La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Sviluppo della comunicazione e del linguaggio nei primi due anni di vita: gesti, parole e ambiente comunicativo Olga Capirci.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Sviluppo della comunicazione e del linguaggio nei primi due anni di vita: gesti, parole e ambiente comunicativo Olga Capirci."— Transcript della presentazione:

1 Sviluppo della comunicazione e del linguaggio nei primi due anni di vita: gesti, parole e ambiente comunicativo Olga Capirci

2 Lo sviluppo del bambino È determinato dallintegrazione di funzioni motorie, sensoriali, percettive, cognitive, comunicative, relazionali lintegrazione di queste funzioni sin dalla nascita permette al bambino di fornire, attraverso strategie proprie, le necessarie risposte adattive

3 Incorpora nei propri schemi conoscitivi i dati dellesperienza Modifica i propri schemi conoscitivi per adattarli ai nuovi dati Il bambino Il bambino è un attivo costruttore delle proprie conoscenze

4 lazionele immaginiil linguaggio e altri sistemi simbolici La realtà viene conosciuta ed interpretata attraverso

5 Le relazioni sociali che il bambino stabilisce precocemente con chi si prende cura di lui sono la base per la costruzione dellintenzionalità comunicativa e lo sviluppo della conoscenza Ruolo delladulto Lorganizzazione del comportamento è guidata dagli scopi e dalle intenzioni che lo governano, e dalle funzioni che assolve

6 Le basi per lacquisizione del linguaggio Il linguaggio come comportamento proprio della specie umana dovuto allinterazione tra: maturazione di strutture e processi fisiologici + contatto con un ambiente linguistico » capacità innate o acquisite????

7 Due approcci teorici: Concezione innatista > lapprendimento del linguaggio nel bambino è guidato da sistemi specializzati universali, attivati dallesperienza linguistica. Concezione cognitivista > lapprendimento del linguaggio nel bambino dipende dagli stessi meccanismi cerebrali generali implicati nella conoscenza dei principi che regolano il mondo fisico.

8 La concezione cognitivista sostiene la continuità tra sviluppo cognitivo e linguistico. Si riconosce limportanza dellinterazione sociale che fornisce al bambino i contesti e lesperienza necessaria ad acquisire il linguaggio.

9 Singoli autori propongono approcci flessibili e complessi: Karmiloff e Karmiloff-Smith (2002): meccanismi di apprendimento attinenti allambito, non specifici alla nascita ma predisposti allelaborazione di un certo tipo di input > si specializzano per stimoli linguistici Elizabeth Bates (2004): lapprendimento del linguaggio è predeterminato ma si può sviluppare solo quando siano già state acquisite altre capacità. prerequisiti del linguaggio

10 Capacità di base: Attenzione agli stimoli sociali (il volto e la voce) Integrazione di percezioni provenienti dai diversi organi di senso La possibilità di mappare queste esperienze sensomotorie direttamente nellorganizzazione cerebrale (aree sensoriali e motorie)

11 Fattori sociali implicati nello sviluppo del linguaggio Interazione adulto-bambino Format di attenzione, azione condivisa - Bruner - Approccio socio-costruttivista Partecipazione del bambino agli scambi interattivi - livello di sviluppo, tipo di attività, contesto Caratteristiche dellinput fornito dalladulto

12 Variabilità dellinput Adattamento del linguaggio rivolto al bambino qualitàquantità modalità complessità esposizione dimensione Strutturale/funzionale intensitàampiezza

13 Finalità degli adattamenti linguistici Ipotesi pedagogica - ideali lezioni di lingua Ipotesi del feedback - relazione con le capacità del bambino Ipotesi conversazionale - opportunità al bambino di agire come un interlocutore maturo Spiegazione multifattoriale - integrazione tra ipotesi del feedback e conversazionale

14 Effetti degli adattamenti linguistici ruolo causaleruolo marginale Condizioni che possono facilitare lo sviluppo linguistico Visione bidirezionale input Competenze del bambino - acquisite - potenziali

15 Esperienza linguistica Fonti di variazioni Interlocutore (ad es. madre, padre, bambino, educatore/terapista) Contesto (ad es. attività, numero dei partecipanti, ruolo sociale) Cultura (ad es. rurale vs, urbana, classe sociale) Condizioni di sviluppo tipico e atipico del bambino - tipo di deficit - livello di sviluppo (ad es. età cronologica, età mentale) - aspettative delladulto

16 COMPORTAMENTO DEL BAMBINO COMPORTAMENTO DELLA MADRE 1. B agisce (piange, sorride, vocalizza...). 2. Effetto comunicativo M reagisce al comportamento di B. 3. Comunicazione pre-intenzionale I comportamenti diventano progressivamente diretti ad uno scopo: B guarda, vocalizza, si muove verso e/o cerca di afferrare un giocattolo. 4. Inferenza comunicativa M inferisce/interpreta i comportamenti di B come comunicativi ed aiuta B a raggiungere il suo scopo (il giocattolo). 5. Comunicazione intenzionale B è in grado di attuare sequenze mezzo/scopo e riconosce gli altri come fonti autonome di causalità. Utilizza il controllo visivo e il vocalizzo per far intervenire la madre nel raggiungimento dei propri scopi. 6. M risponde appropriatamente alle Intenzioni comunicative di B ma alza il tiro, sollecitando la produzione di vocalizzazioni convenzionali e parole. 7. Comunicazione linguistica B comincia a produrre parole allinterno delle sequenze comunicative. Sequenza evolutiva dello sviluppo comunicativo-linguistico (Camaioni, 1999)

17 Funzioni comunicative materne (Longobardi, 1992, 1995, 1996, 2006) TUTORIA –1. Ripetizioni –2. Espansioni/estensioni –3. Riformulazioni –4. Parafrasi –5. Rif. Precedente esperienza –6. Rif. Routine di gioco –7. Complimenti DIDATTICA –8. Descrizioni/dimostrazioni –9. Domande chiuse –10. Richieste di ripetizione –11. Denominazioni –12. Correzioni CONVERSAZIONE –13. Espressioni fatiche –14. Domande aperte –15. Commenti –16. Autorisposte CONTROLLO –17. Controllo dellazione –18. Controllo dellattenzione ASINCRONICA –19. Comportamenti intrusivi –20. Cambio di argomento –21. Risposte mancate

18 Funzioni Comunicative materne a 16 mesi di età del Bambino (N 16 diadi madre-bambino, osservate in ambiente familiare) Bambini 20 mesi Vocabolario ^ Frasi ^^ Gesti ^^ Media217,751,040,48 d.s.184,240,760,3 min.800,2 max.62821,2 ^ PVB Caselli e Casadio, 1995; ^^ QSCL Camaioni et al. 1992

19 Funzioni comunicative (16 mesi) Tutoriale.70**.60*.18 Didattica.44* Conversazione Controllo Asincronica-.67** -.76**.27 Somma FC Vocabolario Frasi Gesti (bambino 20 mesi) *p <.05 **p <.01 Correlazioni tra Funzioni comunicative materne e indici di sviluppo comunicativo-linguistico del bambino

20 Funzioni comunicative materne nei tre contesti interattivi Legenda: GOF: Gioco con oggetti familiari; GON: Gioco con oggetti nuovi; ROUTINE: pasto. * *

21 Funzioni comunicative materne in ciascun contesto interattivo Legenda : GOF: gioco con oggetti familiari GON: gioco con oggetti nuovi ROUTINE: pasto Tutoriale GOF/GON >* Routine Didattica GOF/GON >* Routine

22 Punti emersi: Caratterizzazione dellinput in termini pluri-funzionali e non soltanto dicotomici Variazione delle funzioni in relazione al contesto Relazione predittiva tra aspetti specifici dellinput e competenze del bambino

23 Qual è il ruolo dell input nella produzione dei gesti e delle prime combinazioni? Osservazione delle interazioni di 12 bambini con le loro madri a 16 e a 20 mesi (Iverson, Capirci, Longobardi e Caselli, 1999)

24 I GESTI DELLE MADRI I Gesti delle madri sono soprattutto co-verbali. Linput gestuale offerto ai bambini di 16 mesi non è significativamente diverso da quello offerto ai bambini a 20 mesi

25 Il motherese gestuale Le madri usano i gesti con minore frequenza sia rispetto alle interazioni fra adulti che rispetto ai loro bambini Utilizzano soprattutto gesti deittici (lindicazione) e convenzionali e solo molto raramente i gesti enfatici: l opposto di quanto avviene nella comunicazione tra adulti Le combinazioni gesto/parola più frequenti sono quelle di tipo equivalente (per rinforzare il messaggio espresso con le parole), l opposto di quanto avviene fra adulti (più complementari e supplementari)

26 Prerequisiti per il linguaggio che si sviluppano, dalle abilità di base, tra 6 e 12 mesi: Attenzione condivisa (focus sullo stesso oggetto) Abilità associare suoni, gesti e significati Imitazione sofisticata

27 3-4 mesi: interazioni precoci con la madre (ad es. faccia-a-faccia ) Intersoggettività, scambi comunicativi e intenzionalità 9-12 mesi: capacità di partecipare intenzionalmente a una situazione comunicativa, madre- bambino collaborano al processo di costruzione di significati condivisi

28 Attraverso la capacità di: condividere lattenzione e lazione su un oggetto spostare lo sguardo dalloggetto alladulto Comparsa di gesti performativi o deittici che precedono la comparsa delle prime parole.

29 Gesti deittici DARE MOSTRARE RICHIESTA RITUALIZZATA INDICARE Intenzionalità comunicativa Scopo il referente di questi elementi è dato interamente dal contesto

30 Il più studiato è lindicare, è infatti un gesto universale e non viene abbandonato neanche dopo lacquisizione del linguaggio verbale. La sua comparsa avviene tra i 9 e i 13 mesi, sebbene allinizio la sua forma non sia perfetta e manchi anche una buona coordinazione con lo sguardo: Verso i 12 mesi il bambino guarda ladulto dopo aver indicato un oggetto, ma intorno ai 16 mesi indica solo dopo essersi assicurato che ladulto sia attento. Indicazione

31 Tale gesto è inoltre, più di altri, legato al linguaggio, del quale è considerato un precursore. Infatti, permette al bambino di avere un ruolo più attivo nellinterazione ed è prodotto per fare riferimento ad un oggetto/evento, funzione che verrà poi assolta dal nominare la sua comparsa precoce (prima dei 12 mesi) è correlata con punteggi più elevati in un test di linguaggio a 24 mesi ed è emersa una correlazione positiva tra la produzione del gesto a 12 e a 16 mesi e la comprensione linguistica e lampiezza del vocabolario a 20.

32 Limportanza di tale gesto risiede anche nella sua duplice funzione: lindicare infatti può essere utilizzato per richiedere un oggetto (funzione richiestiva) e per condividere lattenzione su un evento (funzione dichiarativa). Gli studi su questo tipo di gesto hanno individuato una sequenza evolutiva in cui la funzione richiestiva compare prima o contemporaneamente a quella dichiarativa, ma non dopo.

33 Un bambino, ad esempio, può chiedere alla madre il gioco che non riesce a prendere da solo, indicandolo in questo caso il bimbo si serve della madre come strumento sociale per raggiungere uno scopo, dimostrando di padroneggiare la nozione di agente e aspettandosi che lei soddisfi la sua richiesta. Nellintenzione dichiarativa invece, il piccolo si serve di un oggetto come mezzo per condividere lattenzione con laltro, ad esempio indicando un cane e alternando lo sguardo tra questo e ladulto. In questa seconda sequenza laltro non è più uno strumento ma lo scopo: il bambino gli attribuisce un stato mentale, linteresse, che cerca di influenzare.

34 Un decalage temporale tra i due usi: Indicazione richiestiva piu precoce rispetto a quella dichiarativa: questa sembra quindi implicare capacità cognitive e relazionali piu complesse

35 La differenza funzionale e strutturale tra le due intenzioni è sostenuta sia dalle ricerche sulla comunicazione dei primati non umani: gorilla e scimpanzè producono gesti comunicativi con intenzione richiestiva anche nel proprio ambiente naturale, ma mai con lintenzione dichiarativa di condividere lattenzione. che da ricerche sullo sviluppo atipico: bambini con autismo mostrano dei gravi deficit comunicativi e sociali; non sono in grado di condividere lattenzione, non usano lespressione della madre come riferimento sociale, utilizzano i gesti di contatto e meno frequentemente lindicazione per chiedere aiuto, ma non con intenzione dichiarativa.

36 L'acquisizione del linguaggio si presenta come lo snodarsi di una serie di fasi che si succedono in un determinato ordine, condiviso da molti bambini. Al tempo stesso, questo processo è caratterizzato da grandissime variabili individuali che riguardano non solo i tempi, ma anche i modi e le strategie di apprendimento.

37 In passato le ricerche sul linguaggio in età evolutiva cercavano di mettere in evidenza le tappe universali dello sviluppo che si succederebbero in un preciso ordine, identico in tutti i bambini e indipendente dalle diverse lingue e culture. Negli ultimi anni si è cercato, al contrario di evidenziare le differenze piuttosto che le somiglianze, le strategie, i tempi, i percorsi individuali che ciascun bambino può attuare nel processo di acquisizione del linguaggio (Bates et al., 1988).

38 Il linguaggio si sviluppa isolatamente da altre abilità cognitive? OPPURE E possibile evidenziare elementi di continuità nello sviluppo?

39 Tappe universali Lintenzione comunicativa emerge intorno ai 9 mesi, quando il bambino comprende il valore comunicativo di alcuni comportamenti. Le capacità cognitive alla base di questa importante acquisizione sono quelle appartenenti al quarto e quinto stadio sensomotorio: la distinzione tra mezzi e scopi, luso di strumenti per raggiungere un obiettivo e la nozione di agente, cioè il riconoscere che le persone sono capaci di attivarsi autonomamente.

40 I suoni delle parole Continuità sviluppo fonologico e lessicale pianto 3 mesi: primi suoni linguistici vocalici (sorriso sociale e giochi condivisi tra adulto e bambino) 6/7mesi: babbling reduplicato con ripetizione della sillaba CV (per litaliano): papapa; dada > 9-10 mesi: babbling variato con combinazioni più elaborate e sillabe diverse per consonante e/o vocale: bada; babu

41 Babbling e attività motorie ritmiche Linizio del babbling canonico sembra legato a certe attività ritmiche prodotte dai bambini nello stesso periodo, in particolare il battere ritmico manuale. Da uno studio di Iverson e Fagan (2004) risulta un incremento, correlato alletà, nella frequenza di coordinazione tra vocalizzazioni e attività ritmiche, in modo specifico con movimenti del braccio destro; il pattern temporale di queste attività inoltre, sembra ricalcare quello della gestualità adulta che accompagna il discorso. La maggior parte di tali vocalizzazioni sono le ripetizioni CV tipiche del babbling reduplicato e infatti il tasso di coordinazione vocal-manuale è superiore nei bambini che hanno già iniziato a produrlo.

42 Secondo gli autori perciò, lattività ritmica manuale può facilitare lorganizzazione ritmica delle vocalizzazioni e quindi lemergere del babbling. Tra i 9 e i 12 mesi lassociazione tra queste due attività è stabile e perciò disponibile per la produzione di gesti e parole a fini comunicativi prima forma di comunicazione attraverso i GESTI

43 Il babbling viene perciò considerato un importante indice predittivo del successivo sviluppo linguistico: la quantità di vocalizzazioni, la quantità e la qualità delle consonanti nel periodo prelinguistico sono correlate allampiezza del vocabolario, alla LME (lunghezza media dellenunciato) e allabilità di lettura.

44 Numerose ricerche, ispirate soprattutto al pensiero di Jean Piaget, hanno evidenziato come, accanto a fattori più strettamente linguistici, nel processo di acquisizione del linguaggio entrino in gioco variabili importanti quali i correlati cognitivi lambiente sociale e culturale linput materno gli stili di interazione comunicativa fra ladulto e il bambino.

45 Fra 12 e 18 mesi stretti parallelismi fra le prime produzioni verbali e le produzioni non verbali: AZIONI CON OGGETTI SCHEMI DI GIOCO SIMBOLICO GESTI RAPPRESENTATIVI (o referenziali) Attraverso questi comportamenti il bambino nomina, racconta o chiede qualcosa

46 1) I giochi di esercizio (0-24 mesi) Coinvolgono le strutture percettive e motorie del bambino, dandogli così la possibilità di sperimentare le capacità del proprio corpo. In questo periodo il bambino è dapprima lui stesso soggetto del gioco simbolico,oppure usa oggetti reali o giocattoli molto simili agli oggetti che è abituato ad usare. Determinante in questa fase è limitazione 2) I giochi simbolici (2-6 anni) Questa fase implica delle capacità complesse. Il bambino diviene capace di rappresentazioni mentali di oggetti non presenti e il bambino è capace di immaginare loggetto; e un oggetto o unazione possono diventare la rappresentazione di qualcos altro. Il bambino compie azioni di far finta su altri.

47 Il gioco simbolico Il gioco simbolico è caratterizzato da quattro aspetti: la capacità di agire come se al di fuori del contesto normale · la capacità di usare come materiale di gioco oggetti sostitutivi di quelli reali · labilità di eseguire azioni abitualmente messe in atto da altri · labilità di collegare schemi di azioni differenti in sequenze tematiche ricorrenti.

48 Il gioco simbolico è influenzato da diversi fattori: il contesto (la quantità di giochi a disposizione, il supporto percettivo offerto in base alla verosimiglianza, forma o funzione degli oggetti) la partecipazione degli adulti che propongono scenari più o meno vicini allesperienza diretta dei bambini. Fin dalle prime manifestazioni ha un carattere sociale: si tratta di esperienze quotidiane vissute dai bambini, in cui la madre o ladulto che se ne occupa, viene sistematicamente coinvolto

49 Studi successivi Comportamenti classificati come schemi di gioco simbolico sono frequentemente usati per comunicare e hanno un significato: derivano da routines o da uso di oggetti allinizio sono prodotti sempre allinterno di routines con ladulto e gradualmente sono usati in contesti diversi con significati stabili Caselli (1990) Communicative gestures and first words Volterra & Erting (1990), From gesture to language in hearing and deaf children

50 GESTI Iconici/Rappresentativi Attraverso questi elementi il bambino nomina, racconta o chiede qualcosa Routines/Convenzionali/Culturali: BUONO, CIAO, NO Azioni/oggetti: MANGIARE, DORMIRE, TELEFONO Movimenti delle mani o del corpo che possono essere associati con significati relativamente stabili in diversi contesti. Includono:

51 Alcuni di questi gesti vengono appresi durante le interazioni con ladulto, allinterno di giochi o routines. In particolare alcuni gesti sono vere e proprie routines sociali, culturalmente definite come muovere la mano aperta per significare ciao, oppure allargare le mani con i palmi rivolti verso lalto per dire non cè più.

52 Altri derivano dallazione del bambino sugli oggetti, azione che viene rappresentata nel gesto mimandola: ad esempio aprire e chiudere la bocca per mangiare, o portare la mano chiusa allorecchio per telefono. Nelle prime fasi, il bambino produce lo schema dazione sulloggetto dimostrando di averne colto la funzione specifica (il cucchiaio serve per mangiare e il bimbo lo porta alla bocca per mangiare/fingere di mangiare).

53 In un secondo momento lo schema diventa gesto, quando la sua funzione diventa comunicativa e simbolica: sta per… un determinato oggetto o azione » decontestualizzazione La stessa decontestualizzazione che interessa la comprensione e la produzione delle prime parole.

54 Fino ai 17 mesi parole e gesti crescono; ma secondo un principio di economia nel vocabolario: per denominare un oggetto o una persona il bambino utilizza o il gesto o la parola, non entrambi es. PALLA parola TELEFONO gesto

55 Gradualità nella conoscenza dei significati: Schemi di azione (uso appropriato del cucchiaio) > gesti rappresentativi (finge di portare un cucchiaio immaginario alla bocca) > parole rappresentative (dicecucchiaio) Correlazione positiva e corrispondenza di significati tra parole comprese e gesti- azioni prodotti.

56 Decontestualizzazione delle parole: 1.Uso legato al contesto di attività: prime espressioni accompagnano gli schemi dazione (es. dice palla mentre fa rimbalzare la palla). 2.Uso per anticipare o ricordare gli schemi dazione (es. palla un attimo prima di prendere la palla). 3.Uso referenziale per categorizzare nuovi oggetti e eventi (es. palla anche quando non è presente ma il bambino la cerca).

57 Stesso processo avviene nella comprensione Come? Acquisisce la capacità rappresentativa La comunicazione, che è organizzata secondo format contestualizzati e altamente ritualizzati, permette al bambino di imparare ad attribuire attivamente un significato alle azioni ed espressioni materne e a produrre segnali stabili e condivisi.

58 GESTI E PAROLE FRA 8 E 18 MESI ll primo repertorio comunicativo dei bambini comprende elementi vocali e elementi gestuali Legami con la funzione simbolica, le azioni con gli oggetti, le routines con l adulto La comprensione del linguaggio precede la produzione L imitazione e il contesto hanno un ruolo fondamentale GRANDI DIFFERENZE INDIVIDUALI

59 Cosa si osserva? Un esempio: lemergere dellintenzione comunicativa

60 Schema di osservazione per i bambini tra i 9 e i 12 mesi (di Letizia e Sabbadini; in Caselli e Capirci, 2002) E uno schema di facile applicazione e utilizzabile comeprimo filtro di osservazione del bambino in un contesto ecologico di interazione

61 Schema di osservazione

62 Nel secondo anno di vita ( mesi), non sembra esserci una netta distinzione tra gesti e parole: ll primo repertorio comunicativo dei bambini comprende elementi vocali e elementi gestuali: Questo periodo è stato definito da alcuni "bimodale" (Abrahamsen, 2000)

63 Prime parole. Comprensione e produzione Lo sfasamento temporale tra comprensione e produzione lessicale caratterizza le prime fasi dello sviluppo linguistico. Asincronia tra sviluppo PERCETTIVO (riconoscimento) e ARTICOLATORIO: 1.articolazione di uno specifico suono 2.programmazione ed esecuzione di una specifica sequenza di schemi articolatori

64 Nelle prime fasi dello sviluppo linguistico le parole dei bambini sono solo unapprossimazione del modello adulto: Es. acqua apua, bumba, uaua biscotticotti, totti, testaetta bimbi ibbi

65 Lacquisizione di parole nuove stimola lo sviluppo fonologico: si costruisce un ampio repertorio di suoni, si programmano e si differenziano nuovi gesti articolatori. Influenza inversa: capacità fonologiche condizionano il tipo di parole da apprendere.

66 Il ruolo del gesto nella transizione dal periodo olofrastico alle prime combinazioni di più parole Iverson, Capirci e Caselli, 1994; Capirci, Iverson, Pizzuto e Volterra, 1996; Morford e Goldin-Meadow, 1992; Butcher e Goldin-Meadow, 2000 Ce una continuità tra l'uso di un sistema di comunicazione preverbale e il successivo sviluppo di forme linguistiche? e in particolare: Ce una continuità tra la combinazione precoce di gesto e parola e la successiva combinazione di due parole?

67 12 bambini italiani osservati in due momenti dello sviluppo a 16 e a 20 mesi: gesti deittici (soprattutto lINDICAZIONE) gesti rappresentativi (ad es. convenzionali -CIAO, NO-; iconici -AEREO, PESCE) A 16 mesi circa la metà dei bambini producono più gesti che parole, gli altri mostrano il profilo opposto ( repertorio vs uso ) a 20 mesi la produzione complessiva di gesti diminuisce proporzionalmente all esplosione del vocabolario vocale

68

69 LA CAPACITA COMBINATORIALE Classificazione delle combinazioni Rispetto alla modalità: CM: cross-modali (gesto/parola) UM: uni-modali (parola/parola o gesto/gesto)

70 Rispetto al contenuto: a) equivalenti quando i due elementi hanno un significato analogo: CM: ciao/CIAO (luno rinforza laltro) b) complementari se uno dei due elementi specifica o disambigua laltro: CM: fiore/INDICA il fiore UMv: etto fioe UMg: INDICA il pesce/PESCE c) supplementari se i due elementi hanno significati diversi e luno aggiunge informazione rispetto allaltro: CM: nanna/INDICA un piccione UMv: pappa più UMg: INDICA pappa/BUONA

71 A 16 mesi Soprattutto combinazioni cross- modali equivalenti complementari A 20 mesi Frequenti combinazioni cross- modali Complementari Supplementari Frequenti combinazioni uni-modali Ma…………… SOLO NELLA MODALITA VOCALE

72 Alcuni bambini producevano combinazioni cross-modali supplementari ma non combinazioni di parole Tutti i bambini che producevano combinazioni di parole, producevano anche combinazioni cross-modali supplementari Il numero di gesti (deittici e referenziali) e di combinazioni gesto-parola prodotti a 16 mesi è correlato con il numero di parole prodotte a 20 mesi Anche in un periodo successivo i gesti continuano a venir utilizzati : l'uso dei gesti persiste anche in fasi dello sviluppo in cui il bambino sarebbe effettivamente in grado di produrre una risposta verbale

73 Pertanto la modalità gestuale nello sviluppo normale sembra avere la funzione di aiutare il bambino a comunicare idee e concetti che non è ancora in grado di esprimere verbalmente, accompagnando gli enunciati vocali allo scopo di rinforzarne o completarne il significato.

74 Micaela Capobianco Gesti, parole e prime combinazioni nello sviluppo tipico: nuovi dati longitudinali (tesi di dottorato. ISTC CNR e Università La Sapienza 2007) Obiettivi Ampliare le conoscenze sui legami tra gesti e parole su un corpus più ampio di 10 bambini italiani, osservati a cadenza mensile dai ai mesi.10 bambini italiani Vagliare il trend e la significatività dei pattern evolutivi Analizzare il valore predittivo delle combinazioni di gesti e parole rispetto a diverse abilità verbali alla soglia dei 2 anni (correlazioni)

75 Correlazioni tra età di comparsa delle combinazioni crossmodali e le 3 misure verbali alla soglia dei 2 anni In accordo con studi precedenti, la comparsa delle crossmodali supplementari predice la comparsa delle 2 parole La frequenza delle crossmodalicomplementari a 18 mesi predice la complessità verbale e il vocabolario a 2 anni

76 Riassumendo: I bambini nelle prime fasi dello sviluppo comunicativo, utilizzano in modo molto evidente le opportunità offerte dalla modalità gestuale a scopi comunicativi A circa un anno di età esiste nei bambini una sorta di equipotenzialità tra la modalità vocale e gestuale Progressivamente i bambini usano sempre di più la modalità vocale (soprattutto nella combinazioni di due parole) La modalità gestuale nello sviluppo sembra avere la funzione di aiutare il bambino udente a comunicare idee e concetti che non è ancora in grado di esprimere verbalmente, accompagnando gli enunciati vocali allo scopo di rinforzare o completare il significato.

77 1.I gesti prodotti insieme a vocalizzi o parole e da sguardo rivolto allinterlocutore 2.Forti correlazioni tra parole comprese e gesti prodotti 3.I significati compresi sono prodotti nella modalità non verbale 4.Graduale processo di decontestualizzazione

78 Conclusione I gesti sono parte integrante del linguaggio e il linguaggio stesso è un sistema integrato gesto-parola Luso dellindicazione evidenzia il bisogno del bambino di stabile un contatto diretto e fisico con il referente; è una forma di nominazione I gesti iconici esprimono lattivazione dei programmi motori associati con gli oggetti o le azioni Fra 2 e 3 anni le rappresentazioni motorie e linguistiche sono ancora molto collegate


Scaricare ppt "Sviluppo della comunicazione e del linguaggio nei primi due anni di vita: gesti, parole e ambiente comunicativo Olga Capirci."

Presentazioni simili


Annunci Google