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MODULO 1 LE “TAPPE” DEL COSTITUZIONALISMO ARABO

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Presentazione sul tema: "MODULO 1 LE “TAPPE” DEL COSTITUZIONALISMO ARABO"— Transcript della presentazione:

1 MODULO 1 LE “TAPPE” DEL COSTITUZIONALISMO ARABO

2 PREMESSA DIFFUSSIONE DEL MODELLO DEMOCRATICO RAPPRESENTATIVO
La fine della guerra fredda ha fornito maggiori opportunità per la estensione della democrazia rappresentativa occidentale Tuttavia il mondo arabo-islamico sembra riluttante a questo cambiamento. Tanto che si è parlato di “eccezionalismo arabo-islamico” (N.J. Brown)

3 I quali hanno conosciuto
Alcune eccezioni Due eccezioni (all’eccezionalismo arabo-islamico) sono:Libano, Kuwait (e più di recente la Giordania) I quali hanno conosciuto - competizione elettorale tra i vari candidati alle elezioni; - lunghi periodi di libertà di stampa - libertà di espressione delle proprie opinioni differenti da quelle delle classi dirigenziali - non hanno subito dittature militari - sono sfuggiti alla logica del partito unico

4 I fattori di “resistenza”
1. L’Islam costituisce un elemento che non favorisce la trasformazione dei paesi arabo-islamici al regime democratico-rappresentativo 2. La bassa crescita economica rappresenta un limite per il cambiamento democratico

5 Segue … secondo Huntington
Con l’accelerazione della crescita economica i bisogni materiali della società risulterebbero gradualmente e progressivamente soddisfatti. Le cause di instabilità dovrebbero diminuire e quindi diminuirebbe la necessità di ricorrere a sistemi tendenzialmente autoritari (repressivi)

6 La concezione di Hasan Hanafi (egiziano della sinistra islamica)
1. Tradizionalmente l’Islam, sul piano politico, rappresenta un fattore di conservatorismo 2. Ma, alcuni, lo vedono anche come fattore di progresso e di opposizione politica nelle mani del popolo, e non soltanto come elemento di devozione e di richiamo alla pietà passiva Il ragionamento è questo: dal momento che l’Islam non è monopolio dei governanti, questo può essere invocato anche dai governati come veicolo di protesta

7 Un’altra lettura dell’Islam (molto più frequente)
L’Islam è utilizzato dai governanti per legittimare il proprio potere. In Arabia Saudita: l’Islam maschera un regime autocratico In Marocco la monarchia fonda la propria legittimazione sulla discendenza del Re dal profeta Maometto L’Islam è compenetrato da aspetti religiosi e da aspetti socio-politici

8 Segue … La teoria delle TRE D
Secondo questa impostazione L’Islam sarebbe DIN (religione) DAWLA (Stato) DUNYA (vita)

9 ISLAM E DIRITTO PUBBLICO
L’Islam non specifica il governo dei musulmani Le prescrizioni coraniche sono praticamente inesistenti (anche se il Profeta ha imposto il principio che lo Stato deve essere fondato sulla religione)

10 PREMESSE DI FONDO PRIMA VIENE IL COSTITUZIONALISMO POI LA COSTITUZIONE
LE ORIGINI DI UN PARADOSSO (SOLO APPARENTE) Il costituzionalismo indica una serie di istituzioni e principi sviluppati a partire dall’esperienza inglese poi successivamente ripresi dagli Stati Uniti e dalle Costituzioni rivoluzionarie francesi. “La costituzione secondo il costituzionalismo” ha alla sua base: 1. la disciplina del potere dei governanti al fine di spezzare l’unitarietà del potere 2. assumere a base di ogni disciplina il rispetto dei valori fondamentali dell’uomo

11 Segue … i pilastri del costituzionalismo
Ecco perché i due pilastri del costituzionalismo, individuati dall’ART. 16 DELLE DICIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO E DEL CITTADINO (1789) sono: - LA SEPARAZIONE DEI POTERI - LA GARANZIA DEI DIRITTI

12 Segue … la concreta evoluzione
- nell’evoluzione del costituzionalismo larga parte nella fase iniziale venne rappresentata dal primo dei due aspetti mentre - solo a seguito dell’allargamento del suffragio elettorale, con il conseguente passaggio dallo stato monoclasse allo stato pluriclasse (GIANNINI) si pose l’attenzione anche alla garanzia piena dei diritti (non solo delle libertà negative cioè) ma anche dei diritti politici e di quelli sociali

13 Segue … qualche spunto sul termine Costituzione
- Si suole intendere la costituzione come legge fondamentale dello Stato nel senso che detta (riprendendo i due pilastri fondamentali del costituzionalismo moderno): 1. le regole essenziali di convivenza 2. le regole essenziali di esercizio dei pubblici poteri Le origini della nozione sono del periodo medievale, allorché si affermò non senza contrasti tra i vari ceti la nozione di legge superiore.

14 Segue … sul piano dei documenti formali grande risalto ebbe
la MAGNA CHARTA LIBERTATUM (1215) Ma soprattutto con il BILL OF RIGHT (1689) si sancì il precetto in base al quale si escluse che il Re potesse sospendere le leggi o la loro osservanza senza il consenso del Parlamento

15 POSITIVIZZARE I DIRITTI NATURALI
LO STRANO PERCORSO CHE PORTA LA LEGGE HA DIVENTARE COSTITUZIONE E SUCCESSIVAMENTE LA COSTITUZIONE AD ESSERE LIMITE PER LA LEGGE La legge nel costituzionalismo inglese ha funzione di POSITIVIZZARE I DIRITTI NATURALI - che preesistevano all’individuo attraverso le consuetudini - ed è da questa concezione della legge (come limite al potere del Sovrano cioè) che in Inghilterra si viene a sviluppare il concetto di Costituzione - cioè come atto del popolo (in quanto contenente le sue fondamentali prerogative) che crea successivamente un governo

16 Segue … in questo senso PAINE nel suo libro I DIRITTI DELL’UOMO (1791) diceva: “Una costituzione non è l’atto di un governo, ma l’atto di un popolo che crea un governo”.

17 Segue … - Il concetto di costituzione, dunque, nasce dal concetto di legge superiore. - Ma occorreva successivamente porre un freno alla stessa legge (intesa come legge del Parlamento). - Da qui sempre nell’ordinamento inglese si sviluppò il controllo di costituzionalità delle leggi da parte dei giudici. - Cioè le leggi che essi applicavano dovevano essere conformi ai dettami delle leggi naturali dell’ORDINE SOCIALE E DELLA GIUSTIZIA

18 Il Callifato - Questo è il prodotto di una interpretazione storica che oramai non corrisponde più alla realtà contemporanea. La prova del suo carattere obbligatorio era stata individuata dai teologici e dai giuristi nel versetto 59 della sura IV del Corano: “Voi che credete, obbedite ad Allah, obbedite al Profeta e a coloro che tra voi detengono il potere. ..” - La soppressione del Califfato, avvenuta il 3 marzo 1924 da parte dell’Assemblea nazionale turca, corrisponde alla soppressione dello Stato-religione nei Paesi arabi e all’adozione dell’idea che la sovranità spetta alla nazione che impedisce un potere illimitato del Califfo.

19 Le origini del costituzionalismo arabo
Volendo tratteggiare uno schema del percorso evolutivo delle istituzioni costituzionali arabe: possiamo individuare quattro tappe fondamentali: Il califfato L’imposizione dei modelli costituzionali occidentali Il progetto di fondazione della nazione araba La crisi dell’ideale arabista ed il ritorno ai nazionalismi 16

20 La prima tappa: IL “DESPOSTA” GIUSTO - IL CALIFFO
Questa prima tappa che riguarda il periodo che va dai primi anni dell’Ottocento e si prolunga fino agli anni venti del secolo scorso caratterizzata dalla volontà di ricostituire (restaurare) l’antico ordinamento musulmano attraverso la rifondazione della teoria tradizionale dei poteri dello Stato islamico: fondata sulla figura del califfo. 17

21 Il Rapporto tra la comunità ed il califfo
La umma (comunità) è governata dal califfo (Imam) (capo del potere esecutivo) vicario e successore di Maometto. La nomina: attraverso il c.d. contratto di imamato il califfo riceve dalla umma il mandato di governo. 18

22 La nomina può avvenire in tre modi diversi:
1. attraverso l’elezione (dove l’elettorato attivo spetta non all’intera umma ma ai suoi rappresentanti(irreprensibili)) 2. con la designazione del predecessore 3. attraverso l’occupazione di fatto del potere (in forza del principio che la tirannia è preferibile all’anarchia) 19

23 I requisiti per la nomina a Califfo
La capacità giuridica: cioè essere un musulmano libero 2 La capacità d’agire: cioè essere integro di corpo e di mente, di condotta irreprensibile e di sesso maschile 20

24 I vincoli del contratto di imamato nei confronti del califfo
l’obbligo di osservare e far osservare la legge religiosa secondo tradizione evitare ogni innovazione riprovevole provvedere all’amministrazione della giustizia provvedere alla difesa militare dell’Islam riscuotere le entrate e provvedere alle spese pubbliche 21

25 I limiti del potere del califfo
La sua funzione (temporale) è quella di indirizzare e orientare la comunità (umma). Il califfo non ha un potere religioso in senso proprio, perché egli non può creare nuove regole religiose 22

26 I vincoli del contratto di imamato nei confronti della umma
Sorge l’obbligo di obbedienza e di assistenza al califfo (salvo che il califfo non ordini atti contrari alla religione e, in tale ipotesi, la comunità può rimuovere il califfo con la revoca del mandato) 23

27 La seconda tappa: L’IMPOSIZIONE DEI MODELLI OCCIDENTALI
Alla fine della prima guerra mondiale con la Conferenza di San Remo (1920) si affermarono una serie di mandati e protettorati in tutto il mondo arabo. - ciò ovviamente limitò moltissimo l’idea della creazioni di uno Stato arabo unitario - può affermarsi che, a seconda del grado e del tipo di colonizzazione, si vennero a costituire tre diversi contesti istituzionali. 24

28 I tre contesti successivi alla Conferenza di San Remo
Il primo riguardava Egitto, Iraq e Arabia Saudita che fin da subito ottennero l’indipendenza e dunque non subirono i condizionamenti delle potenze europee Il secondo riguardava la c.d. grande Siria (frazionata in sette entità territoriali tutte sottomesse al mandato della società delle Nazioni) 3. Il terzo riguardava i Paesi del Maghreb sottoposti al protettorato francese (con la sola esclusione della Libia, colonia italiana fino alla fine della seconda guerra mondiale) 25

29 I “condizionamenti” Eccetto il caso dell’Arabia Saudita tutti gli altri paesi del secondo e terzo blocco adottarono un modello costituzionale fondato sullo stampo democratico-liberale europeo (cioè sul costituzionalismo europeo) Unica (ulteriore) eccezione in tale conteso (oltre a quelle già indicate) fu la Palestina (perché in attesa di una strutturazione in senso statuale) 26

30 Le conseguenze dei “condizionamenti”
Il tentativo di “occidentalizzazione” del mondo arabo produsse ……………….. però: imponenti manifestazioni di protesta delle masse urbane e rurali che favorirono lo sviluppo di nazionalismi numerosi movimenti fondamentalisti che condussero le loro lotte politiche in nome del GIHAD (cioè “sforzo teso verso uno scopo determinato”) e della protezione dell’Islam lo sviluppo di relazioni tra partiti di ispirazione fondamentalista islamica integralista e i regimi fascista e nazista (specialmente in Egitto). 27

31 Segue … i condizionamenti
Mentre nel Maghreb la risposta nazionalista portò alla nascita di movimenti di ispirazione marxista che assunsero il progetto di unificazione araba come manifesto politico alternativo al modello liberale europeo. 28

32 La terza tappa: IL PROGETTO DI FONDAZIONE DELLA NAZIONE ARABA
La terza tappa (dagli anni cinquanta in poi del secolo scorso) è caratterizzata: dal fallimento politico delle classi dominanti arabe subordinate alle potenze occidentali dal progetto di nazione araba (c.d. panarabismo) portato avanti con grande determinazione da Nasser (in Egitto) e dalla spinta nella stessa direzione delle burocrazie militari in Iraq 29

33 Da questi due pilastri …
Emersero: Il ruolo egemone delle burocrazie militari anche sulla scena politica (infatti la stabilità dell’apparato militare si contrapponeva alla inefficacia dei sistemi parlamentari arabi in larga parte corrotti) 2. l’idea di una nazione araba (che riecheggiava quella propria del califfato) 3. la sostanziale laicità di quasi tutti i regimi arabi che si riferivano all’Islam come ad una tradizione culturale, più che come una fonte del diritto 30

34 La crisi del modello nasseriano di fondazione di una nazione araba
La quarta tappa: LA CRISI DELL’IDEALE ARABISTA ED IL RITORNO AI NAZIONALISMI La quarta tappa della evoluzione istituzionale del mondo arabo inizia storicamente nel 1967 (ed è tuttora in corso) Nel 1967 infatti le forze arabe (Egitto in testa) uscirono sconfitte dalla guerra contro Israele e ciò costituì: La crisi del modello nasseriano di fondazione di una nazione araba (osteggiato evidentemente da Israele e dai suoi sostenitori occidentali) 31

35 Segue … 2. Il cambio di egemonia nel mondo arabo con la sostituzione della leadership politica di Nasser (e dell’Egitto) con una di stampo economico (Arabia Saudita) portò alcuni Stati prima interessati al progetto di Nasser ha istaurare rapporti con Israele e Arabia Saudita improntati prevalentemente al commercio del petrolio Ciò condusse alla morte del progetto panarabista e al ritorno dei localismi nazionali 32

36 LA CLASSIFICAZIONE DELLE COSTITUZIONI ARABE
In primo luogo occorre avvertire che nonostante le peculiarità del modello arabo saranno utilizzati i criteri classici offerti dal costituzionalismo occidentale. Ciò consente di dividere le Costituzioni arabe in due famiglie: DI DERIVAZIONE LIBERALE DI DERIVAZIONE SOCIALISTA 33

37 I MODELLI DI DERIVAZIONE LIBERALE
In questo gruppo comprendiamo le Costituzioni che adottate sulla falsariga del modello inglese e del modello francese, con la recezione di alcuni fondamentali istituti: La sovranità nazionale La separazione dei poteri Le garanzie per le minoranze La tutela dei diritti fondamentali 34

38 Al principio della separazione dei poteri
Segue … Ad esempio la Costituzione tunisina del 1959 nel suo Preambolo si richiamava: Al principio della separazione dei poteri Alla indipendenza dei giudici dal potere politico 35

39 dal modello parlamentare e da quello presidenziale
Segue … Riguardo alla forma di governo (cioè alla separazione dei poteri) gli schemi di riferimento sono rappresentati: dal modello parlamentare e da quello presidenziale - La fdg parlamentare venne adottata in Egitto (nella Costituzione del 1930); in Libia (nella Costituzione del 1951); in Giordania (nella Costituzione del 1946) * Solo dopo la Costituzione francese del 1958 iniziarono a diffondersi modelli di governo di tipo presidenziale (che offrivano una forte concentrazione del potere) 36

40 Sul versante del riconoscimento dei diritti politici:
Segue … Sul versante del riconoscimento dei diritti politici: La Costituzione della Mauritania del 1961 riconosceva il principio del pluripartitismo 37

41 I MODELLI DI DERIVAZIONE SOCIALISTA
Le Costituzioni di Algeria (1963), Siria (1964) ed Egitto (1971) prevedevano un modello simile a quello delle Costituzioni sovietiche. L’unione tra Stato e partito unico La previsione di una radicale trasformazione delle strutture sociali ed economiche contro i meccanismi spontanei di funzionamento dell’economia e privilegiando, al contrario, la pianificazione imposta La dittatura democratica come forma di governo Il ruolo servente del potere giudiziario rispetto agli indirizzi politici del partito unico 38

42 La “caduta” del costituzionalismo nel contesto arabo
Subito dopo l’indipendenza dalle potenze europee gli Stati che si erano ispirati alle costituzioni liberali (v. retro) iniziarono un vero e proprio rigetto di tali modelli Ciò comportò un periodo di “inflazione” costituzionale volto a individuare il modello più “adatto” alla leadership di turno 39

43 La “parabola” nel dettaglio
Il principio della separazione dei potere subisce numerose deroghe: - si privilegia la figura del Presidente (sancendo il passaggio dall’esperienza parlamentare a quella presidenziale) si accentua l’emarginazione delle assemblee legislative il potere giudiziario assume una funzione strumentale (diventa cioè un servizio) rispetto alle esigenze dell’esecutivo 40

44 La caduta del muro di Berlino
Alla fine degli anni ottanta il venir meno della contrapposizione tra blocco occidentale e blocco orientale condusse all’abbandono delle costituzioni di ispirazione socialista. La maggior parte delle Costituzioni si orientarono, dunque, verso una logica “modernista-liberale” 41


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