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PROGRAMMAZIONE MULTIDISCIPLINARE ANNO ACCADEMICO 2013/14 IL RELATORE Prof.ssa Clementina Gily.

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1 PROGRAMMAZIONE MULTIDISCIPLINARE ANNO ACCADEMICO 2013/14 IL RELATORE Prof.ssa Clementina Gily

2 « LA CULTURA IN FUMO »

3 « EX CINERE RESURGO » L’eruzione del’79 ci è testimoniata altresì da corpi rinvenuti nelle loro abitazioni rimasti avvolti dal materiale vulcanico

4 IL VESUVIO « Conservatore di Eterna Cultura »

5 STORIA SCIENZE LAB.MECCANICO LAB.TECNOLOGICO CHIMICA NAUTICA LAB.ENOLOGICO CHIMICA - FISICA SCIENZE AGRARIE DIRITTO LAB. TRATT.AMENTO TESTI LE DISCIPLINE

6 Questo lavoro, svolto durante i Percorsi Abilitanti Speciali, è rivolto a discenti degli istituti tecnici e professionali che frequentano la quarta classe per meglio comprendere come discipline diverse posso integrarsi sviluppando un argomento comune.

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8 La storia eruttiva del Vesuvio: la devastante eruzione del 79 d.C.

9 L’eruzione del 79 d.C. nella narrazione di Plinio il giovane La principale fonte storica dell’eruzione del 79 d.C. risale a Plinio il giovane che parla del tragico avvenimento in due lettere indirizzate a Tacito uno storico dell’epoca. Nelle epistole riporta anche di terremoti “ex-ante” anticipatori dell’eruzione stessa che si verificarono nelle zone poi colpite dall’eruzione: Pompei, Ercolano e la zona sud-ovest al Vesuvio. La stessa Miseno dove si trovava Plinio il giovane fu colpita interessata dal sisma. Gli storici attingendo dalla testimonianza di Plinio hanno individuato nel 24 agosto la fatidica data dell’eruzione. Alcuni reperti archeologici rinvenuti nel XVIII secolo, lasciano supporre che invece l’eruzione sia avvenuta nell’autunno dello stesso anno. Sono stati infatti rinvenuti bracieri usati all’epoca per riscaldarsi, mosto in fase d’invecchiamento e monete che riferiscono dell’acclamazione di Tito a imperatore avvenuta dopo l’8 Settembre del 79 d.C..

10 LA NARRAZIONE

11 Unità didattica: L’eruzione del 79 d.C. nella narrazione di Plinio il Giovane. Ore di lezione : 4 ore Classe : Quarta - Istituto tecnico e professionale Periodo : secondo Quadrimestre Prerequisiti: conoscenza del concetto di fonte storica e comparazione delle fonti (documenti, archivi, testimonianze, rinvenimenti archeologici) precedenti esperienze positive di lavori in cooperative learning. Obbiettivi : Conoscenze: Acquisizione della terminologia specifica della disciplina e contestualizzazione dell’evento specifico nella dimensione sociale, politica, economica, culturale e estetica della Campania del 79’d.C. Competenze: Saper individuare nel contesto storico di riferimento come “marcatori culturali” gli usi e i costumi dell’epoca. Saper trovare e individuare le correlazioni tra marcatori culturali e appartenenza sociale. Abilità: Saper individuare nel contesto storico di riferimento come “marcatori culturali” gli usi e i costumi dell’epoca. Saper trovare e individuare le correlazioni tra marcatori culturali e appartenenza sociale. Metodologie: Utilizzo di sussidi audio-visivi e lezioni frontali interdisciplinari. Spazi di Lavoro: Aula, laboratorio multimediale, aula di disegno, casa. Materiali ed attrezzature: Libri, quaderni, fogli da disegno, strumenti da disegno tecnico, pc. Verifica e valutazione: Osservazione sistematica degli alunni, discussione di una presentazione in power point preparata dagli allievi in cooperative learning durante le fasi di lavoro; valutazione degli elaborati prodotti. STORIA Prof. Anna Donatiello

12 Il Vulcano Un vulcano è una struttura geologica complessa, che si genera all'interno della crosta terrestre per la risalita, in seguito ad attività eruttiva, di massa rocciosa fusa (chiamata magma) formatasi al di sotto o all'interno della crosta terrestre.

13 Un vulcano è formato da una struttura non visibile, interna alla crosta (comprendente camera magmatica, condotti magmatici...) e una struttura visibile esterna formata dal rilievo vulcanico. Più comunemente con il termine vulcano ci si riferisce solo alla parte esterna e visibile dell'apparato vulcanico ossia proprio al rilievo, più o meno conico, formato dall'accumulo di tutti quei materiali liquidi, solidi o gassosi, che sono stati emessi dai crateri durante le varie fasi eruttive del vulcano stesso. Più in generale sono vulcani tutte le discontinuità nella crosta terrestre attraverso le quali, con manifestazioni varie, si fanno strada i prodotti dell'attività magmatica endogena: polveri, gas, vapori e materiali fusi solidi (vulcanismo). La fuoriuscita di materiale è detta eruzione e i materiali eruttati sono lava, cenere, lapilli, gas, scorie varie e vapore acqueo. Le masse di rocce che formano un vulcano vengono chiamate rocce ignee, poiché derivano dal raffreddamento di un magma risalito dall'interno della Terra. La forma e l'altezza di un vulcano dipendono da vari fattori tra cui l'età del vulcano, il tipo di attività eruttiva, la tipologia di magma emesso e le caratteristiche della struttura vulcanica sottostante al rilievo vulcanico. Sulla superficie terrestre il 91% dei vulcani sono sottomarini (in gran parte situati lungo le dorsali medio oceaniche) mentre circa 1500 sono quelli oggi attivi sulle terre emerse. I vulcani possono eruttare in modo tranquillo (effusivi), o in modo esplosivo infatti la loro attività è detta esplosiva. Il fattore che influisce sulle caratteristiche di un vulcano è: la viscosità del magma e il suo contenuto in silice. LA STRUTTURA

14 Unità didattica : I Vulcani Ore di lezione : 4 ore Classe : Quarta - Istituto tecnico e professionale Periodo : secondo Quadrimestre Prerequisiti: La terra, Il terreno, Le rocce Obbiettivi : Conoscenze: I vulcani nel mondo e Il calore della terra, I materiali piroclastici, I fenomeni vulcanici. Competenze: saper classificare i vulcani in base alla loro: - attività e struttura - tipo di eruzione Abilità: Implementare la capacità di osservazione dei fenomeni naturali. Metodologie: Utilizzo di sussidi audio-visivi e lezioni frontali interdisciplinari. Spazi di Lavoro: Aula, aula multimediale, laboratorio di scienze. Materiali ed attrezzature: : Libri, sussidi multimediali, pc. Verifica e valutazione: Osservazione del coinvolgimento degli alunni, discussione del fenomeno in classe, valutazione degli elaborati prodotti. SCIENZE DELLA TERRA Prof. Roberto Coviello

15 IL MAGMA Il magma è un sistema complesso di roccia fusa, comprensivo anche di acqua, altri fluidi e sostanze gassose in esso disciolte. Il magma può risalire all'interno della crosta terrestre fino alla superficie e dare origine ad una colata (attività effusiva) o ad un flusso piroclastico (attività esplosiva). Il fluido magmatico è spesso concentrato all'interno di una camera magmatica, nella crosta terrestre, ma la sua formazione può avvenire anche a profondità maggiori, nel mantello. Il magma generalmente si trova a una temperatura compresa tra 650 e 1200 °C. La composizione chimica del magma è estremamente variabile e caratterizza la sorgente dello stesso, pertanto è possibile utilizzarla come parametro per classificare le rocce prodotte, sia in termini composizionali che genetici.

16 Sorgente magmatica del Vesuvio La sorgente da cui ha origine il magma è una roccia chiamata peridotite, formata in prevalenza da minerali di olivina e pirosseno. Queste rocce si trovano nel mantello terrestre superiore, allo stato essenzialmente solido.

17 Caratteristiche delle rocce ignee Il magma del Vesuvio ha una quantità bassa di silice ma è relativamente più ricco in ferro, magnesio e calcio. La fusione parziale di tale materiale con la peridotite dà luogo ad un fuso magmatico di composizione basaltica e le rocce derivate da questo magma sono dette basiche.

18 Unità didattica : Il Magma Ore di lezione : 4 ore Classe : Quarta - Istituto tecnico e professionale Periodo : secondo Quadrimestre Prerequisiti: Stati di aggregazione della materia (solido, liquido e gassoso),Tavola periodica degli elementi, Nomenclatura. Obbiettivi : Conoscenze: Composizione del Magma, Composizione della sorgente magmatica, Caratterizzazione del tipo di roccia del Vesuvio. Competenze :saper individuare il tipo di Magma in base alla caratterizzazione delle rocce, saper individuare come il meccanismo della differenziazione chimica di un fuso che porti alla formazione di un magma via via più ricco in silice (magma differenziato). Abilità: Implementare la capacità di osservazione dei fenomeni naturali. Metodologie: Utilizzo di sussidi audio-visivi e lezioni frontali interdisciplinari. Spazi di Lavoro: Aula, aula multimediale, laboratorio di chimica. Materiali ed attrezzature: Libri, sussidi multimediali, pc. Verifica e valutazione: Osservazione sistematica degli alunni, discussione di una presentazione in power point preparata dagli allievi in cooperative learning durante le fasi di lavoro; valutazione degli elaborati prodotti. CHIMICA Prof.ssa Olimpia Ussano

19 LA LAVA Il magma, quando risale dalle zone superiori del mantello o dalla crosta profonda, assume il nome di lava. La parola "lava" ha origine dal latino "labes" che significa caduta, scivolamento. Il suo primo uso, collegato con la fuoriuscita di magma, probabilmente è quello che si trova in un breve scritto di Francesco Serao, che riguarda l'eruzione del Vesuvio avvenuta fra il 14 maggio ed il 4 giugno Il magma vulcanico diventa lava dopo che ha perso i gas e gli altri componenti volatili sotto pressione che lo permeavano. Il termine "lava" si riferisce sia alla roccia allo stato fuso, che fuoriesce in seguito ad un' eruzione, che alla stessa roccia dopo che si è solidificata in seguito a raffreddamento.

20 L'eruzione L'innesco dell'eruzione è dato dall'azione dei gas disciolti nel magma, che si comportano secondo un meccanismo analogo a quello che si verifica in una bottiglia di spumante quando viene stappata: l'anidride carbonica disciolta nello spumante, quando si toglie il tappo, viene a trovarsi improvvisamente ad una pressione inferiore, perciò forma bollicine che uscendo trascinano lo spumante. Allo stesso modo, il magma, quando diminuisce la pressione a causa di una fenditura, libera i gas che risalendo trascinano il magma stesso.

21 ….. e ancora Pertanto, un'eruzione avviene quando si verifica una delle seguenti condizioni: aumento della tensione dei gas: è la conseguenza della solidificazione del magma perché la formazione dei cristalli riduce lo spazio disponibile; diminuzione della pressione esterna: si ottiene con la fessurazione delle rocce della camera sovrastante o per l'intrusione laterale di parte della colonna di lava che provoca una diminuzione di pressione della restante parte. Quando il vulcano entra in uno stato di quiete si ha un'emissione di gas e vapori a temperatura abbastanza elevata.

22 Chimicamente... La lava ha una composizione diversa rispetto a quella del magma di partenza, perché durante la risalita perde parte dei componenti volatili e ingloba materiale proveniente dal camino vulcanico. La brusca diminuzione della pressione, al passaggio in ambiente esterno alla crosta terrestre, provoca un degassamento del magma: i gas, disciolti inizialmente in soluzione, subiscono una repentina evaporazione, separandosi dal fuso magmatico che, conseguentemente alla variazione della composizione chimica, si trasforma in lava. I gas liberati dal processo di degassamento sono il vapor acqueo, CO 2, CO, SO 2, SO 3, Cl 2, N 2 (anidride carbonica, monossido di carbonio, anidride solforosa e solforica, cloro e azoto) e gli elementi rari. La lava ha una temperatura che va dai 600 ai 1200 gradi Celsius. Sebbene sia abbastanza viscosa, fino a volte la viscosità dell'acqua a seconda della composizione, può scorrere per grandi distanze prima di raffreddarsi e solidificarsi in funzione delle sue proprietà reologiche.

23 Unità didattica : La lava Ore di lezione : 4 ore Classe : Quarta - Istituto tecnico e professionale Periodo : secondo Quadrimestre Prerequisiti: gli stati di aggregazione della materia, gli elementi della tavola periodica, nomenclatura, proprietà dei gas, concetto di temperatura e pressione, conoscenze di reologia. Obbiettivi : Conoscenze: Composizione Della Lava e Proprietà reologiche della lava, Composizione dei gas di emissione, Come prevedere la prossima eruzione. Competenze : saper individuare come il cambiamento di parametri chimico- fisici, quale la temperatura e la pressione porti ad una differenziazione chimica del magma. Abilità: acquisire la capacità di osservazione e creare collegamenti interdisciplinari. Metodologie: Utilizzo di sussidi audio-visivi e lezioni frontali interdisciplinari. Spazi di Lavoro: Aula, aula multimediale, laboratorio di chimica. Materiali ed attrezzature: : Libri, sussidi multimediali, pc. Verifica e valutazione: Osservazione sistematica degli alunni, discussione di una presentazione in power point preparata dagli allievi in cooperative learning durante le fasi di lavoro; valutazione degli elaborati prodotti. CHIMICA - FISICA Prof.ssa Linda Catapano

24 OSSERVATORIO VESUVIANO L'Osservatorio Vesuviano è un’ istituzione pubblica dedicata alla ricerca vulcanologica e geofisica, alla sua applicazione e al monitoraggio dei vulcani attivi. Fondato nel 1841 dal re delle due Sicilie Ferdinando II di Borbone, è il più antico osservatorio vulcanologico del mondo. Dal 2001 è la Sezione di Napoli dell’ Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia

25 Osservatorio Vesuviano: La strumentazione Sala di controllo dell’Osservatorio Vesuviano

26 Unità didattica : Osservatorio Vesuviano Ore di lezione : 5 ore Classe : Quarta - Istituto tecnico e professionale Periodo : secondo Quadrimestre Prerequisiti: Cenni storici e coordinate geografiche, la meteorologia. Obbiettivi : Conoscenze: Studio delle apparecchiature che compongono la stazione meteorologica, dati climatologici, approfondimento dei vari effetti dovuti ai fenomeni delle idrometeore. Competenze : Le forme con le quali si manifestano i fenomeni di condensazione e di precipitazione dell’umidità atmosferica, acquisire padronanza delle varie installazioni meccaniche (traliccio, batterie, etc.),la manutenzione delle parti elettroniche (sistemi di acquisizione dati, cpu, etc.) e dei sensori. Abilità: dovranno essere capaci di produrre un data set che possa essere utilizzato nella meteo-climatologia e negli studi atmosferici, e per le attività scientifiche che usano i dati meteorologici come supporto. Metodologie: Utilizzo di sussidi audio-visivi e lezioni frontali interdisciplinari, apprendimento significativo e per scoperta. Spazi di Lavoro: Aula, laboratorio multimediale, laboratorio disciplinare, visite all’Osservatorio Vesuviano. Materiali ed attrezzature: : Libri, grafici, pc, manuali specifici delle varie apparecchiature e dei corrispettivi strumenti. Verifica e valutazione: Osservazione sistematica degli alunni, valutazione degli elaborati prodotti, prove pratiche sui singoli componenti e corrispettive apparecchiature che costituiscono la stazione meteorologica. LABORATORIO TECNOLOGICO Prof. Alberto Strocchia

27 IL SISMOGRAFO Il sismografo è un eccellente strumento per la registrazione delle onde sismiche generate da terremoti o da grosse eruzioni vulcaniche, è costituito da una serie di elementi che consentono la rappresentazione grafica dell’andamento del segnale sismometrico nel tempo sotto forma di un sismogramma, in cui viene rappresentato fedelmente il movimento del suolo con le grandezze accelerazione e velocità. Il primo sismografo viene attribuito ad un cinese ma l’inventore del sismografo elettromagnetico fu Luigi Palmieri, direttore dell’Osservatorio Vesuviano e Docente all’Università di Napoli.

28 Unità didattica : Il Sismografo Ore di lezione : 4 ore Classe : Quarta - Istituto tecnico e professionale Periodo : secondo Quadrimestre Prerequisiti: Matematica, fisica e scienza della terra (geologia). Obbiettivi : Conoscenze: L’uso delle nuove tecnologie e degli strumenti informativi sul terremoto, conoscenze sui fenomeni sismici e pericolosità sismica territoriale, gestire ed organizzare dati sismici prodotti dalle stazioni. Competenze : Nuove tecnologie (informatica), matematica, fisica e scienza della terra (geologia). Abilità: Composizione e relativa manutenzione degli apparecchi di rilevazione dei vari dati Interpretazione dei dati sismici Metodologie: Utilizzo di sussidi audio-visivi e lezioni frontali interdisciplinari, apprendimento significativo e per scoperta. Spazi di Lavoro: Aula, laboratorio multimediale, laboratorio disciplinare, visite all’Osservatorio Vesuviano. Materiali ed attrezzature: : Libri, grafici, pc, fotografie, fogli di mappa. Verifica e valutazione: Osservazione sistematica degli alunni, valutazione degli elaborati prodotti. LABORATORIO MECCANICO Prof. Emilio Servodio

29 L’Osservatorio Vesuviano effettua il controllo dell’attività sismica delle aree vulcaniche attraverso una rete di stazioni sismiche, attiva nell’area vesuviana, nell’area flegrea e a Ischia. La rete è costituita da numerose stazioni sismiche fisse, distribuite sulla superficie dei vulcani e, in parte, nelle aree circostanti. In caso di aumento dell’attività la rete viene potenziata con l’aggiunta di stazioni sismiche mobili. In particolare, in ogni stazione ci sono dei sensori che rilevano il moto del suolo e trasferiscono in tempo reale i dati rilevati dal Centro di Sorveglianza, dove vengono accolti, analizzati e interpretati. Abbiamo due analisi, la profondità dei sismi nel primi sei mesi del 2014, e la corrispondente profondità Controllo dell’attività sismica.

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32 Unità didattica : Rilevamento sismico del Vesuvio Ore di lezione : 4 ore Classe : Quarta - Istituto tecnico e professionale Periodo : secondo Quadrimestre Prerequisiti: gli stati di aggregazione della materia, gli elementi della tavola periodica, nomenclatura, concetti di statistica sismologia e profondità sismica Obbiettivi : Conoscenze: L’uso delle nuove tecnologie di statistica e di Excel in particolare l’uso dei grafici. Competenze : Analisi della profondità sismica e del magnitudo. Abilità: Nell’uso dei software per analisi dei dati. Metodologie: Utilizzo di sussidi audio-visivi e lezioni frontali interdisciplinari. Spazi di Lavoro: Aula, laboratorio multimediale, laboratorio disciplinare, visite all’Osservatorio Vesuviano. Materiali ed attrezzature: : Libri, grafici, pc. Verifica e valutazione: Osservazione sistematica degli alunni, discussione di una presentazione in power point preparata dagli allievi in cooperative learning durante le fasi di lavoro; valutazione degli elaborati prodotti. LABORATORIO TRATT. TESTI, CALCOLO, CONT. ELETTR. ED APPL. GESTIONALI Prof. Antonio Caliano

33 IL VIAGGIO DI PLINIO IL VECCHIO Durante l’eruzione del 79 d.C., sulla spiaggia di Castellammare trovò la morte per asfissia, l’ammiraglio Gaio Plinio Secondo denominato Plinio il Vecchio, comandante in capo della Flotta di Miseno, nel tentativo di portare soccorso al suo amico Pomponiano che possedeva una villa nell’Ager stabiese, nonché per osservare, quale insigne naturalista, più da vicino il fenomeno vulcanico. Dopo vani tentativi di approdare a Ercolano per le cattive condizioni del mare che si ritirava verso la costa e per la pioggia di lapilli infuocati, Plinio ordinò al suo spaventato timoniere, di puntare su Stabia dicendogli: “ La fortuna aiuta gli audaci: dirigiti verso la villa di Pomponiano”.

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35 I QUADRIREMI CONTRO IL VESUVIO « Durante l’Eruzione Pliniana » Castellammare di Stabia : Il porto

36 Unità didattica : I Quadriremi contro il Vesuvio Ore di lezione : 5 ore Classe : Quarta - Istituto tecnico e professionale Periodo : secondo Quadrimestre Prerequisiti: Marineria ai tempi dei Romani, Golfo di Napoli - costa Vesuviana, cenni metereologici. Obbiettivi : Conoscenze: I vulcani oggi e conoscenza degli antichi sui vulcani prima dell’eruzione del Vesuvio, operazioni di soccorso navale ai tempi dei Romani,effetti dell’eruzioni vulcaniche sulla navigazione costiera in quei tempi. Competenze : Terminologia nautica, struttura e navigazione delle quadriremi, terminologia e presagi metereologici, meteorologia e geografia Abilità: Meteorologia dei vulcani e presagi metereologici oggi, navigazione costiera in condi. meteo avverse Metodologie: Utilizzo di sussidi audio-visivi e lezioni frontali interdisciplinari, apprendimento significativo e per scoperta. Spazi di Lavoro: Aula, laboratorio multimediale, laboratorio disciplinare, visite guidate. Materiali ed attrezzature: : Libri, grafici, pc, fotografie, fogli di mappa, video – strorici. Verifica e valutazione: Osservazione sistematica degli alunni, valutazione degli elaborati prodotti. LABORATORIO NAUTICO Prof. Francesco Onelli

37 Il Parco Nazionale del Vesuvio

38 Le definizioni legislative I Beni Paesaggistici Parti del territorio i cui caratteri distintivi derivano dalla natura, dalla storia umana o dalle reciproche interrelazioni. Il Vincolo Paesistico è teso a conservare gli aspetti estetici e naturalistici dei luoghi. Il vincolo si può costituire : con provvedimento della Regione o ex lege.

39 Disciplina l’esercizio delle attività consentite costruzioni di opere e manufatti attività artigianali,commerciali, di servizio, agro-silvo-pastorali Il soggiorno e la circolazione del pubblico attività sportive, ricreative, educative Attività di ricerca scientifica e biosanitaria Limiti di emissioni sonore, luminose Accessibilità attraverso percorsi e strutture idonee per disabili e anziani Regolamento del Parco

40 Unità didattica : Il Parco Naturale del Vesuvio Ore di lezione : 4 ore Classe : Quarta - Istituto tecnico e professionale Periodo : secondo Quadrimestre Prerequisiti: Il concetto di bene giuridico,la disciplina dei beni appartenenti allo stato e agli altri enti pubblici. Obbiettivi : Conoscenze: Conoscere gli strumenti normativi disposti per la tutela dei beni di interesse culturale e naturalistico, conoscere i modi di costituzione dei vincoli monumentale e paesistico. Competenze : Distinguere i vari strumenti urbanistici volti alla conservazione del patrimonio naturalistico, distinguere gli organi di gestione del Parco Naturale del Vesuvio. Abilità: Organizzazione generale del territorio ed i vincoli, destinazione di uso pubblico e privato, sistemi, attrezzature e servizi necessari per la fruizione, criteri per gli interventi sulla flora e fauna del comprensorio. Metodologie: Utilizzo di sussidi audio-visivi e lezioni frontali interdisciplinari, apprendimento significativo e per scoperta. Spazi di Lavoro: Aula, laboratorio multimediale, aula di disegno, casa Materiali ed attrezzature: Libri, grafici, fotografie, fogli di mappa, pc. Verifica e valutazione: Osservazione sistematica degli alunni; valutazione degli elaborati prodotti. DIRITTO Prof.ssa Vincenza Pisacane

41 LE PIANTE DEL VULCANO: LE DUE GINESTRE Spartium junceum, Ginestra odorosa (la ginestra di Leopardi) Genista aetnenesis, Ginestra dell’Etna

42 LE DUE GINESTRE Nei territori vulcanici la vita vegetale è condizionata dagli eventi eruttivi che si susseguono nel corso del tempo. In corrispondenza di ciascuna eruzione, infatti, la vegetazione viene distrutta più o meno completamente per poi riaffermarsi nei periodi di inattività. La colonizzazione vegetale dei substrati vulcanici (lave e piroclastiti) in ecologia è nota come “successione primaria”. Ad oltre settanta anni dall’ultima eruzione vesuviana del 1944, le piante hanno ormai ricoperto quasi completamente il Vesuvio. Tra queste figurano la Ginestra odorosa (Spartium junceum), specie indigena e decantata da Leopardi, e la Ginestra dell’Etna (Genista aetnenesis), entità aliena ed in forte espansione sul Gran Cono Vesuviano (zone in verde nella foto a destra).

43 Unità didattica : Le piante del Vulcano Ore di lezione : 5 ore Classe : Quarta - Istituto tecnico e professionale Periodo : secondo Quadrimestre Prerequisiti: Citologia vegetale, Istologia vegetale, Morfologia vegetale, Fisiologia vegetale. Obbiettivi : Conoscenze: La colonizzazione vegetale del Vesuvio, la competizione tra gli indigeni (Ginestra odorosa, Spartium junceum) e gli alieni (Ginestra dell’Etna, Genista aetnensis). Competenze : Comprendere la morfologia e la fisiologia dei vegetali in relazione all’ambiente, comprendere le diverse fasi della colonizzazione delle piante negli ambienti vulcanici. Abilità: Analizzare la diversità biologica, analizzare la relazione competitiva tra le piante autoctone ed alloctone del Vesuvio. Metodologie: Utilizzo di sussidi audio-visivi e lezioni frontali interdisciplinari, apprendimento significativo e per scoperta. Spazi di Lavoro: Aula, laboratorio multimediale, visite in campo. Materiali ed attrezzature: Aula, laboratorio multimediale, visite in campo. Verifica e valutazione: Osservazione sistematica degli alunni; valutazione degli elaborati prodotti. SCIENZE AGRARIE Prof. Adriano Stinca

44 Dio riconoscendo nel Golfo di Napoli un lembo di cielo strappato da Lucifero durante la caduta verso gli'inferi, pianse e laddove caddero le lacrime divine sorse la vite del Lacryma Christi I VITIGNI DEL VULCANO I vini del Vesuvio erano già famosi ai tempi dei romani per corpo e bontà: "Haec iuga quam Nysae colles plus Bacchus amavit – Bacco amò queste colline più delle native colline di Nisa"

45 Lacryma Christi del Vesuvio rosso Colore: rosso rubino, talmente vivace e prorompente per cui sembra venuto fuori dal Vesuvio stesso; Profumo: gradevole, profuma di frutta rossa e talvolta di spezie; Sapore: secco e con un aroma armonico, complesso e corposo; Vitigni: Piedirosso e/o Sciascinoso (min 80%), Aglianico (max 20%); Gradazione alcolica: minimo 12%; Produzione: massimo 100 qli/Ha, con una resa alla vinificazione non superiore al 65%; Accostamenti: è un vino di corpo per cui va accostato a paste o polente con sughi di carne, arrosti di carni rosse, pollame nobile, selvaggina, formaggi piccanti, senza escludere la possibilità di farlo sposare con la lasagna napoletana. I vini di corpo devono la loro particolarità anche al fatto che sono su piede "franco" (ovvero sono ancora le viti che ivi vi si acclimatarono millenni or sono).

46 Unità didattica : I vitigni del Vesuvio Ore di lezione : 5 ore Classe : Quarta - Istituto tecnico e professionale Periodo : secondo Quadrimestre Prerequisiti: Morfologia vegetale, fisiologia vegetale e caratteri botanici della vite, sistemi di allevamento, morfologia, fisiologia e caratteri botanici dei vitigni del Vesuvio e del Lacryma Cristi. Obbiettivi : Conoscenze: Conoscere le modalità di produzione del vino e i principali aspetti dell’enologia. conoscere le caratteristiche della produzione vitivinicola regionale, conoscere metodi di analisi organolettica dei vini e i relativi abbinamenti con il cibo. Competenze : Riconoscere le caratteristiche organolettiche dei vini regionali e quelli del Vesuvio, utilizzare la terminologia corretta per descrivere le caratteristiche organolettiche dei vini. Abilità: Riconoscere le caratteristiche organolettiche dei vini regionali e quelli del Vesuvio, utilizzare la terminologia corretta per descrivere le caratteristiche organolettiche dei vini, applicare i principi di abbinamento cibo-vino. Metodologie: Utilizzo di sussidi audio-visivi e lezioni frontali interdisciplinari, apprendimento significativo e per scoperta. Spazi di Lavoro: Aula, laboratorio multimediale, laboratorio disciplinare, visite in campo, visite in cantina. Materiali ed attrezzature: Libri, grafici, fotografie, fogli di mappa, schede di degustazione, pc.. Verifica e valutazione: Osservazione sistematica degli alunni; valutazione degli elaborati prodotti. ESERCITAZIONI AGRARIE E LABORATORIO ENOLOGICO Prof. Mario Aquino

47 I CANDIDATI : Prof.ssa Anna Donatiello Classe A037 – Storia e Filosofia Prof.ssa Linda Catapano Classe A013 – Chimica e tecnologie chimiche Prof.ssa Olimpia Ussano Classe A013 – Chimica e tecnologie chimiche Prof.ssa Vincenza Pisacane Classe A019 – Discipline giuridiche ed economiche Prof. Adriano Stinca - Classe A058 - Scienze e meccanica agraria e tecniche di gestione aziendale, fitopatologia ed entomologia agraria Prof. Mario Aquino - Classe C050 – esercitazioni agrarie e laboratorio enologico. Prof. Alberto Strocchia - Classe C320 - Laboratorio meccanico tecnologico Prof. Emilio Servodio - Classe C320 - Laboratorio meccanico tecnologico Prof. Francesco Onelli – Classe C180 – Esercitazioni marinaresche Prof. Roberto Coviello – Classe A060 – Scienze naturali, geografia e microbiologia Prof. Antonio Caliano - Classe A076 - Laboratorio trattamento Testi, calcolo, cont,ellettr. Ed appl. gestionali

48 GRAZIE PER L’ATTENZIONE !...


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