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Le radiazioni ionizzanti. Radioprotezione La protezione sanitaria contro le radiazioni ionizzanti, è una disciplina a forte contenuto biologico, sanitario,

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1 Le radiazioni ionizzanti

2 Radioprotezione La protezione sanitaria contro le radiazioni ionizzanti, è una disciplina a forte contenuto biologico, sanitario, fisico, tecnico e naturalistico che ha lobiettivo di preservare lo stato di salute e di benessere dei lavoratori, degli individui componenti la popolazione, della popolazione nel suo insieme, riducendo i rischi sanitari da radiazioni ionizzanti nella realizzazione di attività umane che siano giustificate dai benefici che ne derivano alla società e ai suoi membri. In funzione del suo obiettivo essa provvede anche alla tutela dellambiente.

3 RADIAZIONI IONIZZANTI Radiazioni capaci di provocare, direttamente o indirettamente, fenomeni di ionizzazione nel mezzo attraversato, cioè di attivare processi per i quali molecole o atomi possono perdere o acquistare elettroni. Si formano cosi ioni. Radiazioni capaci di provocare, direttamente o indirettamente, fenomeni di ionizzazione nel mezzo attraversato, cioè di attivare processi per i quali molecole o atomi possono perdere o acquistare elettroni. Si formano cosi ioni. Linterazione della radiazioni con la materia consiste sostanzialmente in un trasferimento di energia. Linterazione della radiazioni con la materia consiste sostanzialmente in un trasferimento di energia.

4 GRANDEZZE DOSIMETRICHE Dose di esposizione: capacità di produrre ionizzazione nellaria e si riferisce a raggi X o (Roentgen) Dose di esposizione: capacità di produrre ionizzazione nellaria e si riferisce a raggi X o (Roentgen) Dose assorbita: capacità della radiazione di deporre energia nei tessuti (Gray) Dose assorbita: capacità della radiazione di deporre energia nei tessuti (Gray) Il grado di rischio derivante dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti non è però solo proporzionale alla dose assorbita, ma è anche strettamente legato al tipo di radiazione incidente e alla radiosensibilità dei vari organi e tessuti irradiati Il grado di rischio derivante dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti non è però solo proporzionale alla dose assorbita, ma è anche strettamente legato al tipo di radiazione incidente e alla radiosensibilità dei vari organi e tessuti irradiati

5 Per tener conto della diversa pericolosità delle radiazioni incidenti, si introduce il cosiddetto fattore di qualità o ponderazione della radiazione, Q. Si tratta di un parametro che tiene conto della pericolosità delle varie radiazioni rispetto alla radiazione di riferimento (fotoni), cui viene assegnato per definizione un Q uguale a 1. Per tener conto della diversa pericolosità delle radiazioni incidenti, si introduce il cosiddetto fattore di qualità o ponderazione della radiazione, Q. Si tratta di un parametro che tiene conto della pericolosità delle varie radiazioni rispetto alla radiazione di riferimento (fotoni), cui viene assegnato per definizione un Q uguale a 1. Dose equivalente: prodotto fra la dose assorbita e fattore di ponderazione della radiazione sommato su tutti i tipi di radiazioni presenti nel fascio incidente (Sievert). Dose equivalente: prodotto fra la dose assorbita e fattore di ponderazione della radiazione sommato su tutti i tipi di radiazioni presenti nel fascio incidente (Sievert).

6 Nel caso dei fotoni e degli elettroni, Q = l, la dose assorbita di un gray corrisponde all'equivalente di dose di un Sv. Nel caso dei fotoni e degli elettroni, Q = l, la dose assorbita di un gray corrisponde all'equivalente di dose di un Sv. Sulla base degli esiti degli studi epidemiologici e di radiobiologia si è osservato che, a parità di dose assorbita, le particelle alfa con energia di alcuni MeV, producono un danno biologico 20 volte maggiore dei fotoni. Pertanto, a queste particelle, è stato assegnato un Q=20. Sulla base degli esiti degli studi epidemiologici e di radiobiologia si è osservato che, a parità di dose assorbita, le particelle alfa con energia di alcuni MeV, producono un danno biologico 20 volte maggiore dei fotoni. Pertanto, a queste particelle, è stato assegnato un Q=20. Anche i neutroni sono più pericolosi dei fotoni e si assume per essi un Q compreso tra 3 e 11 a seconda della loro energia. Anche i neutroni sono più pericolosi dei fotoni e si assume per essi un Q compreso tra 3 e 11 a seconda della loro energia. Quando la dose è dovuta a radiazioni di diverse energie, si introduce un valore medio del fattore di qualità che viene detto fattore di qualità efficace (Q). Quando la dose è dovuta a radiazioni di diverse energie, si introduce un valore medio del fattore di qualità che viene detto fattore di qualità efficace (Q).

7 Per tener conto della diversa radiosensibilità dei diversi organi e tessuti del corpo umano per gli effetti stocastici, si introduce l'equivalente di dose efficace, E, somma degli equivalenti di dose medi nei diversi organi e tessuti, HT, ciascuno moltiplicato per un fattore di ponderazione, wT, che tiene appunto conto della diversa radiosensibilità degli organi irraggiati. Per tener conto della diversa radiosensibilità dei diversi organi e tessuti del corpo umano per gli effetti stocastici, si introduce l'equivalente di dose efficace, E, somma degli equivalenti di dose medi nei diversi organi e tessuti, HT, ciascuno moltiplicato per un fattore di ponderazione, wT, che tiene appunto conto della diversa radiosensibilità degli organi irraggiati. Dose efficace: prodotto tra equivalente di dose e fattore di ponderazione del tessuto sommato su tutti i tipi di tessuti irradiati (Sievert). Dose efficace: prodotto tra equivalente di dose e fattore di ponderazione del tessuto sommato su tutti i tipi di tessuti irradiati (Sievert).

8 Nel caso dell'introduzione di radionuclidi nel corpo umano (contaminazione interna) si deve tener conto che l'irraggiamento si protrarrà fin quando il radionuclide introdotto è presente nel corpo. La dose ricevuta da un certo organo o tessuto in tale periodo prende il nome di equivalente di dose impegnata. Nel caso dei lavoratori il calcolo della dose impegnata viene effettuato cautelativamente su un periodo di 50 anni a partire dall'introduzione. Nel caso dell'introduzione di radionuclidi nel corpo umano (contaminazione interna) si deve tener conto che l'irraggiamento si protrarrà fin quando il radionuclide introdotto è presente nel corpo. La dose ricevuta da un certo organo o tessuto in tale periodo prende il nome di equivalente di dose impegnata. Nel caso dei lavoratori il calcolo della dose impegnata viene effettuato cautelativamente su un periodo di 50 anni a partire dall'introduzione.

9 FONTI DI ESPOSIZIONE A RADIAZIONI IONIZZANTI NELLA POPOLAZIONE GENERALE FONTI NATURALI Sorgente raggi cosmici radiazione terrestre (U-238, Th-234; K-40) Irradiazione interna Radionuclidi cosmogenici (H- 3; Be-7; C-14: Na-22) Radionuclidi primordiali (Ra- 220, Ra-222 e loro discendenti; U-238; Th 232; Ra-226; K-40; Ru 87; Pb-210; Po-210) Fattori che aumentano lesposizione altitudine latitudine magnetica zone geologiche particolari altitudine latitudine geomagnetica zone geologiche particolari

10 FONTI NATURALI MODIFICATE DALLA TECNOLOGIA Irradiazione esterna raggi cosmici radiazione terrestre radionuclidi vari Fattori che aumentano lesposizione viaggi aerei abitazioni in granito e tufo litoide, ceneri di carbon fossile, sfruttamento dellenergia geotermica

11 FONTI NATURALI MODIFICATE DALLA TECNOLOGIA Irradiazione esterna U-238 e Ra-226 Pb-210 Fattori che aumentano lesposizione fosforite (fertilizzanti, mangimi, materiali da costruzione) sabbie zirconifere (materiali refrattari, vetro) protesi dentarie, vernici per piastrelle, quadranti luminescenti di orologi lenti per occhiali

12 Irradiazione interna Radiazione terrestre Radiazione terrestre Ra-210, Ra-222 e loro discendenti discendenti U- 238; Th-232; Ra-226 H-3 Fattori che aumentano lesposizione isolamento termico delle abitazioni, materiali da costruzione (granito, pomice, silicato di calcio, fosfato di calcio, fosfato di gesso, mattoni di fango rosso, scorie degli altoforni, ceneri di carbon fossile) combustione del gas naturale, combustione del carbon fossile combustione del carbon fossile quadrante luminoso degli orologi

13 FONTI ARTIFICIALI Irradiazione esterna radiodiagnostica radiodiagnostica radioterapia radioterapia apparecchi TV apparecchi TV altre apparecchiature elettroniche altre apparecchiature elettroniche produzione di energia nucleare produzione di energia nucleare fall-out di bombe atomiche fall-out di bombe atomiche Irradiazione interna radioisotopi per uso diagnostico radioisotopi per uso terapeutico apparecchi eliminatori di elettricità statica produzione di energia nucleare fall-out di bombe atomiche

14 VALORI DI DOSI MEDIE ASSORBITE DAL PAZIENTE DA ESPOSIZIONI MEDICHE Torace0,23 mGy Torace0,23 mGy Cranio2,7 Cranio2,7 Addome6,2 Addome6,2 Pielografia6,6 Pielografia6,6 Rachide toracico6,3 Rachide toracico6,3 Rachide cervicale2,2 Rachide cervicale2,2 Rachide lombosacrale8,1 Rachide lombosacrale8,1 Arti2,6 Arti2,6 Odontoiatria da 0,5 a 5,8 Odontoiatria da 0,5 a 5,8

15 TAC Espone il paziente ad una dose media assorbita di circa 10 volte maggiore una radiografia standard Espone il paziente ad una dose media assorbita di circa 10 volte maggiore una radiografia standard

16 ATTIVITA CHE ESPONGONO PROFESSIONALMENTE ALLE RADIAZIONI IONIZZANTI 1. VOLI AEREI E SPAZIALI 2. INDUSTRIA MINERARIA 3. APPLICAZIONI SANITARIE Miniere di uranio e di radio miniere non uranifere radioscopia roentgendiagnostica roentgenterapia curieterapia, telecurieterapia radioisotopodiagnostica radioisotopoterapia uso di radioisotopi nei laboratori di analisi e di ricerca

17 4. APPLICAZIONI INDUSTRIALI Metallografia o radiografia industriale, cristallografia, gammagrafia industriale; sterilizzazione di prodotti medicali, sterilizzazione di derrate alimentari; fabbricazione di tubi radiogeni, valvole a raggi catodici, microscopi elettronici, apparecchi televisivi; uso di fosfori, vernici fluorescenti, produzione di radioisotopi e radiofarmaci

18 5. CICLO DEL COMBUSTIBILE NUCLEARE 6. RICERCA SCIENTIFICA Lavorazione del minerale uranifero produzione del combustibile esercizio dei reattori manutenzione dei reattori ritrattamento del combustibile esausto

19 Le radiazioni ionizzanti I principali effetti possono essere classificati in 4 gruppi di differente significato: Danni somatici non stocastici (o graduati) Danni somatici non stocastici (o graduati) Danni somatici stocastici (o probabilistici) Danni somatici stocastici (o probabilistici) Danni ereditari di prima e seconda generazione Danni ereditari di prima e seconda generazione Danni ereditari delle generazioni successive Danni ereditari delle generazioni successive

20 Danni somatici non stocastici (o graduati, o deterministici) Sono effetti che seguono a breve scadenza dopo unelevata irradiazione: hanno carattere graduato nel senso che la comparsa delleffetto avviene solamente al di sopra di una data soglia e leffetto presenta gravità crescente al crescere della dose, oltre la soglia. Si tratta di effetti non casuali che compaiono negli individui che abbiano ricevuto una dose superiore al valore soglia di dose: per un adeguato valore di dose tutti gli individui presentano il danno (oggi: trattamenti radioterapici, infortuni e incidenti). (segue)

21 I vari tessuti del nostro organismo mostrano una suscettibilità diversa al danno deterministico, in relazione soprattutto allintensità del rinnovamento cellulare I tessuti più radiosensibili sono: i piccoli linfociti del sangue periferico i piccoli linfociti del sangue periferico gli spermatogoni e gli oogoni (sterilità termporanee o permanenti) gli spermatogoni e gli oogoni (sterilità termporanee o permanenti) la cute (varie forme di eritema cutaneo) la cute (varie forme di eritema cutaneo) il midollo osseo (leucopenia ed anemia) il midollo osseo (leucopenia ed anemia) la mucosa del tratto gastrointestinale (mucositi) la mucosa del tratto gastrointestinale (mucositi) cristallino (cataratta) cristallino (cataratta)

22 Sindrome acuta da irradiazione al corpo intero (o gran parte di esso) tre forme cliniche progressivamente ingravescenti che avvengono in funzione del superamento della loro dose-soglia: tre forme cliniche progressivamente ingravescenti che avvengono in funzione del superamento della loro dose-soglia: forma ematologica forma ematologica forma gastrointestinale forma gastrointestinale forma neurologica forma neurologica

23 DOSE (Gy)EFFETTI aberrazioni cromosomiche in linfociti periferici 0.25linfopenia precoce e transitoria 0.5linfopenia precoce, neutropenia ritardata 1 Livello di ospedalizzazione sdr. ematologica (febbre, infezioni ed emorragie) e sintomi soggettivi per irradiazione del S.N.A. Sopravvivenza del 100% 3 sdr. ematologica e cutanea (eritemi, depilazione e mucosite) Mortalità del 50% a 60 giorni

24 DOSE (Gy)EFFETTI 6-7Forma gastrointestinale (vomito, diarrea, squilibrio elettrolitico, febbre ed emorragie digestive) Mortalità 100% entro giorni 10Sdr. neurologica (obnubilamento del sensorio, disorientamento e convulsioni) Mortalità 100% entro 2 giorni NBSintomi prodromici sono comunque nausea e vomito che compaiono tra i 20 minuti e le 3 ore dopo lesposizione. La linfopenia è un indicatore significativo della gravità dellirradiazione (nelle prime ore vi è anche un picco ipergranulocitario ma non è altrettanto importante)

25 Irradiazioni esterne localizzate acute Cute varie forme cliniche di eritema cutaneo: eritema semplice eritema semplice epilazione epilazione eritema bolloso eritema bolloso dermatite ulcerosa dermatite ulcerosa necrosi, sclerosi necrosi, sclerosi le 4 forme si manifestano per dosi acute che grosso modo stanno tra loro nei rapporti 1:2:4:8) Midollo emopoietico leucopenia leucopenia anemia anemia

26 Gonadi maschili e femminili : sterilità temporanee o permanenti a seconda della dose (uomo: 1-3 Gy sterilità temporanea, 5-8 Gy definitiva, con morte degli spermatogoni; donne 2-3 Gy sterilità temporanea, appena > 3 Gy definitiva per le donne nella parte finale del periodo riproduttivo, 5-8 Gy definitiva nelle donne giovani) Altri singoli organi o apparati: compromissioni funzionali (eventualmente temporanee) e lesioni organiche (tiroide, polmone, app. gastrointestinale, reni) compromissioni funzionali (eventualmente temporanee) e lesioni organiche (tiroide, polmone, app. gastrointestinale, reni)Occhio: congiuntiviti a breve termine e in qualche caso opacità fino alla cataratta del cristallino: tipico effetto deterministico tardivo (la latenza è in genere di alcuni anni per dosi non elevate); varietà corticale subcapsulare posteriore (come rad. I.R., radiofrequenze, US, fattori chimici e farmacologici per es. cortisonici)

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28 Lirradiazione acuta dellembrione e del feto può condurre ad effetti non stocastici di grande rilievo: morte del prodotto del concepimento morte del prodotto del concepimento insorgenza di malformazioni insorgenza di malformazioni arresti di sviluppo di organi ed apparati arresti di sviluppo di organi ed apparati Le conoscenze degli effetti graduati dellirradiazione dellembrione e del feto inducono ad adottare alcune regole pratiche di radioprotezione nei confronti delle pazienti e delle lavoratrici in età fertile. La terapia radiologica implica dosi elevate: devono quindi essere evitate, per quanto possibile, irradiazioni terapeutiche con campi addominali in donne in età fertile. La diagnostica radiologica sulladdome comporta dosi piccole che non suscitano il timore di danni embrionali o fetali. Ragioni di prudenza spingono a limitare comunque alle situazioni durgenza gli esami radiologici della regione addominali in donne che possono essere gravide.

29 IRRADIAZIONI ESTERNE LOCALIZZATE ACUTE EMBRIONE E FETO: per dosi variabili tra Gy; sensibilità variabile a seconda dello stadio di sviluppo: EMBRIONE E FETO: per dosi variabili tra Gy; sensibilità variabile a seconda dello stadio di sviluppo: < 9° giorno = prima dellimpianto vale la legge del tutto o nulla: o muore lembrione o la gravidanza procede senza anomalie dello sviluppo < 9° giorno = prima dellimpianto vale la legge del tutto o nulla: o muore lembrione o la gravidanza procede senza anomalie dello sviluppo

30 9° giorno - 2° mese di gravidanza = periodo dellorganogenesi = malformazioni gravi a seconda del momento dell'irradiazione 9° giorno - 2° mese di gravidanza = periodo dellorganogenesi = malformazioni gravi a seconda del momento dell'irradiazione 3° mese - fine gravidanza = ritardo mentale, microcefalia per deficit di cellule cerebrali e leucemie (dubbio, incremento di 0,05% di casi aggiuntivi per dosi di almeno 2 Gy) 3° mese - fine gravidanza = ritardo mentale, microcefalia per deficit di cellule cerebrali e leucemie (dubbio, incremento di 0,05% di casi aggiuntivi per dosi di almeno 2 Gy) Si consiglia linterruzione di gravidanza per dosi > 25 Gy Si consiglia linterruzione di gravidanza per dosi > 25 Gy

31 Effetti per i quali la probabilità di accadimento (piuttosto che la gravità) viene considerata una funzione della dose, senza soglia di dose. Si tratta di effetti casuali, che compaiono cioè a caso in alcuni tra gli individui che abbiano ricevuto una dose di radiazioni. importanza della dose accumulata al tempo t importanza della dose accumulata al tempo t Effetti: induzione di tumori I tumori da radiazioni non si distinguono dai tumori endemici corrispondenti. Leffetto stocastico consiste in un aumento più o meno grande (in funzione della dose) della frequenza spontanea di tumori. Danni somatici stocastici (o probabilistici)

32 PROBLEMATICHE: per una parte della comunità scientifica lassunto di assenza di soglia di dose per gli effetti stocastici, cioè di linearità senza soglia, è ritenuta unipotesi cautelativa e semplificatrice, piuttosto che unevidenza comprovata dai fatti. In verità la curva dose-effetto calcolata in base ai dati sperimentali od epidemiologici riguardano irradiazioni da qualche Gy fino a qualche decimo di Gy: la parte di esse relative alle dosi più basse è tracciata mediante estrapolazione. PROBLEMATICHE: per una parte della comunità scientifica lassunto di assenza di soglia di dose per gli effetti stocastici, cioè di linearità senza soglia, è ritenuta unipotesi cautelativa e semplificatrice, piuttosto che unevidenza comprovata dai fatti. In verità la curva dose-effetto calcolata in base ai dati sperimentali od epidemiologici riguardano irradiazioni da qualche Gy fino a qualche decimo di Gy: la parte di esse relative alle dosi più basse è tracciata mediante estrapolazione. Gli effetti stocastici sono rari per le dosi dellordine di quelle che si ritrovano sui luoghi di lavoro ed interessano la radioprotezione. Rarità e non specificità rende difficile la stima del numero di casi indotti da radiazioni accanto ai casi spontanei. Gli effetti stocastici sono rari per le dosi dellordine di quelle che si ritrovano sui luoghi di lavoro ed interessano la radioprotezione. Rarità e non specificità rende difficile la stima del numero di casi indotti da radiazioni accanto ai casi spontanei. DANNI STOCASTICI

33 Scala di priorità nella radioinduzione di tumori Modello additivo midollo osseo stomacopolmonemammellacolonovaiovescicaesofagomielomaaltri ICRP 60 DEL 1990 Stomaco colon, polmone midollo osseo esofago, vescica mammellafegatotiroidealtri Modello moltiplicativo polmonestomaco midollo osseo colonmammellavescicaesofagoovaiomielomaaltri UNSCEAR 1998

34 Effetti stocastici ereditari (genetici) Mentre gli effetti stocastici somatici si esauriscono con la popolazione irradiata, gli effetti stocastici genetici compaiono in molte generazioni successive a quella irradiata: lirradiazione ripetuta di successive generazioni può portare ad una incidenza crescente del danno ereditario nelle generazioni seguenti.

35 Fondamenti della radioprotezione Scopo della radioprotezione è la prevenzione totale degli effetti dannosi non stocastici e la limitazione a livelli considerati accettabili della probabilità di accadimento degli effetti stocastici Scopo della radioprotezione è la prevenzione totale degli effetti dannosi non stocastici e la limitazione a livelli considerati accettabili della probabilità di accadimento degli effetti stocastici Prevenzione effetti non stocastici tramite limiti di equivalente di dose individuale a valori sufficientemente bassi da non raggiungere la soglia Prevenzione effetti non stocastici tramite limiti di equivalente di dose individuale a valori sufficientemente bassi da non raggiungere la soglia Limitazione effetti stocastici mantenendo livelli bassi quanto è ragionevolmente ottenibile mediante il sistema di limitazione delle dosi Limitazione effetti stocastici mantenendo livelli bassi quanto è ragionevolmente ottenibile mediante il sistema di limitazione delle dosi

36 Limiti di dose per i lavoratori D. Lgs.241/ allegato IV Lavoratori esposti Lavoratori esposti corpo intero cristallino pelle ed estremità Persone del pubblico Persone del pubblico corpo intero cristallino pelle ed estremità 20 mSv in un anno solare 150 mSv 500 mSv 1 mSv per anno solare 15 mSv 50 mSv

37 Secondo la International Commission on Radiological Protection il sistema di limitazione delle dosi da adottare è fondato su tre principi generali, da applicare nellordine: 1.PRINCIPIO DI GIUSTIFICAZIONE: giustificazione delle attività comportanti esposizione alle radiazioni. E necessario per laccettabilità di unoperazione o unattività umana che comporta unesposizione a R.I. unattenta analisi dei costi e dei benefici, considerando anche soluzioni alternative 2. PRINCIPIO DI OTTIMIZZAZIONE: ogni esposizione umana alle radiazioni deve essere ottenuta tanto bassa quanto è ragionevolmente ottenibile, facendo luogo a considerazioni economiche e sociali 3. PRINCIPIO DI LIMITAZIONE: la somma delle dosi ricevute e impegnate non deve superare i limiti prescritti, stabiliti per le varie circostanze

38 D.Lgs. 230/95 e D.Lgs. 241/00 attenzione posta allo stato generale di salute dei lavoratori con particolare riferimento agli aspetti stocastici, come già indicavano in precedenza le raccomandazioni del 1977 dellICRP e la Direttiva Comunitaria del 1980 D.Lgs. 230/95 e D.Lgs. 241/00 attenzione posta allo stato generale di salute dei lavoratori con particolare riferimento agli aspetti stocastici, come già indicavano in precedenza le raccomandazioni del 1977 dellICRP e la Direttiva Comunitaria del 1980 SORVEGLIANZA MEDICA PER I LAVORATORI ESPOSTI

39 D.Lgs. 230/95 e D.Lgs 241/00 Art. 77: Esperti qualificati 1. Il datore di lavoro deve assicurare la sorveglianza fisica per mezzo di esperti qualificati 2. Il datore di lavoro deve comunicare allIspettorato provinciale del lavoro competente per territorio i nominativi degli esperti qualificati prescelti 3. Le funzioni di esperto qualificato non possono essere assolte dalla persona fisica del datore di lavoro né dai dirigenti che esercitano e dirigono lattività disciplinata segue segue

40 Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità, è istituito presso lIspettorato medico centrale del lavoro, un elenco nominativo degli esperti qualificati ripartito secondo diversi gradi di abilitazione (primo, secondo e terzo) a seconda dellenergia prodotta dalle diverse macchine radiogene da sorvegliare D.Lgs. 230/95 e D.Lgs 241/00 Art. 78: Abilitazione degli Esperti qualificati

41 D.Lgs. 230/95 e D.Lgs 241/00 Art. 82: modalità di classificazione dei lavoratori ai fini della radioprotezione e della sorveglianza fisica (allegato III) Classificazione dei lavoratori ai fini della radioprotezione Classificazione dei lavoratori ai fini della radioprotezione Sono classificati lavoratori esposti i soggetti che, in ragione della attività lavorativa svolta per conto del datore di lavoro, sono suscettibili di una esposizione a radiazioni ionizzanti superiore ad uno qualsiasi dei limiti fissati per le persone del pubblico Sono considerati lavoratori non esposti i soggetti sottoposti, in ragione della attività lavorativa svolta per conto del datore di lavoro, ad una esposizione non superiore ad uno qualsiasi dei limiti fissati per le persone del pubblico. Sono considerati lavoratori non esposti i soggetti sottoposti, in ragione della attività lavorativa svolta per conto del datore di lavoro, ad una esposizione non superiore ad uno qualsiasi dei limiti fissati per le persone del pubblico.

42 D.Lgs. 230/95 e D.Lgs 241/00 Art. 82: modalità di classificazione dei lavoratori ai fini della radioprotezione e della sorveglianza fisica (allegato III) Classificazione dei lavoratori esposti, degli apprendisti e degli studenti Classificazione dei lavoratori esposti, degli apprendisti e degli studenti Sono classificati in Categoria A i lavoratori esposti che, sulla base degli accertamenti compiuti dallesperto qualificato sono suscettibili di una esposizione superiore, in un anno solare ad uno dei seguenti valori: a) 6 mSv per esposizione globale o di equivalente di dose efficace b) i tre decimi di uno qualsiasi dei limiti di dose fissati per il cristallino, la pelle e le estremità I lavoratori esposti non classificati in Categoria A sono classificati in Categoria B

43 D.Lgs. 230/95 e D.Lgs 241/00 Art. 83: Sorveglianza medica 1.Il datore di lavoro deve provvedere ad assicurare mediante uno o più medici la sorveglianza medica dei lavoratori esposti…e tale sorveglianza è basata sui principi che disciplinano la medicina del lavoro 2.Sorveglianza medica lavoratori di categoria A medico autorizzato Sorveglianza medica lavoratori di categoria B medico autorizzato o competente 3. Le funzioni di medico autorizzato e di medico competente non possono essere assolte dalla persona fisica del datore di lavoro né dai dirigenti che eserciscono e dirigono lattività disciplinata

44 D.Lgs. 230/95 e D.Lgs 241/00 Art. 83: Sorveglianza medica Il datore di lavoro deve provvedere ad assicurare mediante uno o più medici la sorveglianza medica dei lavoratori esposti…e tale sorveglianza è basata sui principi che disciplinano la medicina del lavoro 2.Sorveglianza medica lavoratori di categoria A medico autorizzato Sorveglianza medica lavoratori di categoria B medico autorizzato o competente 3. Le funzioni di medico autorizzato e di medico competente non possono essere assolte dalla persona fisica del datore di lavoro né dai dirigenti che eserciscono e dirigono lattività disciplinata

45 D.Lgs. 230/95 e D.Lgs 241/00 Art. 84: Visita medica preventiva Art. 84: Visita medica preventiva 1. Il datore di lavoro deve provvedere a che i lavoratori prima di essere destinati ad attività che li espongano alle radiazioni ionizzanti siano sottoposti a visita medica a cura del medico addetto alla sorveglianza medica 1. Il datore di lavoro deve provvedere a che i lavoratori prima di essere destinati ad attività che li espongano alle radiazioni ionizzanti siano sottoposti a visita medica a cura del medico addetto alla sorveglianza medica 2. Il datore di lavoro deve rendere edotto il medico, allatto della visita, della destinazione lavorativa del soggetto, nonché dei rischi, ancorché di natura da quella radiologica, connessi con tale destinazione 2. Il datore di lavoro deve rendere edotto il medico, allatto della visita, della destinazione lavorativa del soggetto, nonché dei rischi, ancorché di natura da quella radiologica, connessi con tale destinazione

46 3. La visita medica deve comprendere: anamnesi completa (esposizioni precedenti) anamnesi completa (esposizioni precedenti) esame clinico generale + adeguate indagini specialistiche e di laboratorio esame clinico generale + adeguate indagini specialistiche e di laboratorio per valutare lo stato generale di salute del lavoratore. 4. In base alle risultanze della visita medica preventiva i lavoratori vengono classificati in: idonei idonei idonei a determinate condizioni idonei a determinate condizioni non idonei non idonei D.Lgs. 230/95 e D.Lgs 241/00

47 D.Lgs. 230/95 e D.Lgs 241/00 Art. 85: visite mediche periodiche 1. Visita medica per i lavoratori di Categoria A: ogni 6 mesi Visita medica per i lavoratori di Categoria B: 1 volta/anno integrate, ove necessario, da adeguate indagini specialistiche e di laboratorio 2.In base alle risultanze della visita medica i lavoratori vengono classificati in: idonei idonei idonei a determinate condizioni idonei a determinate condizioni non idonei non idonei lavoratori sottoposti a sorveglianza medica dopo la cessazione del rapporto di lavoro che li ha esposti alle radiazioni ionizzanti lavoratori sottoposti a sorveglianza medica dopo la cessazione del rapporto di lavoro che li ha esposti alle radiazioni ionizzanti

48 Giustificato il protocollo diagnostico di base il medico autorizzato deve necessariamente confrontarsi con i due grandi capitoli della radiopatologia: i danni deterministici e i danni stocastici. Danni deterministici PREVENZIONE TOTALE: dosi a livello inferiore della dose soglia Danni stocastici ammettendo una relazione di causalità senza soglia si può ipotizzare soltanto una LIMITAZIONE degli stessi Giustificato il protocollo diagnostico di base il medico autorizzato deve necessariamente confrontarsi con i due grandi capitoli della radiopatologia: i danni deterministici e i danni stocastici. Danni deterministici PREVENZIONE TOTALE: dosi a livello inferiore della dose soglia Danni stocastici ammettendo una relazione di causalità senza soglia si può ipotizzare soltanto una LIMITAZIONE degli stessi

49 Lattività del medico deve essere rivolta perciò prevalentemente, ma non esclusivamente, alla prevenzione dei tumori attraverso: Lattività del medico deve essere rivolta perciò prevalentemente, ma non esclusivamente, alla prevenzione dei tumori attraverso: - la conoscenza delle condizioni lavorative - lindividuazione degli organi o tessuti critici, che possono essere maggiormente soggetti alla oncoinduzione in relazione alle modalità di esposizione (esterna, interna), alle sorgenti di radiazione (,, ), al tropismo dei contaminanti interni, agli ambienti di esposizione, alle caratteristiche individuali, ecc. - lindividuazione dei fattori predisponenti e concausali (tenendo conto che le radiazioni ionizzanti fungono da agenti oncogeni sia inducenti che promuoventi) - lindividuazione di marcatori e segni precoci

50 Principio ALARA realizza la prevenzione primaria Principio ALARA realizza la prevenzione primaria Sorveglianza medica prevenzione oncologica secondaria Sorveglianza medica prevenzione oncologica secondaria Nella predisposizione dei protocolli diagnostici può essere individuata una scala di priorità di valore pratico sulla base dei coefficienti di rischio di radioinduzione dei tumori stabiliti dagli Organismi scientifici internazionali (vedi ad es. UNSCEAR 1988)

51 La diagnosi precoce delle patologie neoplastiche può essere effettuata mediante metodiche di screening allo scopo di ottenere un anticipo diagnostico nei pazienti asintomatici a rischio di tumore. Lo screening ha senso però qualora lanticipo diagnostico che produce sia vantaggioso per il paziente in termini di prolungamento reale della sopravvivenza e di riduzione della mortalità. La diagnosi precoce delle patologie neoplastiche può essere effettuata mediante metodiche di screening allo scopo di ottenere un anticipo diagnostico nei pazienti asintomatici a rischio di tumore. Lo screening ha senso però qualora lanticipo diagnostico che produce sia vantaggioso per il paziente in termini di prolungamento reale della sopravvivenza e di riduzione della mortalità.

52 LAmerican Cancer Society, nelle raccomandazioni per la diagnosi precoce del cancro in persone asintomatiche, estende le indicazioni diagnostiche in numerose sedi (colon retto, collo dellutero, tessuto endometriale, mammella femminile, tiroide, testicoli, prostata, ovaie, linfonodi, regione orale e cute) le quali peraltro, coincidono con alcuni siti a più elevato coefficiente di rischio di radioinduzione tumorale LAmerican Cancer Society, nelle raccomandazioni per la diagnosi precoce del cancro in persone asintomatiche, estende le indicazioni diagnostiche in numerose sedi (colon retto, collo dellutero, tessuto endometriale, mammella femminile, tiroide, testicoli, prostata, ovaie, linfonodi, regione orale e cute) le quali peraltro, coincidono con alcuni siti a più elevato coefficiente di rischio di radioinduzione tumorale

53 In conclusione liter diagnostico nella sorveglianza medica della radioprotezione deve poter comprendere le seguenti componenti essenziali: In conclusione liter diagnostico nella sorveglianza medica della radioprotezione deve poter comprendere le seguenti componenti essenziali: protocollo diagnostico di base (informazioni minime significative al fine di valutare lefficienza di organi e apparati e la normalità dei metabolismi) protocollo diagnostico di base (informazioni minime significative al fine di valutare lefficienza di organi e apparati e la normalità dei metabolismi) accertamenti mirati per i danni deterministici sulla base di un realistico confronto tra i dati dosimetrici osservati e soglia di dose dei danni considerati accertamenti mirati per i danni deterministici sulla base di un realistico confronto tra i dati dosimetrici osservati e soglia di dose dei danni considerati

54 screening di tipo oncopreventivo (predisposizione, radiosensibilità individuale, lesioni precancerose, criteri di diagnostica precoce, scala di priorità in rapporto ai coefficienti di rischio di radioinduzione dei tumori) screening di tipo oncopreventivo (predisposizione, radiosensibilità individuale, lesioni precancerose, criteri di diagnostica precoce, scala di priorità in rapporto ai coefficienti di rischio di radioinduzione dei tumori) Esami di monitoraggio (radiotossicologia) Esami di monitoraggio (radiotossicologia) esami di approfondimento per le malattie radioinducibili. esami di approfondimento per le malattie radioinducibili.

55 E necessario infine ricordare che laccettazione in radioprotezione dellipotesi di causalità lineare senza soglia per le neoplasie radioindotte non consente di diversificare i criteri di sorveglianza medica per i lavoratori esposti di categoria B rispetto a quelli adottati per gli A

56 IL GIUDIZIO DI IDONEITA AL LAVORO CON ESPOSIZIONE A RADIAZIONI IONIZZANTI Scopo primario della sorveglianza sanitaria dei lavoratori radioesposti è innanzitutto la valutazione dello stato generale di salute confrontato con le condizioni di lavoro che possono incidere, sotto il profilo sanitario, sull'idoneità al lavoro specifico.

57 Neoplasie e idoneità al lavoro Problema che emerge sempre più in conseguenza dei successi che in maggior misura vengono raggiunti in oncoprevenzione e dalloncologia clinica e che ci pongono davanti alla scelta relativamente allidoneità al lavoro con rischio da radiazioni ionizzanti in presenza di patologie tumorali in forte remissione clinica o clinicamente guarite ovvero ad andamento lungamente protratto. Problema che emerge sempre più in conseguenza dei successi che in maggior misura vengono raggiunti in oncoprevenzione e dalloncologia clinica e che ci pongono davanti alla scelta relativamente allidoneità al lavoro con rischio da radiazioni ionizzanti in presenza di patologie tumorali in forte remissione clinica o clinicamente guarite ovvero ad andamento lungamente protratto.

58 Neoplasie e idoneità al lavoro Vanno perciò assiduamente ricercate tutte quelle condizioni che consentano di risolvere questo importante problema, laddove sia scientificamente ed eticamente giustificato evitare di aggiungere danno (esclusione dal lavoro) al danno (patologia oncologica). Vanno perciò assiduamente ricercate tutte quelle condizioni che consentano di risolvere questo importante problema, laddove sia scientificamente ed eticamente giustificato evitare di aggiungere danno (esclusione dal lavoro) al danno (patologia oncologica). Molto opportunamente nella normativa francese lantecedente di affezioni neoplastiche non costituisce a priori motivo di non idoneità Molto opportunamente nella normativa francese lantecedente di affezioni neoplastiche non costituisce a priori motivo di non idoneità PERSONALIZZARE LA RADIOPROTEZIONE PERSONALIZZARE LA RADIOPROTEZIONE


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