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LA RIVOLUZIONE FRANCESE. Prima della rivoluzione: i contadini fanno la fame e pagano tasse alte.

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Presentazione sul tema: "LA RIVOLUZIONE FRANCESE. Prima della rivoluzione: i contadini fanno la fame e pagano tasse alte."— Transcript della presentazione:

1 LA RIVOLUZIONE FRANCESE

2 Prima della rivoluzione: i contadini fanno la fame e pagano tasse alte.

3 Prima della rivoluzione i borghesi vogliono: abolizione dei privilegi nobiliari con tassazione anche per nobiltà e clero diritti politici e libertà monarchia costituzionale

4 Nei caffè e nei salotti si discutono le idee degli illuministi: la sovranità è del popolo, l’uomo ha dei diritti naturali che non possono essere violati, il potere del re non deve essere assoluto, ma diviso.

5 I nobili e il clero non pagano le tasse, ma sono ricchi e vivono nel lusso.

6 Molti nobili vivono a Versailles mantenuti dal re coi soldi dei sudditi.

7 Il re deve convocare gli Stati Generali perché non ha più soldi e vuole imporre nuove tasse. nobili ecclesiastici Luigi XVI borghesi

8 Il terzo stato, rappresentato dalla borghesia, arriva pronto a presentare delle richieste al re e chiede un diverso ssistema di voto.

9 Il re rifiuta e li chiude fuori. I ribelli allora si riuniscono nella sala della pallacorda e giurano di lottare uniti per dare una costituzione alla Francia.

10 Intanto a Parigi anche il popolo si ribella, per l’aumento del prezzo del pane. La gente assalta la Bastiglia per armarsi e combattere contro la guardia del re.

11 I Francesi non vogliono essere più sudditi, bensì cittadini.

12 L’assemblea nazionale costituente proclama la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (26 agosto 1789)

13 Innanzitutto viene dichiarato solennemente il principio di uguaglianza tra tutti gli esseri umani (art. 1); segue l'elencazione dei diritti naturali ed imprescrittibili dell’uomo, cui deve essere improntata l'azione delle associazioni politiche (art. 2), che vengono individuati in: libertà della persona, proprietà (diritto "inviolabile e sacro" secondo l'art. 17), sicurezza, resistenza all'oppressione. 1.Gli uomini nascono e vivono liberi ed uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull'utilità comune 2.Il fine di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali e imprescrittibili dell'uomo. Questi diritti sono: la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all'oppressione. 3.Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nelle nazione; nessun corpo, nessun individuo può esercitare un'autorità che non emani espressamente da essa.

14 4.La libertà consiste nel potere fare tutto ciò che non nuoce ad altri. Così l'esercizio dei diritti naturali di ciascun individuo non ha altri limiti se non quelli assicurano agli altri membri della società il godimento di questi stessi diritti. Questi limiti non possono essere determinati che dalla legge 5.La legge ha diritto di proibire soltanto le azioni nocive alla società. Tutto ciò che non è proibito dalla legge non può essere impedito, e nessuno può essere costretto a fare ciò che essa non ordina 6.La legge è l'espressione della volontà generale. Tutti i cittadini hanno diritto a concorrere personalmente o per mezzo dei loro rappresentanti alla sua formazione, essa deve essere uguale per tutti, sia che protegga, sia che punisca. Essendo i cittadini uguali innanzi ad essa, sono ugualmente ammissibili a tutte le dignità, uffici ed impieghi pubblici, secondo le loro capacità e senza altre distinzioni che quelle delle loro virtù e dei loro talenti. 7.Nessuno uomo può essere accusato, arrestato o detenuto, se non nei casi contemplati dalla legge e secondo le forme che essa ha prescritto.

15 10.Nessuno deve essere disturbato per le sue opinioni anche religiose, purché la manifestazione di esse non turbi l'ordine pubblico stabilito dalla legge. 11.La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell'uomo: ogni cittadino può dunque parlare, scrivere e pubblicare liberamente, salvo a rispondere dell'abuso di questa libertà nei casi determinati dalla legge. 16.ogni società nella quale non sia assicurata la garanzia dei diritti, e determinata la separazione dei poteri, non ha costituzione. 17.Essendo la proprietà un diritto inviolabile e sacro, nessuno potrà esserne privato se non quando la necessità pubblica, legalmente constatata, lo esiga evidentemente, e sempre con la condizione di una giusta e preliminare indennità.

16 Giugno 1791: il re tenta di fuggire con la famiglia, ma viene riconosciuto e catturato a Varennes.

17 Luigi XVI viene riportato a Parigi in attesa del processo: è accusato di aver tradito la Francia, organizzando in segreto una guerra contro il suo popolo con sovrani e nobili stranieri.

18 La Francia è diventata una monarchia costituzionale. All’interno dell’Assemblea nazionale però ci sono divisioni e progetti diversi.

19 1792: scoppia la guerra della Francia rivoluzionaria contro Austria e Prussia alleatesi per… 1.fermare l’estendersi della rivoluzione al resto d’Europa 2.difendere la monarchia assoluta contro le idee illuministe

20 Il popolo attacca il palazzo reale delle Tuileries e arresta il re, conducendolo in prigione. Il re verrà poco dopo processato e condannato a morte per un voto. I francesi non hanno più un sovrano e, nel 1792, una nuova costituzione sancisce che la Francia diventi una REPUBBLICA a suffragio universale.

21 Luigi XVI viene ghigliottinato in piazza. La guerra contro austro-prussiani continua: una regione della Francia, la Vandea, si ribella alla rivoluzione e vuole un ritorno al passato; la sua rivolta viene repressa.

22 La Francia ottiene una serie di vittorie nella guerra contro Austria e Prussia, anche con sacrifici economici e una leva di massa.

23 Questo periodo è ricordato come il «terrore». Tra il settembre del 1793 e il luglio 1794 prende il sopravvento il gruppo giacobino di Robespierre, che però finisce per eliminare fisicamente tutti i propri oppositori, anche rivoluzionari compagni delle prime battaglie. Questo periodo è ricordato come il «terrore».

24 Nel luglio 1794 (9 del mese termidoro) avviene un colpo di stato contro i giacobini: Robespierre e i suoi vengono arrestati e poi uccisi. In Francia si instaura un governo moderato a suffragio ristretto con un direttorio di 5 membri che detiene il potere esecutivo.

25 La Francia vittoriosa, esporta la rivoluzione e le sue idee anche altrove in Europa, con l’appoggio degli intellettuali illuministi di quegli stati. La prima meta è l’Italia settentrionale, in buona parte (Lombardo-Veneto) in mano all’Austria, monarchia assoluta nemica della rivoluzione.

26 Per la campagna d’Italia viene scelto un giovane generale di estrazione borghese, che prima della rivoluzione non avrebbe mai potuto fare carriera nell’esercito francese: Napoleone Bonaparte.

27 Napoleone riesce a creare in Italia una serie di repubbliche «sorelle» della Francia rivoluzionaria, che si danno delle costituzioni e cacciano via i sovrani assoluti. Ma ben presto Napoleone deluderà le speranze che molti hanno riversato in lui…


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