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Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/1 “L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” E' la prima e fondamentale affermazione.

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Presentazione sul tema: "Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/1 “L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” E' la prima e fondamentale affermazione."— Transcript della presentazione:

1 Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/1 “L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” E' la prima e fondamentale affermazione della nostra Costituzione; nasce da ragioni anche politiche ed ideali, ma soprattutto dalla consapevolezza che in un Paese come il nostro lo sviluppo umano ed il benessere materiale sono strettamente connessi con la possibilità di accesso ad un lavoro dignitoso per tutti/e Per questo, la Costituzione stessa e la legislazione che si è sviluppata nell'arco di alcuni decenni hanno teso a stabilire principi di protezione del lavoro e di limitazione all'iniziativa imprenditoriale sui due aspetti fondamentali dell'accesso al lavoro e del mantenimento del lavoro

2 Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/2 Il principio alla base delle norme costituzionali e della legislazione successiva è che lavoratore/ lavoratrice (=persona che vive del proprio lavoro) e datore di lavoro sono su un piano non paritario dal punto di vista dei rapporti di forza contrattuali Da alcuni anni ed anche attualmente si sta invece cercando di rovesciare questo principio, con il pretesto del tutto mistificatorio di eliminare pastoie burocratiche, semplificare le procedure, per affermare un presunto obiettivo di maggiore libertà per tutti

3 Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/3 Di seguito, un rapido ed incompleto excursus su alcune delle principali norme, dalla Costituzione della Repubblica agli anni più recenti, in materia di regolazione prima e deregolazione poi del mercato del lavoro in Italia; oltre alle norme qui non citate, occorre tenere presente che esiste un vasto mondo della dottrina e della giurisprudenza che concorrono a determinare orientamenti rilevanti

4 Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/4 Principi fondamentali della Costituzione: È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. (art. 3, c. 2) La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. (art. 4, c. 1) Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. (art. 4, c. 2)

5 Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/4-segue Principi fondamentali della Costituzione: L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. (art. 41, cc )

6 Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/5 Legge 29 aprile 1949 n. 264: “Provvedimenti in materia di avviamento al lavoro e di assistenza dei lavoratori involontariamente disoccupati” Vi si affermano alcuni principi di fondo: Il collocamento è funzione pubblica, esercitata dallo Stato E' vietata l'intermediazione privata, anche gratuita Salvo le eccezioni espressamente citate, chi intende assumere personale deve farne richiesta numerica al competente ufficio di collocamento

7 Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/6 Legge 19 gennaio 1955 n. 25: “Disciplina dell'apprendistato” Si tratta della prima legge organica in materia di apprendistato, con una regolamentazione alquanto limitativa ai casi in cui il ricorso a tale contratto era giustificato dall'apprendimento di un vero e proprio “mestiere”. I limiti di età per l'accesso sono fissati tra i 15 ed i 20 anni; l'assunzione di apprendisti era numerica, salvo casi particolari, e preceduta dall'autorizzazione dell'Ispettorato del Lavoro

8 Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/7 Legge 23 ottobre 1960 n. 1369: “Divieto di intermediazione e interposizione nelle prestazioni di lavoro e nuova disciplina dell'impiego di mano d'opera negli appalti di opere e di servizi” Si tratta di una legge molto importante che ha sancito per alcuni decenni il principio generale per cui non si può essere dipendenti di tizio e lavorare di fatto per caio; è stata data una regolamentazione dell'appalto legittimo, con vincoli precisi e responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore

9 Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/8 Legge 18 aprile 1962 n. 230: “Disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato” Si tratta della prima legge organica in materia, contenente alcuni principi importanti: Il contratto di lavoro è a tempo indeterminato salvo le eccezioni tassativamente elencate nella legge La proroga è consentita con limiti precisi Se il rapporto di lavoro prosegue oltre il termine previsto o prorogato, lo stesso si considera a tempo indeterminato

10 Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/9 Legge 2 aprile 1968 n. 482: “Disciplina generale delle assunzioni obbligatorie presso le pubbliche amministrazioni e le aziende private” Rappresenta una legge di grande valore sociale e civile, che ha introdotto un sistema di riserva di posti di lavoro a favore di particolari categorie di lavoratori e lavoratrici in condizioni soggettive di svantaggio: invalidi civili, invalidi del lavoro, orfani e vedove di deceduti per cause di lavoro ecc.

11 Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/10 Legge 20 maggio 1970 n. 300: “Statuto dei diritti dei lavoratori” Questa legge fondamentale per la tutela dei diritti dei lavoratori ha introdotto anche alcune norme sul collocamento (artt. 33 e 34). In particolare: ha ripuntualizzato la distinzione tra avviamenti numerici ed avviamenti nominativi ha ampliato il ruolo delle Commissioni di collocamento, composte da rappresentanti del Ministero del Lavoro e delle parti sociali

12 Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/11 Legge 9 dicembre 1977 n. 903: “Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro” Viene sancita la totale illegittimità di qualsiasi discriminazione legata al genere in materia di accesso al lavoro, inquadramento professionale, trattamento economico e normativo. Questa legge, unitamente al permanere all'epoca dell'obbligo di avviamento numerico per le qualifiche medio-basse, ha consentito a migliaia di donne di essere avviate anche nell'industria a lavori tradizionalmente riservati agli uomini

13 Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/12 Legge 19 dicembre 1984 n. 863: “Misure a sostegno ed incremento dei livelli occupazionali” Questa legge, che ha tra l'altro il merito di avere introdotto i contratti di solidarietà, si presta ad una valutazione duplice:  Da un lato ha introdotto una positiva regolamentazione del lavoro a tempo parziale  Dall'altro ha avviato il processo di destrutturazione, introducendo l'istituto del contratto di formazione e lavoro e riducendo al 50% l'ambito degli avviamenti numerici

14 Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/13 Legge 28 febbraio 1987 n. 56: “Norme sull'organizzazione del mercato del lavoro” Questa legge, oltre a modificare la struttura amministrativa del sistema del collocamento, ha introdotto due importanti novità:  Istituzione dell'avviamento numerico presso la pubblica amministrazione per le qualifiche per le quali è richiesta la sola scuola dell'obbligo (cosa che teoricamente sopravvive ancora oggi)  Attribuzione alla contrattazione collettiva della facoltà di individuare casistiche, in aggiunta a quelle stabilite dalla legge, nelle quali è possibile il contratto a termine

15 Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/15 Legge 24 giugno 1997 n. 196 (“Pacchetto Treu”): “Norme in materia di promozione dell'occupazione” Si tratta di un provvedimento che apre decisamente nella direzione della flessibilizzazione, in particolare con alcune misure:  Introduzione del lavoro interinale, con una normativa garantista, ma legalizzando il principio dell'appalto di mano d'opera  Estensione della possibilità di ricorso all'apprendistato  Forte alleggerimento delle norme sanzionatorie in materia di contratti a tempo determinato

16 Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/16 D. Lgs. 469/97 e 181/00: Viene rivista totalmente la normativa in materia di collocamento. Tra le novità più importanti:  Attribuzione alle regioni ed alle province dell'intera gestione amministrativa del mercato del lavoro  Superamento definitivo dell'avviamento numerico, salvo che per le pubbliche amministrazioni per le qualifiche per le quali è richiesto il solo titolo della scuola dell'obbligo (di fatto, per tali figure non esistono più assunzioni)

17 Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/17 Decreto Legislativo 25 febbraio 2000 n. 61: Attuazione della Direttiva 97/81/CE relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES” In attuazione di una direttiva della Commissione Europea, a sua volta derivante da un accordo sindacale europeo, vine ridefinita una normativa organica in materia di lavoro a tempo parziale Il decreto sostituisce la precedente regolamentazione di cui all'art. 5 della L. 863/84 ed introduce il principio della possibilità di introdurre le clausole elastiche e flessibili

18 Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/18 Legge 3 aprile 2001 n. 142: “Revisione della legislazione in materia cooperativistica, con particolare riferimento alla figura del socio lavoratore” La figura del socio lavoratore di cooperativa è sempre stata particolarmente debole e con poche tutele. La legge qui richiamata ha teso a rafforzare diritti e tutele del socio lavoratore, affermando il principio della distinzione tra la veste di socio e quella di lavoratore. Questo principio, di grande rilevanza, è stato solo parzialmente applicato e vi è stato un esplicito tentativo di rimessa in discussione con le modifiche apportate alla 142 dalla successiva legge 30/03.

19 Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/19 Decreto Legislativo 6 settembre 2001 n. 368: “Attuazione della Direttiva 1999/70/CE relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso dall'UNICE, dal CEEP e dal CES” Il decreto, che ha visto numerose modifiche successive alla prima emanazione, ridefinisce la disciplina generale in materia di contratti a tempo determinato. La versione attualmente in vigore estende notevolmente, rispetto all'originaria L. 230/62, le casistiche di possibile ricorso al contratto a termine, ed anche la durata massima. Solo con una modifica introdotta con L. 247/07 si è teso a ridurre la possibilità di reiterazione infinita del contratto a termine.

20 Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/20 Decreto Legislativo 10 settembre 2003 n. 276: “Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30” Il decreto, cui sono seguiti negli anni vari altri provvedimenti, rappresenta la summa della filosofia della destra politica in materia di lavoro. Vengono introdotte in numero esorbitante nuove tipologie di rapporti di lavoro atipici, ma sopratutto si afferma nei fatti il principio secondo cui il rapporto di lavoro va ricondotto ad un normale rapporto commerciale stipulato tra soggetti pari; principio che viene oggi ribadito in termini espliciti dall'attuale Ministro del Lavoro

21 Il mercato del lavoro in Italia: storia di una involuzione/considerazione finale Del presunto principio di libertà, sostenuto dal Ministro Sacconi, in base al quale occorre abbandonare regole legislative e contrattuali collettive per lasciare il libero dispiegarsi della contrattazione individuale tra padrone e lavoratore, abbiamo esempi concreti attuali e storici: Attuali: il popolo delle cocopro, partite iva, associazioni in partecipazione, soci di cooperative fasulle ecc. Storici: ai tempi della prima rivoluzione industriale ( ca.) non esistevano né legislazioni sociali né contratti collettivi; ed infatti le giornate lavorative di ore, il lavoro minorile, le paghe da fame ecc. sono un'invenzione dei soliti comunisti; purtroppo in tante parti del mondo questa è ancora una tragica realtà. Vogliono farci tornare tutti lì?


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