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MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale.

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1 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Delitti contro lIncolumità Individuale

2 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Delitti contro lIncolumità Individuale Percosse Lesioni Personali

3 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Differenza tra Percosse e Lesioni Personali Cassazione Penale, Sez. V, 26 febbraio 1981, in Cass. Pen., 737, 1982: La differenza fra lesioni personali e percosse dipende esclusivamente dalle conseguenze cagionate al soggetto passivo dallazione del reo: si configura il delitto di percosse se dal fatto deriva al soggetto passivo soltanto una sensazione fisica di dolore, quello di lesione se ne deriva una malattia, ancorché lintenzione dellagente sia stata soltanto quella di percuotere.

4 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Le Percosse Art. 581 c.p. recita (Percosse): Chiunque percuote taluno, se dal fatto non deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a 309 euro. Tale disposizione non si applica quando la legge considera la violenza come elemento costitutivo o come circostanza aggravante di un altro reato.

5 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 È, quindi, definita percossa latto violento, privo di conseguenze lesive, che non comporti alterazione dellintegrità somatica della persona, a differenza della lesione personale dove dal fatto deriva uno stato di malattia. La percossa è un atto violento, privo di conseguenze lesive, limitato a produrre una sensazione fisica dolorosa della parte colpita, accompagnata in genere da una reazione vasomotoria fugace con arrossamento della parte colpita.

6 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Le Lesioni Personali In base allelemento psicologico possono essere classificate in: Dolose (art. 582 c.p.) Colpose (art. 590 c.p.)

7 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Le Lesioni Personali Dolose Art. 582 c.p. (Lesione personale): Chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni. Se la malattia ha una durata non superiore ai venti giorni e non concorre alcuna delle circostanze aggravanti prevedute dagli articoli 583 e 585, ad eccezione di quelle indicate nel numero 1 e nellultima parte dellarticolo 577, il delitto è punibile a querela della persona offesa. In questa fattispecie di reato è previsto il dolo che, sebbene sia generico, prevede la volontà e la coscienza di ledere ed offendere, con la propria commissione od omissione, laltrui incolumità.

8 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Malattia nel Corpo e nella Mente Per malattia nel corpo sintende qualsiasi alterazione patologica che incida sullintegrità fisica della persona, anche se con scarsa importanza clinica (graffi, ecchimosi, etc.). Per malattia nella mente, invece, sintende qualsiasi alterazione, anche transitoria, delle facoltà psichiche, compatibile con i quadri nosologici della psichiatria o con le ripercussioni mentali di una malattia somatica.

9 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Classificazione delle Lesioni Personali Dolose In base alla durata della malattia ed alla gravità delle conseguenze: Lievissima Lieve Grave Gravissima

10 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Lesioni Personali Lievissime Dalla lesione deriva malattia nel corpo e nella mente di durata non superiore ai 20 giorni. Punibile a querela della persona offesa. Lesioni Personali Lievi Dalla lesione deriva malattia nel corpo e nella mente di durata superiore ai 20 giorni ma inferiore ai 40 giorni. Vi è procedibilità dufficio. Referto obbligatorio.

11 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Lesioni Personali Gravi (art. 583 c.p.) Malattia nel corpo e nella mente di durata superiore ai 40 giorni. Incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un periodo superiore ai 40 giorni. (per ordinarie occupazioni devono intendersi tutte le attività lecite ed abituali che fanno parte della vita di un individuo, le occupazioni lavorative e le attività extralavorative, ad es. lappartenenza ad associazione di volontariato, attività sportive amatoriali, etc.). Pericolo per la vita delloffeso. Indebolimento permanente di un organo o di un senso. (ovverosia la presenza di esiti stabilizzati al cessare della malattia, senza possibilità di un reale recupero funzionale completo della struttura interessata. E un delitto procedibile dufficio, dunque vi è lobbligo di referto ed è sanzionato con la reclusione da 3 a 7 anni).

12 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Si deve sottolineare che leventuale correzione dellindebolimento (utilizzo di protesi o di interventi chirurgici) non esclude il delitto, in quanto non si ha recupero funzionale naturale e nessuno può essere costretto a sottoporsi ad alcun trattamento. In Medicina Legale organo è linsieme delle strutture anatomiche che esplicano una determinata funzione (ad esempio, arti inferiori deambulatoria, mani prensile, etc.), la cui lesione comporta un danno alla vita vegetativa e di relazione del soggetto. Nel senso rientrano: vista, udito, tatto, olfatto, gusto, che permettono la percezione del mondo esterno.

13 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Lesioni Personali Gravissime è un delitto procedibile dufficio, quindi cè obbligo di referto; la pena prevede la reclusione da 6 a 12 anni. Esso si configura se dalla lesione deriva: 1.Malattia certamente o probabilmente insanabile. 2.Perdita di un senso. 3.Perdita delluso di un organo (con soppressione funzionale di un organo, o per perdita anatomica o per distruzione del parenchima funzionale). 4.Perdita o difficoltà permanente della favella (di solito da alterazione dei centri nervosi del linguaggio, mentre le paralisi periferiche o gli esiti di lesioni locali (frattura della mandibola, rotture degli incisivi, etc.) vanno valutati attentamente, in quanto raramente danno luogo a una reale grave difficoltà della favella, più frequentemente rientrano nelle lesioni gravi (indebolimento permanente dellorgano fonatorio)).

14 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/ Perdita della capacità di procreare (consistente nella incapacità di effettuare il coito ovvero sia impossibilitata la fecondazione e nella donna espletare il parto per via naturale). 6.Deformazione o sfregio permanente del viso (per deformazione (sfigura – deturpa) sintende una grave alterazione dei lineamenti, con cancellazione della fisionomia; lo sfregio cancella larmonia della fisionomia del viso). 7.Aborto della persona offesa.

15 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Le Lesioni Personali Colpose Art. 590 c.p. (Lesione personale colposa): Chiunque cagiona ad altri per colpa una lesione personale, è punito con la reclusione fino tre mesi o con la multa fino a 309 euro. Se la lesione è grave, la pena è della reclusione da uno a sei mesi o della multa da 123 euro a 619 euro; se è gravissima, della reclusione da tre mesi a due anni o della multa da 309 euro a 1239 euro Le pene sono aumentate in caso di lesioni colpose gravi e gravissime secondarie a violazioni del codice della strada o a quelle relative alla prevenzione degli infortuni sul lavoro.

16 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Classificazione delle Lesioni Personali Colpose In base alla durata della malattia ed alla gravità delle conseguenze: Semplice (lievi – lievissime) Grave Gravissima

17 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Le LESIONI PERSONALI COLPOSE sono tutte procedibili a querela della persona offesa. Viene fatta eccezione per quelle gravi e gravissime che derivino da violazioni delle norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale! In questi casi si procede dufficio con obbligatorietà di referto e rapporto!

18 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Lesioni Personali conseguenti ad altro delitto In tali casi la lesione personale rappresenta una conseguenza non voluta dal responsabile, ma a lui addebitata a titolo di responsabilità oggettiva: rissa (art. 588 c.p.); abbandono di minore o persona incapace (art. 591 c.p.); omissione di soccorso (art. 593 c.p.); lesioni di persona sottoposta a mezzi di correzione o disciplina abusivi (art. 571 c.p.); maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.); lesione personale conseguente a qualsiasi altro delitto doloso (art. 586 c.p.).

19 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 LA SIMULAZIONE La simulazione è per definizione lalterazione della realtà in riferimento alla sua stessa esistenza, alle sue cause, alle manifestazioni e conseguenze di una malattia, di una lesione o di una menomazione. Simulazione involontaria: riconosce un substrato neurologico e/o psichiatrico patologico. Simulazione volontaria: riconosce di base il dolo, cioè la intenzionalità specifica dellagente che altera lo stato delle cose al solo fine di conseguire un vantaggio illecito in campo militare, penitenziario, civile (invalidità ed assicurazioni private).

20 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Da un punto di vista delle forme della simulazione il perito può venire a trovarsi dinanzi a varie situazioni: Simulazione in senso stretto ovvero la finzione della malattia da parte di un soggetto sano. Autolesionismo, cioè la provocazione della malattia ovvero lalterazione delle cause. Dissimulazione, ovvero loccultazione della malattia. Su queste diverse forme di simulazione si riconoscono: Aggravamento dellentità della malattia. Esagerazione, ovvero lesaltazione dello stato di malattia. Prolungamento, o ritardata guarigione. Pretestazione, ovvero il riferire o indicare cause della malattia diverse da quella reale (cosiddetto falso riferimento eziologico). Attenuazione, o riduzione della sua gravità.

21 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010

22 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Delitti Contro la Vita: LOmicidio

23 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Delitti Contro la Vita: LOmicidio Con il termine omicidio sintende la soppressione di una vita umana cagionata dalla condotta (AZIONE CRIMINOSA) di un altro uomo.

24 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 A tutela della vita il codice penale prevede allart. 575 c.p. (Omicidio): Chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione non inferiore ad anni 21. Come tutti gli altri reati previsti nel codice penale, ove non vi sia espressa indicazione di un diverso elemento psicologico del reato (preterintenzionale ovvero colposo), lomicidio deve considerarsi doloso.

25 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Elementi costitutivi dellOmicidio Morte della persona; Condotta, attiva od omissiva, tesa ad uccidere; Nesso di causalità materiale; Nesso di causalità psichica.

26 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Classificazione del Reato di Omicidio In base allelemento psicologico o psichico del reato: Doloso (o secondo intenzione) (art. 575 c.p.) ; Preterintenzionale (o oltre lintenzione) (art. 584 c.p.) ; Colposo (o contro lintenzione) (art. 589 c.p.). Per ognuno di essi, il Codice prevede pene diverse, con un minimo ed un massimo affidati al potere discrezionale del giudice.

27 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Levento morte, imprescindibile per il conclamarsi del delitto di omicidio, può conseguire sia da unazione positiva nel compimento di un atto pregiudizievole (omicidio per commissione), sia da unazione negativa ovvero determinatasi nel non fare (omicidio per omissione), ma comunque prevedibile nel suo risultato. Si configurerà il reato di delitto tentato (art. 56 c.p.) nel caso in cui, pur essendo lazione delittuosa idonea a cagionare levento (morte), questultimo non verrà comunque a verificarsi.

28 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 L Art. 56 c.p. Delitto tentato così recita: Chi compie atti idonei, diretti in modo non equivoco a commettere un delitto, risponde di delitto tentato, se lazione non si compie o levento non si verifica. Il colpevole del delitto tentato è punito: con la reclusione non inferiore a dodici anni, se la pena stabilita è lergastolo; e, negli altri casi, con la pena stabilita per il delitto, diminuita da un terzo a due terzi..

29 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Lomicidio è il classico reato a forma libera. Sono numerosi, infatti, i mezzi che possono impiegarsi nella produzione dellevento morte, non solo fisici (armi da fuoco, armi bianche, mezzi veleniferi, etc.) ma anche psichici, come le minacce ovvero uno spavento improvviso.

30 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Omicidio Doloso Art. 575 c.p. (Omicidio): Chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione non inferiore ad anni 21. La condotta adeguata, derivante dallintenzione di cagionare la morte altrui, voluta e prevista, è lelemento fondamentale ai fini dellindividuazione del dolo. Elemento essenziale dellomicidio doloso sarà, dunque, lintenzione di uccidere, desumibile dalla natura dei mezzi impiegati, dalla natura e gravità delle lesioni prodotte, dalle particolari circostanze ambientali in cui il delitto si è consumato, nonché dalle reali possibilità di difesa della vittima.

31 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Omicidio Tipo ed Omicidio Circostanziato Lomicidio previsto allart. 575 c.p. è anche detto omicidio tipo per differenziarlo da quello circostanziato in cui ricorrono le circostanze che il codice penale prevede come aggravanti ed attenuanti.

32 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Classificazione delle Circostanze Aggravanti Aggravanti Comuni (art. 61 c.p.) Aggravanti Speciali (art c.p.) Classificazione delle Circostanze Attenuanti Attenuanti Comuni (art. 62 c.p.) Attenuanti Generiche (art. 62bis c.p.)

33 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Esempi di Circostanze Aggravanti Comuni (Art.61 c.p.) Laver agito per motivi abietti o futili Laver commesso il reato per eseguirne od occultarne un altro Laver adoperato sevizie o laver agito con crudeltà verso le persone Laver il colpevole commesso il reato durante il periodo di latitanza Laver cagionato un danno patrimoniale di notevole entità Laver commesso il fatto con abuso di poteri Laver commesso il fatto contro Pubblico Ufficiale, etc.

34 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Esempi di Circostanze Aggravanti Specifiche dellomicidio (Art.576 – 577 c.p.) Laver agito con premeditazione (indicativa di pericolosità sociale, denunciando essa una mancanza di scrupoli non indifferente; chi agisce con premeditazione avrebbe modo e tempo per desistere dal suo proposito). Uso di mezzi venefici e subdoli: sostanze tossiche, batteri o virus, corrente elettrica, radiazioni ionizzanti, esplosivi nascosti, etc. Avere ucciso nel commettere violenza sessuale.

35 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Circostanze Attenuanti (Artt. 62 – 62 bis c.p. comuni e generiche) Aver agito per suggestione di una folla in tumulto Aver agito per motivi morali o sociali Aver commesso il reato per stato dira derivante dallaver subito un fatto ingiusto Il concorso doloso delloffeso (aver concorso a determinare levento) 63 c.p. Applicazione degli aumenti o delle diminuzioni di pena 65 c.p. Diminuzione di pena nel caso di una sola circostanza attenuante 67 c.p. Limiti delle diminuzioni di pena nel caso di concorso di più circostanze attenuanti 68 c.p. c.p. Limiti al concorso di circostanze

36 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Omicidio Preterintenzionale Art. 584 c.p.: Chiunque con atti diretti a commettere uno dei delitti preveduti dagli artt. 581 e 582, cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione da dieci a diciotto anni. Si denomina, pertanto, omicidio preterintenzionale luccisione non voluta di un uomo cagionata da atti volontari di percosse o di lesioni personali; la morte non è voluta e viene a determinarsi per cause indipendenti dalla stessa volontà dellagente.

37 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Elementi caratteristici dellOmicidio Preterintenzionale Condotta, mirata a cagionare percosse ovvero lesioni personali, purché vengano impiegati mezzi atti allesclusivo determinismo dei suddetti eventi ; Nesso causale tra levento morte e lazione compiuta atta a non cagionare la morte, bensì percosse o lesioni personali.

38 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Omicidio Colposo Art. 589 c.p.: Chiunque cagiona, per colpa, la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, la pena è della reclusione da uno a cinque anni. Nel caso di morte di più persone, ovvero di morte di una o più persone e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni dodici.

39 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Omicidio Colposo In sostanza la fattispecie delittuosa dellomicidio colposo prevede che levento morte sia cagionato per colpa da una condotta umana caratterizzata da: Negligenza; Imperizia; Imprudenza, Inosservanza di leggi, regolamenti o discipline. Anche per lomicidio colposo si applicano le circostanze aggravanti comuni, con aumento della pena fino ad un terzo.

40 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Omicidio Colposo Nei casi in cui sia necessario laccertamento di una responsabilità professionale in ambito sanitario per errori diagnostici ovvero terapeutici, è dinteresse medico – legale laccertamento della causa di morte e del nesso causale tra la condotta del sanitario e lexitus del paziente. ESEMPI di omicidio colposo: Incidenti di caccia, avvelenamento di bambini che ingeriscono veleni non custoditi con le opportune cure, errori nellesercizio di attività professionali (soprattutto in ambito sanitario), ec.

41 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Omicidio del Consenziente Art. 579 c.p.: Chiunque cagiona la morte di un uomo, col consenso di lui, è punito con la reclusione da sei a quindici anni. Non si applicano le aggravanti indicate nellart. 61 c.p. Si applicano le disposizioni relative allomicidio se il fatto è commesso: contro una persona minore degli anni diciotto; contro una persona inferma di mente, o che si trova in condizioni di deficienza psichica, per unaltra infermità o per labuso di sostanze alcooliche o stupefacenti; contro una persona il cui consenso sia stato dal colpevole estorto con violenza, minaccia o suggestione, ovvero carpito con inganno.

42 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Omicidio del Consenziente La minore gravità della pena, prevista dal legislatore, esprime certamente la minore carica criminosa necessaria per sopprimere la vita di chi ha manifestato espressamente la volontà di morire. Dal punto di vista giuridico si pongono 2 problemi riguardo questo reato: 1)La vita umana è un bene indisponibile e quindi il consenso non esclude lantigiuridicità del fatto; 2)Il consenso deve provenire da una persona in grado di intendere e volere, viene quindi da chiedersi quanto una persona sofferente afflitta ad esempio da una grave malattia sia in grado di prendere consapevolmente tale decisione? In questo caso il reo potrebbe essere accusato di omicidio doloso.

43 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Morte o Lesione come conseguenza di altro delitto Art. 586 c.p.: Quando da un fatto preveduto come delitto doloso deriva, quale conseguenza non voluta dal colpevole, la morte o la lesione di una persona, si applicano le disposizioni dellArt. 83 Evento diverso da quello voluto dall'agente, ma le pene stabilite negli articoli. 589 e 590 sono aumentate. Trattasi, dunque, di un concorso di reati, di cui uno è preveduto e voluto, mentre laltro pur non essendo voluto è legato al primo dal nesso di causalità.

44 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Morte o Lesione come conseguenza di altro delitto Questa fattispecie delittuosa dà luogo a ciò che in dottrina viene chiamato aberratio delicti già previsto allarticolo 83 c.p.; tale delitto, infatti, consiste nelluccisione di un uomo avvenuta per errore nelluso di mezzi atti a compiere un altro delitto doloso. Tale delitto si differenzia dallomicidio preterintenzionale in quanto lattività del colpevole non è diretta a cagionare il reato di percosse o di lesioni personali, bensì un altro delitto doloso.

45 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Morte o Lesione come conseguenza di altro delitto Esempi: Morte per trauma psichico di una donna fatta oggetto di violenza sessuale; Morte di un passante per una pietra scagliata verso una vetrina; Morte di un tossico dipendente a cui era stata fornita droga illegalmente da uno spacciatore; Rapinatore che accidentalmente spara un colpo di pistola ed uccide una persona.

46 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Istigazione o aiuto al suicidio (art. 580 c.p.) Il termine suicidio etimologicamente deriva da sui caedes e consiste nelluccisione di se stessi mediante una condotta volontaria, commissiva od omissiva. Il tentato suicidio non é considerato reato, in quanto la pena appare inefficace come mezzo di intimidazione verso chi considera la propria vita un peso inutile ed il timore di una punizione, in caso di insuccesso, potrebbe comportare una maggiore determinazione nellattuazione del proposito. In psichiatria alcune forme di tentato suicidio vengono considerate manifestazioni di disagio psichico, con relativa richiesta di aiuto, piuttosto che pulsioni autodistruttive vere e proprie, e proprio questi casi testimoniano la lungimiranza del legislatore. Se dal suicidio derivasse una punizione sarebbe un ulteriore motivo che potrebbe rafforzare lintento di usare tutti i mezzi disponibili per raggiungere lo scopo desiderato.

47 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Al contrario, è reato la partecipazione al suicidio altrui (art. 580 c.p.) effettuata sia determinando o rafforzando il proposito autodistruttivo sia agevolandone lesecuzione. Infatti, così recita lart. 580 c.p.: Chiunque determina altri al suicidio o rafforza laltrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo lesecuzione, è punito, con la reclusione da cinque a dodici anni.

48 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Se il suicidio non avviene, è punito con la reclusione da uno a cinque anni, sempre che dal tentativo di suicidio derivi una lesione personale grave o gravissima. Le pene sono aumentate se la persona istigata o eccitata o aiutata si trova in una delle condizioni indicate nei numeri 1 e 2 dellarticolo precedente (Art. 579 c.p. Omicidio del consenziente: 1) contro una persona minore degli anni diciotto; 2) contro una persona inferma di mente, o che si trova in condizioni di deficienza psichica, per unaltra infermità o per labuso di sostanze alcooliche o stupefacenti; Nondimeno, se la persona suddetta è minore degli anni quattordici o comunque è priva della capacità dintendere o volere, si applicano le disposizioni relative allomicidio..

49 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Pertanto, viene punita la partecipazione morale, intesa come istigazione a far sorgere la volontà di suicidarsi, creandone i presupposti con qualsiasi mezzo psicologico (persuasione, esortazione, etc.), o nel rendere più ferma la decisione di sopprimersi, vincendone le ultime perplessità o resistenze. Viene, inoltre, punita la partecipazione materiale, intesa quale attività in grado di fornire i mezzi idonei, senza alcuna partecipazione attiva. A fronte di una partecipazione attiva, infatti, si risponderebbe di omicidio del consenziente, mentre luso della violenza o delle minacce comporterebbe il configurarsi del reato di omicidio volontario. Risponde di suicidio agevolato per omissione chi aveva lobbligo giuridico di impedire il fatto; è il caso dellinfermiere che si astiene dallinterrompere il tentativo di suicidio del paziente.

50 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Riassumendo listigatore può: - determinare (far sorgere) lidea del suicidio; - rafforzare lidea; - agevolare il suicidio con aiuto materiale e/o morale. Le condizioni di punibilità dellistigatore sono: a)Che si sia verificata la morte del soggetto istigato (pena da 5 a 12 aa); b)Che dal tentato suicidio siano derivate lesioni gravi o gravissime (pena da 1 a 5 aa), ne consegue quindi che se dal fatto derivino lesioni lievi o lievissime, ciò non costituisce reato. Lart. 580 del c.p. prevede 2 aggravanti speciali: 1)che il sogg. Istigato sia infra14aa oppure totalmente infermo di mente; 2)che il sogg. Istigato abbia tra i 14 ed i 18 aa oppure che si trovi in uno stato di parziale incapacità dintendere e volere.

51 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale connesse al parto (art. 578 c.p.) Lart. 578 c.p. (Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale): La madre che cagiona la morte del proprio neonato immediatamente dopo il parto, o del feto durante il parto, quando il fatto è determinato da condizioni di abbandono materiale e morale connesse al parto, è punita con la reclusione da quattro a dodici anni. A coloro che concorrono nel fatto di cui al primo comma si applica la reclusione non inferiore ad anni ventuno. Tuttavia, se essi hanno agito al solo scopo di favorire la madre, la pena può essere diminuita da un terzo a due terzi. Non si applicano le aggravanti stabilite allarticolo 61 del codice penale..

52 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale connesse al parto (art. 578 c.p.) Il delitto in esame è specifico, configurandosi solo nel caso in cui lautore materiale del reato sia la madre (ciò si desume dalluso del termine proprio neonato); il medesimo reato commesso, infatti, dal padre del neonato ovvero da altro congiunto della madre configura lomicidio comune.

53 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale connesse al parto (art. 578 c.p.) FETO: Prodotto del concepimento, che sta nascendo dal momento in cui ha iniziato il suo distacco dallutero fino al completamento della sua espulsione (anche se unito alla madre dal cordone ombelicale). NEONATO: Si indica il nato di recente, vivo, vitale o non vitale, che abbia raggiunto un sufficiente grado di sviluppo. Per vitalità si intende lattitudine del neonato al proseguimento della vita autonoma dopo la nascita. La mancanza di vitalità è dovuta a cause: - cronologiche (< 28 sett. Di gestaz.); - teratologiche (malformazioni a arresto dello sviluppo); - patologiche (malattie congenite).

54 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale connesse al parto (art. 578 c.p.) La precisazione del termine di vitalità è importante in quanto è considerato INFANTICIDIO anche la soppressione di un neonato non vitale, ma il giudice ne terrà conto, in quanto la soppressione di un neonato non vitale costituisce un minor danno sociale!

55 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale connesse al parto (art. 578 c.p.) Riassumendo gli elementi del reato di INFANTICIDIO e FETICIDIO sono: intenzione di uccidere (dolo generico); laver agito in condizioni oggettive di abbandono materiale e morale connesse al parto; uso di mezzi idonei a provocare la morte; morte come risultato di mezzi adeguati.

56 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale connesse al parto (art. 578 c.p.) Quando parliamo di FETICIDIO? Quando si verifica la soppressione della vita durante il parto, prima che egli abbia iniziato la vita extrauterina. Esempio: la madre che uccida il feto appena questi abbia disimpegnato la testa per traumi ripetuti ed inferti sul cranio o per costrizione del collo, prima che sia completata lespulsione di tutto il corpo. Quando parliamo di INFANTICIDIO? Nel caso in cui si verifica luccisione del neonato immediatamente dopo il parto, ma anche a distanza dalla nascita se questi, ad esempio, rimane confinato in uno spazio chiuso e muore più tardi per lenta asfissia.

57 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale connesse al parto (art. 578 c.p.) Cosa intende il legislatore con i termini di ABBANDONO MATERIALE e MORALE? Si intende lo stato di una persona lasciata sola, priva di aiuto, in solitudine materiale e spirituale, in balia di se stessa, bisognosa di soccorso e assistenza, in situazioni rese drammatiche dalla gestazione in atto! Tutto ciò spinge la donna ad assumere comportamenti aberranti che unadeguata assistenza avrebbero potuto evitare!

58 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale connesse al parto (art. 578 c.p.) Per ottenere la prova dellavvenuto inizio della vita extrauterina in Medicina Legale sono eseguibili docimasie (parola che deriva dal greco dokimazo che significa dimostro, ossia dimostrare appunto la vita autonoma del nuovo nato). Distinguiamo docimasie respiratorie, divise in polmonari ed extra – polmonari, e non respiratorie.

59 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale connesse al parto (art. 578 c.p.) – DOCIMASIE RESPIRATORIE Le DOCIMASIE POLMONARI comportano lesame dei polmoni: ottico, i polmoni che hanno respirato sono vescicolosi, soffici e crepitanti; idrostatico, la struttura cardio-polmonare galleggia se il soggetto ha respirato; radiologico, è presente la fisiologica diafania se vi è aria negli alveoli; istologico, nel polmone che ha respirato, microscopicamente si osservano cavità alveolari dilatate e bronchi aperti. Le DOCIMASIE EXTRA – POLMONARI comprendono la ricerca della bolla gastrica e la prova auricolare (con i primi atti respiratori laria penetra attraverso la tromba di Eustachio, quindi se si punge la membrana timpanica ponendo la testa del feto sottacqua fuoriescono bollicine daria).

60 MEDICINA LEGALE Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA Medicina Legale Direttore: Prof. Aldo Carnevale Corso di Laurea in TSRM per Immagini e Radioterapia Dott. A. Di Pietro A.A. 2009/2010 Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale connesse al parto (art. 578 c.p.) Le DOCIMASIE NON RESPIRATORIE: Alimentare – ingesti nellapparato digerente Renale – cristalli di acido urico nel rene Batteriologica – E.Coli nellintestino


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