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Rilevatore di Ambienti naturali

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Presentazione sul tema: "Rilevatore di Ambienti naturali"— Transcript della presentazione:

1 Rilevatore di Ambienti naturali
Laurea specialistica Rilevatore di Ambienti naturali Primatologia

2 Programma del corso Definizione, classificazione e distribuzione dei primati La ricerca primatologica, excursus storico. Definizione dell'ordine dei primati. Classificazione dei primati viventi. Habitat e distribuzione geografica. Caratteri morfo-funzionali dei primati viventi Mole corporea e adattamenti locomotori. Arrampicatori, quadrumani e quadrupedi; bipedi e knuckle-walkers. Le estremità: mani, piedi, polpastrelli, unghie e pseudoartigli. Mole corporea e adattamenti alimentari. I canali sensoriali. Struttura di base e dimensione relativa del cervello. Etologia dei primati Tipi di organizzazione sociale. Relazioni sociali intragruppo. Socialità e strategie riproduttive. Cure parentali. La comunicazione attraverso il canale visivo, uditivo e tattile. Vocalizzazioni, mimica facciale, comunicazione gestuale e posturale. Esperimenti di apprendimento in laboratorio di linguaggi simbolici da parte di grandi antropomorfe. La cultura animale. La protocultura dei macachi del Giappone e le tradizioni culturali degli scimpanzé.

3 Premessa storica Le scimmie sono i mammiferi più vicini all’uomo per la loro anatomia e per il loro comportamento. Per questo sono stati oggetto di osservazione e di studio fino dall’antichità. Aristotele (IV secolo a.C.), sulla base delle ricerche effettuate nel Liceo, le ha suddivise in cinque gruppi, insistendo sulla loro somiglianza con l’uomo. Le scimmie si incontrano nella mitologia greca e romana. Per gli indù ortodossi dell’India le scimmie erano sacre. In Cina e Giappone sono state ritratte per secoli. Molte scimmie notturne erano considerate dagli indigeni del Madagascar esseri umani morti e reincarnati. Nell’Europa occidentale, durante il Medioevo e il Rinascimento, erano utilizzate nella letteratura con ruoli di buffoni.

4 Premessa storica Un tentativo razionale di comprensione della natura dei primati risale al II secolo d.C., quando il fisico greco Galeno effettuò studi anatomici sul macaco africano. Galeno era convinto che il corpo delle scimmie fosse talmente simile a quello dell’uomo da poter essere usato per studi di anatomia umana (non consentita sul cadavere umano). Vesalio, anatomista e medico fiammingo del XVI secolo, sottolineò invece le differenze fisiche tra uomini e scimmie. Nel 1699 il chirurgo inglese Tyson studiò approfonditamente la struttura anatomica di uno scimpanzé dichiarando che somigliava più all’uomo che alle altre scimmie. Il primo studio sistematico sulla classificazione dei primati fu realizzato dal botanico svedese Linneo. Nella decima edizione del Systema naturae (1758) Linneo colloca l’uomo insieme alle scimmie nell’ordine dei primati. La classificazione linneana fu molto contestata (Owen, Cuvier, Illinger) e vennero proposti nuovi sistemi di classificazione che insistevano sui caratteri fondamentali umani (due mani, postura eretta, cervello sviluppato).

5 La primatologia La primatologia è lo studio dell’ordine dei primati. È una disciplina profondamente interdisciplinare, connessa soprattutto con l’antropologia fisica e con la biologia in generale, ma anche con la psicologia e la sociologia. La primatologia ha influito molto sulle conoscenze sull’origine e le basi biologiche dei comportamenti umani. Il campo di interesse della primatologia moderna si estende dagli studi anatomici sui primati fossili, agli studi comportamentali dei primati viventi nel loro habitat naturale, agli studi medici, di biologia molecolare, di psicologia animale e del linguaggio. Gli approcci metodologici in uso sono di tre tipi fondamentali: 1. studi sul campo, che prevedono l’osservazione dei primati nel loro habitat naturale; 2. studi in semi-libertà, in cui le condizioni naturali sono in certa misura replicate, con il vantaggio di possibilità di osservazione continuative e facilitate; 3. studi in laboratorio, che prevedono la sperimentazione controllata di comportamenti, capacità cognitive, caratteristiche bio-mediche. Nella ricerca primatologica, la scuola occidentale e la scuola giapponese sono le più rilevanti. Esse si distinguono fortemente per l’approccio metodologico e la filosofia di base, anche se negli anni recenti sono stati condivisi molti principi e metodi.

6 La scuola occidentale La scuola occidentale si è contraddistinta inizialmente per le ricerche bio-mediche e per gli esperimenti sulle capacità cognitive dei primati (in particolare scimpanzé). La metodologia è caratterizzata da un atteggiamento neutrale, teso alla rilevazione oggettiva dell’osservazione (unbiased). Recentemente, questo approccio si è in parte modificando. Alcuni primatologi occidentali di grande rilievo: Dian Fossey, Jane Goodall, Frans de Waal, Linda Fedigan, Birute Galdikas, Adolph H. Schultz, Barbara Smuts, David Watts, Richard Wrangham.

7 La scuola giapponese La primatologia giapponese è strettamente collegata con l’ecologia. È interessata allo studio dei comportamenti e dei sistemi sociali. L’approccio metodologico è soggettivo; prevede una stretta interazione, anche di natura affettiva, e una condivisione di parte della vita tra osservatore e soggetto animale. La procedura prevede l’osservazione dei singoli individui, contraddistinti da nomi propri, delle relazioni familiari e delle interazioni tra i membri del gruppo. Alcuni primatologi giapponesi di grande rilievo: Kinji Imanishi, Junichiro Itani, Masao Kawai, Tetsuro Matsuzawa, Toshisada Nishida, Jensen Erik.

8 Jane Goodall: vita Jane Goodall nata a Londra nel 1934 vivente.
Ha dimostrato fin da giovane grande interesse per il mondo animale. Nel 1957, assunta come segretaria dall’antropologo Louis Leakey, lo accompagnò in Kenia dove egli intendeva studiare gli scimpanzé in natura. Nel 1960 iniziò a studiare in proprio gli scimpanzé e si avventurò in Tanzania, nell’Africa orienatale, al Gombe Stream Chimpanzee Riserve (in seguito Gombe Stream National Park) sulle sponde del lago Tanganica. Fu la prima donna ad entrare nel territorio selvaggio delle foreste africane. Nel 1964 ottenne il dottorato in Etologia presso l’università di Cambridge. Successivamente tornò in Tanzania per continuare le ricerche e istituì il Gombe Stream National Park. Nel 1977 fondò il Jane Goodall Institute (JGI) per sostenere: le ricerche sul campo; i progetti di conservazione degli scimpanzé e del loro ambiente; i progetti di educazione ambientale interculturale; la promozione di relazioni positive tra l’uomo, l’ambiente e gli animali; la promozione di attività finalizzate ad assicurare il benessere degli animali, sia in natura che in cattività. Oggi J.Goodall dedica tutto il suo tempo a difendere la causa degli scimpanzé ed è stata tra gli ideatori del “Progetto grandi scimmie antropomorfe”, che mira ad ottenere per i primati un certo numero di diritti riconosciuti a livello internazionale.  Negli ultimi 15 anni la Goodall ha viaggiato in tutto il mondo per sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi ambientali e per raccogliere fondi per la ricerca.

9 Opere In the Shadow of Man (1988)
Chimpanzees of Gombe: Patterns of Behavior (1986) Through a Window (2000) due autobiografie e molti libri per bambini A lei sono dedicati numerosi documentari televisivi e filmati.

10 Progetti Roots & Shoots (Radici e Germogli): programma ambientale e umanitario internazionale dedicato ai giovani, con l’obiettivo di educare al rispetto dell’ambiente e di favorire la comprensione di altre culture. Progetto Sanganigwa: per contrastare la piaga degli orfani di AIDS dell’Africa sub-sahariana. Progetto Tacare, finanziato dalla comunità europea prevede il sostegno a 30 villaggi africani attraverso la riforestazione, l’assistenza sanitaria di base, la pianificazione familiare. Progetto internazionale di ricerca Chimpanzoo, coinvolge 12 zoo e centri di recupero con lo scopo di raccogliere dati per studi comparativi e per migliorare le condizioni di vita degli scimpanzé in cattività. Santuari: centri di accoglienza dei piccoli di scimpanzé confiscati ai bracconieri (per fermare il traffico illegale) dove gli animali, che non possono essere reintrodotti in natura, vengono accuditi.

11 Le ricerche di J. Goodall sono considerate le più esaustive su una specie in natura. Le sue scoperte hanno fornito la base per tutti gli studi successivi sui primati e ridefinito la relazione tra l’uomo e gli animali. Per il suo impegno scientifico politico e sociale ha ricevuto molte onorificenze, tra cui: medaglia della Tanzania; premio Kioto; medaglia Benjamin Franklin per le scienze della vita; premio Gandhi-King per la non violenza; dama dell’ordine dell’impero britannico; messaggero di pace delle Nazioni Unite; legion d’onore francese. Ha inoltre ottenuto riconoscimenti accademici da numerose università (Philadelphia, Utrecht, Monaco, Edimburgo…)   

12 Rischi di estinzione nell’ordine dei primati

13 La distribuzione dei primati dipende dalla capacità di adattarsi alle variazioni stagionale, alla rpesenza di ostacoli naturali, alle fonti di alimento, dalla presenza di predatori. La maggior parte delle scimmie vive meglio in regioni tropicali e semitropicali più o meno umide. Tuttavia le altissime tempretaure non sono tollerate. molte catarrine sembrano tollerare facilmente le temperature fredde, una capacità che non dipende dallo sviluppo della pelliccia, né dal grasso sottocutaneo. La diffusione dipende dalla presenza di foreste, dove trovano protezione. L’acqua non troppo estesa o profonda non costituisce una barriera invalicabile. Tuttavia le scimmie non entrano in genere volentieri in acqua, ma ne hanno bisogno per bere.

14 Red List of Threatened Animals (IUCN, 2000)
IUCN (International Union for Conservation of Nature) World Conservation Union Il numero varia perché alcuni gruppi strettamente correlati possono essere considerate varietà, o specie distinte e vengono scoperte nuove varietà di primati. L'ambiguità potrà essere parzialmente risolta in futuro grazie ai dati tratti dal sequenziamento del DNA. Complica il problema il fatto che ogni pochi anni. 14

15 CR (Critically Endangered)
CR (Critically Endangered). In pericolo critico, quando un taxon si trova ad un livello di rischio di estinzione allo stato selvatico estremamente elevato nell’immediato futuro. EN (Endangered). In pericolo, quando un taxon si trova ad un livello di rischio di estinzione in natura molto elevato in un prossimo futuro. VU, (Vulnerable). Vulnerabile, quando un taxon si trova ad un elevato livello di rischio di estinzione nel futuro a medio termine. DD (Data Deficient). Carenza di informazioni, quando non esistono informazioni adeguate per fare una diretta o indiretta valutazione del rischio di estinzione di un certo taxon.

16 Spartaco Gippoliti1, Elisabetta Visalberghi2
1) IUCN/SSC PRIMATE SPECIALIST GROUP, Roma 2) ISTITUTO DI PSICOLOGIA, CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE, Roma Ordine Primates: elenco delle specie viventi, nome italiano e grado di minaccia. Rivista di Antropologia, Vol. 79 (2001), pp

17 Definizione dell’ordine dei primati

18 Definizione secondo Mivart (1873)
Mammiferi placentati, clavicolati e unguiculati, dotati di una barra ossea che separa la cavità orbitaria dalla fossa temporale. Presentano dentatura poco specializzata, caratterizzata dalla presenza di tre tipi di denti, in almeno un periodo della vita, in grado di svolgere tre diverse funzioni (incidere, lacerare, triturare). Il cervello è sempre dotato di un lobo posteriore e di scissura calcarina. Il primo dito di almeno uno dei due arti è opponibile, l’alluce presenta un’unghia appiattita o nessuna. Il cieco è ben sviluppato, il pene è pendulo e i testicoli sono scrotalizzati. Sono sempre presenti due mammelle pettorali.

19 Definizione secondo Le Gros Clark (1959)
Conservazione di una struttura degli arti generalizzata con primitiva pentadattilia. Aumento di una mobilità indipendente delle dita, specialmente del pollice e dell’alluce (ambedue utilizzati per la presa). Sostituzione di artigli aguzzi e compressi con unghie appiattite; sviluppo di cuscinetti sensitivi tattili sulle dita. Riduzione progressiva della lunghezza del muso. Affinamento dell’apparato visivo, con lo sviluppo di vari gradi di visione binoculare. Riduzione dell’apparato olfattivo. Perdita di alcuni elementi dentari rispetto alla dentatura mammifera primitiva. Conservazione di un pattern semplice delle cuspidi dei molari. Espansione progressiva e complicazione del cervello, specialmente della corteccia cerebrale. Aumentata e crescente efficienza dei processi coinvolti nella gestazione.

20 Caratteri anatomici e fisiologici distintivi dei primati
Anatomia generalizzata (mancanza di strutture specializzate). Clavicole perfettamente funzionanti. Struttura pentadattila, con le prime dita di mani e piedi adatte alla prensione, con polpastrelli sono molto sensibili e con, nella maggior parte di casi, unghie appiattite su tutte le dita. Dentatura non specializzata, con tendenza alla riduzione della formula dentaria (incisivi e premolari, da 44 a 32). Riduzione dell’apparato olfattivo. Potenziamento degli organi visivi, della visione binoculare e dei colori. Diminuzione della densità della pelliccia e riduzione dei peli specializzati (vibrisse). Espansione e progressiva elaborazione della corteccia cerebrale e del cervello in generale. In alcune specie fino al 50% della corteccia cerebrale è coinvolta nell’elaborazione visiva.

21 Potenziamento degli organi visivi
L’occhio umano, come quello dei primati (meno nei lemuri), consente la visione tridimensionale in un arco di 120°, le parti esterne, fino a 160° - 180° sono a visione bidimensionale. Esiste forte variabilità nella visione dei colori, con la maggiore capacità nelle specie diurne. Quasi tutte le catarrine sono tricomatriche (blu, verde, rosso). Si tratta di un adattamento alla dieta frugivora, o sessuale.

22 Altri caratteri distintivi dell’ordine
Grande variabilità nella mole corporea. Vita prevalentemente /originariamente arboricola. Alimentazione onnivora opportunista. Prolungamento della durata della vita (espansione della fse pre riproduttiva e post riproduttiva) Strategie riproduttive di tipo K (placenta emocoriale, parti singoli, cure parentali intense e prolungate). Strutture sociali complesse, tendenza alla manipolazione dell’ambiente.


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