4% 88,4% Superficialità operatori 76,5% 69,2% Poco tempo dedicato ai pazienti 58,8% 67,5% La fatica 50,8% 63,2%

16 RIMEDI % quanti medici li hanno ritenuti abbastanza o molto importanti cure mediche cure chirurgiche Migliorare lo spirito di gruppo 86,8% 81,8% Adottare protocolli condivisi 73,6% 72,7% Fare più attività formativa 83% 72,7% Aiutare a comunicare tempestivamente gli errori 86,8% 68,2% Aumentare la specializzazione 71,7% 40,9% Definire meglio la responsabilità di ognuno 67,3% 63,6%

17 Principi di prevenzione per lorganizzazione sanitaria evitare i rischi sostituire ciò che è pericoloso con ciò che non lo è o lo è meno combattere i rischi alla fonte applicare provvedimenti collettivi adeguarsi al progresso tecnico sviluppare rapporti umani ottimali e una comunicazione semplice, personalizzata, esauriente e veritiera

18 IO principali indicatori di qualità, classificate eventi avversi Piano Sanitario Nazionale identifica le IO quali "errori nelle pratiche assistenziali …. E quindi prevenibili Le IO rappresentano il principale obiettivo dei documenti sanitari relativi alla gestione del Rischio Clinico e dei programmi di Risk Management,

19 Evento avverso (Adverse event) Evento inatteso correlato al processo assistenziale e che comporta un danno al paziente o allorganizzazione. Gli eventi avversi possono essere prevenibili o non prevenibili. Un evento avverso attribuibile ad errore è un evento avverso prevenibile Rischio clinico, è definito la possibilità di subire un danno come conseguenza di un errore. Errore Fallimento nella pianificazione e/o nellesecuzione di una sequenza di azioni che determina il mancato raggiungimento, non attribuibile al caso, dellobiettivo desiderato

20 ALCUNI EVENTI SENTINELLA (JCHAO) Polmonite non presente allammissione Piaghe da decubito 2, 3, 4 grado Infezioni protesi e/o corpo estraneo Reintervento chirurgico Embolia polmonare Reazione trasfusionale Lesione ostetrica neonato Indice di Apgar a 5 minuti < 6 Aggressioni subite dai pazienti Ricovero urgente entro quindici giorni dalla dimissioni Lesione ostetriche alla madre Insufficienza respiratoria acuta caduta: non lesione o lesione lieve senza trattamento, lesione moderata (sutura-Rx), lesione grave (frattura, trauma cranico) Morte

21 Gli eventi sentinella indicatori sanitari, la cui soglia di allarme è uno. Rappresentano un difetto del sistema che deve prevedere un serio e adeguato momento di riflessione, analisi, intervento programmato. LISTA EVENTI SENTINELLA IN CHIRURGIA (Ministero della Salute) Procedura chirurgica in paziente sbagliato, in parte del corpo sbagliata (lato, organo o parte) Strumento o altro materiale lasciato allinterno del sito chirurgico che richieda un successivo intervento o ulteriori procedure Ogni altro evento avverso che causa morte o gravi danni indicativo di malfunzionamento del sistema e che determina una perdita di fiducia dei cittadini nei confronti del servizio sanitario

22 Alert organisms Guidance on the control off infections in hospitals, U.K MRSA e altri ceppi di S. Aureus Resistenti (gentamicina) Streptococcus pyogenes Streptococcus Pneumoniae resistente alla penicillina Enterococchi produttori di beta-lattamasi Clostridium difficilis o sue tossine Legionella Spp Escherichia coli produttore di verotossina Salmonella o Shigella Spp Gramm negativi resistenti a gentamicina, betalattamici ad ampio spettro o chinolonici e altri Gramm negativi multiresistenti Altre specie con resistenze inusuali ( H. Inflenzae resistente ad ampicellina o trimethoprim) Pseudomonas aeruginosa Pseudomonas maltophilia

23 Microrganismi ed eventi sentinella Infezioni causate da microrganismi ( Alert organisms* ) lindividuazione dei quali richiede azioni immediate da parte del reparto di provenienza per motivi di ordine clinico/ pidemiologico microrganismi ad elevata diffusibilità e pericolosità in ospedale, se non controllati adeguatamente diffondere rapidamente importanti resistenze agli antimicrobici

24 Lincident reporting e il concetto di NON punizione Raccomandazioni NON PUNIZIONE NÈ SANZIONE CONFIDENZA E RISERVATEZZA ANALISI DA PARTE DI ESPERTI TEMPESTIVITÀ. ORIENTAMENTO DEL SISTEMA DI INCIDENT REPORTING ALLA PRATICA RISPOSTA SENSIBILE. INDIPENDENZA DEL PROGRAMMA Il concetto di non punizione è una svolta culturale.

25 Il rischio è insito nella vita, lazzeramento è impossibile Allora è opportuno che i rischi siano misurati e certi ridotti nella loro concentrazione.

26 OMS Nel settembre 1984 lassemblea europea dellufficio europeo aveva indicato le priorità da affrontare per raggiungere la salute per tutti nellanno 2000 nel controllo delle infezioni ospedalieri

27 Il consiglio dEuropa raccomandazioni n /20 il contenimento di IO, dipende dalla messa in opera di una "strategia globale" che interessi tutti i settori dell'ospedale e che necessita della collaborazione di tutti coloro che vivono (degenti), frequentano (pazienti ambulatoriali, visitatori) o intervengono nell'ospedale (personale Sanitario e non, altri soggetti facenti parte dell'istituzione).

28 Normativa nazionale sulle IO Circolari Ministeriali n. 52/1985 e n. 8/1988 lotta contro le infezioni ospedaliere – CIO, organico, compiti. Coordinamento regionale. Formazione professionale, la sorveglianza – definizione e diagnosi delle IO (CDC di Atalanta) D.P.R determinazione degli standards del personale ospedaliero - istituzione del CIO D.M tassi di IO come indicatore del livello di qualità dellassistenza PSN riduzione dellincidenza delle IO di almeno il 25% PSN sorvegliare le IO e quelle a trasmissione iatrogena PN per la Prevenzione ?

29 CARTA DEI SERVIZI PUBBLICI SANITARI Azienda adotta propri obiettivi della qualità e quantità, definisce propri fattori e indicatori allegato 8: diritti da garantire ai cittadini 100 indicatori n presenza di strumenti di lotta alle infezioni ospedaliere

30 Origini delle IO Flora batterica già presente nel paziente (Infezione endogena primaria, ad esempio quella data da Haemophilus Influenzae, Streptococcus Pneumoniae, Escherichia Coli). Un microorganismo che proviene da unaltra zona del corpo del paziente ( Infezione endogena secondaria come quella causata da Acinetobacter Spp, Serratia Spp, Klebsiella). Microrganismi provenienti dallambiente esterno: Infezione esogena ( Staphylococcus Spp).

31 FATTORI FAVORENTI evoluzione delle tecnologie biomediche, maggior percentuale di pazienti altamente suscettibili: malattie congenite, infezioni virali (HIV/AIDS), splenectomia, terapie antitumorali, neoplasie, traumi, interventi chirurgici, malattie sistemiche (diabete mellito, cirrosi epatica, insufficienza renale cronica, malattie autoimmunitarie); soggetti istituzionalizzati: anziani, spesso non autosufficienti con demenza, portatori di handicap fisici o psichici gravi, soggetti con patologie croniche. aumento di procedure chirurgiche eseguite ambulatoriamente o in ricovero giornaliero o con degenze sempre più breve procedure invasive più diffuse largo uso di antibiotici ad ampio spettro a scopo profilattico e terapeutico assistenza domiciliare di pazienti che necessitano di terapie complesse e di moderata invasività,

32 Possibili siti di contaminazione

33 Classificazione IO Infezioni del sito chirurgico (ISC) Batteriemie Polmoniti e vie respiratorie (IVR) Infezioni delle vie urinarie (IVU) Infezioni associate a catetere intravascolare centrale (CIC)

34 Localizzazione ed eziologia Principali localizzazioni Eziologia Studio SENIC ( ) Studio NNIS Incidenza infezioni 6,6% anni 80 anni 90 IVU 42% IVU 40% E. coli 35% ISC 24%* ISC 20% St. Aureus 18% IVR 11% IVR 16 Ps. Aeruginosa 16% BATT. 5% BAT. 6% St.coagulasi-neg 11% *il 67% si manifesta dopo la dimissione SENIC Study on the Efficacy of Nosocomial Infectio Control NNIS National Nosocomial Infectio Study (CDC).

35 Prevalenza in Italia I'INF NOS 2' reparti in 40 ospedali su tutto il territorio nazionale e un totale di circa pazienti. Dal 2002 al 2004 sono state effettuate 4 indagini di prevalenza 'puntuale', della durata di un giorno ciascuna.. Sotto esame le aree della medicina, della chirurgia e delle unità di terapia intensiva (area critica). la prevalenza delle infezioni nel nostro paese rimane stabile sul 6,7% (6,8% nel 1983) ; Più della metà (2.365) sono causate solamente da 3 specie batteriche: Pseudomonas aeruginosa, Staphylococcus aureuse l'Escherichia coli, resistenti agli antibiotici di ampio spettro.

36 Localizzazione 5,5% dei reparti di medicina 34,2% delle unità di terapia intensiva l'aumento di prevalenza è direttamente proporzionale alla durata del ricovero: la prevalenza delle IO nei pazienti ricoverati in terapia intensiva per oltre 10 giorni arriva a sfiorare il 60% e si attesta intorno al 10% tra i pazienti ricoverati in area medica e chirurgica.

37 Interventi assistenziali invasivi uno dei fattori di rischio più forte Accesso diretto dei microrganismi ad aree del corpo normalmente sterili Moltiplicazione dei microrganismi per le condizioni favorevoli che si determinano (presenza di materiali plastici, di liquidi, di nicchie) Contaminazione dei presidi durante la produzione o al momento delluso (mani del personale)

38 Principali fattori di frequenza delle IO Tipo di pazienti ricoverati (gravità delle condizioni cliniche) Profilo assistenziale praticato (complessità degli interventi assistenziali Misure adottate per ridurre la frequenza di IO A parità di case-mix dei pazienti ricoverati e di profilo assistenziale, la frequenza di IO sarà invece più elevata laddove le misure di controllo adottate siano insufficienti.

39 Un dato estremamente preoccupante emerso da 'INF NOS 2' è che ben il 46% dei pazienti totali esaminati (sia con IO che senza) era in terapia antibiotica: di questi, uno su quattro in modo improprio.

40 Conseguenze delle I.O. sul paziente aumento della degenza (in media 7 gg.) (la più banale!!!) allungamento del periodo di convalescenza, necessità di successivi controlli ambulatoriali (es. infezione ferita chirurgica) Secondo i CDC uninfezione del tratto urinario aumenta la degenza da 1 a 4 giorni del sito chirurgico da 7 a 8 giorni la sespsi da 7 a 21 giorni la polmonite da 7 a 30 giorni

41 C I O Composizione Organismo tecnico-consultivo dellAzienda COMITATO: Direttore sanitario, infettivologo, farmacista, microbiologo, dirigente SAI, Opera in accordo con il nucleo di valutazione aziendale, il nucleo di valutazione della Qualità ed il Risk Manager

42 C I O Attività Pianificazione e gestione di programmi di formazione, prevenzione e controllo (paziente, personale, ambiente, visitatori) Sorveglianza epidemiologica Valutazione dellefficacia delle politiche di intervento attuate

43 Sorveglianza epidemiologica CONOSCENZA Determinare incidenza e prevalenza delle i.o. Individuare le aree, le procedure, i pazienti a rischio INTERVENTO Individuare, pianificare e gestire gli interventi di profilassi Valutare efficacia, efficienza, appropriatezza degli interventi di profilassi Proporre nuove proposte di intervento

44 CIO Formazione formazione di base su problematiche inerenti le IO ed il rischio biologico; progettazione, messa in opera e valutazione di corsi di formazione per: referenti unità operative; diffusione e promozione di informazioni relative ad iniziative di aggiornamento (convegni, congressi, ecc.) su tematiche specifiche mirate istituzione di un centro di documentazione partecipazione dei suoi componenti, quali docenti, alla formazione; promuove la diffusione dei risultati degli interventi realizzati, anche mediante lutilizzo di media (bacheche e fogli informativi).

45 C I O Coordinamento/collaborazione convocazione periodica del CIO; invio di report trimestrale con le rilevazioni riguardanti la sorveglianza; coordinamento di gruppi di lavoro relazione annuale sullo stato di attività funzione di staff verso il direttore sanitario di presidio; Promozione della collaborazione con le realtà territoriali (ASL, medici di base, A.D.I.) nei sistemi di orveglian- za e di prevenzione (infezioni post dimissioni, autosomministrazione terapie antibiotiche, etc.). facilitazione a livello ospedaliero ed extraospedaliero di revisione tra pari; vigilanza sul rispetto delle linee guida.

46 Ma se il CIO è lorgano pensante: il cervello, chi è che traduce in azione il suo pensiero?

47 il Nucleo Operativo

48 Igienista (direzione sanitaria), infettivologo, microbiologo, infermiere epidemiologo organo snello, con mandato forte, capace di osservare e raccogliere le problematiche presenti nelle diverse realtà operative e di tradurle in informazioni e progetti utili alla pianificazione delle strategie di sorveglianza da proporre allattenzione del CIO.

49 Strumento propositivo e organo esecutivo indagini epidemiologiche (incidenza e prevalenza) elaborazione e stesura di protocolli: Isolamento, sanificazione, disinfezione, sterilizzazione, DPI, prevenzione, endoscopi, uso di cateteri vascolari, lavaggio delle mani, rifiuti sanitari, cateterismo vescicale informazione e formazione valutazioni igienico-comportamentali (periodiche) nei blocchi operatori, etc. gestione di eventi epidemici collaborazione con i gruppi di lavoro istituiti ad hoc dal CIO: sterilizzazione, profilassi chirurgica, etc.

50 Referenti unità operative Individuati dai responsabili di UU.OO., operatori che mostrano interesse all'argomento. traduzione nelle proprie realtà delle politiche di IO dell'azienda; individuazione di problemi relativi alle IO inerenti la propria U:O:; promozione e realizzazione di interventi nelle proprie realtà; verifica dei risultati dei processi di lavoro e sullappropriatezza nellutilizzo delle risorse; predisposizione di linee guida di buona pratica e monitoraggio delle stesse mediante eventi sentinella.

51 Gruppi di lavoro (mono/multidisciplinari, permanenti/ temporanei) gruppi di lavoro multidisciplinari permanenti su specifici problemi (ad es. infezioni chirurgiche, delle vie urinarie; uso antibiotici; uso disinfettanti, sterilizzazione, aspetti strutturali; ecc.); gruppi di lavoro temporanei costituiti ad hoc su specifici problemi; gruppo di dipartimento e/o unità operativa.

52 Raccomandazioni JCAH nominare il Comitato ( definire le responsabilità e le autorità, definire i compiti e le autorità della ICN (capo sala addetta al controllo IO) sviluppare le definizioni di IO organizzare un Sistema di Sorveglianza esaminare, sviluppare e rivedere le pratiche correnti relative a: sterilizzazione/disinfezione/asepsi igiene ospedaliera/smaltimento rifiuti assicurarsi un adeguato supporto del Laboratorio esaminare, sviluppare o rivedere il programma per la tutela della salute dei dipendenti. attivare programmi deducazione ed orientamento del personale stabilire un coordinamento formale e regolare con il personale medico per le azioni da prendersi per il monitoraggio dell'uso degli antibiotici Esaminare, sviluppare o rivedere le pratiche correnti, relative a: tutti i reparti procedure ad alto rischio dinfezione materiale a perdere

53 I.S.S. – Diffusione programmi di sorveglianza 1988 – rispondenza 34% 14,2% ospedali con Comitato 11,5% referente medico 8% infermiere dedicato (di cui solo il 20% a tempo pieno) 2000 – rispondenza 80% 73,8% ospedali con Comitato 59% referente medico 51% infermiere dedicato (di cui solo il 33% a tempo pieno)

54 Rapporto ISS attivare comitato, figure addette dedicate avvio di programmi di sorveglianza, eventi epidemici (laboratori/patogeni sentinella, antibioticoresistenza, terapia intensiva e reparti chirurgici/sorveglianza attiva con indicatori clinici/protocolli di buona pratica clinica promuovere protocolli (diffusione-valutazione) sterilizzazione, disinfezione, sanificazione, uso antibiotici, etc.), miglioramento degli standard assistenziali clinici. programmi di vaccinazione degli operatori e di sorveglianza delle infezioni occupazionale. rilevare dati attività di sorveglianza e controllo in strutture sanitarie private (accreditate)

55 Ignaz Semmelweis,

56 PREVENTION IS PRIMARY! Protect patients …protect healthcare personnel… promote quality healthcare!

57 La minimizzazione del rischio di infezione è possibile tramite losservanza rigorosa di tre interventi lavaggio delle mani isolamento dei pazienti con malattie trasmissibili (o sospetti tali) vaccinazione del personale sanitario.

58 La riflessione? Non cè nulla di nuovo in queste indicazioni Le soluzioni sono molto meno lontane di quanto non si pensi Ogni difetto può essere un tesoro

59 Infezioni nuove ed emergenti a pericoli mutevoli rimedi diversificati

60 malattie infettive killer numero uno dell'umanità HIV: oggi più di 39 milioni di persone sono Hiv +, e, nel 2004, 2,9 milioni di persone sono morte di Aids, portando il totale di morti per questa malattia a circa 25 milioni Variante umana della malattia di Creutzfeldt-Jakob Agenti associati al bioterrorismo (carbonchio, antrace) Infezioni da SARS-Coronavirus (influenza aviaria) Tbc: nel ,8 milioni di persone sono state infettate e tra queste 2 milioni sono morte Malaria 1 mil. di decessi, circa 5 miliardi di casi di accessi febbrili.

61 LA SARS ED IL GIRO DEL GLOBO dall al casi probabili e 764 decessi, è passata a 5 paesi in 24 ore, a 30 paesi in 6 continenti nel giro di qualche mese

62 Malattie infettive ed ambiente ospedaliero lospedale ha limportante ruolo di identificazione precoce di questi agenti responsabili di malattie ad elevato allarme sociale, e al tempo stesso di dare le prime risposte al rischio di diffusione intraospedaliera e comunitaria di questi agenti.

63 Gruppi a rischio: gli operatori sanitari

64 infezioni divenute intrattabili a causa di abuso di antibatterici e resistenze microbiche non riguarda più solo l'ospedale, ma tutta la comunità più estesa circolazione delle infezioni (grandi catene di distribuzione alimentare, viaggi, flussi migratori) ridotta disponibilità di nuove molecole antibiotiche sviluppo di nuove tecnologie in campo medico, chemioterapia, cure intensive, modus vivendi (invecchiamento, afflusso dei bambini agli asili, rivoluzione sessuale, condizionamento, megalopoli, cambiamenti climatici

65 Fronteggiare le infezioni emergenti Sorveglianza Sensibilizzazione Sostegno alla ricerca applicata Rafforzamento delle strutture della sanità pubblica Azioni ben determinate Flessibilità delle misure contro le mutevoli strategie dei microbi

66 Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute

67 La maggior parte dei 15 milioni di morti per malattie infettive dello scorso anno si sarebbe potuta evitare ! " Chi ignora il passato è condannato a ripeterlo George Santayana

68 GRAZIE PER LATTENZIONE ARTEMISIA In collaborazione con Associazione ARTEMISIA ONLUS


Scaricare ppt "E. SESTI – U.L. APARO Comitato Controllo Infezioni Ospedaliere Malattie infettive nosocomiali: epidemiologia, eziopatogenesi ed evoluzione del trend epidemiologico:"

Presentazioni simili


Annunci Google