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I limiti del mercato: la scelta liberista Lo stato liberale dopo lunità (1861- 1876)

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1 I limiti del mercato: la scelta liberista Lo stato liberale dopo lunità ( )

2 Due riflessioni su storia ed economia: John Maynard Keynes, Teoria generale delloccupazione dellinteresse e della moneta Le idee degli economisti e dei filosofi della politica, giuste e sbagliate che siano, sono molto più potenti di quanto comunemente si pensi. In realtà il mondo è governato praticamente solo da queste […] Sono persuaso che il potere degli interessi costituiti è largamente sopravvalutato rispetto alla graduale penetrazione delle idee […] Presto o tardi sono le idee, non gli interessi costituiti, a rivelarsi pericolose, nel bene o nel male.

3 Due riflessioni su storia ed economia: Marc Bloch, Apologia della storia o mestiere di storico Difatti, sono i modi di fare e di agire degli uomini che interessano lo storico, il quale deve provare a comprenderli nelle loro ragioni profonde e movenze di superficie, senza giudicare.

4 La neutralità dello stato in ambito economico Laffermazione delle teorie liberoscambiste rappresenta il frutto di un clima ideologico favorevole e della preponderanza, in seno alla classe politica dei rentiers Linfluenza della rivoluzione industriale che si sta affermando in alcune regioni del continente europeo si fa avvertire anche in Italia in due modi: aumento del commercio collestero di alcuni prodotti agricoli da due regioni settentrionali (la seta, in particolare) Influssi di natura culturale

5 Le relazioni internazionali Il debito pubblico Il collocamento del debito pubblico I rapporti colle grandi banche daffari estere I capitali esteri per gli investimenti La costruzione delle infrastrutture

6 Il modello di sviluppo della Destra storica Creare un equilibrio agricolo - commerciale Il ruolo del capitale fisso sociale come premessa per gli investimenti Le garanzie alla proprietà Le forme indirette di intervento: La politica doganale La politica fiscale (la perequazione dei catasti) Un modello ideale per il Nord Ovest

7 La spesa pubblica Lo stato è il principale operatore finanziario della penisola Non cè un mercato nazionale È un paese povero di capitali La vendita dei beni demaniali ed ecclesiastici come incentivo allo sviluppo del settore primario

8 Il capitale fisso sociale Organizzazione amministrativa Rete ferroviaria ( : da a km) Porti, strade, edilizia militare e civile Spesa militare (guerre dindipendenza, brigantaggio) Si utilizzano per la modernizzazione delle strutture i prestiti esteri e laccumulazione agraria del periodo precedente La mappa degli affari nel contesto di un unico mercato si delinea con le occasioni offerte dallo stato Si delinea un precoce capitalismo di stato per supplire allinadeguatezza del capitale privato

9 Lunificazione Ununificazione giacobina al di là delle differenze tra moderati e radicali Il processo di unificazione trae la propria dinamica nella politica e nella cultura piuttosto che nelleconomia e nella società Il mito della terza Roma Il liberismo di Cavour e il destino del nuovo stato (non come il Belgio

10 Un case study: una deroga al dogma. Le politiche di sostegno allindustria a Genova Anche se liberista Cavour favorisce la nascita nel 1853 dellAnsaldo che rileva dallo Stato sabaudo lo stabilimento meccanico di Genova Sampierdarena per produrre locomotive, turbine e artiglierie Lazienda prende il nome dellingegnere Giovanni Ansaldo, ma alla fondazione concorrono esponenti della finanza e della marineria genovesi come Carlo Bombrini e Raffaele Rubattino (luomo dei mille…) Nasce nella città il primo polo meccanico-siderurgico

11 Il sostegno dello Stato al credito Cavour aiutò anche il banchiere Domenico Balduino, che nel 1863 avrebbe fondato il Credito Mobiliare (emanazione di una banca francese, poi divenuta indipendente) Il Credito Mobiliare attraversò quasi indenne fino al 1890 le più gravi crisi economiche, riversando le proprie passività allo Stato Le sue attività principali furono il finanziamento alle ferrovie e altre opere pubbliche, la gestione e gli appalti di monopoli fiscali o entrate straordinarie dello stato come la Regia dei Tabacchi e la vendita dei beni demaniali

12 Il sostegno dello Stato alle ferrovie Ministro delle Finanze nel primo governo unitario è il banchiere livornese Pietro Bastogi, che nel 1862 avrebbe fondato la prima grande impresa del capitalismo italiano, la Società italiana per le strade ferrate meridionali, che entro il 1865 costruì i tratti da Ancona a Brindisi e da Foggia a Napoli Dopo il 1905 (nazionalizzazione delle ferrovie) la società utilizzò i capitali dellindennizzo per investire nellindustria elettrica e dopo la nazionalizzazione del settore nel 1962 nellindustria chimica

13 Il sostegno alle opere pubbliche Di pari importanza è la Società veneta per imprese e costruzioni pubbliche, costituita nel 1872 dal deputato padovano Vincenzo Stefano Breda Limpresa realizza gli acquedotti di Venezia e Napoli, il ministero delle Finanze a Roma, la costruzione e la gestione di vari tronchi della rete ferroviaria lombarda e veneta È cointeressata nel controllo di numerose società e in operazioni relative ai porti di Genova e Palermo È per iniziativa di Breda che nel 1884 sorse a Terni la prima acciaieria italiana moderna

14 Gli squilibri regionali Le scelte privilegiano il Nord Ovest Si accentua il divario col Sud Una logica coloniale: è solo una questione di buongoverno… Il dogma liberista e lanacronismo di una politica speciale Il caso delle banche di emissione E se lItalia fosse divenuta uno stato federale… Le scelte di allora indirizzano verso il modello di sviluppo localizzato nel Nord Ovest

15 Gli squilibri regionali Al Sud il capitalismo industriale appare più una sopravvivenza dellAncien Regime, retaggio del mercantilismo settecentesco (Pietrarsa, San Leucio, Capodimonte, privilegi/privative e protezionismo) La differenza dellexport agricolo (olio, agrumi, vino e zolfo) rispetto alla seta è soprattutto relativa allampiezza e qualità dei mercati e di forza imprenditoriale e politica per il loro controllo Alcune differenze significative persistono anche nellindustria cotoniera


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