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Corporate Governance Lorenzo Benatti Parma, 18 febbraio 2013.

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Presentazione sul tema: "Corporate Governance Lorenzo Benatti Parma, 18 febbraio 2013."— Transcript della presentazione:

1 Corporate Governance Lorenzo Benatti Parma, 18 febbraio 2013

2 Cosa si intende per corporate governance (1) l Corporate: agg. corporativo. l Governance: sost. governo, dominio. l Corporate governance: governo corporativo? Governo delle società.

3 Governo delle società? l di quali società? l delle società di capitali, ma anche di quelle di persone, delle cooperative, di altre organizzazioni. l Il corso si limita allo studio della governance delle società di capitali e delle cooperative.

4 Perché studiare la governance? l Conoscere i meccanismi per creare adeguate architetture societarie. l Per sapersi regolare quando sorgono problemi. l Per conoscere doveri e responsabilità connessi con lassunzione di incarichi societari (rischio del mestiere). Norme chiave: art. 2392, 1° c., art

5 Art. 2392, 1° c. l «Gli amministratori devono adempiere i doveri ad essi imposti dalla legge e dallo statuto con la diligenza richieste dalla natura dell'incarico e dalle loro specifiche competenze» (2392, 1° c.).

6 Art l «I sindaci devono adempiere i loro doveri con la professiona-lità e la diligenza richieste dalla natura dell'incarico; sono responsabili della verità delle loro attestazioni e devono conservare il segreto sui fatti e sui documenti di cui hanno conoscenza per ragione del loro ufficio. l Essi sono responsabili solidalmente con gli amministratori per i fatti o le omissioni di questi, quando il danno non si sarebbe prodotto se essi avessero vigilato in conformità degli obblighi della loro carica. l All'azione di responsabilità contro i sindaci si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 2393, 2393-bis, 2394, 2394-bis e 2395».

7 Governo delle società l Cosa occorre per governare una società? l Per governare unorganizzazione, occorre disporre di norme che regolino sia la struttura stessa (architettura), sia i rapporti tra i soggetti che vi operano. l Tali regole devono: –rispondere agli scopi dellorganizzazione (economici e non economici), –tener conto dei molteplici interessi coinvolti (imprenditori, investitori, managers), sono: –eterodeterminate (imposte dalla legge), –autodeterminate (adottate in base a contratti come latto costitutivo della società, ma non solo).

8 Aspetti critici della corporate governance 1. i rapporti tra soci ed amministratori, 2. i sistemi di gestione e di controllo delle società, 3. lassetto proprietario delle società ed il mercato dei capitali.

9 Aspetti critici della corporate governance 1. i rapporti tra soci ed amministratori, –Quali rapporti dovrebbero sussistere tra amministratori e soci in una società di capitali? –Il rapporto soci/amministratori è lo stesso nelle s.p.a. e nelle s.r.l.?

10 Rapporto soci/amministratori nella s.p.a. l Art bis, 1° c.: «la gestione dellimpresa spetta esclusivamente agli amministratori, i quali compiono le operazioni necessarie per lattuazione delloggetto sociale». Si vedano anche artt novies, 1 c. e 2409 septiesdecies, 1° c. l Art. 2364, n. 5: lassemblea, nelle società prive di consiglio di sorveglianza, «delibera sugli altri oggetti attribuiti dalla legge alla competenza dellassemblea, nonché sulle autorizzazioni eventualmente richieste dallo statuto per il compimento di atti degli amministratori, ferma in ogni caso la responsabilità di questi per gli atti compiuti».

11 Preminenza dellorgano amministrativo nelle s.p.a. l Il baricentro decisionale delle s.p.a. è decisamente spostato verso lorgano amministrativo.

12 Il bilanciamento della governance nelle s.p.a. l Il contrappeso al ruolo dellorgano amministrativo è costituito da: –la funzione di controllo, –il ruolo della minoranza. l La soluzioni adottate divergono a seconda che la società sia aperta o chiusa, del modello di governance adottato e dalla circostanza che la società sia un ente di interesse pubblico o meno.

13 I diversi livelli della disciplina 1. Disciplina dettata dal c.c. per le società per azioni. 2. Disciplina dettata dal c.c. per le società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio. 3. Disciplina dettata dal TUF per gli emittenti di titoli quotati in mercati regolamentati.

14 Rilevanza grado di apertura Quando la società fa ricorso al mercato del capitale di rischio e soprattutto quando è quotata vi è maggiore attenzione alle minoranze: tutte le soglie per esercitare diritti sono abbassate e sono previste molte cautele, che mancano invece nelle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio.

15 Società che fanno ricorso al mercato di rischio l Art bis c.c.: «le società emittenti di azioni quotate in mercati regolamentati o diffuse fra il pubblico in modo rilevante», l art. 111-bis disp. att. trans. c.c.: la misura rilevante è quella stabilita a norma dellart. 116 TUF e risultante alla date del 1° gennaio 2004, l art. 116 TUF delega a regolamento Consob, l Il regolamento Consob alla data del 1° gennaio 2004 stabiliva le seguenti condizioni: –superamento limiti bilancio abbreviato, –numero di azionisti diversi da quelli di controllo superiore a 200 che detengano complessivamente almeno il 5% del capitale, –le azioni abbiano particolari condizioni, –le azioni non devono essere soggette limiti di circolazione, ecc.

16 Società quotate l «Società italiane con azioni quotate in mercati regolamentati italiani o di altri paesi dellUnione Europea (società con azioni quotate)» (art. 119 TUF). l Ad esse si applica la disciplina dettata dal tuf.

17 I numeri l Società quotate al 13/02/2012: 267 (2008: 295; 14/09/2009: 283; 05/10/2010: 276); l Società con azioni diffuse tra il pubblico in modo rilevante al 09/11/2011: 93 (01/07/2008: 92; 01/02/2009: 90; 10/02/2010: 89). (fonte: sito internet l Le s.p.a. in Italia sono circa

18 Rapporto soci/amministratori nella s.r.l. l Art. 2463, n. 7: latto costitutivo deve indicare «le norme relative al funzionamento della società, indicando quelle concernenti lamministrazione e la rappresentanza». l art. 2479, 1° c.: i soci decidono sulle materie riservate alla loro competenza dallatto costitutivo, nonché sugli argomenti che uno o più amministratori o tanti soci che rappresentano almeno un terzo del capitale sociale sottopongono alla loro approvazione. l art. 2476, 7° c: sono altresì solidalmente responsabili con gli amministratori, ai sensi dei precedenti commi, i soci che hanno intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi per la società, i soci o i terzi.\

19 Aspetti critici della corporate governance 1. i rapporti tra soci ed amministratori, 2. lassetto proprietario delle società ed il mercato dei capitali,

20 Assetto proprietario e mercato del capitale l La realtà italiana: –piccole/medie imprese: l un unico soggetto di riferimento (amministratore unico, presidente, amministratore delegato, consigli di amministrazione fittizi); l riferimento ad una famiglia (consiglio di amministrazione con problemi di equilibrio - sovrapposizione soci/amministratori) –grandi imprese: l contrapposizione di ruoli: soggetto/famiglia di riferimento e investitori –risparmiatori –investitori istituzionali; l separazione tra gestione e proprietà: rischio connivenza tra gestore e soggetto/famiglia di riferimento a danno investitori. l Ruolo CONSOB, codice autoregolamentazione.

21 Aspetti critici della corporate governance 1. i rapporti tra soci ed amministratori, 2. lassetto proprietario delle società ed il mercato dei capitali, 3. i sistemi di gestione e di controllo delle società.

22 Sistemi di amministrazione e controllo l Soluzioni diverse: l S.p.a. l S.r.l.

23 Modelli alternativi di governance l modello tradizionale, l modello dualistico (Germania), l modello monistico (Gran Bretagna). I modelli alternativi hanno avuto finora scarsa diffusione.

24 Tre modelli di governance l Tradizionale l Monistico l Dualistico E quello usato in Italia da sempre: lAssemblea nomina gli Amministratori e il Collegio Sindacale. Per gli Amministratori non sono previsti requisiti di indipendenza, salvo che nelle quotate, mentre sono previsti per i sindaci. Gli Amministratori hanno la gestione esclusiva della società.

25 Tre modelli di governance l Tradizionale l Monistico l Dualistico LAssemblea nomina il Con- siglio di Amministrazione Il CdA nomina al suo interno il Comitato di controllo sulla ge-stione Almeno 1/3 dei membri del CdA e tutti i membri del Comitato di controllo devono avere requisiti di indipendenza

26 Tre modelli di governance l Tradizionale l Monistico l Dualistico LAssemblea nomina un Consiglio di sorveglianza (almeno 3 membri, che restano in carica 3 anni) Il Consiglio di sorveglianza nomina un Consiglio di Gestione (che resta in carica fino a 3 anni) Requisiti di indipendenza previsti per i membri del Consiglio di sorveglianza Il Consiglio di sorveglianza ha molti poteri

27 I modelli di governance sono tipici l Non sono ammesse soluzioni ibride. l Non è ammessa interpolazione con modelli società di persone. l Il modello tradizionale è quello di default. l Lo statuto può adottare uno degli altri due modelli. l Il modello tradizionale è il prototipo per gli altri modelli, regolati in buona parte per relationem.

28 Modificabilità modello (1) l E possibile una clausola che preveda tutti e tre i modelli e rimetta poi allassemblea ordinaria di scegliere volta per volta? l Art. 2380, 1° c.: «se lo statuto non dispone diversamente....»; art. 2380, 2° c.: «lo statuto può adottare....». l Occorre una modifica statutaria approvata da unassemblea straordinaria.

29 Modificabilità modello (2) l «Salvo che la deliberazione disponga altrimenti, la variazione di sistema ha effetto dalla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'esercizio successivo» (art. 2380, 2° c.). l Spetta diritto di recesso? l Occorre approvazione tribunale quando la delibera comporta la cessazione del collegio sindacale/sindaco unico? l Spetta risarcimento danni amministratori?

30 Separazione controlli l Separazione tra controllo sulla gestione e revisione legale dei conti: –il controllo sulla gestione è competenza dellorgano di controllo, –la revisione legale dei conti viene attribuita ad un revisore legale o ad una società di revisione, –ma......

31 ma..... l la revisione legale dei conti può essere attribuita al collegio sindacale/sindaco unico nelle società, che godano di tutte le seguenti condizioni: –devono adottare il modello tradizionale –non devono essere enti di interesse pubblico, società controllate da enti di interesse pubblico, società che controllano enti di interesse pubblico o società sottoposte con questi ultimi a comune controllo (art. 16, 2° c. d.lgs. 39/2010) –non devono essere tenute alla redazione del bilancio consolidato (2409-bis, 2° c.). l La revisione legale dei conti non può mai essere attribuito al consiglio di sorveglianza o al comitato interno per il controllo.

32 Mutamento opzioni l E possibile la clausola che preveda ambedue le possibilità e rimetta allassemblea ordinaria la scelta volta per volta? l Sembra di no, considerando la riserva a favore dello statuto e la funzione dei quorum dellassemblea straordinaria.

33 Enti di interesse pubblico (1) l Nuova categoria introdotta dal D. Lgs. 26 gennaio 2010, n. 39, quella degli Enti di interesse pubblico definita nellart. 16. l Sono enti di interesse pubblico (1° c.): –«a) le società italiane emittenti valori mobiliari ammessi alla negoziazione su mercati regolamentati italiani e dell'Unione europea e quelle che hanno richiesto tale ammissione alla negoziazione; –b) le banche; –c) le imprese di assicurazione di cui all'articolo 1, comma 1, lettera u), del codice delle assicurazioni private; –d) le imprese di riassicurazione di cui all'articolo 1, comma 1, lettera cc), del codice delle assicurazioni private, con sede legale in Italia, e le sedi secondarie in Italia delle imprese di riassicurazione extracomunitarie di cui all'articolo 1, comma 1, lettera cc-ter), del codice delle assicurazioni private; –e) le società emittenti strumenti finanziari, che, ancorché non quotati su mercati regolamentati, sono diffusi tra il pubblico in maniera rilevante; –f) le società di gestione dei mercati regolamentati; –g) le società che gestiscono i sistemi di compensazione e di garanzia; –h) le società di gestione accentrata di strumenti finanziari; –i) le società di intermediazione mobiliare; –l) le società di gestione del risparmio; –m) le società di investimento a capitale variabile; –n) gli istituti di pagamento di cui alla direttiva 2009/64/CE; –o) gli istituti di moneta elettronica; –p) gli intermediari finanziari di cui all'articolo 107 del TUB».

34 Enti di interesse pubblico (2) l La categoria assume rilevanza perché, sulla base del secondo comma dello stesso art. 16 D. lgs. 39/2000: «negli enti di interesse pubblico, nelle società controllate da enti di interesse pubblico, nelle società che controllano enti di interesse pubblico e nelle società sottoposte con questi ultimi a comune controllo, la revisione legale non può essere esercitata dal collegio sindacale». A questa regola generale sono poi possibili una serie di deroghe di cui si dirà a suo tempo. l La Consob può stabilire deroghe.

35 Codice di autodisciplina di Borsa Italiana s.p.a. l Il codice,redatto da un comitato per la Corporate Governance promosso da Borsa Italiana s.p.a. contiene raccomandazioni che costituiscono un modello di best practice per lorganizzazione delle società quotate italiane. l Le raccomandazioni del Codice non sono vincolanti, ma le società quotate devono, in conformità al Regolamento di Borsa Italiana, tener informati sia il mercato sia i propri azionisti in merito alla propria struttura di governance ed la grado di adesione al Codice. l Lattuale versione del codice risale al dicembre 2011.

36 Gestione e controllo nella s.r.l. l Modello governance unico quello tradizionale, ma possibilità, oltre consiglio amministrazione: –amministrazione disgiuntiva, –amministrazione congiuntiva. l Frequente assenza organo di controllo. l Organo di controllo monocratico. l Tendenziale sovrapposizione controllo sulla gestione e revisione legale dei conti.

37 Art c.c. per s.r.l. (Sindaco unico e revisione legale dei conti) 1. Latto costitutivo può prevedere, determinandone le competenze e poteri, ivi compresi la revisione legale dei conti, la nomina di un organo di controllo o di un revisore. Se lo statuto non dispone diversamente, lorgano di controllo è costituito da un solo membro effettivo. 2. La nomina dellorgano di controllo o del revisore è obbligatoria se il capitale sociale non è inferiore a quello minimo stabilito per le società per azioni. 3. La nomina dellorgano di controllo o del revisore è altresì obbligatoria se la società: a)è tenuta alla redazione del bilancio consolidato; b)controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti; c)per due esercizi consecutivi ha superato due de limiti indicati dal primo comma dellart bis.

38 Corporate Governance Lorenzo Benatti


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