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DIRITTO DELLA LEGISLAZIONE COMMERCIALE dott. Lorenzo Benatti

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Presentazione sul tema: "DIRITTO DELLA LEGISLAZIONE COMMERCIALE dott. Lorenzo Benatti"— Transcript della presentazione:

1 DIRITTO DELLA LEGISLAZIONE COMMERCIALE dott. Lorenzo Benatti

2 1: SCELTA DEL MODELLO DI IMPRESA l Le ragioni di una scelta: criteri e pseudocriteri. l Confronto tra i diversi modelli: –Impresa individuale –Società società di persone (soc. semplice, s.n.c., s.a.s.); società di capitali (s.p.a., s.r.l.); società cooperative.

3 2. Diritto industriale l Azienda e suo trasferimento. l Marchio e segni distintivi. l La concorrenza e la disciplina antitrust. l La concorrenza sleale. l La disciplina della pubblicità.

4 3. Legislazione commerciale l La disciplina del commercio. l Le vendite fuori dai locali commerciali e commercio elettronico. l Franchising. l Le vendite straordinarie. l Le vendite sottocosto.

5 Altre notizie l Dispense e slides. l Lesame si svolge in forma orale. l Appello 30 ottobre l Casi giurisprudenziali ed esercitazioni.

6 LA SCELTA DEL MODELLO DI IMPRESA Lorenzo Benatti Parma settembre 2008

7 Alcuni interrogativi l Qual è il modello per lesercizio dellimpresa più diffuso? l Quali sono le cause della sua diffusione? l Quale modello per lesercizio dellattività commerciale? l Perché? l Qual è la rilevanza della dimensione? l Vi sono altri fattori?

8 Modelli impresa al Italia (il sole-24 ore )

9 Fattori determinanti l vincoli di legge, l responsabilità dei soci per le obbligazioni e fallimento, l costi di costituzione ed esercizio e il grado di formalismo, l trattamento fiscale e previdenziale, l tipologie di conferimenti possibili, l costo del lavoro, l grado di apertura/chiusura, l reperimento risorse finanziarie, l unipersonalità, l passaggio generazionale.

10 Vincoli di legge l Art c.c.: la comunione costituita o mantenuta al solo scopo del godimento di una o più cose è regolata dalle norme sulla comunione. l art c.c.: le società che hanno per oggetto lesercizio di unattività commerciale devono costituirsi nelle forme di s.n.c., s.a.s., s.p.a., s.a.p.a., s.r.l. o coop; le società che hanno per oggetto lesercizio di unattività diversa sono regolate dalle disposizioni sulla società semplice, a meno che....

11 Attività di impresa l Commerciale: art c.c. l Agricola: art c.c. l Esiste un tertium genus? Limpresa civile? –gestione immobili e altri beni –art. 29 L , n. 449 e art. 1, co , L. 244/2007.

12 Disposizioni speciali l art. 14, 1° c., TULB; l art. 106, 3° c. TULB; l art. 19, 1° c. TUF; l art. 34, 1° c. TUF; l art. 43, 1° c. TUF; l art. 80, 1° c. TUF; l art. 3 e 5 l. q. artigianato; l

13 Le attività professionali l In forma individuale, l In forma di studio associato (art. 1, L , n. 1815), l Società di mezzi, l Società di ingegneria e di revisione.

14 Professioni in forma di società? l SI per professioni non protette, ma sono imprese commerciali. l Professioni protette –soppressione divieto art. 2 L. 1815/1939, –mai emanato decreto ministeriale di attuazione, –società tra avvocati (D. Lgs n. 96), –D.L. 4 luglio 2006 n. 223 conv. con L n. 248

15 Esercizio del commercio l Non vi sono particolari vincoli salvo quello generale di non adottare la forma di società semplice. l Art. 28, 2° c., D. Lgs. 114/1998: lesercizio di commercio su aree pubbliche è soggetto ad apposita autorizzazione rilasciata a persone fisiche o a società di persone regolarmente costituite secondo le norme vigenti.

16 Impresa familiare l art. 230bis c.c., l è un'impresa individuale, l è un istituto a carattere obbligatorio l non incide sulla titolarità dei beni aziendali, l la gestione dellimpresa spetta allimprenditore, solo nelle scelte più rilevanti saranno coinvolti i collaboratori, l fallisce solo limprenditore.

17 Responsabilità per le obbligazioni sociali (1)

18 Responsabilità obbligazioni (2) l Il caso particolare delle società unipersonali l Responsabilità per le obbligazioni e raccolta di risorse finanziarie. Rinvio. l Nuovi criteri individuazione piccola impresa ai fini del fallimento (art. 1 l.f.).

19 Costi impresa l Costi iniziali, l Costi di esercizio, l Costo del lavoro.

20 Costi iniziali l Intervento notaio. l Capitale –la prassi della sottocapitalizzazione, –i capitali minimi generali, speciali.

21 Costi di esercizio l Contabilità (ordinaria/semplificata), l Bilancio (redazione e deposito), l Organo di controllo (gestionale e contabile) l Formalismo (assemblee, consigli di amministrazioni, delibere, verbali, registri vidimati, ecc.). l Costo lavoro: rinvio.

22 Trattamento fiscale (1) l Imprese individuali: –il reddito è interamente imputato alla persona fisica e contribuisce alla formazione dellimponibile IRE. –il reddito dimpresa è soggetto a IRAP. l Nelle imprese familiare il reddito ai fini IRE viene distribuito tra i partecipanti, ma al titolare deve essere attribuito almeno il 51%. Egli inoltre deve versare lIRAP.

23 Trattamento fiscale (2) l Società di persone: –il reddito prodotto dalla società diventa reddito imponibile in capo al socio e viene sottoposto a IRE. –La società paga lIRAP.

24 Trattamento fiscale (3) l Società di capitali: utile conseguito (anche se tutto o in parte non distribuito): –IRES 33%, –IRAP 4,25%.

25 Trattamento fiscale (4) l Società di capitali: dividendo distribuito –a favore di una società di capitali partecipa allimponibile IRES di questa per il 5%. –a favore di una società di persone o di una persona in regime di reddito dimpresa partecipa allimponibile per il 40%. –a favore di persona fisica non in regime di reddito dimpresa se la partecipazione è qualificata (oltre 20%) partecipa allimponibile IRE per il 40%. se la partecipazione non è qualificata (fino 20%) partecipa allimponibile IRE per il 12,50%. –in certi casi sono possibili: opzione per regime di trasparenza consolidato fiscale.

26 Trattamento previdenziale (INPS) l Imprenditore individuale: contribuzione commisurata al reddito dimpresa partendo da un minimale. l Imprese familiari: il versamento sarà calcolato nello stesso modo per ogni partecipante. l Nelle società di persone e nelle s.r.l. il versamento avverrà per ogni soggetto che presta lavoro nella società.

27 Tipologie di conferimenti l Società di persone: –conferimenti di capitale, –conferimenti dopera o servizi (conferimento di patrimonio). l S.p.a. –conferimenti di denaro, –conferimenti di beni in natura o crediti, –No conferimenti dopera o servizi, ma possibili prestazioni accessorie. l S.r.l. –conferimenti di denaro, –conferimenti di beni in natura o crediti, –Si conferimenti dopera (ma conf. di capitale).

28 Costo lavoro l Nelle piccole imprese si confrontano i costi in termini di remunerazione e di imposizione fiscale e previdenziale di: –assunzione di un dipendente, –coinvolgimento di un familiare collaboratore, –costituzione di una società con il collaboratore.

29 Società aperte e chiuse (1) l Aperte: s.p.a. facenti ricorso al mercato del capitale di rischio: –quotate in un mercato regolamentato, –diffuse fra il pubblico in misura rilevante. l Altre s.p.a.: –No intrasferibilità azione, –Si clausole prelazione/gradimento, –nuova disciplina recesso (art ter c.c., c. 2 e 3).

30 Società aperte e chiuse (2) l Società di persone: –normale intrasferibilità quota, –possibile diversa disciplina statutaria. l S.r.l.: –modello base: trasferibilità quota, –possibile intrasferibilità quota attraverso clausola atto costitutivo, –nuova disciplina recesso (art c.c.)

31 Società aperte e chiuse (3) l Il capitalismo familiare nelle piccole, medie e grandi imprese. l Nelle società aperte si ricorre a patti parasociali, ma non hanno efficacia reale bensì obbligatoria.

32 Reperimento risorse l Fonti interne l Fonti esterne

33 Fonti interne l Capitale sociale –raccolta sul mercato del capitale –sottocapitalizzazione cronica, soprattutto delle piccole imprese –i versamenti soci

34 Fonti esterne l Ricorso al mercato (obbligazioni) l Istituti di credito –a breve (anticipo crediti commerciali) –a medio/lungo l Fornitori l Responsabilità limitata selettiva

35 Società unipersonali l In passato era considerata una deviazione dai principi generali. l S.r.l. unipersonale dal 1993, l S.p.a. unipersonale dal 2003, l Rimangono inammissibili le Società di persone unipersonali.

36 Passaggio generazionale (1) l Occasione per rivedere veste giuridica impresa o opportunità di adottare un modello societario. l Volontà di garantire continuità impresa … –… a favore dei membri della famiglia, –… a favore solo di alcuni membri della famiglia, –… a favore di membri della famiglia assegnando a terzi la gestione, –… anche considerando di trasferirla a terzi.

37 Passaggio generazionale (2) l Possibili problemi: –divieto patti successori, –pretese da parte di eredi legittimi. l Necessità di programmare il passaggio generazionale. l Lo strumento del patto di famiglia.

38 Preferenza per impresa individuale l Meno complessa e quindi meno costosa. l Possibile impresa familiare. l Non coinvolge terzi estranei. l Non vi è un capitale minimo. l Può adottare contabilità semplificata (se molto piccola). l Non sono previsti obblighi burocratici periodici come deposito bilancio. l Può essere richiesta iscrizione albo imprese artigiane.

39 Inconvenienti impresa individuale l Non consente di limitare la responsabilità, ma se piccola si può evitare il fallimento. l E inadatta alle imprese che non siano di piccolissime dimensioni.

40 Preferenza per la società di persone (1) l E modello più complesso dellimpresa individuale, ma più semplice della società di capitali. l Non è previsto un capitale minimo. l E possibile il conferimento dopera, anche continuativo. l Può adottare contabilità semplificata (se molto piccola).

41 Preferenza per la società di persone (2) l Non sono previsti obblighi burocratici periodici come deposito bilancio. l Non deve essere nominato consiglio di amministrazione e collegio sindacale. l Sono possibili amministrazione disgiuntiva e congiuntiva. l Può essere richiesta iscrizione albo imprese artigiane.

42 Inconvenienti Società di persone l Non consente di limitare la responsabilità a tutti i soci. l I soci a responsabilità illimitata rischiano il fallimento personale (?). l Non è possibile la società unipersonale. l E inadatta alle imprese di medie e grandi dimensioni.

43 Preferenza per la s.r.l. (1) l Consente la limitazione della responsabilità al solo conferimento eseguito. I soci non rischiano il fallimento personale. l Il capitale minimo è di soli Euro, da versare subito per il 25%. l Non è sempre obbligatoria la nomina del collegio sindacale. l E possibile il conferimento dopera, ma non continuativo, perché conferimento di capitale.

44 Preferenza per la s.r.l. (2) l E possibile evitare nomina consiglio di amministrazione, adottando lamministrazione disgiuntiva. l Consente di costruire una società chiusa. l Si può costituire una s.r.l. unipersonale. l Può essere richiesta iscrizione albo imprese artigiane. l E adatta tanto alle imprese di piccole come di medie dimensioni.

45 Inconvenienti S.r.l. l Non può adottare contabilità semplificata anche se molto piccola. l Sono previsti obblighi burocratici periodici a cominciare dal deposito del bilancio. l E inadatta alle imprese di grandi dimensioni perché inidonea alla raccolta di capitale sui mercati.

46 Preferenza per la s.p.a. (1) l Consente la limitazione della responsabilità al solo conferimento eseguito. I soci non rischiano il fallimento personale. l Sono possibili tre modelli di governance (tradizionale, dualistico e monistico). l Consente di costruire una società aperta e di raccogliere capitale sul mercato. l E il modello con la disciplina più completa e sofisticata.

47 Preferenza per la s.p.a. (2) l Si può costituire una s.p.a. unipersonale. l E lunico modello adatto alle grandi imprese (salvo coop), ma può essere funzionale anche per imprese di medie dimensioni.

48 Inconvenienti S.p.a. (1) l Il capitale minimo è di Euro, ma deve essere versato subito solo per il 25%. l Non è possibile l'amministrazione disgiuntiva, ma possono essere nominati amministratori delegati. l E sempre obbligatoria la nomina del collegio sindacale e talora anche di un revisore.

49 Inconvenienti S.p.a. (2) l Non può essere richiesta iscrizione albo imprese artigiane. Non è possibile il conferimento dopera, né può adottare contabilità semplificata, ma sono opzioni impensabili in imprese di grandi dimensioni. l Sono previsti obblighi burocratici periodici a cominciare dal deposito del bilancio. l E il modello più costoso in assoluto. l E inadatta alle imprese di piccole dimensioni.

50 LA SCELTA DEL MODELLO DI IMPRESA dott. Lorenzo Benatti


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