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ATTO AMMINISTRATIVO E PROCEDIMENTO. ATTO AMMINISTRATIVO Gli atti (o provvedimenti) sono manifestazioni di volontà aventi rilevanza esterna, provenienti.

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Presentazione sul tema: "ATTO AMMINISTRATIVO E PROCEDIMENTO. ATTO AMMINISTRATIVO Gli atti (o provvedimenti) sono manifestazioni di volontà aventi rilevanza esterna, provenienti."— Transcript della presentazione:

1 ATTO AMMINISTRATIVO E PROCEDIMENTO

2 ATTO AMMINISTRATIVO Gli atti (o provvedimenti) sono manifestazioni di volontà aventi rilevanza esterna, provenienti da una P.A. nellesercizio di unattività amministrativa, indirizzate a soggetti determinati o determinabili e in grado di apportare una modificazione unilaterale nella sfera giuridica dei destinatari. Caratteri: Gli atti (o provvedimenti) sono manifestazioni di volontà aventi rilevanza esterna, provenienti da una P.A. nellesercizio di unattività amministrativa, indirizzate a soggetti determinati o determinabili e in grado di apportare una modificazione unilaterale nella sfera giuridica dei destinatari. Caratteri: a) autoritarietà b) esecutorietà c) tipicità e nominatività Latto amministrativo, che sia o meno provvedimento, presenta sempre una realtà oggettiva e formale composta da elementi e requisiti (di legittimità e di efficacia). Gli elementi si distinguono in essenziali e accidentali (condizione, termine, onere). Latto amministrativo, che sia o meno provvedimento, presenta sempre una realtà oggettiva e formale composta da elementi e requisiti (di legittimità e di efficacia). Gli elementi si distinguono in essenziali e accidentali (condizione, termine, onere).

3 ELEMENTI ESSENZIALI SOGGETTO (o Agente) – organo della P.A. competente e legittimamente investito della funzione SOGGETTO (o Agente) – organo della P.A. competente e legittimamente investito della funzione DESTINATARIO – soggetto privato o pubblico verso il quale si producono gli effetti dellatto DESTINATARIO – soggetto privato o pubblico verso il quale si producono gli effetti dellatto VOLONTA – (per Virga elemento essenziale del provvedimento: nessun atto è riferibile all autore se non è consapevolmente voluto) VOLONTA – (per Virga elemento essenziale del provvedimento: nessun atto è riferibile all autore se non è consapevolmente voluto) OGGETTO – E la res (la cosa) su cui latto amministrativo incide, e può consistere in un comportamento, un fatto, un bene. Deve essere possibile, lecito, determinato OGGETTO – E la res (la cosa) su cui latto amministrativo incide, e può consistere in un comportamento, un fatto, un bene. Deve essere possibile, lecito, determinato CONTENUTO – E la parte precettiva dellatto, ovvero ciò che con esso si intende autorizzare, disporre, concedere, attestare, ecc. CONTENUTO – E la parte precettiva dellatto, ovvero ciò che con esso si intende autorizzare, disporre, concedere, attestare, ecc. FINALITA – (aspetto funzionale dellatto, scopo che esso persegue) FINALITA – (aspetto funzionale dellatto, scopo che esso persegue) FORMA – ogni atto amministrativo, affinché venga ad esistenza, deve essere manifestato dallorgano, esternato, emesso (forma scritta) FORMA – ogni atto amministrativo, affinché venga ad esistenza, deve essere manifestato dallorgano, esternato, emesso (forma scritta)

4 STRUTTURA FORMALE DELLATTO intestazione = indicazione dellautorità emanante intestazione = indicazione dellautorità emanante preambolo = norme di legge e regolamenti in base ai quali latto è stato adottato preambolo = norme di legge e regolamenti in base ai quali latto è stato adottato motivazione = consiste in una parte descrittiva in cui si indicano gli interessi coinvolti e una parte valutativa, nella quale la P.A. valuta comparativamente gli interessi, spiegando le ragioni di scelta motivazione = consiste in una parte descrittiva in cui si indicano gli interessi coinvolti e una parte valutativa, nella quale la P.A. valuta comparativamente gli interessi, spiegando le ragioni di scelta dispositivo = parte precettiva: dichiarazione di volontà vera e propria dispositivo = parte precettiva: dichiarazione di volontà vera e propria luogo, data e sottoscrizione. luogo, data e sottoscrizione. Quanto alla motivazione, fino alla legge 241/90 non esisteva un obbligo generale di motivazione per gli atti amministrativi: larticolo 3 della suddetta legge, in ossequio al principio di trasparenza e di effettività della tutela giurisdizionale del privato, ha previsto che ogni provvedimento amministrativo, compresi quelli concernenti lorganizzazione amministrativa, lo svolgimento dei pubblici concorsi e il personale, debba essere motivato. Quanto alla motivazione, fino alla legge 241/90 non esisteva un obbligo generale di motivazione per gli atti amministrativi: larticolo 3 della suddetta legge, in ossequio al principio di trasparenza e di effettività della tutela giurisdizionale del privato, ha previsto che ogni provvedimento amministrativo, compresi quelli concernenti lorganizzazione amministrativa, lo svolgimento dei pubblici concorsi e il personale, debba essere motivato. Il secondo comma dellart. 3 esclude lobbligo della motivazione per gli atti normativi e a contenuto generale, che sono atti ampiamente discrezionali e a motivo libero. Il secondo comma dellart. 3 esclude lobbligo della motivazione per gli atti normativi e a contenuto generale, che sono atti ampiamente discrezionali e a motivo libero.

5 SILENZIO AMMINISTRATIVO In passato poteva accadere che la PA non rispondesse nulla a fronte di una domanda del cittadino e rimanesse inerte... In passato poteva accadere che la PA non rispondesse nulla a fronte di una domanda del cittadino e rimanesse inerte... Il G.A. si era posto il problema della tutela da accordare al cittadino in presenza di comportamenti omissivi della P.A. Il G.A. si era posto il problema della tutela da accordare al cittadino in presenza di comportamenti omissivi della P.A. Il Consiglio di Stato ritenne che il privato potesse intimare alla P.A., con diffida, di provvedere entro congruo termine sulla propria istanza. Decorso tale termine, linerzia della P.A. veniva intesa come provvedimento negativo, considerato di per sé impugnabile. Il Consiglio di Stato ritenne che il privato potesse intimare alla P.A., con diffida, di provvedere entro congruo termine sulla propria istanza. Decorso tale termine, linerzia della P.A. veniva intesa come provvedimento negativo, considerato di per sé impugnabile. Lart. 5 del T.U. delle leggi comunali e provinciali del 1934 disciplinava il caso del silenzio su un ricorso gerarchico. Lart. 5 del T.U. delle leggi comunali e provinciali del 1934 disciplinava il caso del silenzio su un ricorso gerarchico.

6 SILENZIO SIGNIFICATIVO e NON silenzio-assenso: la legge attribuisce al silenzio il valore di accoglimento di unistanza. Ciò si verifica per le istanze dirette ad ottenere taluni provvedimenti autorizzativi. Istituto ampiamente esteso dallart. 20 della legge 241/90 > carattere generale; silenzio-assenso: la legge attribuisce al silenzio il valore di accoglimento di unistanza. Ciò si verifica per le istanze dirette ad ottenere taluni provvedimenti autorizzativi. Istituto ampiamente esteso dallart. 20 della legge 241/90 > carattere generale; silenzio-rigetto: quando la legge conferisce allinerzia della P.A. il significato di un diniego di accoglimento dellistanza o ricorso (es. art. 6 D.P.R. 1199/1971) silenzio-rigetto: quando la legge conferisce allinerzia della P.A. il significato di un diniego di accoglimento dellistanza o ricorso (es. art. 6 D.P.R. 1199/1971) Il silenzio-inadempimento (o silenzio-rifiuto) riguarda le ipotesi in cui la P.A., di fronte alla richiesta di un provvedimento da parte del privato, abbia omesso di provvedere entro i termini previsti dalla legge (o da norma regolamentare) e questa non contenga alcuna indicazione sul valore da attribuire al silenzio. (Lesistenza di un dovere di provvedere è stata ricavata dai principi dellart. 97 Cost.) Il silenzio-inadempimento (o silenzio-rifiuto) riguarda le ipotesi in cui la P.A., di fronte alla richiesta di un provvedimento da parte del privato, abbia omesso di provvedere entro i termini previsti dalla legge (o da norma regolamentare) e questa non contenga alcuna indicazione sul valore da attribuire al silenzio. (Lesistenza di un dovere di provvedere è stata ricavata dai principi dellart. 97 Cost.)

7 OBBLIGO DI PROVVEDERE Lart. 2, comma 1, della legge n. 241 del 1990 prevede lobbligo, per lautorità competente, di concludere il procedimento con un provvedimento espresso nel termine stabilito dalla stessa P.A. in via regolamentare, o in mancanza, in quello legale di 30 giorni. Lart. 2, comma 1, della legge n. 241 del 1990 prevede lobbligo, per lautorità competente, di concludere il procedimento con un provvedimento espresso nel termine stabilito dalla stessa P.A. in via regolamentare, o in mancanza, in quello legale di 30 giorni. Si attribuisce così al privato un vero e proprio diritto alla conclusione del procedimento Si attribuisce così al privato un vero e proprio diritto alla conclusione del procedimento Il C.d.S. nel 2003 ha affermato che il comportamento silenzioso della P.A. è sempre censurabile quando dalla P.A. ci si debba comunque attendere un comportamento conforme al perseguimento degli interessi pubblici cui essa è istituzionalmente deputata. Il C.d.S. nel 2003 ha affermato che il comportamento silenzioso della P.A. è sempre censurabile quando dalla P.A. ci si debba comunque attendere un comportamento conforme al perseguimento degli interessi pubblici cui essa è istituzionalmente deputata. La legge 15/2005, inserendo un comma 4 bis allart. 2 l. 241/90, ha chiarito che decorso il termine di conclusione del procedimento senza alcuna risposta dalla P.A. procedente, linteressato può ricorrere al TAR senza bisogno di atto di diffida verso la P.A. inadempiente. La legge 15/2005, inserendo un comma 4 bis allart. 2 l. 241/90, ha chiarito che decorso il termine di conclusione del procedimento senza alcuna risposta dalla P.A. procedente, linteressato può ricorrere al TAR senza bisogno di atto di diffida verso la P.A. inadempiente.

8 INVALIDITA Latto amministrativo è invalido quando è difforme dalla norma che lo disciplina. In relazione alla natura della norma rispetto alla quale si verifica tale difformità, si possono individuare due categorie generali di vizi dellatto amministrativo: Latto amministrativo è invalido quando è difforme dalla norma che lo disciplina. In relazione alla natura della norma rispetto alla quale si verifica tale difformità, si possono individuare due categorie generali di vizi dellatto amministrativo: se la norma è giuridica, il vizio che ne consegue sarà un vizio di legittimità e latto sarà illegittimo (secondo gravità: nullo o annullabile); se la norma è giuridica, il vizio che ne consegue sarà un vizio di legittimità e latto sarà illegittimo (secondo gravità: nullo o annullabile); se la norma è c.d. di buona amministrazione, il vizio sarà di merito e latto sarà inopportuno. se la norma è c.d. di buona amministrazione, il vizio sarà di merito e latto sarà inopportuno. Fonte vizi di legittimità: art. 26 del R.D. n del 1924 (TU C.S.) che menziona tre categorie di vizi: incompetenza, eccesso di potere, violazione di legge (scorrettezza in una scelta discrezionale – cattivo uso del potere). Fonte vizi di legittimità: art. 26 del R.D. n del 1924 (TU C.S.) che menziona tre categorie di vizi: incompetenza, eccesso di potere, violazione di legge (scorrettezza in una scelta discrezionale – cattivo uso del potere). Il fondamento dei vizi di merito risiede nella violazione del principio di buona amministrazione (art. 97 Cost.), e consistono nella violazione, da parte della P.A. di norme non giuridiche di opportunità, di equità, di eticità, di economicità (e differisce dalleccesso di potere che si verifica per difformità di un atto da una norma giuridica). Esempio: concessione traslativa rilasciata con un canone irrisorio. I vizi di merito possono invalidare solo gli atti discrezionali (atti per i quali è concesso alla P.A. di vagliare lopportunità, la convenienza ecc. dellatto). Il fondamento dei vizi di merito risiede nella violazione del principio di buona amministrazione (art. 97 Cost.), e consistono nella violazione, da parte della P.A. di norme non giuridiche di opportunità, di equità, di eticità, di economicità (e differisce dalleccesso di potere che si verifica per difformità di un atto da una norma giuridica). Esempio: concessione traslativa rilasciata con un canone irrisorio. I vizi di merito possono invalidare solo gli atti discrezionali (atti per i quali è concesso alla P.A. di vagliare lopportunità, la convenienza ecc. dellatto).

9 Rimedi contro atti illegittimi Un atto amministrativo viziato può essere eliminato attraverso: una sentenza dellautorità giurisdizionale amministrativa (TAR o Consiglio di Stato); una sentenza dellautorità giurisdizionale amministrativa (TAR o Consiglio di Stato); una decisione amministrativa provocata da un ricorso dellinteressato; una decisione amministrativa provocata da un ricorso dellinteressato; un atto amministrativo spontaneo della P.A. diretto a ritirare latto viziato (atto di ritiro). un atto amministrativo spontaneo della P.A. diretto a ritirare latto viziato (atto di ritiro). ANNULLAMENTO - Provvedimento di secondo grado con il quale viene ritirato con efficacia retroattiva (ex tunc) un atto amministrativo illegittimo per la presenza di vizi di legittimità. ANNULLAMENTO - Provvedimento di secondo grado con il quale viene ritirato con efficacia retroattiva (ex tunc) un atto amministrativo illegittimo per la presenza di vizi di legittimità. Il nuovo art. 21nonies della legge 241/90 (mod. legge n. 15/2005), dispone che il provvedimento amministrativo illegittimo può essere annullato dufficio, sussistendone le ragioni di pubblico interesse, entro un termine ragionevole e tenendo conto degli interessi dei destinatari. Il nuovo art. 21nonies della legge 241/90 (mod. legge n. 15/2005), dispone che il provvedimento amministrativo illegittimo può essere annullato dufficio, sussistendone le ragioni di pubblico interesse, entro un termine ragionevole e tenendo conto degli interessi dei destinatari. REVOCA - Provvedimento di secondo grado con cui la P.A. ritira, con efficacia non retroattiva (ex nunc) un atto viziato nel merito in base ad una nuova valutazione degli interessi. REVOCA - Provvedimento di secondo grado con cui la P.A. ritira, con efficacia non retroattiva (ex nunc) un atto viziato nel merito in base ad una nuova valutazione degli interessi. Art. 21quinquies l. 241/90: il provvedimento può essere revocato dallorgano emanante nel caso di sopravvenuti motivi di pubblico interesse, di mutamento della situazione di fatto, o a seguito di nuova valutazione dellinteresse pubblico originario. Art. 21quinquies l. 241/90: il provvedimento può essere revocato dallorgano emanante nel caso di sopravvenuti motivi di pubblico interesse, di mutamento della situazione di fatto, o a seguito di nuova valutazione dellinteresse pubblico originario.

10 IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

11 Procedimento Affinché un atto amministrativo sia perfetto (se sussistono tutti gli elementi necessari per la sua esistenza giuridica) ed efficace (idoneo a produrre gli effetti giuridici propri) deve essere emanato dopo aver seguito un particolare iter, comprendente più atti ed operazioni che, nel loro complesso, prendono il nome di procedimento amministrativo. Affinché un atto amministrativo sia perfetto (se sussistono tutti gli elementi necessari per la sua esistenza giuridica) ed efficace (idoneo a produrre gli effetti giuridici propri) deve essere emanato dopo aver seguito un particolare iter, comprendente più atti ed operazioni che, nel loro complesso, prendono il nome di procedimento amministrativo. Il procedimento è quindi linsieme di una pluralità di atti preordinati allo stesso fine. Il procedimento è quindi linsieme di una pluralità di atti preordinati allo stesso fine. Caratteri essenziali del procedimento (Virga) sono: a) eterogeneità degli atti: gli atti che lo compongono hanno infatti differente natura giuridica, diversa funzione e vengono posti in essere da differenti agenti (organi della P.A. e soggetti privati); b) relativa autonomia dei singoli atti del procedimento (che producono effetti propri e sono impugnabili ex se); c) coordinamento ad unico fine di tali atti. Caratteri essenziali del procedimento (Virga) sono: a) eterogeneità degli atti: gli atti che lo compongono hanno infatti differente natura giuridica, diversa funzione e vengono posti in essere da differenti agenti (organi della P.A. e soggetti privati); b) relativa autonomia dei singoli atti del procedimento (che producono effetti propri e sono impugnabili ex se); c) coordinamento ad unico fine di tali atti.

12 Principi sul procedimento Ampia discrezionalità della P.A. prima della legge 241/90 Ampia discrezionalità della P.A. prima della legge 241/90 La legge n. 241 del 1990, modificata con legge n. 15 del 2005, sancisce regole generali valide per tutti i procedimenti amministrativi (in armonia con lart. 97 Cost.) ispirate ai seguenti principi: La legge n. 241 del 1990, modificata con legge n. 15 del 2005, sancisce regole generali valide per tutti i procedimenti amministrativi (in armonia con lart. 97 Cost.) ispirate ai seguenti principi: il principio del giusto procedimento che, garantendo il diritto di partecipazione degli interessati, consacra la dialettica tra interessi pubblici e privati tendendo alla composizione dei concreti rapporti; il principio del giusto procedimento che, garantendo il diritto di partecipazione degli interessati, consacra la dialettica tra interessi pubblici e privati tendendo alla composizione dei concreti rapporti; il principio di semplificazione, che introduce alcuni istituti diretti, in conformità allart. 97 Cost., a snellire e rendere più celere lazione amministrativa (silenzio-assenso, SCIA, conferenze di servizi). il principio di semplificazione, che introduce alcuni istituti diretti, in conformità allart. 97 Cost., a snellire e rendere più celere lazione amministrativa (silenzio-assenso, SCIA, conferenze di servizi). Ai suddetti principi sono informate, in particolare, le regole fondamentali dettate dal Capo I della legge 241/1990: Ai suddetti principi sono informate, in particolare, le regole fondamentali dettate dal Capo I della legge 241/1990: 1) economicità, efficacia, pubblicità e trasparenza; 2) divieto di aggravamento del procedimento; 3) obbligo di conclusione esplicita del procedimento; 4) obbligo generale di motivazione del provvedimento amministrativo.

13 Trasparenza e leale collaborazione La legge 11 febbraio 2005, n. 15, recante modifiche ed integrazioni alla vigente disciplina del procedimento amministrativo, riformula lart. 1, comma 1, della legge 241/90 integrando i principi generali dellazione amministrativa oltre che con quelli di fonte comunitaria, con il richiamo espresso al principio di trasparenza. La legge 11 febbraio 2005, n. 15, recante modifiche ed integrazioni alla vigente disciplina del procedimento amministrativo, riformula lart. 1, comma 1, della legge 241/90 integrando i principi generali dellazione amministrativa oltre che con quelli di fonte comunitaria, con il richiamo espresso al principio di trasparenza. Inoltre, viene espresso per la prima volta in una legge ordinaria il principio di leale collaborazione istituzionale (nuovo art. 22, comma 5, legge 241/90). Inoltre, viene espresso per la prima volta in una legge ordinaria il principio di leale collaborazione istituzionale (nuovo art. 22, comma 5, legge 241/90). Questo principio, utilizzato spesso dalla Corte Costituzionale quale strumento idoneo a perseguire il giusto contemperamento delle finalità perseguite dallo Stato e dalle Regioni, è stato poi espressamente previsto nella Costituzione (art. 120) Allart. 1 della legge 241/90 è poi aggiunto il comma 1 bis, che sancisce il principio generale secondo il quale gli enti pubblici, salvo che la legge non disponga diversamente, agiscono secondo il diritto privato, anche servendosi di moduli negoziali per la realizzazione dei propri compiti istituzionali, cioè per la cura completa degli interessi pubblici a queste affidati dalla legge. (> privatizzazione). Allart. 1 della legge 241/90 è poi aggiunto il comma 1 bis, che sancisce il principio generale secondo il quale gli enti pubblici, salvo che la legge non disponga diversamente, agiscono secondo il diritto privato, anche servendosi di moduli negoziali per la realizzazione dei propri compiti istituzionali, cioè per la cura completa degli interessi pubblici a queste affidati dalla legge. (> privatizzazione).

14 Responsabile del procedimento Gli articoli da 4 a 6 della 241/90 regolamentano la figura del responsabile del procedimento ovvero del soggetto a cui è affidata la gestione del procedimento amministrativo. Gli articoli da 4 a 6 della 241/90 regolamentano la figura del responsabile del procedimento ovvero del soggetto a cui è affidata la gestione del procedimento amministrativo. E prevista lindividuazione, nellambito dellunità organizzativa competente, la comunicazione agli interessati dellunità organizzativa e del nominativo del responsabile, e la precisazione dei compiti di questultimo. E prevista lindividuazione, nellambito dellunità organizzativa competente, la comunicazione agli interessati dellunità organizzativa e del nominativo del responsabile, e la precisazione dei compiti di questultimo. COMPITI: valutare le condizioni di ammissibilità, i requisiti di legittimazione e i presupposti rilevanti per lemanazione del provvedimento finale; compiere tutti gli atti istruttori necessari; proporre lindizione delle conferenze di servizi; curare le comunicazioni; adottare il provvedimento finale o trasmettere gli atti allorgano competente per ladozione. COMPITI: valutare le condizioni di ammissibilità, i requisiti di legittimazione e i presupposti rilevanti per lemanazione del provvedimento finale; compiere tutti gli atti istruttori necessari; proporre lindizione delle conferenze di servizi; curare le comunicazioni; adottare il provvedimento finale o trasmettere gli atti allorgano competente per ladozione. Il Capo III della 241/90 si occupa della partecipazione degli interessati al procedimento. Lart. 13: categorie alle quali la normativa non si applica Il Capo III della 241/90 si occupa della partecipazione degli interessati al procedimento. Lart. 13: categorie alle quali la normativa non si applica

15 Regole comuni ai vari procedimenti: lobbligo di comunicare lavvio di procedimento (artt. 7-8), contenente la data entro la quale il procedimento deve concludersi e i rimedi esperibili in caso di inerzia della P.A. Se manca lavvio, il provvedimento è illegittimo e annullabile su ricorso dellinteressato; lobbligo di comunicare lavvio di procedimento (artt. 7-8), contenente la data entro la quale il procedimento deve concludersi e i rimedi esperibili in caso di inerzia della P.A. Se manca lavvio, il provvedimento è illegittimo e annullabile su ricorso dellinteressato; il diritto di intervento nel procedimento: larticolo 9 prevede che qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati (anche di interessi diffusi), possono intervenire nel procedimento stesso e presentare memorie scritte e documenti; il diritto di intervento nel procedimento: larticolo 9 prevede che qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati (anche di interessi diffusi), possono intervenire nel procedimento stesso e presentare memorie scritte e documenti; il diritto di prendere visione degli atti del procedimento e di estrarre copia (art.10 – diritto di accesso): è un diritto soggettivo pubblico e la P.A. ha lobbligo di provvedere. il diritto di prendere visione degli atti del procedimento e di estrarre copia (art.10 – diritto di accesso): è un diritto soggettivo pubblico e la P.A. ha lobbligo di provvedere. la stipulazione di accordi procedimentali e sostitutivi (art. 11 modificato dalla 15/05): agli accordi si applicano i principi e non le norme del codice civile; la stipulazione di accordi procedimentali e sostitutivi (art. 11 modificato dalla 15/05): agli accordi si applicano i principi e non le norme del codice civile; la predeterminazione dei criteri per lattribuzione dei vantaggi economici (art. 12): per garantire trasparenza ed imparzialità dellazione amministrativa, la concessione di un qualsiasi vantaggio economico è subordinata alla predeterminazione dei criteri e delle modalità cui la P.A. deve attenersi. la predeterminazione dei criteri per lattribuzione dei vantaggi economici (art. 12): per garantire trasparenza ed imparzialità dellazione amministrativa, la concessione di un qualsiasi vantaggio economico è subordinata alla predeterminazione dei criteri e delle modalità cui la P.A. deve attenersi.

16 Disposizioni di snellimento Il Capo IV (articoli 14-21) contiene disposizioni dirette a snellire lazione amministrativa(per economicità ed efficacia). Una forte spinta semplificatrice deriva dalle leggi 59/97 (Bassanini), 127/97 (B. bis), e 191/98 (B. ter), con i seguenti istituti: Il Capo IV (articoli 14-21) contiene disposizioni dirette a snellire lazione amministrativa(per economicità ed efficacia). Una forte spinta semplificatrice deriva dalle leggi 59/97 (Bassanini), 127/97 (B. bis), e 191/98 (B. ter), con i seguenti istituti: conferenza di servizi (art. 14) e accordi tra amministrazioni pubbliche (art. 15): forme di collaborazione tra P.A. a cui si ricorre quando sia necessario esame contestuale dei diversi interessi in gioco, o quando sia necessaria lacquisizione di intese, concerti, nulla osta; conferenza di servizi (art. 14) e accordi tra amministrazioni pubbliche (art. 15): forme di collaborazione tra P.A. a cui si ricorre quando sia necessario esame contestuale dei diversi interessi in gioco, o quando sia necessaria lacquisizione di intese, concerti, nulla osta; silenzio-facoltativo (art. 16): la P.A. può prescindere dallacquisizione del parere obbligatorio quando questo non sia stato espresso nei termini o comunque entro 45 giorni dalla richiesta; silenzio-facoltativo (art. 16): la P.A. può prescindere dallacquisizione del parere obbligatorio quando questo non sia stato espresso nei termini o comunque entro 45 giorni dalla richiesta; silenzio devolutivo (art. 17): se per ladozione di un provvedimento debbano essere acquisite valutazioni tecniche di appositi organi e questi non provvedano, il responsabile del procedimento deve chiedere tali valutazioni tecniche ad altri organi della P.A., o ad istituti universitari, dotati di qualificazione e capacità tecniche corrispondenti; silenzio devolutivo (art. 17): se per ladozione di un provvedimento debbano essere acquisite valutazioni tecniche di appositi organi e questi non provvedano, il responsabile del procedimento deve chiedere tali valutazioni tecniche ad altri organi della P.A., o ad istituti universitari, dotati di qualificazione e capacità tecniche corrispondenti; denuncia in luogo di autorizzazione (art. 19 – DIA e SCIA); denuncia in luogo di autorizzazione (art. 19 – DIA e SCIA); silenzio-assenso (art. 20); silenzio-assenso (art. 20); autocertificazioni (art. 18 – DPR 445/2000 con dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dic. sost. di atto notorio – già previste nel 68). autocertificazioni (art. 18 – DPR 445/2000 con dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dic. sost. di atto notorio – già previste nel 68).

17 LE FASI DEL PROCEDIMENTO Fase delliniziativa – E la fase propulsiva, diretta a predisporre ed accertare i presupposti dellatto da emanare. Viene in rilievo linteresse pubblico primario nonché quelli secondari dei privati interessati (dufficio o ad istanza di parte). 3 obblighi a carico della P.A. procedente: termine delliter, responsabile di procedimento, comunicazione di avvio. Fase delliniziativa – E la fase propulsiva, diretta a predisporre ed accertare i presupposti dellatto da emanare. Viene in rilievo linteresse pubblico primario nonché quelli secondari dei privati interessati (dufficio o ad istanza di parte). 3 obblighi a carico della P.A. procedente: termine delliter, responsabile di procedimento, comunicazione di avvio. Fase istruttoria – si acquisiscono e si valutano i singoli dati pertinenti e rilevanti ai fini dellemanazione dellatto. Le attività della fase istruttoria tendono alla: a) acquisizione dei fatti (condizioni di ammissibilità, requisiti di legittimazione, e circostanze di fatto); b) acquisizione degli interessi, pubblici e privati coinvolti nel procedimento; c) elaborazione di fatti ed interessi, nella quale rientrano le richieste di parere Fase istruttoria – si acquisiscono e si valutano i singoli dati pertinenti e rilevanti ai fini dellemanazione dellatto. Le attività della fase istruttoria tendono alla: a) acquisizione dei fatti (condizioni di ammissibilità, requisiti di legittimazione, e circostanze di fatto); b) acquisizione degli interessi, pubblici e privati coinvolti nel procedimento; c) elaborazione di fatti ed interessi, nella quale rientrano le richieste di parere Fase decisoria – E la fase deliberativa del procedimento, in cui si determina il contenuto dellatto da adottare e si provvede alla formazione ed emanazione dello stesso. Competenza ad emanare le statuizioni è passata ai dirigenti dal Fase decisoria – E la fase deliberativa del procedimento, in cui si determina il contenuto dellatto da adottare e si provvede alla formazione ed emanazione dello stesso. Competenza ad emanare le statuizioni è passata ai dirigenti dal Fase integrativa dellefficacia – E momento solo eventuale, ricorrente nelle sole ipotesi in cui sia la stessa legge a non ritenere sufficiente la perfezione dellatto, richiedendo il compimento di ulteriori atti od operazioni. In proposito, può essere necessario assumere atti di controllo, e comunque comunicazione, pubblicazione e notificazione. Fase integrativa dellefficacia – E momento solo eventuale, ricorrente nelle sole ipotesi in cui sia la stessa legge a non ritenere sufficiente la perfezione dellatto, richiedendo il compimento di ulteriori atti od operazioni. In proposito, può essere necessario assumere atti di controllo, e comunque comunicazione, pubblicazione e notificazione.

18 Controlli sugli atti Controllo = attività secondaria e accessoria, diretta a riesaminare unaltra attività principale, per verificarne la corrispondenza a determinati requisiti. Controllo = attività secondaria e accessoria, diretta a riesaminare unaltra attività principale, per verificarne la corrispondenza a determinati requisiti. Riesame degli atti di amministrazione attiva al fine di accertarne la conformità a determinate disposizioni di legge (controllo di legittimità con funzione di vigilanza) ovvero la corrispondenza a quei criteri di opportunità e di convenienza cui la P.A. deve ispirarsi nellesercizio dei suoi poteri discrezionali (controllo di merito con funzione di tutela). Si distinguono in: controlli sugli atti, controlli sui soggetti e sugli organi. Riesame degli atti di amministrazione attiva al fine di accertarne la conformità a determinate disposizioni di legge (controllo di legittimità con funzione di vigilanza) ovvero la corrispondenza a quei criteri di opportunità e di convenienza cui la P.A. deve ispirarsi nellesercizio dei suoi poteri discrezionali (controllo di merito con funzione di tutela). Si distinguono in: controlli sugli atti, controlli sui soggetti e sugli organi. Singoli atti di controllo: VISTO – è un controllo preventivo di legittimità ad esito positivo; VISTO – è un controllo preventivo di legittimità ad esito positivo; APPROVAZIONE – è un atto di controllo preventivo di merito; APPROVAZIONE – è un atto di controllo preventivo di merito; OMOLOGAZIONE – è controllo di legittimità e di merito (= approvazione) OMOLOGAZIONE – è controllo di legittimità e di merito (= approvazione) ANNULLAMENTO D UFFICIO IN SEDE DI CONTROLLO - atto di controllo successivo di legittimità (dopo che latto ha acquistato efficacia). ANNULLAMENTO D UFFICIO IN SEDE DI CONTROLLO - atto di controllo successivo di legittimità (dopo che latto ha acquistato efficacia). CONTROLLO DI GESTIONE è verifica di natura tecnica del conseguimento di obiettivi (c. interno, istituito nellottica della privatizzazione e della produttività) CONTROLLO DI GESTIONE è verifica di natura tecnica del conseguimento di obiettivi (c. interno, istituito nellottica della privatizzazione e della produttività)


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