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Le proantocianidine nella profilassi delle infezioni urinarie

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Presentazione sul tema: "Le proantocianidine nella profilassi delle infezioni urinarie"— Transcript della presentazione:

1 Le proantocianidine nella profilassi delle infezioni urinarie
Università di Modena e Reggio Emilia, Italy Federica Ricchieri Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia Direttore Prof. A. Volpe Le proantocianidine nella profilassi delle infezioni urinarie

2 MECCANISMI DI DIFESA DELLE VIE URINARIE
AZIONE LAVANTE DELL’URINA SFALDAMENTO DELLE CELLULE EPITELIALI BASSO pH URINA L’UREA (ostile agli anaerobi) PROTEINA DI TAMM-HORSFALL (contiene mannosio che legandosi ai pili tipo 1 degli E.Coli ne favorisce l’eliminazione) EPITELIO DI TRANSIZIONE (barriera fisica) PERISTALSI URETERALE VALVOLA VESCICOURETRALE RESISTENZA DELLA MUCOSA ALL’ADESIONE BATTERICA (la mucina maschera i recettori, ostacolando l’infezione) LA “FLORA” BATTERICA NORMALE LA MUCOSA, BARRIERA BIOLOGICA (risposta infiammatoria e produzione di IgA, IgG)

3 EPIDEMIOLOGIA Le infezioni delle vie urinarie (UTI) sono responsabili del 20% delle visite urologiche ambulatoriali. L’incidenza delle UTI varia in rapporto al sesso e nelle diverse fasce età: • infezioni isolate si manifestano dal 25-40% delle donne fra 30 e 40 aa • poco frequenti ( 3%) in uomini con anatomia e funzione delle vie urinarie normale In pazienti >68 aa ospedalizzati, istituzionalizzati o con malattie intercorrenti la prevalenza della batteriuria è di circa il 25% rispetto al 12% dei soggetti sani appartenenti alla medesima fascia d’età.

4 EPIDEMIOLOGIA Indagini di screening per batteriuria asintomatica hanno evidenziato: 1-3% delle bambine in età scolare(5-14aa) 4% delle donne in età adulta con incremento 1-2% ogni 10 aa 20% delle donne e il 10% degli uomini >60aa Dal 4 al 10 % delle donne in gravidanza presenta batteriuria asintomatica, il 50 % di queste, se non trattate, manifesterà un’UTI e circa 1/3 svilupperà pielonefrite La batteriuria non è significativamente più frequente nelle gestanti ma è significativamente maggiore la predisposizione allo sviluppo di UTI.

5 Infezioni delle vie urinarie (UTI) femminili
Sono caratterizzate da: presenza di segni e sintomi clinici a carico del tratto urogenitale più riscontro di uno o più microrganismi (≥ 105 UFC/ml di urina)1 Vengono distinte A) in base alla sede anatomica in: infezioni delle alte vie urinarie pielonefriti (rene) infezioni delle basse vie urinarie cistiti (vescica) uretriti (uretra)2 B) in base al decorso in: complicate/ricorrenti non complicate Guay DRP. Cranberry and urinary tract infections. Drugs 2009: 69(7): Bonfirraro G et al. Manuale di ginecologia ambulatoriale. Torino: Edizioni Minerva Medica, Pag. 121

6 La sintomatologia della cistite può comprendere
DISURIA (emissione di urine con difficoltà, non necessariamente accompagnata da dolore STRANGURIA (condizione caratterizzata da una minzione lenta e dolorosa) POLLACHIURIA (emissione con elevata frequenza di piccole quantità di urina, conseguenza del processo infiammatorio a carico della mucosa vescicale che ne determina una ridotta capacità contenitiva) PIURIA (presenza di leucociti nelle urine, indicativa della presenza di un processo infiammatorio infettivo) EMATURIA (presenza di sangue nelle urine) Cersosimo L, Catanzaro F, Imparato E et al. Raccomandazioni per il trattamento delle infezioni delle vie urinarie non complicate nell’adulto. Farmaci e Terapia 2004; XXI(1-2): 5-15.

7 UTI COMPLICATE/ RICORRENTI NON COMPLICATE Le UTI sono ricorrenti se:
In circa 1 donna su 3 successivamente al primo episodio di cistite acuta si verificano episodi ricorrenti. Nelle giovani donne, la maggioranza (> 90%) delle ricorrenze di cistite sono dovute a reinfezioni esogene 3. Episodi acuti delle basse vie urinarie in soggetti peraltro sani senza fattori di rischio (senza anomalie strutturali o funzionali dell’apparato urinario o senza una patologia di base che possa incrementare il rischio di contrarre un’infezione o le possibilità di fallimento della terapia)2 Le UTI sono ricorrenti se: ≥2 episodi in 6 mesi oppure ≥3 episodi in 1 anno1 1. Guay DRP. Cranberry and urinary tract infections. Drugs 2009: 69(7): 2. Cersosimo L, Catanzaro F, Imparato E et al. Raccomandazioni per il trattamento delle infezioni delle vie urinarie non complicate nell’adulto. Farmaci e Terapia 2004; XXI(1-2): 5-15. 3. Sweet RL, Gibbs RS. Infectious diseases of the female genital tract. 5th ed. Philadelphia (PA): Lippincott Williams &Wilkins; Cap 14, pag 250.

8 L’Escherichia coli è il principale responsabile
80% Staphylococcus saprophyticus 10-15% 5-10% Proteus mirabilis, Klebsiella pneumoniae Distribuzione degli agenti eziologici delle cistiti acute non complicate in giovani donne1 Candida glabrata e Candida albicans causano infezioni nell’immunodepresso e nei diabetici. Sweet RL, Gibbs RS. Infectious diseases of the female genital tract. 5th ed. Philadelphia (PA): Lippincott Williams & Wilkins; Cap 14, pag 250.

9 Le IVU non complicate sono, nella maggior parte dei casi, dovute alla presenza di germi di provenienza fecale Escherichia coli

10 L’eziopatogenesi delle cistiti
1 Colonizzazione dell’area periuretrale da parte di batteri uropatogeni Ascensione degli uropatogeni lungo l’uretra Crescita batterica in tratti urinari normalmente sterili 2 Adesione dei batteri alla mucosa uroepiteliale E. coli adeso alle pareti della vescica Guay DRP. Cranberry and urinary tract infections. Drugs 2009: 69(7):

11 Dall’adesione all’infezione

12 Fisiopatologia delle IVU
Il “primum movens” del processo infettivo dipende soprattutto da ADESIVITA’ BATTERICA AGGRESSIONE SULLA PARETE VESCICO - URETRALE colonizzazione moltiplicazione invasione infezione 12 12

13 Per aderire all’uroepitelio i batteri uropatogeni sono provvisti di prolungamenti denominati fimbrie o adesine. Le adesine, di natura proteica, sono specifiche e si legano a un corrispondente recettore presente sulla superficie uroepiteliale. Epithelial cell L’E. coli presenta 2 tipi di adesine, morfologicamente simili, ma che si legano a due recettori differenti: i pili di tipo 1 espressi dai ceppi sia uropatogeni sia non uropatogeni, hanno per recettore il D-mannosio (mannosio-sensibili) le P-fimbrie espresse solo da ceppi uropatogeni, si legano a un recettore polisaccaridico (mannosio-resistente) G. Tempera, S. Corsello, C. Genovese, F.E.Caruso and D. Nicolosi “Inhibitory activity of cramberry extract on the bacterial adhesiveness in the urine of women: an ex-vivo study”; Inter. Journal of Immunopathology and Pharmacology, vol 23, n 2, , 2010.

14 FATTORI DI RISCHIO PER LE INFEZIONI RICORRENTI VIE URINARIE
I fattori di rischio della cistite nella donna possono essere vari: l'età i rapporti sessuali (che favoriscono il passaggio di batteri patogeni nella vagina, poi nell'uretra ed infine nella vescica); la stitichezza (i batteri intestinali migrano più facilmente quando c’è un ristagno prolungato delle feci) l'uso del diaframma e delle creme spermicide malattie dismetaboliche (diabete, gotta) ed immunodepressione anomalie anatomiche (brevità uretra, cistocele, reflusso vescico-ureterale, litiasi urinaria) cause disfunzionali (vescica neurogena) manovre strumentali (cateterismo, uretocistoscopia) in gravidanza dalla riduzione del tono della mucosa uretrale da iperprogesteronemia, compressione meccanica su uretere e vescica l’ipoestrogenismo Cistouretriti atropiche con coltura sterile in postmenopausa (incidenza in postmenopausa del 12-17%) (Dwyer PL et all Recurrent urinary tract infection in the female. Curr Opin Obstet Gynecol 2002) Alterazioni del pH per alterato metabolismo del glicogeno Maggiore suscettibilità agli enterobatteri Nell’uomo sono invece legate all’ ipertrofia o a flogosi della prostata

15 FATTORI FAVORENTI L’ADERENZA E LA COLONIZZAZIONE BATTERICA
RUOLO DEGLI ESTROGENI Gli estrogeni favoriscono la colonizzazione vaginale e dell’uretra distale da parte di Lattobacilli che concorrono a mantenere un pH acido inibendo la crescita dei patogeni. La maggior incidenza di UTI si verifica nella fase iniziale del ciclo mestruale durante la quale l’adesività batterica è maggiore rispetto alla fase post ovulatoria. Le donne in postmenopausa sono maggiormente suscettibili alle UTI in quanto, in carenza di estrogeni, gli uropatogeni aderiscono alle cellule epiteliali in maggior numero. La terapia estrogenica sostitutiva favorisce la colonizzazione del lattobacillo, riduce il pH vaginale e la proliferazione dei gram negativi/uropatogeni fecali con ridotta incidenza ITU ricorrenti Sulfrini S, 2008

16 DIAGNOSI BATTERIURIA SIGNIFICATIVA
1.Anamnesi: infezioni delle alte/basse vie urinarie 2.Esame obiettivo 3.Indagini strumentali - esami di laboratorio Esami ematochimici (leucocitosi, PCR, VES, creatinina, azotemia, elettroliti) Esame delle urine (corretta raccolta e conservazione, quantificazione della batteriuria, esame del sedimento urinario per ricerca GB e GR) Urinocultura Emocultura - esami strumentali Ecografia TC Urografia Cistoscopia BATTERIURIA SIGNIFICATIVA Presenza di batteri nelle urine >105 microrganismi/ml urine Necessarie per le infezioni urinarie complicate, recidivanti, o con persistenza batterica e nei pazienti diabetici o con rene policistico. Piuria presenza di almeno 10 leucociti nelle urine per campo con ingrandimento di 400x

17 Cistiti in fase acuta La scelta del farmaco dipende da:
Gravità clinica Fattori di rischio individuali Localizzazione nel tratto escretore Ambiente in cui si ha l’infezione (paziente ospedalizzato o non) Terapia antibiotica mirata (previa esecuzione di urinocultura con antibiogramma) in caso di pazienti ospedalizzati, con manifestazioni complicate o con infezioni nosocomiali per ampio spettro degli uropatogeni e alta incidenza di forme resistenti. Terapia empirica in genere per cistiti acute o recidivanti non complicate, soprattutto in donne in età fertile. Linee Guida Internazionali Warren et al 1999; Naber et al 2001; Wagenlehener et al 2005. GIMMOC Quaderni di Microbiologia e medicina Generale vol IX, Q2, 2005, p1-24.

18 Le infezioni urinarie (UTI) possono:
Recidivare cioè tornare essendo causate sempre dallo stesso germe. Ricorrere cioè ripetersi essendo determinate da microrganismi differenti. Superinfettarsi cioè compare un’ infezione causata da una nuova specie batterica in corso di terapia.

19 Cistite ricorrente della donna
Terapia del singolo episodio Farmaci, dosi e tempi di somministrazione analoghi a quelli dell’episodio di cistite acuta Profilassi continua Posologia Durata cotrimossazolo mg os/die Profilassi continua per mesi oppure per 3 giorni/settimana per mesi nitrofurantoina mg os/die cefaclor 250 mg os/die norfloxacina 200 mg os/die ciprofloxacina mg os/die fosfomicina trometamolo 3 g os/ogni 10 gg. 3-6 mesi Possibilità di insorgenza di resistenze per terapie lunghe 19

20 NUOVE STRATEGIE NELLE UTI RICORRENTI: l’adesione batterica
Lavigne JP et al. Cranberry (Vaccinium macrocarpon) et infections urinaries: étude te revue de la littérature. Pathologie Biologie 2007; 55: Lee YL et al. Anti-microbial activity of urine after ingestion of cranberry: a pilot study . Evid Based Complement Altern Med [Epub ahead of print].

21 Composizione del cranberry
88% acqua miscela complessa di: acidi organici flavonoidi antocianidine catechine triterpeni vitamina C Le antocianidine e le proantocianidine sono dei tannini (polifenoli stabili)1 Esse fungono da sistema di difesa naturale della pianta contro i microbi1 Le proantocianidine (PAC) sono il principale componente attivo del cranberry Le PAC sono formate da oligomeri (piccole catene) di unità di flavonoli2 Guay DRP. Cranberry and urinary tract infections. Drugs 2009: 69(7): Bailey DT, Dalton C, Joseph Daugherty F et al. Can a concentrated cranberry extract prevent recurrent urinary tract infections in women? A pilot study. Phytomedicine 2007;14(4):

22 Il cranberry è ricco di PAC
Contenuto in PAC di alcuni frutti comuni Gu L, Kelm MA, Hammerstone JF et al. Concentrations of proanthocyanidins in common foods and estimations of normal consumption. J Nutr 2004; 134(3):

23 Unique anti-adhesion activity

24 “ Ostacolando l’adesione degli uropatogeni alle cellule dell’epitelio vescicale, si blocca lo sviluppo della UTI “ cranberry PACs (proantocianidine tipo A) : specifiche molecole antiadesive presenti in molti frutti che riducono l’adesività batterica alle cellule uroepiteliali Deformazione del batterio – Gli E. coli esposti all’azione del cranberry subiscono un allungamento del corpo batterico e perdono la capacità di aderire alle pareti della vescica Nel lungo termine riduzione dell’espressione delle fimbrie e scomparsa delle adesine Incremento della fisiologica eliminazione dell’E. Coli col flusso urinario 1.Lavigne JP et al. In vitro and in vivo evidence of dose dependent decrease of uropathogenic E. Coli virulence aftr consumption of commercial Vaccinium macrocarpon (cramberry) capsule. Clin. Microbiol Infect 2008; 14 (4): 2. Howell et al Inhibition of the adherence of P-fimbriated Escherichia coli to uroepithelial-cell surfaces by proanthocyanidin extracts from cranberries. N Engl J Med. 24

25 Adesività di E. coli alle cellule della mucosa urinaria
E.coli in grado di determinare UTI in soggetti normoergici posseggono adesine specifiche per le cellule uropeiteliari Adesività di E. coli alle cellule della mucosa urinaria 25

26 Le PAC del cranberry sono selettive
Le PAC mostrano un’attività inibitoria molto forte nei confronti delle adesine “mannosio-resitenti” (fimbrie-P) di E. coli isolati dalle urine, mentre dimostrano solo una moderata attività nei confronti di E. coli fecali. La proprietà antiadesiva del cranberry è di aiuto nella prevenzione delle UTI attraverso 2 meccanismi: previene direttamente l’adesione di E. coli alle cellule dell’uroepitelio seleziona, nelle feci, i ceppi batterici dotati di minore adesività 1 2 Raz R, Chazan B, Dan M. Cranberry juice and urinary tract infection. ClD 2004; 38:  

27 36 mg di proantocianidine
Dose efficace = 36 mg di proantocianidine

28 Vitamina C E’ presente negli alimenti di origine vegetale (agrumi, kiwi, peperoni, pomodori, ortaggi a foglia verde) La verdura e la frutta che vengono conservate per lungo tempo prima di essere consumate subiscono però ingenti perdite vitaminiche. Trattamenti che comportano lavaggi con grandi quantità di acqua e successiva cottura possono portare a notevoli perdite (sino a raggiungere in alcuni casi il 75%). In Italia, il livello di assunzione giornaliero raccomandato di vitamina C nelle donne adulte è di 80 mg. Livelli di assunzione giornalieri raccomandati di nutrienti per la popolazione italiana (L.A.R.N.), Società Italiana Di Nutrizione Umana, Revisione 1996. Acta Obstet Gynecol Scand. 2007; 86(7): La vitamina C riduce del 56,5% il rischio relativo di UTI

29 La vitamina C riduce il rischio di UTI
Risultati1 29,1% La vitamina C riduce del 56,5% il rischio relativo di UTI Pazienti con UTI (%) 12,7%* * p<0,03 Ochoa-Brust GJ, Fernández AR, Villanueva-Ruiz GJ et al. Daily intake of 100 mg ascorbic acid as urinary tract infection prophylactic agent during pregnancy. Acta Obstet Gynecol Scand 2007; 86(7):

30 La vitamina C riduce il rischio di UTI
Conclusioni1 Il consumo di 100 mg di vitamina C al giorno svolge un importante ruolo nella prevenzione delle UTI, migliorando il livello di salute nelle donne in gravidanza. In aree con alta incidenza di batteriuria, UTI e resistenza antimicrobica, è necessario che le donne in gravidanza assumano un supplemento di vitamina C, ad iniziare dalla 12a settimana, al fine di aiutare a prevenire le UTI nelle madri. Ochoa-Brust GJ, Fernández AR, Villanueva-Ruiz GJ et al. Daily intake of 100 mg ascorbic acid as urinary tract infection prophylactic agent during pregnancy. Acta Obstet Gynecol Scand 2007; 86(7):

31 Riduzione complessiva dell’adesività batterica del 50,9%
CISTITE RICORRENTE Preparato con 120 mg di cranberry, di cui proantocianidine (PAC) 36 mg, acido ascorbico 60 mg (75% della RDA)(1 cpr alla sera per 20 giorni, pausa per 10 giorni, per 3/6 mesi). Riduzione complessiva dell’adesività batterica del 50,9% la sommistrazione di antibiotici rimane il “gold standard” della terapia delle UTI .... .... Ma l’uso di cranberry sembra essere efficace nella prevenzione delle infezioni ricorrenti delle basse vie urinarie e potrebbe contribuire ad ottimizzare l’uso degli antibiotici G. Tempera, S. Corsello, C. Genovese, F.E.Caruso and D. Nicolosi “Inhibitory activity of cramberry extract on the bacterial adhesiveness in the urine of women: an ex-vivo study”; Inter. Journal of Immunopathology and Pharmacology, vol 23, n 2, , 2010. 31

32 Indice di adesività ( media) Soggetti con cistiti ricorrenti
Preparato in combinazione con proantocianidine e vitamina C riduzione % dell’adesività batterica dopo 7 gg. di trattamento p < - 50,8 % Indice di adesività ( media) basale Soggetti con cistiti ricorrenti

33 Controindicato in pazienti in trattamento con antagonisti vitamina K (warfarin) per aumento effetto anticoagulante Sono stati segnalati 8 casi fatali con un aumento dell’INR e/o episodi di sanguinamento acuto, in 3 casi l’INR è risultato instabile e in un solo caso l’INR è diminuito. Nel caso fatale, l’INR del paziente, in precedenza stabile, è aumentato (INR > 50) dopo 6 settimane di consumo del succo. Il paziente è deceduto per emorragia pericardiaca e gastrointestinale, effetto collaterale relazionabile ad una interazione tra cranberry e warfarin, infatti quest’ultimo vien metabolizzato dal citocromo P 450 (CYP2C9) mentre il cranberry contiene flavonoidi che inibiscono gli enzimi CYP. Mohammed Abdul MI et al. Pharmacodynamic interaction of warfarin with cranberry but not with garlic in healthy subjects. Br J Pharmacol 2008 Jun 2.

34 Cranberry e gravidanza
Studio clinico pilota 2008: somministrato succo di mirtillo rosso, osservazione per 6 mesi di 188 donne in gravidanza con ITU sintomatiche o non, divise in 3 gruppi : Gruppo 1 assumeva cranberry 2 volte die → 6 episodi infettivi Gruppo 2 assumeva cranberry 1 volta die + placebo 1 volta die → 10 episodi infettivi Gruppo 3 assumeva solo placebo → 11 episodi infettivi Nel gruppo 1 vi era una riduzione del 53% delle ITU asintomatiche e del 41% di quelle sintomatiche. Nel 38,8% sono stati segnalati lievi disturbi gastrointestinali. Lo studio indicherebbe che il succo di cranberry può ostacolare le ITU nelle gravide senza causare tossicità. Wing DA et al. L’effetto del consumo giornaliero di succo di cranberry nella prevenzione delle infezioni sintomatiche o non sintomatiche delle vie urinarie nella donna in gravidanza. J Urol 180(4) , 2008. Metanalisi 2009: controindicato uso in allattamento e in gravidanza per mancanza di sufficienti dati di teratogenesi. Nergard CS et al Cranberries for prevention of recurrent urinary tract infection. Tidsskr Nor Laegeforen 129(4): 303-4, 2009.

35 PROBIOTICI “microrganismi vivi e vitali che conferiscono benefici alla salute dell’ospite quando consumati in adeguata quantità” (FAO/WHO 2001), ogni ceppo ha una dose adeguata e proprietà specifiche. Il probiotico ideale deve avere: origine umana resistenza agli acidi e alla bile adesione alle cellule epiteliali colonizzazione dell’intestino umano buona capacità di crescita produzione di sostanze antimicrobiche effetti benefici sulla salute. (De Pace V, Ricchieri F.et all, ecosistema vaginale: raccomandazioni per preservarlo. Colposcopia Modena 8-10 Maggio 2008) La somministrazione vaginale o orale di Lactobacillus acidophilus per periodi protratti (20 giorni) determina la risoluzione di vaginosi batterica (fattore associato alle UTI), e/o la sua ricorrenza e/o l’aumento della flora lattobacillare rispetto al trattamento con placebo o l’osservazione. (Falagas ME et all, Probiotics for the treatment of women with bacteria vaginosi. Clin Microbiol Infect, 2007)

36 Risultati simili si riscontrano con l’utilizzo di probiotici (Lactobacillus rhamnousus GR1 e L. reuteri RC-14, L.paracasei B21060) nel trattamento e nella prevenzione delle cistiti recidivanti. Questi colonizzano rapidamente la mucosa intestinale ed esplicano un’azione di competizione nei confronti di enterobatteri patogeni. (Reid G, The role of cranberry and probiotics in intestinal and urogenital tracts health. Crit Rev Food Sci Nutr. 2002; Anukam KC, et all, Clinical study comparing probiotic L. GR1 and RC14 with metronidazole vaginal gel to treat symptomatic bacterial vaginosis. Microbes infects 2006) → Sul mercato esistono pertanto prepararti combinati contenti cranberry (36 mg di proantocianidine per bustina) associato a probiotici quali Lactobacillus paracasei B21060 (non meno di 5 miliardi di lattobacilli vivi) e prebiotici che esplicano una doppia azione: - a livello dell’apparato urinario impediscono l’adesione di E. Coli e la probabilità di sviluppare l’infezione - a livello intestinale migliora qualitativamente la flora batterica, riducendo la carica di enterobatteri patogeni e la loro risalita verso le vie urinarie. → Altra possibile associazione è tra cranberry e probiotici contenenti Saccharomyces boulardii (5 miliardi di germi vivi) un lievito geneticamente resistente agli antibiotici. Agisce inibendo la crescita di molti patogeni ( Candida albicans, Proteus, E. Coli, Shigella, Salmonella, Pseudomonas), inoltre ha un effetto immunostimolante di difesa contro le infezioni stimolando il sistema del complemento, stimolando la fagocitosi e aumenta l’attività enzimatica della disaccaridasi della mucosa intestinale, promuove la sintesi delle vitamine del complesso B e inibisce e riduce l’attività delle enterotossine patogene

37 L-metionina E’ un aminoacido essenziale contenente zolfo che il nostro organismo non riesce a produrre ma lo deve introdurre dall’esterno. La disponibilità di L-metionina (in quanto donatore di zolfo) in quantità sufficiente, è la condizione necessaria per la biosintesi di cisteina, un aminoacido solfurato. Molti Gram negativi sono in grado di alcalinizzare le urine per degradazione enzimatica dell’urea, determinando così delle condizioni di crescita a loro vantaggiose. Il mantenimento del pH fisiologico ottenuto per azione della L-metionina riesce a creare condizioni sfavorevoli alla colonizzazione batterica. Esistono pertanto in commercio preparati che sommano gli effetti del cranberry (80 mg) a quelli dell’integrazione di L-metionina (800 mg die).

38 Conclusioni Il trattamento delle cistiti acute utilizza terapie antibiotiche specifiche o non. La prevenzione delle cistiti ricorrenti può avvalersi dell’utilizzo di integratori a base di cranberry in associazione a vitamina C o a probiotici/prebiotici o in associazione a L-metionina. Il cranberry esplica la sua azione bloccando l’adesività batterica attraverso le proantocianidine A (36 mg dose efficace): riduce l’espressione delle fimbrie batteriche, deforma l’E. Coli, favorendone la fisiologica eliminazione con le urine. Il cranberry risulta pertanto indicato nella prevenzione delle infezioni ricorrenti per ottimizzare l’utilizzo degli antibiotici stessi. M.Grabe, et all, Guidlines on Urological Infection, European Association of Urology, 2011


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