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Piaget L’epistemologia genetica. Tra biologia e logica  psicogenesi della conoscenza e delle strutture stesse che operativamente costruiscono se stesse.

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Presentazione sul tema: "Piaget L’epistemologia genetica. Tra biologia e logica  psicogenesi della conoscenza e delle strutture stesse che operativamente costruiscono se stesse."— Transcript della presentazione:

1 Piaget L’epistemologia genetica

2 Tra biologia e logica  psicogenesi della conoscenza e delle strutture stesse che operativamente costruiscono se stesse ed i propri oggetti;  Intelligenza come una delle forme di adattamento degli organismi all’ambiente;  Adattamento come equilibrio tra “assimilazione” e “accomodamento”;  Sviluppo: modalità e tempi secondo cui stati di equilibrio e stati di disequilibrio si succedono dialetticamente.

3 Relazione soggetto-oggetto  ASSIMILAZIONE: dal soggetto alle cose;  ACCOMODAMENTO: dalle cose al soggetto;  Gli stati di provvisorio equilibrio corrispondono agli stadi evolutivi dell’intelligenza: 1. Senso-motoria, 2. Rappresentativa (egocentrismo), 3. Pre-operatoria, 4. Operatoria concreta (reversibilità e costruzione delle invarianti), 5. Logico-formale (il reale che si subordina al possibile).

4 Soggetto costruttore  Dalla prospettiva piagetiana emerge un soggetto costruttore della rete di strutture mentali da cui deriva l’intero ordine e l’intelligibilità del mondo circostante;  Il movimento dell’assimilazione tende a dare agli oggetti la forma determinata dalle strutture cognitive interne, ma l’accomodamento indica un simultaneo processo di graduale trasformazione delle strutture interne che accompagna il percorso evolutivo.

5 Dallo sviluppo all’apprendimento  Lo sviluppo è più importante dell’apprendimen­to e quest’ultimo dipende dallo stadio di sviluppo;  L’indivi­duo è solo con la sua esperienza e le sue interpretazioni, come avulso dalla storia e dal contesto di relazioni sociali;  Il linguaggio è solo lo strumento della rappresentazione simbolica di operazioni e di concetti intramentali;  Perché un organismo non rimane nel suo equilibrio statico?  Cosa lo spinge a cambiare il suo stato, ad esporsi al rischio di perdere se stesso?

6 Il socio-culturalismo di Vygotskij.

7 Pensiero e linguaggio (1)  Relazioni tra pensiero e linguaggio;  V. nega la concezione dell’egocentris­mo infantile come fase intermedia tra il pensiero autistico primitivo e il pensiero socializzato;  “La funzione iniziale del linguaggio è la funzione della comunicazione, del legame sociale, dell’azione su coloro che sono attorno, sia dalla parte degli adulti che dalla parte del bambino. Così il primo linguaggio del bambino è puramente sociale. [...] Solo più tardi, nel processo della crescita, il linguaggio sociale del bambino, che è multifunzionale, si sviluppa secondo il principio della differenziazione in funzioni particolari e ad una certa età deve differenziarsi nettamente in linguaggio egocentrico e comunicativo”

8 Pensiero e linguaggio (2)  Nel bambino, intorno ai due anni di età, le linee di sviluppo del pensiero e del linguaggio si incrociano e tendono a coincidere, tanto che “il linguaggio diventa intellettivo e il pensiero diventa verbale”. Questo risultato implica che anche nell’adul­to non tutte le manifestazioni verbali si debbano necessariamente qualificare come connesse col pensiero e, anche, che non tutte le attività di pensiero sono verbalizzate.

9 Contesto e apprendimento  Un concetto non si sviluppa isolatamente, né separato dagli altri costituenti della compagine cognitiva interna, né dal rapporto linguistico-comunicativo con l’esterno, né dalla pressione verso la soluzione di un qualche problema;  Concetti quotidiani (o spontanei): si formano nell’esperienza diretta di casi concreti e particolari;  Concetti scientifici: vengono insegnati come dati estranei all’esperienza;  La differenza tra il processo di apprendimento e sviluppo dei concetti spontanei e quello di apprendimento e sviluppo dei concetti scientifici è analogo alle differenze che corrono tra apprendimento della lingua materna e quello di una seconda lingua.

10 Dall’apprendimento allo sviluppo  I concetti scientifici vengono rielaborati e resi significativi allorché, partendo dall’insegnamen­to, vengono correlati con il patrimonio di concetti spontanei già posseduti dal soggetto, reinterpretati e riformulati alla luce della rete di significati già esistente;  Per prendere coscienza, bisogna possedere ciò di cui si deve prendere coscienza”;  Asimmetria tra la logica dell’apprendimento/insegnamento e ritmo dello sviluppo;

11 ZSP (zona di sviluppo prossimale)  La determinazione della ZSP risulta dal confronto dei risultati che due soggetti della stessa età mentale ottengono quando vengono posti di fronte a compiti destinati ad età successive;  La ZSP si estende tra le abilità attuali e quelle accessibili con l’aiuto e l’imitazione;  La ZSP fissa i limiti e le possibilità di apprendimento significativo, di quel tipo di apprendimento che, diversamente dal semplice addestramento, si traduce in un guadagno per lo sviluppo;  È efficace soltanto l’appren­dimento a scuola che va avanti allo sviluppo e trascina lo sviluppo dietro di sé. Ma è possibile insegnare al bambino soltanto ciò che è già capace di apprendere. L’apprendimen­to è possibile là dove vi è la possibilità dell’imitazione”.


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