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Relazioni Istituzionali e Responsabilità Sociale d’Impresa La Responsabilità Sociale Territoriale -------------------------------------------- Stefano.

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Presentazione sul tema: "Relazioni Istituzionali e Responsabilità Sociale d’Impresa La Responsabilità Sociale Territoriale -------------------------------------------- Stefano."— Transcript della presentazione:

1 Relazioni Istituzionali e Responsabilità Sociale d’Impresa La Responsabilità Sociale Territoriale Stefano Scarcella Prandstraller

2 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa La complessità Nei programmi e progetti di sostenibilità e sviluppo sostenibile cause ed effetti vanno a comporre un quadro caratterizzato dall’elemento della complessità. Questa è un elemento di fondo della realtà che consiste nella simultanea presenza e operatività di innumerevoli variabili, sincroniche e diacroniche, in continua e dinamica evoluzione, che non ci permette di conoscere, prevedere e predeterminare con assoluta certezza eventi, fenomeni e comportamenti e di cogliere a fondo l’esito delle nostre stesse azioni (Romei 1998). Nel mondo che sta emergendo, la complessità è una condizione irriducibile, quanto ineluttabile che, se da una parte genera confusione e incertezza, dall’altra ci offre, nelle attuali trasformazioni sociali, economiche, politiche e culturali, la possibilità di pensare noi stessi in modo nuovo (Taylor 2005)

3 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa Il paradigma della rete E’ divenuto il paradigma dominante nelle politiche pubbliche a partire dagli anni ’90 del novecento. Il FORUM PA 2011 propone di “governare con la rete” attivando processi virtuosi e a somma positiva, per rafforzare la capacità di crescere aumentando il capitale sociale. Per raggiungere i risultati sperati di una qualunque politica o programma di sostenibilità, si richiede che un numero esteso di soggetti di diversa natura giuridica (imprese, P.A. e associazioni non profit) che opera su di un medesimo territorio cooperi in modo attivo, efficace e integrato. Il territorio diviene così il centro d’imputazione di un nuovo tipo di responsabilità sociale, non ascrivibile a un singolo soggetto, ma a un insieme integrato di soggetti, e che è pertanto definibile come territoriale.

4 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa La Responsabilità Sociale Territoriale è una realtà inedita e in rapida trasformazione, in cui le pratiche e gli strumenti di CSR assumono una differente dimensione. Si tratta di una realtà estremamente fluida, le cui diverse componenti si scompongono e si ricompongono continuamente, e in cui ciascuno è conscio di essere parte di un insieme, e cioè un soggetto in rete con altri soggetti. Nel campo della infrastrutturazione materiale e immateriale dei territori sono necessari interventi sostenibili dal punto di vista sia ambientale, sia economico, sia sociale che richiedono nuovi approcci e nuove metodologie (Cipollini 2011). Il quadro tradizionale era quello della lotta per la sopravvivenza in cui ciascun soggetto perseguiva in modo distinto i propri scopi ed era pertanto socialmente responsabile verso gli altri per le proprie esternalità positive e negative.

5 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa La Responsabilità Sociale Territoriale Il nuovo quadro è quello della collaborazione per la sostenibilità, caratterizzata da condivisione, collaborazione e competitività. Ognuno dei soggetti coinvolti, pur non perdendo la sua specificità e i suoi obiettivi, diviene un ingranaggio di un unico meccanismo diretto alla realizzazione di un valore condiviso, che come tale si carica di un profilo autonomo di responsabilità. L’impresa, da centro della CSR, diventa a sua volta uno stakeholder in una relazione continua e circolare con gli altri soggetti che operano nel medesimo territorio. Ognuno di essi è di volta in volta sia un interlocutore esterno nella relazione con il territorio, inteso come meccanismo complesso con cui si rapporta come alter, che interno ad esso, quando contribuisce a politiche e strategie comuni.

6 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa La Responsabilità Sociale Territoriale La responsabilità non è più di un solo soggetto, ma condivisa tra tutti, al fine di creare un sistema che venga incontro alle necessità di tutti. Il progresso è un obiettivo unitario e integrato. La competitività diviene un fattore che interviene non più all’interno di ciascun territorio, ma tra territori diversi. i territori in cui si è stabilito un clima di dialogo e di scambio tra tutti gli attori godono di un vantaggio competitivo. La distinzione tra pubblico e privato si va affievolendo: si affermano forme di privato sociale e di imprese ibride. L’impresa condivide il territorio con i cluster (concentrazioni geografiche di imprese, fornitori, terzisti, infrastrutture logistiche di settore, ecc.), espressione del più vasto ambiente economico che le circonda e che le sono indispensabili per svilupparsi e produrre valore condiviso (Porter e Kramer 2011).

7 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa Gli interventi di RST La RST è una risposta ad un’esigenza di accountability di una pluralità di attori che con rapporti di collaborazione operano su un medesimo territorio e vogliono cogliere lo sviluppo e le potenzialità che questo è in grado di offrire. Tali soggetti, che sono i titolari dell’iniziativa di rendicontazione, hanno interesse a rendere noto a tutti gli stakeholder, attuali e potenziali, l’attività svolta e le strategie che intendono perseguire per il futuro. In riferimento a un territorio, se si rendiconta è perché esistono dei soggetti a cui occorre dare conto e contemporaneamente esistono dei soggetti che avvertono la necessità e la responsabilità di rendere conto delle azioni poste in essere (Cipollini 2011).

8 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa Le funzioni della RST 1) promuovere e migliorare il processo interattivo di comunicazione tra tutti i soggetti attivi sul territorio, che possono essere contemporaneamente titolari dell’iniziativa di rendicontazione e stakeholder; 2) esporre le linee di indirizzo strategico che i titolari dell’iniziativa hanno inteso perseguire sul territorio, di volta in volta specificamente definito; 3) fornire elementi per la definizione dei programmi e dei progetti futuri e contribuire allo sviluppo di comportamenti socialmente responsabili; 4) fornire a tutti gli stakeholder un quadro complessivo delle performance (economiche, sociali e ambientali) al fine di consentire loro di formarsi un giudizio motivato sulle attività svolte nell’ambito del territorio (Cipollini 2011).

9 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa Elementi da definire in ogni attività di RST A) gli obiettivi del processo di rendicontazione, da cui discende l’individuazione delle aree di intervento e degli stakeholder interessati; B) le regole del processo di rendicontazione; C) le attività da porre in essere per effettuare la rendicontazione; D) i soggetti responsabili di verificare il rispetto delle regole che asseverano il processo e i risultati della rendicontazione, andando a soddisfare le esigenze di third party endorsement; E) i destinatari della rendicontazione, e cioè gli stakeholder ai quali i titolari dell’iniziativa di rendicontazione ritengono di dover rendere conto delle attività intraprese sul territorio e nell’interesse del territorio.

10 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa Gli obiettivi di un Rendiconto Sociale di Territorio A) favorire le relazioni strategiche che sviluppano il progresso territoriale sostenibile, bilanciando aspettative e interessi di tutti gli stakeholder in questione; B) rendicontare l’apporto al progresso economico, sociale e ambientale, nonché morale, del territorio in cui operano le amministrazioni pubbliche, le imprese e il terzo settore. (Cipollini 2011)

11 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa Requisiti di ogni iniziativa sul territorio identificazione di una mission condivisa tra i titolari dell’iniziativa; una mappatura degli stakeholder; la costituzione di un network sociale per l’ascolto delle comunità; lo sviluppo di un sistema di comunicazione permanente, che renda possibile la ricerca e lo scambio continuo di informazioni tra i diversi attori coinvolti; la pianificazione e la gestione di un processo di partecipazione, che sia allo stesso tempo democratico ed efficiente; un efficace governo delle relazioni, con la costruzione di relazioni trasparenti ed il rafforzamento della fiducia reciproca; la ricerca di modalità relazionali per la risoluzione dei conflitti; adeguati strumenti per la valutazione dei risultati.

12 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa Le fasi del percorso di RST 1) lavoro propedeutico per l’avvio del processo; 2) identificazione dei valori comuni già presenti nella comunità; 3) analisi della comunità territoriale; 4) individuazione dei bisogni e delle risorse; 5) definizione degli obiettivi di miglioramento; 6) definizione del piano operativo e degli strumenti; 7) gestione, controllo e rendicontazione del processo di RST. la grande novità sta nel fatto che la programmazione dello sviluppo si traduce in un processo che deve essere gestito con elementi di riferimento e strumenti di monitoraggio e non in un piano che deve essere eseguito (Cipollini 2011)

13 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa Il Programma URBACT dell’UE è un programma di scambio e apprendimento che promuove uno sviluppo urbano integrato e sostenibile, finanziato congiuntamente: dall’Unione Europea (European Regional Development Fund) dagli Stati Membri; è parte delle politiche di coesione dell’Unione, che perseguono obiettivi di competitività, crescita e impiego. Vi aderiscono: circa trecento città dei 28 Stati Membri una community di circa 5000 Urbact practitionners

14 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa La mission di URBACT 1) Rendere possibile alle città di lavorare assieme per sviluppare soluzioni alle maggiori sfide urbane, riaffermando il ruolo chiave che giocano nell’affrontare cambiamenti societari di crescente complessità. 2) Aiutare le città a sviluppare soluzioni pragmatiche che siano nuove e sostenibili e che integrino le dimensioni economica, sociale e ambientale; 3) rendere possibile alle città di scambiarsi le buone pratiche e le lezioni imparate grazie ai professionisti coinvolti nelle politiche urbane in tutta Europa.

15 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa Lo sviluppo urbano integrato è l’oggetto principale di attività di URBACT, che promuove un nuovo approccio alla politica urbana E’ un approccio integrato perché: coinvolge un vasto numero di attori sociali che insistono sul territorio, ognuno dei quali è chiamato a fare la sua parte; considera sia l’impatto sociale, che quello economico, che quello ambientale dello sviluppo urbano; Ha avuto inizio con iniziative territoriali di riqualificazione in aree particolarmente svantaggiate o degradate (1990) si tratta in altri termini di un approccio olistico che prenda in considerazione le dimensioni fisiche, economiche e sociali dello sviluppo urbano.

16 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa Lo sviluppo urbano integrato Dai soli interventi di riqualificazione urbana di aree degradate, si è esteso ai progetti di sviluppo urbano in generale ed a tutti gli interventi urbani, dai trasporti allo sviluppo economico e infrastrutturale (2000). Si basa su di una: integrazione verticale, tra i vari livelli di governo, gli enti preposti alla governance locale e gli altri soggetti del settore privato e della società civile presenti sul territorio; integrazione orizzontale, tra i vari settori delle politiche e degli interventi pubblici. Attualmente il concetto di sostenibilità è diventato un prerequisito essenziale dovuto all’impatto dello sviluppo urbano sull’ambiente e la qualità della vita.

17 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa I tre pilastri dello sviluppo sostenibile L’idea dei tre pilastri dello sviluppo sostenibile, economico, sociale e ambientale: ha guidato il raggiungimento dei risultati del Programma URBAN ( ); è stato il principale orientamento per il periodo di programmazione dell’UE nella definizione dei Programmi Operativi finanziati nell’ambito delle politiche di coesione; ha costituito la base per la Carta di Lipsia sulle Città Europee Sostenibili, adottata dai Ministri europei responsabili per le politiche urbane il 24 maggio 2007 che stabilisce che per creare delle città sostenibili occorre un approccio integrato, alla cui adozione è condizionata l’erogazione di contributi dai fondi strutturali dell’UE.

18 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa Conferenza di Copenhaghen 2012 Slogan: “Investire sulle città per uscire dalla crisi” Hanno partecipato più di 400 amministratori locali, tra cui quelli di 20 città italiane coinvolte nei progetti di sviluppo territoriale di URBACT; il concetto di Responsabilità Sociale Territoriale messo in pratica in decine di contesti; “Le città di domani saranno il risultato di quanto faremo oggi” gli amministratori locali di tutta Europa reclamano un maggiore protagonismo urbano e la gestione diretta dei fondi; URBACT gioca un ruolo propulsivo nella promozione di nuovi temi e approcci di governo locale, dall’inclusione sociale al coinvolgimento giovanile fino alla sostenibilità urbana.

19 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa URBACT III È un Programma Europeo di Cooperazione Territoriale finanziato dall’UE (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e dagli Stati Membri; È lanciato nel periodo di programmazione È previsto che operi come programma europeo di scambi ed apprendimento che promuova lo sviluppo urbano sostenibile. Renderà possibile alle città europee di lavorare insieme per sviluppare soluzioni alle sfide urbane e condividere le migliori pratiche, lezioni e soluzioni con tutti gli stakeholder coinvolti nella politica urbana in Europa. Sarà per questo previsto un meccanismo per lo sviluppo delle conoscenze e competenze degli stakeholder coinvolti.

20 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa URBACT III: la strategia Per rispondere alle numerose sfide delle aree urbane, gli amministratori locali hanno la necessità di accrescere continuamente le loro conoscenze e competenze per riuscire a sviluppare e implementare politiche integrate di sostenibilità. Questa accresciuta capacità avrà positivi impatti per l’implementazione dei Programmi Operativi nel periodo quando la dimensione urbana della politica di coesione verrà rafforzata. Le città, specialmente di piccole e medie dimensioni, spesso mancano delle risorse per identificare e implementare le buone pratiche europee da sole, e questo problema è accresciuto in un periodo di austerità.

21 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa URBACT III: la strategia URBACT III può essere uno strumento relativamente a basso costo per avere accesso alle più recenti innovazioni e pratiche da e attraverso l’Europa. In particolare, il Programma combina l’accesso al know- how con un focus sugli aspetti pratici del trasferimento dell’esperienza. URBACT III renderà pertanto possibile gli scambi e l’apprendimento tra gli amministratori eletti, i funzionari degli enti locali ed altri stakeholder cittadini, contribuendo ad un miglioramento delle capacità sia di pianificazione, che di implementazione di un approccio urbano integrato nelle città europee.

22 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa URBACT III: gli obiettivi 1) Capacità di Attuazione delle politiche: per migliorare la capacità delle città di gestire politiche e pratiche urbane sostenibili in modo integrato e partecipativo; 2) Capacità di Definizione delle politiche: per migliorare la progettazione di strategie sostenibili e piani di azione nelle città; 3) Capacità di Implementazione delle politiche: per migliorare l’implementazione di strategie urbane integrate e sostenibili e piani di azione nelle città; 4) Costruire e condividere le conoscenze: per assicurare che i practitioners e i decisori a tutti i livelli abbiano un accresciuto accesso alle conoscenze ed alla condivisione del know how su tutti gli aspetti dello sviluppo urbano sostenibile per migliorare lo sviluppo delle politiche urbane.

23 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa URBACT III: gli interventi URBACT III mette in campo tre tipi di interventi: 1) gli scambi transnazionali; 2) la costruzione delle capacità; 3) capitalizzazione e diffusione. Dato che il tipo e la natura delle issues urbane variano grandemente, le risorse del Programma saranno di necessità concentrate sugli obiettivi tematici di Europa 2020: Ob.1 -rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione; Ob.4 – sostenere il cambiamento verso un’economia a basso tasso di combustibili fossili (carbone, petrolio, ecc.) in tutti i settori; Ob. 6 – proteggere l’ambiente e promuovere l’efficienza energetica Ob. 8 – promuovere l’impiego e sostenere la mobilità del lavoro Ob. 9 – promuovere l’inclusione sociale e combattere la povertà

24 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa URBACT III: il processo di consultazione È stato organizzato dal Segretariato di URBACT su quattro livelli: 1) la consultazione con gli Stakeholder del Programma, sulle loro necessità attraverso questionari e altri strumenti; 2) la consultazione con Stakeholders istituzionali di livello europeo, per acquisirne le opinioni da integrare nel Programma e per porre le premesse per una cooperazione a tutti gli organismi interessati allo sviluppo urbano sostenibile; 3) le consultazioni Nazionali, portate avanti da ciascuno Stato Membro, sulla base dello schema finale del Programma Operativo; 4) la consultazione pubblica, con un questionario somministrato attraverso il web, per consentire agli Stakeholders di partecipare e dare il proprio contributo al futuro programma (primavera 2014)

25 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa URBACT III: il questionario via web 1) Quali sono le sfide più importanti affrontate da città come la sua? 2) Come possono delle reti di scambio transnazionali sostenere le città nell’affrontare le loro sfide? 3) Che tipo di capacità e competenze deve essere rafforzato a livello locale per trasformare le lezioni dalle reti di URBACT in azioni concrete (in termini di gestione della città, di strumenti di politiche, di aree di politiche relative alle problematiche urbane, ecc.) ? 4) Come può il Programma venire incontro a questi bisogni in termini di attività idonee a costruire capacità? 5) Quali sono i principali ostacoli per le città a partecipare al Programma URBACT?

26 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa La “mano complessa” (Cipollini 2011) “La complessità del sistema socioeconomico e ambientale in cui viviamo è tale che “comporta la necessità di affrontare i processi dello sviluppo in modo integrato e sistemico”, ragion per cui “ogni intervento, sia esso di carattere infrastrutturale o programmatorio e pianificatorio, è per propria natura un’azione integrata e sistemica”. il processo di un intervento per essere reso più accessibile deve essere organizzato isolando alcuni insiemi di fasi temporali e di variabili tematiche. La metafora della mano e delle sue cinque dita viene utilizzata per meglio rendere contemporaneamente sia il ruolo, le funzioni e le caratteristiche di ogni fase (dita), sia l’organicità e la sistematicità del tutto (la mano).

27 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa La “mano complessa” (Cipollini 2011) La “mano” rappresenta la sintesi di un processo sistemico e contemporaneamente di un sistema e della relativa rete di interconnessioni e scambiatori. Le possibili interrelazioni tra le varie fasi cronologiche e tematiche all’interno di ciascun insieme del processo che riguarda ciascun intervento nel territorio sono infinite. La gestione dell’intero processo presuppone la necessità di un quadro di riferimento, di una check list che nelle varie fasi offra i riferimenti da affrontare o quanto meno considerare. La “mano” è un cruscotto sul quale monitorare l’andamento del processo sotto l’aspetto tecnico, decisionale e temporale. Gli ambiti che interessano gli interventi nei territori sono quello pianificatorio e progettuale, quello realizzativo e quello gestionale e manutentorio.

28 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa Le fasi del processo progettuale il processo progettuale inizia generalmente da un bisogno o da un desiderio e affronta cinque passaggi successivi, come le dita di una mano: 1) la conoscenza, 2) l’analisi; 3) il progetto; 4) la realizzazione; 5) la gestione.

29 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa 1- La conoscenza è la fase di base per avviare un intervento, di qualunque natura esso sia; sono tre le tematiche-variabili che concorrono a completare il ciclo della conoscenza: 1) le persone toccate dall’intervento in modo diretto (committenti, progettisti o destinatari diretti) o indiretto in quanto potrebbero comunque subirne gli effetti; ciascun gruppo di attori deve essere conosciuto nei suoi desiderata e nelle sue necessità, per orientare consapevolmente la progettazione dell’intervento; 2) il territorio, ovvero l’ecosistema in cui dovrà vivere l’intervento, in cui si riuniscono a sistema tutte le variabili socioeconomiche e naturali che possono influenzare ed essere influenzate e subire le conseguenze dell’intervento.

30 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa 1- La conoscenza 3) i bisogni simili, che possono riguardare in parallelo più categorie di soggetti destinatari, attuali o potenziali, od essere al centro di eventuali altre iniziative progettuali, i quali forniscono preziosi spunti per sistemare e migliorare l’esigenza iniziale.

31 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa 2 – L’analisi analizzare il progetto significa affrontare sei tematiche-variabili fondamentali: 1) persone, con una analisi della domanda attraverso strumenti ad hoc quali statistiche, previsioni e sondaggi per disporre di un quadro di come, a quali condizioni e con quali peculiarità tutte le categorie di persone di cui al primo dito siano interessate all’idea- progetto, e di come e quando coinvolgere i diversi target del progetto stesso; l’analisi deve inoltre considerare le esigenze delle persone non interessate all’intervento per valutarne il peso e l’influenza e cercare di definirne il potere di interdizione. 2) tecnica, e cioè fare un approfondimento delle condizioni di fattibilità e mettere a punto tutte le condizioni che concorrano alla definizione, da un punto di vista tecnico, dell’intervento e delle sue eventuali alternative;

32 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa 2 – L’analisi 3) ambiente, e cioè verificare, in via preliminare, le condizioni di impatto e di interazione ambientale dell’intervento progettuale 4) economia e sociale; analizzare da un punto di vista socioeconomico i costi del progetto a livello di investimento e di gestione, gli eventuali ricavi e benefici diretti e sociali, derivanti dagli input dalla tecnica, ambientali e dalle persone. 5) normativa, verificando il rispetto delle leggi e delle altre norme giuridiche che regolano l’ambito di intervento ed eventualmente adeguando ad esse il progetto; 6) idee simili, confrontando il progetto con i dati relativi a progetti simili per collaudarne la fattibilità, copiando, se opportuno, da questi ultimi alcuni aspetti che non erano stati considerati, o erano stati considerati diversamente, al fine di ottimizzare il risultato.

33 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa 3 – Il progetto Consiste nella progettazione vera e propria, le cui variabili sono: 1) tecnica, in relazione alla quale si affrontano gli aspetti previsti dalla legge, per definire i dettagli esecutivi dell’intervento; 2) ambiente, per cui si verifica che le interazioni ambientali siano a norma di legge e si prevede la massima sostenibilità dell’intervento, in modo che sia più vicino possibile a impatto zero o “sotto zero”, e cioè tale da arrecare degli effetti positivi sull’ambiente; si prende in considerazione un sistema complesso di variabili diversificate, (effetti sulla fauna e la vegetazione, rumore, geologia, emissioni nell’atmosfera, paesaggio); 3) economia, per cui si deve procedere ad un’analisi in dettaglio dei costi del progetto (di investimento e di gestione), per le diverse categorie di attività e/o interventi e/o opere; si effettua l’analisi costi-benefici, tra costi di realizzazione, gestione e manutenzione e i ricavi reali o apparenti e gli altri benefici.

34 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa 3 – Il progetto 4) partecipazione, per cui si deve prevedere il coinvolgimento dei cittadini interessati promuovendo l’ascolto di singoli e gruppi in merito all’analisi del problema ed alle possibili soluzioni, con la raccolta di suggerimenti e proposte alternative, e prevenendo in tal modo il più possibile i rischi futuri di blocco del progetto da parte di iniziative di minoranze organizzate; si tratta anche di progettare il marketing e la comunicazione dell’intervento, e la strategia, i target e gli strumenti per informare del progetto, costruendo un piano di comunicazione; 5) normativa, con la verifica di tutti gli aspetti di legge, di diritto civile e diritto amministrativo, nonché degli adempimenti obbligatori e delle eventuali procedure da seguire per poter passare alla fase realizzativa.

35 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa Caratteristiche dei primi tre step In questi primi tre step : l’approccio non deve più essere solo tecnicistico, ma globale, per cui le variabili economiche e finanziarie, le variabili ambientali e le variabili tecniche non devono agire separatamente, ma interagire e portare a un risultato univoco. l’analisi della domanda, insieme a quella della compatibilità con l’ambiente e le previsioni urbanistiche deve localizzare e dimensionare l’opera; l’analisi degli aspetti tecnici deve valutare le diverse possibilità di rispondere adeguatamente alle caratteristiche richieste, per cui si dovrà arrivare a un progetto globale, insieme complesso e integrato, poiché ci si trova di fronte ad un sistema complesso che va gestito e governato.

36 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa 4 – La realizzazione Richiede che sia stato preliminarmente l’obiettivo del coinvolgimento e della conquista del consenso delle persone. Si deve verificare il follow-up del consenso prima di iniziare la realizzazione vera e propria. Committenti e progettisti devono potersi concentrare in modo esclusivo sulla realizzazione dell’intervento. Il progetto deve essere realizzato secondo le tecniche proprie della sua natura e specificità curando parallelamente l’ambiente e monitorandone le interazioni. La fase realizzativa deve interrelarsi con il territorio, l’ecosistema all’interno del quale è destinato a vivere l’intervento progettuale.

37 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa 5 – La gestione Riguarda la parte più importante ed estesa nel tempo, l’oggetto stesso delle finalità del progetto: l’estrinsecarsi ed esplicitarsi dell’intervento secondo gli obiettivi dell’idea iniziale. Restano da affrontare le seguenti tematiche-variabili: 1) la manutenzione tecnica dell’intervento; 2) i costi di gestione e manutenzione; 3) le interrelazioni con il territorio, che proseguono anche quando l’intervento è completamente realizzato e a regime, soprattutto se consiste in opere permanenti; 4) la gestione delle persone, sia di quelle che lavorano nell’intervento, sia di quelle che ne traggono i benefici previsti dalla domanda.

38 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa Alcune considerazioni finali 1) Non sempre tutto è progettabile integralmente, poiché possono subentrare variazioni suscettibili di influenzare la vita e la durata dell’intervento; 2) devono in ogni caso essere adottati adeguati strumenti di monitoraggio che consentano di prevedere tali variazioni, tra le quali possono rientrare: A) la cessazione o la diminuzione della domanda iniziale; B) la cessazione delle attività economiche collegate; C) la concorrenza di un nuovo sito/servizio/intervento migliore nel frattempo sopravvenuto; D) il mutamento del quadro normativo.

39 ____________________________ Stefano Scarcella Prandstraller Relazioni istituzionali e Gestione della responsabilità sociale d’impresa La metafora della “mano complessa” Permette di definire un approccio sistemico e a rete per realizzare un intervento sul territorio; Fornisce un quadro logico di riferimento ed un percorso consigliato per agire sui punti cardine nelle diverse fasi; Lo scopo non è quello di individuare un metodo assoluto, ma al contrario di avere a disposizione un cruscotto che, consentendo di osservare l’andamento dei fenomeni progettuali sia sotto l’aspetto qualitativo, sia sotto quello quantitativo e temporale, permetta di: A) portare il progetto a destinazione; B) all’intervento di esplicitare al massimo i suoi benefici in risposta ai bisogni per cui è stato ideato, progettato e realizzato (Cipollini, 2011).


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